3.

 

 

 
 

J. M. W. Turner: Pioggia, vapore e velocità. 

La grande ferrovia occidentale. 1844.

Londra, National Gallery. 

Skira, Corriere della Sera.

 

 

 

 

La locomotiva di Turner corre veloce verso il Ventesimo secolo: siamo nel 1844.  Il daguerrotipo fotografico è stato già realizzato da un lustro e il quadro che stiamo ammirando è chiaramente un'anticipazione del futurismo.

Anche le grandi Scuole pittoriche, retaggi della metà del millennio, hanno chiuso e, caduto Napoleone, anche Canova e David, gli ultimi neoclassici importanti, hanno finito di lavorare e sono morti. Le gallerie d'arte stanno per aprire ai nuovi geni francesi e olandesi: Manet, Monet, Cezanne, Van Gogh, Degas, Renoir, Gauguin, Toulouse Lautrec, persone più o meno maltrattate ingiustamente in vita e poi restituite al merito, con grandi affari soprattutto per i loro stessi denigratori.

 

Dagli ultimi due o tre decenni del XIX secolo ha inizio, comunque, dalla Francia, la grande corrente dell'impressionismo, connotabile per l' aperta polemica con la cultura accademica, definita ormai "Art pompier" (arte "pompata", falsificata), e l'adesione al naturalismo e alla pittura realizzata come testimonianza immediata del "sentire" ciò che si vede e che ci impressiona.

La corrente figliò, all'inizio del ventesimo secolo, dalla Germania (e comunque dalla Francia), le correnti dell'espressionismo e del fauvismo, con figurazioni svariate e molto libere, ma espresse sovente in termini di ribellione, non soltanto contro l'arte antiquata, ma verso questioni reali, politiche, umane e sociali.

 

Trait d'union fra queste nuove correnti, non oltre però il punto di vista tecnico, può porsi Vincent van Gogh, insieme a pittori tedeschi e a Paul Gauguin.

 

 
 

Alfred Sisley: L'inondazione a Port Marly. Parigi, Jeu de Paume.

Treccani.

 

 

 
 

Claude Monet: Impressione al levar del sole. 

Particolare. Parigi, Museo Marmottan.

Da questo titolo il termine "Impressionismo".

Treccani.

 

 

 
 

Vincent van Gogh: Riva del mare a Scheveningen.

1882. Olio su cartone. Collezione privata. 

Olga' s galery.

 

Una dozzina di girasoli in vaso.

Olio su tela. Monaco, Bayerische Neue Pinakothek. 

Olga' s galery.

 

 

 
 

Vincent van Gogh: Pesca in primavera presso il ponte di Clichy. 1887. Olio su tela. Chicago, Art Institut of Chicago

Olga' s galery.

 

 

 
 

George Grosz: Omaggio al poeta Oskar Panizza. 

Stoccarda, Staatsgalerie. 

Treccani.

 

 

 
 

Otto Dix: Trincea nelle Fiandre. 

Berlino, Preussischer Staatliche Museen. 

Treccani.

 

 

 
 

André Derain: Donna in camicia.

Copenaghen: Stat. Museum for Kunst.

Esempio di fauvismo.

Treccani.

 

 

A questo punto possiamo di già affermare che si è iniziato a disegnare con mano diversa, anche se il retaggio delle grandi scuole non è disperso, nè nello spirito, sempre vivente nei migliori epigoni; nè nella forma, che si esprime ancor oggi in tutte le derivazioni della fotografia, ovvero nell'arte della sceneggiatura teatrale e cinematografica, nel cartoonism, nella televisione, nella grafica da computer, etc.

 

 

Inventore del termine "Futurismo" fu Filippo Tommaso Marinetti (1876 - 1944), autore del "Manifesto" pubblicato a Parigi nel 1909, riguardante, oltre al costume, anche politico, numerose arti: letteratura, pittura, scultura, architettura, teatro, cinema, arti decorative e musica. Firmatari per la pittura, nel 1910 furono: Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Gino Severini, Luigi Russolo, Carlo Carrà. Come si legge, il futurismo, per sè, è un prodotto italiano, che però, a nostro avviso, non può definirsi esclusivamente "nazionalista", in quanto avversò il gusto estetico di d'Annunzio, sebbene anche su questo ci sarebbe da discutere.

