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L' Ape  dantesca

Purgatorio

 

 

 

 

 

 

 

Gridò: fa, fa che le ginocchia cali;

ecco l'angel di Dio: piega le mani

omai vedrai di sì fatti ufficiali.

(Pur. II. 28-30)

 

*

Ch'io il vedea come il sol fosse davante.

(Pur. I. 39)

 

*

 

Come uom che va, ne sa dove riesca

(Pur. II. 122)

 

*

 

Chè perder tempo, a chi più sa, più spiace.

(Pur. III. 78)

 

*

 

Come le pecorelle escon dal chiuso

ad una, a due, a tre, e l'altre stanno

timidette atterrando l'occhio e il muso;

e ciò che fa la prima, e l'altre fanno,

(Pur. III. 79-82)

 

*

 

Coi dossi delle man facendo insegna.

(Pur. III. 102)

 

*

 

Che le terre d'Italia tutte piene

son di tiranni, ed un Marcel diventa

ogni villan che parteggiando viene.

(Pur. VI. 124-126)

 

*

 

Che la notturna tenebra, ad ir suso:

quella, col non poter, la voglia intriga

(Pur. VII. 56-57)

 

*

 

Colà, disse quell'ombra, v'anderemo

... / e quivi il nuovo giorno attenderemo

(Pur. VII. 67.../-69)

 

*

 

Credette Cimabue nella pittura

tener lo campo, ed ora ha Giotto il grido

sì che la fama di colui oscura

(Pur. XI. 94-96)

 

*

 

Così ha tolto l'uno all'altro Guido

la gloria della lingua; e forse è nato

chi l'uno e l'altro caccerà dal nido.

(Pur. XI, 97-99)

[Guido Cavalcanti ha tolto a Guido Guinicelli la gloria della lingua.

Poi Dante intende sè stesso. Petrarca, Buti, Camerini, e molti.]

 

*

 

Che qui è buon con la vela e co' remi

quantunque può, ciascun spinger sua barca

(Pur. XII. 5-6)

 

*

 

Chi è costui che il nostro monte cerchia (?)

(Pur. XIV. 1)

 

*

 

Come a lucido corpo raggio viene,

tanto si dà, quanto trova d'ardore

si che quantunque carità si stende,

cresce sovr'essa l'eterno valore.

(Pur. XV. 69-72)

 

*

 

Come avarizia spense a ciascun bene

lo nostro amore...

(Pur. XIX. 121-(122))

 

*

 

Contra miglior voler, voler mal pugna

(Pur. XX. 1)

 

*

 

...Crasso,

dicci, che il sai, di che sapore è l'oro?

(Pur. XX. (116)-117)

 

*

 

Cantando come donna innamorata,

(Pur. XXIX. 1)

 

*

 

Confusione e paura insieme miste

mi pinsero un tal sì fuor della bocca

(Pur. XXXI. 13-14)

 

*

 

Come balestra frange, quando scocca,

se troppo tesa, la sua corda e l'arco,

(Pur. XXXI, 16-17)

 

*

 

 

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