MAGDI  ALLAM

 

L' ISLAM  FANATICO

 

 

 

Per quanto ci concerne è arrivato il momento di aprire gli occhi e di prendere atto di tre elementari, ma irrompenti, realtà.

La prima è, che piaccia o meno, è in corso una guerra mondiale scatenata dal terrorismo di matrice islamica.

La seconda è che questa guerra interessa direttamente l'Europa, non solo in quanto bersaglio, ma soprattutto in quanto roccaforte del terrorismo islamico.

La terza è che questa guerra la si potrà vincere soltanto sradicando la "fabbrica di kamikaze" presente anche in Italia, che partendo dalla predicazione della "guerra santa", all'indottrinamento alla fede del "martirio", all'arruolamento talvolta sui campi di Al Qaeda in Afganistan, Pakistan e Iraq, sfocia nell'attentato terroristico vero e proprio.

Ecco perché non bastano le recenti misure varate dal governo. Vanno bene per contenere l'attività di quanti sono già operativi. Ma non sono in grado di prevenire la formazione di nuove leve del terrorismo. Ciò che serve è interrompere sul nascere il processo che porta, tramite il lavaggio del cervello, alla trasformazione dei giovani musulmani in robot della morte. A tale fine è essenziale punire l'apologia del terrorismo, l'equazione "kamikaze uguale resistente", "jihad uguale resistenza".

E' necessario sanzionare la cospirazione contro la sicurezza dello Stato da parte di coloro che promuovono iniziative islamiche eversive. E' opportuno affermare, anche a livello internazionale, che il terrorismo suicida è un crimine contro l'umanità. Perché la vera posta in gioco è il valore della vita, che viene disconosciuto dal nihilismo di quanti hanno elevato la morte propria e altrui come massima aspirazione.

In quest'ambito l'Italia non può più tollerare che talune moschee, centri islamici, scuole coraniche, siti internet integralisti, centri di finanza occulta, operino al di fuori della legalità e siano portatori di idee e di attività ostili ai valori fondanti della società italiana.

L'Italia ha il diritto e il dovere di riscattare alla piena legalità ogni palmo del proprio territorio. Per il bene di tutti, musulmani compresi.

 

Da FERT, anno 8°, n. 4, agosto - ottobre 2005.

 

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