2.

 

 

 
 

P. Brueghel: Testa di vecchia contadina. 1568. Monaco, Alte Pinak.

Skira, Corriere della Sera.

 

 

 E' bella questa donna?

Evidentemente si, visto che abbiamo imparato che un buon artista non può produrre il brutto neanche volendo.

Può produrre però il brutto mostrando il vero.

 

 
 

 

 

 

 
 

 

 

 
 

P. Brueghel: Gli storpi. 1568. Olio su tavola.

Parigi, Musée du Louvre. 

Skira, Corriere della Sera.

 

 

 Le prime tre fra queste figure sono particolari di una tavola di Brueghel intitolata "Il trionfo della morte", e rappresentano ipostasie di verità sociali e storiche che percorsero il corso della sua vita.

Impiccagioni, decapitazioni, carrettate di cadaveri provenienti da avvenimenti che adesso noi definiamo "fatti storici" e possiamo tranquillamente descrivere come epidemie, persecuzioni, guerre di religione, guerre di potentati, di supremazia, eccetera, certamente influirono sulla sua mente e lo indussero a rappresentare una parte di ciò che aveva realmente vissuto, o  emotivamente partecipato.

 

 
 

P. Brueghel: Il Trionfo della Morte. 1562 c.ca. Olio su tavola.

Madrid, Museo Nacional del Prado.

Skira, Corriere della Sera.

 

 

Pieter Brueghel (detto "il vecchio", anche se morì giovane) nacque nel 1526 a Bruegel, presso Hertogenbosch, nel Brabante, una delle Provincie dei Paesi Bassi. Morì a Bruxelles nel 1569.

Durante la sua vita, relativamente breve, ebbe modo di vedere sia la nascita della riforma religiosa luterana che della calvinista, a partecipare alle quali tutta la popolazione dei Paesi Bassi fu esistenzialmente costretta, insieme, per altro, alla parte cattolica.

Alla rivolta dei contadini in Germania, avvenuta nei primi anni della Protesta di Martin Lutero, rivolta estesa e selvaggia la cui repressione, da parte dei principi protestanti, fu assai crudele, Brueghel dovette essere interessato, certamente in modo partecipativo. 

La sua data di morte (avvenuta a 43 anni) lo vede ancora vivo all'epoca della rivolta dei "pezzenti" ed all'arrivo del Duca d'Alba in Anversa (1556), anno dal quale la repressione si acutizzò.   

 

Occorre capire una cosa: la verità varia a seconda di come la si guarda e di chi la guarda.

Secondo Keats, nell'Ode su un'urna greca, che si può leggere in questo sito, nella directory "Poesia", sia in originale che nella traduzione italiana, soltanto il Bello può percepire la verità realmente qual'è.

Come "bello" si intende uno spirito non deformato da malattie morali, ostentata ignoranza o da false certezze, condizione umana molto difficile a ottenersi, che tuttavia non sfuggì all'arte pittorica del secolo di Brueghel, o di quello appena precedente, come dimostrano le seguenti immagini:

 

 
 

H. Bosch: Incoronazione di spine, o Cristo deriso. 1485 c.ca. Olio su tavola.

Londra, National Gallery.

Skira, Corriere della Sera.

 

 

 
 

H. Bosch: Cristo portacroce. 1510 - 1535.

Olio su tavola. Gand, Museum voor Schone Kunsten.

Skira, Corriere della Sera.

 

 

 
 

H. Bosch: Incoronazione di spine. 1533 c.ca. Olio su tavola.

Madrid, Monasterio de San Lorenzo de el Escorial.

Skira, Corriere della Sera.

 

 

 
 

H. Bosch: Ecce Homo. 1475 - 1480 c.ca. Olio su tavola.

Filadelfia, Philadelphia Museum of Art.

Skira, Corriere della Sera.

 

 

Qui il Cristo "bello" è raffrontato ai "brutti", non lotta con loro, ma ne viene martirizzato e perde la sua battaglia.

Tale concezione del "bello" (etica e non solo figurativa) è tipica dell'Europa del Nord, mentre la tradizione mediterranea, greca, romana, rinascimentale, da Fidia a Michelangelo, al Cellini, trova il "bello" soltanto in espressione fisica. 

La contrapposizione morale, nella cultura mediterranea, avviene piuttosto fra il "buono" e il "cattivo", fra il "giusto" e l'"ingiusto", raramente fra il "bello" ed il "brutto".

Se è vero però che il "buono" ed il "giusto" hanno bisogno, per evidenziarsi, della esistenza dei loro contrari "cattivo" e "ingiusto", coi quali sono in sempiterna guerra e dai quali ricavano potere; il "bello" all'opposto, non ha bisogno dei "brutti", dai quali non ricava altro che d'essere offeso e ucciso, anche se, stranamente, non muore. Cristo, alla fine, risorge.

Cosa poi sia il "bello" in concreto - sempre in accezione morale - non è facile definire.

