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L' Ape  dantesca

Purgatorio

 

 

 

Il corpo mio gelato in sulla foce

trovò l'Archian rubesto; e quel sospinse

nell'Arno; e sciolse al mio petto la croce,

ch'io fei di me quando il dolor mi vinse.

(Pur. V. 124-127)

 

*

 

E canterò di quel secondo regno

ove l'umano spirito si purga

(Pur. I. 4-5)

 

*

 

E con parole, e con mano, e con cenni,

riverenti mi fe' le gambe e il ciglio.

(Pur. I. 50-51)

 

*

 

Ed ecco qual, sul presso del mattino,

per li grossi vapor Marte rosseggia

(Pur. II. 13-14)

 

*

 

E ciò che fa la prima, l'altre fanno

... / semplici e quiete, ed il perchè non sanno

(Pur. III. 82-.../84)

 

*

 

E disse: va su tu, che se' valente.

(Pur. IV. 114)

 

*

 

E se ben ti ricorda, e vedi lume

vedrai tu simigliante a quella inferma

che non può trovar posa in sulle piume,

ma con dar volta il suo dolore scherma.

(Pur. VI. 148-151)

[Si riferisce alla situazione politica di Firenze]

 

*

 

Era già l'ora che volge il disio

ai naviganti, e intenerisce il core

(Pur. VIII. 1-2)

 

*

 

E vidi uscir dall'alto, e scender giue

due angeli con due spade affocate,

(Pur. VIII. 25-26)

 

*

 

E qui convien ch'io questo peso porti

(Pur. XI. 70)

 

*

 

... e fui degli altrui danni

più lieta assai che di ventura mia

(Pur. XIII, (110)-111)

 

*

 

E fuggìo come tuon che si dilegua

(Pur. XIV. 134)

 

*

 

Ed allor per istringermi al Poeta

indietro feci, e non avanti il passo.

(Pur. 140-141)

 

*

 

E venni qui per la infernale ambascia;

(Pur. XVI. 39)

 

*

 

E il pensamento in sogno trasmutai.

(Pur. XVIII. 145)

 

*

 

Esso parlava ancor della larghezza

che fece Niccolao alle pulcelle

per condurre ad onor lor giovinezza.

(Pur. XX. 31-33)

[Si tratta di San Niccolò, vescovo di Mira, in Licia, che dotò tre fanciulle,

le quali, per povertà, erano in pericolo di darsi a vita disonesta, gittando

per tre notti, tre tasche di denari in casa del loro povero padre. Buti.

Da qui la tradizione del 6 dicembre in uso.  Si noti: San Niccolò di Mira, che non

dovrebbe avere aver relazione con San Nicola di Bari.

 

*

 

E come abete in alto si dirada

di ramo in ramo...

cred'io perchè persona su non vada.

(Pur. XXII. 133-(134)-134)

 

*

 

Ebbe la Santa Chiesa in le sue braccia:

Dal Torso fu, e purga per digiuno

l'anguille di Bolsena e la Vernaccia

(Pur. XXIV. 22-24)

["Dal Torso". Si riferisce a Martino IV papa, gran mangiatore

di anguille di Bolsena marinate nel vino di Vernaccia. Camerini.]

 

*

 

Ed una melodia dolce correva

per l'aer luminoso...

(Pur. XXIX. 22-(23))

 

*

 

Era la mia virtù tanto confusa

che la voce si mosse, e pria si spense,

(Pur. XXXI. 7-8)

 

*

 

 

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