Lettera  ai  Partiti

 

Ho messo il mio nome su facebook con l'intento di far conoscere le mie idee, provocare  qualche opinione su quanto contenuto nel mio file "Il Governo Gotico" (v. rigocamerano), che già l'universalismo pitagorico e il liberalismo si difendono da soli.

Dagli uomini di partito che mi hanno scritto ho ottenuto opinioni loro, quasi tutte corrette, ma la condivisione con le quali non manifesta esattamente quello che penso, o almeno ciò che avrei voluto esporre, e per quanto mi sia impegnato a creare una bacheca di facebook la più leggera possibile, mi è stato difficile creare una facciata che esprimesse realmente il mio pensiero.

In effetti sarebbe spettato prima a me dire in breve come effettivamente la penso.

Quindi rimedio:.

Credo in un modello sociale di libertà attiva che non sia condizione privilegiata di pochi.

Penso che la differenza fra "destra" e "sinistra" oggi sia sentita e lottata ma, per contraddizione,  sempre meno capita dal popolo elettore.

Non credo nell'estremismo. Ad esempio, Di Pietro e Vendola,  definiti "estremisti" e "il peggio" dai loro avversari politici, sono e si sono mostrati validi uomini di governo.

Nessun buon anarchico oggi è estremista.

Estremista può essere un anticlericale fissato, e sembra strano che questa cosa venga detta da me.

Sappiamo tutti che solo la scomparsa delle pubbliche libertà potrebbe permettere ai vari catechismi del mondo  di manifestarsi completamente e alla società civile di scomparire.

La nota frase machiavellica "il fine giustifica il mezzo" vale solo per le ideologie.

Il punto è che non si possono combattere le ideologie senza diventare a nostra volta ideologi.

Ideologo è uno che ha sempre ragione, che tiene in pugno la verità. Ma la ragione, nel nostro mondo "di passaggio", è mignotta, va con tutti. Sei miliardi di abitanti nel mondo, sei miliardi di persone aventi ragione.

Pertanto le ideologie non si combattono, si spengono attraverso la costruzione di una civiltà più elevata, che solo in un regime di libertà può essere costruita. Ad esempio, i roghi non esistono più, ma se perdessimo la libertà tornerebbero. Tornerebbe il carcere per reati d'opinione. Io che ho 81 anni lo so per certo.

La libertà non si spreca.

Movimenti politici come quello di Fini, o la Lega Nord hanno enorme importanza per la definizione della società futura, qualsiasi cosa si pensi sul federalismo, o sulla secessione, o su qualsiasi altra cosa si voglia fare.

Il Sud si trova, da un secolo e mezzo, in una situazione spiritualmente ancora post-risorgimentale, nel senso che si sente umiliato e si porta nel DNA il risentimento per una guerra che,  adesso se ne accorge, forse avrebbe fatto meglio a combattere.

Il problema non sono le varie mafie, quelle son dappertutto, il problema risiede nella facilità con cui le mafie si manifestano e ottengono l'appoggio di intere popolazioni comunali e l'arruolamento di decine di migliaia di giovani. Cosa che non avviene in nessun'altra parte d'Europa. E non si pensi che la manovalanza delle mafie guadagni bene. I grandi capitali, come dappertutto, sono divisi fra pochi.

E' dal tempo del Re Gioacchino che, nel Sud, non si sente la voce di un popolo orgoglioso. Il Sud liberale, quello che aveva imposto la Costituzione a Ferdinando II di Borbone.

Il Sud, alla fine, tradito dalla impotenza dei liberali, delle Carbonerie. Trasformato nel Sud dei briganti.

Eppure le radici più profonde della cultura italiana hanno terra nel Sud.

E' stato un progresso civile l'annientamento della Magna Grecia da parte di Roma? Magari lo studio del Nuovo Pitagorismo potesse portare a una modificazione dell'ottica con la quale si osserva la storia. A livello di popolo, intendo.

C'è bisogno, per il Sud, di un risveglio spirituale.

Nietzsche ha ragione quando afferma che la volontà di potenza è innata nell'uomo. Perciò, per ottenere un vero progresso in termini di civiltà, la guerra deve essere accettata, sebbene portata, non col cannone, ma in senso spirituale.

Anche se si deve ammettere che l'unità d'Italia sarebbe stata meglio realizzata partendo da Napoli. Bisogna ammetterlo, la caduta di Napoleone ha danneggiato l'Italia, la quale altrimenti si sarebbe riunita da sola, in pace. (A parte la questione di Venezia).

Ma tant'è, le vie della storia sono infinite. Oggi si può accettare solo una guerra spirituale, che, secondo me, sarebbe utile.

In questi giorni la Lega Nord sta dicendo al Sud: - Niente paura, arrivo io, con la mia buona amministrazione, a rimediare alle vostre incapacità. Una nuova umiliazione per il Sud.

 

Anche altre umiliazioni sono proprie dei tempi attuali.

Lo spirito speculativo delle banche oggi ha umiliato lo spirito d'impresa. Imprenditori impoveriti costretti al suicidio: aumenta il numero degli operai senza lavoro.

Anche lo spirito dello welfare è umiliato. Alle trattenute sullo stipendio si aggiungono, per gli ammalati cronici, ora molte altre spese per medicine e controlli , se li si vogliono nei tempi giusti.

Nemmeno il problema della immigrazione è trattato bene. Lo si giudica solo dal punto di vista burocratico.

Occorre osservare il problema anche dal punto di vista spirituale. Occorre che vi sia un potere filosofico che controlli e armonizzi il potere delle religioni. Le quali tutte, si fanno proprietarie del popolo, il quale ormai non viene più classificato come "cittadino",  e, qualsiasi governo sia in carica (anche la "democrazia cristiana") ne consegue, da parte delle religioni,  la giustificazione di un vero antistato. De Gasperi avrebbe saputo dirne qualcosa.

Gli atei, che si sono messi in testa di risolvere questo problema, non possono farlo, perchè Dio esiste e anche loro sono figli di Dio.

Poi, non smentiscono la loro fama di cattivi filosofi, e il loro anticlericalismo preconcetto lo prova.

 

Alla fine, vogliamo uno Stato liberale e democratico? -

Se "sì",  allora bisogna dimostrarlo.

Io non dico, salviamo la Costituzione, dico, salviamo il Parlamento.

Vorrei una risposta su "Il governo gotico". La prima stesura era forse oscura, vi ho aggiunto un esempio chiarificatore.

 

In tre anni, ritengo si possa far molto per organizzare una forza parlamentarista trasversale. Se è giusto il rapporto: interesse del partito = interesse della Nazione, sono convinto che tutti i partiti ne trarrebbero vantaggio.

 

 

Enrico Orlandini, Osimo, 18 aprile 2010.

 

 

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