COMPRENSIONE  PITAGORICA

DI  MOSE’

 

Preambolo

 

Presentare al pubblico di Internet una versione biblica originale della vita di Mose' impone alcune difficoltà. La prima, di spazio, poichè essa si estende per ben quattro libri del Pentateuco (I libri della Legge) ed è tacita regola che le scritture internet amino esser concise; la seconda riguarda invece proprio la comprensione pitagorica del tema, il quale - a differenza che nei passi dei Vangeli già presentati - risentirà molto la credibilità dei miracoli. Ciò in quanto il contesto storico è totalmente diverso. Comunque, a differenza che nei Vangeli, ora i miracoli non saranno esclusi.  Ma con la differenza che, a causa di ciò, nei Vangeli, il contesto eticamente migliorerà. Qui succederà il contrario.

Riguardo alla interpretazione della Storia in generale (Sebbene il Pentateuco non sia considerato fra i libri storici), gli avvenimenti quivi descritti saranno valutati esclusivamente nel loro Spirito. Quindi non con fede pedissequa, ne' attraverso ricerca di significati ontologici eccezionali.

Per il Pitagorismo - Orfismo, Dio non parla agli uomini, (perlomeno non a livello biblico), ha già parlato e continua a parlare attraverso le leggi della natura, nella quale le persone umane sono comprese. Ciò, nell' ottica della libertà interpretativa stabilita dalla nostra Costituzione, per cui, alla fine, sconsiglieremmo questa lettura  - per quanto in essa sia stato aggiunto, ne' tolto nulla - a chi volesse trarne citazioni,  suggerendo loro di rimanere nei testi canonici.

Considerata la sua lunghezza presenteremo il testo in quattro puntate estemporanee.

Buona lettura.

 

PARTE  PRIMA

 

E S O D O

 

Dal testo: "I grandi libri della Religione" LA BIBBIA Versione Ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana. - IMPRIMATUR - Arnoldo Mondadori Editore, 1986.

GLI  EBREI  OPPRESSI  IN  EGITTO

1.  Questi sono i nomi dei figli d' Israele entrati in Egitto con Giacobbe e arrivati ognuno con la sua famiglia: Ruben, Simeone, Levi e Giuda, Issacar, Zabulon e Beniamino, Dan e Neftali, Gad e Asser.

Tutte le persone nate da Giacobbe erano settanta, Giuseppe si trovava già in Egitto.

Giuseppe poi morì, e così tutti i suoi fratelli e tutta quella generazione. I figli d' Israele prolificarono e crebbero, divennero numerosi e molto potenti e in Paese ne fu ripieno.

Allora sorse sull' Egitto un nuovo re, che non aveva conosciuto Giuseppe. E disse al suo popolo: Ecco che il popolo dei figli d' Israele è più numeroso e più forte di noi. Prendiamo provvedimenti nei suoi riguardi per impedire che aumenti, altrimenti, in caso di guerra, si unirà ai nostri avversari, combatterà contro di noi e poi partirà dal Paese. Perciò vennero imposti loro dei sovrintendenti ai lavori forzati per opprimerli con i loro gravami, e così costruirono per il faraone le città deposito, cioè Piton e Ramses.

Ma quanto più opprimevano il popolo, tanto più si moltiplicava e cresceva oltre misura; si cominciò a sentire come un incubo la presenza dei figli d' Israele.

Per questo gli egiziani fecero lavorare i figli ' Israele, trattandoli duramente.  Resero loro amara la vita costringendoli a fabbricare mattoni d' argilla, e con ogni sorta di lavoro nei campi. e a tutti questi lavori li obbligarono con durezza.

E il Re d' Egitto disse alle levatrici degli ebrei, delle quali una si chiamava Sifra, e l' altra Pua: "Quando assistete al parto delle donne ebree, osservate quando il neonato è ancora tra le due sponde del sedile, per il parto: se è un maschio lo farete morire, se è una femmina potrà vivere.

Ma le levatrici temettero Dio: non fecero come aveva ordinato il re d' Egitto e lasciarono vivere i bambini.

Il re d' Egitto chiamò le levatrici e disse loro: "Perchè avete fatto questo e avete lasciato vivere i bambini ?"

Le levatrici risposero al Faraone: "Le donne ebree non sono come le egiziane: sono piene di vitalità: prima che arrivi presso di loro la levatrice hanno già partorito !"

Dio beneficò le levatrici: il popolo aumentò e divenne molto forte. E poichè le levatrici avevano temuto Dio, egli diede loro una numerosa famiglia. Allora il Faraone diede quest' ordine a tutto il popolo: "Ogni figlio maschio che nascerà agli ebrei, lo getterete nel Nilo, ma lascerete vivere ogni figlia.

 

NASCITA E INFANZIA DI MOSE'

 2.  Un uomo della famiglia di Levi andò a prendere in moglie una figlia di Levi. La donna concepì,  partorì un figlio; vide che era bello e lo tenne nascosto per tre mesi. Ma, non potendo tenerlo nascosto più oltre, prese un cestello di papiro, lo spalmò di bitume e di pece, vi mise dentro il bambino e lo depose fra i giunchi, sulla riva del Nilo.

La sorella del bambino si mise a osservare da lontano che cosa gli sarebbe accaduto.

Ora, la figlia del Faraone scese al Nilo per fare il bagno, mentre le sue ancelle passeggiavano lungo la sponda del Nilo. Essa vide il cestello fra i giunchi, mandò la sua schiava a prenderlo. L' aprì e vide il bambino: ecco, era un fanciullino che piangeva. Ne ebbe compassione e disse: "E' un bambino degli ebrei".

La sorella del bambino disse allora alla figlia del faraone: "Devo andarti a chiamare una nutrice fra le donne ebree, perchè allatti per te il bambino ?

"Và" le disse la figlia del Faraone. La fanciulla andò a chiamare le madre del bambino. La figlia del Faraone le disse: "Porta con te questo bambino e allattalo per me: Io ti darò un salario". La donna prese il bambino e lo allattò.

Quando il bambino fu cresciuto, lo condusse alla figlia del Faraone. Egli divenne un figlio per lei, ed ella lo chiamò Mosè, dicendo: "Io l' ho salvato dalle acque".

FUGA  DI  MOSE'  A  MADIAN

 In quel giorno Mosè, cresciuto in età, si recò dai suoi fratelli e notò i lavori pesanti da cui erano oppressi. Vide un Egiziano che colpiva un ebreo, uno dei suoi fratelli. Voltatosi attorno e visto che non c' era nessuno, colpì a morte l' Egiziano e lo seppellì nella sabbia.

Il giorno dopo uscì di nuovo e, vedendo due ebrei che stavano rissando, disse a quello che aveva torto: "Perchè percuoti il tuo fratello ?" Quegli rispose: "Chi ti ha costituito capo e giudice su di noi ? Pensi forse di uccidermi come hai ucciso l' Egiziano ?"

Allora Mosè ebbe paura e pensò: "Certamente la cosa si è risaputa". 

Il Faraone sentì parlare di questo fatto e cercò di mettere a morte Mosè. Allora Mosè si allontanò dal Faraone e si stabilì nel paese di Madian e sedette presso a un pozzo.

Il sacerdote di Madian aveva sette figlie. Esse vennero ad attingere acqua per riempire gli abbeveratoi e far bere il gregge del padre. Ma vennero alcuni pastori e le scacciarono.  Allora Mosè si levò a difenderle e fece bere il loro bestiame.

Tornata Reuel dal loro padre, questi disse loro: "Perchè oggi avete fatto ritorno così in fretta ?" Risposero: "Un Egiziano ci ha liberate dalle mani dei pastori; è stato lui che ha attinto per noi e ha dato da bere al gregge". Quegli disse alle figlie: "Dov'è ? Perchè avete lasciato là quell' uomo ? Chiamatelo a mangiare il nostro cibo".

Così Mosè accettò di abitare con quell' uomo, che gli diede in moglie la propria figlia Zippora. Ella gli partorì un figlio, ed egli lo chiamò Gherson, perchè diceva: "Sono un emigrato in terra straniera".

VOCAZIONE DI MOSE'

E RIVELAZIONE DEL NOME

 Nel lungo corso di quegli anni il re d' Egitto morì. Gli Israeliti gemettero per la loro schiavitù, alzarono grida di lamento e il loro grido dalla schiavitù salì a Dio.

Dio ascoltò il loro lamento, si ricordò della sua alleanza con Abramo e Giacobbe.  Dio guardò la condizione degli Israeliti e se ne prese pensiero.

 3.  Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, e condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l' Oreb. L' Angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco in mezzo a un roveto. Egli guardò, ed ecco il roveto ardeva nel fuoco, ma quel roveto non si consumava.

Mosè pensò: "Voglio avvicinarmi a vedere questo meraviglioso spettacolo. Perchè il roveto non brucia ?"

Il Signore vide che si era avvicinato per vedere e Dio lo chiamò dal roveto e disse: "Mosè, Mosè !" Rispose: "Eccomi !" Riprese: "Non avvicinarti. Togliti i sandali dai piedi perchè il luogo nel quale tu stai è una terra santa !" E disse: "Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe."

Mosè allora si velò il viso perchè aveva paura di guardare verso Dio. Il Signore disse: "Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sorveglianti, conosco infatti le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dalla mano dell' Egitto e per farlo uscire da questo Paese verso un Paese bello e spazioso, verso un Paese dove scorre lette e miele, verso il luogo ove si trovano il Cananeo, l' Hittita, l' Amorreo, il Perrizzita, l' Eveo, il Gebuseo. Il grido degli Israeliti è arrivato fino a me, e io stesso ho visto l' oppressione in cui gli Egiziani li tormentano. Ora va ! Io ti mando dal Faraone. Fa uscire dall' Egitto il mio popolo, gli Israeliti !"

Mosè chiese a Dio: "Chi sono io per andare dal Faraone e per fare uscire dall' Egitto gli Israeliti ?" Rispose: "Io sarò con te. Eccoti il segno che io ti ho mandato: quando tu avrai fatto uscire il popolo dall' Egitto, servirete Dio su questo monte".

Mosè disse a Dio: "Ecco, io arrivo dagli Israeliti e dico loro: Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi. Ma mi diranno: Come si chiama ? E io, che cosa risponderò loro ?"

Dio disse a Mosè: "Io sono colui che sono !" Poi disse: "Dirai agli Israeliti: Io-Sono mi ha mandato a voi". Dio aggiunse a Mosè: "Dirai agli Israeliti. Il Signore Dio, il Dio dei vostri padri, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe mi ha mandato a voi. Questo è il mio nome per sempre, questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione. Ma va ! Riunisci gli anziani di Israele e dì loro: Il Signore Dio dei vostri padri mi è apparso, il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe, dicendo: Sono venuto a vedere voi e ciò che vien fatto a voi in Egitto. e ho detto: Vi farò uscire dalla umiliazione dell' Egitto verso il Paese del Cananeo, dell' Hittita, dell' Amorreo, del Perizzita, dell' Eveo e del Gebuseo, verso un paese dove scorre latte e miele. Essi ascolteranno la tua voce e tu e gli anziani di Israele andrete dal re di Egitto e gli riferirete: Il Signore Dio degli Ebrei si è presentato a noi. Ci sia permesso di andare nel deserto, a tre giorni di cammino, per fare un sacrificio al Signore nostro Dio. Io so che il re d' Egitto non vi permetterà di partire, se non con l' intervento di una mano forte . Stenderò dunque  la mano e colpirò l' Egitto con tutti i prodigi che opererò in mezzo ad esso, dopo egli vi lascerà andare. Farò sì che questo popolo trovi gioia agli occhi degli Egiziani quando partirete, non ve ne andrete a mani vuote. Ogni donna domanderà alla sua vicina e all' inquilina della sua casa oggetti d' argento e oggetti d' oro e vesti; ne caricherete i vostri figli e le vostre figlie e spoglierete l' Egitto".

 

IL POTERE DEI SEGNI

CONCESSO A MOSE'

 

4.  Mosè rispose: "Ecco, non mi crederanno, non ascolteranno la mia voce, ma diranno: "Non ti è apparso il Signore".

Il Signore allora gli disse: "Che hai in mano ?" Rispose: "Un bastone".

Riprese: "Gettalo a terra !"  Lo gettò a terra e il bastone diventò un serpente, davanti al quale Mosè si mise a fuggire.

Il Signore disse a Mosè: "Stendi la mani e prendilo per la coda !"

Stese la mano, lo prese e diventò di nuovo un bastone nella sua mano.

"Questo perchè credano che ti è apparso il Signore, il Dio dei loro padri, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe".

Il Signore gli disse ancora: "Introduci la mano nel seno !". Egli si mise nel seno la mano e poi la ritirò: ecco che la sua mano era diventata lebbrosa, bianca come la neve.

Egli disse: "Rimetti la mano nel seno !"  Rimise in seno la mano e la tirò fuori: ecco, era tornata come il resto della sua carne.

"Dunque, se non ti credono e non ascoltano la voce del primo segno, crederanno alla voce del secondo ! Se non crederanno neppure a questi due segni e non ascolteranno la tua voce, prenderai acqua dal Nilo e la verserai a terra, asciutta: l' acqua che avrai presa dal Nilo diventerà sangue sulla terra asciutta".

Mosè disse al Signore: "Mio Signore, io non sono un buon parlatore, non lo sono mai stato prima, e neppure da quando tu hai cominciato a parlare al tuo servo, ma sono impacciato di bocca  e di lingua".

Il Signore gli disse: "Chi ha dato una bocca all' uomo, o chi lo rende muto, o sordo, veggente o cieco ? Non sono forse io il Signore ? Ora và  !.  Io sarò con la tua bocca e ti insegnerò quello che dovrai dire".

Mosè disse: "Perdonami Signore mio, manda chi vuoi mandare !" Allora la collera del Signore si accese contro Mosè e gli disse: "Non vi è forse il tuo fratello Aronne il levita ? Io so che lui sa parlar bene. Anzi, sta venendoti incontro. Ti vedrà e gioirà in cuor suo. Tu gli parlerai e metterai sulla sua bocca le parole da dire, e io sarò con te e con lui mentre parlate e vi suggerirò quello che dovrete fare. Parlerà lui al popolo per te; allora lui sarà per te come la bocca e tu farai per lui le veci di Dio. Terrai in mano questo bastone, col quale tu compirai i prodigi.".

 

MOSE'  TORNA  IN  EGITTO

 

Mosè partì, tornò da Ietro suo suocero e gli disse: "Lascia che io parta e torni dai miei fratelli che sono in Egitto, per vedere se sono ancora vivi !" Ietro disse a Mosè: "Va pure in pace !"

Il Signore disse a Mosè in Madian: "Va, torna in Egitto, perchè sono morti quanti insidiavano alla tua vita !".

Mosè prese la moglie e i figli, li fece salire sull' asino e tornò nel Paese di Egitto. Mosè prese in mano anche il bastone di Dio.

Il Signore disse a Mosè: "Mentre tu parti per tornare in Egitto, sappi che tu compirai, alla presenza del Faraone, tutti i prodigi che ti ho messi in mano, ma io indurirò il suo cuore ed egli non lascerà partire il mio popolo. Allora tu dirai al Faraone: Dice il Signore, Israele è il mio figlio primogenito. Io ti avevo detto: lascia partire il mio popolo perchè mi serva ! Ma tu hai rifiutato di lasciarlo partire.

Ecco, io faccio morire il tuo figlio primogenito !" [Il testo biblico qui intende Gherson, il figlio primogenito di Mosè].

Mentre si trovava in viaggio, nel luogo dove pernottava, il Signore gli venne contro e cercò di farlo morire. Allora Zippora prese una selce tagliente, recise il prepuzio del figlio e con quello gli toccò i piedi e disse: "Tu sei per me uno sposo di sangue." Allora si ritirò da lui. Essa aveva detto "sposo di sangue" a causa della circoncisione.

 

MOSE'  PRENDE  CONTATTO

CON  IL  SUO  POPOLO

 

Il Signore disse ad Aronne: "Va incontro a Mosè nel deserto !" andò e lo incontrò al monte di Dio e lo baciò. Mosè riferì ad Aronne tutte le parole con le quali il Signore lo aveva inviato e tutti i segni con i quali lo aveva accreditato.

Mosè e Aronne andarono e radunarono tutti gli anziani fra gli israeliti. Aronne parlò al popolo riferendo tutte le parole che il Signore aveva detto a Mosè e compì i segni davanti agli occhi del popolo. Allora il popolo credette. Essi intesero che il Signore aveva visitato gli Israeliti e che aveva visto la loro afflizione. Si inginocchiarono e adorarono.

 

 

 

PRIME TRATTATIVE DI MOSE' E ARONNE

CON IL FARAONE

 

5.  In seguito Mosè e Aronne vennero dal Faraone e si annunziarono: "Dice il Signore Dio di Israele: lascia partire il mio popolo, perchè mi celebri una festa nel deserto !"

Il Faraone rispose: "Chi è il Signore perchè io debba ascoltare la sua voce, per lasciar partire Israele ? Non conosco il Signore e neppure lascerò partire Israele. " Risposero: "Il Dio degli Ebrei si è presentato a noi. Ci sia dunque concesso di partire per un viaggio di tre giorni nel deserto e celebrare un sacrificio al Signore nostro Dio, perchè non ci colpisca di peste o di spada !"

Il re di Egitto disse loro: "Perchè Mosè e Aronne distogliete il popolo dai suoi lavori ? Tornate ai vostri lavori. " Il Faraona aggiunse: "Ecco ! ora sono numerosi più del popolo del Paese, voi li vorreste far cessare dai lavori forzati !"

In quel giorno il Faraone diede questo ordine ai sorveglianti del popolo e ai suoi scribi: "Non darete più la paglia al popolo per fabbricare i mattoni, come facevate prima. Si procureranno da sè la paglia. Però voi dovrete esigere il numero di mattoni che facevano prima, senza ridurlo. Perchè sono fannulloni; per questo protestano: Vogliamo partire, vogliamo sacrificare al nostro Dio ! Pesi dunque il  lavoro su questi uomini e vi si trovino impegnati: non diano retta a parole false !"

I sorveglianti del popolo e gli scribi uscirono e parlarono al popolo: "Ha ordinato il Faraone: Io non vi do più la paglia. Voi stessi andrete a procurarvela dove ne troverete. Ma non diminuisca il vostro lavoro. "

Il popolo si disperse in tutto il Paese d' Egitto a raccattare stoppie da usare come paglia. Ma i sorveglianti li sollecitavano dicendo: "Porterete a termine il vostro lavoro; ogni giorno il quantitativo giornaliero, come quando c' era la paglia. "  Bastonarono gli scribi degli Israeliti, quelli che i sorveglianti del Faraone avevano costituiti loro capi, dicendo: "Perchè non avete portato a termine anche ieri e oggi, come prima, il vostro numero di mattoni ?"

Allora gli scribi degli Israeliti vennero dal Faraone a reclamare dicendo: "Perchè tratti così i tuoi servi ? Paglia non vien data ai tuoi servi, ma i mattoni - ci si dice - fateli ! Ed ecco i tuoi servi sono bastonati, e la colpa è del tuo popolo !"

Rispose: "Fannulloni siete, fannulloni ! Per questo dite: dobbiamo partire, dobbiamo sacrificare al Signore. Ora andate, lavorate ! E non vi sarà data la paglia, ma voi darete lo stesso numero di mattoni."

Gli scribi degli Israeliti si videro ridotti a mal partito quando fu detto loro: "Non diminuirete il numero giornaliero dei mattoni. "

Quando, uscendo dalla presenza del Faraone, incontrarono Mosè e Aronne che stavano ad aspettarli, dissero loro: "Il Signore proceda contro di voi e giudichi; perchè ci avete resi odiosi agli occhi del Faraone, e agli occhi dei suoi ministri, mettendo loro in mano la spada per ucciderci !"

Allora Mosè si rivolse al Signore e disse: "Mio Signore, perchè hai maltrattato questo popolo ? Perchè dunque mi hai inviato ? Da quando sono venuto dal Faraone per parlargli del tuo nome egli ha fatto del male a questo popolo, e tu non hai per nulla liberato il tuo popolo !"

6. Il Signore disse a Mosè: "Ora vedrai quello che sto per fare al Faraone, e con mano potente li lascerà andare, anzi, con mano potente li caccerà dal suo Paese !"

 

NUOVO RACCONTO

DELLA VOCAZIONE DI MOSE'

 

Dio parlò a Mosè e gli disse: "Io sono il Signore ! Sono apparso ad Abramo, a Isacco e Giacobbe come Dio onnipotente, ma con il mio nome di Signore non mi sono manifestato a loro. Ho anche stabilito la mia alleanza con loro per dar loro il paese di Canaan, quel paese dove essi soggiornavano come forestieri. Sono ancora io che ho udito il lamento degli Israeliti asserviti dagli Egiziani, e mi sono ricordato della mia alleanza. Per questo dì agli Israeliti: Io sono il Signore ! Vi sottrarrò ai gravami degli Egiziani, vi libererò dalla loro schiavitù e vi libererò con braccio teso e con grandi castighi. Io vi prenderò come mio popolo e diventerò il vostro Dio. Voi saprete che io sono il Signore, il vostro Dio, che vi sottrarrà ai gravami degli Egiziani. Vi farò entrare nel Paese che ho giurato a mano alzata di dare ad Abramo, a Isacco e a Giacobbe, e ve lo darò in possesso. Io sono il Signore !"

Mosè parlò così agli Israeliti, ma essi non lo ascoltarono perchè erano all' estremo della sopportazione per la dura schiavitù.

Il Signore disse a Mosè: "Va e parla al Faraone re d' Egitto perchè lasci partire dal suo Paese gli Israeliti !"

Mose disse alla presenza del Signore: "Ecco, gli Israeliti non mi hanno ascoltato: come vorrà ascoltarmi il Faraone mentre io ho la parola impacciata ?"

Il Signore parlò a Mosè e ad Aronne e diede loro un incarico presso gli Israeliti e presso il Faraone re d' Egitto, per fare uscire gli Israeliti dal Paese di Egitto.

 

LA  DISCENDENZA  DI  LEVI

 

Questi sono i capi delle loro famiglie: figli di Ruben, primogenito di Israele, Enoch, Pallu, Chezron e Carmi. Queste sono le famiglie di Ruben ...      OMISSIS ...

 

RIPRENDE  IL  RACCONTO

DELLA  VOCAZIONE  DI  MOSE'

 

Questo avvenne quando il Signore parlò a Mose' nel Paese d' Egitto.

Il Signore disse a Mose': "Io sono il Signore !  Riferisci al Faraone, re d' Egitto quanto io ti dico."

Mose' disse alla presenza del Signore: "Ecco, ho la parola impacciata, e come il Faraone vorrà ascoltarmi ?"

 

7.  Il Signore disse a Mose: "Vedi, io ti ho posto a far le veci di Dio per il Faraone: Aronne, tuo fratello sarà il tuo profeta. Tu gli dirai quanto io ti ordinerò: Aronne tuo fratello parlerà al Faraone perchè lasci partire gli Israeliti dal suo Paese. Ma io indurirò il cuore del Faraone e moltiplicherò i miei segni e i miei prodigi nel Paese d' Egitto. Il Faraone non vi ascolterà e io porrò la mano contro l' Egitto e farò così uscire dal Paese d' Egitto le mie schiere, il mio popolo degli Israeliti, con l' intervento di grandi castighi. Allora gli Egiziani sapranno che io sono il Signore, quando stenderò la mano contro l' Egitto e farò uscire di mezzo a loro gli Israeliti !Mose' e Aronne eseguirono quanto il Signore aveva loro comandato, operarono esattamente così. Mose' aveva ottant' anni e Aronne ottantatrè quando parlarono al Faraone.

 

IL  BASTONE  PRODIGIOSO

 

Il Signore disse a Mosè e ad Aronne: "Quando il Faraone vi chiederà: Fate un prodigio a vostro sostegno ! Tu dirai ad Aronne: Prendi il bastone e gettalo davanti al Faraone, e diverrà un serpente !"

Mose' e Aronne vennero dunque ed eseguirono quanto il Signore aveva loro comandato. Aronne gettò il bastone davanti al Faraone e davanti ai suoi servi, ed esso divenne un serpente. Allora il Faraone convocò i sapienti e gli incantatori, e anche i maghi dell' Egitto, con le loro magie operarono la stessa cosa. Gettarono ognuno il suo bastone e i bastoni divennero serpenti. Ma il bastone di Aronne inghiottì i loro bastoni.

Però il cuore del Faraone si ostinò e non diede loro ascolto, secondo quanto aveva predetto il Signore.

 

PRIMA  PIAGA:

L'  ACQUA D' EGITTO  MACCHIATA  DI  SANGUE

 

Il Signore disse a Mose': "Il cuore del Faraone è irremovibile: si è rifiutato di far partire il popolo. Va' dal Faraone al mattino, quando uscirà verso le acque. Tu starai davanti a lui sulla riva del Nilo, tenendo in mano il bastone che si è cambiato in serpente. Gli riferirai: Il Signore Dio degli Ebrei mi ha inviato a dirti: lascia partire il mio popolo perchè possa servirmi nel deserto, ma tu finora non hai obbedito. Dice il Signore: Da questo fatto saprai che io sono il Signore; ecco, con il bastone che ho in mano io batto un colpo sulle acque che sono del Nilo: esse si muteranno in sangue. I pesci che sono nel Nilo moriranno  il Nilo ne diventerà fetido, così che gli Egiziani non potranno più bere le acque del Nilo !"

Il Signore disse a Mose': "Prendi il tuo bastone e stendi la mano sulle acque degli Egiziani, sui loro fiumi, canali, stagni e su tutte le loro raccolte d' acqua; diventino sangue e ci sia sangue in tutto il Paese d' Egitto, persino nei recipienti di legno e di pietra !"

Mose' e Aronne eseguirono quanto aveva ordinato il Signore: Aronne alzò il bastone e percosse le acque che erano del Nilo, sotto gli occhi del Faraone e dei suoi servi. Tutte le acque che erano del Nilo si mutarono in sangue. I pesci che erano nel Nilo morirono e il Nilo divenne fetido, così che gli Egiziani non poterono più berne le acque. Vi fu sangue in tutto il Paese d' Egitto.

