COMPRENSIONE  PITAGORICA

DEL  LIBRO  DI  GIOSUE'

 

PROLOGO

 

Abbiamo copiato, dal testo "La Bibbia - volume I- Nuovo Testamento - Mondadori 1986 - Versione Ufficiale a cura della Conferenza Episcopale Italiana (Imprimatur), la parte riservata al Libro di Giosue’ curando di leggerla e interpretarla esclusivamente dal punto di vista della morale pitagorica, NON escludendo dalla scrittura la parte riguardante i miracoli - che dai pitagorici non sono considerati "morali" non per sè stessi (in quanto il pitagorismo non indaga sulla verità delle religioni) bensì per il carisma di "certezza" che ad essi si è data e che il pitagorismo non riconosce. Alla fine faremo seguire un epilogo di commento ai risultati ottenuti.

[N.d.R. - Per motivi tecnici siamo stati costretti a trasformare tutti gli accenti in apostrofi].

 

 

LA CONQUISTA DI CANAAN

 

1. Dopo la morte di Mose', servo del Signore, il Signore disse a Giosue'  figlio di Nun, servo di Mose': -"Mose', mio servo, è morto; orsu' attraversa questo Giordano tu e tutto questo popolo, verso il paese che io do loro, agli Israeliti. Ogni luogo che calchera' la pianta dei vostri piedi ve l' ho assegnato come ho promesso a Mose'. Dal deserto o dal Libano fino al fiume grande, il fiume Eufrate, tutto il paese degli Hittiti, fino al Mar Mediterraneo, dove tramonta il sole: tali saranno i vostri confini. Nessuno potrà resistere a te per tutti i giorni della tua vita; come sono stato con Mose', cosi'  saro' con te; non ti lascerò ne' ti abbandonero' . Sii coraggioso e forte, poiche' tu dovrai mettere questo popolo in possesso della terra che ho giurato ai loro padri di dare loro. Solo sii forte e molto coraggioso, poiche' tu dovrai mettere questo popolo in possesso della terra che ho giurato ai loro padri di dare loro. Solo sii forte e molto coraggioso, cercando di agire secondo tutta la legge che ti ha prescritta Mose', mio servo. Non deviare da essa, ne' a destra ne' a sinistra, perche' tu abbia successo in qualunque tua impresa. Non si allontani dalla tua bocca il libro di questa legge, ma meditalo giorno e notte, perche'  tu cerchi di agire secondo quanto vi è scritto; poiche' allora tu porterai a buon fine le tue imprese e avrai successo. Non ti ho comandato: Sii forte e coraggioso? Non temere dunque e non spaventarti, poichè è con te il Signore tuo Dio, ovunque tu vada".

Allora Giosue' comando' agli scribi del popolo: -"Fatevi provviste di viveri, poiche' fra tre giorni voi passerete questo Giordano per andare a occupare il paese che il Signore vostro Dio vi ha promesso".

Poi Giosue' disse ai rubeniti, ai Gaditi e alla meta' della tribu' di Manasse: -"Ricordatevi di ciò che vi ha ordinato Mose', servo del Signore. Il Signore Dio vostro vi concede riposo e vi da' questo paese, le vostre mogli, i vostri bambini e il vostro bestiame rimarranno nella terra che vi ha assegnata Mose' oltre il Giordano; voi tutti invece, prodi guerrieri, passerete bene armati davanti ai vostri fratelli e li aiuterete, finche' il Signore conceda riposo ai vostri fratelli, come a voi, e anch' essi siano entrati in possesso del paese che il Signore Dio vostro assegna loro. Allora ritornerete a possedere la terra della vostra eredita'  che Mose', servo del Signore, dette a voi oltre il Giordano, ad oriente".

Essi risposero a Giosue': -"Faremo quanto ci hai ordinato e noi andremo ovunque ci manderai. Come abbiamo obbedito in tutto a Mose', cosi' obbediremo a te, ma il Signore tuo Dio sia con te come è stato con Mose'. Chiunque disprezzera' i tuoi ordini e non obbedira' alle tue parole in quanto ci comanderai sarà messo a morte. Solo sii forte e coraggioso". 

 

ESPLORAZIONE DI GERICO

 

2. In seguito Giosue', figlio di Nun, di nascosto inviò a Sittim due spie, ingiungendo: -"Andate, osservate il territorio e Gerico".

Essi andarono ed entrarono a casa di una donna ,una prostituta chiamata Raab, dove passarono la notte.

Ma fu riferito al re di Gerico: -"Ecco, alcuni degli israeliti sono venuti qui questa notte ad esplorare il paese".

Allora il re di Gerico mando' a dire a Raab: -"Fa uscire gli uomini che sono venuti da te e sono entrati in casa tua , perche' sono venuti per esplorare tutto il paese".

Allora la donna prese i due uomini e, dopo averli nascosti, rispose: -"Si, sono venuti da me quegli uomini, ma non sapevo di dove fossero. Ma quando stava per chiudersi la porta della citta', al calar della notte, essi uscirono e non so dove siano andati. Inseguiteli subito e li raggiungerete".

Essa invece li aveva fatti salire sulla terrazza e li aveva nascosti fra gli steli di lino che vi aveva accatastato. Gli uomini li inseguirono sulla strada del Giordano verso i guadi e si chiuse la porta dopo che furono usciti gli inseguitori.

Quelli non si erano ancora coricati quando la donna sali' da loro sulla terrazza e disse loro: -"So che il Signore vi ha assegnato il paese, che il terrore da voi gettato si è abbattuto su di voi e che tutti gli abitanti della regione sono sopraffatti dallo spavento davanti a voi, perchè abbiamo sentito come il Signore ha prosciugato le acque del Mare Rosso davanti a voi, alla vostra uscita dall' Egitto e come avete trattato i due re Amorrei che erano nel Giordano. Sicon e Og, da voi votati allo sterminio. Lo si è saputo e il nostro cuore è venuto meno e nessuno ardisce di fiatare dinanzi a voi, perche' il Signore vostro Dio è Dio lassu' nel Cielo e quaggiu' sulla terra. Ora giuratemi per  il Signore che, come io ho usato benevolenza, anche voi userete benevolenza alla casa di mio padre; datemi dunque un segno certo che lascerete vivi mio padre, mia madre, i miei fratelli, le mie sorelle e quanto loro appartiene e risparmierete le nostre vite dalla morte".

Gli uomini dissero: -"A morte le nostre vite al posto vostro, purche' non riveliate questo nostro affare; quando poi il Signore ci dara' il paese, ti tratteremo con benevolenza e lealta'".

Allora essa li fece scendere con una corda dalla finestra, perche' la sua casa era addossata al muro di cinta : infatti sulle mura aveva l' abitazione.

Disse loro: -"Andate verso la montagna, perche' non si imbattano in voi i vostri inseguitori, e la' rimmarrete nascosti tre giorni fino al loro ritorno; poi andrete per la vostra strada".

Gli uomini le risposero: -"Saremo sciolti da questo giuramento che ci hai fatto fare, a questa condizione: quando noi entreremo nel paese, legheremo questa cordicella di filo scarlatto alla finestra per la quale ci hai fatto scendere e radunerai presso di te in casa tuo padre, tua madre, i tuoi fratelli e tutta la famiglia di tuo padre. Chiunque uscira' dalla porta di casa tua, il suo sangue ricadra' sulla sua testa e noi non ne avremo colpa: chiunque invece sara' con te in casa, il suo sangue ricadra' sulla nostra testa se gli si mettera' addosso una mano. Ma se tu rivelerai questo nostro affare, noi saremo liberi da ciò che ci hai fatto giurare".

