PEDAGOGIA  LUDICA:

GLI  SCACCHI

 

 
 

 

Un gioco da non detestare

 

 
 

 

Gli Scacchi sono indiscutibilmente - piaccia o no - il gioco strategico più noto e più diffuso nel mondo, e quello che più è stato caricato, nel corso dei secoli, di simboli, valenze, significati attribuitigli soprattutto (ma non solo) dalla cultura occidentale la quale, anche attraverso la letteratura, l'arte, la tradizione, ne ha fatto l'emblema delle capacità logico/speculative dell'uomo.
Tutto ciò, com'è naturale, se da un lato ha favorito la diffusione e l'approfondimento del gioco, dall'altro ha dato origine sia ad esagerazioni ed affermazioni arbitrarie, sia ad ingenue quanto controproducenti credenze popolari (es. abilità negli scacchi = elevata intelligenza). Inoltre ha portato, a lungo andare, ad un fisiologico rigetto da parte di singole persone o di categorie intere di giocatori. Tra questi ultimi sono certamente da annoverare i GOisti "puri" che spesso, magari senza avere una conoscenza accettabile degli scacchi, sono indotti a ritenerli un gioco violento e poco creativo.

A questo proposito è importante - alla luce di quell'"ecumenismo ludico" che dovrebbe essere specchio e verifica di una costruttiva tolleranza anche in altri campi - respingere a priori ogni tentazione di creare una gerarchia dei giochi sulla base esclusiva della loro maggiore o minore ricchezza di permutazioni possibili. E' innegabile, ad esempio, che il GO offra più varianti degli scacchi; questi ultimi, a loro volta, più della Dama e così via. Ma voler stilare su questo principio una rigida scala di valutazione sarebbe altrettanto puerile quanto affermare che le donne più belle sono, poniamo, le venti/venticinquenni di razza bianca, bionde, con occhi azzurri, alte da un metro e settantacinque in su. Fortunatamente l'attrazione che si può provare per una persona è questione molto più complessa, e comunque diversificata da individuo a individuo.

Per tornare alla reazione anti-scacchi, c'è da notare che essa non partì dall'oriente, patria del GO e di altri antichi giochi, bensì dall'occidente, patria di elezione degli Scacchi. Fu teorizzata, negli anni sessanta, dal gruppo di intellettuali francesi che, sotto la guida di Georges Perec, ebbero il merito di far conoscere il GO nel loro paese e che, magari senza saperlo, riecheggiarono indirettamente alcune osservazioni di E.A. Poe circa la superiorità della Dama sugli Scacchi. E' evidente, per chiunque non abbia prevenzioni contro qualcuno di questi o di altri grandi giochi strategici (come l'africano Awele), che ogni confronto tendente a denigrarne uno a vantaggio degli altri non può essere accettato se non come provocatorio paradosso che si proponga di attaccare ogni luogo comune passivamente accettato. In questo spirito le "invettive" di Perec e di altri possono anche risultare stimolanti.

L'universale diffusione degli Scacchi non li preserva dalla sorte comune a quasi tutti i grandi giochi: quella di essere mal conosciuti, a partire dalle regole elementari. Come succede, ad esempio, per la Dama, gli scacchisti occasionali hanno spesso una conoscenza imperfetta del regolamento: chi non abbia mai frequentato un circolo di scacchi o letto un manuale, ben difficilmente conoscerà regole come quelle che disciplinano l'arrocco, o la presa al varco, o i casi di partita pari. Potrebbe perciò risultare interessante, anche a titolo di pura curiosità culturale, documentarsi in modo non superficiale sulle regole, la storia e l'evoluzione del gioco.

 

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Libri Consigliati:

Adriano Chicco, Giorgio Porreca: Il libro completo degli Scacchi. Mursia, 1996.

Adriano Chicco, Antonio Rosino: Storia degli Scacchi in Italia. Marsilio, 1990.

Indirizzi utili:

Federazione Scacchistica Italiana
via Cusani, 10
20121 Milano
tel. 02 864 643 69
e-mail: federscacchi@iol.it
------: federscacchi@libero.it

Accademia Scacchistica Barese
via Zabardelli, 55
70125 Bari
tel. 080 542 398 1

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