M A O M E T T O

 

S i n o s s i

 
   
  

La sinossi che qui presentiamo è tratta dal testo "Vita di Maometto",capitolo di una più grande "Storia degli inviati (da Dio), e dei Re" scritta da Muhammad Ibn Garir al-Tabari, storico persiano del IX secolo, nella stesura pubblicata  dalla Casa Editrice Rizzoli (B.U.R. 1^ Ed. 1992), a cura di Sergio Noja e nella traduzione di Giancarlo Buzzi. Tale libro, che consigliamo a tutti i  fruitori di Internet dato anche il suo basso costo al mercato, può contribuire non poco alla maturazione della personale cultura di chiunque in fatto di religione.

Ringraziamo la direzione della Rizzoli, in particolare lo staff redazionale della B.U.R., il curatore e il traduttore del libro, per averci facilitato il compito di portare al pubblico la  conoscenza, sia pure parziale, di questo testo.

La "Sinossi",  si vedrà subito, è qualcosa di un po' diverso dal "riassunto", forse è letterariamente meno bella, però più rispondente e meno esposta al rischio della personalizzazione. Come abbiam sempre fatto, continuiamo a ritenere il nostro un sito "propedeutico" e "utile" alla cultura in genere, e  ci auguriamo rimanga tale anche in questo caso.

Abbiamo diviso il testo in quattro parti: Preparazione, Epos, Consolidamento, Epilogo - della missione e vita di Maometto, che qui si confondono.

Consigliamo i lettori interessati di visitare anche i siti coranici, numerosi e facilmente reperibili indicando "Corano" o "Maometto" nella voce "cerca" dei motori di ricerca. Le "sure" sono fruibili interamente e gratuitamente, pur se non mancano convenienti offerte librarie.

 

VITA  DI  MAOMETTO

 

di Muhammad Ibn Garir al-Tabari. B.U.R. 1992.

Titolo originale: Chronique de Tabari, traduit sur la version persane par M. Hermann Zotenberg.

A cura di Sergio Noja. Traduzione italiana di Giancarlo Buzzi.

Sinossi realizzata da Rigo Camerano.

 

PARTE PRIMA

 

La preparazione

 

Arabia  medioevale

 

NASCITA : Maometto nacque nella città della Mecca, al tempo di Cosroe I, re dei re di Persia (sul trono dal 531, morto il 579 d.C.), nell'anno "dell'Elefante", della spedizione di Abrahah, re etiope cristiano, contro la Mecca.

La madre fu Aminah, della tribù Zuhrah.

Il padre fu Abdallah, il quale morì quando Aminah era incinta, o quando Maometto aveva due anni.

 

LEGGENDE / MIRACOLI:  La madre, incinta, vide in sogno un angelo scendere dal cielo che disse: - Colui che porti in seno è il più grande fra gli uomini.

Alla sua nascita la madre vide una luce uscire dal bimbo e irraggiarsi sino in Siria, e in alto, sino alle stelle.

Tutti gli idoli esistenti nel tempio della Caaba e nella città della Mecca caddero in avanti, e i fuochi dei Zoroastriani si spensero.

Tratto importante della religione di Zoroastro era il culto degli elementi della natura, il più importante dei quali, il fuoco. Tre i fuochi eminenti: il fuoco dei re, quello dei sacerdoti e quello degli agricoltori. (Nota di Sergio Noja).

 

COSE ED USANZE:  esistenti nel tempo di Maometto:

Esisteva di già il tempio della Caaba, ove tutti gli arabi potevano radunarsi per venerare in pace i propri dèi che lì erano raccolti.

 

MAOMETTO BAMBINO:  Maometto fu affidato, lattante, a genitori adottivi della tribù di Banù Sa'd, luogo povero ma di tradizione antica, ove potè imparare la lingua più pura di tutta l'Arabia. Sua balia fu Halimah, la quale lo volle dopo che tutte le altre balie lo ebbero rifiutato, perchè era orfano di padre, e quindi povero.

In compenso però la sua balia, benchè gracile e cagionevole, produsse da allora tanto latte che nessun altro dei suoi bimbi naturali ebbe mai fame. Maometto, infatti, ebbe un fratello di latte. Fu svezzato a due anni e poi restituito alla propria madre alla Mecca. Ritornò, comunque, in seguito, presso i Banù Sa'd.

