BREVI NOTE  STORICHE  SULLA  QUESTIONE  MERIDIONALE  2.

 

BREVISSIMA   CONCLUSIONE

 

 

E  NUOVO  ORDINE  MONDIALE

 

 

Possiamo trarre lo spirito della pagina che ci ha preceduti lasciando  tutti i popoli della nazione italiana a riflettere su sé stessi, poiché la politica, così come talvolta capita ai vecchi, fa fatica a mettere a fuoco esattamente quello che vuole ma che, dentro di sé, ha già evidenziato  chiaramente.

Perché, se si vuol costruire la macroregione della Padania, quella  del "Grande Sud", il partito Siciliano, un partito Sardo, allora converrà istituire un vero grande partito federalista ispirato completamente, oltre che al bene della  propria terra natale,  allo interesse nazionale, allo scopo di ottenere dal popolo italiano un cambiamento ben riflettuto di alcune parti della  Costituzione, magari con l' aggiunta di Ordinamenti minori, e il tutto senza conflitti interni..

In breve, i federalisti avrebbero dovuto già da tempo mettersi d' accordo per formare il partito unico nazionale.  Se non se ne parla è perché, evidentemente, la Lega padana si ritiene sufficiente a tutto; anche se ciò potrebbe condurla a un grave errore etico  tendente alla realizzazione di un federalismo conflittuale, non finalizzato allo interesse nazionale complessivo.

Purtroppo  si è continuato a nutrire, negli ultimi decenni, il secolare conflitto popolare fra polentoni e terroni, con danno per tutti. Ora non so cosa ci guadagneranno la Lega dalla alleanza con forze unitarie, o il Sud con i suoi briganti.

 

Un' altra cosa il pregiatissimo testo del professor Domenico Novacco suggerisce alla mente: ed è la estrema precarietà in cui (non solo il meridione) ma tutti gli Stati del mondo sono sopravissuti nel corso degli ultimi millenni. Ove spesso un piccolo balzello protettivo, forse ancor meno, ha deciso una guerra. Ove spesso il più puro pensiero filosofico (ad es. il nazionalismo) è stato utilizzato e trasformato per ottenerne la esaltazione di masse. E dove  risultati negativi e veri arretramenti di morale sono stati vantati come grandi evoluzioni di civiltà.

Perché sembra ci si sia dimenticati di cosa veramente significa il bene della pace internazionale.

 

 

Nagasaki

 

Recentemente sembra che, nel web, le porte dell' inferno si siano aperte. Arrivano videate, anche molto lunghe in lingua inglese e scritte italiane; pseudo pedagogiche, terrificanti, traboccanti d' odio, che non si sà se siano state preparate dalla polizia segreta di Washington  o da Al Qaeda (in entrambe i casi per adescare i gonzi), e che dovrebbero farci riflettere ed impaurirci .

Se ne deduce che  qualcuno abbia interesse a non desiderare la pace (ne' a sinistra, ne' a destra).

Occorre ricordare che la pacificazione internazionale, il "Nuovo Ordine" DEVE, per sua natura e per forza propria, necessariamente cambiare i rapporti sociali, sia che lo si desideri o no. Non è possibile pertanto "fuggire il cambiamento". Esso deve essere preparato, e non ovviamente soltanto dai bancari o dal signor Rockfeller.

 

Voglio però riferirmi a una scrittura di Marco Pala, del 29 agosto di quest'anno, sul "Nuovo Ordine Mondiale e Circoli di Potere". Non voglio discutere e accetto  tutto ciò che lui scrive; il Club Bilderberg, David Rockfeller, i giustificati timori dei Kennedy e tutto il resto.

Giustamente scrive Pala: "La mia opinione è che la democrazia sia puramente illusoria proprio perché esistono questi circoli privati,  e le loro decisioni pesano a livello internazionale nella politica e nella economia."

Per chiarire, aggiungo una citazione dello stesso autore su David Rockfeller, ed una sua breve conclusione:

 

"Sono certo - dice Rockfeller nel Convegno del gruppo Bilderberg, giugno 1991 a Baden-Baden, Germania - che il Mondo Odierno sia pronto alla progressione unanime verso la creazione di un nuovo governo mondiale.