Ma i maghi dell' Egitto, con le loro magie, operarono la stessa cosa. Il cuore del Faraone si ostinò e non diede loro ascolto, secondo quanto aveva predetto il Signore.

Il Faraone voltò le spalle e tornò nella sua casa, e non tenne pure conto di questo fatto.

Tutti gli Egiziani scavarono allora nei dintorni del Nilo per attingervi acqua da bere, perchè non potevano bere le acque del Nilo.

Sette giorni trascorsero dopo che il Signore aveva colpito il Nilo.

 

SECONDA  PIAGA:  LE  RANE

 

 

Il Signore disse a Mose: "Va a riferire al Faraone: Dice il Signore, lascia andare il mio popolo perchè mi possa servire ! Se tu rifiuti di lasciarlo andare, ecco, io colpirò tutto il tuo territorio con le rane. Il Nilo comincerà a pullulare di rane: esse usciranno, ti entreranno in casa, nella camera dove dormi e sul tuo letto, nella casa dei tuoi ministri e tra il tuo popolo; nei tuoi forni e nelle tue madie . Contro di te e contro tutti i tuoi ministri usciranno le rane".

 

8.  Il Signore disse a Mosè: "Comanda ad Aronne: Stendi la mano con il tuo bastone sui fiumi, sui canali e negli stagni, e fa uscire le rane sul Paese d' Egitto !"

Aronne stese la mano sulle acque d' Egitto e tutte le rane uscirono e ricoprirono il Paese d' Egitto. Ma i maghi, con le loro magie, operarono la stessa cosa e fecero uscire le rane sul Paese d' Egitto.

Il Faraone fece chiamare Mosè e Aronne e disse: "pregate il Signore perchè allontani le rane da me e dal mio popolo; io lascerò andare il popolo perchè possa sacrificare al Signore !"

Mose' disse al Faraone: "Fammi l' onore di comandarmi per quando io devo pregare in favore tuo, dei tuoi ministri e del tuo popolo, per liberare dalle rane te e le tue case, in modo che ne rimangano soltanto nel Nilo" .

Rispose: "Per domani". Riprese [Mose']: "Secondo la tua parola ! Perchè tu sappia che non esiste nessuno pari al Signore nostro Dio. Le rane si ritireranno da te e dalle tue case, dai tuoi servitori e dal tuo popolo: ne rimarranno soltanto nel Nilo".

Mosè e Aronne si allontanarono dal Faraone e Mose' supplicò il Signore riguardo alle rane, che aveva mandato contro il Faraone. Il Signore operò secondo le parole di Mosè, e le rane morirono nelle case, nei cortili e nei campi. Le raccolsero in tanti mucchi e il Paese ne fu ammorbato.

Ma il Faraone vide che era intervenuto il sollievo, si ostinò e non diede loro ascolto, secondo quanto aveva predetto il Signore.

 

TERZA  PIAGA:  LE  ZANZARE

 

Quindi il Signore disse a Mose': "Comanda ad Aronne: Stendi il tuo bastone, percuoti la polvere per terra, essa si muterà in zanzare, in tutto il Paese d' Egitto" .

Così fecero: Aronne stese la mano con il suo bastone, colpì la polvere della terra e infierirono le zanzare sugli uomini e sulle bestie: tutta la polvere del Paese si era mutata in zanzare in tutto l' Egitto. I maghi fecero la stessa cosa con le loro magie, per produrre zanzare, ma non riuscirono e la zanzare infierivano sugli uomini e sulle bestie.

Allora i maghi dissero al Faraone: "E' il dito di Dio !"

Ma il cuore del Faraone si ostinò e non diede ascolto, secondo quanto aveva predetto il Signore"

 

QUARTA  PIAGA:  I  MOSCONI

 

Il Signore disse a Mose': "Alzati di buon mattino e presentati al Faraone quando andrà alle acque; gli riferirai: Dice il Signore, lascia partire il mio popolo perchè mi possa servire. Se tu non lasci partire il mio popolo, ecco manderò su di te, sui tuoi ministri, sul tuo popolo e sulle tue case i mosconi: le case degli Egiziani saranno piene di mosconi, e anche il suolo sul quale essi si troveranno. Ma in quel giorno io eccettuerò il paese di Gosen dove dimora il mio popolo, in modo che là non vi siano mosconi, perchè tu sappia che io, il Signore, sono in mezzo al Paese ! Così, farò distinzione fra il mio popolo e il tuo popolo. Domani avverrà questo segno".

Così fece il Signore: una massa imponente di mosconi entrò nella casa del Faraone, nella casa dei suoi ministri e in tutto il Paese d' Egitto; la regione era devastata a causa dei mosconi.

Il Faraone fece chiamare Mose' e Aronne e disse: "Andate a sacrificare al vostro Dio nel Paese !"  Ma Aronne rispose: "Non è opportuno far così perchè quello che noi sacrifichiamo al Signore nostro Dio è abominio per gli Egiziani. Se noi facciamo un sacrificio abominevole agli Egiziani, sotto i loro occhi, forse non ci lapideranno ? Andremo nel deserto a tre giorni di cammino e sacrificheremo al Signore, nostro Dio, secondo quanto egli ci ordinerà ! "

Allora il Faraone replicò: "Vi lascio partire e potrete sacrificare al Signore nel deserto. Ma non andate molto lontano e pregate per me . "

Rispose Mose': "Ecco, uscirò dalla tua presenza e pregherò il Signore. Domani i mosconi si ritireranno dal Faraone, dai suoi ministri e dal suo popolo, perchè possa sacrificare al Signore. Però il Faraone cessi di burlarsi di noi non lasciando partire il popolo perchè possa sacrificare al Signore ! "  Mosè si allontanò dal Faraone, e pregò il Signore.

Il Signore agì secondo la parola di Mosè e allontanò i mosconi dal Faraone, dai suoi ministri e dal suo popolo, non ne restò neppure uno.

Ma il Faraone si ostinò anche questa volta e non lasciò partire il popolo.

 

QUARTA  PIAGA:  LA  PESTE  DEL  BESTIAME

 

Allora il Signore si rivolse a Mosè: "Va a riferire al Faraone: dice il Signore Dio degli Ebrei: lascia partire il mio popolo, perchè mi possa servire !  Se tu rifiuti di lasciarlo partire e lo trattieni ancora, ecco la mano del Signore viene sopra il tuo bestiame che è nella campagna, sopra i cavalli, gli asini, i cammelli, sopra gli armenti e le greggi, con la peste gravissima !  Ma il Signore farà distinzione fra il bestiame di Israele e quello degli Egiziani, così che niente muoia di quanto appartiene agli Israeliti. "

Il Signore fissò la data dicendo: "Domani il Signore compirà questa cosa nel Paese ! "  Appunto il giorno dopo il Signore compì questa cosa: morì tutto il bestiame degli Egiziani, ma del bestiame degli Israeliti non morì neppure un capo. Il Faraone mandò a vedere, ed ecco, neppure un capo era morto del bestiame d' Israele.

Ma il cuore del Faraone rimase ostinato e non lasciò partire il popolo.

 

SESTA  PIAGA:  LE  ULCERE

 

Il Signore disse a Mose' e ad Abramo: "Procurate una manciata di fuliggine di fornace: Mose' la getterà in aria sotto gli occhi del Faraone: essa diventerà un pulviscolo diffuso in tutto il Paese d' Egitto, e produrrà sugli uomini e sulle bestie un' ulcera con pustole, in tutto il Paese d' Egitto. "

Presero dunque fuliggine di fornace, si posero alla presenza dl Faraone, Mose' la gettò in aria ed essa produsse ulcere pustolose, con eruzioni su uomini e bestie.  I maghi non poterono stare alla presenza di Mose' a causa delle ulcere, che li avevano colpiti come tutti gli Egiziani.

Ma il Signore rese ostinato il cuore del Faraone, il quale non diede loro ascolto, come il Signore aveva predetto a Mose'.

 

SETTIMA  PIAGA:  LA  GRANDINE

 

Il Signore disse a Mose': "Alzati di buon mattino,presentati al Faraone e annunziagli: Dice il Signore, Dio degli ebrei: lascia partire il mio popolo perchè mi possa servire ! Perchè questa volta io mando tutti i miei fratelli contro di te, contro i tuoi ministri e contro il tuo popolo, perchè tu sappia che nessuno è come me su questa terra. Se fin da principio io avessi steso la mano per colpire il tuo popolo con la peste, tu saresti ormai cancellato dalla terra. Invece ti ho lasciato vivere per dimostrarti la mia potenza e per manifestare il mio nome su tutta la terra. Ancora ti opponi al mio popolo e non lo lasci partire ! Ecco, io faccio cadere, domani a questa stessa ora una grandinata violentissima, come non ci fu mai in Egitto dal giorno della sua fondazione fino ad oggi. Manda dunque fin d' ora a mettere al riparo il tuo bestiame e quanto hai in campagna. Su tutti gli uomini e su tutti gli animali che si trovano in campagna e che non saranno ricondotti in casa scenderà la grandine, ed essi moriranno. "

Chi tra i ministri del Faraone temeva il Signore fece ricoverare nella casa i suoi schiavi e il suo bestiame; chi invece non diede retta alle parole del Signore lasciò schiavi e bestiame in campagna.

Il Signore disse a Mose': "Stendi la mano verso il Cielo: vi sia grandine in tutto il Paese d' Egitto, sugli uomini, sulle bestie e su tutte le erbe dei campi nel Paese d' Egitto. "

Mose'' stese il bastone verso il cielo e il Signore mandò tuoni e grandine; un fuoco guizzò sul Paese e il Signore fece piovere grandine su tutto il Paese d' Egitto. Ci furono grandine, e folgori in mezzo alla grandine: grandinata così violenta come non era mai stata in tutto il Paese d' Egitto, dal tempo in cui era diventato Nazione !

La grandine colpì, in tutto il Paese d' Egitto, quanto era nella campagna: uomini e bestie. La grandine colpì anche tutta l' erba della campagna e schiantò tutti gli alberi della campagna.

Soltanto nel paese di Gosen, dove stavano gli Israeliti, non vi fu grandine.

Allora il Faraone mandò a chiamare Mose' e Aronne e disse loro: "Questa volta ho peccato: Il Signore ha ragione; io e il mio popolo siamo colpevoli. Pregate il Signore: basta con i tuoni e la grandine. Vi lascerò partire e non resterete qui più oltre.

Mose' gli rispose: "Quando sarò uscito dalla città stenderò le mani verso il Signore: i tuoni cesseranno e non vi sarà più grandine, perchè tu sappia che la terra è del Signore. Ma quanto a te e ai tuoi ministri, io so che ancora non temete il Signore Dio. "

Ora, il lino e l' orzo erano stati colpiti, perchè l' orzo era in spiga e il lino in fiore, ma il grano e la spelta non erano stati colpiti, perchè tardivi.

Mose' si allontanò dal Faraone e dalla città, stese le mani verso il Signore, e i tuoni e la grandine cessarono e la pioggia non si rovesciò più sulla terra.

Il Faraone vide che la pioggia era cessata, come anche la grandine e i tuoni, e continuò a peccare, e si ostinò, insieme con i suoi ministri.

Il cuore del Faraone si ostinò ed egli non lasciò partire gli Israeliti, come aveva predetto il Signore per mezzo di Mose'.

 

OTTAVA  PIAGA:  LE  CAVALLETTE

 

10.   Allora il Signore disse a Mose': "Va' dal Faraone, perchè io ho reso irremovibile il suo cuore e il cuore dei suoi ministri. Non operare questi miei prodigi in mezzo a loro, e perchè tu possa raccontare e fissare nella memoria di tuo figlio e di tuo nipote come io ho trattato gli Egiziani e i segni che ho compiuto in mezzo a loro, e così saprete che io sono il Signore.

Mose' e Aronne entrarono dal Faraone e gli dissero: "Disse il Signore Dio degli Ebrei: Fino a quando rifiuterai di piegarti davanti a me ? Lascia partire il mio popolo perchè mi possa servire. Se tu rifiuterai di lasciar partire il mio popolo, ecco io manderò da domani le cavallette sul tuo territorio. Esse copriranno il paese, così da non potersi più vedere il suolo; divoreranno ciò che è rimasto,  che vi è stato lasciato dalla grandine, e divoreranno ogni albero che germoglia nella vostra campagna.

 

 

Ricopriremo le tue case, le case di tutti i tuoi ministri e le case di tutti gli Egiziani, cosa che non videro i tuoi padri, ne' i padri dei tuoi padri da quando furono in questo suolo fino ad oggi ! "

Poi voltarono le spalle e uscirono dalla presenza dl Faraone . I ministri del Faraone gli dissero; "Fino a quando costui resterà tra noi come una trappola ? Lascia partire questa gente perchè serva il Signore suo Dio ! Non sai ancora che l' Egitto va in rovina ? "

Mose' e Aronne furono richiamati presso il Faraone, che disse loro: "Andate, servite il Signore vostro Dio ! Ma chi sono quelli che devono partire ? "

Mose' disse: "Andremo con i nostri giovani e i nostri vecchi, con figli e figlie, con il nostro bestiame e le nostre greggi, perchè per noi è una festa del Signore. "  Rispose: "Il Signore sia con voi, come io intendo lasciar partire voi e i vostri bambini ! Ma badate che voi avete di mira un progetto malvagio. Così non va. Partite voi uomini e servite il Signore, se davvero voi cercate questo ! "

Li allontanarono dal Faraone. Allora il Signore disse a Mose': "Stendi la mano sul Paese d' Egitto per mandare le cavallette: assalgano il Paese d' Egitto e mangino ogni erba di quanto la grandinata ha risparmiato ! "

Mose' stese il bastone sul Paese d' Egitto e il Signore diresse sul Paese un vento d' Oriente per tutto quel giorno e tutta la notte. Quando fu la mattina, il vento di Oriente aveva portato le cavallette.

Le cavallette assalirono tutto il Paese d' Egitto e vennero a posarsi in tutto il territorio d' Egitto. Fu cosa gravissima: tante non ve n' erano mai state prima, ne' vi furono in seguito. Esse coprirono tutto il Paese, così che il Paese ne fu oscurato, divorarono ogni erba della terra e ogni frutto dell' albero che la grandine aveva risparmiato: nulla di verde rimase sugli alberi e nelle erbe dei campi in tutto il Paese d' Egitto.

Il Faraone allora convocò in fretta Mose' e Aronne e disse: "Ho peccato contro il Signore vostro Dio e contro di voi. Ma ora perdonate il mio peccato anche questa volta e pregate il Signore vostro Dio perchè almeno allontani da me questa morte ! "

Mose' si allontanò dal Faraone e pregò il Signore. Il Signore cambiò la direzione del vento e lo fece soffiare dal mare con grande forza. Esso portò via le cavallette e le abbattè nel Mar Rosso; neppure una cavalletta rimase nel territorio d' Egitto.

Ma il Signore rese ostinato il cuore del Faraone. il quale non lasciò partire gli Israeliti.

 

NONA  PIAGA:  LE  TENEBRE

 

Allora il Signore disse a Mose': "Stendi la mano verso il cielo. Verranno nel Paese d' Egitto tenebre tali che si potranno palpare ! "

Mose' stese la mano verso il cielo: vennero dense tenebre su tutto il Paese d' Egitto, per tre giorni. Non si vedevano più l' un l' altro e per tre giorni nessuno si potè muovere dal suo posto. Ma per tutti gli Israeliti c' era luce là dove abitavano.

Allora il Faraone convocò Mose, e disse: "Partite, servite il Signore ! Solo rimanga il vostro bestiame minuto e grosso ! Anche i bambini potranno partire con voi. "Anche tu metterai a nostra disposizione sacrifici e olocausti e noi li offriremo al Signore nostro Dio. Anche il nostro bestiame partirà con noi; neppure un' unghia ne resterà qui. Perchè da esso noi dobbiamo prelevare le vittime per servire il Signore nostro Dio, e noi non sapremo come servire il Signore finchè non saremo arrivati in quel luogo. "

Ma il Signore rese ostinato il cuore del Faraone, il quale non volle lasciarli partire.

Gli rispose dunque il Faraone: "Vattene da me ! Guardati dal ricomparire davanti a me, perchè quando tu rivedrai la mia faccia morirai. "

Mose' disse: "Hai parlato bene, non vedrò più la tua faccia !"

 

PREDIZIONE  DELLA  DECIMA  PIAGA

E  DELLA  MORTE  DEI  PRIMOGENITI

 

11.  Il Signore disse a Mose': "Ancora una piaga manderò contro il Faraone e l' Egitto, dopo di che vi lascerà partire da qui. Vi lascerà partire senza restrizione, anzi vi caccerà da qui. D1' dunque al popolo che ciascuno dal suo vicino, e ciascuna dalla sua vicina, si facciano dare oggetti d' argento e oggetti d' oro. "

Il Signore fece sì che il popolo trovasse favore agli occhi degli Egiziani. Inoltre Mose' era un uomo assai considerato nel Paese d' Egitto, agli occhi dei ministri del Faraone e del popolo.

Mose' riferì: "Dice il Signore: Verso la metà della notte io uscirò attraverso l' Egitto; morirà ogni primogenito nel Paese d' Egitto, dal primogenito dal Faraone che siede sul trono fino alla primogenita della schiava che sta dietro la mola, e ogni primogenito del bestiame. Un grande grido si leverà da tutto il Paese d' Egitto, quale non vi fu mai e quale non si ripeterà mai più. Ma contro tutti gli Israeliti neppure un cane passerà la lingua ne' contro uomini, ne' contro bestie, perchè sappiano che il Signore fa distinzione fra l' Egitto e Israele. Tutti questi tuoi servi scenderanno da me e si prostreranno davanti a me dicendo: Esci tu e tutto il popolo che ti segue ! Dopo io uscirò. ! "

Mose', acceso di collera, si allontanò dal Faraone.

Il Signore aveva appunto detto a Mose': "Il Faraone vi ascolterà perchè si moltiplicheranno i miei prodigi nel Paese d' Egitto. "

Mose' e Aronne avevano fatto tutti questi prodigi davanti al Faraone, ma il Signore aveva reso ostinato il cuore del Faraone, il quale non lasciò partire gli Israeliti dal suo Paese.

 

LA  PASQUA

 

12.  Il Signore disse a Mose' e ad Aronne nel Paese d' Egitto: "Questo mese sarà per voi l' inizio dei mesi, sarà per voi il primo mese dell' anno. Parlate a tutta la comunità di Israele e dite: Il dieci di questo mese ciascuno si procuri un agnello per famiglia, un agnello per casa. Se la famiglia fosse troppo piccola per consumare un agnello, si assocerà al suo vicino, al più prossimo della casa, secondo il numero delle persone; calcolerete come dovrà essere l' agnello, secondo quanto ognuno di voi può mangiarne. Il vostro agnello sia senza difetto, maschio nato nell' anno; potrete sceglierlo tra le pecore a tra le capre e lo serberete fino al quattordici di questo mese: allora tutta l' assemblea della comunità d' Israele lo immolerà al tramonto. Preso un po' del suo sangue lo porranno sui due stipiti e sull' architrave delle case in cui lo dovranno mangiare. In quella notte ne mangeranno la carne arrostita al fuoco, lo mangeranno con gli azzimi  con le erbe amare. Non lo mangerete crudo, ne' bollito nell' acqua, ma solo arrostito al fuoco con la testa, le gambe e le viscere. Non ne dovete far avanzare fino al mattino: quello che il mattino sarà avanzato lo brucerete al fuoco. Ecco in qual modo lo mangerete: con i fianchi cinti, i sandali ai piedi, il bastone in mano; lo mangerete in fretta. E' la Pasqua del Signore ! In quella notte io passerò per il Paese d' Egitto e colpirò ogni primogenito nel Paese d' Egitto, uomo o bestia, così farò giustizia di tutti gli dèi dell' Egitto. Io sono il Signore ! Il sangue delle vostre case sarà il segno che voi siete dentro. Io vedrò il sangue e passerò oltre, non vi sarà per voi flagello di sterminio quando io colpirò il Paese d' Egitto. Questo giorno sarà per voi un memoriale, lo celebrerete come festa del Signore di generazione in generazione, lo celebrerete come un rito perenne.

 

GLI  AZZIMI

 

Per sette giorni voi mangerete azzimi. Già dal primo giorno farete sparire il lievito dalle vostre case, perchè chiunque mangerà del lievitato dal giorno primo al giorno settimo, quella persona sarà eliminata da Israele.

Nel primo giorno avrete una convocazione sacra: nel settimo giorno una convocazione sacra: durante questi giorni non si farà alcun lavoro: potrà esser preparato solo ciò che deve esser preparato da ogni persona.

Osservate gli azzimi, perchè in questo stesso giorno io ho fatto uscire le vostre schiere dal Paese d' Egitto, osserverete questo giorno di generazione in generazione come rito perenne. Nel primo mese, il giorno quattordici del mese, alla sera, voi mangerete azzimi fino al ventuno del mese, alla sera. Per sette giorni non si troverà lievito nelle vostre case, perchè chiunque mangerà del lievito sarà eliminato dalla comunità di Israele, forestiero o nativo del Paese.

Non mangerete nulla di lievitato. In tutte le vostre dimore mangerete azzimi.

 

DIRETTIVE  DI  MOSE'  SULLA  PASQUA

 

Mose' convocò tutti gli anziani di Israele e disse loro: "Andate e procuratevi un capo di bestiame minuto per ogni vostra famiglia e immolate la Pasqua. Prenderete un fascio di Issopo, lo intingerete nel sangue che sarà nel catino, e spruzzerete l' architrave e gli stipiti con il sangue del catino. Nessuno di voi uscirà dalla porta della sua casa fino al mattino. Il Signore passerà per colpir l' Egitto, vedrà il sangue sull' architrave e sugli stipiti; allora il Signore passerà oltre la porta e non permetterà allo sterminatore di entrare nella vostra casa per colpire. Voi osserverete questo comando come un rito fissato per i vostri figli  per sempre. Quando poi sarete entrati nel Paese che il Signore vi darà come ha promesso, osserverete questo rito.

Allora i vostri figli vi chiederanno: "Che significa questo atto di culto ? Voi direte loro: E' il sacrificio della Pasqua per il Signore, il quale è passato oltre le case degli Israeliti in Egitto, quando colpì l' Egitto e salvò le nostre case.

Il popolo si inginocchiò e si prostrò. Poi gli Israeliti se ne andarono ed eseguirono ciò che il Signore aveva ordinato a Mose' e ad Aronne. In tal modo essi fecero.

 

ESECUZIONE  DELLA  DECIMA  PIAGA:

LA  MORTE  DEI  PRIMOGENITI

 

A mezzanotte il Signore percosse ogni primogenito nel Paese d' Egitto, dal primogenito del Faraone che siede sul trono, fino al primogenito del prigioniero nel carcere sotterraneo, e tutti i primogeniti del bestiame.

Si alzò il Faraone nella notte e con lui i suoi ministri e tutti gli Egiziani. Un grande grido scoppiò in Egitto perchè non c' era casa dove non vi fosse un morto !

 

 

Il Faraone convocò Mose' e Aronne nella notte e disse: "Alzatevi e abbandonate il mio popolo, voi e gli Israeliti. Andate a servire il Signore come avete detto. Prendete anche il vostro bestiame e le vostre greggi, come avete detto, e partite ! Benedite anche me !"

Gli Egiziani fecero pressione sul popolo, affrettandosi a mandarli via dal Paese, perchè, dicevano: "Stiamo per morire tutti. "

Il popolo portò con sè la pasta prima che fosse lievitata, portando sulle spalle le madie avvolte nei mantelli.

 

SPOGLIAZIONE  DEGLI  EGIZIANI

 

Gli Israeliti eseguirono l' ordine di Mose' e si fecero dare dagli Egiziani oggetti d' argento e d' oro, e vesti. Il Signore fece sì che il popolo trovasse favore agli occhi degli Egiziani, i quali annuirono alle loro richieste.

Così essi spogliarono gli Egiziani.

 

PRIMO  RACCONTO  DELLA  PARTENZA

 

Gli Israeliti partirono da Ramses alla volta di Succot in numero di seicentomila uomini capaci camminare, senza contare i bambini. Inoltre una grande massa di gente promiscua partì colo loro, e insieme greggi e armenti in gran numero. Fecero cuocere la pasta che avevano portata dall' Egitto in forma di focacce azzime, perchè non era lievitata, erano infatti stati scacciati dall' Egitto e non avevano potuto indugiare; neppure si erano procurati provviste per il viaggio.

Il tempo durante il quale gli Israeliti abitarono in Egitto fu di quattrocentotrent' anni.

Al termine dei quattrocentotrent' anni, proprio in quel giorno, tutte le schiere del Signore uscirono dal Paese d' Egitto.

Notte di veglia fu questa per il Signore, per farli uscire dal Paese d' Egitto. Questa sarà una notte di veglia in onore del Signore per tutti gli Israeliti, di generazione in generazione.

 

IL  RITO  DELLA  PASQUA

 

Il Signore disse a Mosè e ad Aronne: "Questo è il rito della Pasqua, nessuno straniero ne deve mangiare. Quanto a ogni schiavo acquistato con denaro, lo circonciderai e allora ne potrà mangiare. L' avventizio e il mercenario non ne mangeranno. In una sola casa si mangerà: non ne porterai la carne fuori di casa; non ne spezzerete alcun osso. Tutta la comunità d' Israele la festeggerà. Se un forestiero è domiciliato presso di te e vuol festeggiare la Pasqua del Signore, sia circonciso ogni suo  maschio; allora si accosterà per celebrarla e sarà come un nativo del Paese. Ma nessuno non circonciso ne deve mangiare. Vi sarà una sola legge, per il nativo e per il forestiero che è domiciliato in mezzo a voi. "

Tutti gli Israeliti fecero così, come il Signore aveva ordinato a Mose' e ad Aronne, in tal modo operarono.

Proprio in quel giorno il Signore fece uscire gli Israeliti dal Paese d' Egitto, ordinati secondo le loro schiere.

