Judit Józsa – Tamás Pelles

La posizione della lingua ungherese

nel ginnasio di Fiume dal 1779 al 1918 *

Il saggio č stato pubblicato nella rivista:

Fiume – Rivista di Studi Adriatici

(Nuova Serie) 2. XX/7-12. Roma, luglio-dicembre 2000, pp. 74-106

 

 

Indice

1. Introduzione

2. Il primo periodo ungherese (1779-1809)

3. Il secondo periodo ungherese (1822-1848)

4. Il terzo periodo ungherese (1868-1918)

4.1. La Scuola Media Superiore di Stato (1871-1881)

4.2. Il Regio Ungarico Ginnasio Superiore di Stato (1881-1918)

4.2.1. L’organizzazione del Ginnasio Superiore

4.2.2. L’espansione della lingua ungherese

4.2.3. Il consolidamento della posizione della lingua ungherese

4.2.4. L’epoca Fest

4.2.5. L’ungherese diventa lingua d’insegnamento

4.3. La lingua ungherese nelle altre scuole di Fiume.

5. La fine dell’istruzione ungherese a Fiume

6. Conclusione

Bibliografia e fonti

 

 

1. Introduzione.

 

Nei periodi in cui la cittŕ di Fiume apparteneva all’Ungheria la lingua ungherese era presente in modo e quantitŕ assai diverse. Partita dal nulla, a mano a mano divenne una delle lingue piů importanti nel sistema scolastico fiumano, sia come materia obbligatoria o libera in alcune istituzioni, che lingua d’insegnamento d’altre sue scuole. Nella composizione per nazionalitŕ della popolazione di Fiume, accanto agli oriundi abitanti italiani e croati, anche l’elemento ungherese diventň sempre piů importante.

La crescita del ruolo della lingua ungherese fu causata da un lato dall’aumento della popolazione ungherese in cittŕ, dall’altra parte dal fatto che il governo ungherese cercava di promuovere la diffusione della lingua dello stato fra gli italofoni. Tale tentativo fu contestato da una parte della popolazione di lingua italiana, che temeva l’indebolimento e la perdita del carattere italiano della cittŕ.

Con l’avvicinarsi della guerra, la convivenza pacifica delle quattro lingue principali di Fiume, l’italiano, il croato, il tedesco e l’ungherese fu disturbata dagli interessi politici, veri o supposti tali. In un primo tempo soltanto gli ungheresi, i croati e – in misura minore – gli austriaci volevano dimostrare il proprio diritto storico al possesso della cittŕ.

Piů tardi invece, con la nascita dell’Italia Unita era nata un’altra possibilitŕ per i fiumani: quella dell’annessione a questo nuovo Stato. Gli italiani di Fiume, che prima vedevano negli ungheresi un prezioso alleato contro gli austriaci e i croati, con il loro avvicinamento all’Italia si sono allontanati dagli ungheresi.

I dibattiti politici ebbero ripercussioni anche sulla vita scolastica. In alcuni casi fu proprio la scuola ad essere strumentalizzata dal potere. Nel nostro articolo cerchiamo di seguire questo processo, in base ai documenti da noi rintracciati, seguendo il percorso della lingua ungherese nel ginnasio di Fiume.

 

 

2. Il primo periodo ungherese (1779-1809).

 

Al tempo dell’annessione della cittŕ all’Ungheria la lingua ufficiale del Regno Ungarico era ancora il latino. Nelle scuole superiori s’insegnava in latino, la lingua ungherese non figurava neanche come materia di studio. Per quello che riguarda la lingua d’insegnamento nelle scuole fiumane, non disponiamo di molti dati, ma a buon diritto possiamo supporre che la lingua d’insegnamento fosse stato esclusivamente l’italiano.

L’ipotesi č confermata da uno studio di Alfredo Fest sul ginnasio gesuitico, predecessore del ginnasio soppresso nel 1773. “La lingua d’istruzione del ginnasio gesuitico nelle classi superiori, era certamente anche qui la latina. [...] Nelle classi inferiori perň, e specialmente nell’insegnare i rudimenti, si adoperava in questo istituto come lingua d’insegnamento l’italiana.”

Fu la legge n. 16 del 1790-91 a introdurre per la prima volta la lingua ungherese nelle scuole in Ungheria secondo le disposizioni seguenti: nei ginnasi bisogna assicurare un insegnante di ungherese per quelli che non sanno, ma vogliono imparare la lingua ungherese.

La lingua ungherese, dunque, in quel tempo č soltanto una materia libera. La legge n. 7 del 1792-93 prescrive l’insegnamento obbligatorio della lingua ungherese nelle scuole, ma in pratica per l’attuazione della legge si doveva aspettare ancora parecchi anni.

Abbiamo trovato le prime notizie sull’insegnamento della lingua ungherese a Fiume in una guida scritta nel 1795 da Domokos Teleki: “C’č qui, presso la scuola normale un insegnante ungherese, ma siccome lo studio della lingua ungherese non č obbligatorio neanche in questa cittŕ, il professore non ha molto lavoro. Quattro-cinque studenti frequentano le sue lezioni in tutto, per cui, come dice, quasi si vergogna a prendere lo stipendio.”

Non abbiamo nessun dato su un eventuale cambiamento di questa situazione fino al 1809, anno in cui la cittŕ passň in mano ai francesi. Durante la dominazione francese probabilmente fu soppresso l’insegnamento dell’ungherese. Nel periodo successivo fra 1814-1822, sotto la dominazione dell’Austria, accanto alla lingua italiana fu introdotta la lingua tedesca, come lingua ausiliare, e dell’insegnamento della lingua ungherese non c’č neanche la traccia.

 

 

3. Il secondo periodo ungherese (1822-1848).

 

Dopo la restaurazione dell’ordine e la riannessione della cittŕ all’Ungheria, il ginnasio “fu riorganizzato secondo il programma ungherese” e successivamente, nel 1829 “la lingua ungherese nel ginnasio di Fiume ricevette una cattedra”.

La lingua d’insegnamento rimase sempre l’italiano, e come lingua ausiliare continuava ad esser adoperato il tedesco. L’insegnamento della lingua ungherese fu introdotto nella seconda elementare, ma gli studenti provenienti dalle province austriache potevano esserne dispensati.

Tra gli insegnanti d’ungherese del ginnasio spicca la figura di Ferenc Császár, che in Ungheria si fece un nome soprattutto come scrittore e che operň a Fiume tra il 1830-39. Per facilitare la diffusione della lingua ungherese a Fiume tra gli italofoni scrisse un manuale intitolato Grammatica ungherese dell’Avvocato Francesco Császár patrizio consigliere dei due liberi distretti di Fiume e di Buccari; membro Corrisp. dell’Accademia Ungarica. (Pestino, 1833.)

A porre fine all’ascesa della lingua ungherese a Fiume fu la guerra d’indipendenza del 1848. Con l’arrivo delle truppe croate in cittŕ, la lingua ungherese fu bandita e sostituita da quella croata. Nelle scuole la lingua croata divenne o lingua d’insegnamento, o materia curricolare obbligatoria. Nel ginnasio, come lingua d’insegnamento, fu scelto il tedesco nella speranza di poter evitare in questo modo la croatizzazione.

Dopo alcuni anni perň, nel ginnasio di Fiume fu introdotto il croato, come lingua d’insegnamento. Una descrizione datata nel 1869 presenta la situazione dell’istruzione a Fiume con queste parole: “Il ginnasio, pur essendo istituzione del Regno, che viene soccorso anche dalla cittŕ, non corrisponde alle vere esigenze della cittŕ, perché in seguito alla lingua d’insegnamento croata e in mancanza di materiale didattico ed insegnanti, č come una pianta trapiantata dall’esterno, che non puň mettere radici in questo suolo. [...] Per gran parte della popolazione l’unica possibilitŕ sono le scuole comunali, le scuole domenicali e le scuole professionali. Per la nostra gioventů esisterebbe solo la scuola reale inferiore, se non ci fossero il collegio Conte Domini – per quello che riguarda l’indirizzo commerciale e marino – e le istituzioni femminili Vassatich e Fatour, che garantiscono un’istruzione adeguata per i nostri giovani.”

 

 

 

4. Il terzo periodo ungherese (1868-1918)

 

Dopo il Compromesso austriaco-ungherese avvenuto nel 1867, un anno dopo fu firmato anche quello croato-ungherese, che sistemava i rapporti fra i due paesi della corona ungherese. Non si era riusciti a mettersi d’accordo solo sulla questione di Fiume, visto che nessuno delle parti era disposto a rinunciarvi.

La soluzione fu rimandata, ma nonostante i diversi tentativi da parte delle delegazioni ungheresi, croate e fiumane non si giunse mai ad un accordo. Gli ungheresi perň, riuscirono a mettersi d’accordo con i rappresentanti della cittŕ di Fiume, cosě fu introdotto il provvisorio che durň quasi 50 anni.

I croati abbandonarono la cittŕ nel 1867. Successivamente la lingua d’insegnamento a Fiume divenne di nuovo l’italiano, il ginnasio croato sorto dal vecchio collegio fiumano perň poteva continuare ad insegnare in croato.

L’istituzione fu trasferita a Sussak, in territorio croato, solo nel 1896.

 

 

4.1. La Scuola Media Superiore di Stato (1871-1881)

 

Il governo ungherese voleva assicurare l’istruzione al livello medio–superiore dei giovani italiani fiumani con l’istituzione di un ginnasio di lingua italiana. Quest’istituto sorse dalla Civica Scuola Reale Inferiore. La nuova scuola era di tipo misto, comprendeva i seguenti indirizzi: una scuola reale inferiore di quattro classi, una scuola reale superiore e un ginnasio superiore. Al mantenimento della scuola contribuě con una somma notevole anche il comune, che aveva il diritto di voto nella nomina degli insegnanti e tramite una commissione poteva esercitare qualche diritto di sorveglianza sulla scuola.

La nuova scuola aprě i battenti nel 1871 con le quattro classi inferiori, quelle superiori furono avviate solo gradualmente. La lingua d’insegnamento era l’italiano, il latino era obbligatorio. L’ungherese, il tedesco e il croato erano soltanto materie libere. Fra i 124 iscritti nel primo anno ancora 42 scelsero di studiare l’ungherese, in seguito perň si hanno solo 10-12 studenti desiderosi ad imparare la nostra lingua.

