MONTESQUIEU | ||
LIBRO XIX.
Commentario di Robert Derathé 27 - 41 | ||
27. Come indica lo stesso Montesquieu, questo lungo capitolo costituisce il complemento di quello sulla costituzione inglese. Non si tratta più direttamente della costituzione, ma dei suoi effetti sui costumi della nazione inglese. In Inghilterra i costumi sono stati formati dalle leggi: "La nazione inglese - dice Montesquieu - non ha usanze e neppure costumi che le siano propri. Tutt'al più ha un illuminato rispetto per la religione. E' straordinariamente attaccata a delle leggi che le sono particolari, e queste leggi devono avere una forza infinita quando contrastano o favoriscono il clima" (Pensées, Nagel n. 854, Pléiade n. 1903).
28. Il terzo potere, il potere giudiziario, è in effetti un potere invisibile. Cfr. libro IX, cap. VI: "In tal modo il potere giudiziario, così terribile fra gli uomini, non essendo legato, né a un certo stato, né a una certa professione, diventa, per così dire, invisibile e nullo".
29. Questi due partiti - i Tories e gli Whigs - non sono qui nominati. Nel capitolo sulla costituzione inglese non c'era la minima allusione al sistema dei partiti, così importanti nella vita politica inglese. Se Montesquieu non ne ha parlato in quella parte, dipende forse dal fatto che, ai suoi occhi, l'attività dei partiti non concerneva la costituzione in sé, ma le usanze politiche della nazione inglese. Comunque stiano le cose, ciò che qui ne dice colma una lacuna. Nella sua biografia di Montesquieu, R. Shackleton dedica molte pagine al sistema dei partiti e indica come, assimilando uno dei partiti agli amici del governo (Tory: Court Party) e l'altro all'opposizione (Whig: Country party), Montesquieu nega l'analisi di Bolingbroke (Dissertation upon Parties, Londra, 1735). Cfr anche Sergio Cotta "L'idée de parti dans la philosophie politique del Montesquieu" in Actes du Congrés Montesquieu, Bordeaux, 1956, pp. 257-263.
30. Cfr. libro XI, cap. VI: "La maggior parte delle antiche repubbliche aveva un grave difetto: il popolo, cioè, deteneva il diritto di prendervi delle risoluzioni attive che comportavano una certa esecuzione, cosa di cui è completamente incapace. Esso non deve entrare nel governo che per scegliere i propri rappresentanti, il che è pienamente alla sua portata".
31. Le ricchezze fittizie sono i segni delle ricchezze reali. Cfr. Consideration sur les richesses de l'Espagne: "Ci sono due tipi di merci: le une hanno uso naturale e si consumano con l'uso, come il grano, il vino, le stoffe; le altre hanno un uso fittizio, come l'oro e l'argento. Sono merci che sono i segni di altre merci" (O.C. Nagel, t. III, p. 147).
32. Allusione alle colonie inglesi in America. Montesquieu scriveva nelle sue Notes sur l'Angleterre (O.C. Nagel, t. III, p. 291): "Credo che se qualche nazione sarà abbandonata dalle sue colonie, la prima sarà quella inglese".
33. L'Irlanda. Questo capoverso e il successivo del Ms (II foglio 136) costituivano il contenuto di un capitolo del libro X (cap. IX). Montesquieu ne ha rimaneggiato il testo per inserirlo in questo capitolo.
34. Questo capoverso è tratto dalle Pensées (Nagel n. 901, Pléiade n. 1772).
35. La religione anglicana. Nelle Lettres philosophiques (Lettera V. Sulla religione anglicana), Voltaire è meno discreto sui motivi che spingono gli inglesi ad abbracciare la religione dominante: "Non si trova un impiego in Inghilterra e in Irlanda se non si appartiene al novero dei fedeli anglicani; questa ragione, che costituisce una giustificazione eccellente, ha convertito tanti di quegli anticonformisti, che oggi non c'è la ventesima parte della nazione fuori dal grembo della Chiesa dominante".
36. Il cattolicesimo.
37. Cfr. Voltaire, Lettres philosophiques, Lettera V: "Per quel che riguarda i costumi, il clero anglicano è più disciplinato di quello francese".
38. Cfr. Pensées (Nagel n. 780, Pléiade n. 1428): "Gli inglesi sono occupati: non hanno tempo per essere cortesi".
39. Cfr. Notes sur l'Angleterre (O.C. Nagel, t. III, p. 292): "Le donne sono riservate, perché gli inglesi le vedono poco".
40. Cfr. libro XIV, cap. XIII (Effetti che risultano dal clima dell'Inghilterra).
41. Cfr. supra, cap. IX (Della vanità e dell'orgoglio delle nazioni).
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Commentario di Robert Derathé: I II. III.
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