 

LA  CONSACRAZIONE  DEI  PRIMOGENITI

E  GLI  AZZIMI

 

13.  Il Signore disse a Mose': "Consacrami ogni primogenito, il primo parto di ogni madre fra gli Israeliti, di uomini o di animali. Esso appartiene a me. "

Mose' disse al popolo: "Ricordati di questo giorno, nel quale siete usciti dall' Egitto, dalla condizione servile, perchè con mano potente il Signore vi ha fatti uscire di là: non si mangi ciò che è lievitato. Oggi voi uscite nel mese di Abib. Quando il Signore ti avrà fatto entrare nel Paese del Cananeo, dell' Hittita, dell' Amorreo, dell' Eveo e del Gebuseo, che ha giurato ai tuoi padri di dare a te terra dove scorre latte e miele, allora tu compirai questo rito in questo mese: Per sette giorni mangerai azzimi, nel settimo ci sarà una festa in onore del Signore. Per sette giorni mangerai azzimi  e non ci sarà presso di te ciò che è lievitato, non ci sarà presso di te il lievito entro tutti i tuoi confini. In quel giorno tu istruirai tuo figlio. E' a causa di quanto ha fatto il Signore per me, quando sono uscito dall' Egitto. Sarà per te segno sulla tua mano e ricordo fra i tuoi occhi, perchè la legge del Signore sia sulla tua bocca. Con mano potente infatti il Signore ti ha fatto uscire dall' Egitto. Osserverai questo rito alla sua ricorrenza, ogni anno. Quando il Signore ti avrà fatto entrare nel Paese del Cananeo, come ha giurato a te e ai tuoi padri, e te lo avrà dato in possesso, tu riserverai per il Signore ogni primogenito del seno materno, ogni primo parto del bestiame, se di sesso maschile appartiene al Signore. Riscatterai ogni primo parto dell' asino mediante un capo di bestiame minuto, se non lo riscatti gli fiaccherai il collo. Riscatterai ogni primogenito dell' uomo tra i tuoi figli. Quando tuo figlio domani ti chiederà: "Che significa ciò ? " tu gli risponderai: "Con braccio potente il Signore ci ha fatti uscire dall' Egitto, dalla condizione servile. Poichè il Faraone si ostinava a non lasciarci partire, il Signore ha ucciso ogni primogenito nel Paese d' Egitto, i primogeniti degli uomini e i primogeniti del bestiame. Per questo io sacrifico al Signore ogni primo frutto del seno materno, se di sesso maschile, e riscatto ogni primogenito dei miei figli. Questo sarà un segno sulla tua mano, sarà un ornamento fra i tuoi occhi per ricordare che con braccio potente il Signore ci ha fatti uscire dall' Egitto.

 

SECONDO  RACCONTO  DELLA  PARTENZA

 

Quando il Faraone lasciò partire il popolo, Dio non lo condusse per la strada del Paese del Filistei, benchè fosse più corta, perchè Dio pensava: "Altrimenti il popolo, vedendo imminente la guerra, potrebbe pentirsi e tornare in Egitto. "

Dio guidò il popolo per la strada del deserto, verso il Mar Rosso. Gli Israeliti, bene armati, uscivano dal Paese d' Egitto. Mose' prese con sè le ossa di Giuseppe, perchè questi aveva fatto giurare solennemente agli Israeliti: "Dio certo verrà a visitarvi, allora voi vi porterete via le mie ossa."

Partirono da Succot e si accamparono a Etam, sul limite del deserto. Il Signore marciava alla loro testa di giorno, con una colonna di nube, per guidarli alla via da percorrere, di notte con una colonna di fuoco per far loro luce, così che potessero viaggiare giorno e notte. Di giorno la colonna di nube non si ritirava mai dalla vista del popolo, ne' la colonna di fuoco durante la notte.

 

IL  PASSAGGIO  DEL  MAR  ROSSO

 

14.  Il Signor disse a Mose': "Comanda agli Israeliti che tornino indietro e si accampino davanti a Pi-Achirot, tra Migdol e il mare, davanti a Baal-Zefon, di fronte ad esso vi accamperete verso il mare. Il Faraone penserà degli Israeliti: Vanno errando per il Paese: il deserto li ha bloccati ! Io renderò ostinato il cuore del Faraone ed egli li inseguirà; io dimostrerò la mia gloria contro il Faraone e tutto il suo esercito, così gli Egiziani sapranno che io sono il Signore !"

Essi fecero in tal modo.

Quando fu riferito al Re d' Egitto che il popolo era fuggito, il cuore del Faraone e dei suoi ministri si rivolse contro il popolo. Dissero: "Che abbiamo fatto lasciando partire Israele, così che più non ci serva !"

Attaccò allora il cocchio e prese con sè i suoi soldati. Prese seicento carri scelti e tutti i carri di Egitto, con i combattenti sopra ciascuno di essi. Il Signore rese ostinato il cuore del Faraone re di Egitto, il quale inseguì gli Israeliti, mentre gli Israeliti uscivano a mano alzata.

Gli Egiziani li inseguirono e li raggiunsero mentre essi stavano accampati verso il mare: tutti i cavalli e i carri del Faraone, i suoi cavalieri e il suo esercito si trovarono presso Pi-Achirot, presso Baal Zefon.

Quando il Faraone fu vicino, gli Israeliti alzarono gli occhi: ecco, gli Egiziani muovevano il campo dietro di loro ! Allora gli Israeliti ebbero grande paura e gridarono al Signore. E dissero a Mose': "Forse perchè non c' erano sepolcri in Egitto ci hai portato a morire nel deserto ? Che hai fatto portandoci fuori dall' Egitto ? Non ti dicevamo, in Egitto, lasciaci stare e serviremo gli Egiziani ? Perchè è meglio per noi servire l' Egitto che morire nel deserto ! "

Mose' rispose: "Non abbiate paura, siate forti e vedrete la salvezza che il Signore oggi opera per voi. Perchè gli Egiziani che oggi vedete, non li rivedrete mai più ! Il Signore combatterà per voi e starete tranquilli.

Il Signore disse a Mose': "Perchè gridi verso di me ?Ordina agli Israeliti di riprendere il cammino, ma intanto alza il bastone, stendi la mano sul mare e dividilo, perchè gli Israeliti entrino nel mare all' asciutto. Ecco, io rendo ostinato il cuore degli Egiziani così che entrino dietro di loro e io dimostri la mia gloria sul Faraone e tutto il suo esercito, sui suoi carri e sui suoi cavalieri. Gli Egiziani sapranno che io sono il Signore quando dimostrerò la mia gloria contro il Faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri. "

L' Angelo di Dio, che precedeva l' accampamento,  cambiò posto e passò indietro. Anche la colonna di fumo si mosse e dal davanti passò indietro. Venne così a trovarsi tra l' accampamento degli Egiziani e quello di Israele. La nube era tenebrosa per gli uni, mentre per gli altri illuminava la notte, così che gli uni non  poterono avvicinarsi agli altri durante tutta la notte.

Allora Mose' stese la mano sul mare. E il Signore, durante tutta la notte, risospinse il mare con un forte vento d' oriente, rendendolo asciutto; le acque si divisero: gli Israeliti entrarono nel mare sull' asciutto, mentre per loro le acque erano una muraglia a destra e a sinistra.

Gli Egiziani li inseguirono con tutti i cavalli del Faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri, entrarono dietro di loro, in mezzo al mare.

Ma alla veglia del mattino il Signore dalla colonna di fuoco e di nube gettò uno sguardo sul campo degli Egiziani e lo mise in rotta. Frenò le ruote dei loro carri, così che a stento riuscivano a spingerle.

Allora gli Egiziani dissero: "Fuggiamo di fronte a Israele, perchè il Signore combatte per loro contro gli Egiziani ! "

Il Signore disse a Mose': "Stendi la mano sul mare, le acque si riversino sugli Egiziani, sui loro carri e sui loro cavalieri" .

Mose' stese la mano sul mare e il mare, sul far del mattino, tornò al suo livello consueto mentre gli Egiziani, fuggendo, gli si dirigevano contro. Il Signore li travolse così in mezzo al mare. Le acque ritornarono e sommersero i carri e i cavalieri di tutto l' esercito del Faraone, che erano entrati nel mare dietro a Israele; non se ne scampò neppure uno.

Invece gli Israeliti avevano camminato sull' asciutto in mezzo al mare, mentre le acque erano per loro una muraglia a destra e a sinistra.

In quel giorno il Signore salvò Israele dalla mano degli Egiziani e Israele vide gli Egiziani morti sulla riva del mare. Israele vide la mano potente con la quale il Signore aveva agito contro l' Egitto, e il popolo temette il Signore, e credette in lui e nel suo servo Mose'.

 

 

 

CANTICO  DI  VITTORIA

 

15.   Allora Mose' e gli Israeliti cantarono

questo canto al Signore e dissero: "

Voglio cantare in onore del Signore

perchè ha mirabilmente trionfato,

ha gettato in mare

cavallo e cavaliere.

Mia forza e mio canto è il Signore,

Egli mi ha salvato

E' il mio Dio e lo voglio lodare,

è il Dio di mio padre

e lo voglio esaltare !

Dio è prode in guerra

Si chiama Signore.

I carri del Faraone e il suo esercito

li ha gettati nel mare

e i suoi combattenti scelti

furono sommersi nel Mare Rosso.

Gli abissi li ricoprirono

sprofondando come pietra.

La tua destra, Signore,

terribile per la potenza,

la tua destra, Signore,

annienta il nemico;

con subitanea grandezza

abbatti i tuoi avversari,

scateni il tuo furore

che li divora come paglia.

Al soffio della tua ira

si accumularono le acque,

si alzarono le onde

come un argine,

si rappresero gli abissi

in fondo al mare.

Il nemico aveva detto:

"Inseguirò, raggiungerò,

spartirò il bottino

e se ne sazierà la mia brama,

sfodererò la spada,

li conquisterà la mia mano ! "

Soffiasti con il tuo alito:

il mare li coprì,

sprofondarono come piombo

in acque profonde.

Chi è come te, fra gli dèi, Signore ?

Chi è come te

maestoso in santità,

operatore di prodigi ?

Stendesti la destra:

li inghiottì la terra.

Guidasti con il tuo favore

questo popolo che hai riscattato,

lo conducesti con forza

alla tua santa dimora.

Hanno udito i popoli e tremano;

dolore incolse gli abitanti della Filistea.

Già si spaventano i capi di Edom,

i potenti di Moab li prende il timore:

tremano tutti gli abitanti di Canaan.

Piombano sopra di loro

la paura e il terrore;

per la potenza del tuo braccio

restano immobili come pietra

finchè sia passato il tuo popolo.

Signore,

finchè sia passato questo tuo popolo

che ti sei acquistato.

Lo fai entrare e lo pianti

sul monte della tua eredità,

luogo che per tua sede,

Signore, hai preparato,

Santuario che le tua mani,

Signore, hanno fondato.

Il Signore regna

in eterno e per sempre !

Quando tutti i cavalli del Faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri furono entrati nel mare, il Signore fece tornare sopra di essi le acque del mare, mentre gli Israeliti avevano camminato sull' asciutto in mezzo al mare.

Allora Maria, la profetessa, sorella di Aronne, prese in mano un timpano: dietro a lei uscirono le donne con i timpani, formando cori di danze. Maria fece loro cantare il ritornello:

Cantate al Signore

perchè ha mirabilmente trionfato:

ha gettato in mare

cavallo e cavaliere.

 

LA MARCIA ATTRAVERSO IL DESERTO.

LE ACQUE DI MARA

 

Mose' fece levare l' accampamento di Israele dal Mare Rosso, ed essi avanzarono verso il deserto di Sur.

Camminarono tre giorni nel deserto e non trovarono acqua. Arrivarono a Mara, ma non potevano bere le acque di Mara, perchè erano amare. Per questo erano state chiamate "Mara".

Allora il popolo mormorò contro Mosè: "Che berremo ? " Egli invocò il Signore, il quale gli indicò un legno, lo gettò nell' acqua e l' acqua divenne dolce.

In quel luogo il Signore impose al popolo una legge e un diritto, in quel luogo lo mise alla prova.

Disse: "Se tu ascolterai la voce del Signore tuo Dio, e farai ciò che è retto ai suoi occhi, se tu presterai orecchio ai suoi ordini e osserverai tutte le sue leggi io non ti infliggerò nessuna delle infermità che ho inflitte agli Egiziani, perchè io sono il Signore, colui che ti guarisce ! "

Poi arrivarono a Elim, dove sono dodici sorgenti d' acqua e settanta palme. Qui si accamparono presso l' acqua.

 

LA  MANNA  E  LE  QUAGLIE

 

16.   Levarono l' accampamento da Elim e tutta la comunità degli Israeliti arrivò al deserto di Sin, che si trova tra Elim e il Sinai. Il quindici del secondo mese dopo la loro uscita dal Paese d' Egitto.

Nel deserto tutta la comunità degli Israeliti mormorò contro Mose' e contro Aronne. Gli Israeliti dissero loro: "Fossimo morti per mano del Signore nel Paese d' Egitto, quando eravamo seduti presso la pentola della carne mangiando pane a sazietà. Invece ci avete fatto uscire in questo deserto per far morire di fame tutta questa moltitudine.

Allora il Signore disse a Mose': "Ecco che io sto per far piovere pane dal cielo, per cui: il popolo uscirà a raccoglierne ogni giorno la razione di un giorno, perchè io lo metta alla prova per vedere se cammina secondo la mia legge, o no. Ma il sesto giorno, quando prepareranno quello che dovranno portare a casa, sarà il doppio di quello che raccoglieranno in ogni altro giorno: "Questa sera saprete che il Signore vi ha fatti uscire dal Paese d' Egitto; domani mattina vedrete la Gloria del Signore, perchè egli ha inteso le vostre mormorazioni contro di lui. Noi infatti, che cosa siamo, perchè mormorate contro di noi ? "

Mose' disse: "Quando alla sera il Signore vi darà la carne da mangiare e alla mattina il pane a sazietà, sarà perchè il Signore ha inteso le mormorazioni con le quali mormorate contro di lui. Noi, infatti, che cosa siamo ? Non contro di noi vanno le vostre mormorazioni, ma contro il Signore. "

Mose' disse ad Aronne: "Dà questo  comando a tutta la comunità degli Israeliti: Avvicinatevi alla presenza del Signore, perchè lui ha inteso le vostre mormorazioni ! "

Ora, mentre Aronne parlava a tutta la comunità degli Israeliti, essi si voltarono verso il deserto, ed ecco la Gloria del Signore apparve nella nube.

Il Signore disse a Mose': "Ho inteso la mormorazione degli Israeliti: Parla loro così: al tramonto mangerete carne e alla mattina vi sazierete di pane: saprete che io sono il Signore vostro Dio. "

Alla sera le quaglie salirono e coprirono l' accampamento; al mattino c' era uno strato di rugiada attorno all' accampamento. Poi lo strato di rugiada svanì ed ecco sulla superficie del deserto c' era una cosa minuta e granulosa, minuta come è la brina sulla terra.

Gi Israeliti la videro e si dissero l' un l' altro: "Man hu, Che cos'è ? Perchè non sapevano che cosa fosse.

Mose' disse loro: "E' il pane che il Signore vi ha dato in cibo. Ecco che cosa comanda il Signore: raccoglietene quanto ciascuno ne può mangiare: un omer a testa, secondo il numero delle persone con voi. Ne preparerete ciascuno con quelli della propria tenda. "

Così fecero gli Israeliti, ne raccolsero chi molto, chi poco. Si misurò con l' omer, colui che ne aveva preso di più, non ne aveva di troppo; colui che ne aveva preso di meno, non ne mancava: avevano raccolto quanto ciascuno poteva mangiarne.

Poi Mose' disse loro: "Nessuno ne faccia avanzare fino al mattino. "

Essi non obbedirono a Mose' e alcuni ne conservarono fino al mattino, ma vi si generarono vermi e imputridì. Mose' si irritò contro di loro.

Essi dunque ne raccoglievano ogni mattina, secondo quanto ciascuno mangiava, quando il sole cominciava a scaldare, si scioglieva.

Nel sesto giorno raccolsero il doppio di quel pane, due omer a testa. Allora tutti i principi della comunità vennero ad informare Mose'. E disse loro: "E' appunto come ha detto il Signore: Ciò che avete da cuocere, cuocetelo, ciò che avete da bollire, bollitelo; quanto avanza tenetelo in serbo fino a domani mattina. "

Essi lo misero in serbo fino al mattino, come aveva ordinato Mose',e non imputridì, e non vi si trovarono vermi.

Disse Mose': "Mangiatelo oggi perchè è sabato, in onore del Signore: oggi non lo troverete nella campagna. Sei giorni lo coglierete, ma il settimo giorno, il sabato, non ve ne sarà. "

Nel settimo giorno alcuni del popolo uscirono per raccoglierne, ma non ne trovarono. Disse allora il Signore a Mose': "Fino a quando rifiuterete di osservare i miei ordini e le mie leggi ? Vedete che il Signore vi ha dato il sabato ! Per questo vi dà al sesto giorno il pane per due giorni. Restate ciascuno al proprio posto. Nel settimo giorno nessuno esca dal luogo ove si trova. "  Il popolo dunque riposò nel settimo giorno.

La casa d' Israele la chiamò manna; era simile al seme del coriandolo e bianca. Aveva il sapore di una focaccia con miele.

Mose' disse: "Questo ha ordinato il Signore, mangiatene on omer e conservatelo per i vostri discendenti perchè vedano il pane che vi ho dato da mangiare nel deserto quando vi ho fatti uscire dal Paese d' Egitto. "

Mose' disse quindi ad Aronne: "Prendi una urna e mettici dentro un omer completo di manna. Deponila davanti al Signore e conservala per i nostri discendenti. "

Secondo quanto il Signore aveva ordinato a Mose', Aronne la depose  per conservarla davanti alla Testimonianza.

Gli Israeliti mangiarono la manna per quarant' anni fino al loro arrivo in una terra abitata. Mangiarono cioè la manna finchè furono arrivati ai confini del Paese di Canaan. L'  omer è la decima parte di un' efa.

 

L ' ACQUA  DALLA  ROCCIA

 

 

17.   Tutta la comunità degli Israeliti levò l' accampamento dal deserto del Sin, secondo l' ordine che il Signore dava di tappa in tappa,  e si accampò a Refidim. Ma non c' era acqua da bere per il popolo.

Il popolo protestò contro Mose': "Dateci acqua da bere ! "

Mose' disse loro: "Perchè protestate con me ? Perchè mettete alla prova il Signore ? "

In quel luogo il popolo soffriva di sete per mancanza di acqua; il popolo mormorò contro Mosè  disse: "Perchè ci hai fatti uscire dall' Egitto per far morire di sete noi,  i nostri figli e il nostro bestiame ? "

Allora Mose' invocò l' aiuto del Signore dicendo: "Che farò io per questo popolo ? Ancora un poco e mi lapideranno ! "

Il Signore disse a Mosè': "Passa davanti al popolo e prendi con te alcuni anziani di Israele. Prendi con te il bastone con cui hai percosso il Nilo e va! Ecco io starò davanti a te sulla roccia, sull' Oreb, tu batterai sulla roccia, ne uscirà acqua e il popolo berrà. !

Mose' così fece sotto gli occhi degli anziani di Israele. Si chiamò quel luogo Massa e Meriba, a causa della protesta degli Israeliti e perchè misero alla prova il Signore dicendo: " Il Signore è in mezzo a noi, sì o no ? "

 

BATTAGLIA  CONTRO  AMALEK

 

Allora Amalek venne a combattere contro Israele a Refidim. Mosè disse a Giosuè: "Scegli per noi alcuni uomini ed esci in battaglia contro Amalek. Domani io starò ritto sulla cima del colle con in mano il bastone di Dio. " Mose' eseguì quanto gli aveva ordinato Mosè per combattere contro Amalek, mentre Mose', Aronne e Cur salirono sulla cima del colle. Quando Mose' alzava le mani Israele era il più forte, ma quando le lasciava cadere era più forte Amalek.

Poichè Mose' sentiva pesare le mani dalla stanchezza, presero una pietra, la collocarono sotto di lui ed egli vi sedette, mentre Aronne e Cur, uno da una parte, uno dall' altra, sostenevano le sue mani. Così le sue mani rimasero ferme fino al tramonto del sole. Giosuè sconfisse Amalek e il suo popolo passandoli a fil di spada.

Allora il Signore disse a Mosè: "Scrivi questo per ricordo nel libro e mettilo negli orecchi di Giosuè: Io cancellerò del tutto la memoria di Amalek sotto il Cielo ! "

Allora Mose' costruì un altare. Lo chiamò: "Il Signore è il mio vessillo" e disse:

"Una mano s'è levata

sul trono del Signore,

vi sarà guerra del Signore

contro Amalek

di generazione in generazione".

 

VISITA  DI  IETRO  A  MOSE'

E  ISTITUZIONE  DEI  GIUDICI

 

18.   Ietro, sacerdote di Madian, suocero di Mose', venne a sapere quanto Dio aveva operato per Mose' e per Israele suo popolo, come il Signore aveva fatto uscire Israele dall' Egitto.

Allora Ietro prese con sè Zippora moglie di Mosè, che prima egli aveva rimandata, e insieme i due figli di lei, uno dei quali si chiamava Gherson, perchè egli aveva detto: "Sono un emigrato in terra straniera" e l' altro si chiamava Eliezer, perchè "Il Dio di mio padre è venuto in mio aiuto e mi ha liberato dalla spada del Faraone. "

Ietro dunque, suocero di Mose', con i figli e la moglie di lui venne da Mose' nel deserto, dove era accampato presso la montagna di Dio. Egli fece dire a Mose': "Sono io Ietro, tuo suocero, che vengo da te con tua moglie e i suoi due figli ! "

Mose' andò incontro al suocero, si prostrò davanti a lui e lo baciò, poi si informarono l' uno sulla salute dell' altro ed entrarono sotto la tenda. Mose' raccontò al suocero quanto il Signore aveva fatto al Faraone e agli Egiziani per Israele, tutte le difficoltà loro incontrate durante il viaggio, dalle quali il Signore li aveva liberati. Ietro gioì di tutti i benefici che il Signore aveva fatti a Israele quando lo aveva liberato dalle mani degli Egiziani.

Disse Ietro: "Benedetto sia il Signore che vi ha liberati dalla mano degli Egiziani e dalla mano del Faraone. Egli ha strappato questo popolo dalla mano dell' Egitto ! Ora io so che il Signore è più grande di tutti gli dèi perchè egli ha operato contro gli Egiziani con quelle stesse cose di cui essi si vantavano. "Ietro, suocero di Mose', offrì un olocausto e sacrifici a Dio.

 

 

Il giorno dopo Mose' sedette a render giustizia al popolo e il popolo si trattenne presso Mose' dalla mattina fino alla sera. Allora Ietro, visto quanto faceva per il popolo, gli disse: "Che cos'è questo che fai per il popolo, perchè siedi tu solo mentre il popolo sta presso di te dalla mattina alla sera ? "

Mose' rispose al suocero: "Perchè il popolo viene da me per consultare Dio. Quando hanno qualche questione vengono da me e io giudico le vertenze tra l' uno e l' altro e faccio conoscere i decreti di Dio e le sue leggi. "

Il suocero di Mose' gli disse: "Non va bene quello che fai ! Finirai per soccombere, tu e il popolo che è con te, perchè il compito è troppo pesante per te, tu non puoi attendervi da solo. Ora ascoltami, ti voglio dare un consiglio e Dio sia con te: tu sta' davanti a Dio in nome del popolo e presenta le questioni a Dio. A loro spiegherai i decreti e le leggi, indicherai a loro la via per la quale devono camminare e le opere che devono compiere. Invece sceglierai tra tutto il popolo uomini integri, uomini retti che odiano la venalità e li costituirai sopra di loro come capi di migliaia, capi di centinaia, capi di cinquantine e capi di decine, essi dovranno giudicare il popolo in ogni circostanza, quando vi sarà una questione importante la sottoporranno a te, mentre essi giudicheranno ogni affare minore. Così ti alleggeriranno il peso ed essi lo porteranno con te. Se tu fai questa cosa e se Dio te la comanda, potrai resistere e anche questo popolo arriverà in pace alla sua meta. "

Mose' ascoltò la voce del suocero e fece quanto gli aveva suggerito.

Mose' dunque scelse in tutta Israele uomini capaci e li costituì alla testa del popolo come capi di migliaia, capi di centinaia, capi di cinquantine e di decine . Essi giudicavano il popolo in ogni circostanza: quando avevano affari difficili li sottoponevano a Mose', ma giudicavano essi stessi gli affari minori. Poi Mose' congedò il suocero, il quale tornò al suo paese.

 

LA  CORNICE  TEOLOGICA

 

19.   Al terzo mese dall' uscita degli Israeliti dal Paese d' Egitto, proprio in quel giorno essi arrivarono al deserto del Sinai. Levato l' accampamento da Refidim, arrivarono al deserto del Sinai, dove si accamparono; Israele si accampò davanti al monte.

Mose' salì verso Dio e il Signore lo chiamò per nome dicendo: "Questo dirai alla casa di Giacobbe e annuncerai agli Israeliti: Voi stessi avete visto ciò che io ho fatto all' Egitto e come ho sollevato voi su ali di aquila e vi ho fatti venire fino a me. Ora, se volete ascoltare la mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me la proprietà fra tutti i popoli, perchè mia è tutta la terra ! Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa. Queste parole dirai agli Israeliti. "

Mose' andò, convocò gli anziani del popolo e riferì loro tutte queste parole, come gli aveva ordinato il Signore.

Tutto il popolo rispose insieme e disse: "Quanto il Signore ha detto, noi lo faremo ! "

Mose' ritornò dal Signore e riferì le parole del popolo.

 

LA  MANIFESTAZIONE  DI  DIO  AL  SINAI

 

Il Signore disse a Mose': "Ecco, io sto per venire verso di te in una densa nube,  perchè il popolo senta quando io parlerò con te. "

Mose' riferì al Signore le parole del popolo.

