O.N.U.

 
 

A g o r à 

a cura di  ROSA  ANDINO

 
 

E.U.

 
 

 

Giovani  e  alcol

 

Dalla Carta Europea sul consumo d'alcol alla Conferenza Ministeriale Europea di Stoccolma (19-21 febbraio 2001):

 
 
  

 

Le linee guida dell' OMS per la lotta all'alcolismo tra i giovani del continente europeo

 

A livello mondiale si stima che l'alcol sia responsabile del 3,5 %  del carico globale di malattia e disabilità. Nei paesi ad economia di mercato stabilizzata, il carico di malattia e danni attribuibili all'alcol è stimato intorno al 10,3%.

Nella regione europea dell'OMS (corrispondente a 51 paesi e 870 milioni di persone che vivono in un'area che parte dalla Groenlandia a Nord, fino al Mediterraneo a Sud e la costa del Pacifico ad Est) il consumo di alcol è più elevato che in qualsiasi altra ed il conseguente carico sulla salute pubblica è più elevato che altrove.

Nel 1992, il Comitato Regionale dell'OMS per l'Europa ha adottato un piano d'azione contro l'alcolismo, che propone un insieme di misure finalizzate al raggiungimento di una significativa riduzione del consumo d'alcol. Alla Conferenza europea del dicembre 1995 a Parigi "Salute, Società e Alcol" i rappresentanti dei governi hanno adottato la Carta europea sul consumo d'alcol, definendo principi etici e strategici per l'azione contro l'alcolismo.

Nel 1996 il Parlamento Europeo e il Consiglio dell'Unione Europea hanno adottato un programma d'azione concernente la promozione della salute, l'informazione, l'educazione e la formazione della domanda sanitaria.

Nella sessione di Firenze del 1999 il Comitato Europeo discusse la necessità di continuare nella lotta contro l'alcolismo nella regione europea dell'OMS e unanimamente approvò il Piano Europeo di Azione sull'Alcol 2000 - 2005.

Qualche progresso si è verificato nella parte occidentale della Regione europea, ma nei paesi della parte orientale la situazione si è aggravata.

 

Da qualche anno si osserva una inquietante evoluzione nel "consumo pericoloso" di alcol tra i giovani di tutta Europa. I giovani cominciano a bere troppo presto e continuano a bere troppo frequentemente, per non parlare del rapporto stretto tra consumo eccessivo  d'alcol e violenza, comportamenti sessuali a rischio, incidenti stradali e altri tipi di incidenti.

L'alcol è la causa di un decesso su quattro nei giovani da 19 a 25 anni, e in certe zone dell'Europa orientale questo dato sale a uno su tre. Nel 1999, nella Regione europea dell'OMS sono morti 55 mila giovani per cause legate al consumo d'alcol.

Questo viene verificato nella pubblicazione dei risultati di una ricerca europea sul consumo d'alcol e di altre droghe nelle scuole, nel 1999. L'obiettivo di questa ricerca è di raccogliere dati comparabili sul consumo d'alcol, tabacco e droghe tra i giovani e tra gli scolari di 15 e 16 anni in 30 paesi europei.

 

Il superalcolismo sporadico dal 1995 al 1999 è aumentato in quasi la metà dei paesi studiati. Non è diminuito in nessun paese.

 

La frequenza dell'ubriachezza dal 1995 al 1999 è aumentata in un gran numero di paesi esaminati.

 

Il consumo di droghe illecite aumenta in quasi tutti i paesi. Gli aumenti più marcati  si osservano nei paesi della Europa centrale e orientale; mentre nell'Europa occidentale le frequenze sono più elevate.

 

Preoccupati di questa situazione il Governo della Svezia e il gruppo di lavoro della Regione europea dell'OMS hanno giudicato opportuno organizzare una ulteriore Conferenza ministeriale europea sull'alcol, che si è tenuta a Stoccolma nei giorni 19 - 21 febbraio 2001 sul tema "Giovani e alcol".

L'obiettivo di questa Conferenza è stato quello di elaborare e adottare un piano di azione mirato a ridurre i danni causati dall'alcol nella società ed in particolare a proteggere gli adolescenti ed i giovani adulti. La Conferenza ha quindi affrontato la questione del ruolo che occupa il consumo d'alcol nel modo di vivere dei giovani, considerando i contesti sociali, culturali ed economici attuali.

 

Un altro obiettivo della Conferenza è stato quello di creare un ponte con nuovi metodi tra i giovani e le associazioni che si occupano di prevenzione. In questo senso la Conferenza si è impegnata a garantire la partecipazione dei giovani nella sua preparazione.

 

La Conferenza organizzata a Stoccolma ha fatto il punto della situazione nella Regione europea dopo cinque anni dalla adozione della Carta Europea sull'alcol e,  più importante ancora, ha stabilito piani di azioni future raccolti nella Dichiarazione sui Giovani e alcol, frutto conclusivo del lavoro svolto, che "tende a proteggere i bambini e i giovani dalle pressioni che vengono esercitate su di loro per incitarli a bere, e a limitare i danni che essi subiscono direttamente o indirettamente sul problema dell'alcol".

