R E L A Z I O N E

di don Ger. De Martin al Rettore dell'Istituto Salesiano di Belluno. - 9 dicembre 1948 -

 
   
 

 

 

 

Reverendissimo Sig. Rettor Maggiore,

 

A novembre inoltrato riuscii ad avere i "lasciapassare" richiesti per abbandonare la Jugoslavia e rientrare in Italia, in conformità alle disposizioni avute dal Rev.mo Ispettore Don. E. Tittarelli - da quindici giorni sono qui a Belluno addetto alla Chiesa di S. Rocco.

Debbo in primo luogo umiliare alla S.V. Rev.ma gli ossequi - omaggi ed auguri dei confratelli di Fiume e di tanti, tanti altri dell' Ispettoria jugoslava, i quali ebbi occasione di vedere durante il periodo estivo V.S. in occasione degli esercizi spirituali. Era noto ch' io fin dal maggio scorso avevo optato per l'Italia e che quindi in tempo non lontano mi sarebbe concesso di varcare i confini: - per questo mi guardavano con senso di tanta invidia, spiacenti che anche per loro non si aprisse una simile porta!

Gradisca, Rev.mo Superiore il loro filiale omaggio, tanto più devoto e sentito in quanto la condizione attuale del loro paese impone loro gravi sacrifici, penose privazioni, disagi d'ogni genere, e soprattutto li priva del conforto che nasce dalla vita di Comunità e di quella materna assistenza che la Congregazione dona attraverso l'andamento di una buona Casa formata.

Il Rev.mo ispettore Don G. Span mi ha pregato di riferire a V.S. Rev.ma le condizioni in cui sono venuti a trovarsi i confratelli durante questi ultimi tempi, ed inoltre alcuni episodi di recente data. Mi voglia quindi perdonare la prolissità di questo scritto. Mi propongo solo di compiere un dovere.

1.   Il Sig. Ispettore Don Span scrive poco ai Rev.mi Superiori perchè ogni corrispondenza da e per l'Italia è letta - minuziosamente esaminata - talvolta ricopiata per conservarne copia, dalla OZNA (è un corpo di questurini senza divisa alcuna, che si occupa esclusivamente dell'ambiente politico).

Il solo fatto di aver corrispondenza con l'Italia rende l'individuo sospetto di reazione contro l'autorità popolare locale. Il Sig. Don Span venne ripetutamente chiamato agli uffici di detta organizzazione per dare spiegazione di frasi o proposizioni, o accenni contenuti in lettere da lui spedite e a lui indirizzate per via postale. Donde si persuase che, se non tutte, alcune almeno erano state lette, ricopiate, e la copia conservata in archivio.

2.   Il medesimo Sig. Ispettore mi raccomandava di far presente ai Rev.mi Superiori, il suo desiderio di essere sostituito nell'ufficio di ispettore. Mi trovo, egli diceva, già da dodici anni in carica, ed i Confratelli certamente amerebbero una persona nuova. Egli si permetteva di presentare qualche nome... A suo avviso il Sig. Don Stefano Vogrin, ovvero il maestro dei novizi - sarebbero persone capaci ed anche gradite ai confratelli. Il primo fu direttore lunghi anni in case diverse e fece molto bene: parla bene l'italiano, lo sloveno, il croato, ecc. Il secondo non conosce bene l'italiano, ma per ogni altra dote e caratteristica è pienamente a posto. Comunque - aggiungeva il Sig. Don Span - sono figlio d'ubbidienza e mi rimetto pienamente alla decisione dei superiori.

3.   L'Autorità Popolare Jugoslava - come i suoi vicini d'Oriente - va attuando il suo piano quinquennale in modo impressionante. Il primo articolo di tale programma è: - "... demolire le vecchie strutture!" - il che significa: a) abolire la proprietà privata (il che avviene mediante perquisizioni e requisizioni... un pretesto qualsiasi è sufficiente!); b) paralizzare l'attività della Chiesa e dei Sacerdoti.

Noti bene, non si può, nè si deve dire che la Chiesa è perseguitata... anzi, si stampa e si dice che la Religione è libera e favorita: in pratica poi la si deve soffocare.

Dalle adunanze riservate ai quadri dirigenti viene la parola d'ordine..."non bisogna mai dire apertamente la meta cui si tende... ma bisogna raggiungerla!" Parroci, sacerdoti, vengono arrestati con estrema facilità, rei di godere la benevolenza e favore del popolo, giacché ciò viene loro imputato come effetto di segreta sobillazione dei fedeli contro il potere popolare: appaiono quindi in tribunale come reazionari, quindi meritevoli di pena e castigo. Al campo di concentramento ove io mi trovavo un anno fa, eravamo 110 - 120 sacerdoti.

