F E N O M E N I |

Nubi iridescenti o madreperlacee.
Su Anchorage (Alaska), ore 16,45, verso WSW, 24 gennaio 1950.
Foto J. Walden. Proprietà W.M.O. Testo citato pg. 164, pubblicazione 1987.
L'altezza di queste nubi, misurata con sistema trigonometrico, fu calcolata sui 20 Km alle ore 13,00, e sui 24 km alle 16,30, con lento movimento, da Nord a NNW. Le osservazioni furono eseguite per tutto il giorno, ed alle 15,15, mezz'ora prima del tramonto del sole, le nubi assunsero tipica colorazione madreperlacea.

Nubi noctilucenti.
Su Holmestrand (Oslo), intorno alla mezzanotte fra il 10 e l'11 luglio 1949. Verso N.
Foto E. Schroder. Proprietà W.M.O. II. t.c. pg. 165, pubbl. 1987.
L'elevazione di tali nubi non è stata determinata, tuttavia è stata stimata sugli 82 Km. Una debole corrente da NW correva allora sopra la Scandinavia meridionale, determinando la posizione in sottovento delle montagne di quella regione norvegese.

Nubi prodotte dalle cascate Victoria. Livingstone (Zambia).
Foto Lennon Ltd. Proprietà W.M.O. II, t.c. pg. 168, pubbl. 1987.
L'acqua infranta dagli spruzzi delle cascate (da 120 m di altezza, per un fronte di 1600 m)si aggiunge in modo considerevole alla mistura di vapore e goccioline presente nell'aria circostante. La pressione di caduta causata dall'acqua è (qui) localmente compensata da un movimento ascensionale dell'aria che causa la formazione di una nuvola cumuliforme.

Nube formata da eruzione vulcanica.
Anak Krahatau, Stretto di Sunda (Indonesia), 1° maggio 1933.
Foto C.E. Stehn. Proprietà W.M.O. t.c. pg. 169, pubbl. 1987.
Questa enorme nube convettiva causata da una eruzione in una piccola isola vulcanica, è composta da una mistura di polvere e pietrume di varie dimensioni, nonché da gocce d'acqua tirate sù nella colonna di condensazione che si refrigera man mano che sale, dando luogo a una vera nuvola. A sua volta la polvere ricadente è posta in evidenza nelle parti più scure della fotografia.

Strisce o scie di condensazione.
Su Farnborough (Hampshirem U.K.), 9 agosto 1944.
Foto Royal Air Force. Proprietà W.M.O. t.c. II, pg. 166, pubbl. 1987.
[Tenderanno a ingrandirsi, assimilandosi a cirri, o scomparendo.]

Nebbia e fumo. (Smog).
Entro Parigi il 23 dicembre 1949, alle ore 12,32, verso S.
Foto French Meteorological Service. Proprietà W.M.O. t.c. II, pg. 175, pubbl. 1987.

Stratus e nebbia in valle.
Boulder (Colorado), 10 novembre 1952, 0re 08,00, verso N.
Foto D.O. Blanchard. Proprietà W.M.O. t.c. II, pg. 177, pubbl. 1987.
La foto è stata ripresa dalla cima della montagna Flagstaff a 2100 m di altitudine. La temperatura nel [misto di] Stratus e nebbia era vicina o inferiore al punto di congelamento, mentre era più alta sopra la [sola] nebbia. Il fondo valle è qui fra 1600 e 165o m, mentre il limite superiore della nebbia si estese a 1750 m.
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A Sinistra: Piccolo tornado non maturo. Su Plainville (Kansas), ripreso il 22 maggio 1972 alle ore 18.02, verso WNW, dalla distanza di tre chilometri. Collegato alla base di una nube piovosa [disposta] sulla linea laterale di un Cumulonimbus.
Foto D. Hoadley. Proprietà W.M.O. t.c. II, pg. 193, pubbl. 1987.
A destra: Tornado maturo. Large spout, (tubo d'uscita, turbine di polvere). Su Northam, Western Australia. il 21 settembre 1977, alle ore 15,00.
Foto P.J. May e C.J. Crane. W.M.O. t.c. II, pg. 193, pubbl. 1987.

