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Che hai, che pure in ver la terra quatti?
La guida mia incominciò a dirmi
poco ambedue dall'angel sormontati.
(Pur. XIX. 52-54)
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Per correr miglior acque alza le vele
ormai la navicelle del mio ingegno
(Pur. I. 1-2)
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Più non rispondo, e questo so per vero.
(Pur. IV. 96)
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Perchè l'animo tuo tanto s'impiglia,
disse il maestro, che l'andare allenti?
(Pur. V. 10-11)
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... Per mezza Toscana si spazia
un fiumicel che nasce in Falterona,
e cento miglia di corso nol sazia.
(Pur. XIV. (16)-17-18)
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Però, sappi ch'io son Guido del Duca.
Fu il sangue mio d'invidia sì riarso,
che se veduto avessi uom farsi lieto,
visto m'avresti di livore sparso.
(Pur. XIV. 81-84)
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Perocché forse par la sua matera
sempr'essa buona: ma non ciascun segno
è buono, ancor che buona sia la cera.
(Pur. XVIII. 37-39)
[Si riferisce all'Amore. Parla Virgilio.]
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... Parlava la mia fronte
come colui che l'ha di pensier carca
(Pur. XXIX. (40)-41)
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Per sua diffalta, in pianto ed in affanno
canbiò onesto viso e dolce gioco.
(Pur. XXVIII. 95-96)
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Per occulta virtù che da lei mosse
d'antico amor sentì la gran potenza.
(Pur. XXX. 38-39)
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Poi parve a me che la terra s'aprisse
(Pur. XXXII. 130)
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Puro e disposto a salire alle stelle
(Pur. XXXIII. 145)
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