L' Ape dantesca
Paradiso

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O diva pegasea, che gl'ingegni
fai gloriosi e rendili longevi,
ed essi teco le cittadi e i regni,
(Par. XVIII. 82-84)
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Molto è lecito là, che qui non lece
(Par. I. 55)
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Ma si com'egli avvien, se un cibo sazia
e d'un altro rimane ancor la gola,
che quel si chiere, e di quel si ringrazia.
(Par. III. 91-93)
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Molte fiate già pianser li figli
per la colpa del padre, e non si creda
che Dio trasmuti l'arme per suoi gigli.
(Par. VI. 109-111)
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Mi richinava come l'uom che s'assonna.
(Par. VII. 15)
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Ma, disse:Taci, e lascia volger gli anni;
(Par. IX, 4)
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... Ma del salire
non m'accors'io , se non com'uom s'accorge
(Par. X. (34)-35)
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Ma perch'io non proceda troppo chiuso,
Francesco e povertà, per questi amanti
... /// faceano esser cagion de' pensier santi;
(Par. XI. 73-74///78)
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... Magri e scalzi,
prendendo il cibo di qualunque ostello,
(Par, XXI. (128)-129)
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Mi disse: Non sai tu che tu se' in cielo?
(Par. XXII. 7)
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Ma di quest'acqua convien che tu bei,
(Par. XXX, 73)
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