L'Arcivescovo di Zagabria, Mons. Stepinac trovasi in altro campo di concentramento.

Attualmente non si usa più imprigionare gli Ecc.mi Vescovi (si teme la disapprovazione delle nazioni civili). Per l'arresto e la condanna di Mons. Stepinac, tutto il mondo si sollevò e protestò. Ora si usa arrestarli, interrogarli, poi ricondurli in Vescovado, con la esplicita imposizione di non uscire di casa senza il consenso dell'Autorità Giudiziaria.

I sacerdoti prigionieri non possono celebrare! In un primo tempo, al campo di concentramento ove fui io pure, avevano ritirato anche i breviari, che furono bruciati nel campo, alla presenza degli stessi sacerdoti. In un secondo tempo, poi, i breviari furono permessi. Nel periodo in cui fui confinato colà, nella mia camerata, su 35 - 36 sacerdoti, ben 5 avevano il breviario. I sacerdoti prigionieri di oltre 55 anni di età erano dispensati dai lavori manuali, ma gli altri dovevano lavorare come operai braccianti.

4.   Tutta la gioventù è alle dipendenze esclusive della Autorità Popolare; nessuno può organizzare o raccogliere, o istruire gruppi di giovani, maschili o femminili, indipendentemente dalla Autorità Popolare e dai propri organi. Nessuna scuola privata è permessa: - fa eccezione, per ora, un Seminario, però questo deve, anno per anno, chiedere autorizzazione, ed ogni anno sente che i freni vanno restringendosi. Intanto si obbliga a ...(tenere)... insieme i seminaristi di varie diocesi e si requisiscono i seminari rimasti liberi. Così le Case di formazione dei religiosi, avendo lo stesso scopo, sono trattate alla stessa stregua.

Il nostro modesto convitto di Fiume ha potuto ancora funzionare nel 1946-47, ma fu l'ultimo anno; nel 1947-1948 non più; come non si potè tenere in vita l'Oratorio.

A Zagabria l'Oratorio era stato chiuso già nel...[difficoltà, per cattiva fotocopiatura. N.d.R.] e con espressa ingiunzione di non accogliere più, in alcun modo, i fanciulli e i giovanotti.

L'insegnamento religioso è teoricamente permesso in alcune categorie di scuole (non in tutte!): dico teoricamente, giacché in pratica è nullo. Infatti, dove è permesso, lo si deve tenere all'ultima ora dell'orario scolastico o addirittura oltre l'orario scolastico: di più, a detta lezione di fermano solo gli allievi che credono bene di fermarsi, è fatta loro facoltà di andare dove meglio credono. Avviene inoltre che i volonterosi, più buoni, che si fermano, sono oggetto di scherno da parte dei compagni pionieri, e tanto anche da certi insegnanti!

Manco a dirlo... il sacerdote insegnante non ha alcun compenso. L'autorità popolare poi raduna i giovani di 14-15 anni, sia che proseguano gli studi, sia che apprendano una professione, un mestiere, in grandi istituti e Caserme, alla dipendenza dei propri incaricati. Si traggono così alla influenza dei genitori, dei sacerdoti, etc., per formarli alle proprie ideologie. Che cosa avvenga fra quelle masse di gioventù, in quelle condizioni, è difficile dirlo.

5.   Di tutte le case e le residenze che i Salesiani avevano in Jugoslavia, oggi non rimane a nostra mano e disposizione che quella di Fiume, e non pur questa totalmente. Le Figlie di Maria Ausiliatrice poi, hanno proprio perduto tutto, e furono messe sulla strada: senza abitazione e senza tessera alimentare!

Premetto che vige in Jugoslavia una disposizione legale per cui quando un edificio di qualunque genere torna utile o opportuno alla Autorità Popolare, quello può essere tosto nazionalizzato!

Le requisizioni vengono così spiegate agli interessati: - "... Non intendiamo recare danno alla istituzione religiosa... cui appartiene questo edificio... e tanto meno ostacolare la libertà di religione... ma in questo momento di questo edificio abbiamo bisogno noi, quindi... In un secondo tempo noi costruiremo i nostri edifici... Collegi... Scuole ecc., e allora restituiremo quello che oggi dobbiamo requisire.