Il Signore disse a Mose': "Va dal popolo e purificalo oggi e domani: lavino le loro vesti e si tengano pronti per il terzo giorno, perchè il terzo giorno il Signore scenderà sul monte Sinai, alla vista di tutto il popolo. Fisserai per il popolo un limite tutto attorno dicendo: Guardatevi dal salire sul monte e dal toccarne le falde. Chiunque toccherà il monte sarà messo a morte. Nessuna mano però dovrà toccare costui: dovrà essere lapidato e colpito con tiro di arco. Animale o uomo, non dovrà sopravvivere. Quando suonerà il corno, allora soltanto essi potranno salire sul monte. "

Mose' scese dal monte verso il popolo; egli fece purificare il popolo ed essi lavarono le loro vesti. Poi disse al popolo: Siate pronti in questi tre giorni: non unitevi a donna. "

Ed ecco, il terzo giorno, sul far del mattino vi furono tuoni, lampi, una nube densa sul monte e un suono fortissimo di tromba: tutto il popolo che era nell' accampamento fu scosso da tremore.

Allora Mose' fece uscire il popolo dall' accampamento incontro a Dio. Essi stettero in piedi alle falde del monte. Il monte Sinai era tutto fumante perchè su di esso era sceso il Signore, nel fuoco, e il suo fumo saliva come il fumo di una fornace. Tutto il monte tremava molto.

Il suono della tromba diventava sempre più intenso: Mose' parlava e Dio gli rispondeva con voce di tuono.

Il Signore scese dunque dal monte Sinai, dalla vetta del monte, e il Signore chiamò Mose' sulla vetta del monte. Mose' salì.

Il Signore disse a Mose': "Scendi, scongiura il popolo di non irrompere verso il Signore per vedere, altrimenti ne cadrà una moltitudine ! "

Anche i sacerdoti che si avvicinano al Signore si tengano in stato di mondezza, altrimenti il Signore si avventerà contro di loro ! "

Mose' disse al Signore: "Il popolo non può salire sul monte Sinai, perchè tu stesso ci hai avvertiti dicendo: Fissa un limite verso il monte e dichiaralo sacro. "

Il Signore gli disse: "Va' scendi, poi salirai tu e Aronne con te. Ma i sacerdoti e il popolo non si precipitino per salire verso il Signore, altrimenti egli si avventerà contro di loro ! "

 

IL  DECALOGO

 

20.   Dio allora pronunziò queste parole: "Io sono il Signore tuo Dio, che ti ha fatto uscire dal Paese d' Egitto, dalla condizione di schiavitù: non avrai altri dèi di fronte a me. Non ti farai idolo, ne' immagine alcuna di quanto è lassù nel Cielo, ne' di quanto è quaggiù sulla terra, ne' di ciò che è nelle acque, sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai, perchè io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e quarta generazione per coloro che mi odiano. Ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandi. Non pronunzierai invano il nome del Signore tuo Dio perchè il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano. Ricordati del giorno di sabato per santificarlo: sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro, ma il settimo giorno è il sabato, in onore del Signore tuo Dio: tu non farai alcun lavoro, ne' tu, ne' tuo figlio, ne' tua figlia, ne' il tuo schiavo, ne' la tua schiava, ne'  il tuo bestiame, ne' il forestiero che dimorerà presso di te. Perchè in sei giorni il Signore ha fatto il Cielo, e la terra, e il mare e quanto è in essi. Ma si è riposato il settimo giorno, di sabato, e lo ha dichiarato sacro.

Onora tuo padre e tua madre perchè si prolunghino i tuoi giorni nel Paese che ti dà il Signore tuo Dio.

Non uccidere.

Non pronunziare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.

Non desiderare la casa del tuo prossimo.

Non desiderare la moglie del tuo prossimo, ne'il suo schiavo, ne' la sua schiava, ne' il suo bue, ne' il suo asino, ne' alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo.

Tutto il prossimo percepiva i tuoni e i lampi, il suono del corno e il monte fumante. Il popolo vide, fu preso da tremore e si tenne lontano.

Allora dissero a Mose': "Parla tu a noi, e noi ti ascolteremo, ma non ci parli Dio, altrimenti morremo ! "

Mose' disse al popolo: "Non abbiate timore, Dio è venuto per mettervi alla prova e perchè il suo timore vi sia sempre presente e non pecchiate.

Il popolo si tenne dunque lontano, mentre Mose' avanzò vero la nube oscura nella quale era Dio.

 

IL  CODICE  DELL'   ALLEANZA

 

Il Signore disse a Mose': "Dirai agli Israeliti: Avete visto che vi ho parlato dal Cielo ! Non fate dèi d' argento e dèi d' oro accanto a me ! Non fatene per voi !  Farai per me un altare di terra, e sopra offrirai i tuoi olocausti e i tuoi sacrifici di comunione, le tue pecore e i tuoi buoi, in ogni luogo ove io vorrò ricordare il mio nome, verrò a te e ti benedirò.

Se tu farai un altare di pietra, non lo costruirai di pietra tagliata, perchè alzando la tua lama su di essa la renderesti profana. Non salirai sul mio altare per mezzo di gradini, perchè là non si scopra la tua nudità.

21.

Queste sono le norme che tu esporrai loro:

Quando tu avrai acquistato uno schiavo ebreo, egli ti servirà per sei anni e nel settimo potrà andarsene libero, senza riscatto. Se è entrato solo, uscirà solo; se era coniugato, sua moglie se ne andrà con lui.

Se il suo padrone gli ha dato moglie, ed essa gli ha partorit0 figli, la donna e i suoi figli saranno proprietà del padrone ed egli se ne andrà solo.

Ma se lo schiavo dice: Io sono affezionato al mio padrone, a mia moglie, ai miei figli, non voglio andarmene il libertà, allora il suo padrone lo condurrà davanti a Dio, lo farà accostare al battente o allo stipite della porta e lo forerà l' orecchio con la lesina, egli sarà suo schiavo per sempre.

Quando un uomo venderà la figlia come schiava, essa non se ne andrà come se ne vanno gli schiavi. Se essa non piace al padrone, che però non se la prende come concubina, egli la farà riscattare. Comunque egli non può venderla a gente straniera, agendo con frode verso di lei.

Se egli la vuol dare come concubina al proprio figlio, si comporterà nei suoi riguardi secondo il diritto delle figlie. Se egli ne prende un' altra per sè non diminuirà alla prima il nutrimento, il vestiario, la coabitazione.

Se egli non fornisce a lei queste cose, ella potrà andarsene senza che sia pagato il prezzo del riscatto.

Colui che colpisce un uomo causandone la morte, sarà messo a morte. Però, per colui che non ha teso insidia, ma che Dio gli ha fatto incontrare, io fisserò un luogo dove potrà rifugiarsi.

Ma quando un uomo attenta al suo prossimo per ucciderlo con inganno, allora lo strapperai anche dal mio altare, perchè sia messo a morte.

Colui che percuote suo padre o sua madre sarà messo a morte.

Colui che rapisce un uomo e lo vende, se lo si trova ancora in mano a lui, sarà messo a morte.

Colui che maledice suo padre o sua madre, sarà messo a morte.

Quando alcuni uomini rissano, e uno colpisce il suo prossimo con una pietra o con un pugno, e questi non ne è morto, ma debba mettersi a letto, se poi si alza ed esce con il bastone, chi lo ha colpito sarà ritenuto innocente, ma dovrà pagargli il riposo forzato e procurargli le cure.

Quando un uomo colpisce con il bastone il suo schiavo o la sua schiava, ed egli muore sotto le sua mani, si deve fare vendetta. Ma se sopravvive un giorno o due non sarà vendicato, perchè è acquisto del suo denaro.

Quando alcuni uomini rissano ed urtano una donna incinta così da farla abortire, se non vi è altra disgrazia si esigerà un' ammenda secondo quanto imporrà il marito della donna, e il colpevole pagherà attraverso un arbitrato. Ma se segue una disgrazia, allora pagherai vita per vita, occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede, bruciatura per bruciatura, ferita per ferita, livido per livido.

Quando l' uomo colpisce l' occhio el suo schiavo, o della sua schiava e lo acceca, gli darà la libertà in compenso dell' occhio.

Se fa cadere un dente del suo schiavo o della sua schiava, gli darà la libertà in compenso del dente.

Quando un bue cozza contro un uomo o una donna e ne segue la morte, il bue sarà lapidato e non se ne mangerà la carne. Però il proprietario del bue è innocente. Ma se il bue era solito cozzare con le corna già prima, e il padrone era stato avvisato e non lo aveva custodito, se ha causato la morte di un  uomo o di una donna, il bue sarà lapidato e anche il suo padrone dev' essere messo a morte. Se invece gli viene imposta una compensazione egli pagherà il riscatto della propria vita, secondo quanto gli verrà imposto.

Se cozza con le corna contro un figlio, o contro una figlia, si procederà alla stessa maniera. Se il bue colpisce con le corna una schiavo o una schiava, si pagheranno al padrone trenta sicli d' argento e il bue sarà lapidato.  

Quando un uomo lascia una cisterna aperta, oppure quando un uomo scava una cisterna e non la copre, se vi cade un bue o un asino, il proprietario della cisterna deve dare l' indennizzo: verserà il denaro al padrone della bestia e l' animale morto gli apparterrà.

Quando il bue di un uomo cozza contro il bue del suo prossimo e ne causa la morte, essi venderanno il bue vivo e se ne divideranno il prezzo; si divideranno anche la bestia morta.

Ma se è notorio che il bue cozzava già prima e il suo padrone non lo ha custodito, egli dovrà dare come indennizzo, bue per bue, e la bestia morta gli apparterrà.

Quando un uomo ruba un bue o un montone e poi lo scanna e lo vende, darà come indennizzo  cinque capi di grosso bestiame per il bue, e cinque capi di grosso bestiame per il montone.

 

22.  Se un ladro viene scoperto mentre sta facendo una breccia in un muro e viene colpito e muore, non vi è vendetta di sangue. Ma se il sole si era già alzato su di lui, a suo riguardo vi è vendetta di sangue.

Il ladro dovrà dare l' indennizzo: se non avrà di che pagare sarà venduto in compenso dell' oggetto rubato. Se si trova ancora in vita e in suo possesso ciò che è stato rubato, si tratti di bue, di asino o di montone, restituirà il doppio.

Quando un uomo usa come pascolo un campo o una vigna e lascia che il suo bestiame vada a pascolare nel campo altrui, deve dare l' indennizzo  con il meglio del suo campo e con il meglio della sua vigna.

Quando un fuoco si propaga e si attacca ai cespugli spinosi, se viene bruciato un gruppo di covoni o il grano in spiga, o il grano in erba, colui che ha provocato l' incendio darà l' indennizzo.

Quando un uomo dà in custodia al suo prossimo argento ed oggetti, e poi nella casa di questo uomo viene commesso un furto, e se si trova il ladro, restituirà il doppio. Se il ladro non si trova il padrone della casa si accosterà a Dio per giurare che non ha allungato la mano sulla proprietà del suo prossimo.

Qualunque sia l' oggetto di una frode, si tratti di un bue, di un asino, di un montone, di una veste, di qualunque oggetto perduto di cui uno dice: "E' questo ! " la causa delle due parti andrà fino a Dio, colui che Dio dichiarerà colpevole restituirà il doppio al suo prossimo.  

Quando un uomo dà in custodia al suo prossimo un asino,  un bue, o un capo di bestiame minuto di qualsiasi bestia, se la bestia è morta, o si è prodotta una frattura o è stata rapita senza testimone, tra le due parti interverrà un giuramento per il Signore, per dichiarare che il depositario non ha allungato la mano sulla proprietà del suo prossimo. Il padrone della bestia accetterà e l' altro non dovrà restituire. Ma se la bestia è stata rubata quando si trovava presso di lui, pagherà l' indennizzo al padrone di essa. Se invece è stata sbranata, lo porterà in testimonianza e non dovrà dare l' indennizzo per la bestia sbranata.

Quando un uomo prende in prestito dal suo prossimo una bestia, e questa si è prodotta una frattura, o è morta in assenza del padrone, dovrà pagare l' indennizzo. Ma se il padrone si trova presente, non deve restituire; se si tratta di una bestia presa a nolo, la sua perdita è compensata dal prezzo del noleggio.

Quando un uomo seduce una vergine non ancora fidanzata e pecca con lei, ne pagherà la dote nuziale ed essa diverrà sua moglie. Se il padre di lei si rifiuta di dargliela, egli dovrà versare una somma di denaro pari alla dote nuziale delle vergini.

 

                       

Non lascerai vivere colei che pratica la magia.

Colui che si abbrutisce con una bestia sia messo a morte.

Colui che offre un sacrificio agli dèi, oltre al solo Signore, sarà votato allo sterminio.

Non molesterai il forestiero, ne' lo opprimerai, perchè voi siete stati forestieri nel Paese d' Egitto.

Non maltratterai la vedova e l' orfano, se tu li maltratti, quando invocheranno da me l' aiuto io ascolterò il loro grido, la mia collera si accenderà e vi farò morire di spada: le vostre mogli saranno vedove e i vostri figli orfani.

Se presti denaro a qualcuno del mio popolo, all' indigente che sta con te, non ti comporterai con lui da usuraio: voi non dovete imporgli alcun interesse.

Se prendi in pegno il mantello del tuo prossimo, glie lo renderai al tramonto del sole, perchè è la sua sola coperta, e il mantello per la sua pelle. Come potrebbe coprirsi dormendo ? Altrimenti, quando invocherà da me l' aiuto, io ascolterò il suo grido, perchè io sono pietoso.

Non bestemmierai Dio e non maledirai il principe del tuo popolo.

Non ritarderai l' offerta di ciò che riempie il tuo granaio e di ciò che stilla dal tuo frantoio.

Il primogenito dei tuoi figli lo darai a me. Così farai per il tuo bue e per il tuo bestiame minuto. Sette giorni resterà con sua madre, l' ottavo giorno me lo darai.

Voi sarete per me uomini santi, non mangerete la carne di una bestia sbranata nella campagna, la getterete ai cani.

 

23.   Non spargerai false dicerie. Non presterai mano al colpevole per essere testimone in favore di una ingiustizia. Non seguirai la maggioranza per agire male e non deporrai in processo per deviare verso la maggioranza, per falsare la giustizia. Non favorirai nemmeno il debole nel suo processo.

Quando incontrerai il bue del tuo nemico, o il suo asino dispersi, glieli dovrai ricondurre.

Quando vedrai l' asino del tuo nemico accasciarsi sotto il suo carico, non abbandonarlo a sè stesso: mettiti con lui ed aiutalo.

Non farai deviare il giudizio del povero che si rivolga a te nel suo processo. Ti terrai lontano da parola menzognera.

Non far morire l' innocente e il giusto, perchè io non assolvo il colpevole.

Non accetterai doni, perchè il dono acceca chi ha gli occhi aperti, e perverte anche le parole dei giusti.

Non opprimere il forestiero, anche voi conoscete la vita del forestiero, perchè siete stati forestieri nel Paese d' Egitto.

Per sei anni seminerai la tua terra e ne raccoglierai il prodotto, ma nel settimo anno non la sfrutterai e la lascerai incolta: ne mangeranno gli indigenti del tuo popolo, e ciò che lasceranno sarà divorato dalle bestie della campagna. Così farai per la tua vigna e per il tuo oliveto. Per sei giorni farai i tuoi lavori, ma al settimo giorno farai riposo, perchè possano goder quiete il tuo bue e il tuo asino e possano respirare i figli della tua schiava e il forestiero.

Farete attenzione a quanto vi ho detto: non pronunciate il nome di altri dèi, non si senta nella tua bocca !

Tre volte all' anno farai festa in mio onore. Osserverai la festa degli azzimi, mangerai azzimi durante sette giorni, come ti ho ordinato, nella ricorrenza del mese di Abib, perchè in esso sei uscito dall' Egitto.

Non si dovrà comparire davanti a me a meni vuote.

Osserverai la festa della mietitura, delle primizie dei tuoi lavori, di ciò che semini nel campo; la festa del raccolto al termine dell' anno, quando raccoglierai i frutti dei tuoi lavori nei campi.

Tre volte all' anno il tuo maschio comparirà alla presenza del tuo Signore Dio. Non offrirai con pane lievitato il sangue del sacrificio in mio onore, e il grasso della vittima per la mia testa non starà fino al mattino.

Il meglio delle primizie del tuo suolo lo porterai alla casa del Signore tuo Dio. Non farai cuocere un capretto nel latte di sua madre.

 

CONCLUSIONE  E  INTERPRETAZIONE

DEL  CODICE

 

Ecco, io mando un angelo davanti a te per custodirti sul cammino e per farti entrare nel luogo che io ho preparato. Abbi rispetto della sua presenza, ascolta la sua voce e non ribellarti a lui, egli infatti non perdonerebbe la vostra trasgressione, perchè il mio nome è in lui.

Se tu ascolti la sua voce e ascolti quanto ti dirò, io sarò il nemico dei tuoi nemici e l' avversario dei tuoi avversari.

Quando il mio angelo camminerà sulla tua testa e ti farà sentire presso l' Amorreo, l' Hittita, il Perizzita, il Cananeo e io li distruggerò, tu non ti prostrerai davanti ai loro dèi e non li servirai, tu non ti comporterai secondo le loro opere, ma dovrai demolire e dovrai frantumare le loro stele.

Voi servirete al Signore vostro Dio, egli benedirà il tuo pane e la tua acque. Terrò lontana da te la malattia, non vi sarà nel tuo paese donna che abortisca o che sia sterile. Ti farò giungere al numero completo dei tuoi giorni.

Manderò il mio terrore davanti a te ed essi scacceranno dalla tua presenza l' Eveo, il Cananeo, l' Hittita. Non li scaccerò dalla tua presenza in un solo anno, perchè il Paese non resti deserto e le bestie selvatiche si moltiplicheranno contro di te. A poco a poco li scaccerai dalla tua presenza, finchè avrai tanti figli da occupare il Paese.

Stabilirò il tuo confine dal Mare Rosso fino al Mare dei Filistei e dal deserto fino al fiume, perchè ti consegnerò in mano degli abitanti del Paese e li scaccerò dalla tua presenza.

Ma tu non farai alleanza con loro e con i loro dèi, essi non abiteranno più nel tuo paese, altrimenti ti farebbero peccare contro di me, perchè tu serviresti i loro dèi e ciò diventerebbe una trappola per te.

 

IL  DUPLICE  RITO  DELL'  ALLEANZA

 

24.   Aveva detto a Mosè: "Sali verso il Signore, tu e Aronne, Nadab e Abiu, e insieme settanta anziani d' Israele, voi vi prostrerete da lontano, Mose' avanzerà solo verso il Signore, gli altri non si avvicineranno e il popolo non si avvicinerà con lui.

Mose' andò a riferire al popolo tutte le parole del Signore e tutte le norme: tutto il popolo rispose insieme e disse: "Tutti i comandi che ha dato il Signore, noi li eseguiremo ! "

Mose' scrisse tutte le parole del Signore. Poi si alzò di buon mattino e costruì un altare ai piedi del monte, con dodici stele per le dodici tribù di Israele. Incaricò alcuni giovani tra gli Israeliti di offrire olocausti e di sacrificare giovenchi come sacrifici di comunione per il Signore.

Mose' prese la metà del sangue e la mise in tanti catini, e ne versò l' altra metà sull' altare.

Quindi prese il Libro dell' Alleanza e lo lesse alla presenza del popolo.

Dissero: "Quanto il Signore ha ordinato noi lo faremo e lo eseguiremo ! " Mose' prese il sangue e ne asperse il popolo dicendo: "Ecco il sangue dell' Alleanza che il Signore ha concluso con voi sulla base di queste parole ! "

Mose' salì con Aronne, Nadab e Abiu e i settanta anziani di Israele. Essi videro il Dio di Israele: sotto i suoi piedi vi era come un pavimento di lastre di zaffiro, simile in purezza al cielo stesso. Contro i privilegiati degli Israeliti non stese la mano: essi videro Dio e tuttavia mangiarono e bevvero.

Il Signore disse a Mose': "Sali verso di me sul monte e rimani lassù: io ti darò le tavole di pietra, la legge e i comandamenti che io ho scritto per istruirli. "

Mose' si alzò con Giosuè suo aiutante e salì sul monte di Dio. Agli anziani aveva detto: "Restate qui ad aspettarci fin quando torneremo da voi.  Ecco, avete con voi Aronne e Cur: chiunque avrà una questione si rivolgerà e loro.

Mose' salì dunque sul monte e la nube coprì il monte. La gloria del Signore venne a dimorare sul monte Sinai e la nube lo coprì per sei giorni. Al settimo giorno il Signore chiamò Mose' dalla nube.

La gloria del Signore appariva agli occhi degli Israeliti come fuoco divorante sulla cima della montagna. Mose' entrò dunque in mezzo alla nube e salì sul monte. Mose' rimase sul monte quaranta giorni e quaranta notti.

 

CONTRIBUTI  PER  IL  SANTUARIO

 

25.   Il Signore disse a Mose': "Ordina agli Israeliti che raccolgano per me una offerta. La raccoglierete da chiunque sia generoso di cuore. Ed ecco cosa raccoglierete da loro come contributo: oro, argento e rame, tessuti di porpora viola e rossa, di scarlatto, di bisso e di pelo di capra, pelle di montone tinta di rosso, pelle di tasso e di legno di acacia, olio per il candelabro, balsami per unguenti e per l' incenso aromatico, pietre di onice e pietre da incastonare nell' efod e nel pettorale.

Essi mi faranno un santuario ed io abiterò in mezzo a loro. Eseguirete ogni cosa secondo quanto vi mostrerò, secondo il modello della dimora e il modello di tutti i suoi arredi.

 

L'  ARCA

 

 

Faranno dunque un' arca di legno di acacia: avrà due cubiti e mezzo di lunghezza, un cubito e mezzo di altezza. La rivestirai di oro puro. Dentro e fuori la rivestirai e le farai intorno un bordo d' oro. Fonderai per essa quattro anelli d' oro e li fisserai al suoi quattro piedi: due anelli su di un lato, due anelli su un altro. Farai stanghe di legno di acacia e le rivestirai d' oro. Introdurrai le stanghe negli anelli sui due lati dell' arca, per trasportare l' arca con esse.

Le stanghe dovranno rimanere negli anelli dell' arca, non dovranno essere tolte da lì.

Nell' arca introdurrai la Testimonianza che io ti darò.

Farai il coperchio, o propiziatorio, d' oro puro, avrà due cubiti e mezzo di lunghezza e un cubito e mezzo di larghezza. Farai due cherubini d' oro, li farai lavorati a martello alle due estremità del coperchio. Fà un cherubino ad un estremità e un cherubino all' altra estremità. Farete i cherubini tutti di un pezzo con il coperchio alle due estremità. I cherubini avranno le due ali stese stese di sopra, proteggendo con le ali il coperchio, saranno rivolti l' uno verso l' altro e le facce dei cherubini  saranno rivolte verso il coperchio. Porrai il coperchio sulla parte superiore dell' arca e collocherai nell' arca la Testimonianza che io di darò.

Io ti darò convegno appunto in quel luogo: parlerò con te sopra il propiziatorio, in mezzo ai due cherubini che saranno sull' arca della Testimonianza, ti darò i miei ordini riguardo agli Israeliti.

 

LA  MENSA  DELLA  PRESENTAZIONE

DEI  PANI

 

Farai una tavola di legno di acacia. Avrà due cubiti di lunghezza, un cubito di larghezza, un cubito e mezzo di altezza. La rivestirai d' oro puro e le farai intorno un bordo d' oro. Le farai attorno una cornice d' un palmo e le farai un bordo d' oro per la cornice. Le farai quattro anelli d' oro e li fisserai ai quattro angoli che costituiranno i suoi quattro piedi. Gli anelli saranno contigui alla cornice e costituiranno i suoi quattro piedi.

Gli anelli saranno contigui alla cornice e serviranno a inserire le stanghe destinate a trasportare la tavola. Farai le stanghe di legno di acacia e le rivestirai d' oro, con esse si trasporterà la tavola. Farai anche i suoi accessori, piatti, coppe, anfore e tazze per le libazioni; li farai d' oro puro. Sulla tavola collocherai i pani dell' offerta: saranno sempre alla mia presenza.

 

IL  CANDELABRO

 

 

 

Farai anche un candelabro d' oro puro. Il candelabro sarà lavorato a martello; il suo fusto e i suoi bracci, i suoi calici, i suoi bulbi e le sue corolle saranno tutti di un pezzo. Sei bracci usciranno dal candelabro, tre bracci del candelabro da un lato e tre bracci del candelabro dall' altro lato. Vi saranno su di un  braccio tre calici in forma di fiore di mandorlo, col bulbo e corolla,  e così anche dall'altro braccio tre calici in forma di fiore di mandorlo, con bulbo e corolla. Così sarà per i sei bracci che usciranno dal candelabro.

Il fusto del candelabro avrà quattro calici in forma di fiore di mandorlo, con i loro bulbi e le loro corolle: un bulbo sotto i due bracci che si dipartano da esso e in bulbo sotto gli altri due bracci e un bulbo sotto gli altri due bracci, e un bulbo sotto i due altri bracci che si dipartano da esso,così per tutti i sei bracci che si dipartano dal candelabro.

I bulbi e i relativi bracci saranno tutti di un pezzo. Il tutto sarà formato da una sola massa d' oro puro lavorata a martello.

Farai le sette lampade del candelabro e le collocherai sopra in modo da illuminare lo spazio davanti ad esso.

I suoi smoccolatoi e i suoi portacenere saranno d' oro puro. Lo si farà con un talento di oro puro, esso e tutti i suoi accessori.

Guarda ed eseguisci secondo il modello che ti è stato dato sul monte.

 

IL  SANTUARIO  E  LE  SUE  SUPPELLETTILI

 

 

 

26.   Quanto alla dimora, la farai con dieci teli di bisso ritorto, di porpora viola, di porpora rosa e di scarlatto. Vi farai figure di cherubini, lavoro d' artista. Lunghezza di un telo: ventotto cubiti. Larghezza: quattro cubiti per un telo; la stessa dimensione per tutti i teli.