Essa allora rispose: -"Sia cosi' secondo le vostre parole".

Poi li congedo' e quelli se ne andarono.Essa legò la cordicella scarlatta alla finestra.

 

 

Se ne andarono dunque e giunsero alla montagna dove rimasero per tre giorni finche' non furono tornati gli inseguitori. Gli inseguitori li avevano cercati in ogni direzione senza trovarli.

I due uomini allora tornarono sui loro passi, scesero dalla montagna, passarono il Giordano e vennero da Giosue', figlio di Nun, e gli raccontarono quanto era loro accaduto.

Dissero a Giosue': -"Dio ha messo nelle nostre mani tutto il paese e tutti gli abitanti del paese sono gia' disfatti dinanzi a noi".

 

IL PASSAGGIO DEL GIORDANO

 

3. Giosue' si mise all' opera di buon mattino; partirono da Sittim e giunsero al Giordano, lui e tutti gli Israeliti. Li' si accamparono prima di attraversare. Trascorsi tre giorni, gli scribi passarono in mezzo all' accampamento e diedero al popolo questo ordine: -"Quando vedrete l' arca dell' alleanza del Signore Dio vostro e i sacerdoti leviti che la portano, voi vi muoverete dal vostro posto e la seguirete, ma tra voi ed essa vi sarà la distanza di circa duemila cubiti: non avvicinatevi. Cosi' potrete conoscere la strada dove andare, perche' prima d' oggi non siete passati per questa strada".

Poi Giosue' disse al popolo: -"Santificatevi, poiche' domani il Signore compira' meraviglie in mezzo a voi.". Gioisue' disse ai sacerdoti: -"Portate l' arca dell' alleanza e passate davanti al popolo"

Essi portarono l' arca dell' alleanza e camminarono davanti alpopolo.

Disse allora il Signore a Giosue': -"Oggi stesso comincero' a glorificarti agli occhi di tutto Israele, perche' sappiano che come sono stato con Mose', cosi' saro' con te. Tu ordinerai ai sacerdoti che portano l' arca dell' alleanza. Quando sarete giunti alla riva delle acque del Giordano, voi vi fermerete".

Giosue' disse allora agli Israeliti: -"Avvicinatevi e ascoltate gli ordini del Signore Dio vostro". Continuò Giosue':-"Da ciò saprete che il Dio vivente è in mezzo a voi e che certo scaccera' dinanzi a voi il Cananeo, l' Hittita, l' Eveo, il Perizzita, il Gerfgeseo, l' Amorreo e il Gerbuseo". Ecco, l' arca dell' alleanza del Signore di tutta la terra passa dinanzi a voi nel Giordano. Ora sceglietevi dodici uomini dalle tribu' di Israele, un uomo per ogni tribu'. Quando le piante dei piedi dei sacerdoti che portano l' arca di Dio, Signore di tutta la terra, si poseranno sulle acque del Giordano, le acque del Giordano si divideranno; le acque che scendono dalla parte superiore si fermeranno come un solo argine".

Quando il popolo si mosse dalle sue tende per attraversare il Giordano, i sacerdoti che portavano l' arca dell' alleanza camminavano davanti al popolo. Appena i portatori dell' arca furono arrivati al Giordano e i piedi dei sacerdoti che portano l' arca si immersero al limite delle acque - il Giordano infatti durante tutti i giorni della mietitura è gonfio fin sopra tutte le sponde - si fermarono le acque che fluivano dall' alto e stettero come un solo argine a grande distanza, in Adama, la citta' che è presso Zartan, mentre quelle che scorrevano verso il mare dell' Arabia, il Mar Morto, se ne staccarono completamente e il popolo passo' di fronte a Gerico.

I sacerdoti che portavano l' arca dell' alleanza del Signore si fermarono immobili all' asciutto in mezzo al Giordano, mentre tutto Israele passava all' asciutto, finche' tutta la gente non ebbe finito di attraversare il Giordano.

 

LE DODICI PIETRE ERETTE COME MEMORIALE

 

4. Quando  tutta la gente ebbe finito di attraversare il Giordano, il Signore disse a Giosue': -"Sceglietevi dal popolo dodici uomini, un uomo per ogni tribu', e comandate loro: prendetevi dodici pietre da qui, in mezzo al Giordano, dal luogo dove stanno immobili i piedi dei sacerdoti; trasportatele con voi e deponetele  nel luogo dove vi accamperete questa notte".

Allora Giosue' convoco' i dodici uomini che aveva designati tra gli israeliti, un uomo per ogni tribu', e disse loro: -"Passate davanti all' arca del Signore vostro Dio in mezzo al Giordano e caricatevi sulle spalle ciascuno una pietra, secondo il numero delle tribu' degli Israeliti, perche' diventino un segno  in mezzo a voi. Quando domani i vostri figli vi chiederanno: Che significano per voi queste pietre? Risponderete loro: Perche' si divisero le acque del Giordano dinnanzi all' arca dell' alleanza del Signore; mentre essa attraversava il Giordano le acque del Giordano si divisero e queste pietre dovranno essere un memoriale per gli Israeliti, per sempre.

Fecero dunque gli Israeliti come aveva comandato Giosue'; presero dodici pietre in mezzo al Giordano, secondo quanto aveva comandato il Signore a Giosue', in base al numero delle tribu' degli Israeliti, le trasportarono con sè verso l' accampamento e le deposero in quel luogo. Giosue' fece collocare altre dodici pietre in mezzo al Giordano, nel luogo dove poggiavano i piedi dei sacerdoti che portavano l' arca dell' alleanza: esse si trovano la fino ad oggi.

I sacerdoti che portavano l' arca si erano fermati in mezzo al Giordano, finche' fosse eseguito ogni ordine che il Signore aveva comandato a Giosue' di comunicare al popolo, e secondo tutte le prescrizioni di Mose' a Giosue'.

Il popolo si affretto' a passare. Quando poi tutto il popolo ebbe terminato la traversata, passo' l' arca del Signore e i sacerdoti dinanzi al popolo. Passarono i figli di Ruben, i figli di Gad e meta' delle tribu' di Manasse, ben armati, davanti agli israeliti, secondo quanto aveva comandato loro Mose'; circa quarantamila, armati per la guerra, passarono davanti al Signore per il combattimento verso le steppe di Gerico. In quel giorno il Signore glorifico' Giosue' agli occhi di tutto Israele e lo temettero, come avevano temuto Mose' in tutti i giorni della sua vita.

Il Signore disse a Giosue': -"Comanda ai sacerdoti che portano l' arca della testimonianza che salgano dal Giordano".

Giosue' comando' ai sacerdoti: -"Salite dal Giordano".

Non appena i sacerdoti che portavano l' arca dell' alleanza del Signore, furono saliti dal Giordano, mentre le piante dei piedi dei sacerdoti raggiungevano l' asciutto, le acque del Giordano tornarono al loro posto e rifluirono come prima su tutta l' ampiezza delle loro sponde. Il popolo salì dal Giordano il dieci del primo mese e si accampo' in Galgala, dalla parte orientale di Gerico.

