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 L' Ape  dantesca

paradiso

 

 

 

Sì vid'io ben più di mille splendori

trarsi ver noi...

(Par. V. 103-(104))

 

*

 

... Cominciai

quasi com'uom che troppa voglia smaga:

(Par. III. 35-(36))

["Smaga", sta per Turba, consuma, diminuisce. Buti et al.]

 

*

 

Convien ancor sedere un poco a mensa

(Par, V. 37)

 

*

 

Così fatta, mi disse, il mondo m'ebbe

(Par. VIII. 49)

 

*

 

Come il sol fa la rosa, quando aperta

tanto divien, quant'ella ha di possanza.

(Par. XXII. 56-57)

 

*

 

Come fuoco di nube si disserra

per dilatarsi...

(Par. XXIII. 40-41)

 

*

 

Che io ho veduto tutto il verno prima

il prun mostrarsi rigido e feroce,

poscia portar la rosa in sulla cima;

(Par. XIII. 133-135)

 

*

 

Che tu entrasti povero e digiuno

in campo, a seminar la buona pianta,

che fu già vite, ed ora è fatta pruno.

(Par. XXIV. 109-111)

[Il "tu" è riferito a San Pietro.]

 

*

 

Credea veder Beatrice, e vidi un Sene

(Par. XXXI, 59)

["Sene" sta per Seniore, nel caso San Bernardo da Chiaravalle.]

 

*

 

Così la mente mia tutta sospesa,

mirava fissa, immobile ed attenta,

e sempre di mirar faceasi accesa.

(Par. XXXIII, 97-99)

 

*

 

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