6.   Presentemente i Salesiani sono in queste condizioni:

a LUBIANA - RAKOVNIK...  i Salesiani sono confinati in 3-4 camerette nella vicinanza della Chiesa: vi abitano il Sig. Ispettore Don Logar, Don Mezé e l'addetto alla Chiesa di Maria Ausiliatrice, Don Giovanni Tarsic. In una casetta separata dell'Istituto, ma in territorio salesiano, hanno preso posto 3-4 figlie di Maria Ausiliatrice, in abito civile.

a LUBIANA - KODELJEVO ci rimane solo la Chiesa, dedicata a Santa Teresa del Bambin Gesù. I tre - quattro sacerdoti addetti dovettero rifugiarsi nei sotterranei, nella sopra-sagrestia e impicciolire la sagrestia stessa per avere qualche locale in più ad uso abitazione.

a SKRLJEVO, edificio preso in affitto, continua in efficienza, anche perchè, lontano da ogni centro abitato, non torna utile alle Autorità. Quest'anno non v'è noviziato; ma solo studentato filosofico per 12 chierici.

a VERZEJ Casa rovinata in modo spaventoso. Alcuni confratelli domiciliati in casa di fortuna, addetti a 2 parrocchie non lontane dal nostro ex istituto.

a KAPELA  località fuori mano... per ora continua come di solito.

a ZAGABRIA (del Convitto non si parla più da due anni) quanto alla Casa di Zagabria - Siska, fu requisita nel settembre u.s. e trasformata in convitto per ragazze operaie. I confratelli della Comunità di Zagabria, in numero ridotto, dovettero allogarsi alla meglio nelle adiacenze della nuova Chiesa parrocchiale: cioè sacrestia, camera-deposito, coretto al lato del presbiterio (che si pensava destinarlo alle suore), sotterranei, ecc.

a ZARA parrocchia amministrata da Don Jovich Simone, con l'aiuto di Don Ceilar Albino e altro sacerdote zaratino, aspirante salesiano; più un confratelli coadiutore.

a FIUME la Casa che era convitto è tuttora in mano nostra, ed è oggi la Casa della nostra comunità. In locale separato, che servì un tempo ad infermeria, si sistemarono 3-4 figlie di Maria Ausiliatrice, con guardaroba, la modesta lavanderia, ecc.

Il salone-teatro fu nazionalizzato, la macchina cinematografica portata via e installata in cine al centro di città, così sedie e sedili. Ci requisirono inoltre un edificio di nostra proprietà e sito in nostro territorio, ma staccato dalle altre costruzioni. Hanno promesso di pagare l'affitto di questo stabile !?!

A Fiume abbiamo l'amministrazione di altre due parrocchie, quella del SS. Redentore (circa 10.000 anime) e dal 1° ottobre u.s. anche quella della "Assunta" (circa 16.000 anime).

Di tante altre parrocchie che i Salesiani amministrano attualmente in Jugoslavia, non so riferirle nulla.

7.   Da quanto potei capire e posso ricordare (non è lecito varcare il confine jugoslavo con lettere pro-memoria, scritti, annotazioni ecc. - si è, al confine, minutamente visitati... e si può anche rimanere sequestrati... tanto più che s'ha da fare con gente ignorante) sono in ispettoria circa 80 sacerdoti, 16 studenti di teologia, 12 studenti di filosofia, 24-25 confratelli coadiutori.

Quest'anno non c'è noviziato.

In prigione, al campo di concentramento di Stari Gradisca, c'è il Sac. Giorgio Zmegac (per quattro mesi ci siamo trovati nello stesso camerone). Egli era Direttore dell'Oratorio a Zagabria - Siska: poiché l'Oratorio era molto frequentato, bisognava togliere di mezzo la... ruota maestra! Fu condannato a 16 mesi di carcere per avere tentato di sobillare la gioventù contro il Potere Popolare, fatto ricorso al Tribunale Superiore venne modificata la pena in nove anni! Riusciti a far cancellare quella sentenza in nuovo giudizio, la pena venne ridotta a cinque anni. Ora egli sta compiendo il terzo anno di prigionia.

Durante il periodo estivo u.s. venne arrestato altro nostro sacerdote Don Luigi Kovacic, il giovane amministratore parrocchiale di Zazina. Quando lasciai Fiume egli non era ancora portato davanti al Tribunale. I sacerdoti liberi, nostri confratelli, sono distribuiti in 24-27 parrocchie, il maggior numero in Slovenia. In Croazia abbiamo 7-8 parrocchie, comprese le tre di Fiume, poi una a Zara.

