| Keats |
Su un sogno | |
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Così come, in un tempo, conquistò Ermes le sue piume leggere, allorché cullò a sonno il bellicoso Argo, con delfica zampogna; altrettanto incantato, intorpidito e quieto, l'ozioso spirto mio, vinto dal suono, e privo, come il dragon che cinge il mondo, dei suoi cent'occhi con i quali, assonnato, scorgeva il dio fuggire; così altrettanto io, non verso le celesti nevi dell'Ida immacolata mi diressi, non verso Tempe, nel quale luogo un dì Giove si rattristò; ma a quel secondo cerchio dell'inferno lamentevole, dove, tra le folate e il turbinar del vento 10 tra raffiche di pioggia e 'l grandinar de' sassi, amanti, bisognosi d'amor, non di parole, vagavan. Pallide e dolci eran le labbra ch' io vidi, pallide labbra baciai, di leggiadra figura, e con essa io vagavo nell'aria della tetra tempesta. ________
Scritto nella metà dell'aprile 1819.
v. 1. - "le sue piume leggere" - ("feathers light"). Non so se si possan qui intendere i suoi calzari alati. (N.d.T.).
v. 2 - "Argo" - ("Lulled Argus") - Mostro mitologico dai cento occhi, dei quali solo due contemporaneamente addormentati. Per queste sue qualità Giunone lo pose a guardia di Io, che Giove aveva mutato in Giovenca. Mercurio però, per ordine di Giove, lo uccise addormentando tutti i suoi cento occhi col suono della lira. Da J. Lemprière: "A Classical Dictionary" un testo che Keats aveva usato a scuola.
v. 12 - "Amanti, bisognosi d'amor, non di parole" - ("Lovers need, not tell") - Paolo e Francesca, i quali narrarono le loro afflizioni a Dante, nell'"Inferno", canto V, v. 127 - 138.
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