Diceva Maometto:  Sono nato coreiscita e sono stato allevato tra i Banù Sa'd, vantandosi d'essere fra gli uomini più eloquenti d'Arabia. Non seppe, però, mai leggere e scrivere.

 

LEGGENDE / MIRACOLI:  Maometto bambino è al pascolo col suo fratello di latte, quando tre uomini vestiti di bianco scendono dal cielo, gli aprono il ventre, ne estraggono i visceri e li lavano, dicendo: - Tu sei nato puro, ed ora sei più puro.

Altrettanto col cuore: preso, spezzato e rimesso a posto.

Un indovino disse di lui: - Egli cambierà la religione degli arabi e rovescerà i loro idoli.

 

MAOMETTO BAMBINO:  Dopo i fatti stupefacenti narrati, la nutrice Halimah riportò Maometto alla madre Aminah.

 

MEDINA:  La madre del profeta aveva, a Medina, zii e zie, e lì era anche la tomba del padre Abdallah.

 

MAOMETTO BAMBINO:  Maometto si recò a Medina a visitare la tomba del padre. Lì stette un anno.

All'età di sei anni Maometto perse la madre, che morì ad al-Abwa, una località fra Medina e la Mecca. I compagni di viaggio lo ricondussero alla Mecca e lo affidarono ad 'Abd al-Muttalib, che lo tenne sino all'età di otto anni. Dopo la morte di costui, Maometto fu affidato ad Abu Talib, il nuovo capo della Mecca.

A nove anni Maometto si recò in Siria, con la carovana di Abu Talib.

 

LEGGENDE / MIRACOLI:  Fermatasi la carovana, e stando Maometto seduto, una nuvola a forma di scudo si fermò sulla testa del profeta. Se ne accorse il monaco Bahira il quale, con gran meraviglia, rese testimonianza delle virtù di quel bimbo.

Disse Bahira: - Costui è il migliore fra tutti gli uomini della Terra e il profeta di Dio.

Avendo il monaco Bahira profetizzato pericoli se si fosse recato in Siria, Maometto fu rimandato alla Mecca.

 

MAOMETTO GIOVANE:  A venticinque anni il profeta sposò Hadigah, di anni quaranta. Fu costei la prima moglie di Maometto, e da lui la più lodata.

 

LEGGENDE / MIRACOLI:  Crollò due volte il soffitto del palazzo di Mada'in, appartenente a Cosroe. Crollò un ponte e Cosroe rischiò di cadere in acqua. Un angelo si presentò a Cosroe e lo minacciò con un bastone, dicendo: - Maometto è nel vero!

Maometto, giovane, previde la vittoria dei greci bizantini sui persiani.

 

MATRIMONIO:  di Maometto con Hadigah.

Hadigah, la prima moglie di Maometto, era della tribù dei coreisciti e figlia di Huwaylid. Era dedita al commercio e aveva perso il marito, il quale le aveva lasciato una notevole fortuna.

 

CARATTERE DI MAOMETTO:  Maometto era conosciuto tra i coreisciti per la sua probità. Lo chiamavano al-Amin (il fidato).

 

MATRIMONIO:  di Maometto con Hadigah.

Hadigah ingaggiò Maometto nella sua carovana per la Siria, alcuni dicono come salariato, altri come socio.

 

LEGGENDE / MIRACOLI:  Durante il viaggio, quando il caldo si faceva rovente, una nuvola, o un angelo, si mettevano sopra la testa di Maometto e lo riparavano dal calore.

Un anacoreta disse di lui: - Guardatevi dal considerarlo un servitore. E' il profeta di Dio, la più perfetta delle creature.

 

MATRIMONIO:  di Maometto con Hadigah.

Hadigah rimase colpita dalle meraviglie che accadevano intorno a Maometto e decise di sposarlo, nonostante la volontà contraria del padre. Fu lei a chiedere a Maometto di farla sua sposa.

Siccome però suo padre persisteva nel contrariarla, organizzò, per il giorno seguente, un banchetto al quale invitò gli uomini più influenti della Mecca, oltre Maometto e suo zio Abù Talib.