Quelle dodici pietre che avevano portato dal Giordano, Giosue' le eresse in Galgala. Si rivolse poi agli Israeliti: -"Quando domani i vostri figli interrogheranno i loro padri; Che cosa sono queste pietre?Farete sapere ai vostri figli: All' asciutto Israele ha attraversato questo Giordano, poiche' il Signore Dio vostro prosciugo' le acque del Giordano dinanzi a voi, finche' foste passati, come fece il Signore Dio vostro al Mar Rosso, che prosciugo' davanti a noi finche' non fummo passati; perche' tutti i popoli della terra sappiano quanto è forte la mano del Signore e temiate il Signore Dio vostro per sempre".

 

CIRCONCISIONE DEGLI ISRAELITI

 

5. Quando tutti i re degli Amorrei, che sono oltre il Giordano ad Occidente, e tutti i re dei Cananei, che erano presso il mare, seppero che il Signore aveva prosciugato le acqua del Giordano davanti agli Israeliti, finche' furono passati, si sentirono venir meno il cuore e non ebbero più fiato davanti ad essi.

In quel tempo il Signore disse a Giosue': -"Fatti coltelli di selce e circoncidi di nuovo gli Israeliti".

Giosue' si fece coltelli di selce e circoncise gli Israeliti alla collina di Aralot. La ragione per cui Giosue' fece praticare la circoncisione è la seguente: tutto il popolo uscito dall' Egitto, i maschi, tutti gli uomini atti alla guerra morirono nel deserto dopo l' uscita dall' Egitto, mentre tutto quel popolo che era uscito era circonciso, tutto il popolo nato nel deserto, dopo,l'uscita dall' Egitto non era circonciso. Quarant' anni, infatti camminarono gli Israeliti nel deserto, finche' fu estinta tutta la nazione,cioe' gli uomini atti alla guerra usciti dall' Egitto, i quali non avevano ascoltato la voce del Signore e ai quali il Signore aveva giurato di non mostrare loro quella terra, dove scorre latte e miele, che il Signore aveva giurato ai padri di darci, ma al loro posto fece sorgere i loro figli e questi circoncise Giosue'; non erano infatti circoncisi perche' non era stata fatta la circoncisione durante il viaggio.

Quando si termino' di circoncidere tutta la nazione, rimasero al loro posto nell' accampamento finche' furono guariti.  Allora il Signore disse a Giosue:-"Oggi ho allontanato da voi l' infamia d' Egitto".

Quel luogo si chiamo' Galgala fino ad oggi.

 

CELEBRAZIONE DELLA PASQUA

 

Gli Israeliti dunque si accamparono a Galgala e celebraromo la Pasqua al quattordici del mese, alla sera, nella steppa di Gerico. Il giorno dopo la Pasqua mangiarono i prodotti della regione, azzimi e frumento abbrustolito in quello stesso giorno. La manna cesso' il giorno seguente, come essi ebbero mangiato i prodotti della terra e non ci fu piu' manna per gli Israeliti; in quell' anno mangiarono i frutti della terra di Canaan.

Mentre Giosue' era presso Gerico, alzo' gli occhi ed ecco, vide un uomo in piedi davanti a se' che aveva in mano una spada sguainata. Giosue' si diresse verso di lui e gli chiese: -"Tu sei per noi o per i nostri avversari?"

Rispose:- "No, io sono il capo dell' esercito del Signore. Giungo proprio ora".

Allora Giosue' cadde con la faccia a terra, si prostro' e gli disse: -"Che dice il mio Signore al suo servo?"

Rispose il capo dell' esercito del Signore a Giosue: -"Togliti i sandali dai tuoi piedi, perche' il luogo sul quale tu stai è santo". Giosue' cosi' fece.

 

CONQUISTA DI GERICO

 

 

6. Gerico era saldamente sbarrata dinanzi agli Israeliti, nessuno usciva e nessuno entrava.
Disse il Signore a Giosue': -"Vedi, io ti metto in mano Gerico e il suo re. Voi tutti prodi guerrieri, tutti atti alla guerra, girerete intorno alla citta' facendo il circuito dalla citta' una volta. Cosi' farete per sei giorni. Sette sacerdoti porteranno sette trombe di corno d' ariete davanti all' arca; il settimo giorno girerete intorno alla citta' per sette volte e i sacerdoti suoneranno le trombe. Quando si suonera' il corno dell' ariete, appena voi sentirete il suono della tromba, tutto il popolo prorompera' in un grande grido di guerra; allora le mura della citta' crolleranno e il popolo entrera', ciascuno diritto davanti a se'".

Giosue figlio di Nun, convoco' i sacerdoti e disse loro: -"Portate l' arca dell' alleanza; sette sacerdoti portino sette trombe di corno d' ariete davanti all' arca del Signore".

Disse al popolo: -"Mettetevi in marcia e girate intorno alla citta' e il gruppo armato passi davanti all' arca del Signore".

Come Giosue' ebbe parlato al popolo, i sette sacerdoti, che portavano le sette trombe d' ariete davanti al Signore, si mossero e suonarono le trombe, mentre l' arca dell' alleanza del Signore li seguiva; l' avanguardia precedeva i sacerdoti che suonavano le trombe e la retroguardia seguiva l' arca; si procedeva a suon di tromba. Al popolo Giosue' aveva ordinato: -"Non urlare, non fate neppur sentire la voce e non una parola esca dalla vostra bocca finche' vi diro': Lanciate il grido di guerra: Allora griderete".

L' arca del Signore giro' intorno alla citta' facendo circuito una volta, poi tornarono nell' accampamento e passarono la notte nell' accampamento. Di buon mattino Giosue' si alzo' e i sacerdoti portarono l' arca del Signore; i sette sacerdoti, che portavano le sette trombe di corno di ariete davanti all' arca del Signore, avanzavano suonando; l' avanguardia li precedeva e la retroguardia seguiva l' arca del Signore; si marciava a suon di tromba.

Girarono intorno alla citta', il secondo giorno, una volta, e tornarono poi all' accampamento. Cosi' fecero per sei giorni. Al settimo giorno si alzarono al sorgere dell' aurora e girarono intorno alla citta' in questo modo per sette volte; soltanto in quel giorno fecero sette volte il giro intorno alla citta'. Alla settima volta i sacerdoti diedero fiato alle trombe e Giosue' disse al popolo: -"Lanciate il grido di guerra perche' il Signore vi da' in potere la citta'. La citta' con  quanto vi è in essa sara' votata allo sterminio per il Signore; soltanto Raab, la prostituta, vivra' e chiunque è con lei nella casa, perche' ha nascosto i messaggeri che noi avevamo inviati. Solo guardatevi da cio' che è votato allo sterminio, perche', mentre eseguiite la distruzione, non prendiate qualche cosa di cio' che è votato allo sterminio e rendiate cosi' votato allo sterminio l' accampamento di Israele e gli portiate disgrazia. tutto l' argento, l' oro e gli oggetti di rame e di ferro sono cosa sacra per il Signore, devono entrare nel tesoro del Signore".

Allora il popolo lancio' il grido di guerra e si suonarono le trombe. Come il popolo udi' il suono della tromba ed ebbe lanciato un grande grido di guerra, le mura della citta' crollarono; il popolo allora sali' verso la citta', ciascuno diritto davanti a se', e occuparono la citta'. Votarono poi allo sterminio, passando a fil di spada, ogni essere che era nella citta', dall' uomo alla donna, dal giovane al vecchio, e perfino i buoi, gli arieti e gli asini.

