L' Ape dantesca
Inferno

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Tra questa cruda e tristissima copia
correvan genti nude e spaventate
senza sperar pertugio o elitropia.
(Inf. XXIV, 91-93)
*
Questi parea che contra me venesse
con la test' alta e con rabbiosa fame
(Inf. I. 43)
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Qui si parrà la tua nobilitate
(Inf. II. 9)
*
Quando sarò dinanzi al Signor mio,
di te mi loderò sovente a lui.
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Quali i fioretti dal notturno gelo
chinati e chiusi, poi che il sol gl'imbianca
si drizzan tutti aperti in lor stelo
tal mi fec' io
(Inf. II. 127-129 (130))
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Quivi convien lasciare ogni sospetto,
ogni viltà convien che qui sia morta
(Inf. III. 14-15)
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Quivi sospiri, pianti ed altri guai
risonavan per l'aer senza stelle
(Inf. III. 22-23)
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... Questo misero modo
tengon l'anime triste di coloro
che visser senza infamia e senza lodo.
(Inf. III. (34) 35-36)
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Quinci non passa mai anima buona
(Inf. III. 127)
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Questi chi son, ch'hanno cotanta orranza?
(Inf. IV. 74)
["orranza" sta per "onorevolezza".]
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Quali colombe dal disio chiamate
(Inf. V. 82)
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Quando verrà la nimica podesta
ciascun ritroverà la trista tomba,
ripiglierà sua carne e sua figura,
udirà quel che in eterno rimbomba.
(Inf. VI. 96-99)
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Quanti si tengon or lassù gran regi,
che qui staranno come porci in brago
(Inf. VII. 49-50)
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Qual'è quel toro...
Ch'ha ricevuto già il colpo mortale,
che gir non sa, ma qua e là saltella
(Inf. XII. (22) 23-24)
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Quivi le brutte arpie lor nido fanno
(Inf. XIII. 9)
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Quando incontrammo d'anime una schiera
(Inf. XV. 16)
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*Quelli è Jason...
... / egli passò per l'isola di Lenno,
poi che le ardite femmine spietate
tutti li maschi loro a morte dienno.
(Inf. XVIII. (86) / 88-90)
[Lemnos, nel mare Egeo. Sottintende Dante che tali donne,
per ottenere la loro comunità monogamica,
dovettero uccidere i loto padri, figli, fratelli, mariti.]
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Quivi venimmo, e quindi giù nel fosso
vidi gente attuffata in uno sterco
(Inf. XVIII. 112-113)
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Quale nell'Arzanà de' Viniziani
... ///// chi ribatte da proda e chi da poppa,
altri fa remi , ed altri volge sarte;
chi terzaruolo ed artimon rattoppa.
(Inf. XXI. 7 / 13-15)
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