Keats

 

 

Sul  mare

 
 
 

 

 
 
 

 

D'eterni mormorii custode: in desolate spiagge

il suo possente sollevar dell'acque

due volte colma diecimila caverne, sin quando

d'Ecate la magia rimanda ad esse il loro vecchio suono.

Spesso si trova in sì gentile umore

che il picciol guscio che in passato cadde, 

per giorni e giorni è mosso a malapena,

ma quando il ciel l'ultimo vento slega

oh, voi dagli occhi stanchi ed eccitati,

guardate il mare;                                                               10

Voi con orecchie piene di fragore

o cibate di suon sino al disgusto

statevi accanto a scogli, e meditate,

che la vostra partenza dal coro delle ninfe è reclamata.

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Scritto nell'isola di Wight e contenuto in una lettera a Reynolds datata 17 aprile 1817. 

 

v. 4 -  "Ecate" - ("Hecate") - Dea della luna, governatrice delle maree.

 

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