Ai due uomini che avevano esplorato il paese Giosue' disse: -"Entrate nella casa della prostituta, conducete fuori lei e quanto le appartiene, come le avete giurato".

Entrarono i giovani esploratori e condussero fuori Raab, suo padre, sua madre, i suoi fratelli e tutto quanto loro apparteneva; fecero uscire tutta la sua famiglia e li stabilirono fuori dell' accampamento di Israele. Incendiasrono poi la citta' e quanto vi era; soltanto l' argento, l' oro e gli oggetti di rame e di ferro deposero nel tesoro della casa del Signore. Giosue' pero' lascio' in vita Raab, la prostituta, la casa di suo padre e quanto le apparteneva, ed essa abita in mezzo ad Israele fino ad oggi, perche' aveva nascosto gli esploratori che Giosue' aveva inviato a Gerico.

In quella circostanza Giosue' fece giurare: -"Maledetto davanti al Signore l' uomo che si alzera' e ricostruira' questa citta' di Gerico. Sul suo primogenito ne gettera' le fondamenta e sul figlio minore ne erigera' le porte.

 

IL SACRIFICIO DI ACAN E LE SUE CONSEGUENZE

 

7. Gli Israeliti si resero colpevoli di violazione quanto allo sterminio: Acan, figlio di Carmi, figlio di Zabdi, figlio di Zerach, della tribu' di Giuda, si impadroni' di quanto era votato allo sterminio e cosi' la collera del Signore si accese contro gli Israeliti.

Giosue' invio' uomini da Gerico ad Ai, che è presso Bet-Aven, ad Oriente di Betel. Disse loro: -"Andate a esplorare la regione".

Gli uomini andarono ad esplorare Ai. Poi ritornarono da Giosue' e gli dissero: -"Non vada tutto il popolo; vadano all' assalto due o tremila uomini per espugnare Ai; non impegnateci tutto il popolo , perche' sono pochi".

Vi andarono allora del popolo circa tremila uomini, ma si diedero alla fuga dinanzi agli uomini di Ai. Gli uomini di Ai ne uccisero circa trentasei, li inseguirono davanti alla porta fino a Sebarim e li colpirono nella discesa. Allora al popolo venne meno il cuore e si sciolse come l' acqua. Giosue' si straccio' le vesti, si prostro' con la faccia a terra davanti l' arca del Signore fino alla sera e con lui gli anziani di Israele e sparsero polvere sul loro capo.

Giosue' esclamo': -"Signore Dio, perche' hai fatto passare il Giordano a questo popolo, per metterci poi nelle mani dell' Amorreo e distruggerci? Se avessimo deciso di stabilirci oltre il Giordano! Perdonami, Signore: che posso dire dopo che Israele ha voltato le spalle ai suoi nemici? Lo sapranno i Cananei e tutti gli abitanti della regione, ci accerchieranno e cancelleranno il nostro nome dal paese. E che farai tu per il tuo grande nome?".

Rispose il Signore a Giosue': -"Alzati, perche' stai prostrato sulla faccia? Israele ha peccato. Essi hanno trasgredito l' alleanza che avevo loro prescritto e hanno preso cio'  che era votato allo sterminio: hanno rubato, hanno dissimulato e messo nei loro sacchi! Gli Israeliti non potranno resistere ai loro nemici perche' sono incorsi nello sterminio. Non saro' piu' con voi se non eliminerete da voi chi è incorso nello sterminio. Orsu' santifica il popolo. Dirai: santificatevi per domani, perche' dice il Signore Dio d' Israele: Uno votato allo sterminio è in mezzo a te; Israele, tu non potrai resistere ai tuoi nemici finche' non eliminerete da voi chi è votato allo sterminio. Vi accosterete dunque domattina, secondo le vostre tribu'; la tribu' che il Signore avra' designato con la sorte si accostera' per famiglie e la famiglia che il Signore avra' designata si accostera' per case; la casa che il Signore avra' designata si accostera' per individui; colui che risultera' votato allo sterminio sara' bruciato dal fuoco con quanto è suo, perche' ha trasgredito l' alleanza del Signore e ha commesso una infamia in Israele".

Giosue' si alzo' di buon mattino e fece accostare Israele secondo le sue tribu' e fu designata dalla sorte la tribu' di Giuda. Fece accostare le famiglie di Giuda e fu designata la famiglia degli Zerachiti; fece accostare la famiglia degli Zerachiti per case e fu designato Zabdi; fece accostare la sua casa per individui e fu designato dalla sorte Acan, figlio di Carmi, figlio di Zabdi, figlio di Zerach della tribu' di Giuda.

Disse allora Giosue' ad Acan: -"Figlio mio, da' gloria al Signore Dio di Israele, e rendigli omaggio e raccontami cio' che hai fatto, non me lo nascondere".

Rispose Acan a Giosue': -"In verita' proprio io ho peccato contro il Signore Dio di Israele, e ho fatto questo e quest' altro. Avevo visto nel bottino un bel mantello di Sennaar, duecento scudi d' argentp e un lingotto d' oro del peso di cinquanta sicli; ne sentii bramosia e li presi ed eccoli nascosti in terra in mezzo alla mia tenda e l' argento è sotto".

Giosue' mando' allora messaggeri che corsero alla tenda e l' argento era sotto. Li presero dalla tenda, li portarono a Giosue' e a tutti gli Israeliti e li deposero davanti al Signore. Giosue' allora prese Acan di Zerach e l' argento, il mantello, il lingotto d' oro, i suoi figli, le sue figlie, il suo bue, il suo asino, le sue pecore, la sua tenda e quanto gli apparteneva. Tutto Israele lo seguiva ed egli li condusse nella valle di Acor.

Giosue' disse: -"Come tu hai portato sventura a noi, cosi' il Signore oggi la porti a te".

Tutto Israele lo lapido', li bruciarono tutti e li uccisero tutti a sassate. Eressero poi sul posto un grande mucchio di pietre, che esiste fino ad oggi.

Il Signore allora desistette dal suo tremendo sdegno . Per questo quel luogo si chiama fino ad oggi  Valle di Acor.

 

CONQUISTA DI AI

 

 

8. Il Signore disse a Giosue': -"Non temere e non abbatterti. Prendi con te tutti i guerrieri. Su, va contro Ai. Vedi, io ti matto in mano il re di Ai, il suo popolo, la sua citta' e il suo territorio. Farai ad Ai ed al suo re come hai fatto a Gerico e al suo re; tuttavia prenderete per voi il suo bottino e il suo bestiame. Tendi un agguato contro Ai, dietro di essa.".

Giosue' dunque e tutti quelli del popolo atti alla guerra si accinsero ad assalire Ai; Giosue' scelse trentamila uomini, guerrieri valenti, li invio' di notte e comando' loro: -"State attenti: voi tenderete un agguato contro la citta', dietro di essa. Non allontanatevi troppo dalla citta' e state tutti pronti. Io con tutta la gente mi avvicinero' alla citta'. Ora, quando essi usciranno contro di noi come l' altra volta, noi fuggiremo davanti a loro. Essi usciranno ad inseguirci finche'  noi li avremo tirati lontano dalla citta', perche' diranno: Fuggono davanti a noi come l' altra volta!  Mentre noi fuggiremo davanti a loro, voi balzerete dall' agguato e occuperete la citta': farete secondo il comando del Signore. Fate attenzione. Questo è il mio comando.".