A Fiume, parrocchia di Santa Maria Ausiliatrice presso la Casa Salesiana: Don Kreslin Giuseppe Direttore, Don Rebek Stanislao amministratore parrocchiale, Don Stefano Konter catechista nelle scuole, Don Giovanni Perovsek confessore. Due confratelli coadiutori e tre fratelli studenti dalmati, di lingua croata frequentanti il liceo nella scuola pubblica.

Parrocchia SS.mo Redentore: amministratore parrocchiale Don Tarcisio Kelenc, Don Stanislao Kos vice parrocco e insegnante di filosofia in seminario. Sono membri della Comunità residente a Mar. Aus. ma solo per le pratiche proprie della comunità religiosa.

Hanno poi ufficio parrocchiale, camere da letto e studio, cucina ecc. in appartamento  privato, al primo piano d'un palazzo, in prossimità della loro Chiesa parrocchiale.

Parrocchia dell'Assunta in Cielo, amministratore parrocchiale Don Stefano Vogrin, Don Carlo Geld, v. parroco. Havvi un coadiutore: presto si sarebbe aggiunto un terzo sacerdote. Qui, nello stesso palazzo privato che fiancheggia la Chiesa e serve tutta la canonica, in un appartamento che in anni precedenti accoglieva le suore di S. Paolo di Alba, presero posto tre suore di Maria Ausiliatrice, alle quali temporaneamente si uniranno anche tre suore carmelitane di Lubiana, perchè rimaste, come le nostre, private della loro Casa-Carmelo. Tutte vestono abito civile.

Le suore fanno da sacrestane di due grandi chiese, accudiscono la biancheria di chiesa e fanno cucina per sè e pei salesiani della parrocchia.

8.    Gli studenti di teologia (sono 16 confratelli) continuano regolarmente la loro permanenza in seminario vescovile di Lubiana, ove trovansi pure accolti quelli della diocesi di Lubiana e quelli di Maribor.

L'Autorità Popolare fece capire agli Ecc. mi Vescovi che non credeva necessario permettere tanti seminari... vedessero quindi di concentrare. Così avvenne anche per le diocesi di Fiume. Segna, Veglia e... Pisino (a Pisino s'erano raccolti gli aspiranti al sacerdozio istriani già appartenenti alle diocesi di Trieste, Parenzo e Pola, ma domiciliati in territorio ora soggetto alla Jugoslavia, zona B.

I nostri teologi hanno in comune, con gli altri seminaristi, solo la scuola e la mensa; fanno invece comunità a sè per la sala di studio, dormitorio e cappella. A Direttore dei nostri è quest'anno il Signor Don Jakob Agostino già Direttore a Lubiana Rakovnik.  Il Sig. Don Tursic Giacomo dal Seminario tornò a Raknovnik per attendere alla Chiesa-Santuario di Maria Ausiliatrice.

Grave problema per l'Ispettore, nelle attuali condizioni, è il sostenere la spesa per il mantenimento di questi studenti in seminario.

Un particolare interesse di questi teologi mi raccomandò il Signor Ispettore di chiarire ai Reverendissimi Superiori, desiderando vivamente di essere autorizzato ad un passo... che non può esporre attraverso la normale corrispondenza. Lo espongo in foglio a parte al Rev.mo Direttore Spirituale, giacché (mi disse il Sig. Ispettore) riguarda quel dicastero. I chierici di filosofia sono 12; sono a Skrljevo, nella casa di noviziato. E' quella l'unica nostra Comunità, oltre quella di Fiume.

I coadiutori sono 24-25, però una dozzina di loro è alle armi.

9.    Gli esercizi spirituali si svolsero quest'anno ancora abbastanza regolarmente. Due corsi assai numerosi si svolsero a Zagabria nel mese di luglio: uno a Fiume, per soli sacerdoti, dal 12 al 18 settembre.

Più tardi il Sig. Ispettore tenne personalmente a Fiume un breve corso supplementare per sei fratelli coadiutori che erano appena tornati dal servizio militare. Per gli studenti teologi e filosofi si terrà nelle rispettive case di studio.

10.    Il Rev.mo Ispettore, considerando l'andamento delle cose in Jugoslavia è seriamente preoccupato per l'avvenire di parecchi confratelli anziani o sofferenti che abbisognano di cure... attenzioni... e debbono invece vivere già oggi fra disagi e privazioni; domani saranno probabilmente privati anche del poco che oggi hanno!

