Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 77 del 21 marzo 1977
 

 

ACCORDO

SULLA PROMOZIONE DELLA COOPERAZIONE ECONOMICA

TRA LA REPUBBLICA ITALIANA

E LA REPUBBLICA SOCIALISTA FEDERATIVA DI JUGOSLAVIA

 

Nell'intento di sviluppare la cooperazione economica e tecnica, ed in particolare di migliorare le condizioni di vita delle popolazioni di frontiera dei due Paesi, le Parti contraenti hanno convenuto quanto segue:

 

ARTICOLO 1

  

Ognuna delle Parti attribuirà sul proprio territorio i terreni indicati nel Protocollo allegato  (Allegato I), ad una zona franca alla quale sarà esteso  il regime delle merci dei "Punti franchi di Trieste" conformemente alle modalità previste dal citato Protocollo.

 

 

ARTICOLO 2

  

I due Governi istituiscono una Commissione mista permanente per l'idroeconomia, incaricata di studiare tutti i problemi idrologici di interesse comune e di proporre soluzioni idonee in materia, in vista di assicurare il miglioramento degli approvvigionamenti di acqua e di elettricità in relazione alle obbligazioni derivanti dagli Accordi e Trattati stipulati fra le due Parti.

I due governi stipuleranno, nel più breve tempo possibile, un Accordo che regoli la composizione, le competenze e le norme di procedura della Commissione.

 

ARTICOLO 3

  

I due Governi attribuiscono una importanza particolare alla regolamentazione del regime delle acque dei bacini dell'Isonzo, dello Judrio e del Timavo ed al loro sfruttamento per la produzione di energia elettrica, per l'irrigazione ed altri usi civili, senza pregiudizio alcuno  degli obblighi derivanti  dagli Accordi e Trattati stipulati tra le due Parti.

A tal fine i due Governi raccomanderanno alle loro rispettive organizzazioni economiche di cooperare , per mezzo di joint ventures, nella costruzione ed utilizzazione comuni  di impianti per la produzione di energia elettrica.

Nel quadro di questa cooperazione, presenta un interesse particolare la costruzione , nei pressi di Salcano, di una diga sull'Isonzo e di un impianto idroelettrico.

Qualora la costruzione di questo impianto non dovesse sembrare conveniente dal punto di vista tecnico o economico, si provvederà a costruire, per mezzo di joint ventures, un bacino in territorio jugoslavo, destinato a migliorare il regime delle acque dell'Isonzo e ad irrigare i terreni situati in territorio italiano a sud di Gorizia. La decisione relativa alla possibilità di costruire l'impianto idroelettrico succitato sarà presa entro un anno dall'entrata in vigore del presente Accordo, susseguentemente si passerà alla fase operativa nel più breve tempo possibile.

Sarà inoltre esaminata la possibilità di regolarizzare ed accumulare le acque della Rosandra al fine di utilizzarle per l'economia della città di Trieste.

  

ARTICOLO 4

  

Le due parti si impegnano a finanziare , ciascuna per la parte relativa al proprio territorio, gli studi necessari per valutare l'opportunità tecnica ed economica, e la possibilità di costruire una via navigabile Monfalcone - Gorizia - Lubiana e di collegarla alla rete navigabile dell'Europa centrale ed al Mar Nero. Al fine di coordinare questi studi sarà costituita una apposita Commissione mista.

 

ARTICOLO 5 

Al fine di agevolare il traffico stradale, le due Parti collegheranno l'autostrada Venezia - Trieste - Gorizia - Tarvisio alle strade Nuova Gorizia - Postumia - Lubiana, Fernetti - Postumia ed Erpelle - Cosina - Fiume.

Le due Parti esamineranno anche tutte le possibilità di agevolare il traffico di frontiera, soprattutto nelle regioni turistiche, e decideranno di comune accordo le misure da adottare al riguardo.

 

ARTICOLO 6

 

Al fine di assicurare un collegamento stradale diretto tra le regioni jugoslave del Collio e di Salcano, sarà costruita una strada carrozzabile asfaltata, entro due anni a partire dalla data di entrata in vigore del presente Accordo, secondo il tracciato indicativo risultante dalla carta allegata al presente Accordo (Allegato II).