Giosue' allora li invio' ed essi andarono al luogo dell' agguato e si posero fra Bitel e Ai, ad Occidente di Ai; Giosue' passo' quella notte in mezzo al popolo.

Si alzo' di buon mattino , passo' in rassegna il popolo e ando' con gli anziani di Israele, alla testa del popolo, verso Ai. Tutti quelli del popolo atti alla guerra, che erano con lui, salendo avanzarono e arrivarono di fronte alla citta' e si accamparono a Nord di Ai. Tra Giosue' e Ai c' era di mezzo una valle.

Prese circa cinquemila uomini e li pose in agguato tra Betel e Ai, ad Occidente della citta'. Il popolo pose l' accampamento a Nord di Ai mentre l' agguato era ad Occidente della citta'; Giosue' ando' quella notte in mezzo alla valle.

Non appena il re di Ai si fu accorto di cio', gli uomini della citta' si alzarono in fretta e uscirono per il combattimento incontro ad Israele, il re con tutto il popolo, verso il pendio di fronte all' Araba.

Egli non si accorse che era teso un agguato contro di lui dietro la citta'.

Giosue' e tutto Israele si diedero per vinti dinanzi a loro e fuggirono per la via del deserto. Tutta la gente che era dentro la citta' corse a inseguirli; inseguirono Giosue' e furono attirati lontano dalla citta'. Non ci rimase in Ai nessuno che non inseguisse Israele e cosi' lasciarono aperta la citta' per inseguire Israele.

Disse allora il Signore a Giosue': -"Tendi verso la citta' il giavellotto che tieni in mano, perche' io te la metto nelle mani".

Giosue' tese il giavellotto che teneva in mano verso la citta'. Come ebbe tesa la mano, quelli che erano in agguato balzarono subito dal loro nascondiglio, entrarono di corsa nella citta', la occuparono e si affrettarono ad appiccarvi il fuoco. Gli uomini di Ai si voltarono indietro ed ecco videro che il fumo della citta' si alzava verso il cielo.

Allora non ci fu piu' la possibilita' per loro di fuggire in alcuna direzione, mentre il popolo che fuggiva verso il deserto si rivolgeva contro quelli che lo inseguivano. Infatti Giosue' e tutto Israele si erano accorti che il gruppo in agguato aveva occupata la citta' e che il fumo della citta' si era levato; si voltarono indietro e colpirono gli uomini di Ai. Anche gli altri uscirono dalla citta' contro di loro, e cosi' i combattenti di Ai si trovarono in mezzo agli Israeliti avendoli da una parte e dall' altra. Li colpirono finche' non rimase alcun superstite fuggiasco.

Il re di Ai lo presero vivo e lo condussero da Giosue'.

Quando Israele ebbe finito di uccidere tutti i combattenti di Ai nella campagna, nel deserto, dove quelli li avevano inseguiti, e tutti fino all' ultimo furono caduti sotto i colpi della spada degli Israeliti  si riversarono in massa in Ai e la colpirono a fil di spada. Tutti i caduti quel giorno, uomini e donne, furono dodicimila, tutti di Ai.

Giosue' non ritiro' la mano che brandiva il giavellotto, finche' non ebbero votato allo sterminio tutti gli abitanti di Ai. Gli Israeliti, secondo l' ordine che il Signore aveva dato a Giosue', trattennero per se' soltanto il bestiame e il bottino della citta'.

Poi Giosue' incendio' Ai e ne fece una rovina per sempre, una desolazione fino ad oggi. Fece appendere il re di Ai ad un albero fino alla sera. Al calar del sole Giosue' comando' che il suo cadavere fosse calato dall' albero; lo gettarono all' ingresso della porta della citta' e vi eressero sopra un gran mucchio di pietre, che dura fino ad oggi.

 

ASSEMBLEA DI SICHEM E LETTURA DELLA LEGGE

 

In quella occasione Giosue' costrui' un altare al Signore Dio d' Israele, sul monte Ebal, secondo quanto aveva ordinato Mose', servo del Signore, agli Israeliti, come è scritto nel libro della legge di Mose', un altare di pietre intatte, non toccate dal ferro; vi si sacrificarono sopra olocausti e si offrirono sacrifici di comunione. In quel luogo scrisse sulle pietre una copia della legge di Mose', che aveva scritto per gli Israeliti.

Tutto Israele, i suoi anziani, i suoi scribi, tutti i suoi giudici, forestieri e cittadini stavano in piedi da una parte e dall' altra dell' arca, di fronte ai sacerdoti leviti, che portavano l' arca dell' alleanza del Signore, una meta' verso il monte Garizim e l' altra meta' verso il monte Ebal, come aveva prescritto Mose', servo del Signore, per benedire il popolo di Israele.

Giosue' lesse tutte le parole della legge, la benedizione e la maledizione, secondo quanto è scritto nel libro della legge. Non ci fu parola, di quante Mose' ne ave a comandate, che Giosue' non leggesse davanti all' assemblea di Israele, comprese le donne, i fanciulli e i forestieri che soggiornavano in mezzao a loro.

 

TRATTATO CON I GABAONITI

 

     9. Non appena ebbero udito questi fatti, tutti i re che si trovavano oltre il Giordano, nella zona montuosa, nel bassopiano collinoso e lungo tutto il litorale del Mar Mediterraneo verso il Libano, gli Hittiti, gli Amorrei, i Cananei, i Perizziti, gli Evei, i Gebusei si allearono per fare guerra di comune   accordo contro Giosue' e Israele. Invece gli abitanti di Gabaon, quando ebbero sentito cio' che Giosue' aveva fatto a Gerico e ad Ai,  ricorsero da parte loro ad una astuzia: andarono a rifornirsi di vettovaglie, presero sacchi sdruciti per i loro asini, otri da vino consunti, rotti e rappezzati, si misero ai piedi sandali strappati e ricuciti, addosso vestiti logori. Tutto il pane della loro provvigione era secco e sbriciolato.

Andarono quindi da Giosue' all' accampamento di Galgala e dissero a lui e agli Israeliti:-"Veniamo da un paese lontano; stringete con noi un' alleanza".

La gente di Israele rispose loro: -"Forse abitate in mezzo a noi, come possiamo stringere alleanza con voi?"

Risposero a Giosue': -"Noi siamo tuoi servi!"

E Giosue' disse loro: -"Chi siete e da dove venite?2

Gli risposero: -"I tuoi servi vengono da un paese molto lontano, a causa del nome del Signore Dio tuo, poiche' abbiamo udito della sua fama, di quanto ha fatto in Egitto, di quanto ha fatto ai due re degli Amorrei che erano oltre il Giordano, a Sicon, re di Chesbon, ed ad Og re di Basan, che era ad Astarot. Ci dissero allora i nostri vecchi e tutti gli abitanti del nostro paese: Rifornitevi di provviste per la strada, andate loro incontro e dite loro: Noi siamo servi vostri, stringete dunque una alleanza con noi. Questo è il nostro pane: caldo noi lo prendemmo come provvista nelle nostre case quando uscimmo per venire da voi e ora eccolo secco e ridotto in briciole; questi otri di vino che noi riempimmo nuovi, eccoli rotti e questo nostri vestiti e i nostri sandali sono consunti per il cammino molto lungo".

