ARNO VITI

 

La  jota

 

 

 

 

 

 

Dalla conferenza del raduno di Melbourne, 2003.

CHULLORA (Sydney):

15 giugno 1951: giorno dei SS. Vito e Modesto 

e mio diciottesimo compleanno.

 

Erimo una zaia de mularia [anche "xaia" pronunciando la "z" o la "x" con la "s" di "deposito". Significa: gran numero (disordinato) di ragazzi e ragazze] dele nostre tere, dai sedici ai venti ani, in questo campo profughi de Chullora, el iera un campo de la ferovia, era fato de baracche quattro metri per quattro, due leti, due comodini, un tavolin e due sedie.

Ga incomincià che i muli xe veniù a saver che era el mio compleano, alora i ga deciso de far sta JOTA per la mia festa.

Fra questi muli uno era compagno de camera, mio fradel Erio e l'altro era un zaratin (marchegian), però l'amico mio me ga deto che el xe nato a Zara, el gaveva un ano più de mi, ma el parlava sempre col "IO", un bravo mulo (dopo 30 ani lo go incontrà a Melbourne).

Lui xe sta l'ideator de farme sta iota.

El gaveva un fornelo eletrico de 15 centimetri de diametro, lo gaveva comprà per far el caffé con la napoletana (no la mula, la cafetiera).

Insomma, el ga trovà sta marmita de 25 litri, senza covercio (el ghe ga messo de sopra una straza col mestolo, così el ga deto che boirà prima), el ga butà dentro la panceta, i fasoi e forse anche l'oio. L'oio de oliva se comprava a quei tempi in farmacia, perché i lo usava per unger el bugnigolo [ombellico] a i neonati!

Insomma, era le 9,30 de matina quando el ga messo sta caldiera su sto fornel; el mulo ga deto che magnaremo un poco più tardi, perchè el ga dimenticado de meter i fasoi a moio!

Nel fratempo noi muli semo andadi a comprar un poco de magnar, biscoti, formagi, salame e anche olive - che le era bone solo per stucanize [cerbottane], e gavemo comprà anche vin, quel portoghese, in certe botiglie fate come un mandolin; la bira era ancora soltanto per le forze armate e clienti!

Semo arivadi e sta boba [sbobba, mangiare arraffazzonato] ancora non boiva, ma noi mularia non se perdevimo de coragio, e gavemo incomincià a magnar quel che gavevimo comprà, ogni tanto un sorseto de vin e anche, nel frattempo, cantavimo tute le canzoni che gavevimo imparà nela nostra gioventù.

Tra canta, magna e bevi, xe venù le due de dopopranzo, quando sta marmita ga incomincià boir, ma se gavemo dimenticà de meter le patate... alora... spela le patate, taile in picoli tochi [pezzi], che le sia più presto a farse... intanto... la marmita ga smesso de boir, alora aspeta ancora un' ora prima che la boi de novo.

El ga assagià per veder se iera bon. Era bon, ma i fasoi era ancora duri.

El mio amico el ghe dixe [gli dice]: - Mi so che ti te piase la jota, ma i capuzi dove i xe? -

- Mi sono dimenticato di comprarli!

Grazie a Dio che in questo campo de la ferovia era tute le nazioni, polachi, russi, tedeschi, croati, cecoslovacchi, e tuti se conosevimo, e semo andadi a bater su le porte de ste baracche, e domandar chi ne pol imprestar capuzi garbi [acidi], perché sabato, dopo mezogiorno in punto, tuto iera ciuso.

Così, gavemo trovado sti capuzi, chi ne ga da una scatola, chi due... cori in baracca e buta sti capuzi dentro in pignata, come già sapé... la ga smesso de boir. Intanto continuavimo a magnar i formaggi, i salami, insomma, quel che gavevimo.

Sto povero fornel! Mi credo che se el gavesi podù parlar, el ne gaveria mandà in mona.

[Nota di redazione riservata all'Autore: se io scrivo m..a devo poi spiegare cosa significa].

Intanto el sol magnava le ore, ma lostesso cantavimo e festegiavimo el mio compleano.