Hadigah fece mescere a suo padre gran copia di vino, e quando costui fu ubriaco, lo indusse ad acconsentire al matrimonio, il quale fu celebrato seduta stante.

Al mattino seguente Huwaylid, questo era il nome del padre, si arrabbiò molto, ma alla fine non potè nulla, stante il fatto compiuto.

 

CARATTERE DI MAOMETTO:  Maometto non bevve mai vino,nè prima, nè durante, nè dopo la sua missione profetica.

 

COSE ED USANZE:  Il tempio della Caaba preesisteva a Maometto, ed anzi era molto antico, fondato da Abramo e Ismaele. Siccome era stato costruito in posizione infelice, sul piano fra due colline, e l'acqua che scendeva da esse nei giorni di maltempo lo inondava, si pensò di abbatterlo e ricostruirlo per sopraelevarne le fondamenta e il piano del pavimento. Considerata però la sacralità del luogo, nessuno osava metter mano a quell'abbattimento.

Solo un certo Walìd ebbe il coraggio di dare la prima picconata e, il giorno seguente, stante il fatto che Dio non lo aveva fulminato, anche gli altri si misero al lavoro.

 

LA PIETRA VERDE:  Si completò la demolizione sino al livello del terreno, poi la si continuò sotto, fino ad una profondità pari all'altezza di una persona. A questo punto incontrarono una pietra verde che resisteva all'azione del ferro: essa formava le fondamenta del tempio.

Ciò è descritto nel Corano, in II. 121.

 

LA PIETRA NERA: Quando si trattò di rimettere la pietra nera al suo posto d'origine, le quattro tribù dei coreisciti se ne contesero l'onore e Maometto ne fu nominato arbitro. Egli mise il proprio mantello per terra e vi pose sopra la pietra, poi disse: - Ciascuno dei quattro partiti prenda un angolo del mantello e lo innalzi all'altezza del muro. Così tutti saranno ugualmente partecipi dell'onore.

Così fecero, ma poi dissero: - Chi prenderà ora la pietra per metterla al suo posto nel muro? - E designarono all'unanimità Maometto, il quale prese in mano la pietra e la posò. Ciò diede a Maometto un grande prestigio presso i suoi concittadini.

Al tempo Maometto aveva 35 anni, ma solo a 40 fu incaricato della sua missione profetica.

 

FATTI MEMORABILI / LEGGENDE / MIRACOLI:  Quando Maometto compì 40 anni Dio gli mandò una visione. Così scrive Tàbari. Altri dicono 43, altri 20. Ma Maometto stesso disse che nessun profeta fu incaricato della propria missione prima dell'età di 40 anni.

Fu l'Arcangelo Gabriele a incaricare Maometto della sua missione profetica.

Quando Maometto camminava solo per la Mecca, sentiva dalle pietre e dagli animali, voci che dicevano: - Salute a te, apostolo di Dio! - Tanto che si confidò con la moglie: - Hadigah, temo di diventare pazzo, e scorgo in me i segni dell'ossesso. E la moglie lo consolava: - Sei buono e generoso, e Dio non ti lascerà cadere in potere dei dev.

 

COSE ED USANZE:  Al tempo di Maometto le donne nascondevano la propria capigliatura agli uomini. I capelli della donna sono, da sempre nell'ambiente semitico, qualcosa da tenere nascosto. Essi sono causa di distrazione durante lo studio e la preghiera.

 

FATTI MEMORABILI / LEGGENDE / MIRACOLI: Il giorno in cui Dio comunicò a Maometto la sua missione profetica era un lunedì, il diciottesimo giorno del mese di Ramadan, del mese di Rabi secondo altri. Gabriele discese dal Cielo e trovò Maometto sul monte Hira. Disse: - Salute a te, Maometto, apostolo di Dio! Maometto si spaventò e Gabriele lo consolò.

 

CARATTERE DI MAOMETTO:  Gabriele disse: - Maometto, leggi! - E Maometto rispose: - Come posso, se non so leggere?

E Gabriele: - Recita! Il Signore è colui che ha insegnato all'uomo a servirsi del calamo, ha insegnato all'uomo ciò che non sapeva. Tornato a casa, Hadigah lo consolò.