La gente allora prese le loro provviste senza consultare l' oracolo del Signore . Giosue' fece pace con loro e stipulo' l' alleanza di lasciarli vivere; i capi della comunita' si impegnarono verso di loro con giuramento.

Tre giorni dopo avere stipulato con essi il patto, gli Israeliti vennero a sapere che quelli erano loro vicini e abitavano in mezzo a loro.

Allora gli Israeliti partirono e il terzo giorno entrarono nelle loro citta': le loro citta' erano Gabaon, Chefira, Beerot e Kiriat-Ieraim. Ma gli Israeliti non li uccisero, perche' i capi della comunita' avevano loro giurato per il Signore Dio di Israele, e tutta la comunita' si lamento' dei capi.

Dissero allora tutti i capi della intera comunita': -"Noi abbiamo loro giurato per il Signore, Dio di Israele e ora non possiamo colpirli. Faremo questo: li lasceremo vivere e cosi' non ci sara' su di noi lo sdegno, a causa del giuramento che abbiamo loro prestato".

Ma aggiunsero i capi: -"Vivano pure, siano pero' tagliatori di legna e portatori d' acqua per tutta la comunita'".

Come i capi ebbero loro parlato, Giosue' chiamo' i Gabaoniti e disse loro: -"Perche' ci avete ingannati, dicendo: Noi abitiamo molto lontano da voi, mentre abitate in mezzso a noi? Orbene, voi siete maledetti e nessuno di voi cessera' di essere schiavo e di tagliar legna e di portare acqua per la casa del mio Dio    ".

Risposero a Giosue' e dissero: -"Era stato riferito ai tuoi servi quanto il Signore Dio tuo aveva ordinato a Mose' suo servo, di dare cioe' a voi tutto il paese e di sterminare dinanzi a voi tutti gli abitanti del paese, allora abbiamo avuto molto timore per le nostre vite a causa vostra e percio' facemmo tal cosa. Ora eccoci nelle tue mani, trattaci pure secondo quanto è buono e giusto ai tuoi occhi".

Li tratto' allora in questo modo: li salvo' dalla mano degli Israeliti, che non li uccisero; e in quel giorno Giosue' li costitui' tagliatori di legna e portatori di acqua per la comunita' e per l' altare del Signore, nel luogo che egli ebbe scelto, fino ad oggi.

 

CAMPAGNA MILITARE NEL SUD

 

10.  Quando Adoni-Zedek re di Gerusalemme, venne a sapere che Giosue' aveva preso Ai e l' aveva votata allo sterminio, e che, come aveva fato a Gerico e al suo re, aveva fatto ad Ai e al suo re, e che gli abitanti di Gabaon avevano fatto pace con gli Israeliti e si trovavano ormai in mezzo a loro, ebbe grande paura, perche' Gabaon, una delle citta' regali, era piu' grande di Ai e tutti i suoi uomini erano valorosi.

Allora Adoni-Zebek, re di Gerusalemme, mando' a dire ad Oam, re di Ebron, a Piream re di Iarmut, a Iafia, re di Lachis e a Debir, re di Eglon: -"Venite da me, aiutatemi e assaltiamo Gabaon, perche' ha fatto pace con Giosue' e con gli Israeliti".

Quelli si unirono e i cinque re amorrei, il re di Gerusalemme, il re di Ebron, il re di Iarmut, il re di Lachis ed il re di Ebro, vennero con tutte le loro truppe, si accamparono contro Gabaon e le diedero battaglia. Allora gli uomini di Gabaon mandarono a dire a Giosue', all' accampamento di Galgala: -"Non privare del tuo aiuto i tuoi servi. Vieni presto da noi; salvaci e aiutaci perche' si sono alleati contro di noi tutti i re degli Amorrei, che abitano sulle montagne".

Giosue' parti' da Galgala con tutta la gente di guerra e tutti i prodi guerrieri.

Allora il Signore disse a Giosue': -"Non aver paura di loro, perche' li metto in tuo potere; nessuno d loro resistera' davanti a te".

Giosue' piombo' su di loro d' improvviso: tutta la notte aveva marciato, partendo da Galgala. Il Signore mise lo scompiglio in mezzo a loro dinanzi ad Israele, che inflisse loro in Gabaon una grande disfatta, li insegui' verso la salita di Bet-Oron e li batte' fino ad Azeka e fino a Makkeda. Mentre essi fuggivano dinanzi ad Israele ed erano alla discesa di Bet-Oron, il Signore lancio' dal cielo su di essi come grosse pietre fino ad Azeka e molti morirono. Coloro che morirono per le pietre della grandine furono piu' di quanti ne avessero ucciso gli Israeliti con la spada.

Quando il Signore mise gli Amorrei nelle mani degli Israeliti, Giosue' disse al Signore sotto gli occhi di Israele: -"Sole, fermati in Gabaon e tu, luna, sulla valle di Aialon".

Si fermo' il sole e la luna rimase immobile finche' il popolo non si vendico' dei nemici.

Non è forse scritto nel libro del Giusto; -"Stette fermo il sole in mezzo al cielo e non si affretto' a calare quasi un giorno intero.

Non ci fu giorno come quello, ne' prima ne' dopo, perche' aveva ascoltato il Signore la voce di un uomo, perche' il Signore combatteva per Israele?"

Giosue' con tutto Israele ritorno' all' accampamento di Galgala. Quei cinque re erano fuggiti e si erano nascosti nella grotta in Makkeda. Fu portata a Giosue' la notizia: -"Sono stati trovati i cinque re,nascosti nelle grotta in Makkeda".

Disse loro Giosue: -"Rotolate grosse pietre contro l' entrata della grotta e fate restare presso di essa uomini per sorvegliarli. Voi pero' non fermatevi, inseguite i vostri nemici, attaccateli nella retroguardia e non permettete loro di entrare nelle loro citta', perche' il Signore Dio vostro li mette nelle vostre mani".

Quando Giosue' e gli Israeliti ebbero terminato di infliggere loro una strage enorme cosi' da finirli, e i suoerstiti furono loro sfuggiti ed entrati nelle fortezze, ritorno' tutto il popolo nell' accampamento presso Giosue', in Makkeda, in pace. Nessuno mosse piu' la lingua contro gli Israeliti.      

  Disse allora Giosue': -"Aprite l' ingresso della grotta e fatemi uscire dalla grotta quei cinque re".

Cosi' fecero e condussero a lui, fuori dalla grotta quei cinque re, il re di Gerusalemme, il re di Ebron, il re di Iarmut, il re di Lakis e il re di Eglon.

Quando quei cinque re furono fatti uscire dinanzi a Giosue', egli convoco' tutti gli Israeliti e disse ai capi dei guerrieri che avevano marciato con lui: -"Accostatevi e ponete i vostri piedi sul collo di questi re!"

Quelli si accostarono e posero i piedi sul loro collo.

Disse loro Giosue: -"Non temete e non spaventatevi! Siate forti e coraggiosi, perche' cosi' fara' il Signore a tutti i nemici, contro cui dovrete combattere".

Dopo di cio', Giosue' li colpi' e li uccise e li fece impiccare a cinque alberi, ai quali rimasero appesi fino alla sera. All' ora del tramonto, per ordine di Giosue', li calarono dagli alberi, li gettarono nella grotta dove si erano nascosti e posero grosse pietre all' ingresso della grotta: Vi sono fino ad oggi.