Xe vegnù le 8 de sera quando sta boba era pronta, i fasoi era ancora duretti, i capuzi acidi come la peste e le patate in papa, ma gavemo magnà lostesso.

 

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Da "In corso Fiuman" numero di marzo - aprile 2004.

[Informa la redazione australiana che tutte le memorie simili alla presente saranno pubblicate e conservate nell'ARCHIVIO DEL MUSEO STORICO DI FIUME a ROMA].

 

 

 
 

Arno Viti 2004, all'Hilton (1).

Arno Viti all'Hilton

 

  

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Triestini e Giuliano Dalmati all'Hilton

 

(1) Nella foto qui sopra: Arno Viti in piedi, al centro, sotto la bandiera. Alla sua sinistra il vice Console dott. Colantoni. Seduti: Raffaele Rinaldi e la Signora Colantoni.

 

La Federazione dei Circoli Giuliani d'Australia, Sezione del Victoria, nel quadro delle manifestazioni per i 50 anni di emigrazione triestino-giuliana, ha organizzato, venerdì 20 agosto 2004, una cena di gala all'Hotel Hilton on the Park.

La bella sala e l'ottimo servizio sono stati di gradimento ai partecipanti. L'eccellente e l'innata tipica allegria della gente giuliana, hanno creato un'atmosfera di gioioso intrattenimento. Il "tutto esaurito" ha premiato gli organizzatori nel loro sforzo di portare al successo un'altra manifestazione dopo quella dell'incontro a Port Melbourne lo scorso 20 giugno.

Gli ospiti d'onore, nei loro interventi, si sono congratulati con il Presidente della Federazione dei Circoli  Giuliano-Dalmati d'Australia, Angelo Cecchi, la segretaria Josephine Viti e il Comitato per il Lavoro fin qui svolto e per le future manifestazioni che si sono impegnati ad organizzare.

La Senatrice federale on. Judith  Troeth, che rappresentava il primo ministro John Howard, ha letto i messaggi di auguri dello stesso Howard e del ministro della Cittadinanza e Affari Multiculturali Gary Hardgrave.

Anche il leader dell'Opposizione Mark Latham, tramite l'on. Robert Sercombe, ha inviato i suoi saluti.

Sercombe ha poi letto in italiano un proprio messaggio, che è stato apprezzato da tutti. Il viceconsole Claudio Colantoni ha rappresentato il Console dott. Francesco Calogero. E' intervenuta anche la Signora Judy Maddigan, "speaker" del Parlamento del Victoria.

Gli altri ospiti erano: John Williams, direttore del Dipartimento per l'Emigrazione, Kevin Kina, manager dello stesso Dipartimento, Emanuele Rinaldi, figlio di Dario Rinaldi, presidente dell'Associazione Giuliani nel Mondo, Sede Centrale di Trieste, Mario Donda presidente dell'Associazione Giuliani di Camberra, e Signora.

Ancora: Leo Crulcich presidente del "Trieste Social Club" di Melbourne e Signora; Libera Luisetto presidente della "Famiglia Istriana" di Melbourne; Ervino Urizio vicepresidente del Circolo Fiumano di Melbourne e Signora.

Il presidente Angelo Cecchi, dopo aver accennato al significato delle celebrazioni dei 50 anni di emigrazione tristino-giuliana, si è rivolto ai giovani della seconda e terza generazione e li ha sollecitati a ricordare e riconoscere il patrimonio umano e culturale delle loro radici.

"Fare uno studio di ricerca e preparare una lista di nomi e date dei vostri avi - ha concluso Cecchi - potrebbe essere un modo per onorarli".

Le prossime manifestazioni in programma a Melbourne, sempre a cura della Federazione dei Circoli Giuliano-Dalmati d'Australia, sono: una mostra fotografica sull'emigrazione triestino-giuliana (prossima a Sidney, Adelaide e a Melbourne) e, in data da stabilire, un raduno nazionale.

Dal numero di Settembre 2004 di "In Corso Fiuman".

 

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