Si tratterà di una entità sovranazionale controllata da una élite intellettuale e imprenditoriale accuratamente scelta; la gestazione sarà in mano alle banche.

Credo che questo mio progetto sia di gran lunga preferibile all' auto determinazione nazionale esercitata in tutti questi secoli".

 

Conclude Marco Pala dopo averci informato, di passaggio, che anche gli ultimi papi Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, oltre al nostro presidente Giorgio Napolitano, si sono tutti dichiarati favorevoli al Nuovo Ordine Mondiale:

 

"Nuovo sforzo"..."grande speranza"..."Nuovo ordine mondiale basato su giusti rapporti etici ed economici" (Benedizione urbi et orbi, 25 dicembre 2005).

 

Di M.P.: "Io ho apportato i fatti che sostengono la mia opinione, verificabili da tutti. Adesso mi piacerebbe sapere cosa ne pensate, visto che si tratta del vostro futuro. Perché tutti acclamano il nuovo ordine mondiale, ma nessuno sa cosa sia veramente. Perché non se ne parla a "Porta a Porta", "Anno Zero", Ballarò" e "Matrix" ?

Dovrebbe essere un tema politico di interesse nazionale, o no?"

 

Marco Pala potrebbe avere perfettamente ragione, solo che il gruppo Bilderberg e i propri iscritti, e le banche, e forse alcuni governi, non rappresentano tutto il mondo.

Qui posso esprimermi soltanto pensando ai valori del nuovo pitagorismo ed all' anarchia  "non violence" (non allo "anarco-marxismo, o anarco-comunismo che teoricamente non si giustifica perché il termine è artificiale  e contradditorio).  Sono certo però che coloro che la pensano in conformità a ciò che scriverò adesso siano moltissimi ed estraibili da tutte le  parti politiche, anche a dispetto delle intenzioni di alcuni capi.

 

Il Nuovo Ordine Mondiale, non solo è desiderabile, ma è essenziale per la prosecuzione della vita stessa di tutto il genere umano.

Una volta che noi si fosse raggiunta la pacificazione fra tutte le nazioni del mondo, nell'etica planetaria "cambierebbe tutto", e molte cose che adesso sembrano impossibili per natura, diventerebbero logiche ed eseguibili. A cominciare da Dio.

Naturalmente, per entrare nel Nuovo Ordine Mondiale ci vorrà tempo, ed altrettanto tempo per armonizzarsi con esso. L' importante però sarà non cadervici a sorpresa, per volontà altrui. Io qui ne scrivo perché altri ne hanno già scritto e perché questo tema deve essere preparato secondo diversi punti di vista.

 

Cito, ad esempio, il piano economico anarchico che, nel mondo attuale, è utopistico e impossibile ad eseguirsi, proprio perché le nazioni sono tante e tutte concorrenziali fra loro. Non lo sarebbe in un mondo pacificato, ove anche lo stesso capitalismo sarebbe obbligato a miglioramenti etici.

Sappiamo tutti che, nel mondo delle nazioni, l' economia non è "naturale", così come lo era, ad esempio, nei primordi, nel tempo della economia di scambio. Ci fu pertanto un motivo per cui l' antico "baratto", pur naturale, fu ritenuto ineseguibile. Non fu sostituito però, da un altro valore naturale.

L' economia basata sull' oro, (o comunque sui metalli, sulle quantità di essi misurate in talenti, o sulle monete) si può definire artificiale, convenzionale. Essa è propria delle società  divise in nazioni (polis, imperi) con differenze iniziali e naturali di ricchezza interna. Tutti ammettono, causa tale motivo, che l' economia non sia una scienza esatta.

Intendendo il N.O.M. costruito sulla volontà di tutti gli Stati; non si potranno lasciare, fra essi, tali differenze di ricchezza interna da presupporre nuovi conflitti. Per coerenza, non si potranno nemmeno capire "classismi" troppo squilibrati.

Oggi si può già intendere, nello scambio economico  intermondiale, l' importanza del  denaro elettronico, proprio perché nessuno scambio, per essere coerente,  potrà più essere fondato sull' oro, ne'  in nessun' altro elemento "limitatamente quantificabile".  Solo con il denaro completamente informatizzato l' economia potrà avvicinarsi alla scienza esatta. Nel senso che, fra tutti i parametri non naturali di economia, il denaro elettronico dovrà considerarsi il più esatto.

