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Le montagne (o
catene di monti, o massicci) sono innalzamenti della crosta terrestre, prodotti
dalla particolare struttura interna del nostro pianeta, il quale possiede, sotto
lo strato superficiale del suolo che noi calpestiamo, altri strati di minerale
molto pesante, sebbene fluido (incandescente), al di sopra del quale la nostra
crosta, pur molto lentamente, si muove.
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La parte superficiale del disegno (più scura)
evidenzia la crosta terrestre, variabile in profondità da 10 a 70 chilometri
circa. Questa parte è a sua volta divisibile in due; uno strato granitico,
formato per la maggior parte da composti di Silicio e Alluminio, definita per
tale motivo SIAL, ed una parte più pesante, composta per la maggior parte di
Silicati di Magnesio, e definita SIMA.
Sotto la crosta di Sial e Sima esistono vari
strati di materiale incandescente (un "mantello" e due "nuclei" uno esterno e
uno interno) ancora più pesanti, che arrivano sino al centro della terra. Tale
appesantimento progressivo è prodotto dalla forza universale di gravità, senza
la quale il nostro pianeta
deflagherebbe. |
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Rapporto:
superficie - profondità negli iceberg. |
Gli iceberg galleggianti forniscono un
esempio del principio di icostasia. In natura la loro parte superficiale è,
infatti, sempre proporzionale alla loro parte sommersa, non in rapporto
matematico fisso, ma variabile a seconda della composizione del ghiaccio, della
temperatura e salinità delle acque. In media le parti visibili emergono per 1/7
- 1/8 della loro consistenza complessiva.
In figura, il Sial è la parte azzurra;
il Sima la parte rosa, sostenuta dal "mantello", profondo 3000 Kilometri,
sovrastante a sua volta i nuclei esterno ed interno. |
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Allo stesso modo le
catene montuose e le pianure facenti parte del Sial e "galleggianti" nel Sima si
comportano, dal punto di vista fisico, come altrettanti iceberg. Solo che, in
questo caso, i fenomeni non sono prodotti dal congelamento dell'acqua, o dei
ghiacciai sotto costa, ma dai movimenti di frizione dovuti a spostamenti della
crosta terrestre avvenuti milioni di anni fa, e tuttora
ricorrenti. |
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Il materiale eruttato dai vulcani, secondo un modello
teorico, ha le sue origini all'interno della crosta terrestre, cioè nella sua
parte superficiale, a una trentina di chilometri di
profondità.
Si può quindi ritenere che le forze di attrito interne alla
Terra possano provocare aumenti di temperatura tali da far fondere le rocce
stesse, le quali, aumentando di volume, possono essere spinte verso la
superficie quando trovano, all'interno della crosta stessa, cunicoli, o comunque
vie di minor resistenza.
La forza esplosiva dell'eruzione è dovuta principalmente alla
esplosione violenta dei gas liberati
dal magma. Diavoletto dei
vulcani. |
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Indonesia. Isola Konga e due vulcani |
L'Etna visto da
Taormina. |
Da: http://web.tiscali.it/VulcaniVulcani/
http://www.vulcanoesplorazioni.com/
Inoltre: http://www.dst.unina.it/vulcani/vulcani.html
I geologi,
naturalmente, ne sanno molto di più, ma anche voi potrete, nel tempo, conoscere
tante altre cose, se questo argomento vi piacerà.
Soprattutto, è
importante sapere che nessun problema può essere completamente risolto
presupponendo per esso un solo aspetto.
La montagna, ad
esempio, da sola, può ricapitolare tutti i sistemi ambientali (ecosistemi)
dell'intero nostro pianeta.
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La figura di sinistra mostra l'emisfero
Nord della Terra, diviso dai cartografi in 90 anelli paralleli, sempre più
piccoli, procedenti dall'equatore verso il polo (latitudine). Dalla natura, lo
stesso spazio è stato diviso in cinque fasce ambientali, o grandi
ecosistemi.
