L' Ape dantesca
Purgatorio

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Sotto così bel ciel, com'io diviso
ventiquattro seniori, a due a due,
coronati venian di fiordaliso
(Pur, XXIX. 82-84)
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Ti prego, se tu vedi quel paese
che siede tra Romagna e quel di Carlo,
che tu mi sie de' tuoi prieghi cortese
in Fano...
(Pur. V. 69-71-(72)
[La marca di Ancona, che sta fra la Romagna
e il Regno di Napoli governato da Carlo II.]
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Te lucis ante, si devotamente
le uscì di bocca, e con sì dolci note
che fece me a me uscir di mente.
(Pur. VIII. 13-15)
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Tempo era già che l'aer s'annerava,
(Pur. VIII. 49)
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Tanto ch'io volsi in su l'ardita faccia,
gridando a Dio: ormai più non ti temo;
come fa il merlo per poca bonaccia
(Pur. XIII. 121-123)
[Parla Sapia, donna senese.]
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Tu li vedrai tra quella gente vana
che spera in Talamone...
(Pur. XIII. 151-(152))
*
...Taci,
ma non può tutto la virtù che vuole
(Pur. XX. (104)-105)
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Tempo futuro m'è già nel cospetto
... / nel qual sarà...
alle sfacciate donne fiorentine
l'andar mostrando con le poppe il petto
(Pur. XXIII. 98.../(100)-101-102)
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Tal voce uscì dal cielo, e cotal disse:
o navicella mia, com' mal se' carca!
(Pur. XXXII. 128-129)
*