 

FATTI MEMORABILI / LEGGENDE / MIRACOLI:  Gabriele è il grande Namus, l'angelo intermediario fra Dio e i profeti.

Namus sta, per i commentatori, fra Nòmos (l'angelo che conosce la legge) e Nms (parlare in segreto).

Fu da allora che Maometto prese a recitare le sure del Corano, che poi furono trascritte.

Gabriele disse a Maometto: - Sorgi e predica, ovvero chiamali a Dio. Maometto disse: - Chi mi crederà? - Ma Hadigah fu la prima a convertirsi.

Gabriele insegnò a Maometto la cerimonia dell'abluzione, il lavarsi le mani e la preghiera.

Quel giorno si convertì anche Alì, di sette, nove o dieci anni. Alì era figlio di Abu Talib, zio di Maometto. Da quel giorno Alì abitò con Maometto, e frequentava la sua casa giorno e notte.

La prima donna ad abbracciare l'Islam fu Hadigah, il primo ragazzo Alì, e il primo uomo Abu Bakr.

 

COSE ED USANZE:  al-Tàbari descrive gli usi nella moschea, nella quale ognuno poteva rispettosamente pregare il proprio dio e predicare la propria fede. Uno fra i migliori predicatori era Abu Bakr.

Coloro che entravano nella moschea compivano prima i giri di rito intorno alla Càaba; adoravano uno degli idoli che si trovavano nel tempio e venivano poi a scegliersi un posto nel cerchio di uno dei personaggi che predicavano. Nella moschea della Mecca c'erano 360 idoli, oltre a quelli di pietra che si trovavano nella Càaba vera e propria. Tutti gli idoli erano di pietra e avevano forma umana; erano coperti di vesti di colori diversi e sapevano di haluq, di zafferano e altri odori.

Maometto, però, non adorava alcun idolo e diceva ad Abu Bakr che lo interrogava: - Dio mi ha creato, mi conserva e mi dà sostentamento: non è una statua che io stesso avrei potuto fare con le mie mani. E Abu gli dava ragione. Fu così che Maometto si confidò con Bakr e che costui si convertì.

Pertanto, la formula dell'Islam è questa: - Non v'è Dio se non Iddio, e Maometto è l'inviato d'Iddio. Recitando questa formula si diventa musulmani.

Al tempo, però, la religione di Maometto era ancora segreta, e contro lo stesso profeta e i suoi seguaci non tardò a scatenarsi l'odio.

 

CONVERSIONI / FATTI MEMORABILI:  Omar si convertì e chiese di vedere Maometto, dopo di che insieme a lui, e con altri compagni, si recò nella moschea, e tutti fecero i giri intorno al tempio e pregarono pubblicamente. Ciò potè accadere, però, soltanto perchè Omar era uomo di prestigio, rispettato dai coreisciti. Infatti, solo dopo tre anni, per ordine di Dio, Maometto potè iniziare pubblicamente a predicare.

Dopo di che Maometto salì sul monte Safà e vi fece convenire alcuni abitanti della Mecca. Ma i suoi nemici erano quanto mai potenti, e fra essi era Abu Lahab, il quale disseminò di spine la strada che Maometto doveva percorrere, affinchè lui e i suoi seguaci si ferissero i piedi.

 

ACCOSTAMENTI / MIRACOLI:  al-Tabari riferisce di un fatto che si avvicina al miracolo cristiano dei pani e dei pesci.

Maometto fece cuocere una pecora nel forno e radunò le tribù Banù Hasim e Abu Manaf, oltre a molta altra gente. E benchè tutti mangiassero in abbondanza, il cibo non diminuiva.

Disse allora Maometto: - Iddio diffonderà in tal modo la mia religione e gl'imperi d'Arabia, Persia e Bisanzio vi apparterranno.

Alì, allora, si proclamò credente dinnanzi a tutti.

 

FATTI MEMORABILI:  I seguaci e gli amici di Maometto continuavano ad essere insultati.

Abu Talib, l'uomo più influente della Mecca prese però Maometto sotto la sua protezione e gli permise di continuare a predicare pubblicamente.

