I  GIORNALI

 

 

Bello stare con mamma. Bello guardare le figure colorate, con lei che mi spiega, mentre fuori c'� freddo ed � l'ora che a me viene fame. Ma non si pu� mangiare finch� non torna pap�, dice mamma. Allora prende le carte grandi con le figure (i "Giornali", li chiama) e me le fa guardare, cos� il tempo passa prima. Mamma sta molto attenta quando maneggia i Giornali, perch� sono vecchi e ha paura che si stracciano e poi pap� si arrabbia.

Come l’altro giorno, quando � tornato e non aveva portato niente da mangiare, e la mamma lo ha guardato senza parlare, e lui ha detto “Che pretendi da me. Sto tutto il giorno in giro per voi e non ce la faccio pi�. L� fuori � sempre pi� dura. Ogni volta che esco non so se ce la far� a tornare. Perci� non guardarmi con quella faccia di (e poi una di quelle parole che dice quando � arrabbiato). Che colpa ne ho io se questo sporco mondo � impazzito e dobbiamo...” “Zitto, non vedi, spaventi il bambino” ha detto mamma “lui � meno colpevole di te e di me e... guardalo... guarda che punizione...”.

E qui ha girato la faccia, ma io ho capito che si era messa a piangere, e allora mi � venuto da piangere anche a me, ma non sapevo perch�. Pap� si � calmato subito e mi ha guardato come se si vergognava. Era strano, perch� a me nessuno mi aveva punito. Cos� gli ho fatto un sorriso, e lui si � voltato di colpo ed � andato a prendere i Giornali e mi ha detto con la voce che voleva sembrare allegra ma non era “Be’, fa niente se stasera staremo un po’ addieta (non so cos’�). Ora guardiamo i Giornali che ti piacciono tanto”.

Io ero contento, perch� pap� e mamma non litigavano pi�. E poi si sono messi tutti e due a spiegarmi le figure, che ogni volta che le guardo mi sembra di stare in quei posti che si vedono l�. Mamma dice che si chiamavano “Le Citt�”, ma adesso non ci sono pi�, perch� il mondo � cambiato dopo che c’� stato lolocaustatomico, e cos� tutte quelle cose non le abbiamo pi�. Che peccato. Come doveva essere bello stare in mezzo a tanta gente, nelle case ben chiuse, che le bestie la notte non potevano entrarci. E avere le Tomobili per andare dove si vuole, e avere tantissimo da mangiare, e anche quei cosi che non mi ricordo, per riscaldarsi quando fa freddo. Ma quello che mi piace di pi�, quando guardo i Giornali, sono i bambini di allora, che nascevano uguali come i loro genitori, perfino con le gambe come ce l’hanno loro. Se le avevo anch’io, le gambe, potevo andare dove volevo anche senza Tomobili.

        Ho chiesto a mamma e pap� quando c’erano tutte queste cose, e loro mi hanno risposto che era il Duemila. Io non ho capito bene, ma la sera, quando mamma mi mette a letto, spero sempre che mi sveglio e vedo che il Duemila � tornato, con tutte quelle belle cose che mi piacciono nei Giornali.

 

 

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