Alla riunione tenutasi il 4 luglio 1871, il collegio dei docenti votň unanimemente per l’introduzione con l’anno scolastico seguente dell’insegnamento obbligatorio della lingua ungherese e tedesca. Queste lingue sarebbero state insegnate a partire della classe terza. Il direttore motivando a lungo la decisione disse fra l’altro che anche prima del 1848 lo studio della lingua ungherese era stato obbligatorio, che essa era importante per chi volesse continuare gli studi, ecc.

Rendere obbligatorio lo studio della lingua tedesca era voluto dalla cittŕ, ma a sentire il collegio dei docenti, doveva esser obbligatorio anche l’ungherese, anche se essa per la maggioranza della popolazione e degli insegnanti era del tutto estranea (ad eccezione del direttore, tutti gli insegnanti della scuola erano italiani). Bisogna cogliere ogni occasione per far conoscere alle nuove generazioni la cultura ungherese.

č auspicabile – scrisse il direttore – che la storia e la geografia venissero insegnate da docenti ungheresi, naturalmente in italiano. Solo in tal modo si puň garantire che gli studenti imparassero anche altre cose oltre che la geografia e la storia dell’Italia.

Il governatore non appoggiň tale richiesta, volendo evitare che un provvedimento simile destasse nella popolazione ricordi non piacevoli della precedente dominazione croata.

La proposta fu respinta anche dal ministero cosě la lingua ungherese continuň ad essere materia libera.

Il ministero solo a partire dall’anno scolastico 1875-76 dispose l’introduzione obbligatoria della lingua ungherese e tedesca. L’introduzione avvenne immediatamente in tutte le classi. In una relazione mandata al governatore nel 1876, il direttore lamenta il calo degli iscritti rispetto agli anni precedenti. Questa tendenza č particolarmente evidente nella prima classe, mentre nel ginnasio croato il numero degli iscritti aumenta. Questo fatto č dovuto a diversi fattori. Nel ginnasio croato ammettono e promuovono tutti, lě il livello č piů basso, ma la vera causa va cercato nell’obbligatorietŕ della lingua ungherese. Come soluzione, il direttore propone il trasferimento del ginnasio croato dalla cittŕ o la trasformazione della scuola ungherese in un ginnasio superiore.

La scuola nella forma attuale non soddisfaceva le aspettative. Gli iscritti nelle classi superiori erano poco numerosi giŕ prima dell’introduzione obbligatoria della lingua ungherese, soprattutto nelle classi reali, che non raramente erano frequentate solo da 1-2 alunni, o addirittura per mancanza di iscritti non potevano esser avviate.

I professori della scuola erano italiani – ad eccezione dell’insegnante d’ungherese – laureati presso universitŕ italiane o austriache. Siccome non conoscevano l’ungherese, le riunioni si svolgevano in italiano, ed anche i verbali erano redatti in italiano. Secondo una disposizione ministeriale del 1879 i verbali dovevano esser tradotti in ungherese e trasmessi dal governatore.

I documenti arrivati dal governatorato venivano tradotte in italiano dall’insegnante d’ungherese per i colleghi.

Fra gli insegnanti italiani alcuni sentivano perň la necessitŕ di imparare lo stesso l’ungherese, per iniziativa privata. Come per esempio Pietro Rella, direttore della scuola dal 1872-78, che successivamente fu trasferito a Trento. Lui imparň l’ungherese per poter condurre l’amministrazione della scuola in ungherese.

All’inizio la lingua ungherese fu insegnata dal direttore Ferenc Dunay. Nel 1872 arrivň Miksa Gressits, invitato da Dunay, che rimase nella cittŕ 10 anni. Per rendere piů efficace l’insegnamento dell’ungherese scrisse una grammatica ad uso degli italiani (Gressits: Grammatica della lingua ungherese), e per l’insegnamento della geografia e della storia d’Ungheria adattň due libri di testo, edizioni ungheresi (Gressits: Storia degli ungheresi; Hunfalvy-Gressits: Geografia dello Stato Ungarico).

Dopo il trasferimento di Dunay rimase l’unico insegnante ungherese non solo della scuola, ma di tutta la cittŕ, cosě la fortuna della lingua ungherese dipese in gran parte dal suo lavoro. Essendo l’unico ungherese, Gressits non si trovava molto bene a scuola. In quell’ambiente ostile incontrava tante difficoltŕ e gli insuccessi gli fecero passare la voglia di lavorare a Fiume, per cui chiese anche il trasferimento.

 

 

 

4.2. Il Regio Ungarico Ginnasio Superiore di Stato (1881-1918).

4.2.1. L’organizzazione del Ginnasio Superiore.

 

Soprattutto per le cause menzionate in precedenza, il governo ungherese decise di riorganizzare la scuola. Al posto del ginnasio dal carattere troppo misto, fu istituito il Ginnasio Superiore.

Parallelamente, considerando il carattere commerciale sempre piů spiccato della cittŕ, per gli alunni interessati a tali sbocchi, fu organizzata l’Accademia di Commercio. Si citano dal decreto del Ministero del Culto e della Pubblica Istruzione i seguenti articoli:

1.    A partire dall’anno scolastico 1881-82 la Scuola Media Superiore di Stato in Fiume va trasformata in Ginnasio Superiore di Stato.

2.    Anche se la lingua di insegnamento della scuola rimane sempre l’italiano, č necessario l’insegnamento di una materia in ungherese, perché la gioventů possa applicare le conoscenze grammaticali, ma anche per accentuare l’appartenenza dell’istituto allo Stato Ungarico. Per realizzare tali finalitŕ, la materia piů adatta č la lingua ungherese, e con le riduzioni apposite la letteratura ungherese.

La proposta del ministero fu dibattuta dal corpo docente. Secondo l’opinione di Leo Györök, l’insegnante della lingua ungherese, al posto dell’ungherese si dovrebbe insegnare piuttosto la geografia e la storia in ungherese. Secondo la maggioranza dei professori solo una materia dev’essere insegnata in ungherese e non prima della classe quinta.

Il ministero con un dispaccio fa presente quanto segue: La proposta degli insegnanti, secondo cui la lingua ungherese nelle prime due classi dovrebbe esser insegnata in italiano, nei due anni successivi in ambedue lingue e solo dalla quinta in ungherese, viene respinta. Il ministero insiste che una materia venga insegnata durante tutto il curriculum di studi, e che questa sia la grammatica ungherese.

Il ministero in seguito alle ripetute sollecitazioni da parte degli insegnanti scese ai compromessi, pur provvisori: “Il Ministro del Culto e della Pubblica Istruzione prendendo in considerazione la situazione particolare e le difficoltŕ linguistiche [...] consente che la grammatica ungherese sia insegnata in ungherese solo dalla terza classe, quindi nella prima e nella seconda sia insegnata in italiano.

Osserva peraltro che tale provvedimento č da considerare provvisorio. ”Malgrado questa posizione, secondo documenti datati anche dieci anni dopo, l’insegnamento in ungherese della grammatica ungherese nelle quattro classi inferiori non era realizzabile e non fu adottato.

Non si poteva insegnare la lingua e la letteratura ungherese nel ginnasio di Fiume secondo i programmi redatti dal ministero, in quanto essi furono ideati per scuole puramente o parzialmente ungheresi. Il direttore, trasmettendo il piano locale presenta con queste parole la situazione:

“Presso il ginnasio di Fiume, dove la lingua d’insegnamento č quasi esclusivamente la lingua italiana [...], gli alunni incontrano molta difficoltŕ con lo studio della lingua ungherese. L’insegnamento dell’ungherese in tali condizioni non deve mirare ad altro che a portare lo studente ad esprimere secondo l’etŕ e le capacitŕ i propri pensieri in ungherese.

Portare l’alunno a questo livello richiede tanto tempo e tanta energia, che la ricca tematica del programma ufficiale non puň esser trattata, al limite puň esser sintetizzata.”

A proposito del verbale redatto il 10 settembre 1881, il ministero fece alcune osservazioni critiche. In questa sede noi ci soffermeremo soltanto su quelle che riguardano direttamente l’insegnamento delle lingue: “Consideriamo molto importante il modo dell’insegnamento delle lingue, e tenendo presente le particolari condizioni del Ginnasio Superiore di Fiume, questo č doppiamente importante. Dal verbale non risulta, in base a quali letture intende l’insegnante insegnare le regole da far acquisire? Ne consegue, che prima con regole astratte tormenta gli studenti, solo dopo segue la lettura. Eppure sappiamo bene, che l’astrazione si fa da molti casi concreti.”

Il ministero criticava inoltre, che nelle classi inferiori alla lingua italiana si dedicano piů ore settimanali, che all’ungherese.

Il direttore invece sottolinea l’importanza della madrelingua: “Seconda l’esperienza modesta di chi scrive, nelle classi inferiori bisogna dare maggior peso alla madrelingua. [...] Le lingue straniere possono esser insegnate con profitto solo se i concetti grammaticali sono chiari. Essi si acquisiscono solo in lingua materna. Cosě ho ritenuto necessario assegnare alla lingua italiana, come base, un maggior rilievo. Inoltre, come ho notato, gli alunni non sono in grado di usare in modo appropriato neanche la loro madrelingua, né oralmente, né in scritto.”

Fu in questo periodo, che la lingua ungherese fece la sua comparsa anche in altri campi della vita della cittŕ. Oltre gli impiegati statali apparvero i primi ungheresi, che si erano trasferiti in cittŕ. Nel 1880 fra i 21 000 abitanti della cittŕ 385 erano ungheresi.

L’esigenza di apprendere la lingua ungherese, come lingua ufficiale dello Stato, fu sentita da sempre piů persone. Il direttore, Károly Zafféry tenne diversi corsi di lingua ungherese: uno per i professori del liceo, un altro per gli insegnanti delle scuole comunali, e un terzo per gli impiegati.

 

 

 

4.2.2. L’espansione della lingua ungherese.

 

Tutto quello che era successo fino al 1882 non era stato che “tormenti e tentativi”.

Con la nomina del nuovo direttore Béla Erődi cominciň una nuova epoca nella storia del ginnasio, quella della fioritura. Erődi riuscě a cambiare radicalmente l’immagine della scuola. Voleva innanzitutto rafforzare il corpo docente. I posti vacanti li copriva con insegnanti ungheresi che parlavano bene anche l’italiano. Fece elaborare nuovi programmi locali, e prendendo sempre in considerazione le speciali condizioni locali, tentň di avvicinarli a quelli adottati in Ungheria. Alzň il numero delle ore dell’ungherese, al posto dei libri di testo scritti con spirito italiano o austriaco sollecitava che gli insegnanti della scuola scrivessero libri di testo in lingua italiana ma con spirito ungherese.

