Vetrinetta di antiche novelle

 

 

capo nono

 

Di Baldassar Castiglione. Nacque a Casatico, possesso di sua famiglia, presso Mantova, da Cristoforo e da Luigia Gonzaga. Le sue opere principali sono "Tirsi", "Poesie", "Carmina", "Lettere" e "Il Cortigiano", che è il suo capolavoro e incarna la vera immagine dell'uomo di corte.

 

 

 

 

Baldassar  Castiglione

 

IL CIECO.

 

Essendo io una notte alloggiato in Paglia [presso Acquapendente, nel Lazio], intervenne che nella medesima osteria ov' era io, erano ancor tre altri compagni, due da Pistoia, l'altro da Prato, i quali dopo cena si misero, come spesso si fa, a giocare: così non andò molto che uno dei due pistoiesi, perdendo il resto, restò senza un quattrino, di modo che cominciò a disperarsi e maledire e bestemmiare fieramente; e così rinnegando se n'andò a dormire.

Gli altri due, avendo per alquanto giocato, deliberarono fare una burla a questo che era ito a letto, onde, sentendo che esso già dormiva, spensero tutti i lumi e velarono il fuoco; poi si misero a parlar alto e far i maggiori rumori del mondo, mostrando venire a contenzion del gioco, dicendo uno: - Tu hai tolto la carta da sotto -; l'altro negando col dire: - E tu hai invitato sopra flusso, il gioco vada a monte - e cotal cose, con tanto strepito che colui che dormiva si risvegliò, e sentendo che costoro giocavano e parlavano come se vedessero le carte, un poco aperse gli occhi, e non vedendo alcuno lume in camera, disse:

- E che diavolo farete voi tutta notte a gridare!

Poi subito si rimise giù per dormire.

I due compagni non gli diedero altrimenti risposta, ma seguitarono l'ordine loro; di modo che costui, meglio risvegliato, cominciò a maravigliarsi; e vedendo certo che ivi non era ne' foco nè splendor alcuno e che pure costoro giocavano e contendevano, disse: - E come volete voi veder le carte senza lume? -

Rispose uno dei due: - Tu dei avere perduto la vista insieme con li denari: non vedi tu se qui abbiam due candele? -

Levossi quello che era in letto, su le braccia, e quasi adirato disse: - O ch'io sono ubriaco o cieco, o voi mi dite le bugie. -

I due levaronsi ed andarono al letto tentoni, ridendo e mostrando di credere che colui si facesse beffe di loro; ed esso pur replicava: - Io dico che non vi veggo! -

In ultimo i due cominciarono a mostrar di maravigliarsi forte, e l'uno disse all'altro: - Ohimè, parmi che costui dica da dovero. Dà qua quella candela e veggiamo se forse gli si fosse intorbidata la vista. -

Allora quel meschino tenne per fermo d'esser diventato cieco, e piangendo dirottamente disse: - O fratelli miei, io son cieco. - E subito cominciò a chiamare la nostra dama di Loreto, e  pregarla che gli perdonasse le bestemmie e le maledizioni che gli aveva dato per aver perduto i denari.

I due compagni pur lo confortavano e dicevano: - E non è possibile che tu non ci vegga. Egli è una fantasia che tu hai posta in capo.

- Ohimè - replicava l'altro - che questa non è fantasia, nè vi veggo io altrimenti che se non avessi mai avuto occhi in testa.

- Tu hai pur la vista chiara - rispondevano i due, e dicevano l'un l'altro: - Guarda così come lui apre bene gli occhi, e come li ha belli! E chi potria credere ch'ei non vedesse! -

Il poveretto tuttavia piangea più forte, e domandava misericordia a Dio.

In ultimo costoro gli dissero: - Fa voto di andare alla nostra Donna di Loreto devotamente scalzo e ignudo, che questo è il miglior rimedio che si possa avere; e noi frattanto andremo ad Acqua Pendente ed in quant'altre terre vicine per vedere di qualche medico, e non ti mancheremo di cosa alcuna possibile,

Allora quel meschino subito s'inginocchiò nel letto e, con infinite lacrime ed amarissima penitenza di aver bestemmiato, fece voto solenne d'andare ignudo  a nostra Signora di Loreto ed offrirle un paio d' occhi d'argento, e non mangiar carne di mercore, nè ova di venere, e digiunar pane e acqua ogni sabato ad onore di nostra Signora.se gli concedeva grazia di recuperare la vista.

I due compagni, entrati in un'altra camera, accesero un lume, e se ne vennero con le maggior risa del mondo davanti a questo poveretto; il quale, benchè fosse libero da così grande affanno, come potete pensare, pure era tanto attonito della passata paura che, non solamente non potea ridere, ma nè pur parlare; e i due compagni non fecero altro che stimolarlo, dicendo ch'era obbligato a pagar tutti questi voti, perchè avea ottenuta la grazia dimandata.

 

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