 

Faccio un esempio teorico: ammettiamo che io possieda (la mia famiglia, il mio gruppo) un talento (un' anfora) piena d'oro, e null'altro.

Ammettiamo che il mio vicino (la sua famiglia, il suo gruppo) possegga invece campi di grano, alberi da frutta, animali da pascolo, e null' altro.

Io, per mangiare, dovrei proporre uno scambio: il mio oro contro il suo cibo. Siccome il mio oro si consuma e il suo campo no, dovrei concederne il meno possibile.

Facciamo intervenire adesso, una terza persona, che non possieda ne' oro, ne' campi di grano, e che, appunto per questo, sia interessata a sopravvivere. Essa viene da me e mi dice: il tuo talento d' oro è destinato a esaurirsi, esso fugge, non si riproduce. Potresti farne però un bene stabile riproducendolo in carta  e dando lo stesso valore ad essa. Io mi accontenterò di un interesse sulle spese indispensabili.

Tale proposta, intelligente e lecita in un subito, sarà destinata però, in qualche secolo, a non ammettere più, come indici di ricchezza, i prodotti fisici della terra, a rendere falsificata la ricchezza del mondo.

Seppure nata con le migliori intenzioni, l' economia del mondo si appoggerà su un falso. Ed è quello che sta effettivamente succedendo adesso, e da molti anni.

 

Intendo: nel "mondo unito" l'economia non potrà più rapportarsi alla posseduta quantità totale d' oro o di carta moneta, ma alla effettiva quantità di ricchezza materiale posseduta dal pianeta, direttamente in materie prime, fisiche e organiche.

Ciò potrebbe portare a problemi di valutazione quantitativa delle totali risorse mondiali. Ma difficilmente essi potrebbero essere più gravi di quanto lo siano a tutt'oggi. Anzi, la società sarebbe più adattata psicologicamente a risolverli, e la scienza più allineata verso tali problemi, come ad esempio verso la scoperta di energie alternative.

La scienza ha sempre fatto molto per migliorare l' utilizzo delle risorse che già si hanno, specialmente in agricoltura. Ma anche nell' industria, non c'è motivo di disperare nel futuro, specie se il mondo sarà più civilmente organizzato. Sviluppi spontanei di grandi nazioni con nell' insieme miliardi di popolazione, quali, ad es. India, Cina e Brasile, dieci anni fa non si sarebbero forse potute ritenere possibili.

Senza pensare poi ai miglioramenti etici, alla possibilità di crescita culturale per tutti.

 

Ad esempio, non potrà essere possibile che la pacificazione si riduca a uno Stato unico del mondo, con un unico governo.

Essenziale sarà invece la "proprietà del territorio", intendendo  territori formati da gruppi etnici particolarmente affini (per volontà ed abitudini) governati autonomamente non importa con quale criterio costituzionalistico. Ognuno di essi potrà essere, contemporaneamente, carente o abbondante di materie prime, comprendendo in esse, sia prodotti di superficie (agricoli) che del sottosuolo (minerari).

In questo senso saranno orientati gli scambi economici, senza contare poi i prodotti manufatti e industriali.

Il denaro necessario allo scambio non potrà essere legato a un quantitativo pre-definito di metallo o carta (come lo è necessariamente oggi, in un mondo diviso in nazioni), ma dovrà misurarsi con la effettiva ricchezza o povertà del territorio e con quella dell' ingegno delle persone (industria e commercio).

Una nazione carente di qualsiasi cosa, ed anche di ingegno, costretta a comprare tutto, sarà pur essa, (senza scompensi e tribolazioni) sovvenzionata in  anticipo con denaro elettronico, sotto  controllo dell' O.N.U.

Cose che adesso devono essere ritenute economicamente impossibili ed utopistiche; una volta realizzata la pacificazione mondiale (che non solo è possibile, ma necessaria), dovranno diventare indispensabili e fattibili.

Per questo, la possibilità di arrivare alla conquista del mondo - per dominazione - paventata da Marco Pala, non dovrebbe potersi avverare se non rinunceremo al dono, che ci è stato offerto da Dio, della nostra intelligenza naturale e della nostra volontà.