 

 
 

U. Boccioni: Forme uniche della continuità nello spazio. 1913.

San Paolo. Museu de Arte moderna. Treccani.

 

 

 Dall'opera di Carlo Carrà presentata qui sotto derivò, agli inizi del Novecento, il genere "Collage", e in seguito il "Decollage", oggi considerato da molti inferiore perchè, purtroppo, non sempre rappresentabile da ottimi artisti, come nel caso presente.

 

 
 

C. Carrà: Manifestazione interventista.

1914. Collezione privata. 

Treccani.

 

 
 

Guglielmo Sansoni (Tato): In volo su Latina.

Bracciano, Museo dell'Aeronautica. Treccani.

Esempio di futurismo: (Aeropittura). 

Treccani.

 

 

 
 

Tullio Crali. In tuffo sulla città.

Milano, proprietà dell'Artista.

Esempio di futurismo: (Aeropittura). 

Treccani.

 

 

Ulteriore approfondimento a quest'arte proviene dal genere "dada", espressione infantile che indica un po' di tutto e che, nella fattispecie pittorica o da collage (dadaismo) rimane a indicare l'espressione dell'uomo non ancora contaminato dalla natura ammorbante della società in cui vive. Fra le tante motivazioni di critica, anche quella del trattamento riservato in vita agli artisti del tardo Ottocento, causato, secondo alcuni, proprio dalla tirannia delle grandi scuole, da tempo decadute entro un modello di produzione ancora tecnicamente ben fatta, ma di maniera, retorica, morta in ispirito. 

Il movimento dada ebbe inizio a Zurigo nel 1916, ovvero, qualche anno dopo il futurismo e il collage.

 

 
 

Francis Picabia. Occhio cocodilato.

Raccolta di cinquanta firme rinfuse di personaggi eminenti. Il cocodilato è un preparato medico per la cura dell'occhio.

Treccani.

 

 

Su una linea eticamente un po' più elevata, sebbene molto più giovane, la pop art, ovvero l'arte popolare, nata negli USA intorno al 1960, si è diversificata fra l' arte musicale che ritrova il senso positivo delle radici popolari dei bianchi e dei neri (nel country e nel blues, ad esempio, sebbene siano più vecchi),  la quale però si scontra con lo spirito spesso corrosivo dell'arte pittorica che appare invece indulgere all'antivalore del pessimismo e vede, nell'uomo massa svuotato della  propria capacità di reazione, la sconfitta dell'etica liberale che vuole invece l'uomo costruttore di sè. A vincere qui è la società dei consumi che pietrifica l'uomo nell'anonimato. Si vedano le due figure emblematiche, qui sotto.

 

 
 

Claes Oldenburg: Hamburger bruciato. 

Los Angeles County Museum of Art.

Treccani.

 

 
 

George Segal: Uomo di pietra accanto a una finestra. Collezione privata. 

Treccani.

 

 

Le figure qui presentate vi sembrano belle o brutte?

Sono belle indipendentemente dalla qualità del disegno o della fattura della composizione, in quanto presentano un prodotto spirituale, prima ancora che manuale. Per essere più precisi, rappresentano un prodotto del pensiero, ovvero il prodotto di una società umana che vive, può esprimersi e sa esprimersi.

Per i più grandi: ogni prodotto artistico può essere giustificato da un proprio punto di vista, dal ragionamento logico che se ne può fare intorno. Quello che abbiamo presentato adesso non è il bello del Perugino, e nemmeno il bello di Brueghel. E' un bello, tuttavia, che per essere apprezzato ha bisogno di una diversa giustificazione intellettuale. Imparate perciò a non cozzare: classico contro moderno, Verdi contra Wagner, eccetera. Prendere simili posizioni significherebbe non mostrarsi maturi.

