LA QUESTIONE DI FIUME: 

 

Capitolo terzo.

 

N  O  T  E

 

 

58. Memorandum telegramma da Roma del 2 maggio 1943. Vedi F.W. DEAKIN  Storia della Repubblica di Salò. Vol. I, Einaudi, Torino, 1963, p. 362.

 

59.     La gestione della SEPRAL (Sezione Provinciale per l’Alimentazione) era stata più volte oggetto di critiche per la sua eccessiva burocraticità e per la pratica direzionale fortemente accentrata, che rese praticamente impossibile per i comuni istriani stabilire con l’Estero un qualsiasi rapporto economico e commerciale.

 

60.     L’XI Corpo era agli ordini del generale Gastone Gambara che aveva posto la sede di comando a Lubiana; suo Capo di Stato Maggiore era il colonnello Bruno Licini. Il corpo presidiava la Slovenia annessa all’Italia e la regione di Karlovac in Croazia, e comprendeva la divisione di fanteria Lombardia, i Cacciatori delle Alpi, la Isonzo, i raggruppamenti delle camicie nere “21 aprile” e la XI Guardie alla Frontiera (GAF). Il V Corpo aveva la sede del quartier generale a Cirquenizza, a poca distanza da Fiume, ed inquadrava le divisioni di fanteria Macerata, Murge, diversi gruppi di artiglieria, il reggimento Cavalleggeri di Saluzzo della prima divisione reale Eugenio di Savoia, e numerose altre truppe e presidi. Quasi inesistenti erano i mezzi corazzati o cingolati e mancavano quasi completamente le forze aeree.

 

61.     La vecchia norma che regolava i rapporti tra Marina ed Esercito, le istruzioni per la difesa delle coste, del 1931, prevedeva la suddivisione del litorale italiano in vari settori che, in base al loro interesse militare, venivano posti alle dipendenze dell’una o dell’altra delle forze armate. Vedi le operazioni delle unità italiane nel settembre-ottobre 1943. Roma, 1975, p. 705 sgg., in particolare il capitolo VIII, parte II, pg. 321-363 (pubblicazione curata dal Ministero della Difesa, S.M. dell’Esercito, Ufficio Storico).

 

62.     G. LA PERNA  Pola, Trieste, Fiume 1943-1945 la lenta agonia di un lembo d’Italia. Mursia, 1995, p. 51. In particolare a Fiume e Sussak si trovavano forze per circa 44 mila uomini (guardia di finanza, milizia portuale, ferroviaria e contraerea, carabinieri e guardie di pubblica sicurezza).

 

63.     A.S. PISINO, Fondo R. Prefettura di Pola, busta n. 359, 1943.

 

64.     Per l’Italia Giovanni Maracchi, Consigliere nazionale del P.N.F. Editoriale del Direttore, in “Corriere Istriano” 27 luglio 1943. In questo articolo si ribadiva la necessità di legare le sorti di Fiume e dell’Istria a quelle italiane e a tal fine garantire l’indipendenza e la tutela dei valori  su cui questa regione si era sino ad allora retta. Questa esortazione riproponeva elementi della propaganda fascista, ma esprimeva anche la preoccupazione circa il futuro di questo lembo d’Italia, la cui sorte era strettamente legata agli eventi di guerra. Vedi A. BALLARINI  op. cit. p. 102 sgg. La direzione del giornale passò, pochi giorni dopo, il 31 luglio, a Rodolfo Manzin, che prima del fascismo aveva simpatizzato per il socialismo e che mantenne questa qualifica per tutto il periodo badogliano. “Il Quotidiano”, che era l’organo ufficiale del fascismo istriano, alla caduta di Mussolini cambiò il proprio indirizzo politico e non mancò poi di esprimere nei propri articoli soddisfazione per il ritorno della costituzionalità che il governo badogliano assicurava.

