CONSIDERAZIONI SU

 

 FACEBOOK

 


      Sono iscritto a Facebook dall' inizio di quest' anno ed a tutt' oggi sto cercando di inquadrarne lo spirito.
   Cos'è facebook? Chi ha inventato facebook? A quale scopo è stata costruita l'idea di facebook? E' davvero una realizzazione di ispirazione mondiale voluta da qualcuno che abita in California? Da qualche università? Da qualche governo, o paragoverno? E' un esperimento?
   Forse che facebook voglia far rivivere il vecchio spirito liberale americano, quello che in tempi andati produsse la Carta dei diritti dell' uomo e del cittadino? Intendendo per "uomo" anche le donne, e per "cittadino" anche i contadini?
Tutto sommato, dopo qualche mese di esperienza, proprio non mi sembra così.

 

Intanto: cosa c'è di vero in facebook?

Lo spirito pedagogico liberale in genere, e quello americano in particolare (ne abbiamo scritto spesso nei nostri due link) tende alla massima valorizzazione della personalità individuale, facendo leva sulle naturali predisposizioni giovanili, allo scopo di formare, meglio che il buon cittadino responsabile, l'uomo evoluto per genio proprio, capace di dare impulso autonomo al miglioramento della società civile.

Tali concetti sono contraddittori allo spirito nazional-sciovinistico, a quello capitalistico quale oggi lo conosciamo, ed anche allo spirito del comunismo, quando il comunismo governava,  per cui i piani educativi nei nostri paesi europei orientali ed occidentali hanno mirato finora, principalmente  alla coltivazione dell'uomo "necessario". Anche codesto spirito pedagogico ha la sua ragion d'essere (come tutto), ma poi non si potrà pretendere dalla società civile la "comprensione" delle proprie effettive esigenze etiche. 

 

Facebook non incarna, nè lo spirito liberale, nè lo spirito necessario.

Incarna piuttosto quello del "grande fratello" inteso alla Orwell, cioè di qualcuno che si interessa di quel che facciamo (non importa chi siamo) e che ci controlla da fuori per farci alla fine fare quello che vuole lui.

L' esaltazione del puro spirito di potere, quello che gioca, non su concetti totali, ma sulla testa di ogni singolo individuo.

Per cui il fruitore di facebook, meglio che una persona gratificata dal possedere  un occhio sul mondo, appare piuttosto una timida capretta selvatica che preferirebbe arrampicarsi sui sassi piuttosto che pascolare nel campo scelto da un pastore che non è mai quello suo, perchè lei non ne ha, e probabilmente nemmeno ne vuole avere.

 

Faccio un esempio su me stesso che, sono certo, riguarderà molti altri:

Nella Info di Enrico Orlandini (1929) soltanto le indicazioni dei miei titoli di studio  sono state fatte da me. Le altre,  alla voce "musica", avendo io indicato "Verdi, Wagner, Vivaldi" tali nomi sono stati modificati d'autorità in "Rino Gaetano, Corrado Guzzanti, Elio e le storie tese". Per carità, nessuna intenzione di sottostimare gli ultimi nominati, però non li avevo scelti io, e il risultato è chiaramente un fenomeno di intromissione illecita nella sfera privata di una persona.

Tutti sanno che non è possibile imporre, a una persona normale, una preferenza artistica. Quindi la cosa, o è fatta ad arte per provocare un fuggi fuggi, cioè per ottenere il contrario di quel che si dice di volere, o è una spartizione di spazi di potere, per cui... se ti trovi ad abitare a casa nostra, allora devi dimostrarti esattamente a nostra immagine... comprensibile anche questo, ma noi non siamo immigrati clandestini.

 

I punti di separazione fra l'utile e il dannoso per il corpo sociale non sono Berlusconi, o il Papa, o il comunismo, ma "il potere per sè", la giustificazione di qualsiasi ideologia tendente a creare un "interesse superiore"  al quale tutto il corpo sociale dovrà poi sottomettersi.

Per il pitagorismo, solo la sacralizzazione della intera natura universale (del concetto classico occidentale  di "Dio") costituisce interesse superiore. Tutto il resto è un "limitato".

Ora, questa separazione dell'utile e del dannoso (non del bene e del male) intesa attraverso lo spartiacque "potere", è propria, oltreché del pitagorismo (che è più antico) anche della grande galassia del pensiero anarchico.

Il quale, attraverso il pitagorismo potrebbe anche essere ripensato  meglio.

Il buon uso delle libertà pubbliche, e il comune senso morale sono sufficienti alla buona amministrazione dello Stato. Se fossimo persone morali  la globalizzazione potrebbe rivelarsi una buona occasione per specchiarsi con un mondo in pace.

 

Intanto, bisognerebbe far luce su un falso. La confusione che si usa fare fra anarchia e comunismo, è un comodo di potere. Alla fine della rivoluzione russa e nella guerra di Spagna gli anarchici sono stati sempre ammazzati dai propri alleati di lotta, nè mai è successo il contrario, proprio perchè il "potere" divide anche nei concetti etici.

 

Anche il vecchio concetto di "anarchismo" violento e vendicativo può essere rivisto, finalmente, dopo alcuni  secoli, in conseguenza logica corretta, grazie proprio al recupero del concetto "occidentale" di Dio. Perchè credere in Dio, almeno dal punto di vista pitagorico, esenta dallo spirito di potere, l' ateismo no.

Molti errori del passato potrebbero adesso essere corretti.

Ciò vale anche per i grossi problemi etnici creati dai grossi movimenti di popoli, che caratterizzano i tempi nostri. Per poter discutere con le grandi religioni di potere, intendo.
 

Spero di essere aiutato nella diffusione sul web dei principii del pitagorismo. Se si scoraggeranno tentativi di gerarchismo e il desiderio di tirarci fuori del lucro, risultati se ne potrebbero ottenere.

 

Per finire, chi comanda in facebook?

Se giudico da ciò che è capitato a me, ovvero da come si possa costruire ad arte la personalità di un utente, senza che egli nulla ne sappia, potrei concludere: - Comanda Bin Laden? Comandano i servizi segreti di Berlusconi? comandano alcuni ragazzotti che si divertono?

Non lo so.

 

Enrico Orlandini, Osimo, 1° giugno 2010.

 

Aperto a tutto il repertorio You Tube,

Attendere la fine della canzone,

poi qualsiasi tipo di spettacolo può essere richiamato

scrivendo per esteso sulla striscia bianca in alto.

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