Nube a imbuto che non raggiunge il suolo.
Su Plainville (Kansas), il 22 maggio 1972, alle ore 18,00, verso NW.
Foto D. Hoadley. Proprietà W.M.O. t.c. II, pg. 192, pubbl. 1987.
Vedi figura superiore, a sinistra.

Polvere del diavolo.
Su El Limon (Veracruz, Mexico) il 25 marzo 1977, alle ore 15,25, verso NW,
Foto J. de Keijzer. Proprietà W.M.O. t.c. pg. 197, pubbl. 1987.
Questo "dust devil" sviluppato sopra campi incolti durante la stagione secca, andava muovendosi verso il lato sinistro della foto. La colonna rotante di polvere, ben definita alla base, andava gradualmente indebolendosi verso l'alto, sino quasi a sparire.
[Contrariamente alle altre "trombe" su esposte] la "polvere del diavolo" si manifesta senza nuvole, in condizioni [tuttavia] di forte instabilità, provenienti dallo intenso riscaldamento del suolo.

Corona.
Medicine Bow Mountains (Colorado), ore 07,20 del 27 settembre 1981, verso E.
Foto D.O. Blanchard. Proprietà W.M.O. t.c. II, pg. 200, pubbl. 1987.
Questa corona fu osservata sulla direzione del sole approssimativamente un'ora e mezza prima del suo apparire sulla cresta del monte. L'anello interno va dal verde al violetto, mentre l'anello successivo è rosso. Un debole secondario anello azzurro è visibile sopra il rosso. Presente in Cielo una sottile copertura da Altostratus o Cirrus.

Iridazione.
Su Boulder (Colorado), il 10 gennaio 1971.
Foto M.A. LeMone. Proprietà W.M.O. t.c. II. pg. 201, pubbl. 1987.
Tali altocumuli, solitamente lenticolari, sono eccellenti produttori di iridazione, quivi dal giallo al rosa, al bleu. La foto fu ripresa da piccola angolazione rispetto al Sole (sotto i 30°) e risultò sottoesposta. Da qui l'innaturale "effetto notte" che circonda la nube.

Gloria.
Sul Texas del Nord, nel dicembre 1977, alle ore 13,00, verso ENE.
Foto R.F. Reinking. Proprietà W.M.O. t.c. II, pg. 202, pubbl. 1987.
La luce del Sole diffrange attraverso le gocce d'acqua sulla parte elevata di un Altocumulo invernale. La Gloria si produce su un punto direttamente opposto a quello del sole.

Arcobaleno.
Sul Colorado del Nord-Est, nel luglio del 1972, alle ore 18,00, verso NE.
Foto M.A. LeMone. Proprietà W.M.O. t.c. II, pg. 203, pubbl. 1987
Foto K.B. Shone (U.K)
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Raggi crepuscolari.
Su Bussum (Netherlands), il 17 dicembre 1949, alle ore 14,02, verso SW.
Foto A.J. Aalders. Proprietà W.M.O. t.c. II, pg. 204, pubbl. 1987.
Il termine "raggi crepuscolari", è usato sovente, sebbene non universalmente, a descrivere i raggi solari, biancastri, o d'un pallido azzurro che, prima del tramonto, nascosti dietro Cumulus o Cumulonimbus, ne divergono come dardi, fuoriuscendo dai varchi esistenti sulla coltre nebulosa.

Fulmine proveniente da Cumulonimbus praecipitatio.
Su Norman (Oklahoma), il 4 settembre 1980, intorno alle ore 21,00, verso S.
Foto H.B. Bluestein. Proprietà W.M.O. t.c. II, pg. 205, pubbl. 1087.

Aurora Polare (Boreale).
Su Fairbanks (Alaska), il 28 gennaio 1977.
Foto S.I. Akasofu. Proprietà W.M.O. t.c. II, pg 206, pubbl. 1987.
L'Aurora è qui una visibile manifestazione di cariche elettriche solari incanalate dall'attività del campo magnetico terrestre agente sui gas rarefatti dell'alta atmosfera. L'altitudine del limite inferiore è, approssimativamente, di 100 km (limite basso occasionale, 60 km), mentre il limite in elevazione si pone fra i 100 e i 400 km (occasionalmente sui 1000 km). L'estensione del fenomeno varia fra i 75 e i 90 km.
L'Aurora polare si manifesta intorno ad entrambi i poli magnetici, negli emisferi Nord e Sud.
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