Cinque teli saranno uniti l' uno all' altro. Farai cordoni di porpora viola sull' orlo del primo telo, all' estremità della sutura; così farai sull' orlo del telo estremo nella seconda sutura.

Farai cinquanta cordoni al primo telo e farai cinquanta cordoni all' estremità della seconda sutura: i cordoni corrisponderanno l' uno all' altro.

Farai cinquanta fibbie d' oro e unirai i teli l' uno all' altro  mediante le fibbie, così il tutto formerà una sola Dimora.

Farai poi teli di pelo di capra per costituire la tenda al di sopra della Dimora; ne farai undici teli: lunghezza di un telo trenta cubiti; larghezza: quattro cubiti per un telo. La stessa dimensione per gli altri undici teli.

Unirai poi cinque teli a parte e sei teli a parte. Piegherai indietro il sesto telo raddoppiato sulla parte anteriore della tenda. Farai cinquanta cordoni sull' orlo del primo telo, che è all' estremità della sutura e cinquanta cordoni sull' orlo del telo che è sulla seconda sutura.

Farai cinquanta fibbie di rame, introdurrai le fibbie nei cordoni e unirai insieme la tenda: così essa formerà un tutto unico.

La parte che pende in eccedenza, la metà cioè di un telo che sopravanza, penderà nella parte posteriore della Dimora. Il cubito in eccedenza da una parte, come il cubito in eccedenza dall' altra parte, nel senso della lunghezza dei teli della tenda, ricadranno sui due lati della Dimora per coprirla da una parte e dall' altra.

Farai per la tenda una coperta di pelli di montone tinta di rosso, e al di sopra una coperta di pelli di tasso. Poi farai per la dimora le assi di legno di acacia, da porsi verticali. Dieci cubiti la lunghezza di un asse, e un cubito e mezzo la larghezza.

Ogni asse avrà due sostegni congiunti l' uno all' altro da un rinforzo. Così farai per tutte le assi della Dimora. Farai dunque tutte le assi della Dimora: venti assi sul lato verso il mezzogiorno, a Sud.

Farai anche quaranta basi d' argento sotto le venti assi, due basi sotto un asse, per i  sostegni e due basi sotto un' altra asse per i suoi sostegni.

Per il secondo lato della Dimora, verso Settentrione, venti assi, come anche le loro quaranta basi d' argento, due basi sotto un' asse e due basi sotto l' altra asse.

Per la parte posteriore della Dimora, verso Occidente, farai sei assi. Farai inoltre due assi per gli angoli della Dimora per la parte posteriore. Esse saranno formate ciascuna da due pezzi uguali abbinati e perfettamente congiunti dal basso fino alla cima, all' altezza del primo anello. Così sarà per ambedue: esse formeranno due angoli.

Vi saranno dunque otto assi con le loro basi d' argento: sedici basi, due basi sotto un' asse e due basi sotto l' altra asse.

Farai inoltre traverse di legno di acacia:  cinque per le assi di un lato della Dimora, e cinque traverse per le assi dell' altro lato della Dimora, e cinque traverse per le assi della parte posteriore, verso Occidente.

La traversa mediana, a mezza altezza dalle assi, le attraverserà da una estremità all' altra.

Rivestirai d' oro le assi, farai in oro i loro anelli, che serviranno per inserire le traverse, e rivestirai d' oro anche le traverse.

Costruirai la Dimora nel modo che ti è stato mostrato sul monte. Farai il velo di porpora viola, di porpora rossa, di scarlatto e di bisso ritorto. Lo si farà con figure di cherubini, lavoro di disegnatore.

Lo appenderai a quattro colonne di acacia, rivestite d' oro, con uncini d' oro e poggiate su quattro basi d' argento.

Collocherai il velo sotto le fibbie e là, nell' interno, oltre il velo, introdurrai l' arca della Testimonianza.

Il velo sarà per voi la separazione tra il Santo e il Santo dei Santi.

Porrai il coperchio sull' arca della Testimonianza, nel Santo dei Santi.

Porrai la tavola fuori dal velo e il candelabro di fronte alla tavola sul lato meridionale della Dimora; collocherai la tavola sul lato settentrionale.

Farai una cortina all' ingresso della tenda, di porpora viola e di porpora rossa, di scarlatto e di bisso ritorto, lavoro di ricamatore. Farai per la cortina cinque colonne di acacia e le rivestirai d' oro. I loro uncini saranno d' oro e fonderai per esse cinque basi si rame.

 

L'  ALTARE  DEGLI  OLOCAUSTI

 

 27.   Farai l' altare di legno d' acacia: avrà cinque cubiti di lunghezza e cinque cubiti di larghezza. L' altare sarà quadrato e avrà l' altezza di tre cubiti. Farai ai suoi quattro angoli quattro corni e saranno tutti di un pezzo. Lo rivestirai di rame.

Farai i suoi recipienti per  raccogliere le ceneri, le sue pale, i suoi vasi per l' aspirazione, le sua forchette e i suoi bracieri. Farai di rame tutti questi accessori.

Farai per esso una graticola di rame lavorata in forma di rete, e farai sulla rete quattro anelli di rame alle sue quattro estremità. La porrai sotto la cornice dell' altare, in basso: la rete arriverà a metà dell' altezza dell' altare, in basso: la rete arriverà a metà dell' altezza dell' altare.

Farai anche stanghe per l' altare: saranno stanghe di legno di acacia e le rivestirai di rame. Si introdurranno queste stanghe negli anelli e le stanghe saranno sui due lati dell' altare quando lo si trasporterà. Lo farai di tavole, vuoto nell' interno: lo farai come ti fu mostrato nel monte.

 

L'  ATRIO  DEL  SANTUARIO

 

 Farai poi il recinto della Dimora: sul lato meridionale, verso Sud, il recinto avrà tendaggi di bisso ritorto per la lunghezza di cento cubiti sullo stesso lato. Vi saranno venti colonne con venti basi di rame. Gli uncini delle colonne e le loro aste trasversali saranno d' argento.

Allo stesso modo sul lato rivolto a settentrione: tendaggi per cento cubiti di lunghezza, le relative venti colonne con le venti basi di rame, gli uncini delle colonne e le basi trasversali d' argento.

La larghezza del recinto verso occidente avrà cinquanta cubiti di tendaggi, con le relative dieci colonne e  dieci basi.

La larghezza del recinto sul lato orientale verso levante sarà di cinquanta cubiti: quindici cubiti di tendaggi con le relative tre colonne e le tre basi.

Alla porta del recinto vi sarà una cortina di venti cubiti, lavoro di ricamatore, di porpora viola, porpora rossa, scarlatto e legno ritorto, con le relative quattro colonne e le quattro basi.

Tutte le colonne intorno al recinto saranno fornite di aste trasversali d' argento: i loro uncini saranno d' argento e le loro basi di rame.

La lunghezza del recinto sarà di cento cubiti, la larghezza di cinquanta, l' altezza di cinque cubiti, di bisso ritorto, con le basi di rame.

Tutti gli arredi della Dimora, per tutti i suoi servizi e tutti i picchetti, come anche i picchetti del recinto, saranno di rame.

 

L'  OLIO  DELLA  LAMPADA

 

Tu ordinerai agli Israeliti che ti procurino olio puro di olive, schiacciato per il candelabro, per tener sempre accesa una lampada.

Nella tenda del convegno, al di fuori del velo che sta davanti alla Testimonianza, Aronne e i suoi figli la prepareranno perchè dalla sera al mattino essa sia davanti al Signore: rito perenne presso gli Israeliti, di generazione in generazione.

 

PARAMENTI  SACERDOTALI

 

28.   Tu fa avvicinare a te, tra gli Israeliti, Aronne tuo fratello e i suoi figli con lui, perchè siano miei sacerdoti: Aronne e Nadab, Abiu, Eleazaro, Itamar, figli di Aronne.

Farai per Aronne, tuo fratello, abiti sacri che esprimano gloria e maestà. Parlerai a tutti gli artigiani più esperti, ai quali io ho dato uno spirito di saggezza, ed essi faranno gli abiti di Aronne per la sua consacrazione e per l' esercizio del sacerdozio in mio onore.

Ed ecco gli abiti che faranno: il pettorale e l' efod, il manto, la tunica damascata, il turbante e la cintura: faranno vesti sacre per Aronne tuo fratello e per i suoi figli, perchè esercitino il sacerdozio in mio onore. Essi dovranno usare oro, porpora viola e porpora rossa, scarlatto e bisso.

Faranno l' efod con oro, porpora viola e porpora rossa, scarlatto e bisso ritorto, artisticamente lavorati. Avrà due spalline attaccate alle due estremità e in tal modo formerà un pezzo ben unito.

La cintura per fissarlo a che sta sopra di esso sarà della stessa fattura, e sarà d' un sol pezzo, sarà intessuta d' oro, di porpora viola e porpora rossa, scarlatto e bisso ritorto.

Prenderai due pietre di onice e inciderai su di esse i  nomi degli Israeliti: sei dei loro nomi sulla prima pietra e gli altri sei nomi sulla seconda pietra, in ordine di nascita.

Inciderai le due pietre con i nomi degli Israeliti, seguendo l' arte dell' intagliatore di pietre per l' incisione di un sigillo; le inserirai in castoni d' oro. Fisserai le due pietre sulle spalline dell' efod come pietre che ricordino presso di me gli israeliti; così Aronne porterà i loro nomi sulle spalle davanti al Signore, come un memoriale.

Farai anche i castoni d' oro, e due catene d' oro in forma di cordoni, con un lavoro d' intreccio; poi fisserai le catene e l' intreccio sui castoni.

Farai il pettorale del giudizio artisticamente lavorato, di fattura uguale a quella dell' efod, con oro, porpora viola, porpora rossa, scarlatto e bisso ritorto. Sarà quadrato, doppio, avrà una spanna di lunghezza.

Lo coprirai con una incastonatura di pietre preziose disposte in quattro file. Una fila: una cornalina, un topazio, uno smeraldo; così la prima fila. La seconda fila: un turchese, uno zaffiro e un berillio. Le terza fila: un giacinto, un' agata e un' ametista; la quarta fila: un crisolito, un' onice, un diaspro. Saranno inserite nell' oro mediante i  loro castoni .

Le pietre corrisponderanno ai nomi degli Israeliti: dodici secondo i loro nomi, e saranno incise come sigilli, ognuna secondo il nome corrispondente, secondo le dodici tribù.

Sul pettorale farai incastonare in forma di cordoni, lavoro d' intreccio  d' oro puro.

Sul pettorale farai anche due anelli dì oro e metterai i due anelli all' estremità del pettorale.

Metterai le due catene d' oro sui due anelli all' estremità del pettorale.

Quanto alle altre estremità delle catene, le fisserai sui due castoni e le farai passare sulle due spalline dell' efod nella parte anteriore.

Farai due anelli d' oro e li metterai all' estremità del pettorale sul suo bordo, che è dalla parte dell' efod, verso l' interno.

Farai altri due anelli d'oro e li metterai sulle due spalline dell' efod, in basso, sul suo lato anteriore, in vicinanza del  punto di attacco, al di sopra della cintura dell' efod.

Si legherà il pettorale con i suoi anelli agli anelli dell' efod mediante un cordone di porpora viola perchè stia al di al di sopra della cintura dell' efod  e perchè il pettorale non si distacchi dall' efod.

Così Aronne porterà i nomi degli Israeliti sul pettorale del giudizio sopra il suo cuore, quando entrerà nel Santo, come memoriale davanti al Signore, per sempre.

Unirai al pettorale del giudizio gli urim e i tummim. Saranno così sopra il cuore di Aronne quando entrerà alla presenza del Signore: Aronne porterà il giudizio degli Israeliti sopra il suo cuore, alla presenza del Signore, per sempre.

Farai il manto dell' efod tutto di porpora viola, con in mezzo una scollatura per la testa; il bordo attorno alla scollatura sarà un lavoro di tessitore, come la scollatura di una corazza che non si lacera. Farai sul suo lembo melagrane di porpora viola, di porpora rossa e di scarlatto; intorno al suo lembo e in mezzo porrai sonagli d' oro: un sonaglio d' oro e una melagrana, un sonaglio d' oro e una melagrana intorno all' orlo del mantello.

Aronne la indosserà nelle funzioni sacerdotali e se ne sentirà il suono quando Aronne entrerà nel Santo alla presenza del Signore, e quando ne uscirà. Così non morirà.

Farai una lamina d' oro puro e ne inciderai come su di un sigillo: "Sacro al Signore". L'attaccherai con un cordone di porpora viola al turbante, sulla parte anteriore.

Starà sulla fronte di Aronne. Aronne porterà il carico delle colpe che potranno commettere gli Israeliti in occasione delle offerte sacre da loro presentate.

Aronne le porterà sempre sulla sua fronte, per attirare su di essi il favore del Signore. Tesserai la tunica di bisso, farai un turbante di bisso e una cintura, lavoro di ricamo.

Per i figli di Aronne farai tuniche e cinture. Per essi farai anche berretti a gloria e decoro. Farai indossare queste vesti ad Aronne tuo fratello e  ai suoi figli. Poi li ungerai, darai loro l' investitura e li consacrerai, perchè esercitino il sacerdozio in mio onore.

Farai loro inoltre calzoni di lino, per coprire le loro nudità; dovranno arrivare dai fianchi fino alle cosce. Aronne e i suoi figli li indosseranno quando entreranno nella tenda del convegno e quando si avvicineranno all' altare per officiare nel santuario, perchè non incorrano in una colpa che li farebbe morire.

E' una prescrizione rituale perenne, per lui e per i suoi discendenti.

 

LA  CONSACRAZIONE  SACERDOTALE

 

29.   Osserverai questo rito per consacrarli al mio sacerdozio.

Prendi un giovenco e due arieti senza difetto; poi pani azzimi, focacce azzime impastate con olio e schiacciate azzime impastate di olio: di fior di farina di frumento. Le disporrai in un solo canestro e le offrirai nel canestro insieme con il giovenco e i due arieti.

Sarai avvicinare Aronne e i suoi figli all' ingresso della tenda del convegno e li farai lavare con acqua. Prenderai le vesti e rivestirai Aronne della tunica, del manto dell' efod, dell' efod e del pettorale. Lo cingerai con la cintura dell' efod, gli porrai sul capo il turbante e fisserai il diadema sacro sopra il turbante. Poi prenderai l' olio dell' unzione e lo verserai sul suo capo e lo ungerai.

Quanto ai suoi figli, li farai avvicinare, li rivestirai di tuniche, li cingerai con la cintura e legherai loro i berretti. Il sacerdozio apparterrà loro per decreto perenne. Così darai l' investitura ad Aronne e ai suoi figli.

Farai poi avvicinare il giovenco davanti alla tenda del convegno. Aronne e i suoi figli poseranno le mani sulla sua testa.

Immolerai il giovenco davanti al Signore, all' ingresso della tenda del convegno. Prenderai parte del suo sangue e con il dito lo spalmerai sui corni dell' altare. Il resto del sangue lo verserai alla base dell' altare.

Prenderai tutto il grasso che avvolge le viscere, il globo del fegato, le reni con il grasso che vi è sopra e li farai ardere in sacrificio sull' altare.

Ma la carne del giovenco, la sua pelle e i suoi escrementi li brucerai fuori del campo, perchè si tratta di un sacrificio per il peccato.

Prenderai poi uno degli arieti; Aronne e i suoi figli poseranno le mani sulla sua testa. Immolerai l' ariete, ne raccoglierai il sangue e lo spargerai intorno all' altare. Farai a pezzi l' ariete, ne laverai le viscere e le zampe e le disporrai sui quarti e sulla testa.

Allora brucerai in soave odore tutto l' ariete. E' un olocausto in onore del Signore, un profumo gradito, una offerta consumata sul fuoco, per il Signore.

Prenderai  poi il secondo ariete. Aronne e i suoi figli poseranno le mani sulla sua testa. Lo immolerai, prenderai parte del suo sangue e lo porrai sul lobo dell' orecchio destro di Aronne, sul lobo dell' orecchio destro dei suoi figli e sull' alluce del loro piede destro; poi spargerai il sangue intorno all' altare.

Prenderai di questo sangue, dall' altare, e insieme un po' d' olio dell' unzione e ne spruzzerai Aronne e le sue vesti, i figli di Aronne e le loro vesti; così sarà consacrato lui con le sue vesti, e insieme con lui i suoi figli con le loro vesti.

Prenderai il grasso dell' ariete; la coda e il grasso che copre le viscere, il lobo del fegato, i due reni con il grasso che vi è sopra, e la coscia destra, poichè è l' ariete dell' investitura.

Prenderai anche un pane rotondo, una focaccia all' olio ed una schiacciata dal canestro di azzimi deposto davanti al Signore.

Metterai tutto sulle palme di Aronne e sulle palme dei suoi figli e farai compiere il gesto di presentazione proprio dell' offerta, agitandola davanti al Signore. Riprenderai ogni cosa dalle loro mani e la brucerai in odore soave sull' altare, sopra l' olocausto come profumo gradito davanti al Signore.

Prenderai il pezzo dell' ariete dell' investitura di Aronne e compirai il geto di presentazione dell' offerta, agitandola davanti al Signore: sarà la tua porzione.

Consacrerai il petto presentato con il gesto dell' offerta, e la coscia del contributo, prelevati dall' ariete dell' investitura: queste cose saranno di Aronne e dei suoi figli.

Dovranno appartenere ad Aronne e ai suoi figli, come porzione loro riservata dagli Israeliti in forza di legge perenne. Perchè è un contributo, un prelevamento, ciò che gli Israeliti dovranno operare in tutti i loro sacrifici di comunione, un prelevamento dovuto al Signore.
Le vesti sacre di Aronne passeranno dopo di lui ai suoi figli, che se ne rivestiranno per ricevere l' unzione e l' investitura.

Quello dei figli di Aronne che gli succederà nel sacerdozio ed entrerà con lui nella tenda del convegno, per officiare nel Santuario, porterà queste vesti per sette giorni.

Poi prenderai l' ariete dell' investitura e ne cuocerai le carni in luogo santo. Aronne e i suoi figli mangeranno la carne dell' ariete e il pane contenuto nel canestro all' ingresso della tenda del Convegno. Mangeranno così ciò che sarà servito per fare la espiazione, nel corso della loro investitura e consacrazione.

Nessun estraneo ne deve mangiare, perchè sono cose sante.

Nel caso che al mattino ancora restasse carne del sacrificio d' investitura, e del pane, brucerai questo avanzo nel fuoco. Non lo si mangerà: è cosa santa.

Farai dunque ad Aronne e ai suoi figli secondo quanto ti ho ordinato, per sette giorni ne farai l' investitura.

 

L'  OLOCAUSTO  QUOTIDIANO

 

In ciascun giorno offrirai un giovenco in sacrificio per il peccato, in espiazione, toglierai il peccato dall' altare facendo per esso il sacrificio espiatorio, e in seguito lo ungerai per consacrarlo.

Per sette giorni farai il sacrificio espiatorio sull' altare, e lo consacrerai. Diverrà allora una cosa santissima, e quanto toccherà l' altare sarà santo.

 

 

Ecco ciò che tu offrirai sull' altare: due agnelli di un anno ogni giorno, per sempre. Offrirai uno di questi agnelli al mattino, il secondo al tramonto. Col primo agnello offrirai un decimo di efa di fior di farina impastata con un quarto di kin di olio vergine e una libazione  di un quarto di kin di vino. Offrirai il secondo agnello al tramonto con una oblazione e una libazione come quelle del mattino: profumo soave, offerta consumata dal fuoco in onore del Signore.

Questo è l' olocausto perenne per le vostre generazioni, all' ingresso della tenda del convegno, alla presenza del Signore, dove io vi darò convegno per parlare con te. Io darò convegno agli Israeliti in questo luogo, che sarà consacrato dalla mia Gloria.

Consacrerò la tenda del convegno e l' altare. Consacrerò anche Aronne e i suoi figli, perchè siano miei sacerdoti.

Abiterò in mezzo agli Israeliti e sarò il loro Dio. Sapranno che io sono il Signore, il loro Dio, che li ho fatti uscire dal Paese d' Egitto, per abitare in mezzo a loro, io il Signore, il loro Dio.

 

L' ALTARE  DEI  PROFUMI

 

30.   Farai un altare sul quale bruciare l' incenso: lo farai di legno di acacia.

Avrà un cubito di lunghezza e un cubito di larghezza, sarà cioè quadrato. Avrà due cubiti di altezza e i suoi corni saranno tutti di un pezzo.  Rivestirai d' oro puro il suo piano, i suoi lati, i suoi corni e gli farai intorno un bordo d' oro.  Farai anche due anelli d' oro al di sotto dei bottoni, sui due fianchi, ponendoli cioè sui due lati opposti; serviranno per inserire le stanghe destinate a trasportarlo.

Farai le stanghe di legno di acacia e le rivestirai d' oro. Porrai l' altare davanti al velo che nasconde l' arca della Testimonianza, di sopra al coperchio che è di sopra della Testimonianza, dove io ti darò convegno.

Aronne brucerà su di esso l' incenso aromatico: lo brucerà ogni mattina quando riordinerà le lampade, e lo brucerà anche al tramonto, quando Aronne riempirà le lampade: incenso perenne davanti al Signore, per le vostre generazioni.

Non vi offrirete sopra incenso estraneo, ne' olocausto, ne' oblazione, ne' vi verserete libagione.

Una volta all' Anno Aronne farà il rito espiatorio suoi corni di esso: con il sangue del sacrificio per il peccato vi farà sopra, una volta l' anno, il sacrificio espiatorio per le vostre generazioni. E' cosa santissima per il Signore.

 

IL  TRIBUTO  PER  IL  SANTUARIO

 

Il Signore parlò a Mose' e gli disse: "Quando per il censimento farai la rassegna degli Israeliti, ciascuno di essi pagherà al Signore il riscatto della sua vita all' atto del censimento, perchè non li colpisca un flagello in occasione del loro censimento.

Chiunque verrà sottoposto al censimento pagherà un mezzo siclo, computato secondo il siclo del santuario, il siclo di venti ghera. Questo mezzo siclo sarà un' offerta prelevata nel nome del Signore.

Ogni persona sottoposta al censimento, dai venti anni in su, paghi l' offerta prelevata per il Signore. Il ricco non darà di più,  il povero non darà di meno di mezzo siclo per soddisfare all' offerta prelevata per il Signore a riscatto delle vostre vite.

Pagherai il denaro per questo riscatto ricevuto dagli Israeliti e lo impiegherai per il servizio della tenda del convegno. Esso sarà per gli Israeliti come un memoriale davanti al Signore per il riscatto delle vostre vite.

 

LA  VASCA  DI  BRONZO

 

Il Signore parlò a Mose': "Farai una conca di rame, con il piedestallo di rame per le abluzioni. La collocherai fra la tenda del convegno e l' altare, e vi metterai acqua.

Aronne e i suoi figli vi attingeranno per lavarsi le mani e i piedi. Quando entreranno nella tenda del convegno faranno una abluzione con l' acqua, perchè non muoiano; così quando si avvicineranno all' altare per officiare una offerta da consumare con il fuoco in onore del Signore, si laveranno le mani e i piedi e non moriranno. E' una prescrizione rituale perenne per lui e per i suoi discendenti, in lui e nelle loro generazioni.

 

L'  OLIO  DELLA  UNZIONE  SACRA

 

Il Signore parlò a Mose': "Procurati balsami pregiati, mirra vergine per il peso di cinquecento sicli, cinnamomo odorifero, la metà, cioè duecentocinquanta sicli; canna odorifera duecentocinquanta, cassia cinquecento sicli, secondo il siclo del santuario, e un hin d'olio d' oliva. Ne farai l' olio per l' unzione sacra, un unguento composto secondo l' arte del profumiere: sarà l' olio per la unzione sacra. Con esso ungerai la tenda del convegno, l' arca della Testimonianza, la tavola con tutti i suoi accessori, il candelabro con tutti i suoi accessori, l' altare del profumo, l' altare degli olocausti e tutti i suoi accessori; la conca e il suo piedestallo.

Consacrerai queste cose le quali diventeranno santissime: quanto le toccherà sarà santo.

Ungerai anche Aronne e i suoi figli  e li consacrerai perchè esercitino il mio sacerdozio.

Agli Israeliti dirai: questo sarà per me l' olio dell' unzione sacra per le vostre generazioni. Non si dovrà versare sul corpo di nessun uomo e di simile a questo non ne dovrete fare: è una cosa santa e santa la dovrete ritenere. Chi ne farà di simile a questo o ne porrà sopra un uomo estraneo sarà eliminato dal suo popolo.

 

I  PROFUMI

 

Il Signor disse a Mosè: "Procurati balsami, storace, onice, galbano come balsami e incenso puro: il tutto in parti uguali. Farai con essi un profumo da bruciare, una composizione aromatica secondo l' arte del profumiere, salata, pura e santa. Ne pesterai un poco, riducendola in polvere minuta davanti alla Testimonianza, nella tenda del convegno, dove io ti darò convegno. Cosa santissima sarà da voi ritenuta.

Non farete per vostro uso nessun profumo di composizione simile a quello che devi fare: lo riterrai una cosa santa in onore del Signore. Chi ne farà di simile per sentirne il profumo sarà eliminato dal suo popolo.

 

ARTIGIANI  E  OPERAI  DEL  SANTUARIO

 

31.  Il Signore parlò a Mose' e gli disse: "Vedi, ho chiamato per nome Bezaleel, figlio di Uri, figlio di Cur della tribù di Giuda. L' ho riempito dello spirito di Dio perchè abbia saggezza, intelligenza e scienza in ogni genere di lavoro, per concepire progetti e realizzarli in oro, argento e rame, per ritagliare le pietre da incastonare, per scolpire il legno e  compiere ogni genere di lavoro.

