S C R I V I A M O d i P O L I T I C A
P R E A M B O L O
Per scrivere di politica nel modo il più possibile onesto e non preconcetto occorre, penso, non avere un passato importante da difendere ed essere fuori da gerarchie, che altrimenti si produrranno biografie, magari inconsce.
Considerandomi cosciente di possedere i requisiti descritti, mi adoprerò a scrivere qualche cosa, ben sapendo che le verità sono sempre molteplici e che, alla fine, la loro comprensione dipende più da chi legge, che da chi scrive.
CAPO PRIMO
IL DUCE
Non cito numeri, perchè in politica i numeri sono come le gocce del mare che cambiano di valore a ogni onda che passa. Un fatto certo è che, comunque, sono molti in Italia coloro che desidererebbero tornasse un duce. Adesso, ma anche assai tempo fa. Duce di destra o di sinistra, non importa, purchè metta a posto le cose della nostra irriverente democrazia. Il Duce, però, non si può fare perchè c'è già.
Emma Marcegaglia - Duce.
Questo Duce è molto più forte di tutti i monarchi risorgimentali, di Benito Mussolini, di ogni trascorso presidente di Repubblica, del Consiglio, e di ogni leader attuale. Non ha bisogno del saluto al Duce, di parate, può prendersi il lusso di non legiferare, non tende a stravolgere i codici civili e penali. Quando fosse sostituito non farebbe un macello di morti intorno a sè. Non tener conto di questa realtà significa fare politica di fantasia, tenere un partito "tanto per comandare".
Vediamo cosa comporta ciò in termini di conseguenza logica. Per prima cosa voglio fare una critica a me stesso: Io, fino a ieri, ho considerato la situazione conflittuale italiana "destra - sinistra" un male conseguente alla cattiva volontà di entrambe tali forze politiche legate ancora agli effetti della guerra mondiale e della guerra civile interna. Dal fatto, cioè, che noi siamo anche eredi del fascismo e del comunismo e siamo portati a comportarci di conseguenza. La mancanza di pacificazione interna in Italia proviene invece da cattiva analisi, resa volutamente tale per mantenere posizioni di potere che altrimenti non si sarebbero potute giustificare.
Vediamo: Comunismo. Il comunismo può esistere soltanto in regime economico di nazionalizzazione dei beni. "Tutti i beni al popolo", secondo i "Grundrisse" di Carlo Marx. Ciò, che si accetti lo stalinismo o meno. Nella economia capitalista non si può avere un "vero" partito comunista. Si possono avere soltanto un partito "capital-comunista", oppure le brigate rosse, o movimenti para rivoluzionari o para pacifisti che di solito avvantaggiano gli interessi dei partiti che ritengono di osteggiare. Un partito capital-comunista può essere un buon partito moralista, o socialista. Non ha però giustificazioni a mantenere una situazione di conflittualità nel Paese.
Fascismo. Il fascismo può esistere soltanto in regime economico di protezionismo. Benito Mussolini non avrebbe avuto titolo a fare il duce, senza la giustificazione protezionista. La seconda guerra mondiale è stata fatta come conseguenza del protezionismo. Nella economia capitalista non si può avere un "vero" partito fascista. Si potranno avere le brigate nere o, positivamente, soltanto un partito "global-fascista", ovvero una contraddizione di termini, un partito "tanto per comandare". Nemmeno qui si avrebbero giustificazioni per mantenere una situazione di conflittualità nel Paese.
Allora perchè esiste ancora in Italia una situazione di conflittualità interna? Perchè, prima della fine della guerra fredda, la conflittualità interna era una "condicio sine qua non" proveniente da fatti internazionali che poco c'entravano, però, con la razionalità degli interessi del popolo italiano.
Dopo la fine della guerra fredda si sarebbe dovuta avere una ricomposizione teorica adeguata alla nuova situazione politica internazionale venutasi a creare nel mondo. Infatti, ci fu il tentativo fallito di Mariotto Segni. Invece ci fu una corsa a mantenere la situazione pre-esistente, tutto al fine di accaparrarsi posizioni di potere "fine a sè", con responsabilità - questo è ciò che pensano molti - di volontà politiche della destra, e psicologiche della sinistra, spesso antipatica al corpo elettorale neutro.
Continua
Offro un ricordo della mia adolescenza: alcuni frammenti del comico regionale Angelo Cecchelin, celebre nella Venezia Giulia degli anni 'Trenta.
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