In ogni modo, la risoluzione da prendere non potrà esser quella della rinuncia.

Dal 1945 il mondo è cambiato, ed occorre prenderne atto.

 

Ripeto quindi,  in coerenza con ciò che abbiamo teoricamente edificato (cioè il N.O.M.) che ogni valore monetario di scambio non potrebbe più essere  fondarlo sul metallo e di conseguenza sulla carta.  Bensì dovrebbe esserlo "sul valore del cittadino",  "sulle necessità dell' industria", sulla effettiva consistenza delle risorse.

Si badi bene che ciò che sto per presentare non sono invenzioni, ma vecchie teorie già esistenti, irrealizzabili soltanto per impedimento proveniente dalla natura conflittuale fra le nazioni, così come esse esistono nel mondo d'oggi.

Nel mondo di domani, se io dicessi: - mettiamo insieme tutto l' oro del mondo, e poi emettiamo su di esso il denaro, il quale denaro è già tutto dentro le banche - se dicessi così proporrei un abuso che già oggi non può essere accettato come logica morale di vita, e domani assolutamente non più.

Faccio un esempio: una  vecchia teoria economica anarchica che qui non cito per ignoranza di documenti e perché la mia condizione di malato terminale mi impedisce di cercarli, affermava che, per realizzare una equa distribuzione del denaro,  esso doveva essere distribuito dalle banche "in anticipo".

Banche "umanizzate", evidentemente.     

Per cui, io potrei dire: col denaro elettronico (artificiale quanto l' oro, ma molto meglio dell' oro, perché infinito), le banche potrebbero essere abolite e sostituite da calcolatori nazionalizzati, soltanto "armonizzati" (si può pensare) da un supercalcolatore istituito, ammettiamo, nel palazzo delle Nazioni Unite a New York.

"Armonizzati" significa tollerare squilibri non oltre un certo limite.

Secondo il Nuovo Ordine Mondiale anarchico qui presentato in teoria, tutte le nazioni dovrebbero rimanere libere, in quanto l' Ordine dovrebbe risultare da un atto volontario, non di impero, non di determinazione di classe.

Premetto che tutto ciò che scrivo dovrà essere poi discusso, e "lasciato lievitare". Per adesso rimane un concetto teorico anarchico:

 

La struttura economica del N.O.M. rimarrebbe  in parte nazionalizzata, in parte privata, come lo è tutt' oggi nel nostro mondo diviso e pericolante. Tutta controllabile  dai governi e dalla opinione pubblica delle varie nazioni.

Soltanto il denaro dovrebbe essere unificato, internazionalizzato e reso elettronico, ovvero astrattamente infinito...

...diviso in due gruppi non sovrapponibili, uno "civile",  uno "industriale".

Secondo la vecchia teoria anarchica, il denaro dovrebbe essere distribuito in anticipo.

Ad esempio, dovrebbe essere giusto (ammettiamo) dare ad ogni persona che nasce, una carta con un milione di punti vita, valevole per dieci anni (centomila punti l' anno). E poi un rinnovo, valevole per altri dieci anni, e così via. Vi prego di continuare a leggere, perchè sono vecchie teorie diventate obsolete soltanto per impossibilità ambientale e cattiva volontà umana.

Le persone umane, tutte a cominciare dai nuovi nati.  Le industrie, ad esempio, distribuite fra minerarie, meccaniche, elettriche, elettroniche, boschive, agricole, marine, eccetera.

 

Costruzione della torre di Babele,

gli operai si intendono fra loro.

 

Siccome i punti vita  si mangiano e si consumano, i giovani, compiuti i diciott'anni, o più tardi, secondo regole di scuola, siccome sono stati pagati in anticipo,  dovrebbero ritenersi impegnati a iscriversi a una gilda (secondo preferenze, o studi compiuti), ad esempio, a gilde di costruttori meccanici, gilde di metallurgia, gilde di agricoltori, di navigazione, di educatori intellettuali, alcune non per tutti, es. per artisti, sportivi; gilde provvisorie, gilde per ogni attività e professione, regolate autonomamente all' interno di tutte le nazioni del  mondo. Possibile il cambiamento di gilda, eccetera. Possibile "l' aumento di stipendio" con una carta più alta, a seconda del merito, ma senza le pazzie che si stanno vedendo oggi.  Possibile anche il "non lavoro", perché l'appartenenza alle gilde non dev' essere una coercizione, ma una aspirazione morale. Un lavoro eccentrico del tipo "sfruttamento della prostituzione" dovrebbe essere considerato un reato, a meno che non si voglia istituire una gilda per le prostitute, sempre però con denaro industriale, del quale anche lo Stato dovrebbe farsi carico. 