 

COSE ED USANZE:  Nel tempo di Maometto il pellegrinaggio alla Mecca era già usanza comune, risalente a gran tempo e praticata da tutte le religioni idolatre d'Arabia.

Così, il profeta usava salire sul monte Arafat e da lì parlare alla folla che proveniva dalle più disparate regioni, di modo che, tornando alle proprie terre, ognuno ricordasse le sue parole e diffondesse la sua fama. La folla si fermava a sentirlo e molti si convertivano.

 

FATTI MEMORABILI:  Continua la persecuzione dei maomettani, ed essi se ne lamentano. Ma il profeta li esorta alla pazienza. Recita infatti il versetto: - "Il paziente è caro ad Allah".

I coreisciti si accordarono per uccidere Maometto, e siccome Abu Talib continuava a proteggerlo, gli proposero, in cambio della vita di lui, l'adozione di un ragazzo, tale Umarah, primo per bellezza, saggezza, nobiltà e virtù.  Ma Talib rifiutò, e i coreisciti continuarono a tormentare i fedeli meno potenti, cioè quelli delle classi inferiori. Un tale Uqbak arrivò a sputare in faccia al profeta.

Uqbak, nel tempio, sedeva accanto a Maometto per ascoltare i suoi bei discorsi che, egli diceva, gli venivano dal Cielo.

Sgridato, però, per questo, dai familiari e dagli amici, costoro pretesero un gesto che li rassicurasse del suo rispetto per le vecchie tradizioni.

Fu così che Uqbak sputò, e che Maometto disse: - Faccio voto al Signore: quando ti prenderò, fuori dalla Mecca, ti farò tagliare la testa. Ciò che, in verità, accadde dopo la fine della battaglia di Badr.

 

LA PRIMA EGIRA fu compiuta, non da Maometto, ma dai suoi compagni che, per sfuggire alle persecuzioni, fuggirono in Abissinia. Erano in tutto, si dice, una settantina di persone. Ma c'è chi parla di centoventi persone, con 15 donne.

Irritati per quella fuga, i coreisciti divennero più audaci nelle ingiurie al Profeta, e un giorno, mentre pregava sul monte Safà, gli tirarono in testa una pietra, che lo coperse di sangue.

Lo vendicò Hamzah, figlio di uno zio di Maometto, il quale si convertì.

 

Morì Abu Talib, il protettore di Maometto, però senza fare in tempo a convertirsi. Nonostante ciò, il profeta avrebbe seguito il corpo di Abu Talib sino alla sua tomba.

Morto Abu Talib, il comando passò ad Abbas, figlio di Abd al-Muttalib, uomo privo di fermezza, non in grado di proteggere il profeta. La violenza dei coreisciti contro di lui, pertanto aumentò. E gli lanciavano pietre e fango.

 

ASPETTO DI MAOMETTO:  Maometto aveva i capelli lunghi sino alle spalle: capelli, testa e spalle gli furono coperti di fango.

Un uomo della tribù di Kindah raccontò: - Ero al seguito di mio padre durante un pellegrinaggio alla Mecca, quando a Minà, dove ci fermammo, scorsi di fronte a noi un bell'uomo dalla lunga capigliatura, in atteggiamento maestoso. Ci rivolgeva discorsi molto belli che andavano diritti al cuore, e ci invitava a seguire Dio e ad abbandonare l'idolatria...-

Racconta ancora l'uomo di Kindah: - Dopo di lui venne un uomo con lunga barba, capelli neri ed occhio losco, brutto quant'altri mai, il quale disse: - Guardatevi da quell'individuo. E' un ossesso e un bugiardo. -

Allora il padre dell'uomo di Kandah disse che l'uomo brutto era uno zio di Maometto, il quale lo seguiva allo scopo di farlo apparire impostore agli occhi della gente.

 

FATTI MEMORABILI:  Per due anni Maometto seguì l'ordine di Dio: - Sopporta con pazienza dignitosa (LXX, 5).

Essendo la persecuzione arrivata al limite sopportabile, Maometto partì per Taif, una città a tre giorni di cammino dalla Mecca, verso Sud. Era questo un ricco luogo di villeggiatura che i coreisciti mecchiani benestanti frequentavano nei mesi estivi.