Ed ecco, gli ho dato per compagno Ooliab, figlio di Achisamach, della tribù di Dan. Inoltre nel cuore di ogni artista ho infuso saggezza, perchè possano eseguire quanto ti ho comandato: la tenda del convegno, l' arca della Testimonianza, il coperchio sopra di essa e tutti gli accessori della tenda, la tavola  con i suoi accessori,  il candelabro puro con i suoi accessori, l' altare del profumi e l' altare degli olocausti con tutti i suoi accessori, la conca con il suo piedestallo, le vesti ornamentali, le vesti sacre del sacerdote Aronne e le vesti dei suoi figli per esercitare il sacerdozio, l' olio  dell' unzione e il profumo degli aromi per il santuario. Essi eseguiranno ogni cosa secondo quanto ti ho ordinato.

 

IL  SABATO

 

Il Signore disse a Mose': "Quanto a te, parla agli Israeliti e riferisci loro: In tutto dovrete osservare i miei sabati, perchè il sabato è un segno tra me e voi, per le vostre generazioni, perchè si sappia che io sono il Signore che vi santifica. Osserverete dunque il sabato perchè lo dovete ritenere santo. Chi lo profanerà sarà messo a morte; chiunque in quel giorno farà qualche lavoro sarà eliminato dal suo popolo.

Durante i sei giorni si lavori, ma il settimo giorno vi sarà riposo assoluto, sacro al Signore.

Chiunque farà un lavoro di sabato sarà messo a morte. Gli Israeliti osserveranno il sabato festeggiando il sabato nelle loro generazioni come un' alleanza perenne. Esso è un segno perenne fra me e gli Israeliti perchè il Signore ha fatto il cielo e la terra, ma nel settimo ha cessato e si è riposato."

Quando il Signore ebbe finito di parlare con Mose' sul monte Sinai, gli diede le due tavole della Testimonianza, tavole di pietra scritte dal dito di Dio.

 

LA  RIBELLIONE  E  IL  VITELLO  D'  ORO

 

32.  Il Signore, vedendo che Mose' tardava a scendere dalla montagna, si affollò intorno ad Aronne e gli disse: "Facci un Dio che cammini alla nostra testa perchè a quel Mose', l' uomo che ci ha fatti uscire dal Paese d' Egitto, non sappiamo che cosa sia accaduto. "

Aronne rispose loro. "Togliete e pendenti d' oro che hanno agli orecchi le vostre mogli e le vostre figlie, e portateli a me. "

Tutto il popolo tolse i pendenti che ciascuno aveva agli orecchi e lo portò ad Aronne. Egli li ricevette dalle loro mani e li fece fondere in una forma e ne ottenne un vitello di metallo fuso.

Allora dissero: "Ecco il tuo Dio, Israele, colui che ti ha fatto uscire dal Paese d' Egitto ! "

Ciò vedendo, Aronne costruì un altare davanti al vitello e proclamò: "Domani sarà festa in onore del Signore. "

Il giorno dopo si alzarono presto, offrirono olocausti e presentarono sacrifici di comunione. Il popolo sedette per mangiare e bere, poi si alzò per darsi al divertimento.

 

PRIMO  DIALOGO  FRA  JAWH  E  MOSE'

 

Allora il Signore disse a Mose': "Và, scendi, perchè il tuo popolo, che tu hai fatto uscire dal Paese d' Egitto, si è pervertito. Non hanno tardato ad allontanarsi dalla via che io avevo loro indicata  !  Si son fatti un vitello di metallo fuso, poi gli si sono prostrati dinanzi, gli hanno offerto sacrifici e hanno detto: Ecco il tuo Dio Israele, colui che ti ha fatto uscire dal Paese d' Egitto."

Il Signore disse inoltre a Mose': "Io ho osservato questo popolo e ho visto che è un popolo dalla dura cervice. Ora, lascia che la mia ira si accenda contro di loro e li distrugga. Di te invece farò una grande nazione. "

Mose' allora supplicò il Signore suo Dio, e gli disse: "Perchè, Signore, divamperà la tua ira contro il tuo popolo, che tu hai fatto uscire dal Paese d' Egitto con grande fatica e con mano possente ? Perchè dovranno dire gli Egiziani: con malizia li hai fatti uscire, per farli perire tra le  montagne e farli sparire dalla terra ?  Desisti dall' ardore della tua ira e abbandona il proposito di fare del male al tuo popolo, ricordati di Abramo, di Isacco, di Israele, ai quali hai giurato per te stesso e hai detto: Renderò la vostra posterità numerosa come le stelle del cielo e tutto questo Paese di cui ho parlato lo darò ai tuoi discendenti che lo possiederanno per sempre. "

Il Signore abbandonò il proposito di nuocere al suo popolo.

 

IL  CASTIGO  DIVINO

 

Mose' ritornò e scese dalla montagna con in mano le due tavole della Testimonianza, tavole scritte su due lati, da una parte e dall' altra.

Le tavole erano opera di Dio, la scrittura era scrittura di Dio scolpita sulle tavole.

Giosuè sentiva il rumore del popolo che urlava, e disse a Mose': "Non è il grido di chi canta: Vittoria !  Non è il grido di chi canta: Disfatta ! Il grido di chi canta a due cori io sento. "

Quando si fu avvicinato all' accampamento, vide il vitello e le danze.

Allora l' ira di Mose' si accese: egli scagliò via le tavole spezzandole ai piedi della montagna.

 

 

Poi afferrò il vitello che avevano fatto, lo bruciò nel fuoco, lo frantumò fino a ridurlo in polvere, ne sparse la polvere nell' acqua e la fece trangugiare agli Israeliti.

 

 

Mose' disse ad Aronne: "Che ti ha fatto questo popolo perchè tu lo abbia gravato di un peccato così grande ?

Aronne rispose: "Non si accenda l' ira del mio Signore, tu stesso sai che questo popolo è inclinato al male: Mi dissero: Facci un Dio che cammini alla nostra testa, perchè a quel Mose', l' uomo che ci ha fatti uscire dal Paese d' Egitto, non sappiamo cosa sia capitato. Allora io dissi loro: Chi ha dell' oro ? Essi se lo sono tolto, me lo hanno dato. Io l' ho gettato nel fuoco e ne è uscito questo vitello. "

Mose' vide che il popolo non aveva più freno, perchè Aronne gli aveva tolto ogni freno, così da farne il ludibrio dei loro avversari. Mose' si pose alla porta dell' accampamento e disse: "Chi sta con il Signore venga da me ! " Gli si raccolsero intorno tutti i figli di Levi.

Gridò loro: "Dice il Signore, il Dio d' Israele: Ciascuno di voi tenga la spada al fianco. Passate e ripassate nell' accampamento, da una porta all' altra: uccida ognuno il proprio fratello. ognuno il proprio amico, ognuno il proprio parente. "

I figli [della tribù] di Levi agirono secondo il comando di Mose' e in quel giorno perirono circa tremila uomini del popolo.

Allora Mose' disse: "Ricevete oggi l' investitura dal Signore, ciascuno di voi è stato contro suo figlio e contro suo fratello, perchè oggi Egli vi accordasse una benedizione.

 

IL  SECONDO  DIALOGO  FRA  JAWH  E  MOSE'

 

Il giorno dopo Mose' disse al popolo: "Voi avete commesso un grande peccato; ora salirò vero il Signore: forse otterrò il perdono della vostra colpa. "

Mose' ritornò dal Signore e disse: "Questo popolo ha commesso un grande peccato: si cono fatto un dio d' oro. Ma ora, se tu perdonassi il loro peccato ... E se no cancellami dal tuo libro che hai scritto ! "

Il Signore rispose a Mose': Io cancellerò dal mio libro colui che ha peccato contro di me. Ora va, conduci il popolo là dove io ti ho detto. Ecco, il mio angelo ti precederà: ma nel giorno della mia visita li punirò per il loro peccato.

Il Signore percosse il popolo perchè aveva fatto il vitello fabbricato da Aronne.

 

JAWH  ACCOMPAGNA  ISRAELE

NEL  SUO  CAMMINO

 

33.   Il Signore parlò a Mose': "Su, esci di qui tu e il tuo popolo che hai fatto uscire dal Paese d' Egitto verso la terra che ho preparato con giuramento ad Abramo, ad Isacco e a Giacobbe, dicendo: Alla tua discendenza la darò, manderò avanti a te un angelo e scaccerò il Cananeo, l' Amorreo, l' Hittita, il Perizzita, l' Eveo e il Gebuseo. Va pure verso la terra dove scorre latte e miele ... Ma io non verrò in mezzo a te, per non doverti sterminare lungo il cammino, perchè tu sei un popolo di dura cervice. "

Il popolo udì questa triste notizia e tutti fecero lutto: nessuno più indossò i suoi ornamenti.

Il Signore disse a Mose': "Riferisci agli Israeliti: Voi siete un popolo di dura cervice; se per un momento io venissi in mezzo a te io ti sterminerei. Ora togliti i tuoi ornamenti ed io saprò cosa dovrò farti. "

Gli Israeliti si spogliarono dei loro ornamenti, dal monte Oreb in poi.

 

LA  TENDA  DELL'  ADUNANZA

 

Mose', presa la tenda, l' aveva piantata fuori dell' accampamento, e l' aveva chiamata tenda del convegno; appunto a questa tenda del convegno, posta fuori dell' accampamento, si recava chiunque volesse consultare il Signore.

Quando Mose' usciva per recarsi alla tenda, tutto il popolo si alzava in piedi, stando ognuno all' ingresso della sua tenda: guardava passare Mose' finchè fosse entrato nella sua tenda.

Quando Mose' entrava nella tenda, scendeva la colonna di nube e restava all' ingresso della tenda. Allora il Signore parlava con Mose'.

Tutto il popolo vedeva la colonna di nube che stava all' ingresso della tenda, e tutti si alzavano, e si prostravano, ciascuno all' ingresso della propria tenda.

Così il Signore parlava con Mose' faccia a faccia, come un uomo parla con un altro. Poi tornava nell' accampamento mentre il suo inserviente, il giovane Giosuè, figlio di Nun, non si allontanava dall' interno della tenda.

 

MOSE'  SUPPLICA  JAWH

 

Mose' disse al Signore: "Vedi, tu mi ordini: fai salire questo popolo, ma non mi hai indicato chi manderai con me: eppure hai detto: Ti ho conosciuto per nome, anzi, hai trovato grazia ai miei occhi. Ora, se davvero ho trovato grazia ai tuoi occhi, indicami la tua via, così che io ti conosca e trovi grazia ai tuoi occhi: considera che questa gente è il tuo popolo. "

Rispose: "Io camminerò con voi e ti darò riposo. "  Riprese [Mose'] : "Se tu non camminerai con noi non farci salire di qui. Come si saprà dunque che ho trovato grazia ai tuoi occhi, io e il tuo popolo, se non nel fatto che tu cammini con noi ? Così saremo distinti, io e il tuo popolo, da tuti i popoli che sono sulla terra. "

Disse il Signore a Mose': "Anche quanto hai detto io farò, perchè hai trovato grazia ai miei occhi e ti ho conosciuto per nome.

 

LA  GLORIA  DI  JAWH

 

Gli disse [Mose']: "Mostrami la tua Gloria !"

Rispose: "Farò passare davanti a te tutto il mio splendore e proclamerò il mio nome: Signore, davanti a te. Farò grazia a chi vorrò far grazia  e avrò misericordia di chi avrà misericordia. "

Soggiunse: "Ma tu non potrai vedere il mio volto, perchè nessun uomo può vedermi e restare vivo. "

Aggiunse il Signore: "Ecco un luogo vicino a me. Tu starai vicino a me; quando passerà la mia Gloria, io ti porrò nella cavità della rupe e ti coprirò con la mano finchè sarò passato. Poi toglierò la mano e vedrai le mie spalle. Ma il mio volto non lo si può vedere. "

 

IL  RINNOVO  DELL'  ALLEANZA

LE  NUOVE  TAVOLE

 

34.   Il Signore disse a Mose': "Taglia due tavole di pietra come le prime: Io scriverò su queste tavole le parole che erano sulle tavole di prima, che hai spezzate. Tieniti pronto per domani mattina: domani mattina salirai sul monte Sinai e rimarrai con me in cima al monte. Nessuno salga co9n te, nessuno si trovi sulla cima del monte e lungo tutto il monte, neppure armenti o greggi vengano a pascolare davanti a questo monte.

Mose' tagliò due tavole di pietra come le prime, si alzò di buon mattino e salì sul monte Sinai come il Signore gli aveva comandato, con le due tavole di pietra in mano.

Allora il Signore scese dalla nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore.

Il Signore passò davanti a lui proclamando: "Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all' ira e ricco di grazia e di fedeltà, che conserva il suo favore per mille generazioni, che perdona la colpa, la trasgressione e il peccato, ma non lascia senza punizione, che castiga la colpa dei padri, nei figli dei figli e dei figli fino alla terza e alla quarta generazione.

Mose' si posò in fretta fino a terra, si prostrò.  Disse:  "Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, mio Signore, che il Signore cammini in mezzo a noi. Sì, è un popolo di dura cervice, ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato; fa' di noi la tua eredità.

Il Signore disse: "Ecco, io stabilisco un' alleanza in presenza di tutto il tuo popolo. Io farò meraviglie quali non furono mai compiute in nessun Paese e in nessuna Nazione: Tutto il popolo in mezzo al quale ti trovi vedrà l' opera del Signore, perchè terribile è quanto io sto per fare con te. Osserva quindi ciò che io oggi ti comando. Ecco, io scaccerò davanti a te il Cananeo, l' Amorreo,  il Perizzita, l' Hittita, l' Eveo e il Gebuseo. Guardati bene dal fare alleanza con gli abitanti del Paese nel quale stai per entrare, perchè ciò non diventi una trappola in mezzo a te.

Anzi, distruggerete i loro altari, spezzerete le loro stele e taglierete i loro pali sacri.

 

IL  DECALOGO  CULTUALE

 

Tu non devi prostrarti ad altro Dio, perchè il Signore si chiama Geloso, egli è un Dio geloso.

Non fare alleanza con gli abitanti di quel Paese, altrimenti quando si prostituiranno ai loro dèi e faranno sacrifici ai loro dèi, inviteranno anche te: tu allora mangeresti le loro vittime sacrificali.

Non prendere per moglie dei tuoi figli le loro figlie, altrimenti, quando esse si prostituiranno ai loro dèi, indurrebbero anche i tuoi figli a prostituirsi ai loro dèi.

Non ti farai un dio di metallo fuso.

Osserverai la festa degli azzimi: per sette giorni mangerai pane azzimo, come ti ho comandato, nel tempo stabilito del mese di Abib, perchè nel mese di Abib sei uscito dall' Egitto.

Ogni essere che nasce per primo dal seno materno è mio: ogni tuo capo di bestiame maschio, primogenito del bestiame grosso e minuto.

Il primogenito dell' asino riscatterai con un altro capo di bestiame e, se non lo vorrai riscattare, gli spaccherai la nuca.

Ogni primogenito dei tuoi figli lo dovrai riscattare. Nessuno venga davanti a me a mani vuote.

Per sei giorni lavorerai, ma nel settimo riposerai. Dovrai riposare anche nel tempo dell' aratura e della mietitura.  Celebrerai anche la festa delle settimane, la festa cioè delle primizie della mietitura del frumento e la festa del raccolto al volgere dell' anno.

Tre volte all' anno ogni tuo maschio compaia alla presenza del Signore Dio, Dio d' Israele. Perchè io scaccerò le Nazioni davanti a te e allargherò i tuoi confini; così quando tu, tre volte all' anno, salirai per comparire alla presenza del Signore tuo Dio, nessuno potrà desiderare di invadere il tuo Paese.

Non sacrificherai con pane lievitato il sangue della mia vitima sacrificale; la vittima sacrificale della festa di Pasqua non dovrà rimanere fino alla mattina.

Porterai alla casa del Signore tuo Dio il meglio delle primizie della terra.

Non cuocerai un capretto nel latte di sua madre.

Il Signore disse a M0se': "Scrivi queste parole, perchè sulla base di queste parole io ho stabilito un' alleanza con te e con Israele.

Mose' rimase con il Signore quaranta giorni e quaranta notti senza mangiare pane e senza bere acqua. Il Signore scrisse sulla tavola le parole dell' alleanza, le dieci parole.

 

IL  VOLTO  SPLENDENTE  DI  MOSE'

 

Quando Mose' scese dal monte Sinai le due tavole della Testimonianza si trovavano nelle mani di Mose' mentre egli scendeva dal Monte. Non sapeva che la pelle del suo viso era diventata raggiante, poichè aveva conversato con il Signore. Ma Aronne, e tutti gli Israeliti, vedendo che la pelle del suo viso era raggiante, ebbero timore di avvicinarsi a lui.

Mose' allora li chiamò, e Aronne, con tutti i capi della comunità, andò da lui. Mose' parlò  loro: si avvicinarono dopo di loro tutti gli Israeliti, ed egli ingiunse loro ciò che il Signore gli aveva ordinato sul monte Sinai.

Quando Mose' ebbe finito di parlare a loro, si pose un velo sul viso.

Quando entrava davanti al Signore per parlare con lui, Mose' si toglieva il velo fin quando fosse uscito. Una volta uscito, riferiva agli Israeliti ciò che gli era stato ordinato. Gli Israeliti, guardando in faccia Mose', vedevano che la pelle del suo viso era raggiante.

Poi egli si rimetteva il velo sul viso, fin quando fosse entrato di nuovo a parlare con il Signore.

 

LA  COSTRUZIONE  DEL  SANTUARIO

IL  SABATO

 

35.   Mose' radunò tutta la comunità degli Israeliti, e disse loro: "Queste sono le cose che il Signore ha comandato di fare: per sei giorni si lavorerà, ma il settimo sarà per voi un giorno santo, un giorno di riposo assoluto, sacro al Signore.

Chiunque in quel giorno farà qualche lavoro sarà messo a morte. Non accendete il fuoco in giorno di sabato, in nessuna delle vostre dimore.

 

LA  RACCOLTA  DEI  MATERIALI

 

Mose' disse a tutta la comunità degli Israeliti: "Questo il Signore ha comandato: Prelevate su quanto possedete un contributo per il Signore. Quanti hanno cuore generoso portino questo contributo volontario per il Signore: oro, argento e rame, tessuti di porpora viola e rossa, di scarlatto, di bisso e di pelo di capra, pelli di montone tinte di rosso, palli di tasso e legno di acacia, olio per la illuminazione, balsami per unguenti e per incenso aromatico, pietre di onice e pietre da incastonare nell' efod e nel pettorale. Tutti gli artisti che sono tra di noi vengano ed eseguiscano quanto il Signore ha comandato: la Dimora, la sua tenda, la sua copertura, le sue fibbie, le sue assi, le sue traverse, le sue colonne e le sue basi, l' arca e le sue stanghe, il coperchio e il velo che lo nasconde, la tavola con le sue stanghe e tutti i suoi accessori e i pani dell' offerta, il candelabro per illuminare, con i suoi accessori, le sue lampade e  l' olio per la illuminazione, l' altare dei profumi con le sue stanghe, l' olio dell' unzione e il profumo aromatico, la cortina d' ingresso alla porta della Dimora, l' altare degli olocausti con la sua graticola, le sue sbarre e tutti i suoi accessori, la conca con il piedestallo, i tendaggi del recinto, le sue colonne, le sue basi e la cortina alla porta del recinto, i picchetti della Dimora, i picchetti del recinto e le loro corde, le vesti liturgiche per officiare nel santuario, le vesti sacre per il sacerdote Aronne e le vesti dei suoi figli per esercitare il sacerdozio.

Allora tutta la comunità degli Israeliti si ritirò dalla presenza di Mose'. Poi, quanti erano di cuore generoso ed erano mossi dal loro spirito, vennero a portare l' offerta per il Signore, per la costruzione della tenda del convegno, per tutti i suoi oggetti di culto e per le vesti sacre.

Vennero uomini e donne, quanti erano di cuore generoso e portarono fermagli, pendenti, anelli, collane, ogni sorta di oggetti d' oro; quanti volevano presentare una offerta di oro al Signore la portarono.

Quanti si trovavano in possesso di tessuti di porpora viola e rossa, di scarlatto e di bisso, di pelo di capra, di pelli di montone tinte di rosso, e di pelli di tasso, le portarono.

Quanti potevano offrire una offerta in argento o rame ne offrirono per il Signore. Così anche quanti si trovavano in possesso di legno di acacia per qualche opera della costruzione, ne portarono.

Inoltre tutte le donne esperte filarono con le mani e portarono filati di porpora viola e rossa, di scarlatto e di bisso.

Tutte le donne che erano di cuore generoso, secondo la loro abilità, filarono il pelo di capra.

I capi portarono le pietre preziose e le pietre di onice da incastonare nell' efod e nel pettorale, balsami e olio per la illuminazione, per l' olio dell' unzione e l' incenso aromatico.

Così tutti, uomini e donne che erano di cuore generoso a portare qualche cosa per la costruzione che il Signore per mezzo di Mose' aveva comandato di fare, la portarono. Gli Israeliti portarono la loro offerta volontaria al Signore.

 

GLI  ARTIGIANI  SACRI

 

Mose' disse agli Israeliti: "Vedete, il Signore ha chiamato per nome Bezaleel, figlio di Uri, figlio di Cur della tribù di Giuda. Lo ha riempito dello spirito di Dio perchè egli abbia saggezza, intelligenza e scienza in ogni genere di lavoro, per concepire progetti e realizzarli in oro, argento, rame, per ritagliare le pietre da incastonare, per scolpire il legno e realizzare ogni sorta di lavoro ingegnoso.

Gli ha anche messo nel cuore il dono di insegnare, e così ha anche fatto con Ooliab, figlio di Achisamach della tribù di Dan. Li ha riempiti di saggezza per compiere ogni genere di lavoro d' intagliatore, di disegnatore, di ricamatore in porpora viola, in porpora rossa, in scarlatto e in bisso, e di tessitore, capaci di realizzare ogni sorta di lavoro, e ideatori di progetti.

 

LA  INTERRUZIONE  DELLA  COLLETTA

 

36.   Bezaleel, Ooliab e tutti gli artisti che il Signore aveva dotati di saggezza e di intelligenza perchè fossero in grado di eseguire i lavori per la costruzione del santuario, fecero ogni cosa secondo ciò che il Signore aveva ordinato.

Mose' chiamò Bezaleel, Ooliab e tutti gli altri artisti nel cuore del quali il Signore aveva messo saggezza, quanti erano portati a presentarsi per l' esecuzione dei lavori. Essi ricevettero da Mose' ogni contributo portato dagli Israeliti per il lavoro  della costruzione del santuario.

Ma gli Israeliti continuavano a portare ogni mattina offerte volontarie. Allora tutti gli artisti che eseguivano i lavori per il santuario, lasciarono il lavoro che stavano facendo e vennero a dire a Mose': "Il popolo porta più di quanto è necessario per il lavoro che il Signore ha ordinato. "

Mose' allora fece proclamare nel campo: "Nessuno, uomo o donna offra più alcuna cosa come contributo per il santuario. "

Così si impedì al popolo di portare altre offerte, perchè quanto il popolo aveva già offerto era sufficiente, anzi sovrabbondante, per l' esecuzione di tutti i lavori.

 

LA  DIMORA

 

Tutti gli artisti addetti ai lavori fecero la Dimora. Bezaleel la fece con dieci teli di filo ritorto, di porpora viola, di porpora rossa e di scarlatto. La fece con figure di cherubini artisticamente lavorati. Lunghezza di ciascun telo, ventotto cubiti, larghezza quattro cubiti per ciascun telo; la stessa dimensione per tutti i teli.

Unì cinque teli uno all' altro, e anche i cinque altri teli,  li unì l' uno all' altro. Fece cordoni di porpora viola sull' orlo del primo telo alla estremità della sutura e fece la stessa cosa sull' orlo del telo estremo nella seconda sutura. Fece cinquanta cordoni al primo telo e fece anche cinquanta cordoni all' estremità del telo della seconda sutura: i cordoni corrispondevano l' uno all' altro.

Fece cinquanta fibbie d' oro e unì i teli l' uno all' altro mediante le fibbie: così il tutto venne a formare una sola Dimora.

Fece poi teli di pelo di capra per costituire la tenda al di sopra della Dimora. Ne fece undici teli: lunghezza di un telo: trenta cubiti, larghezza  quattro cubiti per un telo, la stessa dimensione per gli undici teli. Unì insieme cinque teli a parte e sei teli a parte.

Fece cinquanta cordoni sull' orlo del primo telo, all' estremità della sutura, e cinquanta cordoni sull' orlo del primo telo della seconda sutura.

Fece cinquanta fibbie di rame per tenere insieme la tenda, così da formare un tutto unico. Fece poi per la tenda una copertura di pelli di montone tinte di rosso, e al di sopra una copertura di pelli di tasso.

Fece per la dimora assi di legno di acacia, verticali: dieci cubiti la lunghezza di un asse e un cubito e mezzo la larghezza. Ogni asse aveva due sostegni congiunti l' uno all' altro da un rinforzo. Così fece per tutte le assi della Dimora.

Fece dunque le assi per la Dimora: venti assi sul lato verso il mezzogiorno, a Sud.  Fece anche quaranta basi d' argento sotto le venti basi, due basi sotto un' asse per i suoi due sostegni e due basi sotto l' altra asse, per i due suoi sostegni.

Per il secondo lato della Dimora, verso il settentrione, venti assi con le loro quaranta basi d' argento, due basi sotto un' asse e due basi sotto un' altra asse.

Per la base posteriore della Dimora, verso Occidente, fece sei assi. Fece inoltre due assi per gli angoli della Dimora, nella parte posteriore. Esse erano formate, ciascuna da da due pezzi uguali abbinati e perfettamente congiunti dal basso fino alla cima, all' altezza del primo anello.

Così fece per ambedue: esse vennero a formare due angoli. C' erano dunque otto assi con le loro basi d' argento: sedici basi, due basi sotto un' asse e due basi sotto l' altra asse.

Fece inoltre traverse di legno di acacia: cinque per le assi  di un lato della Dimora, cinque traverse per le assi della parte posteriore, verso  Occidente.

Fece la traversa mediana che, a mezza altezza delle assi, la attraversava da una estremità all' altra.

Rivestì d' oro le assi, fece in oro i loro anelli, che servivano per inserire le traverse e rivestì in oro anche le traverse.

