L' Ape dantesca
Purgatorio

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La miserella infra tutti costoro
parea dicer: Signor, fammi vendetta
del mio figliol, ch'è morto, ond'io m'accoro
(Pur. X. 82-84)
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Noi andavam per lo solingo piano
(Pur. I. 118)
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Noi eravam lunghesso il mare ancora
come gente che pensa il suo cammino
(Pur. II. 10-11)
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Noi divenimmo intanto appie' del monte
(Pur. III. 46)
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Nell'ora che comincia i primi lai
(Pur. IX. 13)
[Si riferisce all'aurora]
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Noi salivam per una pietra fessa
che si muoveva d'una e d'altra parte,
sì come l'onda che fugge e s'appressa
(Pur. X. 7-9)
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Non vo' però, lettor, che tu ti smaghi
di buon proponimento, per udire
come Dio vuol che il debito si paghi.
(Pur. X. 106-108)
["smaghi" sta per "sgomenti"]
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Non v'accorgete voi che noi siam vermi
nati a formar l'angelica farfalla,
che vola alla giustizia senza schermi?
(Pur. X. 124-126)
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Non è il mondan rumore altro che fiato
(Pur. XI. 100)
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Non vide me di me chi vide il vero
(Pur. XII. 68)
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Noi eravamo al sommo della scala
(Pur. XIII. 1)
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Ne' creator, ne' creatura mai
cominciò ei, figliol, fu senza amore
o naturale, o d'animo, e tu sai,
lo natural fu sempre senza errore.
(Pur. XVII. 91-94)
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Ne' il dir l'andar, ne' l'andar lui più lento
facea, ma ragionando andavam forte,
sì come nave pinta da buon vento
(Pur. XXIV. 1-3)
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Nostro peccato fu ermafrodito.
ma perchè non servammo umana legge
seguendo come bestie l'appetito
in obbrobrio di noi, per noi si legge,
(Pur. XXVI. 82-85)
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