Il ministero non era d’accordo con la decisione dell’ex-direttore di aumentare le ore dell’italiano contro quelle ungheresi.

Pur riconoscendo che la base dell’insegnamento č la lingua materna, non condivide che all’insegnamento dell’italiano si dovesse dare maggior spazio che a quello della lingua ungherese. “Lo studente italiano, quando s’iscrive alla prima classe, capisce giŕ la sua madrelingua, e anche se non perfettamente, ne conosce la grammatica. Studia tutte le materie in italiano, e anche in famiglia parla questa lingua. Ma con la lingua ungherese fuori la scuola non s’incontra.”

Queste “condizioni avverse” rendono estremamente difficile l’insegnamento della lingua ungherese a Fiume.

Secondo il nuovo programma locale della lingua ungherese e della lingua italiana le ore settimanali sono le seguenti: per l’ungherese nella prima classe 5, nella seconda e terza 4-4; per l’italiano nella prima e nella seconda 4-4, nella terza 3.

A partire dalla quarta classe per ambedue le lingue 3-3. Durante gli otto anni dunque si avevano 28 ore di ungherese, e 26 di italiano – la differenza č minima. Il programma locale dell’ungherese parte dalla convinzione che non puň esser adottato il programma in uso nelle scuole ungheresi, perché le conoscenze di lingua ungherese degli alunni sono molto limitate.

Nelle scuole elementari comunali l’ungherese non č insegnato, dalle scuole statali elementari provengono ancora pochi iscritti, e anche la loro conoscenza lascia molto a desiderare.

“Nel nostro ginnasio l’italiano occupa quel posto che nelle scuole ungheresi spetta all’ungherese. [...]

Come punto di partenza, il nostro programma deve basarsi sul continuo confronto con l’italiano e deve sempre seguire le orme tracciate dall’insegnamento della madrelingua.” – scrisse il redattore del programma, il direttore Erődi.

Dalla metŕ degli anni 1880 nell’amministrazione e nella gestione interna del ginnasio, acquistň spazi sempre piů grandi la lingua ungherese. Secondo una disposizione ministeriale del 1883, le pagelle quadrimestrali devono esser bilingui.

Anche il Programma, pubblicato alla fine di ogni anno scolastico, divenne bilingue. Nel 1884 per sostituire i cataloghi italiani fu introdotto un modulo bilingue.

Nello stesso anno il ministero mandň indietro i verbali delle riunioni perché essi erano stati firmati solo dal direttore. Lui rispose, che l’originale era stato redatto in lingua italiana ed era stato firmato da tutti, ma non cosě la versione ungherese, in quanto la maggioranza degli insegnanti non capiva l’ungherese.

Pochi mesi dopo il ministero ordinň che gli insegnanti del ginnasio imparassero l’ungherese: “Siccome si č scoperto che nella gestione interna del ginnasio per la mancata conoscenza della lingua ungherese da parte di alcuni insegnanti bisogna utilizzare due lingue, la lingua ungherese e la lingua italiana, il che č uno svantaggio per l’andamento delle cose, la [...] disposizione del ministro del culto e della pubblica istruzione [...] invita i suddetti insegnanti ad imparare l’ungherese entro l’inizio dell’anno scolastico seguente, al livello da poter capire le disposizioni e le ordinanze ungheresi.

Da questa data le ordinanze e le disposizioni ministeriali non vanno tradotte e i verbali devono esser redatti in ungherese. Il ministro ordinň inoltre che entro tre anni gli insegnanti in questione si impadronissero talmente della lingua ungherese da poter scrivere le relazioni in ungherese.

Per facilitare il raggiungimento di questa finalitŕ agli insegnanti desiderosi di fare un soggiorno durante le vacanze estive in una cittŕ ungherese, sarŕ corrisposta la somma di 200 fiorini.”

Il ministro aveva l’intenzione di coprire i posti vacanti con insegnanti ungheresi che conoscessero bene la lingua italiana. (Prima venivano assunti soprattutto insegnanti del Trentino).

Gli insegnanti poi prima della loro nomina venivano mandati per un anno in Italia a studiare in un’universitŕ italiana.

Per la fine degli anni 1880 il numero degli alunni ungheresi raggiunse il 10-15%. A causa della lingua d’istruzione italiana anche loro imparavano il lessico delle materie in italiano, cosě preferivano rispondere in italiano anche quando sarebbe stata accettata anche la risposta in ungherese.

Sándor Kőrösi scrisse una nuova grammatica ungherese (Grammatica teorico-pratica della lingua ungherese).Grazie a questo sussidio anche nelle classi inferiori si passava al metodo diretto, al posto del vecchio metodo grammaticale. Furono realizzati inoltre libri di testo bilingui per le diverse materie. Il linguaggio della parte ungherese di questi libri era piů semplice di quello di un libro di testo usato in Ungheria, cosě anche i non magiarofoni erano in grado di capirlo.

Nel 1890 fu istituito Il Circolo di Conversazione Ungherese, che poi s’intitolň al nome di Mattia Corvino. Inoltre la conoscenza della lingua ungherese fu facilitata dai discorsi bilingui, pronunciati in occasione delle feste scolastiche, recite, canti, spettacoli. Nei pezzi teatrali ungheresi recitavano sempre attori italiani e viceversa.

Per Erődi la cosa piů difficile era quello di assicurare il successo dell’insegnamento della lingua ungherese senza mettere in discussione la lingua d’istruzione italiana. Conciliare i due aspetti, i due interessi richiedeva molto tatto e molta delicatezza.

 

 

4.2.3. Il consolidamento della posizione della lingua ungherese.

 

Nel 1889 Béla Erődi fu nominato direttore del Distretto Scolastico di Kolozsvár. Il suo successore fu József Berghoffer, un professore della scuola. Uno dei principali compiti del nuovo direttore era quello di far alzare il livello, migliorare i risultati. Anche l’ex-direttore aveva gli stessi obiettivi. Tramite esami d’ammissione piů seri e dirottando i deboli verso la scuola cittadina, cercava di selezionare gli allievi, in modo da poter svolgere un lavoro piů efficace.

Nella sua relazione finale sull’anno scolastico 1988-89 Berghoffer osservň che rispetto a quello degli anni precedenti erano riusciti ad ottenere un livello piů alto, ma i risultati avrebbero potuto essere ancora migliori, se il ministero avesse preso misure piů serie contro gli studenti. “č vero che una maggiore serietŕ nel dare i voti avrebbe inciso negativamente sul numero degli iscritti, ma avrebbe alzato il prestigio della scuola, e a lungo andare, il numero degli iscritti sarebbe aumentato.”

 Come indicatore di questo miglioramento, il numero degli insufficienti cala dal 30-34% all’11% nell’anno scolastico 1890-91.

Berghoffer riteneva molto importante la questione dei libri di testo. Nella relazione finale sull’anno scolastico 1890-91 scrisse: “č indispensabile che il ministero faccia ulteriori sacrifici economici allo scopo di poter educare nello spirito patriottico i giovani. Bisogna far scrivere libri di lettura, tradurre manuali di storia, che possano presentare e valorizzare le condizioni dell’Ungheria.”

Per quello che concerne l’insegnamento dell’ungherese in base a quello che avevano sperimentato all’esame di maturitŕ il ministero osserva, che “gli insegnanti non si adattano alle speciali condizioni locali. Trattano il materiale in modo cosě scientifico e particolareggiato che č ammissibile solo con studenti di madrelingua ungherese.”

Un anno dopo perň, il ministero valutando i risultati della maturitŕ osserva che il livello va alzato, nonostante le innegabili difficoltŕ linguistiche.

Circa la situazione e i risultati dell’insegnamento della lingua ungherese dŕ un’ottima sintesi la proposta di Kőrösi esposta alla riunione dei docenti tenutasi in data del 19 settembre 1891.

Vista l’importanza di questo documento, lo presenteremo in particolari.

Kőrösi ricorda ai colleghi tutte le circostanze che resero difficile l’insegnamento della lingua ungherese. “Il compito dell’istituto era qui, dove non fu appoggiata da nessuna tradizione come quello dell’uomo che volesse con qualche magia trasformare uno scoglio nudo in un bosco pieno di alberi frondosi. Non c’erano libri di testo, alcuni mancano tuttora, gli insegnanti cambiavano sempre, mancavano sempre insegnanti.”

Qualche miglioramento tangibile cominciň solo nel 1885, quando l’insegnante di ungherese occupň la sua cattedra. “Nel corso degli anni passati anche se a ritmi lenti, abbiamo fatto passi in avanti. Sette anni fa, quando ho insegnato per la prima volta nell’ottava classe, era necessario tradurre la storia della letteratura ungherese e i brani, altrimenti gli alunni non avrebbero capito, [...] oggi dalla quinta l’insegnamento della letteratura ungherese si svolge interamente in ungherese.”

Fino a qualche anno fa non capivano la domanda in ungherese neanche gli alunni dell’ultima classe, oggi dalla quarta quasi tutti sono in grado anche di rispondere. Gli ex-studenti che continuarono gli studi in un’universitŕ ungherese, dopo qualche mese non hanno difficoltŕ di studiare in lingua ungherese.

I veri risultati dei professori si vedranno nel corso della maturitŕ di quest’anno, perché questi alunni hanno cominciato gli studi dopo il rinnovamento del corpo docente. I risultati di quelli che frequentano le classi inferiori, poi, saranno ancora migliori, visto che loro hanno potuto godere di un insegnamento piů organizzato, e gli scolari della prima e della seconda hanno giŕ il libro di testo in mano. “Nel nostro ginnasio la lingua d’insegnamento č l’italiana, la nostra cittŕ č italiana, circondata da ogni lato da terre croate. I nostri giovani acquisiscono tutte le nozioni attraverso la lingua italiana. [...] Fiume fa parte della nostra patria solo da poco meno di un secolo, non č mai stata sotto l’Ungheria per tre decenni di seguito. [...]

A Fiume [...] fino all’anno passato non si trovava nessuno fra gli impiegati, i medici, avvocati che sapesse parlare o almeno capire qualche parola in ungherese. Solo oggi tornano dalle universitŕ quegli ex-studenti nostri, che possono reinserirsi nella societŕ fiumana con la conoscenza della lingua ungherese. Cosě fino adesso totalmente, e ancora per lungo tempo, l’unica fonte della diffusione della lingua ungherese rimane la scuola.” Attualmente gli alunni sentono una lezione in lingua ungherese per tre ore settimanali solo nelle classi superiori, questo forse basta per fargli imparare a parlare, ma poco per fargli imparare anche a scrivere.