 

65.     G. LA PERNA.  op. cit. p. 15. Il testo integrale della comunicazione del Ministero della Cultura Popolare sulla censura della stampa inviata al Prefetto di Pola (n. 28739 del 27 agosto 1943) è conservato in A.S. PISINO  Fondo R. Prefettura di Pola, busta 406, 1943, XVIII e XXVI. In una lettera del 30 luglio 1943 del Commissario Prefettizio al Comune di Pola, questi chiedeva al Prefetto informazioni circa il permanere del saluto romano ed otteneva come risposta che bisognava chiedere il parere del Ministro dell’Interno. Ciò testimonia l’incertezza in cui ci si venne a trovare in questo periodo in cui, sebbene usi precedenti l’instaurazione del regime venivano ristabiliti, lentamente si andavano cancellando le tracce del passato regime. Vedi A.S. PISINO, Fondo R. Prefettura di Pola, busta 358, 1943, V e VIII.

 

66.     Il 10 agosto 1943 lo Stato Maggiore dell’Esercito constatò l’aumento dei movimenti delle truppe tedesche in Italia ed inviò di conseguenza ai comandi l’ordine n. 111/CT con cui si cercò di rendere più efficiente l’opera di sorveglianza da parte italiana. Vedi Le operazioni dell’unità italiane nel settembre-ottobre 1943, pg. 34-35.

 

67.     G. LA PERNA  op. cit. p. 26 sgg., sottolinea come queste disposizioni non fecero che aumentare l’incertezza e la confusione si quanti si trovavano ad applicare questi ordini che il governo, tuttavia, adottando una politica temporeggiatrice, mantenne volutamente vaghi ed imprecisi, aumentando così la perplessità di quanti avevano responsabilità di comando e per i quali agire d’iniziativa restava una facoltà straordinaria.

 

68.     Marconigramma del 5 settembre, ore 14,10 n. 11/35708 firmato dal generale Roatta.

 

69.     G. LA PERNA  op. cit. p. 37.  A.L. JAMINI  nella rivista “Fiume”.  A. BALLARINI  op. cit.  p. 230.

 

70.     Il primo annuncio dell’armistizio fu dato, via radio, verso le ore 18,00 dell’8 settembre 1943, con cui il dispaccio dell’agenzia Reuter, trasmesso via Radio Ankara. Alle ore 18,30 da Radio Algeri il generale Eisenhower informò ufficialmente della stipula dell’armistizio. Alle 19,42 il maresciallo Badoglio diede l’annuncio alla radio italiana. Vedi copia dell’ordine dello SMRE, segreto, n. 36415 dell’8 settembre 1943, indirizzato ai generali Garibaldi, Robotti e Gambara. In: “Le operazioni delle unità italiane” n. 6, pg. 73-74.

 

71.     In appendice (allegato n. 3) vedi articolo tratto da “La Vedetta d’Italia” dell’8 settembre 1943, in cui si dà notizia della reazione della popolazione dopo aver appreso la resa dell’Italia. Per maggiori notizie circa le condizioni dell’esercito italiano in quei giorni e nei seguenti, vedi G. ESPOSITO Trieste e la sua odissea: contributo alla storia di Trieste e del Litorale Adriatico dal 25 luglio 1943 al maggio 1945. Roma, 1952, pg. 31-67.  B. COCEANI  Mussolini, Hitler, Tito alle porte orientali d’Italia. Bologna, 1948, pg. 7-72.  E. MIANI  La resistenza nella Venezia Giulia. “Il Ponte” IV, n. 4, aprile 1948, pg. 339-345.  W. CHURCHILL  The second World War.  Vol. VI. Boston Houghton Miffin Company 1948-1953. Vol. V, pg. 110-113.  D. DE CASTRO  Il problema di Trieste: genesi e sviluppi della questione giuliana in relazione agli avvenimenti internazionali 1943-1952. Seconda edizione, Bologna, 1953,pg. 90-91.  F. MOLINARI  Istria contesa. La guerra, le foibe, l’esodo. Mursia, 1996, p. 16.  R. DE FELICE  Il rosso e il nero. Baldini e Castoldi. Fiume e l’Istria continuarono a sperare nello sbarco delle truppe alleate che, secondo l’opinione di alti ufficiali e dello stesso prefetto, era sicuramente imminente. La risposta proveniente da fonte non identificata alle preghiere istriane di prospettare uno sbarco a Fiume fu “resistere nel Carnaro”. A proposito vedi A.I. JAMINI  op. cit. p. 147.

