L' Ape dantesca
Paradiso
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Comincia dunque, e dì ove s'appunta
l'anima tua...
(Par. XXVI. 7-(8))
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Siate, Cristiani, a muovervi più gravi,
non siate come penna ad ogni vento,
e non crediate ch'ogni acqua vi lavi.
(Par. V. 73-75)
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Se mala signoria, che sempre accora
li popoli soggetti, non avesse
mosso Palermo a gridar: Mora, mora
(Par. VIII. 73-75)
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Sempre la confusion delle persone
principio fu del mal della cittade,
(Par. XVI. 67-68)
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Senza peccato in vita...
muore senza peccato e senza fede;
Ov'è questa giustizia che il condanna?
Ov'è la colpa sua s'egli non crede?
(Par. (75)-76-78)
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... Se io mi trascoloro,
non ti maravigliar; che dicend'io
vedrai trascolorar tutti costoro.
(Par. XXVII. (19)-20-21)
[Parla San Pietro, che poi, tutto infiammato di sdegno,
si pronuncerà contro i contemporanei pastori della Chiesa.].
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S'aperse in nuovi amor l'eterno amore
(Par. XXIX. 18)
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Si che laggiù non dormendo si sogna
credendo e non credendo dicer vero;
(Par. XXIX. 82-83)
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Si che le pecorelle che non sanno,
tornan dal pasco pasciute di vento;
(Par. XXIX. 106-107)
[Si riferisce Dante a quei predicatori che, anche dai pulpiti, fan pompa di dottrina
dimenticando che scopo della predica è persuadere gli uomini ad esser cristiani. Camerini.].
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Sì come schiera d'api che s'infiora
(Par. XXXI. 7)
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Sì per la viva luce passeggiando,
menava io gli occhi per li gradi,
mo su, mo giù, e mo ricirculando
(Par. XXXI. 46-48)
[Si noti il "mo" napoletano.].
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