Può essere qualcosa, che certamente scarseggia assai sulla terra, e ognuno di noi può averne una propria opinione nel merito. Ad esempio, al mondo potrebbe mancare un Dio unico, e quindi l'amore e il senso di fratellanza fra gli uomini. Mancano tuttavia, certamente, molte altre cose "globali".

A riprova: qualcuno potrebbe affermare che, a due millenni di distanza dalla nascita di Gesù, (Buddha e Maometto), e dopo altrettanto tempo di governo dei "buoni" e dei "giusti", il mondo sia diventato realmente tale?

 

 
 

A. Dürer: Gesù dodicenne tra i dottori. 1506.

Olio su legno di pioppo. Madrid, Museo Thyssen Bornemisza.

Skira, Corriere della Sera.

 

 

Quest'ultima figura è forse la più rispondente, poichè qui il Cristo, nell'intenzione del pittore, oltre che portatore di bellezza contra i brutti, è contemporaneamente portatore di verità contro saccenza in pregiudizio, fanatismo e ignoranza.

 

 

 

 

Ed ecco il bello "mediterraneo":

 

Le madonne di Raffaello

 

 

 
 

Raffaello: Madonna con il Bambino.

(Madonna Solly). 1500 - 1504. Tavola.

Berlino, Staatliche Museen, Gemäldegalerie.

Skira, Corriere della Sera.

 

 

 
 

Raffaello: Madonna con il Bambino, San Giovannino e un Santo bambino (Madonna Terranuova). 

1504 - 1505. Tavola. 

Berlino, Staatliche Museen, Gemäldegalerie.

Skira, Corriere della Sera.

 

 

 
 

Raffaello: Madonna con il Bambino e San Giovannino (Madonna del prato o del belvedere).

1506 c.ca. Tavola.

Vienna, Kunsthistorisches Museum.

Skira, Corriere della Sera.

 

 

 
 

Raffaello: Madonna con il Bambino (Madonna del Granduca). 1506 c.ca. Tavola.

Firenze, Galleria Palatina di Palazzo Pitti.

Skira, Corriere della Sera.

 

 

 
 

Raffaello: Madonna con il Bambino e San Giovannino (La bella Giardiniera). 1507. Tavola.

Parigi, Musée du Louvre.

Skira, Corriere della Sera.

 
 

 

 
 

Raffaello: Madonna con il Bambino, San Giuseppe, Santa Elisabetta e San Giovannino. (Sacra Famiglia Canigiani). 1507 - 1508. Tavola.

Monaco, Alte Pinakothek.

Skira, Corriere della Sera.

 

 

 
 

Raffaello: Madonna con il Bambino 

(Madonna Tempi). 1508. Tavola.

Monaco, Alte Pinakothek.

Skira, Corriere della Sera.

 

 

 
 

Raffaello: Madonna con il Bambino e San Giuseppe (Madonna del velo). 1511 - 1512. Tavola

Chantilly, Musée Condé.

Skira, Corriere della Sera.

 

 

 
 

Raffaello: Madonna con il Bambino, i santi Sisto e Barbara, e due angioletti (Madonna Sistina).

1513 c.ca. Tela. Dresda, Gemäldegalerie. 

Skira, Corriere della Sera.

 

 

 
 

Raffaello: Madonna con il Bambino e San Giovannino (Madonna della tenda). 1513 - 1514.

Monaco, Alte Pinakothek.

Skira, Corriere della Sera.

 

 

 
 

Raffaello: Madonna con il Bambino e San Giovannino (Madonna della seggiola). 1513 - 1514. Tavola.

Firenze, Galleria Palatina di Palazzo Pitti.

Skira, Corriere della Sera.

 

 

 

La  Scuola  Veneziana

 

Si presenta un piccolo campionario storico dei 6 pittori più rappresentativi in Venezia, nel periodo, dal Rinascimentale al Moderno (' 400 - ' 700).

 

 
 

detto il GIANBELLINO

Venezia: 1429 - 1516

 

detto il GIORGIONE

Castelfranco Veneto: 1477 - 1510

 

Pieve di Cadore: 1490 - Venezia: 1576

detto il TINTORETTO

Venezia: 1518 - 1594

 

Venezia: 1696 - Madrid: 1770

 

detto il CANALETTO

Venezia: 1697 - 1768

 

Considerando il tempo fra la nascita del Bellini e la morte del Tiepolo, scorrono 341 anni durante i quali la storia della Repubblica di Venezia passa dalla massima considerazione internazionale (la battaglia di Lepanto è del 1571) alla lenta decadenza, conseguenza già della scoperta dell'America (12 ott. 1492) e delle nuove rotte commerciali impostate da portoghesi, spagnoli, inglesi, olandesi, ANSA etc., che spostarono l'asse economico dall'Europa del Sud a quella del Nord, determinando per l'Italia la decadenza dei Comuni, la fine del mondo rinascimentale e l'impoverimento, anche culturale, della intera penisola.

***

Per una migliore comprensione dell'argomento consigliamo il viaggio a Venezia. 

Si inizi con: www.gallerieaccademia.org

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Gianbellino: Sacra conversazione. Firenze, Galleria degli Uffizi.