Alla fine, per poter ancora migliorare i risultati, Kőrösi fa le seguenti proposte:

1.    Si chiede al ministero di poter insegnare nella settima la geografia politica e nell’ottava la storia in ungherese.

2.    Si chiede al ministero di ordinare la redazione di un buon dizionario italiano-ungherese e ungherese-italiano, un dizionario dei sinonimi della lingua ungherese e un dizionario completo della lingua ungherese a prezzo economico.

3.    Si chiede che gli iscritti alle scuole inferiori se sanno la lingua ungherese possano studiare l’ungherese in ungherese.

4.    Si chiede che la II. parte della grammatica ungherese, intitolata Grammatica teorico-pratica della lingua ungherese, in preparazione su commissione del ministero, sia bilingue.

L’insegnante di geografia e di storia del ginnasio, Aladár Fest non č d’accordo con tutte le proposte del suo collega. Secondo lui, bisognerebbe dare maggior spazio alla lettura della prosa moderna, al posto di quella dei classici “per il suo lessico ricco e utilizzabile nella lingua comune, per lo stile naturale e semplice e per il contenuto piů adatto alla finalitŕ di un insegnamento a stranieri”.

Anche Fest ritiene necessaria la realizzazione dei dizionari proposti da Kőrösi, e non ha niente in contrario neanche sull’insegnamento in ungherese della geografia e della storia nelle due classi superiori, anche se cosě – secondo lui – sarŕ penalizzata la conoscenza delle materie.

Anche il ministero vi consente, aggiungendo che: “Se fra gli studenti ci sono quelli che hanno difficoltŕ a capire la spiegazione e non sono in grado di rispondere in ungherese, l’insegnante deve spiegare le parti piů difficili in italiano e deve accettare che le loro risposte frammentate in ungherese vengano completate in italiano.”

Con questa disposizione la lingua ungherese in pratica divenne la seconda lingua d’insegnamento nel ginnasio di Fiume, almeno nelle ultime due classi. Da parte della cittadinanza non fu sollevata nessun’obiezione, perché, a sentire Kőrösi: “I cittadini, sono convinto, accoglierebbero benevolmente tale disposizione. I genitori iscrivono i figli al ginnasio per fargli imparare anche l’ungherese, e se l’alunno per sei anni ha studiato l’ungherese deve essere al livello di poter studiare una materia in ungherese.”

 

 

4.2.4. L’epoca Fest

 

Dopo la morte di Berghoffer avvenuta nel 1896 il posto del direttore fu occupato da Aladár (Alfredo) Fest.

I successivi quindici anni della storia del ginnasio sono strettamente legati al suo nome. Fest, come si sa, oltre al suo lavoro di insegnante e di quello del direttore si occupň della storia della cittŕ, e le sue pubblicazioni, il suo ottimo italiano e i diversi incarichi assunti in cittŕ lo resero un cittadino rinomato e stimato dai fiumani. Il ginnasio fu bersaglio degli attacchi da parte degli autonomisti e dei nascenti irredentisti fiumani.

Tali attacchi sarebbero stati ancora piů feroci se a capo dell’istituto non ci fosse stato lui, ma un personaggio meno illustre. Fest giŕ nella sua prima relazione finale osserva che il ginnasio da lui diretto non gode della simpatia di tutti in cittŕ, ma nello stesso tempo, sta perdendo spazio quel pregiudizio prima abbastanza diffuso secondo cui l’istituzione non darebbe una formazione approfondita nella lingua italiana.

Del lavoro del corpo docente in una relazione datata nel dicembre del 1896 scrisse fra l’altro al governatore: Dalla sua riorganizzazione il corpo docente del ginnasio di Fiume oltre ai soliti compiti ne ha anche un altro molto speciale: quello di dare alla cultura di Fiume un indirizzo e un contenuto ungherese senza perň destare l’antipatia in questa cittŕ circondata da elementi stranieri e isolata dalla massima parte degli ungheresi.

Un insegnante che opera a Fiume deve acquistare meriti prima di tutto in questo campo.

Un mese dopo a proposito di una cattedra vacante scrisse al governatore che agli insegnanti che possono essere impiegati a Fiume, costava non poco tempo e fatica apprendere la lingua italiana al livello richiesto, e per questa loro fatica meriterebbero qualche ricompensa economica. A Fiume č molto importante la difesa del prestigio della cultura nazionale e di quella dello Stato Ungherese. Qui la nostra cultura vive in stretto contatto con la cultura italiana, tedesca e croata. Queste si fanno concorrenza tra loro e anche con l’ungherese.

Cosě č questione dell’onore nazionale far venire in questa cittŕ insegnanti eccellenti capaci di rappresentare degnamente la vita culturale e scientifica ungherese. I laureandi non troveranno molto allettante una cattedra a Fiume, finché non saranno retribuiti meglio. č desiderabile dunque che gli insegnanti possano partecipare anche alla vita sociale della cittŕ che possano praticare la lingua italiana, che non siano costretti a condurre per mancanza di mezzi, una vita limitata.

Nella sua relazione di 9 giugno 1898 il direttore riassume cosě la situazione della lingua ungherese: “I risultati ottenuti nella lingua ungherese rispetto al passato sono notevoli in quanto i nostri studenti che lasciano l’istituto sono abilitati a continuare gli studi in Ungheria, loro metŕ nella maggioranza dei casi. Ciň nonostante i risultati in questo campo estremamente importante possono essere ancora migliorati e costituiscono da sempre un problema da risolvere per i professori e per la direzione. La fluiditŕ linguistica degli alunni anche nelle classi superiori lascia ancora molto a desiderare.”

Le lezioni di lingua ungherese e l’insegnamento in ungherese della geografia politica e della storia nella VII e nell’VIII classe messe insieme non sono ancora sufficienti a portare gli alunni al livello richiesto.

Nello stesso tempo il sistema attuale penalizza l’insegnamento della geografia e della storia. “Per assicurare un miglioramento della situazione sarebbe necessario l’introduzione dell’insegnamento di una materia in italiano per tutto l’arco degli studi.”

Questo č stato motivato anche dal fatto che negli ultimi anni il 50-60% degli alunni esce da una scuola elementare in cui la lingua di insegnamento č stata l’ungherese. Loro si sono giŕ abituati alla lingua d’insegnamento ungherese, poi “il Ginnasio dello Stato Ungarico li disabitua, cosě nella settima classe hanno di nuovo grandi difficoltŕ a studiare la geografia politica in ungherese. I genitori che a suo tempo li avevano iscritti alla scuola elementare statale ungherese con l’intenzione di fargli apprendere bene la lingua ungherese, adesso sono costretti, facendo non pochi sacrifici, a mandarli per le vacanze in Ungheria per non fargli dimenticare la lingua ungherese.” Piů della metŕ dei nostri diplomati continua la sua carriera in la lingua ungherese. “Un ginnasio quasi puramente di lingua italiana, inserito fra una scuola elementare ungherese e fra un’universitŕ ungherese o un incarico statale, costituisce un ostacolo per la realizzazione dei loro obiettivi.”

Per risolvere il problema Fest proporre di insegnare ogni anno una materia in ungherese secondo quanto segue: nella prima e seconda classe la geografia, nella terza la geografia fisica, dalla quarta alla sesta la storia, nella settima la geografia politica e nell’ottava di nuovo la storia. “Affinché l’innovazione non penalizzi troppo quelli che vengono da una scuola elementare italiana, si potrebbe accettare che provvisoriamente tali alunni possano rispondere in italiano nelle quattro classi inferiori in base ai libri di testo bilingui.”

Il ministero in parte accoglie la proposta di Fest e con una disposizione da il permesso per l’insegnamento della storia nelle classi superiori in ungherese.

In seguito a cambiamenti politici avvenuti nel corso dell’anno scolastico 1897/98 nella cittŕ i rapporti fra le nazionalitŕ si facevano sempre piů tesi. Ciň ebbe ripercussioni anche sulla vita del ginnasio. “La casa paterna a Fiume in molti casi contribuisce ben poco all’aumento del prestigio della scuola”[ – scrive Fest al governatore. “E l’organo del partito autonomista fiumano edito a Sussak, La Difesa sta conducendo una battaglia feroce contro il governo ungherese e le sue istituzioni non risparmiando neanche la scuola” – si legge in un’altra relazione.

A proposito di questo attacco riferisce al governatore che gli insegnanti della scuola non si immischiano nelle vicende politiche, perň “se gli insegnanti di letteratura ungherese e di storia cercano di destare sentimenti patriottici verso l’Ungheria, non fanno che il loro dovere. Ma tale intenzione non si č mai rivolta contro Fiume o contro la cultura italiana. Al contrario gli insegnanti fanno il loro meglio per far conciliare il sentimento patriottico verso l’Ungheria e l’amore verso la cittŕ natale e la sua lingua caratterizzante.”

Fest nella sua relazione di prima documenta con dei dati che la situazione degli italiani di Fiume č molto migliore rispetto a quelli che vivono in Austria: “Secondo il censimento del 1890 a Fiume vivono 29 404 abitanti tra cui 13 012 (44%) di nazionalitŕ italiana, ma ci sono anche sudditi austriaci tra di loro.

Lo Stato Ungherese cosě avrebbe attualmente al massimo 10 000 sudditi italiani. Per loro il Governo Ungherese mantiene tre istituzioni di carattere di scuola media superiore con lingua di insegnamento italiana. Per il paragone: nelle province austriache vivono 175 000 italiani e per loro funzionano soltanto due istituzioni con lingua di insegnamento italiano a Trento e a Capodistria. In Dalmazia nelle scuole medie italiane l’insegnamento si svolge dappertutto in croato. Lo stato ungherese a Fiume non soltanto tollera ma addirittura diffonde la lingua italiana istruendo anche i suoi alunni non italofoni in lingua italiana.”

Nella stessa relazione il direttore torna di nuovo a parlare della situazione della lingua ungherese, cercando di reagire alle accuse degli autonomisti: Se il ginnasio ha il ruolo di preparare gli alunni a studi universitari, allora il ginnasio di Fiume nella sua forma attuale prepara di piů a continuare gli studi in un’universitŕ italiana che in un’universitŕ ungherese.

