HomeFilosofiaLetteraturaPoesiaBambiniGiochiInformazioniSpazio libero

 

 L' Ape  dantesca

Inferno

 

 

 

... Poeta, volentieri

parlerei a quei duo, ch'insieme vanno

e paion sì al vento esser leggieri.

(Inf. V, 73-75)

 

*

 

 

E il sol montava in su con quelle stelle

ch'eran con lui quando l'amor divino

mosse da prima quelle cose belle.

(Inf. I. 38-40)

 

*

 

E quale è quei che volentieri acquista

e giugne il tempo che perder lo face

(Inf. I. 55-56)

 

*

 

E dopo il pasto ha più fame che pria

(Inf. I. 99)

 

*

 

E poi vedrai color che son contenti

nel fuoco, perchè speran di venire,

quando che sia alle beate genti.

(Inf. I. 118-120)

 

*

 

... ed io, sol uno

m'apparecchiava a sostener la guerra

(Inf. II. 3-4)

 

*

 

E quale è quei che disvuol ciò che volle

e per nuovi pensier cangia proposta

si che dal cominciar tutto si tolle

(Inf. II. 37-39)

 

*

 

Entrai per lo cammin alto e silvestro

(Inf. II. 142)

 

*

 

Ed ecco verso noi venir per nave

un vecchio bianco per antico pelo

gridando: guai a voi anime prave.

(Inf. III. 82-84)

 

*

 

E caddi come l'uom che sonno piglia

(Inf. III. 136)

 

*

 

Esser baciato da cotanto amante

(Inf. V. 134)

 

*

 

E caddi come corpo morto cade

(Inf. V. 142)

 

*

 

Ecco colei che tutto il mondo appuzza

(Inf. XVII. 3)

 

*

 

E vidi dietro a noi un diavol nero

correndo su per lo scoglio venire

(Inf. XXI. 29-30)

 

*

 

Ecco un degli anzian di Santa Zita

(Inf. XXI. 38)

 

*

 

E i diavoli si fecer tutti avanti

(Inf. XXI. 92)

 

*

 

Ed egli avea col cul fatto trombetta

(Inf. XXI. 139)

 

*

 

E noi lasciammo lor così impacciati

(Inf. XXII. 151)

 

*

 

E così, tosto al mal giunse lo impiastro

(Inf. XXIV. 18)

 

*

 

E l'Aretin che rimase tremando,

mi disse: quel folletto è Gianni Schicchi

che va rabbioso altrui così conciando.

(Inf. XXX. 31-33)

[Qui l"Aretin" è un tal Griffolino (E. Camerini)

che teme di essere morso da Gianni Schicchi.]

 

*

 

E sotto ai piedi un lago, che per gelo

avea di vetro e non d'acqua sembiante

(Inf. XXXII. 23-24)

 

*

 

E con tempesta impetuosa ed agra

sopra campo Picen fia combattuto

ond' ei repente spezzerà la nebbia,

sì ch' ogni Bianco ne sarà feruto

e detto l'ho perchè doler ten debbia.

(Inf. XXIV. 147-151)

[Vanni Pucci presagisce la disgrazia di Dante]

 

*

 

E quindi uscimmo a riveder le stelle

(Inf, XXXIV. 139)

 

*

 

 

A.   C.  D.   E.   F.   G.   I.   L.   M.

 

N.   O.   P.   Q.   R.   S.   T.   U.   V.

 

 


 

HomeFilosofiaLetteraturaPoesiaBambiniGiochiInformazioniSpazio libero