Treccani.

 

 

 
 

Giorgione: Le tre età dell'Uomo. 1510. Olio su tela.

Firenze, Palazzo Pitti, Galleria Palatina. 

Olga' s Gallery.

 

 

 
 

Tiziano: Flora. 1515 c.ca. Olio su tela.

Firenze, Galleria degli Uffizi.

Skira, Corriere della Sera.

 

 

 
 

Tiziano:  Amore sacro e amor profano. 1514. Olio su tela.

Roma, Museo Galleria Borghese. 

Olga' s Gallery.

 

 

Le due figurazioni  pittoriche che seguiranno interpretano le rappresentazioni dell'amor sacro riferite alla figura femminile. L'argomento è filosofico. 

La prima figura rappresenta Venere allo specchio, sostenuta da due putti, uno dei quali si accinge a incoronarla con una ghirlanda da mettere in capo, mentre un altro le regge lo specchio.

La donna qui è intesa quale motore della generazione umana e in questo senso la sua sacralità è giustificata sino da tempi di molto precedenti il periodo storico.

La seconda figura ci mostra la Madonna che assurge in Cielo sotto lo sguardo di Dio stesso. Simboleggia quindi due cose: la prima, l'essere lei stessa motore umano di vita spirituale; la seconda, l'amore agapé, ovvero l'amore che si deve alla umanità intera, riconosciuta appunto quale una in Dio.

L'amore è quindi sacro, sia che sia inteso nel campo fisico, che in quello spirituale. 

La figurazione intitolata "Amor sacro e Amor profano" (mostrata in precedenza), possiede una spiegazione critica che tuttavia appare estranea al discorso filosofico che ci interessa. L'amore sacro sarebbe, comunque, la donna nuda.

Il cosiddetto "amor profano", infatti, è un non senso e proviene dalla cattiva traduzione data in lingua italiana alla parola greca "eros".

Che Venere poi si sacralizzi proprio attraverso l'eros è cosa che turba alcuni. Tuttavia, anche dal punto di vista teologico, è più corretto pensare che i nati siano figli del sacro, piuttosto che del profano, anche se questo mistero sarà spiegato solo alla fine dei tempi. Per tale motivo la mamma è considerata sacra sin dalle civiltà più primitive, e la natura sembra punire con malattie e impazzimenti chi contravviene a questa legge. 

Sosteniamo che gli argomenti ora trattati siano perfettamente alla portata della comprensione dei giovanissimi.

 

 
 

Tiziano: Venere allo specchio. 1555 c.ca. Olio su tela.

Washington, National Gallery of Art.

Skira, Corriere della Sera.

 

Confronta con Rubens

 

 
 

Tiziano: Assunta. 1516 - 1518. Olio su tavola. Pala per l'altare maggiore della Chiesa francescana dei "frari" a Venezia. 

Skira, Corriere della Sera.

 

 

 
 

Tintoretto:  La moltiplicazione dei pani e dei pesci. 1555 c.ca.

Olio su tela. Collezione privata.

Skira, Corriere della Sera.

 

 

 
 

Tintoretto: Cristo in casa di Marta e Maria. 1565

Olio su tela. Monaco, Alte Pinakothek.

Skira, Corriere della Sera.

 

 

 
 

Tintoretto:  Ritratto di Jacopo Sansovino. 1566.

Olio su tela. Firenze, Galleria degli Uffizi.

Skira, Corriere della Sera.

 

 

 
 

Tintoretto:  Federico II conquista Parma. 1579 - 1580. Olio su tela.

Monaco, Alte Pinakothek.

Skira, Corriere della Sera.

 

 

 
 

Tiepolo: Salita al Calvario. Particolare: Cristo cade.

1740. Olio su tela. Venezia, Sant'Alvise.

Skira, Corriere della Sera.

 

 

 
 

Tiepolo: San Giacomo Maggiore.

1750. Olio su tela.

Budapest. Szépmuvészeti Muzeum.

Skira, Corriere della Sera.

 

 

 

 

Canaletto: Il Canal Grande da palazzo Corner Spinelli verso Rialto 

1724 - 1725. Olio su tela. Dresda,  Gemäldegalerie.

Skira, Corriere della Sera.

 

 

 
 

Canaletto: Le chiuse di Dolo. 1728. Olio su tela.

Oxford, Ashmolean Museum.

Skira, Corriere della Sera.

 

 

 

 
 

Canaletto:  Ricevimento dell'ambasciatore imperiale a Palazzo Ducale.

1729. Olio su tela. Milano, Collezione Crespi.

Skira, Corriere della Sera.

 

 

 
 

Canaletto: Il Canal Grande fra palazzo Bembo e palazzo Vendramin Calergi.

post 1730. Olio su tela. Woburn, Woburn Abbey.

Skira, Corriere della Sera.

 

 

 
 

Canaletto: Veduta del Bacino di San Marco. post 1738. Olio su tela.

Boston, Museum of Fine Arts.

Skira, Corriere della Sera.

 

 

 

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