SERGIO A. GHERBAZ

 

Dove era il Sito di Tarsatica?

 

Fiume nel 1400. Si noti a destra in alto il colle di Tersatto

con la chiesa sacra dedicata alla Madonna Nera. Il fiume

che divide le due località acquista importanza per indicare

il nome del luogo.

 

 

Problematico interrogativo: Dov'era il sito di Tarsatica?

Da secoli rimasto senza soluzione e controverso punto tra gli studiosi della storia antica di Fiume (in quei tempi la città conosciuta col nome di Tarsatica). Gli studiosi presentarono differenti località per il sito di Tarsatica, tra cui Castua, Tersatto, Martinschizza, Buccari e naturalmente Fiume.

Quando tombe romane furono scoperte, tra Fiume e Buccari, un'altro aspetto della presente domanda era emerso. Le tombe romane erano però sufficienti per convincere il famoso archeologo triestino dott. Pietro Kandler che la località del sito di Tarsatica era a metà strada tra Fiume e Buccari. Il nostro illustre storico, giudice Giovanni Kobler era invece fieramente dell'opinione che il sito di Tarsatica si trovasse alla destra della Fiumara (fiume Eneo).

 

Durante il secolo ventesimo, e precisamente nel 1914, nel nostro Corso e vicino alla Torre Civica, due case furono demolite per far posto ad un nuovo palazzo. Scavi furono iniziati per le fondamenta del nuovo edificio quando, in fondo agli scavi, si riscontrarono altre fondamenta di costruzione pre-romana, che si constatò d'essere le mura di Tarsatica.

Secondo il nostro storico Riccardo Gigante, riguardo a questa scoperta, si scrisse:

"Le mura portavano i segni di una demolizione violenta, non di una rovina dovuta all'abbandono. - Muri abbattuti, rovesciati, petre calcinate dal fuoco, qualche moneta fusa quasi interamente e carbonica ovunque. - Per tutto poi frammenti di cotto grossolano, cocci finissimi, scodelle e fiale di vetro, frantumate, e piccoli bronzi di uso femminile. - Fra tutti questi resti, poi un gran numero di monete di bronzo disseminate largamente. (Vedi: rivista "Fiume", anno 1925, pag. 7).

 

E' verosimile che tale scoperta lasciasse senza dubbio il sito di Tarsatica, ma ciononostante rimanevano ancora le tombe romane, di cui si doveva spiegare la loro esistenza circa tre o quattro chilometri distanti da queste rovine.

Ebbene, un'altra teoria in quei tempi era stata avanzata dallo storico De Franceschi, dicendo che:

"Tarsatica antica aveva abbracciato tutto il tratto dalla sommità del monte della Draga e poi da monte Solin a Martinschizza, indi l'odierno fiume, la città sarebbe stata naturalmente divisa in tre parti staccate per i frapposti corsi d'acqua e di burroni".

 

Se il fiume accennato si riferisce al nostro Eneo, e non vedo ragione che non lo sia, allora questa è la migliore spiegazione che avrebbe soddisfatto il dott. Kandler ed anche il giudice Kobler.

Per corroborare le vedute dello storico De Franceschi, si possono elencare due rilevanti fatti. Il primo: le antiche carte geografiche romane descrivevano la città di Tarsatica con il simbolo di due torri accanto al nome. Due torri significavano un centro urbano con molte migliaia di abitanti.

Il secondo: nell'anno 58 dopo Cristo, la città di Tarsatica fu elevata a "Municipium, contribuzione data alle città di maggiore popolazione. Al comando di questo autonomo  governo cittadino fu posto "dum viri jure dicundo", carica che era rieletta annualmente.  Responsabilità del Municipium erano le finanze,la giustizia, l'edilizia e i lavori pubblici, lo sport e la polizia municipale.

 

Non bisogna però dimenticare le sagge parole  del nostro giudice Kobler che ci disse nelle sue memorie: Prima del secolo XIII la storia antica di Fiume è basata solo su congetture.

 

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