Tutto inizia con la rivoluzione iraniana del 1979, che terremota il mondo islamico molto più di quanto non abbia sconvolto l'occidente quella russa del 1917. Questa rivoluzione viene vinta, schiantando l'esercito dello Shah, con la pratica del martirio - quello vero, quello soltanto patito - di migliaia d'iraniani. Nel 1982 c'è stato il passo successivo, determinante, che ha messo fine al valore sacro della vita dei minori: l'ayatollah Khomeini emana infatti una legge che stabilisce che tutti i bambini sopra i dodici anni d'età possono arruolarsi senza il permesso del padre. Khomeini viola la stessa prescrizione coranica sull'età della responsabilità e la anticipa all'infanzia per una ragione semplice: vuole che i bambini vadano da fare da carne da cannone. Le chiavi di cartapesta del paradiso. Al tramonto, per anni, sui campi minati lungo la frontiera dell'Iraq, mentre un attore su un cavallo bianco li incita da lontano con una spada, una chiave di cartapesta dorata sul collo, decine di migliaia di bimbi vanno a farsi sterminare sui campi minati e contro le mitragliere degli iracheni. Sui loro corpi, poi, avanzano i regolari. La fine del tabù dell'infanzia innocente contagia subito anche i sunniti, anche i wahabiti, come al Zarquawi, che pure odiano gli sciiti. S'impone la regola che la vita dei bimbi non è loro, ma è a disposizione della comunità, della umma, che sono soltanto armenti da usare in olocausto, in una bestemmia del rito di Abramo... Torna al tuo file |