
Un fiumano per mare
Caraibi 2.
Nel 1961 ero commissario di bordo sulle navi della Grimaldi che portavano emigranti (neri) dalla Giamaica e da tutte le altre isole minori dei Caraibi per la Gran Bretagna. Tutta gente cordiale e simpatica. Io feci amacizia con un giovane sindacalista di Kingston/Giamaica che, un giorno, mi disse: “Mister Scala, se tutti gli uomini bianchi la pensassero come lei, non ci sarebbero mai stati problemi tra bianchi e neri”. Io lo presi come un incoraggiamento per me ed i miei figli a continuare a pensare che tutti gli esseri umani sono uguali, qualunque sia il colore della loro pelle e la loro religione.
Ci volle tutta la nostra pazienza per convincere le giamaicane, figlie della Natura, che, quando uscivano dalle loro cabine per andare in bagno nel corridoio, dovevano mettersi almeno un reggiseno e le mutandine. Io mangiavo in sala da pranzo con i passeggeri. I nostri cuochi preparavano piatti della cucina dei Caraibi, sempre molto piccanti. Ho ancora una bella foto di me, in divisa bianca, seduto con un bel bambinetto nero sulle ginocchia.
La sera, ballo sul ponte di coperta al ritmo del Calypso, messo in voga in quegli anni dal cantante giamaicano Harry Belafonte. Suonava la orchestrina italiana della nave, che rividi 25 anni dopo a Wiesbaden in Germania.
Un viaggio, tre giorni dopo la partenza dall’ultimo scalo nei Caraibi Barbados, verso l’Europa, in Atlantico la nostra Ascania perdette un’elica (ne aveva due). Come un animale ferito, la nave tornò indietro verso il più vicino porto provvisto di bacino di carenaggio, Fort De France nella Martinica francese. Incredibile, ma per tutti i dieci giorni necessari per la riparazione, la nave rimase in bacino con quasi mille passeggeri a bordo. Ogni sera, sottobordo, giovani negri francesi, eleganti e gentili, che venivano a prendere ragazze giamaicane e a portarle fuori a divertirsi. Non ci furono mai scontri con i giovani giamaicani. Una volta rimessa a posto l’elica, riprendemmo il nostro viaggio per l’Europa. Non ho mai saputo se, dopo lo sbarco dei passeggeri in Inghilterra, ci erano state nascite di bambini franco-giamaicani.
Tempo fa, lessi che la città di Bristol aveva eletto un consigliere comunale giamaicano. Io gli scrissi, chiedendogli se, per caso, lui fosse venuto in Inghilterra con la nave Ascania. Mi rispose subito, molto gentilmente, dicendo che lui no, ma che suoi conoscenti avevano viaggiato sull’Ascania e ne avevano parlato bene.
Giulio Scala, Concordia Sagittaria 15.02.2010