Se vogliamo che gli studenti capiscano senza difficoltŕ anche lezioni universitarie tenute in ungherese dobbiamo portarli ad un livello piů alto. Questo motiverebbe l’insegnamento di una materia in ungherese ma per gli autonomisti questo č inaudito. Davanti a loro c’č l’ideale di una scuola media che offrirebbe agli alunni la stessa cultura nazionale italiana che offre una scuola media nel Regno d’Italia.

č questo che pretenderebbero dallo Stato Ungherese. La storia degli ultimi trent’anni a Fiume nel settore scolastico mostra uno sviluppo parallelo in quanto esistevano istituzioni con lingua ungherese e quelle con lingua italiana, ognuno poteva iscrivere i suoi figli dove voleva per questo la scuola ungherese non fu attaccata. Per quello che riguarda il ginnasio la situazione č ben diversa. Attualmente nella cittŕ non c’č un ginnasio che abbia un carattere italiano.

Per questo alcuni genitori iscrivono i loro figli con antipatia all’unico ginnasio. “Se quest’antipatia non cessa di esistere, non si puň trovare soluzione migliore che mantenere da parte dello Stato Ungherese un ginnasio di lingua puramente ungherese, per continuare le scuole elementari ungheresi e per preparare gli studenti alle universitŕ ungheresi. Affidando cosě a quelli che non sono soddisfatti, il compito di istituire e mantenere con i propri mezzi – naturalmente con i controlli dovuti – una scuola media italiana.” Cosě i problemi d’oggi potrebbero essere subito risolti.

Nel frattempo fra il Governo Ungherese e la cittŕ di Fiume fu raggiunto un accordo e nel gennaio del 1901 si tenevano le elezioni amministrative. Le piů solide relazioni consolidate avevano fatto sentire il loro effetto benefico anche sull’atmosfera della scuola, ma quell’atmosfera di fiducia che aveva caratterizzato gli anni precedenti, non ci sarebbe stata mai piů.

Nella relazione finale sull’anno scolastico 1902-1903 il direttore riferisce su un ulteriore aumento del numero degli studenti di madrelingua ungherese che č giŕ vicino al 30%.

Fest si rallegra molto di quest’aumento anche dal punto di vista dalla diffusione della lingua e dello spirito ungherese: “Se questa proporzione continua ad aumentare a buon diritto possiamo sperare che la nostra gioventů italofona senza alcuna pressione esterna diventi nella lingua e nel sentimento ungherese senza dover rinunciare ai vantaggi della cultura italiana profondamente radicata in questa cittŕ. I rapporti d’amicizia con gli studenti ungheresi sono quelli che possono fare di piů, tramite i contatti quotidiani, i ragazzi possono consolidarsi nella lingua ungherese, nel sentimento patriottico e nella conoscenza della nazione madre.”

Nella relazione dell’anno successivo il direttore elenca i provvedimenti assunti per migliorare i risultati nella lingua ungherese: “Un problema perenne della direzione č quello di alzare il livello raggiunto nella lingua ungherese. [...] Per queste finalitŕ servono:

1.    L’impiego del metodo diretto in tutte le classi;

2.    l’uso della lingua ungherese come lingua ausiliare con gli studenti ungheresi, l’interrogazione in ungherese di questi ultimi quando le domande e le spiegazioni sono in ungherese;

3.    l’insegnamento della storia e della cultura ungherese subentrata al posto del greco obbligatorio nelle classi superiori;

4.    la lingua ungherese nell’amministrazione, le recite e i compiti in ungherese presso il Circolo di Conversazione Ungherese “Mattia Corvino”;

5.    far cantare canti religiosi e laici ungheresi;

6.    comandi in ungherese nelle lezioni di ginnastica;

7.    incoraggiare la frequenza degli spettacoli del teatro ungherese in tournée a Fiume.

Oltre a tutto questo, la direzione promuove il soggiorno degli studenti delle classi superiori durante le vacanze estive in Ungheria, non in gruppo, ma individualmente, in modo da costringerli di parlare esclusivamente in ungherese.”

Nella relazione finale dell’anno scolastico 1906-1907 il direttore da notizia sul fatto che la scuola č diventata di nuovo l’oggetto di attacchi politici: “Il movimento causato dalle elezioni del 24 maggio ha portato a galla di nuovo l’orientamento nazionale italiano intransigente che dispone di due nuovi giornali (La Giovine Fiume e La Frusta). Il primo giornale ha criticato ferocemente il nostro istituto che – a sentire loro – non darebbe una cultura italiana, preferirebbe la lingua e la storia ungherese e l’orientamento ungherese con l’insegnamento esagerato di altre lingue corromperebbe la competenza in italiano degli studenti. Il giornale inveisce contro l’impiego di insegnanti ungheresi e vorrebbe che le cattedre fossero coperte da italiani invitati dall’estero, capaci di far nascere sentimenti e aspirazioni nazionali negli alunni.”

Alla fine dell’anno scolastico successivo Fest parla di nuovo dell’aumento di studenti di madrelingua ungherese. osserva che la lingua ungherese come lingua ausiliare diventa sempre piů importante ed esige la padronanza in ungherese da parte degli insegnanti. Quelli che non sanno l’ungherese, non possono essere impiegati nelle classi inferiori.

Il nuovo programma introdotto durante l’anno scolastico 1897/98 ha portato di nuovo in primo piano il problema dei manuali. Di nuovo c’era bisogno di manuali adatti sia ai nuovi programmi che alle speciali condizioni della scuola.

Per diverse materie poi i nuovi manuali bilingui sono stati redatti dagli insegnanti del ginnasio, il programma di storia della letteratura ungherese č stato abbreviato con il rispettivo manuale, Sándor Kőrösi ha redatto un dizionario italiano-ungherese, ma si era ancora molto lontani dal risolvere tutti i problemi.

Anche con i professori nuovi assunti dovevano esserci problemi. A proposito di questo Gigante scrive: “In questo periodo s’intensificň la magiarizzazione delle scuole e degli uffici pubblici: nelle scuole governative, mentre prima gli insegnanti ungheresi nominati a Fiume, avevano l’obbligo di conoscere l’italiano – anzi a tal uopo venivano mandati per un anno in Italia a spese del governo – si trascurň affatto tal consuetudine e si coprirono le cattedre vacanti con persone del tutto ignare della nostra lingua, di mentalitŕ troppo diversa dalla nostra, accese di sciovinismo intransigente, che le faceva odiare quanto sapeva d’italiano e le spingeva – sicure d’operare per la salute dell’Ungheria – a plasmare secondo le loro menti esotiche le menti dei giovinetti loro affidati.”

Fatto sta che nel ginnasio sono capitati anche insegnanti non adatti, cosa che č stata osservata e criticata continuamente anche dal direttore stesso. Le cause non vengono perň cercate nell’intenzione politica del governo, ma nel fatto che le cattedre fiumane continuarono ad essere poco ambite.

Fest propone di non mandare a Fiume neolaureati che possono non essere all’altezza del compito č cosě possono compromettere il lavoro svolto fino allora. Sarebbe necessario avere insegnanti giovani, ambiziosi ma soprattutto comprovati che possano avere un anno di ferie (per un viaggio di studio in Italia) e una promozione nella graduatoria degli insegnanti.

Sempre per lo stesso argomento nel settembre del 1899 scrive la seguente relazione al governatore: “Secondo le esperienze i laureandi molte volte non rispondono alle aspettative o per personalitŕ o per scarso talento di lingua. Alcuni di loro non si sono abbastanza impegnati ad apprendere la lingua italiana. Ci sono stati anche casi in cui hanno abbreviato, senza un motivo valido, la loro permanenza in Italia.

Considerando tutto questo sarebbe opportuno cambiare il sistema attuale perché i tentativi, i concorsi, le borse di studio non hanno dato i frutti sperati. Si potrebbe introdurre un periodo di prova per gli insegnanti aspiranti cosě i candidati potrebbero conoscere l’ambiente, le condizioni del posto e durante il loro soggiorno in Italia avrebbero giŕ legami disciplinari con l’istituto.”

Dalla relazione finale sull’anno scolastico 1906/1907 il quadro č proprio desolante: “č proprio peccato che non disponiamo di nessun mezzo per rendere piů appetibile la cattedra fiumana. La cittŕ č cara, le condizioni sociali non sono allettanti, gli insegnanti si sentono a disagio in un servizio simile a quello coloniale.

Prima la speranza di poter avere un aumento per merito poteva costituire una certa attrattiva, ma ormai non c’č neppure quella. Le conseguenze le sentiamo giŕ, nell’anno corrente gli insegnanti ungheresi del ginnasio sono giŕ una minoranza.”

Durante gli anni della direzione di Fest divenne un problema sempre piů grave la condizione precaria dell’edificio scolastico che peggiorava di anno in anno. L’edificio era diventato quasi inadatto ad usi scolastici. Il governo decise di costruire un nuovo palazzo ma bisognava prima sistemare la causa del fondo studi e del fondo convitto. Il governo sulla base di questo accordo ha condizionato il permesso per l’istituzione della Civica Scuola Reale Superiore. L’inaugurazione di questa scuola, avvenuta nel 1912 mise anche il ginnasio davanti ad una situazione nuova.

 

 

 

4.2.5. L’ungherese diventa lingua d’insegnamento.

 

Aladár Fest nel 1911 fu nominato direttore del Distretto Scolastico di Budapest. Il nuovo direttore, István Mozog, conosceva benissimo le condizioni del ginnasio, avendoci insegnato per piů di 25 anni.

Dopo che era stata aperta la Civica Scuola Reale Superiore, la direzione del ginnasio contava su iscritti esclusivamente di madrelingua ungherese. (In pratica non era proprio cosě.)

Partendo da questo presupposto e considerando che quelli che non conoscono l’ungherese, possono iscriversi alla scuola italiana, chiesero il permesso di passare gradualmente dalla lingua d’insegnamento italiana a quella ungherese. In risposta a questa nota, il ministero dispone: “La lingua d’insegnamento italiana del Ginnasio Superiore di Stato gradualmente, parallelamente alla crescita della Civica Scuola Reale, quindi a partire della prima classe dall’anno scolastico 1912-13 va gradualmante trasformata in lingua d’insegnamento ungherese, in modo che la lingua italiana, come lingua ausiliare possa continuare ad essere utilizzata, e che gli alunni possano dare le risposte, provvisoriamente anche in italiano.”

Alla metŕ dell’anno scolastico del 1915-16, quando nelle quattro classi inferiori la lingua d’insegnamento era l’ungherese, il governatore s’informň sulla possibilitŕ di passare anche nelle classi superiori all’uso della lingua ungherese.