 

72.     Copia del Proclama si trova nell’Archivio Museo Storico di Fiume in Roma, busta 2222 che fa parte, con altre sedici, delle relazioni militari e di polizia di attività antitaliano 1922-1945. Il 15 settembre il Colonnello Volker destituì il Prefetto Chiaretti, e in sua vece venne nominato a Commissario della provincia il Senatore Gigante. Assumendo la carica diresse alla popolazione un manifesto in cui sottolineava l’importanza di definire, in quei momenti, l’italianità di Fiume: parole poco convincenti da parte di chi aveva ricevuto la nomina da quello stesso tedesco che aveva garantito a Pavelic l’annessione di Fiume alla Croazia. Il maresciallo Kesserling assicurò ai collaborazionisti “promozioni e buona mercede”. Il Comitato politico diffuse fra i militari italiani un manifesto in cui si incitava a non diventare traditori della patria collaborando con i tedeschi. Il numero dei collaborazionisti fu esiguo: molti residenti furono avviati alla deportazione in Germania ed altri, grazie alla cooperazione di funzionari del Comune e della Questura, ottennero documenti d’identità apocrifi che permisero loro la fuga verso altre zone.

 

73.     Rapporto su Fiume dall’Armistizio ad oggi, del 27 maggio 1945, inviato al CLN di Trieste dal Movimento “Fiume Autonoma Italiana” e dal “Movimento Federalista di Fiume”, in: “Archivio dell’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione nel Friuli - Venezia Giulia.  

 

74.     Essa includeva i piani “Operazione Quercia” per liberare Mussolini; l’operazione “Studente” per occupare Roma e ristabilire il governo fascista; l’operazione “Asse” per la cattura e la distruzione della flotta italiana e l’operazione “Nero” per il disarmo e l’occupazione immediata dell’Italia. Cfr. W. SHIRRER  Storia del III Reich,  vol. II. Einaudi, Milano, 1962, pg. 1079-1080.  E. COLLOTTI  L’amministrazione tedesca dell’Italia occupata 1943-1945. Milano, 1963, p. 77.

 

75.     L’esperienza dell’occupazione partigiana dell’Istria, in “Il Risorgimento” del 2 novembre 1943, n. 12. Vedi “Nuova collana” V/347 a cura dell’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione del Friuli – Venezia Giulia.

 

76.     L. DRNDIC  Le armi…pg 175 e 397.  a Pisino fu instaurato il Comando operativo delle forze partigiane dell’Istria; altri comandi militari si installarono a Gimino e sulle pendici del Monte Maggiore.

 

77.     G. LA PERNA  op. cit.  p. 164. L’Autore fa riferimento ad una importante fonte, non messa in commercio, ma distribuita solo ad Enti ed istituti, e quindi di difficile consultazione. Vedi “Raccolta di documenti e dati sulla guerra popolare di liberazione dei popoli jugoslavi.” Belgrado, 1975. Vedi anche tomo V, libro XIX, pg. 489-499 dell’Istituto storico militare dell’armata popolare jugoslava.  L. MARTINI  Parlano i protagonisti. Monografie  vol. VI. Centro Ricerche Storiche di Rovigno  UIIF, Pola 1983, p. 375. Una conferma della presenza in Istria  di forze appartenenti all’esercito jugoslavo, si trova nel testo del “Manifesto al popolo istriano” pubblicato in croato il 26 settembre 1943 a Pisino, dal Comitato provvisorio per la liberazione dell’Istria. Il testo, tradotto in italiano, è riportato nella relazione inedita di M. CORDOVATO La dura sorte di Pisino. In: “Archivio dell’Istituto regionale per la Storia del Movimento di Liberazione del Friuli – Venezia Giulia. Nuova coll. V/366.

