Keats

 

 

Sulla locusta e il grillo

 
 

 

 
 
 

 

La poesia della terra non è morta:

Quando dal caldo sole gli uccelli sono oppressi

e si celan nel fresco, una voce allor corre

di siepe in siepe intorno al prato raso:

E' la locusta, lei che governa l'esuberante

estate, fatta pei suoi piaceri, sin quando, 

stanca di celie, nel riposo più grato 

di qualch'erba selvatica rimane.

La poesia della terra non finisce:

Nella sera invernale, solitaria, mentre il gelo produce      10

tutt'intorno il silenzio, allor, con voce acuta,

dal caminetto s'ode lo zirlare del grillo 

nel tepore che avanza. Così ci pare d'essere, assonnati,

fra le colline erbose, nel mezzo alle locuste.

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Scritto il 30 dicembre 1816, in gara con Leigh Hunt. Era comune abitudine, nel circolo di Hunt, di scrivere sonetti su uno stesso soggetto, nel medesimo tempo, solitamente in 15 minuti. Nel caso che queste condizioni siano state rispettate, allora il sonetto di Keats acquisterebbe massima rilevanza. Esso s'indebolisce soltanto alla fine dell'ottava, ove, nel testo originale,  "fun" e "weed"  mostrano la difficoltà che Keats ebbe a trovare la quarta rima.

Egli recupera, tuttavia, trionfalmente, nel sestetto finale.

 

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