Qualora questo non fosse possibile, quali sono le materie che possono esser insegnate in ungherese? Secondo la posizione del corpo docente “bisogna aspettare dal punto di vista pedagogico la fine dell’anno scolastico, dal punto di vista politico la fine della guerra”. E del resto si deve mantenere l’uso della lingua italiana come lingua ausiliare, altrimenti l’istituto perde i suoi alunni italofoni.

La situazione delle lingue d’insegnamento era la seguente: In ungherese si insegnava la lingua ungherese e la storia. La religione e la geografia erano insegnate per gli ungheresi in ungherese, per gli italiani in italiano, anche le spiegazioni erano fatte in queste due lingue. Si insegnavano in italiano la lingua italiana, il latino, le scienze, la matematica, il disegno, con lingua ausiliare ungherese per gli ungheresi.

Si insegnava in tedesco la lingua tedesca, agli italiani con lingua ausiliare italiana, agli ungheresi con ungherese. Gli insegnanti sono del parere che a partire dall’anno seguente si possa senza problemi passare all’insegnamento in lingua ungherese.

Due mesi dopo il governatore invita il direttore a provvedere in quanto venne a sapere che non tutti gli insegnanti accettano le risposte in italiano. I risultati nelle prime classi non sono soddisfacenti a causa della mancata competenza in lingua ungherese.

La relazione finale del direttore rispecchia giŕ le condizioni della guerra. Sei insegnanti furono richiamati, e la situazione č simile anche nelle altre scuole della cittŕ, per cui bisogna fare molte supplenze. Cala il numero degli allievi ungheresi, perché molte famiglie lasciano la cittŕ. Il direttore sollecita l’istituzione di un internato, perché nel ginnasio, dato il suo carattere misto, č difficile educare la gioventů con spirito ungherese. In un internato questo potrebbe essere realizzabile. “Se dieci anni fa avessimo avuto un internato, la Giovane Fiume non avrebbe potuto distruggere ciň che la scuola aveva costruito.”

Durante il successivo anno scolastico l’uso della lingua italiana fu oggetto di dibattito fra gli insegnanti. C’č chi lo permette, c’č chi no. Insegnare in due lingue č un lavoro molto difficile, questo č ovvio. Ma queste difficoltŕ non sono cosě grandi come erano nel passato. Finché esiste il bilinguismo, bisogna fare i conti con questa situazione.[

In risposta il governatore chiarisce cosa s’intende per lingua ausiliare: “La lingua ausiliare significa che l’insegnante, per gli alunni che non capiscono l’ungherese, č obbligato a riassumere in italiano la lezione spiegata e accettare da parte di tali alunni le risposte in italiano.”

Alla riunione tenuta il 22 novembre 1916 si accende di nuovo la “questione della lingua”. Sándor Urbanek, l’insegnante di lingua ungherese osserva che nelle classi inferiori durante le lezioni di lingua ungherese l’insegnante deve quasi esclusivamente occuparsi dei problemi degli studenti che non sono di madrelingua ungherese.

Contro questa situazione gli ungheresi di Fiume a diritto protestano, affermando che “la necessitŕ di istituire una scuola media italiana fu motivata soprattutto dall’idea, che era indispensabile liberarsi dal bilinguismo. Gli italiani nella loro scuola reale se ne erano liberati, mentre nel ginnasio di Fiume essa torna a formarsi.” Non si puň chiudere le porte davanti agli italiani, ma bisogna proteggere gli interessi degli alunni ungheresi.

“La circostanza che lo stato ungherese in questi ultimi tempi manda uno dopo l’altro insegnanti che non sanno l’italiano, rende del tutto illusorio e irrealizzabile la disposizione che riguarda l’uso dell’italiano, come lingua ausiliare. [...] Non si puň acquistare la fiducia dei nostri allievi e dei loro genitori, se all’inizio devono affrontare un insegnante che non capiscono.” Tutto sommato, la situazione attuale non č per niente attraente per l’elemento italiano.

Il capoclasse della prima classe rispondendo afferma, che secondo lui, sono proprio i genitori italiani che desiderano che i figli apprendano la lingua ungherese, altrimenti li avrebbero iscritti alla scuola italiana. E fra gli alunni della prima solo uno scolaro č stato rimandato, anche lui ungherese. Gli insegnanti, sulla direttiva del direttore, sono tenuti ad accettare le risposte in italiano, ma i ragazzi come si sa, sono pigri e scelgono la via piů facile. Se si devono accettare anche le risposte in italiano, non c’č da meravigliarsi, se l’alunno poi non impara l’ungherese. E se l’alunno ha problemi, tira fuori la scusa delle difficoltŕ linguistiche, volendo esercitare pressione in questo modo sull’istituto.

Gli insegnanti del ginnasio hanno espresso il desiderio di dichiarare che la lingua delle spiegazione dovrebbe essere esclusivamente l’ungherese e che le risposte in italiano debbano esser accettate solo nella prima classe.

Nella relazione finale sull’anno scolastico 1917-18 il direttore riferisce sul calo degli iscritti ungheresi. La maggioranza degli iscritti alla prima non č di madrelingua ungherese, cosě si dovrebbe valutare di nuovo la questione della lingua d’insegnamento. Contro il sistema attuale dell’istruzione del ginnasio provengono molte critiche da parte dei genitori degli alunni italiani. Molti studenti hanno abbandonato l’istituto durante l’anno scolastico, cosa che č una perdita per la scuola. Per loro la lingua ungherese č stato un ostacolo che non sono riusciti a superare.

La lingua ungherese non gode di un prestigio molto alto nella cittŕ, ma non per colpa degli insegnanti e i loro metodi.

A Fiume non č mai stata accettata l’idea per cui i cittadini hanno bisogno della lingua ungherese per la loro carriera.

Qualche miglioramento č stato registrato negli ultimi anni, ma la guerra lo ha annullato.

č stato un errore introdurre in quel modo la lingua d’insegnamento ungherese, senza alcuna preparazione, da un momento all’altro. Il passaggio non č stato facilitato in nessun modo. č stato sbagliato adottare assieme alla lingua d’insegnamento anche i programmi in vigore nelle scuole puramente ungheresi. Cosě gli allievi hanno dovuto affrontare una valanga di termini. Secondo le esperienze della maturitŕ, il grado delle conoscenze nozionali degli studenti č soddisfacente, mentre il loro livello linguistico č basso.

Un altro errore del ministero č stato quello di mandare a Fiume insegnanti che non sanno l’italiano. Bisognerebbe capire che la scuola non appartiene solo agli ungheresi di Fiume, ma anche agli italiani della cittŕ e i suoi compiti derivano da questa duplice finalitŕ.

L’anno scolastico 1918-19 cominciň in regola e accogliendo la domanda del direttore, il governatore diede il permesso ad insegnare la lingua ungherese in due gruppi (per gli ungheresi e per gli italiani).

Poco dopo perň, in seguito agli avvenimenti bellici gli ungheresi abbandonarono la cittŕ. Questo cambiň anche la vita della scuola. Il consiglio Nazionale salito al potere dal 20 dicembre concesse il permesso per la riapertura dell’istituto e per il funzionamento fino alla fine dell’anno scolastico, a condizione che gli italiani fossero dispensati dallo studio della lingua ungherese.

Il corpo docente non era d’accordo con questa condizione, ma evidentemente non era nella posizione di poter obbiettare. Tenendo presente gli interessi degli alunni ungheresi, l’insegnamento fu ripreso.

Dall’anno successivo l’istituto, come Regio Ungarico Ginnasio Superiore dello Stato cessň di esistere, e tutto il sistema dell’istruzione scolastica fiumana fu riorganizzato.

 

 

4.3. La lingua ungherese nelle altre scuole di Fiume.

 

Nel periodo esaminato (1870-1918) il numero degli abitanti da 18 mila aumentň a 46 mila. In conseguenza di tale incremento della popolazione vennero aperte sempre nuove scuole.

Nei limiti di questa pubblicazione non possiamo seguire il processo nei dettagli. Per quello che concerne la posizione della lingua ungherese negli altri tipi di scuole ci limitiamo a darne soltanto un riassunto in grandi linee.

Le scuole elementari possono esser divise in tre categorie. Nelle scuole comunali la lingua d’insegnamento era l’italiano (ad eccezione di alcuni sottocomuni, in cui si insegnava anche in croato). In queste scuole la lingua ungherese era una materia libera. Nelle scuole private o religiose la lingua di insegnamento era generalmente l’italiano, ma funzionava anche una scuola con lingua d’insegnamento tedesca. L’ungherese non era obbligatorio nemmeno in queste scuole. Le scuole statali erano scuole bilingui ungheresi-italiane. Gli scolari imparavano a leggere e scrivere contemporaneamente in ambedue le lingue. Una particolare attenzione era rivolta oltre all’acquisizione della madrelingua, anche a quella della seconda.

Nelle scuole cittadine comunali la lingua di insegnamento era l’italiano. Nella Scuola Cittadina Comunale Maschile l’ungherese era materia obbligatoria, in quella femminile prima materia libera, poi obbligatoria.

Nelle scuole cittadine statali (maschile e femminile) e nella Scuola Superiore Femminile si insegnava in ungherese, l’italiano era una materia obbligatoria. Nella prima classe perň spesso si ricorreva all’italiano, come lingua ausiliare. Anche tra le scuole professionali esistevano le comunali e le statali. Nelle comunali si insegnava in italiano, nelle statali in ungherese, ma sicuramente con lingua ausiliare italiana.

Per quello che concerne le scuole medie-superiori, del Ginnasio Superiore si č giŕ parlato.

La lingua d’istruzione della Regia Ungarica Accademia di Commercio (piů tardi: Regia Ungarica Scuola Superiore di Commercio) all’inizio era l’italiano. Per quelli che non conoscevano la lingua italiana, dal 1891 fu avviata una classe preparatoria. In una fase successiva la lingua d’insegnamento fu cambiata in ungherese e l’italiano divenne lingua ausiliare. La lingua d’insegnamento della Regia Ungarica Accademia Nautica era l’italiano, l’ungherese s’insegnava come materia obbligatoria. Le lezioni di lingua ungherese e di italiano si tenevano separatamente nella prima, come lingua materna e come lingua seconda.