 

78.     Anziché il vessillo rosso, simbolo della rivoluzione proletaria e del comunismo internazionale, fu imposto il tricolore jugoslavo con stella rossa, a conferma di quanto l’invasione partigiana avesse più carattere nazionalista e revanscista che di unità d’azione nell’ambito dell’antifascismo militante comunista. Vedi: Le quattro tragiche settimane di Pisino. Articolo apparso sul “Corriere Istriano” del 14 ottobre 1943.

 

79.     Il “Corriere degli Italiani”, di Parigi, ebbe una pagina speciale per Fiume, intitolata “La Voce di Fiume”, firmata Souvenir. Vedi anche i fogli clandestini “Giustizia e Libertà” e “La Libertà”, che da Parigi recavano corrispondenze politiche fiumane.

 

80.    A. L. JAMINI diede un importante contributo alla causa della resistenza fiumana. Intrattenne i rapporti con Riccardo Zanella cui spesso chiese aiuto finanziari per la propria attività. Conobbe più volte il confino e la galera, e ne ha ricordo anche LEO VALIANI che condivise con lui il confino a Ponza nel 1943.  A. BALLARINI  op. cit., p. 336. L’Autore attribuisce a lui la fondazione del CLN fiumano, di cui tuttavia non ci sarà mai nulla agli Atti del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, pur essendo lo stesso Leo Valiani uno dei responsabili, ed otterrà un riconoscimento a guerra finita, solo dal CLN di Trieste.

 

81.    Il giornale “Avanti!” di Milano, in una inchiesta condotta a Fiume nell’agosto 1945, pone la riorganizzazione clandestina dei partiti politici antifascisti  di Fiume al 1937. Si trattò piuttosto di un movimento politico clandestino che, come in tutta l’Italia, proseguì la sua azione nella clandestinità.

 

82.    Documenti in Archivio e Museo Storico di Fiume, fondo R. Prefettura del Carnaro, busta n. 347, L-14-6. Vedi anche A. BALLARINI  op.cit. ed A. JAMINI  Fiume nella resistenza e nella lotta…In “Rivista di studi fiumani” anno IV, nn. 3-4 luglio-dicembre 1956, p. 153.

 

83.    L. GIURICIN  Rinascita degli autonomisti fiumani 1943-1945. In “Atti del Convegno L’Autonomia fiumana e la figura di Riccardo Zanella (1896 – 1947), Trieste, 3 novembre 1996. Nella propria esposizione l’Autore si avvale soprattutto di testi tratti dalla stampa partigiana, scritti e documenti degli organi del MPL, con particolare riguardo a quelli del Comitato Regionale del Partito Comunista Croato (PCC) dell’Istria e del litorale, e del suo Agit-prop., ed un testo intitolato Gli Autonomisti, opera di elementi vicini al MPL. Quanto alla ripartizione dei compiti, il dott. Blasich, che era stato ministro degli interni del governo Zanella, fu scelto quale guida del movimento anche per la sua integrità morale; l’ingegner Leone Peteani e Giuseppe Sincich diressero gli affari politici, Giovanni Stercich quelli militari.

 

84.    Furono messi in circolazione opuscoli, articoli e volantini delle prime pubblicazioni autonomiste del passato, dell’editto di Maria Teresa e del Corpus Separatum. Fra i testi recuperati figurano il volantino recante i dodici punti del programma zanelliano, il discorso del deputato Vittorio Scialoja pronunciato in occasione della ratifica del trattato di Rapallo e l’appello ai fiumani. Intensa fu l’attività svolta anche presso i posti di lavoro, soprattutto presso i lavoratori del porto e dei magazzini generali. Vedi anche G. DALMA Testimonianza su Fiume e Riccardo Zanella. In “Movimento di liberazione d’Italia”. Rassegna bimestrale di studi e documenti. Milano, 1965, n. 78, gennaio-marzo, pg. 51-57.

