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Quando la Verità riconcilia i popoli

 

ROMA   - "Dopo gli articoli di "Slobodna Dalmacija" ("Libera Dalmazia") e di altri quotidiani croati a difesa delle tesi degli esuli giuliano-dalmati sugli eccidi e l’esodo preordinati da Tito nel 1943-1954, anche il periodico "Globus" di Zagabria dà  piena ragione al Presidente Giorgio Napolitano sul tema del Giorno dei Ricordo istituito dal Parlamento italiano con la legge n. 92 del 2004 per onorare il sacrificio degli istriani, fiumani e dalmati di nazionalità  italiana". E’ quanto rende noto, con soddisfazione. il Presidente Nazionale della Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Lucio Toth, che oggi torna a parlare delle recenti polemiche tra il presidente croato Mesic e l’Italia.

      "Quella attuata dall’esercito di Tito nei territori della Venezia Giulia nel dopoguerra è stato null’altro che pulizia etnica, eseguita spietatamente e con l’intento di eliminare la popolazione autoctona da quelle aree. Un certo numero di italiani è finito nelle foibe, altri sono stati affogati in mare, ma la maggior parte è stata avviata all’esilio con una combinazione tra politiche repressive e rovina economica [...] con il sistema delle espropriazioni", si legge sul giornale, croato.

      "Nel 1910", prosegue "Globus", "nelle regioni fiumana, triestina, goriziana e zaratina, ben prima dell’ avvento del fascismo, il 61% della popolazione era di madrelingua italiana, il 25% slovena e solo il 13,5% croata. Dopo la guerra da quelle regioni, stando alle fonti croate, i comunisti avevano cacciato 220-225mila persone (350mila per le fonti italiane), di cui 188mila dai territori oggi Croazia". E conclude ilperiodico: "noi non siamo colpevoli per quanto perpetrato 60 anni fa, ci sentiamo invece solidali con gli italiani".

      Per il presidente Toth, "parole sante, da imprimere nei cervelli di tanti italiani ancora prigionieri della loro ignoranza!".

      "Come noi italiani siamo consapevoli dei gravi torti inflitti ad altri popoli, tra i quali croati e sloveni, così anche l’ opinione pubblica croata ha saputo reagire alle inattese asprezze del Presidente Mesic, ricordando la semplice verità  dei fatti. E’ così. conclude, "che si apre la strada a una possibile riconciliazione".

 

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 (aise)