Fiume

  
 

CAPITOLO  PRIMO

Storia  della  città  di  Fiume

 

 I.1.  Cenni storici delle origini della città  di  Fiume.

 

 

 
 
 
 

 

 

 Nel 1465 la terra di Fiume, lasciata in eredità dai conti di Walsee all’imperatore Federico III, divenne immediato possesso degli Asburgo. La città vantava origini antichissime di cui sono tuttora testimonianza le rovine romane e di epoca precedente che furono rinvenute durante gli scavi avviati per la prima volta versla metà del 1900 (1).

Sotto il dominio asburgico, Fiume, la cui lealtà verso la casa reale d’Austria era testimoniata nello stemma stesso della città, rappresentato da un’aquila bicipite e dal motto Indeficienter, ossia eterna, quale era la fedeltà dei fiumani alla casa d’Austria, prosperò (2).

Tale sviluppo fu favorito dalle misure adottate sia a favore di Fiume che a favore della città di Trieste, su cui gli Asburgo volgevano sempre più spesso le proprie attenzioni.

L’imperatore Carlo VI, nei primi anni del ‘700 decretò che Trieste e Fiume divenissero porto franco.

Questa patente sovrana garantiva i traffici ed i commerci, determinava un notevole incremento degli scambi e una serie di ristrutturazioni dei collegamenti viari del retroterra, nonché la costruzione di nuove strutture (magazzini, tribunali di cambio, case) che crescevano parallelamente al porto.

Le orme di Carlo VI furono seguite da Maria Teresa, alla cui opera si devono notevoli cambiamenti, sia dal punto di vista amministrativo che politico. Si deve all’imperatrice la costituzione, nel 1784, di una provincia mercantile del litorale, che comprendeva i porti di Aquileia, Trieste, Fiume, Buccari, Portorè, Segna e Carlopago, con a capo una I.R. Suprema Intendenza Commerciale, residente a Trieste.

Il porto consono più d’ogni altro a fornire all’Ungheria uno sbocco al mare per i propri traffici ed esportazioni agricole, fu il porto di Fiume (3).

La cittadinanza di Fiume, per cui sempre ebbe ed avrebbe avuto, anche in seguito, un importante peso il fattore economico e strategico, comprese quali e quanti benefici avrebbe apportato alla propria città essere l’unico porto dell’Ungheria, ed accettò quindi, benevolmente, il disegno imperiale in virtù del quale la città veniva annessa alla Corona di Santo Stefano.

L’imperatrice Maria Teresa stabilì l’annessione di Fiume al Regno di Croazia e, mediante questo, all’Ungheria (4).

L’annessione all’Ungheria avveniva dunque attraverso la Croazia, fatto questo che i fiumani non accettarono, poiché stravolgeva la situazione che da secoli aveva caratterizzato il proprio municipio soggetto alla casa d’Austria, ma indipendente da ogni altra provincia ereditaria. Venne quindi chiesto che fosse mutata la forma dell’unione alla corona d’Ungheria, alla quale chiedevano d’essere uniti direttamente, senza le mediazioni della dieta di Zagabria, nel rispetto dei diritti storici di autonomia ed indipendenza sanciti dagli statuti ferdinandei.

 

 
 

Tiepolo:  Consilium in arena

 
 

 

Il diploma teresiano del 23 aprile 1779 modificò quanto stabilito nell’ordinanza del 1776, definendo Fiume corpo separato annesso alla corona d’Ungheria, distinta dal distretto di Buccari (cui era accorpata), appartenente fin dalle origini alla Croazia (5).

Con questo atto, compiuto sotto forma di donazione, ossia come atto di liberalità della sovrana, si stabiliva un particolare rapporto giuridico e costituzionale tra la corona d’Ungheria ed i territori che, come partes adnexae erano uniti, e non aggrumati, al Regno d’Ungheria, rapporto questo che l’Ungheria doveva accettare e registrare tra le proprie leggi affinchè la donazione stessa avesse valore.

Questa legge fu, infine, regolarmente votata dalla dieta generale e ratificata dal sovrano solo nel 1807 (6).

Il contenzioso tra la Croazia e l’Ungheria per il possesso di Fiume si protrasse, tuttavia, fino al 1808, anno in cui l’imperatore chiarì l’articolo IV della legge del 1807, delineando con precisione lo status di Fiume quale corpo Separato annesso alla corona ungarica senza alcuna mediazione.

Questo periodo di quiete fu turbato, solo un anno dopo, dall’invasione napoleonica.

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                             Introduzione

 

CAPO PRIMO:        Storia della città di Fiume

                                   Cenni storici.

                                   Da Napoleone all’inizio del ‘900.

                                   Fiume dal 1919 alla 2^ guerra mondiale.

                                   Note capo primo.

 

CAPO SECONDO: Il fascismo a Fiume

                                   Il fascismo nella realtà italiana.

                                   I rapporti Mussolini – D’Annunzio.

                                   Note capo secondo.

 

CAPO TERZO:       Fiume nel 1943 – 1944

                                    Movimenti di lotta a Fiume:

                                  L’esercito italiano alla vigilia dell’armistizio.

                                  Forze antifasciste – CLN – Partigiani.

                                  RSI ed amministrazione tedesca.

                                  Note capo terzo.

 

CAPO QUARTO:   Il trattato di pace del 1947 e sue conseguenze

                                  Entrata dell’armata jugoslava.

                                  La situazione a Fiume.

                                  Le conseguenze: eccidi ed esodo.

                                  Note capo quarto.

 

                                  Conclusioni.

                                  Bibliografia.

                                  Assassinati e scomparsi.

 

 

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