| Keats |
A Haydon | |
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Spiriti grandi, sopra la terra attualmente dimorano; quel della nube, della cascata e lago, che, sulla sommità dello Helvellyn, ben desto, colse il proprio vigore dall'ala dell'Arcangelo; quel della rosa, della viola e germoglio, nel favore sociale, ed in catena per amore di libertà: Ed ecco! Mai vorrei posseder tal fermezza, ma voce più sommessa del bisbigliare di Raffaele. Pure, altri spiriti stanno in piedi, appartati, sopra la fronte dell'età a venire; 10 essi daranno al mondo un altro cuore e altro pulsare. Non odi tu lo strepito del possente operare? Ascolta un poco i popoli, e zittisci. ________
Composto il 19 o il 20 novembre 1816 e diretto a Benjamin Robert Haydon, pittore di storia che Keats aveva conosciuto da Hunt nel mese precedente. In questo sonetto l'influenza di Wordsworth è superiore di certo a quella di Hunt, sebbene entrambi siano accomunati , insieme a Haydon, fra i "grandi spiriti". Keats aveva probabilmente in mente un sonetto dello stesso Wordsworth che inizia: "Grandi uomini sono stati fra noi" ("Great men have been among us").
v. 2. "Quel della nube" ("He of the cloud") - Wordsworth, il quale abitava in vista del monte Helvellyn.
v. 5 "Quel della rosa" ("He of the rose") - Hunt, il quale, quando fu arrestato per una satira ingiuriosa diretta al principe reggente dal 1813 al 1815, convertì la sua cella della prigione in Horsemonger Lane in una specie di capanno, con carta da parete a rose inghirlandate.
v. 13 "Del possente operare" ("Of mighty workings") - Il verso era, in origine, completato con la frase "in un lontano mercato" ("in a distant mart"), ma Haydon stesso suggerì la omissione di tale aggiunta.
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