Una Commissione mista italo - jugoslava sarà incaricata di elaborare il progetto tecnico dei lavori e di redigere il regolamento relativo all'uso della strada suddetta.

Tale strada, secondo le modalità che saranno convenute tra le Autorità di polizia e di dogana dei due Paesi, sarà aperta al libero transito civile jugoslavo, senza sosta in territorio italiano. Le responsabilità relative al controllo della circolazione sulla strada in questione saranno affidate alle Autorità jugoslave competenti, secondo le modalità ed alle condizioni che saranno stabilite di comune accordo tra le competenti Autorità italiane e jugoslave.

Il regime previsto al terzo comma  del presente articolo resterà in vigore per un periodo di 25 anni, rinnovabile tacitamente per periodi successivi della durata di 10 anni ciascuno, salvo denuncia preventiva da farsi due anni prima di ciascuna scadenza.

La Commissione mista citata al secondo comma del presente articolo sarà anche incaricata di esaminare il progetto tecnico relativo alla strada da costruirsi per collegare i villaggi di Raune, di Luico e di Cambresco in territorio jugoslavo, alle condizioni stabilite dall'allegato III.

 

ARTICOLO 7

Le due Parti incoraggeranno una cooperazione stretta e permanente tra i porti dell'Adriatico del Nord, al fine di realizzare, in maniera razionale e coordinata, attraverso la specializzazione ed altre forme di cooperazione, il miglioramento delle installazioni e degli impianti dei porti suddetti, l'incremento delle loro capacità, la riduzione dei costi di gestione e l'ampliamento armonizzato della loro capacità concorrenziale per l'approvvigionamento dei Paesi terzi.

A tal fine le due Parti raccomanderanno alle Autorità portuali interessate, di stabilire dei programmi concreti di cooperazione.

 

ARTICOLO 8  

Le due Parti collaboreranno tra loro anche mediante la partecipazione degli organi locali interessati, in materia di protezione del mare Adriatico, contro l'inquinamento e nel campo dei problemi ecologici.

 

ARTICOLO 9

Le due Parti procederanno di comune accordo alla elaborazione degli studi necessari allo sviluppo  della cooperazione economica nelle regioni di frontiera.

 

ARTICOLO 10

Le due Parti sottolineano il loro interesse comune ad accelerare lo sviluppo delle loro relazioni economiche, in particolar modo attraverso la cooperazione industriale di lungo periodo, in tutte le forme possibili, comprese le joint ventures, e mediante una cooperazione più ampia nel campo degli scambi tecnologici e le ricerche e l'utilizzazione comuni delle risorse economiche di base e delle fonti di energia.

Nel quadro della legislazione in vigore, le due Parti sono parimenti interessate a stabilire dei programmi di lungo periodo e ad utilizzare razionalmente  le risorse agricole.

In questo quadro le due Parti incoraggeranno la conclusione di accordi tra le organizzazioni economiche italiane e jugoslave, con particolare riferimento ai seguenti settori:

- energia elettrica;

- petrolio e gas naturale;

- minerali metallici e non metallici e in particolare materie fossili;

- legno e cellulosa;

Questa cooperazione sarà realizzata mediante accordi particolari nel quadro del Comitato misto intergovernativo per la cooperazione economica, scientifica e tecnica.

 

ARTICOLO 11

Il presente Accordo sarà ratificato non appena possibile ed entrerà in vigore il giorno dello scambio degli strumenti di ratifica, contemporaneamente al Trattato firmato in data odierna fra i due Paesi. Lo scambio degli strumenti di ratifica avrà luogo a Belgrado.

Fatto ad Osimo (Ancona) il 10 novembre 1975 in due originali in lingua francese.

Per il Governo della Repubblica Italiana: M. Rumor.

Per il Governo della R.S.F. di Jugoslavia: M. Minic.

Al trattato seguono 10 allegati.

 

PARTE  PRIMA

Allegati

Descrizione di Padre Flaminio Rocchi:

Origine della Zona B

Firma del Trattato di Osimo

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