IL SANTO  GRAAL

 

       (traduzione dall’inglese)

 

 

 

 

 

 

 

Santo Graal è generalmente definito il calice, o la coppa dalla quale Cristo libò durante l’ultima cena, e che fu usata da Giuseppe d’Arimatea per raccoglierne il sangue quando “uno dei soldati, con una lancia, gli aprì il costato, e subito ne uscì sangue ed acqua  (San Giovanni XIX, 34), cosa tuttavia non specificata nei Vangeli canonici (vedi Matteo XXVII, 57;  Marco XV, 43;  Luca XXIII, 50), ma introdotta nelle leggende di Re Artù da Robert de Boron nel suo romanzo in versi “Giuseppe d’Arimatea” (talvolta noto come “Le Roman de l’Estoire dou Graal”), scritto probabilmente nell’ultima decade del dodicesimo secolo o nei primi due anni del tredicesimo. Questo romanzo accoglie una versione tratta dal vangelo apocrifo di Giuseppe.

Nelle fonti originarie, ed in qualcuna più recente, il Graal è inteso come qualcosa di molto diverso. Il termine “Graal”, infatti, proviene dal latino (medioevale) “gradale”, che indica un piatto (o una bacinella) portata su un tavolo durante le varie fasi di un pasto.

In Chrétien e in altri primi scrittori un tale piatto è definito “grail”. Egli, ad esempio, definisce  “Graal”, un grail o piatto, e ciò non una sola volta.

Wolfram von Eschenbach in “Parzival” presenta il  Graal come un bastone che, guardato, provvede al sostentamento di chi ne ha bisogno e preserva il morente per almeno una settimana.

Nel romanzo medioevale il Graal lo si diceva portato a Glastonbury, in Britannia, da Giuseppe d’Arimatea e dai suoi seguaci.

Nel tempo di Artù la ricerca del Graal costituiva la più alta missione spirituale di un cavaliere.

Per Chrétien, autore di un “Parceval”, e per i suoi continuatori (quattro opere si incaricarono di completare il lavoro che Chrétien lasciò interminato; due di queste sono anonime, una di Mannesier e la quarta è di Gerbert di Montreuil),  Parceval è il cavaliere che deve compiere la ricerca del Graal.

Per altri autori francesi, stando a Sir Thomas Malory (autore di “La Morte di Arthur”, il più antico libro classico inglese prodotto in stampa nel 1485), il principale fra i cavalieri del Graal sarebbe Galahad, sebbene altri (Parsifal e Bors in “La morte di Artù”) compirono la ricerca.

Tennyson è forse l’autore che ha la maggiore influenza per il moderno mondo di lingua inglese, grazie al suo “Idylls” e al piccolo poema “Sir Galahad”, nei quali il tema della ricerca del Graal si esprime come un concetto comprensibile e universalizzabile.

Su questa strada si deve tuttavia a James Russell Lowell,  autore di “The vision of Sir Launfal”, uno fra i più popolari poemi americani del XIX secolo, la democratizzazione del concetto di “Graal”, inteso come l’oggetto di una ricerca perseguibile da chiunque sinceramente possieda in sé carità e generosità di spirito.

Il concetto letterario del Graal, così fertile di miti, fu popolarizzato da Jessie Weston nel suo libro “From Ritual to Romance”, il quale fu adoperato da T. S. Eliot nel suo poema “The Waste Land” che  influì poi su molti fra i più importanti narratori della sua e delle successive generazioni, includendo fra questi Hemingway e Fitzgerald.

 

   Figure e bibliografia nel sito:   http://www.lib.rochester.edu/CAMELOT/GRLMENU.HTM

 

Abbiamo tradotto questo brano per cercare un appoggio di concretezza alla nostra convinzione che una nuova stagione di ricerca di valori spirituali perduti (perché dispersi, non perché inesistenti) debba essere ritrovata.

Siamo persuasi che tali valori, tali “princìpi” non possano essere portati a noi che dalle persone singole, dai cavalieri erranti dello spirito, poiché nessun esercito, nessun ideologismo, nessun “credo”, nessuna “tiara”, nessuna montagna di dollari potranno mai guidare  il nuovo secolo verso i valori di cui ha bisogno. Solo l’intelligenza, il carattere, la capacità pratica, l’indipendenza delle singole persone umane potranno, alla fine, rendere funzionali quei valori di convivenza interna e internazionale senza i quali la vita delle generazioni future sarà forse giocata in un’alea di dadi.

                    

  

                                Parsifal giovane

 

 

Un utile ripasso del medio evo:

 http://odl.casaccia.enea.it/medioevo/index.htm

 

 

 

                                                                                                         

 

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