L’Imperiale e Regia Accademia di Marina era un’istituzione austriaca in cui si insegnava in tedesco, ma l’ungherese, l’italiano ed anche il croato erano materie obbligatorie. Il Regio Ungarico Ginnasio Femminile dello Stato fondato nel 1912 usava l’ungherese ma nelle classi inferiori a causa della composizione mista per nazionalitŕ delle alunne, si ricorreva all’uso di diverse lingue ausiliari (italiano, croato, tedesco, francese). L’italiano era materia obbligatoria. La lingua d’insegnamento della Civica Scuola Reale, avviata nel 1912, era l’italiano, l’ungherese era materia obbligatoria.

La lingua d’insegnamento dell’unica istituzione superiore di Fiume, della Regia Ungarica Accademia di Esportazione era l’ungherese, ma fra le lingue straniere insegnate un posto particolare era riservato all’italiano.

Un esame piů attento attorno allo status delle singole lingue potrebbe fornire ulteriori contributi allo studio del nostro argomento: il ruolo della lingua ungherese nel sistema scolastico nella cittŕ.

 

 

5. La fine dell’istruzione ungherese a Fiume.

 

Dopo l’abbandono della cittŕ da parte delle autoritŕ ungheresi, il Consiglio Nazionale Italiano di Fiume nel dicembre del 1918 riteneva inutile per i fiumani il funzionamento delle scuole ungheresi. Mise cosě gli insegnanti a disposizione del governo ungherese. Quelli che volevano rimanere ed insegnare in cittŕ, dovevano farne domanda. Considerando gli interessi dalla popolazione ungherese, il Consiglio, diede il permesso di portare regolarmente al termine l’anno scolastico, alle seguenti condizioni:

*   nelle scuole elementare devono esser avviate classi parallele italiano-ungheresi;

*   gli alunni su richiesta devono esser dispensati dallo studio della lingua ungherese e della storia d’Ungheria;

*   gli insegnanti che parlano in italiano, devono spiegare la materia anche in italiano e devono accettare le risposte in italiano.

Nell’anno scolastico successivo, per gli alunni ungheresi, fu aperta una scuola con gli insegnanti rimasti in cittŕ.

Secondo la testimonianza di un altro documento: “in questi ultimi tempi, non si sa, per concessione di chi sono sorte numerose scuole ungheresi, che vengono frequentate oltre che dai figli dei ferrovieri, anche da figli di altri funzionari dello stato al servizio del Consiglio Nazionale. [...]

La direzione farŕ energici passi presso il Consiglio Nazionale per lo scioglimento di questa scuole.”

Fra i documenti del Consiglio Scolastico in seguito non si parla molto di queste scuole, che ad eccezione di una, dovettero estinguersi in tempi brevi.

L’ultima scuola ungherese resta in funzione fino al 1932. Della sua chiusura diede notizia Il Pesti Hirlap, sottolineando il fatto che la scuola era stata soppressa dal Governo Ungherese. Il Ministero degli Affari Esteri italiano, informato sulla chiusura della scuola ungherese chiese il parere al Prefetto di Fiume, se valeva la pena di fare sacrifici per la riapertura della scuola ungherese. Nella risposta il prefetto dŕ informazioni circa la nascita e il funzionamento non del tutto legale (tollerata, ma non riconosciuta dalle autoritŕ fiumane): “Nel 1921 alcuni professori e maestri ungheresi qui rimasti, approfittando del caos amministrativo e politico fiumano, aprirono una scuola d’insegnamento ungherese per i cittadini del loro paese qui residenti. [...] Il numero degli scolari era intanto sceso nell’ottobre del 1927 a 16 nelle 4 classi elementari e a 30 nelle 8 classi del ginnasio-liceo. [...] Negli anni seguenti il numero degli allievi diminuě ancora sensibilmente, tanto che nell’anno scolastico 1931, nelle 4 classi elementari non si contavano che soli 5 allievi e nelle 8 classi del ginnasio-liceo 12 allievi. [...]

Una riapertura della scuola non sarebbe ora vista favorevolmente dalla cittadinanza [...] la maggioranza delle famiglie ungheresi faceva frequentare di preferenza le scuole italiane ai loro giovinetti, per ragioni di praticitŕ e di opportunitŕ.”

L’appunto del Ministero del Culto e della Pubblica Istruzione ungherese motivando la chiusura della scuola indica lo spopolamento e gli alti costi del suo funzionamento, sottolineando che da parte delle autoritŕ italiane non c’č stata nessuna pressione.

Alla chiusura della scuola contribuě la morte del direttore, canonico dott. Nándor (Ferdinando) Sándorffy catechista dell’ex-ginnasio ungherese, che era l’anima della scuola. Una parte della biblioteca fu regalata al circolo ungherese fiumano, rimasto l’unica istituzione dal carattere ungherese in cittŕ, l’altra parte fu donata alla Biblioteca Universitaria di Milano.

Fu cosě che fině l’istruzione in lingua ungherese e l’insegnamento istituzionale della lingua ungherese a Fiume.

 

 

6. Conclusione.

 

La storia dell’insegnamento dell’ungherese a Fiume offre un’ottima occasione per riflettere su una serie di problemi dalla politica linguistica e all’educazione bilingue.

Com’era la politica linguistica dello Stato Ungherese a Fiume?

Prima di tutto č chiaro, che non si puň parlare di una sola politica linguistica, ma esistevano diverse politiche linguistiche. Oltre ai diversi orientamenti della politica centrale di Budapest, molto dipendeva dalle condizioni locali, dalla persona del governatore, dal direttore delle scuole e del suo rapporto con le autoritŕ fiumane.

Indipendentemente da queste differenze č innegabile perň che, sin dal primo momento, il governo ungherese voleva diffondere a Fiume la lingua dello Stato e la cultura ungherese.

Nelle sue scuole voleva educare i giovani con spirito ungherese.

Diffondendo la lingua ungherese nella cittŕ si teneva sempre in considerazione la sensibilitŕ degli italiani – almeno secondo i documenti scolastici reperiti. Si cercava indubbiamente di diffondere la lingua, ma se questo loro intento puň esser chiamato magiarizzazione o no, la risposta dipende dai punti di vista, i confini sono incerti.

Ma in ogni modo non vuol dire assimilazione, tanto meno assimilazione forzata. Fare dei fiumani buoni patrioti ungheresi fu un sogno condiviso da tutti i protagonisti.

Per quello che riguarda la fortuna della lingua ungherese, fra i fiumani, a quanto pare, la nostra lingua non godeva di gran prestigio. Oltre alle avversioni politiche dovevano avere la loro parte anche motivi linguistici e sociolinguistici.

La lingua ungherese veniva trovata troppo difficile. Sicuramente una lingua cosě diversa dalla loro madrelingua doveva dare non pochi problemi ai giovani fiumani. Veniva trovata, poi anche poco utile. Se si fosse trattato di una lingua di grande diffusione, forse l’avrebbero studiata un po’ piů volentieri. Fatto sta, che alla prima occasione se ne sono liberati. Trasformare dunque “lo scoglio nudo in un bosco pieno di alberi” č stato un sogno non avveratosi.

Cosa č rimasto dalla nostra lingua a Fiume? Un’iscrizione su qualche palazzo, un altra su una pietra sepolcrale, cognomi e nomi ungheresi sull’elenco telefonico (sorprendentemente molti), qualche signore ultraottantenne che saluta con un’ottima pronuncia in ungherese, alcuni libri ungheresi nella biblioteca e negli antiquari ...

Allora, in fin dei conti, tutto č stato inutile? Certamente no, se si considera solo quello che devono l’italianistica ungherese e la magiaristica italiana a questa cittŕ, cose troppo note per esser nuovamente ricordate.

 

 

Bibliografia e fonti

 

*   Borovszky Samu - Sziklai János (a cura di), Magyarország vármegyéi és városai. Fiume és a Magyar-Horvát Tengerpart (Provincie e cittŕ dell’Ungheria. Fiume ed il Litorale Ungaro-Croato), Budapest 1900, Apollo

*   Classificazione degli allievi del Regio Ginnasio Reale Superiore in Fiume per l’anno scolastico ... (1870/71-1880/81), Fiume ... (1871-1881)

*   Čop, Milivoj, Riječko Školstvo (1848-1918) (Il sistema scolastico fiumano), Rijeka 1988, Izdavački Centar Rijeka

*   Fiume és környékének tájrajza (Descrizione di Fiume ed i suoi dintorni), Pest 1869.

*   Gigante, Silvino, Storia del comune di Fiume, Firenze 1928

*   Mészáros István, Középszintű iskoláink kronológiája és topográfiája (996-1948) (La cronologia e topografia delle nostre scuole medie), Budapest 1988, Akadémiai Kiadó

*   Pesti Hírlap, 15 marzo 1933.

*   Programma del regio ungarico Ginnasio Superiore dello Stato in Fiume pubblicato alla fine dell’anno scolastico ... (1881/82-1917/18), Fiume ... (1982-1918)

*   Teleki Domokos, Egynéhány hazai utazások leírása (Descrizione di alcuni viaggi fatti in Ungheria), Bécs (Vienna) 1796 – riedizione: Budapest 1993, Balassi Kiadó, a cura di Éder Zoltán

*   Programmi delle diverse scuole di Fiume pubblicati alla fine di ogni anno scolastico

*   Archivio Storico di Fiume (Državni Arhiv u Rijeci) – Sezione DS-1, DS-3, DS-10, DS-17, JU-5-XI-1

*   Archivio Storico-Diplomatico del Ministero degli Affari Esteri – Serie Politica – Ungheria (1931-45) – busta n. 8.

*   Archivio di Stato Ungherese (Magyar Országos Levéltár) – Sezione K-636-711, K-500-1917-12-19888


*  Una parte della ricerca all’Archivio Storico di Fiume č stata realizzata con il contributo dalla Fondazione Soros (Soros Alapítvány, Budapest N. 222/1/3997)

A közoktatás Fiuméban, in: Borovszky Samu - Sziklai János (a cura di), Magyarország vármegyéi és városai. Fiume és a Magyar-Horvát Tengerpart, Budapest 1900, Apollo, p. 113.

A. Fest, Contributi per la storia della pubblica istruzione in Fiume, in: Programma del regio ungarico Ginnasio Superiore dello Stato in Fiume pubblicato alla fine dell’anno scolastico 1899-1900, Fiume 1900, p. 81.

I. Mészáros, Középszintű iskoláink kronológiája és topográfiája (996-1948), Budapest 1988, Akadémiai Kiadó

Ibidem

Domokos Teleki, Egynéhány hazai utazások leírása, Bécs (Vienna) 1796, riedizione: Z. Éder (a cura di), Budapest 1993, Balassi Kiadó, p. 135.

