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L' Ape dantesca

Purgatorio

 

 

 

Tal nella faccia, ch'io non lo soffersi.

(Pur. IX. 81)

 

*

 

Molti rifiutan lo comune incarco

ma il popol tuo sollecito risponde

senza chiamare, e grida: I' mi sobbarco,

(Pur. VI. 133-135)

 

*

 

Ma vedo giā come dichina il giorno.

(Pur. VII. 43)

 

*

 

Mi fuggė il sonno, e diventai smorto

come fa l'uom che spaventato agghiaccia:

(Pur. IX. 41-42)

 

*

 

Mostrava la ruina e il crudo scempio

che fe' Tamiri quando disse a Ciro:

sangue sitisti, ed io di sangue t'empio.

(Pur. XII. 55-57)

[Avendo Ciro ucciso un figlio della regina Tamiri, morto Ciro in battaglia,

 la regina fece immergere la sua testa entro un otre di sangue umano.

Dalle storie di Erodoto.]

 

*

 

Mi venne in sogno una femmina balba,

negli occhi guercia e sovra i pič distorta

(Pur. XIX. 7-8)

["balba" sta per balbuziente. Camerini.]

 

*

 

Mele e locuste furon le vivande

che nutriro il Batista nel diserto

(Pur. XXII. 151-152)

 

*

 

Mentre che gli occhi per la fronda verde

ficcava io, cosė come far suole

chi dietro all'uccellin sua vita perde

(Pur. XXIII. 1-3)

[Si riferisce all'uccellatore di mensa,

che trascorre in tal modo la propria vita. Camerini.]

 

*

 

Mentr'io m'andava fra tante primizie

dell'eterno piacer...

(Pur. XXIX. 31-(32))

 

*

 

 

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