 

IL  VELO

 

Fece il,velo di porpora viola, di porpora rossa, di scarlatto e di bisso ritorto. Lo fece con figure di cherubini, lavoro di disegnatore.

Fece per esso quattro colonne di acacia, le rivestì d' oro. Anche i loro uncini erano d' oro, e fuse per esse quattro basi d' argento.

Fecero poi una cortina per l' ingresso della tenda, di porpora viola e di porpora rossa, di scarlatto e di bisso ritorto, lavoro di ricamatore, e le sue cinque colonne con i loro uncini. Rivestì d' oro i coro capitelli e le loro aste trasversali e fece le loro cinque basi di rame.

 

L'  ARCA  E  IL  PROPIZIATORIO

 

37.   Bezaleel fece l' arca di legno di acacia, aveva due cubiti e mezzo di lunghezza, un cubito e mezzo di larghezza e un cubito a mezzo di altezza.

La rivestì d' oro puro dentro e fuori. Le fece attorno un bordo d' oro. Fuse per essa quattro anelli d' oro e li fissò ai suoi quattro piedi: due anelli su di un lato, due anelli sull' altro. Fece stanghe di legno di acacia e le rivestì d' oro. Introdusse le stanghe negli anelli ai due lati dell' arca, per trasportare l' arca.

Fece il coperchio d' oro puro: aveva due cubiti e mezzo di lunghezza e un cubito e mezzo di larghezza. Fece due cherubini d' oro. Li fece lavorati a martello sulle due estremità del coperchio: un cherubino su una estremità e cherubino sull' altra estremità.

Fece i cherubini tutti di un pezzo con il coperchio, alle sue due estremità. I cherubini avevano le due ali stese di sopra, proteggendo con le ali il coperchio; erano rivolti l' uno verso l' altro, e le facce dei cherubini erano rivolte verso il coperchio.

 

LA  MENSA  DEI  PANI  DELLA  PRESENZA

 

Fece la tavola  di legno d' acacia, aveva due cubiti di lunghezza e un cubito di larghezza, un cubito e mezzo di altezza. Le rivestì d' oro puro e le fece attorno un bordo d' oro. Le fece attorno una cornice di un palmo e un bordo d' oro per la cornice.

Fuse per essa quattro anelli d' oro e li fissò ai quattro angoli, che costituivano i suoi quattro piedi. Gli anelli erano fissati alla cornice e servivano per inserire le stanghe destinate a trasportare la tavola. Fece le stanghe di legno di acacia e le rivestì d' oro.

Fece anche gli accessori della tavola: piatti, coppe, anfore e tazze per le libazioni: li fece di oro puro.

 

IL  CANDELABRO

 

Fece il candelabro d' oro puro, lo fece lavorato a martello; il suo fusto e i suoi bracci, i suoi calici, i suoi bulbi e le sue corolle facevano corpo con esso.

Sei bracci uscivano dai suoi lati: tre bracci del candelabro da un lato e tre bracci del candelabro dall' altro. Vi erano su un braccio tre calici in forma di fiore di mandorlo con bulbo e corolla; anche sull' altro braccio tre calici in forma di fiore di mandorlo con bulbo e corolla.

Così era per  i sei bracci che uscivano dal candelabro.

Il fusto del candelabro aveva sei calici in forma di fiore di mandorlo, con i loro bulbi e le loro corolle: un bulbo sotto due bracci che si dipartivano da esso,  un bulbo  sotto due altri bracci che si dipartivano da esso, e un bulbo sotto i due altri bracci che si dipartivano da esso, e così per tutti i sei bracci che si dipartivano dal candelabro.

I bulbi e i relativi bracci facevano capo con esso: il tutto era formato da una sola massa di oro puro lavorata a martello.

Fece le sue sette lampade e i suoi sette smoccolatoi  e i suoi portacenere d' oro puro.

Impiegò un talento d' oro puro per il candelabro e per tutti i suoi accessori.

 

L'  ALTARE  DELL'  INCENSO

 

Fece l' altare per bruciare l' incenso, di legno di acacia: aveva un cubito di lunghezza e un cubito di larghezza; era cioè quadrato. Aveva due cubiti di altezza e i suoi corni erano di un sol pezzo.

Rivestì d' oro puro il suo piano, i suoi lati, i suoi corni e gli fece intorno un orlo d' oro.

Fece anche due anelli d' oro sotto l' orlo, sui due fianchi, cioè sui due lati opposti, servivano per inserire le stanghe durante il trasporto.

Fece le stanghe di legno di acacia e le rivestì d' oro. Preparò l' olio per l' unzione sacra e il profumo aromatico da bruciare puro, secondo l' arte del profumiere.

 

L'  ALTARE  DEGLI  OLOCAUSTI

E  LA  VASCA  DI  PURIFICAZIONE

 

38.   Fece l' altare di legno di acacia: aveva cinque cubiti di lunghezza e cinque cubiti di larghezza, era cioè quadrato e aveva l' altezza di tre cubiti. Fece i corni ai suoi quattro angoli: i corni erano tutti di un pezzo, li rivestì di rame. Fece anche tutti gli accessori dell' altare: i recipienti per raccogliere le ceneri, le pale, i vasi per l' aspersione, le forchette e i bracieri; fece di rame tutti i suoi accessori.

Fece per l' altare una graticola a forma di rete, di rame, e la pose sotto la cornice dell' altare in basso. La rete arrivava a metà altezza dell' altare.

Fece quattro anelli e li pose alle quattro estremità della graticola di rame , per inserirvi le stanghe.

Fece anche le stanghe di legno di acacia e le rivestì di rame. Introdusse le stanghe negli anelli sui lati dell' altare: servivano a trasportarlo. Fece l' altare di tavole, vuoto all' interno.

Fece la conca di rame e il suo piedestallo di rame impiegandovi gli specchi delle donne che nei tempi stabiliti venivano a prestar servizio all' ingresso della tenda del convegno.

 

IL  RECINTO  O  ATRIO  DEL  SANTUARIO

 

Fece il recinto sul lato meridionale, verso Sud, il recinto aveva tendaggi di bisso ritorto per la lunghezza di cento cubiti sullo stesso lato. C' erano le loro venti colonne con le venti basi di rame. Gli uncini delle colonne e le loro aste trasversali erano d' argento.

Anche sul lato volto a settentrione vi erano tendaggi per cento cubiti di lunghezza, le relative venti colonne con le venti basi di rame, gli uncini delle colonne e le aste trasversali d' argento.

Sul lato verso occidente c' erano cinquanta cubiti di tendaggi, con le relative dieci colonne e le dieci basi, i capitelli delle colonne e i loro uncini d' argento.

Sul lato orientale, verso levante, vi erano cinquanta cubiti: quindici cubiti di tendaggi, con le relative tre colonne e le tre basi alla prima ala; l' altra ala: quindici cubiti di tendaggi con le tre colonne e le tre basi.

Tutti i tendaggi che delineavano il recinto erano di bisso ritorto. Le basi delle colonne erano di rame; gli uncini delle colonne e le aste trasversali erano d' argento; il rivestimento dei loro capitelli era d' argento e tutte le colonne del recinto avevano aste trasversali d' argento.

Alla porta del recinto c' era una cortina, lavoro di ricamatore, di porpora viola, di porpora rossa, scarlatto e bisso ritorto, era lunga venti cubiti, alta, cioè larga, cinque cubiti, come i tendaggi del recinto.

Le colonne relative erano quattro, con le loro basi di rame, i loro uncini d' argento, il rivestimento dei loro capitelli e le loro aste trasversali d' argento.

Tutti i picchetti della Dimora e del recinto circostante erano di rame.

 

I  METALLI  IMPIEGATI

 

Questo è il computo dei metalli impiegati per la Dimora, la Dinora per la Testimonianza, redatto per ordine di Mose' e per opera dei leviti, sotto la direzione di Itamar, figlio del sacerdote Aronne.

Bezaleel, figlio di Uri, figlio di Cur della tribù di Giuda, eseguì quanto il Signore aveva ordinato a Mose', insieme con lui Ooliab, figlio di Achisamach della tribù di Dan, intagliatore, decoratore e ricamatore di porpora viola, porpora rossa, scarlatto e bisso.

Totale dell' oro impiegato per il lavoro, cioè di tutto il lavoro del santuario  - era l' oro presentato in offerta - : ventinove talenti e settecentotrenta sicli, in sicli del santuario.

L' argento raccolto in occasione del censimento della comunità, pesava cento talenti e millesettecentosettantacinque sicli, in sicli del santuario, cioè un  beka a testa, vale a dire mezzo siclo, secondo il siclo del santuario, per ciascuno di coloro che furono sottoposti al censimento, dai vent' anni in su. Erano seicentomilacinquecentocinquanta.

Cento talenti d' argento servirono a fondere le basi del santuario e le basi del velo: cento basi per cento talenti, cioè un talento per ogni base.

Con i millesettecentosettantacinque sicli fece gli uncini delle colonne, rivestì i loro capitelli e le riunì con le aste trasversali.

Il rame assommato in offerta, assommava a settanta talenti e duemilaquattrocento sicli.

Con esso fece le basi per l' ingresso della tenda del convegno, l' altare di rame con la sua graticola di rame e tutti gli accessori dell' altare, le basi del recinto, le basi della porta del recinto, tutti i picchetti della Dimora e tutti i picchetti del recinto.

 

I  PARAMENTI  SACERDOTALI

 

39.   Con porpora viola e porpora rossa, con scarlatto e bisso fece le vesti liturgiche per officiare nel santuario. Fecero le vesti sacre di Aronne, come il Signore aveva ordinato a Mose'.

Fecero l' efod con porpora viola, porpora rossa, scarlatto e bisso ritorto.

Fecero placche d' oro battuto e le tagliarono in strisce sottili per intrecciarle con la porpora viola, la porpora rossa, lo scarlatto e il bisso, lavoro d' artista .

Fecero all' efod due spalline che vennero attaccate alle sue due estremità, così ne risultò un pezzo tutto unito. La cintura, che lo teneva legato e che stava sopra di esso, era della stessa fattura, ed era di un sol pezzo: era intessuta d' oro, di porpora viola, di porpora rossa, di scarlatto e di filo ritorto, come il Signore aveva ordinato a Mose'.

Lavorarono le pietre di onice, inserite in castoni d' oro, incise con i nomi degli Israeliti, secondo l' arte d' incidere o sigilli. Fissarono le due pietre sulle spalline dell' efod come pietre a ricordo degli Israeliti, come il Signore aveva ordinato a Mose'.

 

 

Fecero il pettorale, lavoro d' artista come l' efod, con oro, porpora viola, porpora rossa, scarlatto e bisso ritorto.

Era quadrato e lo fecero doppio, aveva una spanna di lunghezza e una spanna di larghezza. Lo coprirono con una incastonatura di pietre preziose disposte in quattro file di pietre. Una fila: una cornalina, un topazio e uno smeraldo; così la prima fila.

La seconda fila: un turchese, uno zaffiro, un berillo. La terza fila: un giacinto, un' agata e una ametista. La quarta fila: un crisolito, un onice e un diaspro. Erano inserite nell' oro mediante i loro castoni.

Le pietre corrispondevano ai nomi degli Israeliti: dodici, secondo i loro nomi, ed erano incise come i sigilli, ciascuna con il nome corrispondente, secondo le dodici tribù.

Fecero sul pettorale catene in forma di cordoni, lavoro d' intreccio d' oro puro. Fecero due castoni d' oro e due anelli d' oro e misero i due anelli all' estremità del pettorale.

Misero le due catene d' oro sui due anelli alla estremità del pettorale. Quanto alle due estremità delle catene, le fissarono sui due castoni e le fecero passare sulle spalline dell' efod, nella parte anteriore.

Fecero due altri anelli d' oro e li collocarono alle due estremità del pettorale, sull' orlo che era dalla parte dell' efod, verso l' interno.

Fecero due altri anelli d' oro e li posero sulle due spalline dell' efod, in basso, sul suo lato parte anteriore, in vicinanza del suo punto di attacco, al di sopra della cintura dell' efod.

Poi legarono il pettorale con i suoi anelli, agli anelli dell' efod, mediante un cordone di porpora viola, perchè stesse al di sopra della cintura dell' efod, e perchè il pettorale non si distaccasse dall' efod, come il Signore aveva ordinato a Mose'.

Fece il manto dell' efod, lavoro di tessitore, tutto di porpora viola; la scollatura del manto, in mezzo era come la scollatura di un corazza: intorno aveva un bordo, perchè non si lacerasse.

Fecero sul lembo del manto melagrane di porpora viola, di porpora rossa, di scarlatto e di bisso ritorto.

Fecero sonagli d' oro puro e collocarono i sonagli in mezzo alle melagrane, intorno all' orlo del manto: un sonaglio e una melagrana, un sonaglio e una melagrana lungo tutto il giro del lembo del manto, per l' esercizio del ministero, come il Signore aveva ordinato a Mose'.

Fecero le tonache di bisso, lavoro ti tessitore, per Aronne e per i suoi figli; il turbante di bisso, gli ornamenti dei berretti di bisso, e i calzoni di lino di bisso ritorto; la cintura di bisso ritorto, di porpora viola, di porpora rossa e di scarlatto, come il Signore aveva ordinato a Mose'.

Fecero la lamina, il diadema sacro d' oro puro e vi scrissero sopra a caratteri incisi come un sigillo: "Sacro al Signore".

Vi fissarono un cordone di porpora viola, per porre il diadema sopra il turbante, come il Signore aveva ordinato a Mose'.

Così fu finito tutto il lavoro della Dimora, della tenda del convegno.

Gli Israeliti eseguirono ogni cosa come il Signore aveva ordinato a Mose': così essi fecero.

 

PRESENTAZIONE  A  MOSE' 

DELLE  OPERE  ESEGUITE

 

Portarono dunque a Mose' la Dimora, la tenda e tutti i suoi accessori: le sue fibbie e le sue assi, le sue traverse, le sue colonne e le sue basi, la copertura di pelli di montone tinte di rosso, la copertura di pelli di tasso e il velo per far da cortina, l' arca della Testimonianza, con le sue stanghe e il coperchio, la tavola con tutti i suoi accessori e i pani dell' offerta, il candelabro d' oro puro con le sue lampade, le lampade cioè che dovevano essere collocate sopra di esso, con tutti i suoi accessori e l' olio per l' illuminazione, l' altare d' oro, l' olio dell' unzione, il profumo aromatico da bruciare e la cortina  per l' ingresso della tenda, l' altare di rame con la sua graticola di rame, le sue stanghe e tutti i suoi accessori, la conca e il suo piedestallo, i tendaggi del recinto, le sue colonne, le sue basi e la cortina per la porta del recinto, le sue corde, i suoi picchetti e tutti gli arredi del Servizio della Dimora, per la tenda del convegno, le vesti liturgiche per officiare nel santuario, le vesti sacre del Sacerdote Aronne e le vesti dei suoi figli per l' esercizio del sacerdozio.

Secondo quanto il Signore aveva ordinato a Mose', gli Israeliti avevano eseguito ogni lavoro. Mose' vide tutta l' opera e riscontrò che l' avevano eseguita come il Signore aveva ordinato. Allora Mose' li benedisse.

 

ASSEMBLAGGIO  E  CONSACRAZIONE 

DEL  SANTUARIO

 

40.   Il Signore parlò a Mose' e gli disse: "Il primo giorno del primo mese erigerai la Dimora, la tenda del convegno.

Dentro vi collocherai l' arca della Testimonianza, davanti all' arca tenderai il velo. Vi introdurrai la tavola e disporrai su di essa ciò che vi deve essere disposto; introdurrai anche il candelabro e vi preparerai sopra le sue lampade.

Metterai l' altare d' oro per i profumi davanti all' arca della Testimonianza e metterai infine la cortina all' ingresso della tenda.

Poi metterai l' altare degli olocausti di fronte all' ingresso della Dimora, della tenda del convegno.

Metterai la conca fra la tenda del Convegno e l' altare e vi porrai l' acqua.

Disporrai il recinto tutt' attorno e vi metterai la cortina alla porta del recinto. Poi prenderai l' olio dell' unzione ed ungerai con esso la Dimora e quanto vi sarà dentro e la consacrerai con tutti i suoi arredi, così diventerà cosa sacra.

Ungerai anche l' altare degli olocausti e tutti i suoi arredi, consacrerai l' altare e l' altare diventerà cosa santissima.

Ungerai anche la conca col suo piedestallo e la consacrerai. Poi farai avvicinare Aronne e i suoi figli all' ingresso della tenda del convegno e li laverai con acqua. Farai indossare ad Aronne le vesti sacre, lo ungerai, lo consacrerai, e così egli eserciterà il mio sacerdozio.

Farai  avvicinare anche i suoi figli e farai loro indossare le tuniche.

Li ungerai, come il loro padre e così eserciterai il mio sacerdozio; in tal modo la loro unzione conferirà loro un sacerdozio perenne, per la loro generazione.

Mose' fece il tutto secondo quanto il Signore gli aveva ordinato.

Fece così: Nel secondo anno, nel primo giorno del primo mese fu eretta la Dimora. Mose' eresse la Dimora: pose le sue basi, dispose le assi, vi fissò le traverse e rizzò le colonne; poi stese la tenda sopra la Dimora e sopra ancora mise la copertura della tenda, come il Signore gli aveva ordinato,

Prese la Testimonianza, la pose dentro l' arca; mise le stanghe all' arca e pose il coperchio sull' arca; poi introdusse l' arca nella Dimora, collocò il velo che doveva far da cortina e lo tese davanti all' arca della Testimonianza,  come il Signore aveva ordinato a Mose'.

Nella tenda del convegno  collocò la tavola sul lato settentrionale della Dimora, al di fuori del velo. Dispose su di essa il pane in focacce sovrapposte alla presenza del Signore, come il Signore aveva ordinato a Mose'.

Collocò inoltre il candelabro nella tenda del convegno, di fronte alla tavola sul lato meridionale della Dimora, e vi preparò sopra le lampade davanti al Signore, come il Signore aveva ordinat0 a Mose'.

Collocò poi l' altare d' oro nella tenda del convegno, davanti al velo, e bruciò su di esso il profumo aromatico, come il Signore aveva ordinato a Mose'.

Mise infine la cortina all' ingresso della dimora. Poi collocò l' altare degli olocausti all' ingresso della dimora, della tenda del convegno, e offrì su di esso l' olocausto e l' offerta, come il Signore aveva ordinato a Mose'.

Collocò la conca fra la tenda del convegno e l' altare e vi mise dentro l' acqua per le abluzioni.

Mose', Aronne e i suoi figli, si lavavano con essa le mani e i piedi: quando entravano nella tenda del convegno e quando si accostavano all' altare, essi si lavavano, come il Signore aveva ordinato a Mose'.

Infine eresse il recinto intorno la dimora, e all' altare, e mise la cortina alla porta del recinto. Così Mose' terminò l' opera.

LA  GLORIA  DI  DIO  NEL  SANTUARIO

 

Allora la nube coprì la tenda del convegno e la Gloria del Signore coprì la Dimora. Mose' non potè entrare nella tenda del convegno perchè la nube sovrastava su di essa e la Gloria del Signore riempiva la Dimora.

Ad ogni tappa, quando la nube di innalzava e lasciava la dimora, gli Israeliti lasciavano l' accampamento; se la nube non si innalzava, essi non partivano finchè non si fosse innalzata.

Perchè la nube del Signore durante il giorno rimaneva nella Dimora,  e durante la notte vi era in essa un fuoco, visibile a tutta la casa di Israele, per tutto il giorno del loro viaggio.

 

FINE  DEL  LIBRO  DELL'  ESODO

 

   

 

COMMENTO  PITAGORICO

 

 

 A dire la verità, non ci sarebbe bisogno di alcun commento: la Bibbia parla da sè e dice sempre  le cose come stanno; i racconti particolari di essa, realizzati  dagli scriba dopo diverse centinaia d' anni (non da noi, dagli avvenimenti effettivi),  sono quasi tutti falsificati, almeno  nella loro interpretazione morale rapportata al nostro secolo.  Personalmente mi sono accorto, facendo a casaccio delle domande, ad es. : Chi era Assalonne ? " che  la gente non  conosce la Bibbia, (Vecchi Testamento) e che chi la conosce, comunque l' accetta fingendo tuttavia di  ignorare, o addirittura combattere, chi la prende alla lettera.

Che, se la santifichi, dovresti pure prenderla alla lettera.

Noi, pure appartenendo a una religione diversa, non abbiamo alcun interesse a smentirla.

Puntualizziamo:  in cosa consiste la nostra "religione diversa" ? Consiste in un modo diverso di intendere la Divinità, che per noi non è antropomorfa - "certa" - bensì è contemporanea  alla costruzione stessa dell' universo, e si concretizza sia nel desiderio di conoscere le leggi  della materia (pitagorismo) che nel desiderio di dar corpo alla  intelligenza dell' anima, attraverso la quale è ritenuta logicamente possibile  (sebbene non sicura) la continuazione della vita dopo la morte (orfismo).

In entrambe i casi le conseguenze morali pitagorico - orfiste risultano uguali e consistono nel riconoscimento del "bene" che non ci viene più concesso come  la ricompensa di  un essere superiore, in cambio della nostra devozione a lui, ma dal fatto che, essendo noi parte di una costruzione Divina (sebbene nati sul pianeta Terra, cioè da una natura selvaggia) il bene ci dev' essere dato per comprensione di esso, e si deve sviluppare, per prima cosa, sul pianeta stesso, attraverso un percorso - sia materiale che spirituale - di cognizione dei nostri costumi. Cognizione morale universale, appunto.

Per coerenza logica ciò che il pitagorismo orfista si propone non è la vittoria di una religione (quale essa sia, anche la propria)  bensì il riconoscimento della libertà religiosa in sè, promessa dalla nostra Costituzione, unificata in un Dio comune necessariamente accettato, ma sconosciuto dagli esseri umani.

Su queste basi abbiamo riesaminato la figura del patriarca Mose', al quale dedichiamo ora un  breve commento.

 

 

Naturalmente sono opinioni mie. Ogni lettore se ne può  fare un' idea personale, naturalmente giudicando dall' originale. La mia copiatura la ritengo comunque onesta; ho trovato alcune ripetizioni poco importanti, che ho lasciato stare, perchè tali comparivano nel testo.

Occorre considerare - ripeto - che nei racconti dell' Esodo -  essendo opinione comune che la compilazione  della Bibbia fu iniziata nel sesto secolo a. C.  -  lo scriba abbia raccolto testimonianze orali da molti secoli innanzi, retaggio di avvenimenti appartenenti all' epos popolare, forzatamente e forse innocentemente ingigantiti dalla mentalità religiosa comune di tutti i tempi e anche di oggi.

Ma non è questione di accettare più o meno i miracoli:  essi valgono  per tutti i racconti religiosi,  storici, o parastorici che siano. E' una opinione che, fin da giovane, ho ricavato leggendo la "Storia d' Italia" di Benedetto Croce: la verità storica la si deve assimilare  dallo Spirito nel quale gli avvenimenti sono descritti. Non tanto sui documenti freddi.  Anche lo Spirito del lettore può modificare lo Spirito della storia. La qualità dello Spirito è anche una misura di giudizio su noi stessi.

Giudicando secondo il parametro   pitagorico - orfista, Mose' appare  un grande uomo di Stato (oltre lo Stato) di natura totalitaria, il migliore e il capostipite, se vogliamo definirlo in termini  pubblicitari.

La sua cultura (avendo trascorso  l' età della educazione protetto dalla figlia del Faraone) almeno fino all' età del suo riconoscersi Israelita, dovette necessariamente essere influenzata da quella egiziana del tempo suo.

Ma, a quale Faraone ci si può riferire  ? Freud avrebbe preferito forse Akhenaton, a causa della propria interpretazione monoteista della divinità.

Non certo il Faraone inghiottito dalle acque del Mare Rosso, del quale, ho sentito, se ne ricercano ancora i resti. Sappiamo che ogni cultura totalitaria,  proclamandosi  forzatamente verace, esclusivamente  per tal  motivo, porta purtroppo con sè  la necessità della falsificazione perpetua.

Se escludiamo il miracolo, come abbiam fatto con Gesù, allora,  stando Mose'   sempre solo sul monte Sinai, (a parte un momento con Aronne), cespuglio infuocato,  tavole e proibizione di avvicinamento pena la morte,  potrebbero far sospettare  una  costruzione scenica, non necessariamente costruita da Mose', ma probabilmente  dallo scriba, alcuni secoli dopo di lui.

Dando a Dio la responsabilità delle proprie  azioni, egli ha tuttavia giustificato per sè la "pura libertà" che normalmente i religiosi antichi attribuivano anche a sè stessi. Enoteisti tutti compresi.

Da qui gli avvenimenti diventano, non solo giustificati, ma anche santificati: mi riferisco soltanto a quello che si può leggere nei testi sacri, giudicando però secondo lo Spirito dei fatti: dall' omicidio del sorvegliante, alle piaghe d' Egitto, a Dio che ordina la spoliazione degli Egiziani, alla strage del vitello d' oro, eccetera.

Già un Dio che preferisce gli Israeliani agli Egiziani a me sembra un Dio costruito. Tutto sembra finalizzato alla permanenza quarantennale nel deserto, durante la quale il popolo israelita si riprodusse e divenne - immaginiamo - un problema serio per i popoli d' oltre Giordano; fino al passaggio, appunto,  del Giordano medesimo  e l' ingresso  nelle città pagane e peccatrici della terra fertile, con le stragi sante descritte dalla Bibbia - stragi indubbiamente premeditate - nelle quali la vita veniva risparmiata soltanto agli animali d' armento, che dovevano  cambiar di padrone. Si veda, qui stesso, il Libro di Giosue'.

Naturalmente aggiunse anche qualche buona legge che vale ancora. Però, come abbiamo già scritto altrove, non tanto da  dovercene aspettare  il risanamento  del mondo.

Questo scrivo, senza alcun risentimento, perchè so bene che la responsabilità dei mali del mondo è di tutti: religiosi e laici.  Napoleone, ne' tantomeno Danton, avrebbero potuto diffondere con le armi, o con le idee rivoluzionarie soltanto, la civiltà dell' illuminismo.