Deve valere il sistema territoriale, nel senso che, ad es. un gruppo straniero di sfruttamento petrolifero di un territorio, deve essere gestito, per la parte economica, da una gilda del territorio.  Cosa giusta e normale, che oggi, però, parrebbe ineseguibile.

Alla fine, anche il denaro di una organizzazione statale dovrebbe essere considerato parificato al denaro industriale. Si noti che un tale sistema escluderebbe completamente qualsiasi modalità di tassazione, ed anche l' accumulazione del capitale, (però non il risparmio pubblico del denaro "civile"). Eliminerebbe automaticamente anche le crisi di sovrapproduzione e quelle provocate da scarsità di moneta, ovvero da accumulazione speculativa.

Il criterio per decidere la costruzione di una fabbrica, ad esempio, potrà essere valutato soltanto rispetto a valutazioni di sfruttamento delle risorse mondiali, ed approvato in sede ONU tramite richiesta di uno Stato nazionale.

Nota: il termine "gilda", ricavato dalle locali medioevali associazioni di mestiere  (dell'Europa settentrionale, differenti dalle "corporazioni") è qui citato in senso approssimativo, discutibile, in quanto è teoricamente prevedibile la necessità di un controllo locale del denaro "industriale". Cosa fattibile anche attraverso le "banche", le quali, comunque, dovrebbero avere funzioni molto diverse dalle attuali.

Ma conviene continuare con altri esempi:

1. Ammettiamo che una piccola gilda di falegnami di un piccolo Stato dell' Europa centrale voglia acquistare legname pregiato in Canadà. Lo paga con un calcolo elettronico eseguito sul denaro industriale.

Poi fa lavorare il legno dai propri artigiani prepagati, i quali pongono in vendita i mobili realizzati che, a loro volta, vengono pagati  dai cittadini acquirenti, con il denaro, diciamo "civile", messo a loro disposizione nelle tessere.

Alla gilda dovrebbe essere data la possibilità tecnica di trasformare il denaro "civile" guadagnato, in denaro "industriale", lasciando magari, quando gli affari vanno bene, un "plus" aggiunto ai propri lavoratori.

Le "carte" prepagate dei cittadini dovrebbero essere realizzate in modo da garantire ad essi la vita alimentare, più quel tanto da assicurare ad essi, non l'acquisto di tutto  l' universo, ma la possibilità di far funzionare l' industria. Per cui le stesse "carte", seppur decennali, esigerebbero forse un ricalcolo annuo.

Il lavoro diventerebbe "impegno d' onore" di ogni buon cittadino.

2.  Ammettiamo che in una nazione asiatica un grande cataclisma abbia rovinato l'agricoltura e le abitazioni di una vasta regione.  Con denaro prepagato le gilde di quella regione potrebbero acquistare soccorsi (ad esempio, cereali, materiale edilizio). Quando non fosse possibile ottenere alcun soccorso, e nemmeno volontari interni ed esterni, bisognerebbe ammettere una crisi internazionale; ma ciò sarebbe  molto improbabile.

3.  In una nazione del centro Africa una popolazione indigena potrebbe non avere la capacità di costituire una gilda propria e trovarsi in condizioni tali da non potere nutrire, ne' curare, i propri bambini.

Si tratterebbe,  evidentemente di aiutare uno Stato povero, cosa che oggi si fa chiedendo denaro privato in TV. Spesso si viene a sapere però che, nonostante tutto, tali  Stati miserabili sono assai ricchi in proprio,  spesso nel sottosuolo. Gilde di lavoratori stranieri possono aiutarli con volontario sacrificio, senza che da ciò ne derivi imperialismo. Sempre salvando il termine: "la proprietà al territorio".

Si deve sempre considerare che, una volta entrati nell' ordine mondiale, ci vorranno almeno due o tre generazioni per prepararlo e assimilarlo.

