Vetrinetta di antiche novelle

 

2.

 

 

Giovanni Sagredo (1616 o 17 – 1691 0 92). Veneziano, fratello del doge Niccolò Sagredo, ambasciatore della Serenissima in Francia, Inghilterra ed Austria, celebre per le Relazioni delle sue ambascerie (sia pubblicate che inedite) e per il testo: Memorie istoriche di monarchi ottomani.

In campo novellistico produsse una raccolta di 45 novelle e numerosissime arguzie, non sempre originali, che intitolò L’Arcadia in Brenta e pubblicò in Bologna nel 1673 sotto lo pseudonimo di Ginnasio Gavardo Vacalerio. Tale raccolta, seguendo il vecchio uso iniziato con il “Decamerone” si immagina tratta dai discorsi di una giocosa brigata di tre cavalieri e tre dame, sulle rive del fiume, durante i giorni di carnevale .

 

 

 

Vivo o morto?

 

Gli ugonotti avevano, in Francia, diroccata in un villaggio una chiesa e maltrattato un San Sebastiano, al quale mancava la testa e un braccio.

Il curato, dopo la messa, fece conscienzia a quelli della scola (confraternita) perché lasciavano il santo in quel modo, e li persuase ad ordinarne uno nuovo.

Il guardiano e altri contadini se n’andarono alla città e, ritrovato uno scultore, gli ordinarono un San Sebastiano.

-   Di che legno lo volete? – rispose l’artefice.

-  Di legno durabile – sopraggiunsero – che lo faremo poi indorare.

- Volete ch’io lo faccia trafitto da molte ferite? – Risposero che sì.

-  Volete ch’io lo finga vivo, o morto?

A quella dimanda si trovarono i contadini imbarazzati e si guardarono l’uno con l’altro. Il primo disse che non lo sapeva; il secondo, che bisognava ritornare e domandare al prete. Il terzo, volendo fare il saputo più degli altri, benchè fosse più degli altri ignorante:

-  Mi meraviglio, fratelli – disse – che vogliate che, per questo dubbio, se ne ritorniamo a casa senza concludere – e rivoltosi all’artefice disse:

-  Fratello, vivo, chè se il prete o gli altri della scola lo volessimo poi morto, se l’ammazzeranno.

 

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