
Gente di mare
Navigare nel tempo
Alla luce dei progressi della tecnica e della scienza (che ci hanno fatto riporre in soffitta il vecchio caro sestante e navigare i mari orientandoci con il sistema satellitare) io credo che non sia logico continuare a seguire la tradizione antica di numerare i secoli e gli anni a partire dalla presunta esistenza di un mitico profeta del Medio Oriente. D’altra parte, quale potrebbe essere la alternativa per inquadrare nel tempo la Epopea dell’uomo sulla Terra.
Le clessidre di una volta recavano la scritta: TEMPUS FUGIT. Esso ci sfugge tra le dita come una fine sabbia asciutta, riscaldata dal sole. Anche i più precisi cronometri segnano un tempo, e, poco dopo, ne segnano un altro. Io direi che, invece di cercare di inquadrare il tempo, dovremmo godercelo fino a che dovremo lasciarlo.
Per quanto riguarda me, in tarda età, claudicante, andando (senza premura) verso il crepuscolo del Viaggio, canto, con Mario Cavaradossi nel quarto atto della Tosca: “Io non ho amato mai tanto la vita”.
Giulio Scala, Concordia Sagittaria 18. Aprile 2010