4.  Molte persone desiderano non lavorare perché sono dotate di talento artistico, o sportivo. A me, ad esempio, sarebbe piaciuto vivere giocando a scacchi, sennonché, per farlo, avrei dovuto avvicinarmi, per talento, a Bobby Fisher o a Kasparov. Così per il resto. Qui l' equilibrio è naturale.

5.  Potrebbe piacermi, anche per vivere un po' meglio, mandare mia moglie a chiedere l' elemosina e mia figlia a prostituirsi. Nel mondo d' oggi molte cose che ci suscitano indignazione sono il risultato di abitudini ataviche ereditarie e inconsapevoli. In un sistema sociale organizzato in modo diverso, alcuni squilibri possono tuttavia  richiedere un po' di tempo per essere armonizzati.

6.  Posso decidere anche di sopravvivere facendo il predicatore di Zarathustra. Potrei arricchirmi furbescamente chiedendo soldi al prossimo.  In ogni modo il lavoro non potrà mai essere obbligatorio, nonostante si sappia che, senza il lavoro, nulla sarebbe messo a disposizione del nostro denaro. La società del Nuovo Ordine Mondiale si reggerà pertanto, sul sentimento della responsabilità reciproca e sull' onore.

Se prima del nuovo ordine possedevo un palazzo, esso resterà mio.  Se voglio vendere qualcosa che possedevo, i denari verranno a me. Le carte elettroniche dovranno pertanto consentire aumenti e diminuzioni al di là del normale scambio con la moneta dello Stato e delle gilde. Non però oltre un certo valore, altrimenti si ricadrebbe nell' ingiustizia e nello sfruttamento.

7.  Per la parte esclusivamente politica - esempio, modo di porsi sulla organizzazione della sanità, e leggi consimili che adesso forse non potrebbero nemmeno prevedersi - dovrebbero provvedere le scelte amministrative dei normali governi democratici nazionali e regionali.

L' anarchia non esclude i governi (che sono una responsabilità per chi li amministra, non un potere). Esclude che da un governo derivi una sopraffazione permanente.

 

Per concludere, una volta risolto il problema monetario, la continuazione della politica mondiale, intesa nella propria natura morale, dovrebbe rimanere ispirata ai valori della libertà e della democrazia. 

Una volta istituito, quale unità di misura internazionale, il denaro elettronico (molto più pratico della carta e dell' oro, in quanto infinito), tutti i timori prodotti dalle paventate accumulazioni bancarie dovrebbero essere superati secondo il  senso dei normali problemi psicoanalitici: solo la conoscenza delle cause di un male (la verità) può avviare alla guarigione.

 

La torre di Babele è

crollata. Gli operai non

s' intendono più fra loro.

 

 

Se la torre di Babele è crollata è perché, nonostante tutto, gli operai non hanno lavorato bene. E in effetti è così, e la storia lo dimostra. Ne abbiamo già scritto abbastanza sul tema della scelta "imperiale" del quarto secolo a.C., e sul rifiuto del Dio filosofico che ci ha costretti per migliaia d' anni, a vivere in contraddizione ad esso.

Tuttavia, se le grandi religioni ufficiali cristiane e islamiche oggi accettassero il Dio filosofico (solo come punto di riferimento etico) la strada verso il nuovo ordine mondiale sarebbe di molto abbreviata.

Rimarrebbe una lotta di "buoni" contro "cattivi".  I "buoni" non costretti  a determinarsi in  correnti politiche, di destra o sinistra. I "cattivi" favorevoli al denaro limitato, perché solo su quello potrebbero  fondare un potere, e giustificare una speculazione.

Per chi volesse osservare la "Anarchia non violenza", si tengano a mente queste due regole:

Primo:  Accettare il suggerimento che monsignor Giovanni della Casa dà nel suo "Galateo". -  "Bue che cozza è fuggito". Il Dio filosofico dimostra la fratellanza ed esclude l' odio.

Secondo: Guardarsi dal "gruppo" (che comporta gerarchismo, spese di organizzazione e grossi rischi di infiltrazioni poliziesche).  Piuttosto che un gruppo di venti, si facciano - venti gruppi di UNO, e tutti capi.

 

Enrico Orlandini, Osimo,  9 novembre 2010.

 

 

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