Giosue' in quel giorno si impadroni' di Makkeda, la passo' a fil di apada con il suo re, voto' allo sterminio loro e ogni essere vivente che era in essa, non lascio' un superstite e tratto' il re di Makkeda come aveva trattato il re di Gerico. Giosue' poi, e con lui Israele, passo' da Makkeda a Libna e mosse guerra contro Libna.

Il Signore mise anch' essa e il suo re in potere d' Israele, che la passo' a fil di spada con ogni essere vivente che era in essa; non vi lascio' alcun superstite e tratto' il suo re come aveva trattato il re di Gerico. Poi Giosue', e con lui tutto Israele, passo' da Libna a Lakis e si accampo' contro di essa e le mosse guerra. Il Signore mise Lakis in potere d' Israele, che la prese il secondo giorno e la passo' a fil di spada con ogni essere vivente che era in essa, come aveva fatto a Libna.

Allora, per venire in aiuto a Lakis, era partito Oram, re di Ghezer, e Giosue' batte' lui e il suo popolo, fino a non lasciargli nessun superstite. Poi Giosue', e con lui tutto Israele, passo' da Lakis ad Ebron, si accamparono contro di essa e le mossero guerra.

In quel giorno la presero e la passarono a fil di spada  e votarono allo sterminio, in quel giorno, ogni essere vivente che era in essa, come aveva fatto a Lakis. Giosue' poi, e con lui tutto Israele, sali' da Eglon ad Ebron e le mossero guerra. La presero e la passarono a fil di spada con il suo re, tutti i suoi villaggi ed ogni essere vivente che era in essa; non lascio' alcun superstite; come aveva fatto ad Eglon, la voto' allo sterminio con ogni essere vivente che era in essa.

Poi Giosue', e con lui tutto Israele, si rivolse a Debir e le mosse guerra. La prese con il suo re e tutti i suoi villaggi; li passarono a fil di spada e votarono allo sterminio ogni essere vivente che era in essa; non lascio' alcun superstite. Tratto' Debir e il suo re come aveva trattato Ebron e come aveva trattato Libna e il suo re. Cosi' Giosue' batte' tutto il paese: Le montagne, il Negheb, il bassopiano, le pendici e tutti i loro re. Non lascio' alcun superstite e voto' allo sterminio ogni essere che respira, come aveva comandato il Signore Dio d' Israele.

Giosue' li colpi' da Kades-Barnea fino a Gaza e tutto il paese di Gosen fino a Gabaon. Giosue' prese tutti questi re e il loro paese in una sola volta, perche' il Signore, Dio d' Israele, combatteva per Israele. Quindi Giosue' con tutto Israele torno' allo accampamento di Galgala.

 

CAMPAGNA MILITARE NEL NORD

 

11. Quando Iabin, re di Azor, seppe queste cose, ne informo' Iobab, il re di Madon, il re di Simron, il re di Acsaf e i re che erano al Nord, sulle montagne, nell' Araba a Sud di Chinarot, nel bassopiano e sulle colline di Dor dalla parte del mare. I Cananei erano a Oriente e a Occidente, gli Amorrei, gli Hittiti, i Perizziti, i Gebusei erano sulle montagne e gli Evei erano al di sotto dell' Ermon nel paese di Mizpa.

Allora essi uscirono in campo con tutti i loro eserciti: Un popolo numeroso, come la sabbia sulla riva del mare, con cavalli e carri in gran quantita'. Si unirono tutti questi re e vennero ad accamparsi insieme presso le acque di Merom, per combattere contro Israele.

Allora il Signore disse a Giosue': -"Non temerli, perche' domani a quest' ora io li mostrero' tutti trafitti davanti ad Israele. Taglierai i garretti ai loro cavalli e appiccherai il fuoco ai loro carri".

Giosue' con tutti i suoi guerrieri li raggiunse presso le acque di Merom d' improvviso e piombo' su di loro. Il Signore li mise in potere d' Israele, che li batte' e li insegui' fino a Sidone la Grande, fino a Misrefot-Maim e fino alla valle di Mizpa ad Oriente. Li batterono fino a non lasciar loro neppure un superstite. Giosue' fece loro come gli aveva detto il Signore: Taglio' i garretti ai loro cavalli e appicco' il fuoco ai loro carri.

In quel tempo Giosue' ritorno' e prese Azor e passo' a fil di spada il suo re, perche' prima Azor era stata la capitale di tutti quei regni. Passo' a fil di spada ogni essere vivente che era in essa, votandolo allo sterminio; non lascio' nessuno vivo e appicco' il fuoco ad Azor. Giosue' prese tutti quei re e le loro citta', passantoli a fil di spada; li voto' allo sterminio, come aveva comandato Mose', servo del Signore.

Tuttavia Israele non incendio' nessuna delle citta' erette sui colli, fatta eccezione per la sola Azor, che Giosue' incendio'.

Gli israeliti presero tutto il bottino di queste citta' e il bestiame; passarono a fil di spada tutti gli uomini fino a sterminarli; non lasciarono nessuno vivo. Come aveva comandato il Signore a Mose' suo servo, Mose' ordino' a Giosue' e Giosue' cosi' fece: Non trascuro' nulla di quanto aveva comandato il Signore a Mose'. Giosue' si impadroni' di tutto questo paese: le montagne, tutto il Negheb, tutto il paese di Gosen, il bassopiano, l' Araba e le montagne d' Israele con il loro bassopiano.

Dal monte Calak, che sale verso Seir, a Baal-Gad nella valle del Libano sotto il monte Ermon, prese tuti i loro re, li colpi' e li mise a morte. Per molti giorni Giosue' mosse guerra a tutti questi re. Non ci fu citta' che avesse fatto pace con gli Israeliti, eccetto gli Evei che abitavano Gabaon: si impadronirono di tutti con le armi. Infatti era disegno del Signore che il loro cuore si ostinasse nella guerra contro Israele, per votarli allo sterminio, senza che trovassero grazia, e per annientarli, come aveva comandato il Signore a Mose'.

In quel tempo Giosue' si mosse per eliminare gli Anakiti dalle montagne, da Ebron, da Debir, da Anab, da tutte le montagne di Giuda e da tutte le montagne di Israele. Giosue' li voto' allo sterminio con le loro citta'. Non rimase un Anakita nel paese degli Israeliti; ne restarono solo a Gaza, a Gat e ad Asdod. Giosue' si impadroni' di tutta la regione, come aveva detto il Signore a Mose', e la diede in possesso ad Israele, secondo le loro divisioni per tribu'. E il paese non ebbe piu' la guerra.

 

I RE VINTI A EST E A OVEST DEL GIORDANO

 

12.  Questi sono i re del paese che gli Israeliti sconfissero e del cui territorio entrarono in possesso, oltre il Giordano, ad Oriente, dal fiume Arnon al monte Ermon, con tutta l' Araba orientale: Sicon re degli Amorrei che abitavano in Chesbon; il suo dominio cominciava da Aroer, situata sul margine del torrente Arnon, incluso il centro del torrente, e comprendeva la meta' di Galaad fino al torrente labbok, lungo il confine dei figli di Ammon e inoltre l' Araba fino alla riva orientale del mare di Kinarot e fino alla riva orientale dell' Araba, cioe' del Mar Morto, in direzione di Bet-Iesimot e, piu' a Sud, fin sotto le pendici del Psiga. Inoltre Og, re di Basan, proveniente da un residuo di Refaim, che abitava in Astarot e in Edrei, dominava le montagne dell' Ermon e Salca e tutto il Basan sino al confine dei Ghsuriti e del Maacatiti, inoltre meta' di Galaad sino al confine di Sicon re di Chesbon. 