Il Consiglio Ispettoriale aveva ventilato l'idea di affittare una casa privata ed ivi accoglierli... ma sorge il problema del loro sostentamento. Entrate non ci sono; anche i parroci non dispongono che delle Messe (sulla cui elemosina c'è già una tassa per il governo) e quanto i fedeli danno per le prestazioni di stola. Le private offerte vanno assottigliandosi perchè tutti sono o stanno divenendo poveri.

E' già grave, per l'Ispettore, l'onere dei confratelli studenti. I generi alimentari, i grassi per condimento, scarseggiano sempre più. L'autorità requisisce dalle campagne e dai contadini tutto ciò che vi trova di buono. Tutto è tesserato... nulla trovasi da comprare senza tessera. Quello poi che trovasi da acquistare con la tessera è insufficiente alla vita.

Qualche settimana prima che io lasciassi Fiume, gli operai del Cantiere e degli stabilimenti industriali, in una specie di comizio avevano apertamente dichiarato  che non potevano resistere al lavoro con il cibo che attraverso la tessera veniva loro somministrato. E bisogna notare che gli operai hanno una tessera particolare, diversa da quella che hanno gli impiegati, le donne e in genere le altre persone civili; mediante la tessera-operaia si acquista un quantitativo di generi alimentari notevolmente superiore a quello comune.

Il pane è un composto indefinibile! Pasta alimentare o farina bianca è riservata a tessere speciali e in lieve quantitativo.

La carne si assaggia una - due volte al mese, quando va bene! Alla nostra casa di Fiume, come in tantissime famiglie, si completava il pasto a mezzogiorno e sera, con patate. Benché le cuciniere si industriassero per trattarci il meglio possibile, ricavando profitto da tutto. E un tempo si aveva nella stalla 20-25 galline, allevamento di conigli, una mucca da latte, una capra, due maiali, ecc.

11.    Il Rev.mo Ispettore mi aggiungeva ch'egli è sempre in visita ai confratelli  dislocati in tante località; si trattiene un giorno o due con gli uni, quindi riprende la sua strada. Mi dice pure che il Consiglio Ispettoriale funziona regolarmente. Due Consiglieri sono a Lubiana e due a Zagabria; ma si adunano con facilità. Anche i nostri sacerdoti, Signore Ispettore compreso, fuori di casa, in viaggio, vestono da secolari, eliminando tutto ciò che può rivelarli per sacerdoti.

12. E per finire dirò ancora due episodi che chiariscono quale vento spira colà!

A Zagabria, il 15 agosto u.s. i nostri inaugurarono la nuova chiesa parrocchiale dedicata a Maria Ausiliatrice. Per l'occasione avevano organizzato solenni funzioni religiose. Intervenne, per la solenne benedizione del tempio, S.E. il vescovo, sostituto di S.E. l'Arcivescovo Stepinac, colui cioè che attualmente governa l'Archidiocesi. La popolazione di Zagabria accorse come ad una festa cittadina... Ebbene, verso sera il Vescovo venne arrestato, condotto in custodia, trattenuto tre giorni in frequenti interrogatori, quindi ricondotto al palazzo arcivescovile, ma con proibizione di uscire dal palazzo senza il consenso dell'Autorità Giudiziaria.

Una settimana dopo si presentarono a visitare la Casa nostra e annunciare che sarebbe stata nazionalizzata per farne un convitto. Difatti, nel settembre la requisirono per le ragazze operaie ed i nostri vennero completamente esclusi.

S.E. Monsignor Bonzani arcivescovo di Zara pensò di optare e venire in Italia. Era a ciò sospinto anche dal fatto che in questi ultimi anni divenne molto sordo... non poteva quindi più fare udienza, ecc. Ma giunto a Trieste ebbe l'idea di parlare alla Radio ed inviare un saluto e la sua benedizione ai zaratini, e particolarmente al suo clero.

La cosa spiacque alle autorità, e per rappresaglia venne ritirata la tessera alimentare a tutti i sacerdoti di Zara, per cui oggi vivono di elemosina o di borsa nera.

Reverendissimo Rettor Maggiore, perdoni questo lungo scritto e per il tempo che rubai ad altre più gravi e importanti occupazioni. Mi ricordi a Maria Ausiliatrice e a Don Bosco Santo.

Gradisca cordiali ossequi.

9.12.1948

(Trascrizione da copia conforme all'originale in "Archivio Museo di Fiume - Salesiani").

 

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