Brutte  opere sono quelle che non possiedono giustificazione e che ci appaiono, anche soggettivamente, mal fatte. Imparate che non sempre i critici sono disinteressati, e fidatevi di voi stessi.

 

 

Presentiamo adesso alcune forme antiche di surrealismo, caricatura, naif e, perchè no, di cubismo ante litteram.

 

Surrealismo and Co:

 

 
 

Hieronymus Bosch: Giudizio finale (particolare). 1486.

Bruges. Groeningemuseum. 

Skira, Corriere della Sera.

 

 

 

 
 

H. Bosch. Paradiso terrestre (particolare).

1480 - 1490 c.ca. Olio su tavola, trittico.

Madrid, Museo Nacional del Prado.

Skira, Corriere della Sera.

 

 

 

 
 

H. Bosch: Inferno. 

1480 - 1490 c.ca. Olio su tavola, trittico.

Madrid, Museo Nacional del Prado.

Skira, Corriere della Sera.

 

 

 

 
 

 

Vedi sopra:

 

particolare della parte

 superiore.

 

 

 

 
 

Vedi sopra:

 

particolare della parte

 inferiore.

 

 

 

 

 

 

 
 

H. Bosch. San Giovanni Battista in meditazione. 

1489 o 1490.

Olio su tavola. Madrid, Fundaciòn Lazàro Galdiano.

Skira, Corriere della Sera.

 

 

 

 
 

 H. Bosch: Visione dell'Al di là. 

Ascesa all'Empireo. 1490 o 1491. Olio su tavola.

Venezia, Palazzo Ducale.

Skira, Corriere della Sera.

 

 

 

 
 

H. Bosch: Trittico degli Eremiti. San Girolamo.

1493 o 1494. Olio su tavola.

Venezia, Palazzo Ducale. 

Skira, Corriere d. Sera.

 

 

 
 

Pieter Brueghel: La caduta degli angeli ribelli. 1562.

Olio su tavola. Bruxelles. Musées Royaux des Beaux-Arts.

Skira, Corriere della Sera.

 

 

  Il surrealismo non è, come potrebbe apparire, la negazione polemica del reale, bensì è una semplice distorsione della realtà, la quale è formata, nei suoi elementi essenziali, in senso pittorico, di rette, curve e punti, dai quali potranno poi formarsi figure e luoghi di colore. 

Tutto è realtà, e dipende poi dalla libertà dell'artista rappresentarla a suo piacimento. Se vuole distorcerla, può farlo, e meno che mai si toglierà dall'arte.

Fondato in Francia nel 1917, almeno nel termine letterario (Apollinaire), e vivo fra le due guerre mondiali, il surrealismo non può definirsi un movimento originale, nè dal punto di vista poetico, nè da quello pittorico, non solo stante le opere che abbiamo presentato adesso, ma perchè il giuoco della rappresentazione ipostatica risale alle più antiche teologie del paganesimo, da ben prima della invenzione della scrittura, e da prima di Omero, ovvero da molto al fondo della preistoria.

A parte questo, il movimento ha sempre attratto artisti di grandissimo valore le composizioni dei quali hanno facilmente incontrato i gusti del pubblico, in quanto  la distorsione della realtà fa parte del sogno, del pensiero segreto, della privacy di ognuno di noi.

 

 
 

Salvador Dalì: La persistenza della memoria.

New York. The Museum of Modern Art. 

Treccani.

 

 

 
 

Joan Mirò: Interno olandese.

New York. The Museum of Modern Art.

Treccani.

 

Victor Brauner. Il surrealista.

Venezia. Collezione Peggy Guggenheim.

Treccani.

 

 

 

Occorre capire questo: il surreale proviene dagli stessi elementi generatori del reale, per cui non si può imbrogliare: il buon pittore si vede subito.