Mose' servo del Signore e gli Israeliti li avevano sconfitti e Mose',  servo del Signore, ne diede possesso ai Rubeniti, ai Gaditi e a meta' della tribu' di Manasse.

Questi sono i re del paese che Giosue' e gli Israeliti sconfissero, al di qua del Giordano ad Occidente, da Baal-Gad nella valle del Libano fino al monte Calak, che sale verso il Seir e di cui Mose' diede il possesso alle tribu' di Israele secondo le loro divisioni, sulle montagne, nel bassopiano, nell' Araba, sulle pendici, nel deserto e nel Negheb: gli Hittiti, gli Amorrei, i Cananei, i Perizziti, gli Evei e i Ghebusei; il re di Gerico uno; il re di Ebron uno; il re di Iarmut uno; il re di Lachis uno; il re di Eglon uno; il re di Ghezer uno; il re di Debir uno; il re di Ghezer uno; il re di Debir uno; il re di Gheder uno,; il re di Corma uno; il re di Arad uno; il re di Libna uno; il re di Adullam uno; il re di Makkeda uno; il re di Betel uno; il re di Tappuach uno; il re di Chefer uno; il re di Afek uno; il re di Sarom uno; il re di Madon uno; il re di Azor uno; il re di Simron-Meeron uno; il re di Acsaf uno; il re di Taanach uno; il re di Meghiddo uno; il re di Kades uno; il re di Iokneam del Carmelo uno; il re di Dor sulla collina di Dor uno; il re delle genti di Galgala uno; il re di Tirza uno. In tutto trentun re.

 

IN RIASSUNTO

 

Il Libro di Giuda prosegue seguendo la narrazione della RIPARTIZIONE DEL PAESE alle varie tribu' Israelite: alla tribu' dei figli di Manasse, alla tribu' dei figli di figli di Ruben, e a quella dei figli di Gad, oltreche' alla tribu' di Giuda a quella di Beniamino, di Simeone, di Zabulon, di Iassacar, di Aser, di Neftali, di Dan. Undici tribu'. Mentre alla dodicesima, alla tribu' di Levi (i figli di Aronne, fratello di Mose') lo stesso Mose' non aveva assegnato alcuna eredita' rappresentando essi la classe sacerdotale. "Il Signore Dio d' Israele è la loro eredita' come aveva loro detto".

 

 

Copia:  L' ULTIMO DISCORSO DI GIOSUE'

 

Molto tempo dopo che il Signore aveva dato riposo a Israele, liberandolo da tutti i nemici che lo circondavano, Giosue' ormai vecchio e molto avanzato negli anni, convoco' tutto Israele, gli anziani, i capi, i giudici e gli scribi del popolo e disse loro: -

"Io sono vecchio, molto avanzato negli anni. Voi avete visto quanto il Signore vostro ha fatto a tutte queste nazioni, scacciandole dinanzi a voi, perche' il Signore vostro Dio ha combattuto per voi. Ecco, io ho diviso tra voi a sorte, come possesso per le vostre tribu', il paese delle nazioni che restano e di tutte quelle che ho sterminato, dal Giordano fino al Mar Mediterraneo ad Occidente. Il Signore vostro Dio le disperdera' egli stesso dinanzi a voi e le scaccera'  dinanzi a voi e voi prenderete possesso del loro paese, come il Signore vostro Dio vi ha detto. Siate forti nell' osservare ed eseguire quanto è stato scritto nel libro della legge diMose', senza deviarne ne' a destra ne' a sinistra, senza mischiarvi con queste nazioni che rimangono fra di voi; non pronunziate neppure il nome dei loro dei, non fate uso dei giuramenti, non li servite e non vi prostrate davanti a loro; ma restate fedeli al Signore vostro Dio, come avete fatto fino ad oggi.

Il Signore ha scacciato dinanzi a voi  nazioni grandi e potenti; nessuno ha potuto resistere a  voi fino ad oggi. Uno solo di voi ne inseguiva mille, perche'  il Signore vostro Dio combatteva per voi, come aveva promesso. Abbiate gran cura per la vostra vita, di amare il Signore vostro Dio. Perche', se fate apostasia e vi unite al resto di queste nazioni che sono rimaste fra di voi e vi imparentate con loro e vi mescolate con esse ed esse con voi, allora sappiate che il Signore vostro Dio non scaccera' piu' queste genti dinanzi a voi, ma esse diventeranno per voi una rete, una trappola, un flagello ai vostri fianchi; diventeranno spine nei vostri occhi, finche' non ne siate periti e scomparsi da questo buon paese che il Signore vostro Dio vi ha dato.

Ecco, io oggi me ne vado per la via di ogni abitante della terra; riconoscete con tutto il cuore e con tutta l' anima che neppur una di tutte le cose buone promesse, che il Signore vostro Dio aveva fatto per voi, è caduta a vuoto. Ma come ogni buona parola che il Signore vostro Dio aveva detta è giunta a compimento per voi, come il Signore fara' giungere a vostro danno tutte le sue parole di minaccia, finche' vi abbia sterminati da questo buon paese che il vostro Dio, il Signore, vi ha dato.

Se trasgradite l' alleanza che il Signore vostro Dio vi ha imposto, e andate a servire altri dei e vi prostrate davanti a loro, l' ira del Signore si accendera'  contro di voi e voi perirete presto, scomparendo dal buon paese che egli vi ha dato.

 

COMMENTO PITAGORICO - ORFISTA

 

Il commento pitagorico - orfista, non vuol dare giudizi morali di merito su quanto ha qui letto, si limita ad osservare che, per lui, questo libro propone la sacralizzazione della Civilta' del Vincere, e che le regole del Vincere sono rimaste le stesse ancor oggi.     Mi è stato detto: hai riesumato queste cose proprio nei giorni della memoria della tragedia ebraica. E' stato un caso, ma si può ora vedere come il principio basilare della Civilta' del vincere sia stato capovolto rimanendo pero' alla fine il medesimo. Stando alla conseguenza logica dei propri convincimenti, il pitagorismo ritiene  non possa  essere definita MONOTEISTA una religione che NON contempli l' intervento di Dio nella emanazione naturale (materiale o spirituale che sia) ad iniziare dalla prima pietra, o dalla prima cellula di vita. Per cui ritiene che il risultato della sostituzione di popoli attraverso sterminii (o conversioni) possa giustificarsi soltanto come fenomeno di  ENOTEISMO o presunzione di superiorita' del proprio Dio su quello degli altri.  La fornicazione dei popoli, a nostro avviso, anche se da non condividere, non presume giustificazione sufficiente allo sterminio. Cio'  vale anche per le altre due religioni (Islam e Cristianesimo) che provengono entrambe da questa  stessa testimonianza biblica. Cio' detto con il massimo rispetto per la legge di liberta' religiosa (e di pensiero) che  appartiene allo Stato italiano e all' Europa. Legge che dovrebbe valere anche per i pitagorici.

 

Osimo, 27 gennaio 2015.

 

FINE

 

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