Qui Maometto cercò di continuare la sua predicazione, ma con scarsa fortuna. Il popolo di Taif, infatti, lo scacciò tirando sassi che lo colpirono ad una coscia e lo fecero sanguinare.

 

ACCOSTAMENTI:  Così pregò Maometto: - Signore, non punirli, poichè non sanno che sono il tuo profeta. (Accostamento alla crocefissione).

 

CONVERSIONI:  Saybah, uno schiavo cristiano della famiglia di Utbah, portò a Maometto un grappolo d'uva, e Maometto lo convertì.

 

LEGGENDE:  al-Tabari racconta di sette ginn i quali, dopo avere ascoltato il Corano dal profeta, si convertirono.

I ginn, nel mondo islamico, sono esseri non umani e non divini, equivalenti ai nostri elfi.

In seguito i sette ginn portarono a Maometto la conversione di tutti gli altri ginn.

 

FATTI MEMORABILI:  In seguito i coreisciti cercarono di impedire a Maometto il ritorno alla Mecca, e Maometto stentò assai a trovare un protettore che gli consentisse il rientro.

Trovò, alla fine, in Abu Gahl quest'uomo, e potè tornare a frequentare il tempio.

 

Medina era abitata da due tribù: gli Aws e gli Hazrag. Questi ultimi erano i più numerosi. Secondo al-Tabari i medinesi avevano interesse a impadronirsi di alcuni villaggi ebrei troppo vicini alla loro città. Tali villaggi erano, però, difesi da solide fortezze.

 

NOTA DI SERGIO NOJA: Secondo l'Islàm, il Pentateuco (insieme dei cinque libri della Torà (legge): Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio) conteneva la descrizione del profeta Maometto, che però gli ebrei, non riconoscendolo, avevano cancellato. E' questo un punto fondamentale.

Queste accuse le facevano i samaritani, e sembrano confermate dall'odierna critica, che si rifà al sapiente cristiano Waraquah, vivente nella Mecca, conoscitore delle Sacre Scritture (vedi nel testo citato, p. 62 sgg.).

Infatti, il Vangelo secondo Giovanni (XIV, 15-16) scrive: "Se mi amate osservate i miei comandamenti; io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro paraclito". E qui i musulmani ritengono che la parola greca paràkletos (difensore, avvocato) sia stata sostituita all'originale perìklitos (il glorioso, il glorificato), identico, nel significato, ad Ahmad o a Muhammad.

Si veda, nel Corano, LXI, 6 e tutta la teoria generale dell'Islàm sulla falsificazione delle Sacre Scritture.

 

Pertanto, di Maometto gli ebrei dissero: - Non è questo il profeta che attendiamo.

Il contrario pensavano gli arabi medinesi, i quali inviarono a Maometto sei dei loro abitanti, non ricchi e non poveri, i quali proposero di incontrarlo nella località di Minà.

Il profeta vi si recò, propose ad essi l'Islàm, recitò il Corano e chiese di essere accettato nella città di Medina. I medinesi ascoltarono la predicazione e si riservarono di presentare la richiesta ai loro concittadini.

Maometto tornò alla Mecca e l'incontro fu tenuto segreto.

 

Venne nuovamente il tempo del pellegrinaggio alla Mecca, e i medinesi tornarono da Maometto raddoppiando il numero degli inviati, sei nuovi, nei quali erano stavolta uomini della tribù degli Aws.

I dodici, questa volta, avevano ricevuto l'incarico di portare con essi, a Medina, il Profeta, e già tutti gli abitanti si erano impegnati per lui, anima e corpo.

Maometto fu lusingato di tutto ciò e accolse volentieri l'offerta dei medinesi. Questo fu detto "il primo patto". Ad esso seguì il cosiddetto "patto delle donne". Tali patti comprendevano:

 

LEGGI:  "Adorare un solo Dio", "Non rubare", "Non uccidere le proprie figlie", "Non mentire", "Non disobbedire al Profeta", "Proteggere il Profeta come sè stessi".

 

COSE ED USANZE:  Quella di uccidere le proprie figlie appena nate da incesto era una legge idolatra di alcune tribù arabe nomadi, ed aveva una sua giustificazione che i maggiorenti avevano ritenuto di dover rendere sacrale. L'uccisione avveniva seppellendo le piccole infanti ancora vive.