A közoktatás Fiuméban, op. cit. p. 113.

A Fest, A fiumei tanulmányi és konviktusi alap és a fiumei gimnázium mai állapotának történeti előzményei, in: Programma del ... a.s. 1903-1904, cit., Fiume 1904, pp. 12-17.

A közoktatás Fiuméban, op. cit. p. 113.

Fiume és környékének tájrajza, Pest 1869, pp. 161-162.

A közoktatás Fiuméban, op. cit. p. 113.

Ibidem, p. 121.

Catalogo del Regio Ginnasio Reale Superiore, Archivio Storico di Fiume (in seguito ASF), DS-3 1870/71-1880/81.

Classificazione degli allievi del R. Ginnasio Reale Superiore in Fiume per l’anno scolastico 1870-71 (e sgg. all’a.s. 1874-75), Fiume 1871 (e sgg. al 1875)

Protocollo della conferenza del corpo docente, 4 luglio 1871, ASF DS-3-49.

Relazione del direttore, 6 luglio 1871, ASF JU-5-XI-1-793.

Risposta del governatore, 9 agosto 1871, ASF JU-5-XI-1-794.

Disposizione ministeriale, 9 ottobre 1871, ASF DS-3-49.

Classificazione ... per l’a.s. 1875-76, op. cit., Fiume 1876.

Relazione del direttore, 1876, ASF DS-3-6-284.

Disposizione ministeriale, 9 ottobre 1879, ASF DS-3-50.

A közoktatás Fiuméban, op. cit. p. 121.

Ibidem, p. 122.

Programma ... dell’a.s. 1882-83, op. cit. Fiume 1883, p. 62.

Relazione e domanda di trasferimento del prof. Gressits, 28 novembre 1875, ASF DS-3-5-148.

Decreto ministeriale, 7 giugno 1881, ASF DS-3-11-665.

Protocollo della conferenza del corpo docente, 25 luglio 1881, ASF DS-3-51.

Disposizione ministeriale, 2 agosto 1881, ASF DS-3-11-936.

Disposizione ministeriale, 29 agosto 1881, ASF DS-3-11-1000

Proposte del prof. Sándor Kőrösi, 19 settembre 1891, ASF DS-3-58-64.

Il programma locale della lingua e letteratura ungherese, 10 settembre 1881, ASF DS-3-11-373.

Disposizione ministeriale, 26 ottobre 1881, ASF DS-3-11-1347.

Relazione del direttore, 12 novembre 1881, ASF DS-3-11-499.

Relazione del direttore, 10 luglio 1907, ASF DS-3-37-641.

Programma ... dell’a.s. 1881-82, op. cit., Fiume 1882.

A közoktatás Fiuméban, op. cit., pp. 121-122.

Disposizione ministeriale, a.s. 1882-83, ASF DS-3-13-334.

Programma ... dell’a.s. 1882-83, op. cit., Fiume 1883, p. 44.

Programma locale della lingua e letteratura ungherese, 1 giugno 1883, ASF DS-3-13-388.

Disposizione ministeriale, a.s. 1883-84, ASF DS-3-62-107.

Disposizione ministeriale, a.s. 1884-85, ASF DS-3-15-65 e DS-3-62-84.

Disposizione ministeriale, 5 dicembre 1884 e la risposta del direttore, ASF DS-3-15-536.

Disposizione ministeriale, 3 febbraio 1885, ASF DS-3-62-132.

Disposizione ministeriale, 28 gennaio 1884, ASF DS-3-62-174.

A közoktatás Fiuméban, op. cit. p. 122.

Proposte del prof. Sándor Kőrösi ..., op. cit.

Proposte dei proff. Sándor Riegler e János Matisz, a.s. 1888-89, ASF DS-3-19-8.

A fiumei magyar királyi állami főgimnázium ifjúságának magyar társalgó köre, poi: A fiumei magyar királyi állami főgimnázium ifjúságának Korvin Mátyás köre, in: Programma ... dell’a.s. 1890-91 (e sgg.), Fiume 1891 (e sgg.)

Relazione del direttore, 4 dicembre 1887, ASF DS-3-18-187.

Relazione del direttore, a.s. 1888-89, ASF DS-3-19-65.

Relazione finale del direttore, a.s. 1888-89, ASF DS-3-19-137.

Relazione del direttore, 3 agosto 1891, ASF DS-3-21-873.

Ibidem.

Disposizione ministeriale, 6 dicembre 1890, ASF DS-3-51-168.

Disposizione ministeriale, 27 novembre 1891, ASF JU-5-XI-1-1315.

Proposte del prof. Sándor Kőrösi ..., op. cit.

Disposizione ministeriale, 4 aprile 1892, ASF DS-3-22-350.

A közoktatás Fiuméban, op. cit., p.124.

Proposte del prof. Sándor Kőrösi ..., op. cit.

Relazione del direttore, 30 giugno 1896, ASF JU-5-XI-1-586.

Relazione del direttore, 1 dicembre 1896, ASF DS-3-27-120.

[Relazione del direttore, 9 gennaio 1897, ASF DS-3-27-219.

Proposta del direttore, 9 giugno 1898, ASF DS-3-28-560.

Disposizione ministeriale, 1898, n. 64.809, in: Relazione del direttore, 8 luglio 1902, ASF DS-3-32-578.

Questi cambiamenti possono esser sintetizzati cosě (in base: Silvino Gigante, Storia del comune di Fiume, Firenze 1928, pp. 120-129.): Il governo ungherese senza consultare la Rappresentanza Municipale introdusse due nuove leggi a Fiume. Le proteste dalla parte della cittŕ e le trattative conseguenti non hanno dato risultati, cosě la Rappresentanza diede unanimemente le dimissioni. Alle elezioni ripetute due volte vinsero gli autonomisti contro i liberali. Il podestŕ, rieletto Michele Maylender questa volta non era disposto a giurare fedeltŕ alle leggi ungheresi, per cui Fiume rimase per tre anni senza Rappresentanza e senza podestŕ.

Relazione del direttore, 3 luglio 1898, ASF JU-5-XI-1-558.

Relazione del direttore, 12 giugno 1899, ASF JU-5-XI-1-310.

Relazione del direttore, 27 aprile 1899, ASF DS-3-29-227.

Relazione del direttore, 12 giugno 1899, op. cit.

Ibidem.

S. Gigante, op. cit., pp. 134-135.

Relazione finale del direttore, a.s. 1902-1903, ASF DS-3-33-535.

Relazione del direttore, 5 luglio 1904, ASF DS-3-34-560.

Relazione del direttore, 10 luglio 1907, ASF DS-3-37-641.

Relazione del direttore, 21 giugno 1908, ASF DS-3-38-654.

Relazione finale del direttore, a.s. 1902-1903, op. cit.

Relazione del direttore, 12 marzo 1905, ASF DS-3-35-157.

Disposizione del governatore, a.s. 1900-1901, ASF DS-3-31-21.

S. Gigante, op. cit., p. 129.

Relazione del direttore, 12 giugno 1899, op. cit.

Relazione del direttore, 12 settembre 1899, ASF DS-3-30-45.

Relazione del direttore, 10 luglio 1907, op. cit.

Relazione del direttore, 10 febbraio 1912, ASF DS-3-42.

Nei volumi del Programma ... dell’a.s. 1912-13 (e sgg.), Fiume 1913 (e sgg.), si trovano i dati seguenti relativi agli scolari della prima classe della scuola:

anno scolastico

ungheresi

italiani

anno scolastico

ungheresi

italiani

1912/13.

23

12

1913/14.

24

7

1914/15.

22

6

1915/16.

18

18

1916/17.

28

11

1917/18.

19

16

Osservando i dati relativi a tutte le classi, si puň constatare che il numero degli alunni italiani diminuisce di anno in anno, quello degli ungheresi č invariato. Nell’a.s. 1917-18 il numero degli iscritti italiani aumenta di nuovo, cosě su 238 alunni 127 sono ungheresi, e 93 italiani.

Richiesta del direttore, 3 luglio 1912, ASF JU-5-XI-1-846.

Disposizione ministeriale, 8 agosto 1912, ASF JU-5-XI-1-4907.

Domanda del governatore, 20 dicembre 1915, ASF JU-5-XI-1-182.

Relazione del direttore, 7 gennaio 1916, ASF JU-5-XI-1-187.

Lettera del governatore al direttore, 29 febbraio 1916, ASF JU-5-XI-1-285.

Relazione del direttore, 7 luglio 1916, ASF JU-5-XI-1-745.

Relazione del direttore, 16 ottobre 1916, ASF JU-5-XI-1-88.

Lettera del governatore al direttore, 30 ottobre 1916, ASF JU-5-XI-1-124.

Protocollo della conferenza del corpo docente, 22 novembre 1916, ASF DS-3-49.

Relazione del direttore, 9 giugno 1918, ASF JU-5-XI-1-870.

Disposizione del governatore, 9 agosto 1918, ASF JU-5-XI-1-931.

Appunto sulla conferenza straordinaria, 18 dicembre 1918, ASF JU-5-XI-1-194.

Dati relativi a tutte le scuole fiumane si trovano: Milivoj Čop, Riječko Školstvo (1848-1918), Rijeka 1988, Izdavački Centar Rijeka

Circolare del Consiglio Nazionale Italiano di Fiume a ogni scuola, 11 dicembre 1918, ASF DS-1-371.

Appunto per il Consiglio Nazionale, 19 dicembre 1919, ASF DS-17-344.

Processo verbale, 7 gennaio 1920, ASF DS-17-1

ASF Sezione DS-17.

Pesti Hírlap, 15 marzo 1933.

Lettera dal Ministero degli Affari Esteri al Prefetto di Fiume, 25 marzo 1933, Archivio Storico-Diplomatico del Ministero degli Affari Esteri, Serie Politica - Ungheria (1931-45) busta n.8.

Riferimento del Prefetto di Fiume al Ministero degli Affari Esteri, 20 aprile 1933, Archivio Storico-Diplomatico del Ministero degli Affari Esteri, Serie Politica - Ungheria (1931-45) busta n.8.

Appunto del Ministero del Culto della Pubblica Istruzione, Archivio di Stato Ungherese (Magyar Országos Levéltár) K-636-711-213269/1933.

Secondo i dati dell’ultimo censimento (1991) gli ungheresi residenti a Fiume sarebbero 622 persone (0,19%). L’Organizzazione Democratica degli Ungheresi della Regione Primorsko-Goranska conta piů di 250 iscritti.

 

Torna all' articolo