L' Ape dantesca
Paradiso

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Già eran gli occhi miei rifissi al volto
della mia donna, e l'animo con essi.
(Par. XXI. 1-2)
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Questi organi del mondo così vanno,
come tu vedi ormai, di grado in grado,
che di su prendono, e di sotto fanno.
(Par. II. 121-123)
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Quel sol che pria d'amor mi scaldò il petto,
(Par. III. 1)
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... Quando l'una paglia è trita,
quando la sua semenza è già riposta,
a batter l'altra dolce amor m'invita.
(Par. XIII. (34)-36)
[Intende: "quando l'una paglia è trita, sicchè ne sono uscite le granella
che v'erano, sicchè è discusso l'uno dubbio e la verità è apparita fuora;
quando la sua essenza (cioè la verità) è già riposta... Camerini... allora
si può risgranellare un altro dubbio e riscoprire un'altra verità.].
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Qual si lamenta perchè qui si muoia
per viver colassù, non vide quive
lo refrigerio dell'eterna ploia.
(Par. XIV. 25-27)
["Ploia", sta per pioggia che irrora di gaudio. Tommaseo.].
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Qual si partì Ippolito d'Atene
... / tal di Fiorenza partir ti conviene,
(Par. XVII. 46.../48)
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Quando colui che tutto il mondo alluma
dell'emisferio nostro si discende,
che il giorno d'ogni parte si consuma.
(Par. XX. 1-3)
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Qual lodoletta che in aere si spazia,
prima cantando, e poi tace, contenta
(Par. XX. 73-74)
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Quel monte a cui Cassino è nella costa,
(Par. XXII. 37)
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Quale è colui ch'addocchia e s'argomenta
di vedere eclissar lo sole un poco,
che per veder, non vedente diventa;
(Par. XXV. 113-115)
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Qual'è colui che tace, e dicer vuole,
(Par. XXX. 127)
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Quella circulazion che si concetta
pareva in te, come lume reflesso,
dagli occhi miei alquanto circonspetta,
dentro da sè, del suo colore stesso
mi parve pinta della nostra effige,
per che il mio viso in lei tutto era messo.
(Par. XXXIII. 127-132)
[Il giro "circulazion" che pareva lume riflesso, ovvero l'effige umana
in colore, che rivelava la natura divina. Tommaseo.
...Il colore accenna la persona: e però vuol dire: che la forma umana era nella
medesima persona divina; cioè, non sussisteva persona umana da sè. Camerini.
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