 

85.    “La voce del popolo”, foglio partigiano in lingua italiana, dell’ottobre 1944.

 

86.    Vedi testo della lettera in appendice (allegato n. 4). La sigla di chiusura, che sarà presente per lungo tempo anche su altri documenti ufficiali, abbreviata S.F.S.N. significava: morte al fascismo, libertà al popolo (smrt fascismu, sloboda narodu).

 

87.    Piccolo libro bianco di una grande ingiustizia, pubblicato a cura della Società di Studi Fiumani, Archivio e museo storico di Fiume in Roma, e per la notizia contraria vedi MLADEN PLOVANIC  op. cit. A.L. JAMINI in “Rivista di Studi fiumani” anno V, n. 3-4, luglio-dicembre 1957, p. 110. L’Autore riferisce che il Rubini inviò, nell’agosto del 1944, al dott. Friedrich Rainer, supremo commissario del Litorale Adriatico, un memorandum (datato 6 novembre 1944) contenente il suo progetto, nella speranza di ottenere l’approvazione del Reich. I tedeschi non accettarono le proposte di collaborazione, che furono in seguito riconfermate anche da Gino Sirola. In seguito proposte di collaborazione giunsero al Rubini da parte jugoslava e gli fu proposto persino di passare in territorio jugoslavo controllato dai partigiani.

 

88.    Il programma venne formalizzato in un documento inviato ai governi di Roma, Berlino, Washington e Londra. Vedi G. LA PERNA  op. cit. p. 115 e L. MARTINI op. cit. pg. 19-20.

 

89.    A.L. JAMINI  op. cit. In “Rivista di studi fiumani” anno IV, n.3-4, luglio-dicembre 1956, p. 154.

 

90.    Nel 1941 i partiti antifascisti fiumani costituirono un “fronte nazionale”  cui aderirono anche i comunisti, e cercarono di collaborare con gli slavi, i quali però preferirono la collaborazione di quanti furono disposti a sostenere le loro pretese annessionistiche.

 

91.    B.C. NOVAK  op. cit.  p. 56.  E. COLLOTTI, P. SALA  Le potenze dell’Asse e la Jugoslava. Feltrinelli Editore, 1974, p. 49 sgg. “Saggi e documenti 1941-1943.” Bisogna sottolineare che già dal 25 marzo 1937 il governo italiano, con il trattato di Belgrado, aveva cercato di instaurare rapporti di collaborazione con il regno serbo-croato-sloveno. Il 25 marzo 1941 i plenipotenziari Cultkovic e Maceck aderirono al patto tripartito con la Germania e l’Italia; due giorni dopo, in seguito al colpo di Stato del generale Simovic dell’esercito slavo, Hitler diramò la direttiva n. 25 con la quale ordinava la conquista e l’annientamento della Jugoslavia. La campagna durò solo 12 giorni, dal 6 al 17 aprile 1941 e si concluse con la firma della capitolazione a Belgrado, da parte del generale Jancovic e del ministro degli esteri Marcovic.  Vedi N. DUBRINI  Fiume nel 1941. In: “Rivista di studi fiumani” 1985, p. 74 sgg.

 

92.    Un’attenta distinzione di questi movimenti trovasi in B.C. NOVAK  op. cit. p. 66 sgg. M. PACOR  Confine orientale: questione nazionale e resistenza nel Friuli Venezia Giulia. Milano, 1964.