 

NOSTRE RIFLESSIONI:  Quanto sopra è molto importante per capire il carattere delle religioni ed il perchè della loro nascita come Scritture, del loro rapporto con la Legge; il perchè della superiorità della Religione sulla Legge e perchè il potere religioso abbia avuto la forza di nominare i Re.

Quindi, la religione ha inizio quando i rapporti sociali sono già stabili ed esiste una classe egemone capace di produrre la Legge.

La religione ha dunque la funzione di render sacrale una parte della Legge, e non può superare i limiti entro i quali i maggiorenti hanno potere, quindi i limiti della tribù, e poi della città, dello Stato.

Da qui la giustificazione del paganesimo, dalla quale si discosta, per la sola presunzione di forza, "il solo Dio" ebraico.

Per capire l'essenza del cristianesimo occorre quindi mettere in paragone "il solo Dio giudaico" al "solo Dio" cristiano. Si noti però che anche l'idolatria, nell'impero romano, cambiò forma, e che essa, come le religioni monoteiste, cominciò a rivolgersi al mondo e a mescolarsi sempre di più con la filosofia. Ne sono esempio i tratti romani dello Stoicismo e del Pitagorismo.

Il "Dio cristiano" toglie comunque, alla Legge della Sinagoga, il proprio carattere di sacralità tribale. Se si vuole, si può affermare che senza l'impero romano (senza l'apertura alla universalità) non vi sarebbe stato un cristianesimo. Solo da ora, infatti, la legge morale che esso propone può rivolgersi a tutte le genti del mondo, e non serve più, come s'era visto sinora, a sacralizzare alcune parti della legge civica.

 In breve, il cristianesimo muore quando arretra dalla propria naturale giustificazione della universalità alla sacralità tribale; e non è neanche chiaro  se lo spirito del cristianesimo sia stato sempre correttamente interpretato nel corso della nostra storia occidentale, visto che spesso le regressioni  hanno generato intolleranze e condotto alle persecuzioni di minoranze e ai vari tipi di inquisizione. 

Altrettanto si può dire sia valso per l'Islàm, religione anch'essa aperta alla universalità, accettata però soltanto entro un codice ben definito e invalicabile. Ma l'esistenza stessa di più religioni universali ha tolto alle stesse, appunto, la loro universalità, pur mantenendone le giustificazioni generiche.

Soltanto il pensiero laico (il normale e sereno vivere laico, nel lavoro, nello studio disinteressato) potrà avere la forza, paradossalmente, di rompere questo nodo.

 

FATTI MEMORABILI:  Maometto fece partire per Medina Mus'ab, figlio di Umair, il quale conosceva bene il Corano e aveva appreso le cerimonie religiose dell'Islàm. A costui diede il compito di convertire tutti gli abitanti di quella città.

 

LEGGI:  Chiese Usayd di Medina: -  Cosa bisogna fare per entrare in questa religione? E Mus'ab rispose: -  Bagnarsi la testa e il corpo, pentirsi dei propri peccati e fare professione di fede. Quindi dichiarare che non vi è altro Dio se non Iddio, e che Maometto è l'inviato di Dio.

 

FATTI MEMORABILI:  In breve tempo la predicazione di Mus'ab in Medina convertì tutti quelli della tribù Hazrag, ma nella tribù Aws, inferiore per numero, che si riteneva però superiore in cultura, vi era un poeta, Abu Quays, capo riconosciuto, il quale diceva: - I discorsi che tiene quest'uomo sono belli, ma io ve ne reciterò di ancora più belli.

Dopo tre o quattr'anni, però, scrive al-Tabari, anche gli Aws credettero come tutti gli altri.

 

MEDINA.  Le dodici persone che avevano prestato giuramento a Maometto al tempo del pellegrinaggio, avevano fissato un appuntamento ad Aquabah (località vicina alla Mecca, da non confondere con Akaba, sul Mar Rosso), per incontrarsi con lui.

Per l'occasione, da Medina venne un gruppo di settanta persone che si incontrarono con Maometto su una collina. Con il profeta era Abbàs, ancora non completamente convertito.