 

Una ulteriore distorsione del surreale ha dato luogo al cubismo, forma d'arte che tende a togliere al quadro la prospettiva. Retta, curva e punto di colore restano tuttavia elementi fondamentali di verità.

Come movimento artistico, il cubismo nacque in Francia nel 1908, ad opera di Pablo Picasso e Georges Braque, quindi prima del futurismo, del quale però non condivise nemmeno l'ambizione a rappresentare la totalità delle arti. Anche successivamente alla Rivoluzione Spagnola e alla Seconda Guerra Mondiale il cubismo rimase, nonostante il grande successo, una Scuola legata quasi essenzialmente all'arte pittorica.

 

 

 
 

Georges Braque: Natura morta con clarinetto, ventaglio e grappolo d'uva.

Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna.

Particolare. Treccani.

 

Juan Gris: Paesaggio di Céret.

Stoccolma, Moderna Muséet.

Particolare. Treccani.

 

 

 

Pablo Picasso. Natura morta su un pianoforte. Particolare.

Parigi, Collezione M. H. Berggruen. Treccani.

 

 

 

Una nuova corrente, detta del Suprematismo, sorse all'inizio del secolo scorso nella Russia zarista, e poi nell'URSS durante il tempo di Lenin. Tale corrente  sosteneva che fosse necessario escludere l'arte pittorica da ogni elemento di realtà. L'essenza "suprema" della visione si evidenziava pertanto in figure geometriche colorate sovente a tinta unica.

Un'altra impostazione di stile a carattere di rottura con l'arte figurativa fu, sempre in Russia, il cosiddetto "Raggismo" o "radiatismo".

 

 
 

Natalija Sergeevna Gonciarova: Vaso di fiori.

Milano, collezione privata. Treccani.

 

 

Tali movimenti, nei tempi di Stalin, furono subito  liquidati e sostituiti dal Realismo socialista, il quale, pur raccogliendo ottimi pittori, decadde presto nell'arte di Stato e nel propagandismo. Gli artisti in disgrazia, sin quando  poterono farlo, si rifugiarono nella Repubblica di Weimar in Germania, e altrove.

 

Una derivazione del Suprematismo fu il movimento cosiddetto "misticista", che risolveva il termine "Suprematismo" nella più stretta logica del termine, ovvero nella assoluta superiorità dell'artista sull'opera.

Ad esempio poteva (e tuttora può) essere consentito aggiungere una strisciata bianca ad una superficie bianca, anche se il dipinto, presentato così, risulterà invisibile e inconcepibile.

Nonostante le apparenze, non si tratta di una truffa, in quanto il tutto, alla fine, dovrà essere firmato, e se la firma, ad esempio, sarà quella di Picasso, allora l'opera  potrà essere venduta a un milione; se invece la firma sarà la mia, riceverò un calcio.

 

 
 

Esempio di realismo socialista:

Isaak I. Brodskij: Lenin allo Smolny.

Mosca, Galleria Tetriakov. Treccani.

 

 

 

 

Recente Scuola d'arte integrale, libera dalla obbligatorietà del dipinto, lo spazialismo rifiuta l'immagine naturalistica tradizionale ottenibile attraverso rette, curve e punti, perseguendo, in contrasto, un naturalismo fisico reale composto di vere luci, suoni, vuoti, semiotica, assimilazioni di pittura e scultura.

In figura, un'opera di Lucio Fontana, caposcuola.

 

 

 
 

 

Lucio Fontana: Aurora di Venezia.

Berlino, Galleria Fahnemann.

Ovale metallico - materico, appeso.

La luce è un riflesso reale.

Treccani.

 

 

 

 

 

Un precedente proviene dalla cosiddetta "pittura  materica" (Enrico Prampolini, 1914) che propone l'introduzione di materiali eterogenei in sostituzione ai colori (o mischiando i medesimi).  Pure trovando la sua giustificazione teorica in concetti plausibili, si tratta comunque di un "bello" molto diverso da quello proposto qui.

 

 

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