Tutti i 51 paesi della Regione europea dell' OMS hanno adottato obiettivi comuni da portare avanti fino al 2006.

Tutti i paesi, tenendo conto di ogni particolare situazione sociale, giuridica ed economica, così come dal contesto culturale proprio di ognuno, si impegnano a:

 

ridurre considerevolmente il numero di giovani che cominciano a consumare alcol;

 

ritardare l'età d'inizio di consumo d'alcol;

 

ridurre considerevolmente le occasioni e la frequenza del consumo eccessivo d'alcol tra i giovani ed in particolare tra gli adolescenti ed i giovani adulti;

 

 proporre e sviluppare delle alternative pertinenti al consumo di alcol e altre droghe, e migliorare la formazione teorica e pratica degli operatori che lavorano con i giovani;

 

fare partecipi i giovani nella elaborazione delle politiche di salute per i giovani, in particolare per la questione dell'alcol;

 

rinforzare l'educazione dei giovani sull'alcol;

 

limitare al minimo la pressione che si esercita sui giovani per incoraggiarli a bere e soprattutto sulla promozione, la distribuzione gratuita, la pubblicità, il patrocinio e l'offerta di alcol, che interessano particolarmente le grandi manifestazioni;

 

appoggiare le misure di lotta contro la vendita illegale di alcol;

 

garantire e migliorare l'accesso ai servizi di salute e di consulta, in particolare per i giovani che hanno problemi alcolcorrelati  e per i membri della famiglia degli alcoldipendenti;

 

ridurre considerevolmente i numeri di incidenti stradali, le aggressioni e gli atti di violenza, soprattutto quelli che coinvolgono i giovani.

 

L'Italia è un paese dove l'abitudine al consumo d'alcol ha profonde radici culturali, e per questo motivo si parla di un "vecchio comportamento", la cui tipologia di consumo è caratteristica del "modello mediterraneo", con prevalenza nel consumo di vino, con finalità alimentare, in un contesto domestico e con frequenza quotidiana.

I giovani stanno sperimentando per primi le tendenze attuali alla omogeneizzazione e alla globalizzazione del mercato, con sovrapposizione di modelli diversi. Così, nei paesi mediterranei sta aumentando il "modello nordico" di consumo, dove sono la birra e i superalcolici le sostanze preferite, con finalità ricreazionali, in un contesti pubblico e con frequenza da fine settimana o comunque occasionale. L'alcol diventa sempre più frequentemente la sostanza di "iniziazione", spesso in associazione con altre sostanze, tenendo conto che si tratta di una sostanza legale, a basso prezzo e socialmente tollerata.

 

Qualche dato: l'abitudine a bere quotidianamente vino è del 56,9 % della popolazione; i consumatori di birra risultano in costante aumento, a partire dal 1993; la birra viene bevuta nel 1998 dal 47,2 % della popolazione; la percentuale di consumatori è già elevata intorno ai 14 anni (18,7 %) e aumenta considerevolmente nella fascia d'età tra 15 e 17 anni (38,2) e in quella tra i 18 e i 19 anni (55,8 %).

 

Senza cadere nei frequenti luoghi comuni che tendono a penalizzare "il mondo giovanile", bisogna però riflettere sul "come i giovani consumano alcol, soprattutto quando viene associato ad altri componenti a rischio, quali l'assunzione contemporanea di sostanze illegali, la pratica di comportamenti sessuali a rischio, la ricerca di sensazioni forti (più che mai riscontrabili nella guida spericolata di automobili veloci, con un conseguente aumento di incidenti stradali), i comportamenti violenti individuali e collettivi.

Questa modalità di consumo ha luogo nel gruppo di pari che si organizza per fornire un insieme di abitudini, siti di comportamento, espressioni gergali, regole di condotta fortemente condivise. Ma questo comportamento convive con un uso quotidiano di alcol  "normalizzato", degli adulti, dei genitori, uso che in molti casi è la causa di malattie croniche e degenerative multiple, di un aumento del rischio di violenza all'interno della famiglia, di un aumento degli incidenti nel lavoro.

Gli incidenti stradali accadono ogni giorno e a tutte le età. Il consumo dell'alcol, quando si diffonde in maniera orizzontale, non è più un comportamento individuale a rischio perchè ripercuote i suoi effetti su tutta la società.

 

__________

 

Torna alla base

 

Tratto da: NOTES (Agenzia SEDES) Notiziario di Educazione alla Salute

Perugia, anno IV, n.s., n. 16, marzo 2001.

 

 

Il sito della 'Agenzia SEDES:   

www.sedes.it

 

Carta europea sul consumo d'alcol:  

www.who.dk/aaction.htm

www.dfc.unifi.it/sia/carta-europea.htm

 

Piano d'azione europeo alcol:

 www.dfc.unifi.it/sia/piano-europeo.htm

 

Conferenza di Stoccolma 19-21.02.2001: 

www.youngalcohol.who.dk

 

Dichiarazione di Stoccolma 21.02.2001:

www.youngalcohol.who.dk/PDFdocs/declarationE.pdf

 

 

Torna alla base

Torna alla home page

 

F  I  N  E