I settanta accettarono tutte le clausole del giuramento, e questo fu definito "secondo patto", o "patto di guerra".

 

Parlò Abbàs, quegli che aveva accompagnato Maometto: - Egli ha distolto il suo cuore dai coreisciti - disse - ed una guerra cruenta scoppierà fra lui e loro. Se doveste allora abbandonare Maometto, meglio sarebbe  che lo lasciaste fra i suoi compatrioti.

I settanta uomini, però, rinnovarono il giuramento e nuovamente impegnarono le loro vite. Il profeta ne fu molto felice e li ringraziò.

 

ACCOSTAMENTI:  I settanta nominarono dodici mandatari (intermediari per recare al popolo la parola e gli ordini di Maometto). Ed egli disse ad Abbàs: - Questi capi sono dodici, come erano dodici i discepoli di Gesù.

 

FATTI MEMORABILI: 

EGIRA.  Da quando il Profeta si trasferì a Medina ha inizio l'égira islamica.

Quando il Profeta si recò a Medina, 'A'isah, che aveva sposato due anni prima alla Mecca, senza toccarla, aveva nove anni.

 

COSE ED USANZE:  Dallo scritto precedente si nota come anche l'usanza poligamica in favore maschile sia antecedente a Maometto, ovvero come usanze che noi riteniamo islamiche siano in realtà confuse alle precedenti tradizioni tribali del popolo arabo.

 

Diceva 'A'isah: - Ci sono sette cose per le quali io mi distinguo da tutte le donne del profeta, e che fanno la mia gloria:

1.  Gabriele venne a trovare il Profeta prendendo a prestito il mio volto.

2.  Avevo solo sette anni quando il Profeta mi sposò, e nove quando mi prese in casa.

3.  Tutte le altre mogli avevano avuto mariti prima di lui.

4.  Quando Gabriele veniva mentre il Profeta giaceva con me, egli non si purificava, cosa che, invece, faceva con tutte le altre.

5.  Fui calunniata, e Dio rivelò, a mia discolpa, quindici versetti del Corano (XXIV, 11). Si veda in seguito.

6.  Solo io, fra tutte le mogli del Profeta, ho visto Gabriele.

7.  Nella mia dimora il profeta morì, quando cadde malato.

 

FATTI MEMORABILI:  Il profeta ordinò ad Abu Bakr, padre di 'A'isah, di portarsi a Medina con tutta la sua famiglia, cosa ch'egli fece.

Nel frattempo gli ebrei di Haybar gettarono il malocchio sul Profeta e su tutti i suoi partigiani, vantandosi di ciò con i cittadini della Mecca.

Maometto, saputo il fatto, disse che la sua religione sarebbe durata sino al giorno della sua resurrezione.

 

PREGHIERA:  Quello stesso anno Dio ordinò la preghiera con quattro prostrazioni, mentre in origine, alla Mecca, essa non ne contemplava che due.

Le preghiere, nell'ordine, sono le seguenti: quella del mattino; quella del mezzogiorno (chiamata la prima); quella del pomeriggio (chiamata la seconda); quella del tramonto (con tre prostrazioni); quella della sera. Cinque preghiere in tutto.

Una preghiera speciale, più corta, fu riservata a coloro che si trovavano in viaggio. 

 

COSE ED USANZE:  Il Profeta ordinò di datare le lettere e gli atti a partire dall'anno dell'égira, ovvero da quando egli giunse a Medina. Era questo un uso molto antico fra gli arabi ed i persiani, cioè quello di iniziare il conto degli anni rifacendosi ad un avvenimento particolarmente importante.

Scrive al-Tabari che il tempo trascorso da quando Dio creò il mondo non si può conoscere con esattezza.

In breve, l'anno dell'égira fu assunto come inizio dell'èra musulmana. Si tratta, secondo la tradizione cristiana, di un giorno di venerdì, 16 luglio 622 d.C.

Molto di più nei capitoli XVIII-XX del testo citato.

 

 

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PARTE PRIMA:  La preparazione

PARTE SECONDA:  L'epos

PARTE TERZA:  Il consolidamento

PARTE QUARTA:  Apoteosi ed epilogo

 

 

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