UNA  BRILLANTE  SOLUZIONE

 

    Il Relatore fece la sua apparizione nel momento e nel modo da tempo stabiliti. Il Progettista, che lo aspettava, non ne fu sorpreso.

I due meditarono per la durata di un milionesimo del tempo di rotazione della Grande Ruota, come prescriveva l’etichetta, prima che il Relatore si esprimesse.

-   Ha studiato il problema che le era stato posto?

-   Sì, Magnifico Relatore.

-   E’ arrivato ad una soluzione?

-   Così spero, confidando nel Grande Tempo.

Da quell’incontro poteva dipendere il loro futuro. Senza fretta (nessuno del loro popolo aveva mai conosciuto la fretta), il Progettista cominciò col riepilogare le premesse dell’esperimento.

-   Il problema che il Consiglio mi aveva incaricato di risolvere era arduo, e strettamente legato alla nostra storia: “Può esservi alternativa all’immortalità, pur nel rispetto della conservazione della specie?”

Qui fece una pausa, come prescritto, per dar modo al Relatore di intervenire.

-   Il quesito – osservò quest’ultimo – è tutt’altro che astratto: noi tutti apprezziamo i vantaggi di essere immortali, ma non possiamo ignorare lo svantaggio di un progressivo inaridirsi delle nostre esistenze, sempre più minacciate dalla piaga della ripetitività. Se esiste un rimedio che abbini al progredire ininterrotto della conoscenza la freschezza del rinnovamento, è nostro dovere trovarlo: la natura è perfettibile, e lo scopo ultimo di ogni specie intelligente  è quello di migliorarla.

-   L’immortalità può essere salvaguardata attraverso la sua negazione – affermò il Progettista quando fu il suo turno di parlare.

-   Interessante paradosso. In che modo è possibile?

-   Scindendo in due ciascun individuo, per difenderne l’unicità.

Il Progettista fece educatamente una breve pausa per dar modo all’altro di assaporare meglio questo nuovo paradosso di cui, come tutti i membri della sua civiltà, il Relatore era ghiotto. Poi continuò.

-   Il procedimento fondamentale consiste nel porre un termine all’esistenza di ciascun essere, in modo da permettere un rapido avvicendamento di numerose individualità; ciascuna di queste avrà una personalità diversa da tutte le altre, sarà dotata di ricordi autonomi e potrà quindi svolgere, nel breve arco della propria esistenza, attività speculativo/progettuali differenti da quelle di coloro che l’hanno preceduta.

-  Una proposta davvero stimolante. Ma come farà ciascuna creatura a terminare la propria esistenza? E in che modo verranno creati i nuovi individui?

-   Il ciclo avvio/terminazione (che nei miei diagrammi ho denominato “nascita/morte”) verrà assicurato in maniera parzialmente automatica: la fine di ciascuna unità sarà garantita da un progressivo decadimento bio-funzionale innescantesi nelle cellule a partire da un dato momento; quanto alla fase di rinnovamento, invece, l’innesco dipende da una decisione personale di due individui, perché – qui il Progettista parve esprimere una nota di orgoglio – ho introdotto nel sistema quella scissione/diversificazione delle unità cui accennavo prima: anziché essere autosufficiente, ciascun individuo sarà di segno positivo o di segno negativo (indicati come “maschio” e “femmina” nei diagrammi) e i nuovi elementi potranno essere creati solo con la collaborazione dei due segni opposti. E’ una complicazione, ma in questo modo si ottiene un proficuo rimescolamento nei dati delle matrici.

-  Molto ingegnoso, ma come decideranno, questi individui, di collaborare con un essere di segno contrario?

-   Ho progettato un meccanismo di attrazione reciproca tra i due segni, talmente forte da diventare una delle direttive primarie della loro società. Il meccanismo prescinde da considerazioni razionali riguardanti la volontà di perpetuazione della specie; inoltre si giova di un rinforzo che ho indicato con il termine “amore”, in grado di correlare il processo alle loro spinte ideologico-culturali.

-   Vedo che ha pensato proprio a tutto. Non mi è chiaro, però, che cosa garantirà la continuità verso l’obiettivo supremo di conoscenza/miglioramento del cosmo, data la breve esistenza individuale di queste creature.

L’ineffabile Progettista lasciò trascorrere una piccola frazione di rotazione della Grande Ruota: voleva sottolineare la sua più brillante invenzione.

-   Ognuno di questi individui, pur essendo consapevole, a livello razionale, della propria finitudine e transitorietà, agirà, in pratica, come se fosse immortale, contribuendo così a portare avanti anche quei progetti che non potrà vedere ultimati. Ho provveduto inoltre a fornire un superobiettivo di seconda intenzione, che sia condivisibile da parte di tutte le unità pensanti.

Era il momento di sfoggiare tutto il suo ingegno.

-   Questo obiettivo – continuò – espresso in vari modi nelle loro costruzioni materiali o metafisiche, sarà quello di sconfiggere la terminazione/morte; senza che, peraltro, possano riuscirci mai.

Il Relatore sembrava del tutto conquistato.

-   Che raffinatezza! L’obiettivo comune sarebbe dunque di annullare questa…"morte", cioè lo strumento stesso della liberazione dalle catene dell’immortalità.

-   E sarà proprio questo a dare un significato alla loro storia.

-   Lodo la sua opera: non si poteva fare di meglio. Dove ha sperimentato, finora, il suo progetto?

-   Su un piccolo pianeta di una stella nana gialla, nella periferia della Grande Ruota Galattica. Per motivi di sicurezza non ho voluto operare in prossimità del centro.

-   Encomiabile precauzione, ma sono convinto che la soluzione da lei trovata al problema dell’immortalità sia la migliore possibile. Riferirò in tal senso al Consiglio, e se la verifica che faremo confermerà che su quel pianeta è stato raggiunto l’equilibrio e la piena armonia cui aspiriamo da sempre, potremo adattare il suo progetto alla nostra società. Che il Grande Tempo sia con noi.

E si congedò dal Progettista, che rimase a meditare a lungo, soddisfatto, sulla sua Creazione.

   

                     Eugenio Ragone

 

F   I   N   E

 

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