 

93.    G. MICCOLI  Problemi di ricerca sull’atteggiamento della Chiesa durante la resistenza, con particolare riferimento alla situazione del confine orientale. In: “Società rurale e resistenza nelle Venezie.” Atti del Convegno di Belluno del 24-26 ottobre 1975, a cura dell’Istituto veneto per la storia della resistenza. Feltrinelli Editore, Milano 1978, pg. 245-247. In: “Archivio e Museo Storico di Fiume in Roma”, copie di Atti diversi dal 1922 al 1945. In “Buste del fondo R. Prefettura del Carnaro”. G. LA PERNA  op. cit. p. 131. P. ZOVATTO  La stampa cattolica italiana e slovena a Trieste. Università di Trieste, Facoltà di Magistero, Del Bianco Editore, Udine, 1987.

 

94.    Sembra inoltre che l’arresto di molti patrioti italiani e di membri del CLN fiumano compiuti dai nazisti avvennero per sua delazione. G. LA PERNA  op. cit. P. 121. L. GIURICIN  op. cit.

 

95.    Testimonianze di G. CUCERA e L. DRNDIC, in L. MARTINI  op. cit. pg. 75-108.

 

96. C. COLUMNI – L. FERRARI – G. NASSISI – G. TRANI  Storia di un esodo. Istria 1945-1956, a cura dell’Istituto per la storia del movimento di liberazione nel Friuli – Venezia Giulia. Trieste 1980, p. 60.

 

97.    V. ANTIC  Sussak, Fiume e il circondario nella lotta di liberazione. Pubblicato in Rijeka. Zbornik, Matica Hrvatska. Zagabria 1953, pg. 349-390.

 

98.    Rapporto del gennaio 1944, di Giordano Pratolongo “Oreste”, per la direzione del PCI. In: AA.VV. Comunisti a Trieste pg. 94-100, allegati n. 2-3. A fianco dei comunisti, inoltre, arano anche militanti che appartenevano alle vecchie organizzazioni irredentistiche, quali “Tob”, “Barba”, “Mlada Istra” e “Tigr”, spregiudicati e ben poco disponibili ad un confronto pacifico.

 

99.    Il CLN di Fiume era subentrato, nel dicembre 1943, al Comitato Politico Cittadino. Vedi A.L. JAMINI, in “Rivista di studi fiumani” anno V, n. 1-2, gennaio-giugno 1957, p. 2.

 

100.             La “Voce del popolo” afferma che il battaglione si sciolse in seguito all’offensiva tedesca. Le notizie circa questo gruppo armato sono scarse ed imprecise nella storiografia jugoslava e gli articoli del giornale jugoslavo ne sono un esempio. Vedi G. PADOVAN Abbiamo lottato insieme. Partigiani italiani e sloveni al confine orientale. Del Bianco Editore.

 

101.             Vedi copia del foglio clandestino “Fiume libera”, in appendice (allegato n. 5).

 

102.             Membri del CNL furono: E. Stefancich, G. Prospero, A. Miclavio, P. Matuchina, P. Miclacich, A.L. Jamini, E. Randich, A. Zustovich, Girali, M. Terdi, M. Blasich, Bellemo, G. Coos, G. Lenaz, G. Costa, A. Superina.

 

103.             N. ARENA  Soli contro tutti – Friuli – Venezia Giulia 1941-1945. Edizioni Ultima Crociata, Rimini 1993. P. CACACE  Vent’anni di politica estera italiana 1943-1963. R. DE FELICE  op. cit.  B. COCEANI  Trieste durante l’occupazione tedesca 1943-1945. La Stampa Commerciale Editrice, Milano, 1959.  R. KALTENEGGER  Zona d’operazione Litorale Adriatico. Editrice Goriziana, 1996.  K. STULPFARRER  Le zone d’operazione Prealpi e Litorale adriatico 1943-1945. Gorizia, 1979.

 

104.             Il memoriale è stato integralmente pubblicato da Pier Arrigo CARNIER in  Lo sterminio mancato, la dominazione nazista nel Veneto orientale 1943-1945. Mursia Editore, Milano 1982. Appendice documenti, pg. 369-371.

