L'ape dantesca
inferno
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Guarda, mi disse, le feroci Erine
(Inf. XI, 45)
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I' non so ben ridir com'io v'entrai
(Inf. I. 10)
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Io era tra color che son sospesi
(Inf. II. 52)
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Io son Beatrice, che ti faccio andare,
vengo di loco ove tornar disìo
Amor mi mosse, che mi fa parlare.
(Inf. II. 70-72)
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Io venni in loco d'ogni luce muto
che mugghia come fa mar per tempesta
se da contrari venti è combattuto.
(Inf. V. 28-30)
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In sè medesmo si volgea co' denti
(Inf. XIII. 25)
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Io credo ch'ei credette ch'io credesse
(Inf. XIII. 25)
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... I lieti onor tornaro in tristi lutti
(Inf. XIII. 69)
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Io son colui che tenni ambo le chiavi
del cor di Federigo, e che le volsi
serrando e disserrando...
(Inf. XIII. 58-59 (60))
[Si tratta di Pier delle Vigne, segretario di Federico II.]
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Io son colui che la Ghisola bella
condussi a far la voglia del Marchese
(Inf. XVIII, 55-56)
[Si tratta di messer Venedigo de' Caccianimici, ruffiano, che, per denaro,
condusse la propria sorella Ghisola a soddisfare le voglia di Obizzo da Esti,
marchese di Ferrara, illudendola con promesse di bene.]
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Ivi, con segni e con parole ornate
Isifile ingannò la giovinetta
... / lasciolla quivi gravida e soletta.
(Inf. XVIII. 91-92 / 94)
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Io stava come il frate che confessa
lo perfido assassin...
(Inf. XIX. 49-(50))
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... Indietro venir gli convenia
perchè il veder dinanzi era lor tolto
(Inf. XX. 14 -15)
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... I' temo ch' ello
non s'apparecchi a grattarmi la tigna
(Inf. XXII. (92)-93)
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...Io fui nato e cresciuto
presso il gran fiume d'Arno, alla gran villa.
(Inf. XXIII. (85)-95)
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In quella parte del giovinetto anno
che il sole i crin sotto l'Acquario tempra
e già le notti al mezzo dì sen vanno
(Inf. XXIV. 1-3)
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I' non so chi tu sie, nè per che modo
venuto se' quaggiù...
(Inf. XXXIII, 10-(11)
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Io non morii e non rimasi vivo
(Inf. XXXIV. 25)
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