Dal basso: la foresta equatoriale; la
foresta a foglie caduche (decidua); la foresta di Conifere (alberi con foglie ad
aghi o sempreverdi).
Più in alto, la tundra, zona
semidesertica dei paesi freddi in cui cresce, durante il disgelo, una
popolazione di organismi vegetali chiamati muschi, o licheni, mescolati a
piccoli alberi (salici nani) e arbusti d'erica. Da ultimo la fascia polare
artica, costituita da una banchisa superficiale di mare congelato.
Grossolanamente, una modificazione ambientale naturale ogni 18 paralleli
(gradi), sia verso Nord che verso Sud, ove però il Polo è costituito di
terraferma montuosa.
La figura di destra mostra invece come
le stesse modificazioni ambientali naturali ( o di ecosistema), possono avvenire
in altitudine, causa il progressivo raffreddamento dell'aria e del suolo. Se la
Terra fosse tutta pianeggiante, per trovare un abete delle specie alpine, ad
esempio, dovremmo arrivare teoricamente al 54° parallelo, cioè nell'Europa del
Nord o in Canada.
In realtà una montagna, per sé sola,
può rompere tale schema. Il vulcano spento Kilimangiaro, alto più di 5000 metri
e distante dall'equatore di appena tre gradi (verso Sud), può raggruppare in sé
tutti gli ambienti descritti, ad iniziare dalla foresta tropicale, per finire al
ghiacciaio.
La catena nordafricana dell'Atlante
nutre, ad altitudini superiori a mille metri, foreste di querce e sughere che in
Europa vivono normalmente in pianura.
In seguito intenderemo l'ambiente
montano, soltanto a iniziare dalle
conifere. |
I fenomeni dei
quali stiamo trattando necessitano di milioni d'anni per definirsi, e sebbene si
stiano compiendo anche in questo momento, la durata della nostra vita non ci
consente di apprezzarli visivamente.
Gli scienziati
affermano che sino alla fine dell'èra secondaria non esistevano, né le catene
dell'Himalaya, né le Alpi, mentre sembra che l'attuale forma superficiale del
nostro mondo attuale abbia avuto inizio dai massicci montuosi dell'attuale polo
Sud (la cosiddetta Pangea) dalla quale si sarebbero poi staccati i
continenti.
E' per questo
motivo che spesso, nella terraferma, anche ad elevazioni molto grandi, possono
ritrovarsi resti fossili, sia frammentati che interi, i quali aiutano gli
scienziati a conoscere l'età dei campioni di terra (o degli strati di roccia)
che loro interessano.
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Impronte di organismi
vissuti in epoche remote (fossili):
Brachiopodo,
Trilobite,
Ammonite. |
Come il mare,
anche il monte è una forma di verità fisica, nel senso che può essere misurato e
descritto in modo comprensibile da qualsiasi persona nel mondo.
Siccome però
l'ecosistema complessivo al quale una montagna alta può fare riferimento è
vastissimo, in quanto è evidente che c'è differenza, non solo fra il piede e la
vetta, ma anche fra le varie latitudini in cui la montagna sorge (i mille metri
più bassi di un monte della Norvegia non possono essere paragonati ai primi
mille metri di una montagna andina del Perù), per uniformare il file e per
creare un discorso omogeneo, ci occuperemo in seguito solamente dell'ecosistema
creato dall'ambiente degli alberi sempreverdi detti delle Conifere.
Voi che siete
intelligenti avrete già capito che tali piante possono trovarsi più in alto o
più in basso, a seconda della posizione geografica della zona montuosa che
avremo in analisi.
Figure tratte da "Tecnirama", 1.
Ed. Sampson Low, Martson & Co. Ltd. London, e Fratelli Fabbri Editori,
Milano.
FINE DELLA PRIMA
PARTE
(Seconda parte)
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