 

105.             A. HODNIG  Fiume italiana e sua funzione antigermanica. “Unione generale degli insegnanti italiani”. L’universelle, imprimerie poliglotte. Villa Umberto I, Roma, 1918.

 

106.             “Spremost” Zagabria; “Novine” Zagabria; “Glas Primorje” e “Sussak 1944-1945”.

 

107.             R. DE FELICE  op. cit. La creazione della R.S.I. fu imposta a Mussolini, che cercò di preservare l’Italia, principalmente quella del Nord (che si trovò all’indomani dell’8 settembre in mani tedesche) da una sorte peggiore di quella che era stata riservata alla Polonia.

 

108.             Ordinanza sull’esercizio della giustizia nella zona di operazioni del Litorale Adriatico. Ne: “Il Corriere Istriano” 23 ottobre 1943 e “Il Corriere Istriano” 20 novembre 1943.

 

109.             B. COCEANI  op. cit. p. 50 sgg.  M. RORA  Testimonianze.  In “La Voce di Fiume” Notiziario mensile del libero comune di Fiume in esilio. Anno XXIII, n. 3, marzo 1989.

 

110.             Ordinanza n. 29 del 10 marzo 1944. In: “Corriere Istriano” del marzo 1944. Eguali misure furono prese per la zona di operazioni di Alpenvorland, dove fu persino vietato l’ingresso per una sola ora a chi fosse sprovvisto dell’autorizzazione. Cfr. telegramma del 26 ottobre 1944 del Prefetto Commissario di Belluno ai capi province Italia repubblicana in A.S. Pisino. Fondo R. Prefettura di Pola, busta n. 391 XVIII, XXVII, 1944.

 

111.             M. BORDOGNA  Junio Valerio Borghese e la X Flottiglia Mas. Mursia, Milano, 1995. R. DE FELICE  op. cit. p. 71.

 

112.             S. NESOVIC  Contributo all’analisi della questione delle rivendicazioni territoriali. In: “Quaderni” vol. VI, Centro di Ricerche Storiche di Rovino. UIIF, 1981-1982, pg. 203-241. B.C. NOVAK  op. cit. p. 78 sgg.

 

113.             M. CORDOVANO  op. cit. Vedi anche “Fonti dell’Archivio di Trieste dell’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione nel Friuli –Venezia Giulia”.  V. ANTIC  La situazione a Fiume dalla capitolazione d’Italia fino all’annessione dell’AVNOJ, 8 settembre – 29 novembre 1943. In: “Jadranski Zbornik” n. VII.  A. PAULETICH  in: Quaderni vol. I. “Centro di Ricerche storiche di Rovino” UIFF, 1971, pg. 328-336. Vedi anche  G. LA PERNA  op. cit.  che accenna a dubbi circa le riproduzioni originali della dichiarazione delle fonti slave, in base a differenze di caratteri e fregi che ornano il testo, sebbene ciò non muti la sostanza del testo e del documento in questione. Manifesto firmato dal Comitato indirizzato al popolo istriano, diffuso in tutti i centri occupati dai croati.

 

114.             G. GRASSI , CLNAI  Verso il governo del popolo. “Atti e documenti del CLNAI 1943 – 1946. Feltrinelli Editore, Milano 1977. Collana I fatti e le idee. Saggi e biografie. N. 362.  A. AMBROGETTI e M.L. COEN CAGLI La nostra lunga marcia verso la democrazia. Esi 1997.

 

115.             G. QUAZZA  La resistenza italiana. Giappichelli Editore. Torino, 1966, p. 25 e  73 sgg.  A.J. JAMINI  in: “Rivista di studi fiumani” anno III, n. 3-4, luglio-dicembre 1955, p. 158.  G. QUAZZA  Resistenza e storia d’Italia. Feltrinelli Editore, Milano 1976, p. 272 sgg.  E. COLLOTTI  La resistenza e il quadro internazionale. In: “Italia, fascismo, antifascismo, resistenza, rinnovamento”. Feltrinelli Editore, UE 716.

 

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