Perchè la civiltà presocratica non prosperò ?  Certamente per colpa della gerarchia laica (ovvero di generali e governatori).  I religiosi pagani del tempo non se ne accorsero nemmeno; i successivi figuriamoci. A loro interessava soltanto convertire, pensando in tal modo di risolvere così il problema.

Io non sto facendo il processo alla civiltà del mondo. Sto solo  copiando la Bibbia.

 

   

 

PARTE  SECONDA

 

                                                                                                        

 

L E V I T I C O

 

 

I  SACRIFICI

 Olocausti

 

1.   Il Signore chiamò Mose' e dalla tenda del convegno gli disse: "Parla agli Israeliti e riferisci loro: Quando uno di voi vorrà fare una offerta al Signore, offrirete bestiame grosso e minuto. Se l' offerta è un olocausto di grosso bestiame, egli offrirà  un maschio senza difetto, l' offrirà all' ingresso della tenda del convegno per ottenere il favore del Signore. Poserà la mano sulla testa della vittima, che sarà accettata in suo favore, per fare il rito espiatorio per lui.

Poi immolerà il capo di grosso bestiame davanti al Signore e i sacerdoti figli di Aronne offriranno il sangue e lo spargeranno intorno all' altare, che è all' ingresso della tenda del convegno.

Scorticherà la vittima e la taglierà a pezzi. I figli del sacerdote Aronne porranno il fuoco sull' altare e metteranno la legna sul fuoco, poi sulla legna e sul fuoco che è sull' altare disporranno i pezzi, la testa e il grasso. Laverà con acqua le interiore a le zampe; poi il sacerdote brucerà il tutto sull' altare come olocausto, sacrificio consumato dal fuoco, profumo soave per il Signore.

Se la sua offerta è un olocausto di bestiame minuto, pecora o capra, egli offrirà un maschio senza difetto. Lo immolerà dal lato settentrionale dell' altare, davanti al Signore, e i sacerdoti figli di Aronne spargeranno il sangue intorno all' altare.

Lo taglierà a pezzi con la testa e il grasso, e il sacerdote lo disporrà sulla legna, collocata sul fuoco dell' altare. Laverà con acqua le interiora e le zampe; poi il sacerdote offrirà il tutto e lo brucerà sull' altare: olocausto, sacrificio consumato dal fuoco, profumo soave per il Signore.

Se la sua offerta al Signore è un olocausto di uccelli, offrirà tortore e colombi. Il sacerdote li offrirà all' altare, ne staccherà la testa, che farà bruciare sull' altare, e il sangue sarà spruzzato sulla parete dell' altare. Poi toglierà il gozzo con le sue immondezze e lo getterà sul lato orientale dell' altare, dove è il luogo delle ceneri.

Dividerà l' uccello in due metà prendendolo per le ali, ma senza separarlo, e il sacerdote lo brucerà sull' altare, sulla legna che è sul fuoco, come olocausto, sacrificio consumato dal fuoco, profumo soave per il Signore.

 

OBLAZIONI  CRUDE

 

2.   Se qualcuno offrirà al Signore una oblazione, la sua offerta sarà di fior di farina, sulla quale verserà olio e porrà incenso. La porterà ai figli di Aronne, il sacerdote; il  sacerdote prenderà da essa una manciata di fior di farina e d' olio, con tutto l' incenso e lo brucerà sull' altare come memoriale: è un sacrificio consumato dal fuoco, profumo soave per il Signore .

Il resto dell' offerta per il Signore sarà per Aronne e per i suoi figli, cosa santissima proveniente dai sacrifici consumati dal fuoco, in onore  del  Signore.

 

OBLAZIONI  COTTE

 

Quando offrirai una oblazione cotta nel forno, essa consisterà in focacce azzime di fior di farina impastate con olio, e anche in schiacciate azzime spalmate di olio.

Se la tua offerta sarà una oblazione cotta sulla teglia, sarà di fior di farina azzima e impastata con olio. La farai a pezzi e sopra vi verserai olio: è una oblazione.

Se la tua offerta sarà una oblazione cotta nella pentola, sarà fatta con fior di farina nell' olio: porterai al Signore l' oblazione così preparata e la presenterai al sacerdote che la offrirà sull' altare. Il sacerdote preleverà dall' oblazione il memoriale e lo brucerà sull' altare: sacrificio consumato sul fuoco, profumo soave per il Signore.

Il resto dell' oblazione sarà per Aronne e per i suoi figli, cosa santissima proveniente dai sacrifici consumati dal fuoco per il Signore.

 

DETERMINAZIONI  PARTICOLARI

 

Nessuna delle oblazioni che offrirete al Signore sarà lievitata: non brucerete ne' lievito ne' miele come sacrificio consumato dal fuoco in onore del Signore; potrete offrire queste cose al Signore come offerte di primizie, ma non saliranno sull' altare a titolo di profumo soave.

Dovrai salare ogni tua offerta di oblazione: nella tua oblazione non lascerai mancare il sale dell' alleanza del tuo Dio; sopra ogni offerta, offrirai il sale.

 

PRIMIZIE

 

Se offrirai al Signore una oblazione di primizie, offrirai, come tua oblazione di primizie, spighe di grano fresche, abbrustolite sul fuoco e chicchi pestati di grano nuovo.

Verserai olio sopra di essa e vi metterai incenso: è una oblazione.

Il sacerdote brucerà come memoriale una parte dei chicchi e dell' olio, insieme con tutto l' incenso: è un sacrificio consumato dal fuoco per il Signore.

 

SACRIFICI  PACIFICI

 

3.   Nel caso che la sua offerta sia un sacrificio di comunione, e se offre un capo di bestiame grosso, sarà un maschio, o una femmina, senza difetto; la offrirà davanti al Signore, poserà la mano sulla testa della vittima e la immolerà all' ingresso della tenda del convegno, e i sacerdoti, i figli di Aronne, spargeranno il sangue intorno all' altare.

Di questo sacrificio di comunione offrirà come sacrificio consumato dal fuoco in onore del Signore il grasso che avvolge le viscere e tutto quello che vi è sopra, i due reni con  il loro grasso e il grasso intorno ai lombi e al lobo del fegato che distaccherà al di sopra dei reni, i figli di Aronne lo bruceranno sull' altare, sopra l' olocausto posto sulla legna che è sul fuoco: è un sacrificio consumato sul fuoco, profumo soave per il Signore.

Se la sua offerta di sacrificio di comunione per il Signore è di bestiame minuto, sarà un maschio, o una femmina senza difetto.

Se presenta una pecora in offerta, la offrirà davanti al Signore; poserà una mano sulla testa della vittima e la immolerà davanti alla tenda del convegno; i figli di Aronne ne spargeranno il sangue intorno all' altare. Di questo sacrificio di comunione offrirà quale sacrificio consumato dal fuoco per il Signore il grasso, e cioè l' intera coda presso l' estremità della spina dorsale, il grasso che avvolge le viscere e tutto quello che vi è sopra; i due reni con il loro grasso e il grasso intorno ai lombi e al lobo del fegato, che distaccherà al di sopra dei  reni. Il sacerdote li brucerà sull' altare: è un alimento consumato dal fuoco per il Signore.

Se la sua offerta è una capra, la offrirà davanti al Signore, poserà la mano sulla sua testa e la immolerà davanti alla tenda del convegno; i figli di Aronne ne spargeranno il sangue intorno all' altare.

Di essa preleverà, come offerta consumata dal fuoco in onore del Signore, il grasso che avvolge le viscere, tutto quello che vi è sopra, i due reni con il loro grasso e il grasso intorno ai lombi e al lobo del fegato che distaccherà al di sopra dei reni; il sacerdote li brucerà sull' altare: è un cibo consumato dal fuoco per il Signore. Ogni parte grassa appartiene al Signore.

E' una prescrizione rituale perenne per le vostre generazioni in ogni vostra dimora: non dovete mangiare,ne' grasso ne' sangue.

 

SACRIFICI  ESPIATORI

 

4.   Il Signore disse a Mose': "Riferisci agli Israeliti: Quando un uomo inavvertitamente trasgredisce un qualsiasi divieto della legge del Signore, facendo una cosa proibita: se chi ha peccato è il sacerdote che ha ricevuto l' unzione e così ha reso colpevole il popolo, offrirà al Signore per il peccato da lui commesso un giovenco senza difetto come sacrificio di espiazione.

Condurrà il giovenco davanti al Signore all' ingresso della tenda del convegno; poserà la mano sulla testa del giovenco e lo immolerà davanti al Signore.

Il Sacerdote che ha ricevuto l' unzione prenderà il sangue del giovenco e lo porterà all' interno della tenda del convegno, intingerà il dito nel sangue e farà sette aspersioni davanti al Signore di fronte al velo del santuario. Bagnerà con il sangue i corni dell' altare dei profumi che bruciano davanti al Signore nella  tenda del convegno; verserà il resto del sangue alla base dell' altare degli olocausti, che si trova all' ingresso della tenda del convegno.

Poi, dal giovenco del sacrificio di espiazione toglierà tutto il grasso, il grasso che avvolge le viscere, tutto quello che vi è sopra: i due reni con il loro grasso e il grasso intorno ai lombi e al lobo dl fegato, che distaccherà al di sopra dei reni.

Farà come si fa per il giovenco del sacrificio di comunione e brucerà il tutto sull' altare degli olocausti.

Ma la pelle del giovenco, la carne con la testa, le viscere, le zampe, gli escrementi, cioè tutto il giovenco, egli lo porterà fuori dall'  accampamento, in luogo puro, dove si gettano le ceneri, e lo brucerà sulla legna: Dovrà essere lasciato sul mucchio delle ceneri.

 

 

Se tutta la comunità di Israele ha commesso una inavvertenza, senza che l' assemblea la conosca, violando così un decreto della legge del Signore, e rendendosi colpevole, quando il peccato commesso sarà conosciuto, l' assemblea offrirà come sacrificio espiatorio un giovenco, un capo di grosso bestiame senza difetto e lo condurrà davanti alla tenda del convegno.

Gli anziani della comunità poseranno le mani sulla testa del giovenco e lo si immolerà davanti al Signore. Il sacerdote che ha ricevuto l' unzione porterà il sangue del giovenco all' interno della tenda del convegno, intingerà il dito nel sangue e farà sette aspersioni davanti al Signore, di fronte al velo.

Bagnerà con il sangue i corni dell' altare che è davanti al Signore, nella tenda del convegno e verserà il resto del sangue alla base dell' altare degli olocausti all' ingresso della tenda del convegno. Toglierà al giovenco tutte le parti grasse per bruciarle sull' altare. Farà di questo giovenco come di quello offerto in sacrificio di espiazione: tutto allo stesso modo.

Il sacerdote farà per loro il rito espiatorio e sarà tutto perdonato.

Poi porterà il giovenco fuori dal campo e lo brucerà come ha bruciato il primo: è il sacrificio di espiazione dell' assemblea.

 

 

Se chi ha peccato è un capo, violando così per inavvertenza un decreto del Signore suo Dio, e così si è reso colpevole, quando conosca il peccato commesso porterà come offerta un capro maschio senza difetto. poserà la mano sulla testa del capro e lo immolerà nel luogo dove si immolano gli olocausti davanti al Signore: è un sacrificio espiatorio.

Il sacerdote prenderà con il dito il sangue del sacrificio espiatorio e bagnerà i corni dell' altare degli olocausti; verserà il resto del sangue alla base dell' altare degli olocausti.  Poi brucerà sugli altari ogni parte grassa, come il grasso del sacrificio di comunione.

Il sacerdote farà per lui il rito espiatorio per il suo peccato, e gli sarà perdonato.

Se chi ha peccato è stato qualcuno del popolo, violando per inavvertenza un divieto del Signore, e così si è reso colpevole, quando conosca il peccato commesso, porti come offerta una capra femmina in espiazione del suo peccato. Poserà la mano sulla testa della vittima di espiazione e la immolerà nel luogo dove si immolano gli olocausti. Il sacerdote prenderà con il dito un po' del sangue di essa e bagnerà i corni dell' altare degli olocausti, poi verserà il resto del sangue alla base dell' altare. Preleverà tutte le parti grasse, come si preleva il grasso della pecora del sacrificio di comunione e il sacerdote la brucerà sull' altre sopra le vittime consumate dal fuoco sull' altare del Signore.

Il sacerdote farà per lui il rito espiatorio per il peccato commesso, e gli sarà perdonato.

 

CASI  PARTICOLARI

 

5.   Se una persona pecca perchè nulla dichiara, benchè abbia udita la formula di scongiuro, e sia essa stessa testimone, o abbia visto o sappia, sconterà la sua iniquità. 

Oppure quando qualcuno senza avvedersene tocca una cosa immonda, come il cadavere di una bestia o il cadavere di un animale domestico o quello di un rettile; rimarrà egli stesso immondo e colpevole.

Oppure quando, senza avvedersene, tocca una immondezza umana - una qualunque delle cose per le quali l' uomo diviene immondo - quando verrà a saperlo sarà colpevole.

Oppure quando uno, senza badarvi, parlando con leggerezza, avrà giurato con uno di quei giuramenti che gli uomini profferiscono alla leggera, di fare qualche cosa di male o di bene; se lo saprà ne sarà colpevole.

Se uno, dunque, si sarà reso colpevole di una di queste cose, confesserà il peccato commesso, porterà al Signore, come riparazione della sua colpa per il peccato commesso, una femmina del bestiame minuto, pecora o capra, come sacrificio espiatorio. Il sacerdote farà per lui il sacrificio espiatorio per il suo peccato.

 

CASI  DI  POVERI

 

Se non ha mezzi per procurarsi una pecora o una capra, porterà al Signore, come riparazione della sua colpa per il suo peccato, due tortore o due colombe: uno come sacrificio espiatorio, l' altro come olocausto. Lo porterà al sacerdote, il quale offrirà prima quello per l' espiazione; gli spaccherà la testa vicino alla nuca, ma senza staccarla, poi spargerà il sangue del sacrificio per il peccato, sopra la parete dell' altare e ne spremerà il resto alla base dell' altare. Questo è un sacrificio espiatorio

Dell' altro uccello offrirà un olocausto secondo le norme stabilite. Così il sacerdote farà per lui il rito espiatorio per il peccato che ha commesso, e gli sarà perdonato.

Ma se non ha mezzi per procurarsi due tortore o due colombe, porterà come offerta per il peccato commesso, un decimo di efa di fior di farina, come sacrificio espiatorio, non vi metterà ne' olio ne' incenso, poichè è un sacrificio per il peccato.

Porterà la farina al sacerdote, che ne prenderà una manciata come memoriale, facendola bruciare sull' altare sopra le vittime consacrate dal fuoco in onore del Signore. E' un sacrificio espiatorio.

Così il sacerdote farà per lui il rito espiatorio per il peccato commesso in uno dei casi suddetti, e gli sarà perdonato.

Il resto sarà per il sacerdote, come nell' oblazione.

 

SACRIFICIO  DI  RIPARAZIONE

E  FRODE  CONTRO  IL  PROSSIMO

 

Il Signore aggiunse a Mose': "Se qualcuno commetterà una mancanza e peccherà per errore riguardo a cose consacrate al Signore, in sacrificio di riparazione un ariete senza difetto preso dal gregge, che valuterai in sicli dì argento in base al siclo del santuario, aggiungendovi un quinto, e lo darai al sacerdote, il quale farà per lui il rito espiatorio con l' ariete offerto come sacrificio di riparazione, e gli sarà perdonato.

Quando uno peccherà facendo senza saperlo una cosa vietata dal Signore, sarà colpevole e dovrà scontare la mancanza. Presenterà al sacerdote, come sacrificio di riparazione, un ariete senza difetto preso dal bestiame minuto, secondo la tua stima. Il sacerdote farà per lui il rito espiatorio per l' errore commesso per ignoranza, e gli sarà perdonato.

E' un sacrificio di riparazione: quell' individuo si era reso colpevole verso il Signore.

 

Il Signore disse a Mose': "Quando uno peccherà e commetterà una mancanza verso il Signore rifiutando al suo prossimo un deposito da lui ricevuto, o un pegno consegnatogli, o una cosa rubata o estorta con frode, o troverà una cosa smarrita mentendo a questo proposito e giustificando il falso circa qualcuna delle cose per le quali l' uomo può peccare, se avrà così peccato e si sarà reso colpevole, restituirà la cosa rubata o estorta con frode, o il deposito che gli era stato affidato, o l' oggetto smarrito che aveva trovato, o qualunque cosa per cui aveva giurato il falso. Farà la restituzione per intero, aggiungendovi un quinto e renderà ciò al proprietario il giorno stesso in cui offrirà il sacrificio di riparazione.

Porterà al sacerdote, come sacrificio di riparazione in onore  del Signore, un ariete senza difetto preso dal bestiame minuto secondo la tua stima. Il Sacerdote farà il rito espiatorio per lui davanti al Signore, e gli sarà perdonato, qualunque sia la mancanza di cui si è reso colpevole.

 

DIRITTI  E  DOVERI  DEI  SACERDOTI

 

6.   Il Signore disse ancora a Mose': "Dà quest' ordine ad Aronne e ai suoi figli. Questa è la legge per l' olocausto. L' olocausto rimarrà acceso sul braccio sopra l' altare, tutta la notte fino al mattino, il fuoco dell' altare sarà tenuto acceso. Il sacerdote, indossata la tunica di lino e indossati i calzoni di lino, toglierà la cenere, il cui fuoco avrà ridotto l' olocausto dell' altare e lo deporrà al fianco dell' altare. Poi, spogliatosi delle vesti e indossatene altre, porterà la cenere fuori dal campo, in un luogo mondo.

Il fuoco sarà lasciato acceso sull' altare e non si lascerà spegnere; il sacerdote vi spegnerà legna ogni mattina, vi disporrà sopra l' olocausto e vi brucerà sopra il grasso dei sacrifici.

Il fuoco deve essere sempre tenuto acceso sull' altare, senza lasciarlo spegnere.

Questa è la legge della oblazione. I figli di Aronne la offriranno al Signore dinanzi all' altare. Il sacerdote preleverà una manciata di fior di farina con il suo 0lio e con tutto l' incenso che è sopra l' offerta, e brucerà ogni cosa sull' altare, con soave profumo in ricordo del Signore.

Aronne e i suoi figli mangeranno quel che rimarrà dell' oblazione, lo si mangerà senza lievito, in luogo santo, nel recinto della tenda del convegno.

Non si cuocerà con lievito, è la parte che ho loro assegnata delle offerte a me bruciata con il fuoco. E' cosa santissima, come il sacrificio espiatorio.

Ogni maschio dei figli di Aronne potrà mangiarne. E' un diritto perenne delle vostre generazioni sui sacrifici consumati dal fuoco in onore del Signore.  Tutto ciò che verrà in contatto con queste cose sarà sacro.

 

Il Signore aggiunse a Mose': "L' offerta che Aronne e i suoi figli faranno al Signore il giorno in cui riceveranno l' unzione è questa: un decimo di efa di fior di farina come oblazione perpetua: metà la mattina e metà la sera. Essa sarà preparata con olio nella teglia: la presenterai in una misura stemperata: la offrirai in pezzi come profumo soave per il Signore.

Anche il sacerdote che, tra i figli di Aronne, sarà unto per succedergli, farà questa offerta. E' una prescrizione perenne: sarà bruciata tutta in onore del Signore. Ogni oblazione del sacerdote sarà bruciata tutta; non se ne potrà mangiare.

Il Signore disse ancora a Mose': "Parla ad Aronne e ai suoi figli, e dì loro: Questa è la legge del sacrificio espiatorio. Nel luogo dove si immola l' olocausto sarà immolata davanti al Signore la vittima per il peccato. E' cosa santissima. La mangerà il sacerdote che l' offrirà per il peccato. Dovrà mangiarla in luogo santo, nel recinto della tenda del convegno. Qualunque cosa ne toccherà le carni sarà sacra; se parte del suo sangue schizza sopra una veste, il posto dove sarà schizzato il sangue lo laverai in luogo santo. Ma il vaso di terra che sarà servito a cuocerla sarà spezzato; che se sarà cotta in un vaso di rame, questo sarà strofinato bene e sciacquato con acqua.

Ogni maschio di famiglia sacerdotale ne dovrà mangiare: è cosa santissima.

Ma non si potrà mangiare alcuna vittima espiatoria, il cui sangue va portato nella tenda del convegno per il rito espiatorio nel santuario.

Essa sarà bruciata nel fuoco.

 

7.   Questa è la legge del sacrificio di riparazione; è cosa santissima.

Nel luogo dove si immola l' olocausto i immolerà la vittima della riparazione, se ne spargerà il sangue intorno all' altare  e se ne offrirà tutto il grasso, la coda e il grasso che copre le viscere, i due reni con il loro grasso e il grasso intorno ai lombi e al logo del fegato che si distaccherà sopra i reni.

Il sacerdote brucerà tutto questo sull' altare come sacrificio consumato dal fuoco in onore del Signore. Questo è un sacrificio di riparazione .

Ogni maschio di famiglia sacerdotale ne potrà mangiare, e lo si mangerà in luogo santo. E' cosa santissima.

Il sacrificio di riparazione è come il sacrificio espiatorio; la stessa legge vale per ambedue. La vittima sarà del sacerdote che avrà compiuto l' espiazione. Il sacerdote che avrà fatto l' olocausto per qualcuno, avrà per sè la pelle dell' olocausto da lui offerto.

Così anche una oblazione cotta nel forno o preparata nella pentola o nella teglia sarà del sacerdote che l' ha offerta. Ogni oblazione impastata con olio o asciutta sarà per tutti i figli di Aronne in misura uguale.

 

Questa è la legge del sacrificio di comunione che si offrirà al Signore. 

Se uno l' offre anche in ringraziamento offrirà, con sacrificio di comunione,  focacce senza lievito intrise con olio, schiacciate senza lievito unte con olio e fior di farina cotta, in forma di focacce intrise con olio.

Presenterà anche, come offerta, oltre alle dette focacce, focacce di pan lievitato, insieme con il sacrificio di ringraziamento.

Di ognuna di queste offerte una parte si presenterà come oblazione prelevata in onore del Signore; essa sarà del sacerdote che ha sparso il sangue della vittima del sacrificio di comunione.

La carne del sacrificio di ringraziamento dovrà mangiarsi il giorno stesso in cui esso viene offerto; non se ne lascerà nulla fino alla mattina.

Ma se il sacrificio che uno offre è votivo, o volontario, la vittima si mangerà il giorno in cui verrà offerta, il resto dovrà esser mangiato il giorno dopo, ma quel che sarà rimasto della carne del sacrificio, fino al terzo giorno, dovrà bruciarsi nel fuoco.

Se uno mangia la carne del sacrificio di comunione il terzo giorno, l' offerente non sarà gradito; dell' offerta non sarà tenuto conto, sarà un abominio; chi ne avrà mangiato subirà la pena della sua iniquità.

La carne che sarà stata in contatto con qualcosa di immondo non si potrà mangiare; sarà bruciata nel fuoco.

Chiunque sarà mondo potrà mangiare la carne del sacrificio di comunione; ma la persona che, immonda, mangerà la carne del sacrificio di comunione offerta al Signore, sarà eliminata dal suo popolo.

Se uno toccherà qualsiasi cosa immonda, una immondezza umana, un animale immondo, o qualche cosa abominevole, immonda, e mangerà la carne di un sacrificio di comunione offerto al Signore, quel tale sarà eliminato dal suo popolo.

 

PROIBIZIONE  DI  MANGIARE

GRASSO  E  SANGUE

 

Il Signore disse ancora a Mose': "Parla agli Israeliti e riferisci loro: Non mangiate alcun grasso, ne' di bue, ne' di pecora, ne' di capra. Il grasso di una bestia che è morta naturalmente, o il grasso di una bestia sbranata, potrà servire per qualunque altro uso; me non se ne mangerà affatto, perchè chiunque mangerà carne di animali che si possono offrire in sacrificio  consumato dal fuoco in onore del Signore, sarà eliminato dal suo popolo.

E non mangerete affatto carne, ne' di uccelli, ne' di animali domestici, dovunque abitiate. Chiunque mangerà sangue di qualunque specie sarà eliminato dal suo popolo.

 

TARIFFE  SACERDOTALI

 

Il Signore aggiunse a Mose': "Parla agli Israeliti e dì loro: Chi offrirà al Signore un sacrificio di comunione, porterà una offerta al Signore prelevandola dal sacrificio di comunione. Porterà con le proprie mani ciò che dev' essere offerto al Signore con il fuoco: porterà il grasso insieme con il petto, il petto per presentarlo con il rito di agitazione davanti al Signore.

Il sacerdote brucerà il grasso sopra l' altare; il petto sarà di Aronne e dei suoi figli.

Darete anche in tributo al sacerdote la coscia destra dei vostri sacrifici di comunione. Essa spetterà come sua parte; al figlio di Aronne che avrà offerto il sangue e il grasso dei sacrifici di comunione. Poichè dai sacrifici di comunione offerti dagli Israeliti io mi riserbo il petto della vittima offerta con l' agitazione di rito e la coscia della vittima offerta con l' elevazione di rito e la do al sacerdote Aronne e ai suoi figli per legge perenne  che gli Israeliti osserveranno.

Questa è la parte dovuta ad Aronne e ai suoi figli, dei sacrifici bruciati in onore del Signore, dal giorno in cui eserciteranno il sacerdozio del Signore. Agli Israeliti il Signore ha ordinato di dar loro questo, dal giorno della loro unzione.

E' una parte che è loro dovuta per sempre, di generazione in generazione .

Questa è la legge per l' olocausto, l' oblazione, il sacrificio espiatorio, il sacrificio di riparazione, l' investitura e il sacrificio di comunione: legge che il Signore ha dato a Mose' sul monte Sinai quando ordinò agli Israeliti di presentare le offerte al Signore nel deserto del Sinai.

 

CONSACRAZIONE  DI  ARONNE  E  DEI  FIGLI

 

8.   Il Signore disse ancora a Mose': "Prendi Aronne insieme ai suoi figli, le vesti, l' olio dell' unzione, il giovenco del sacrificio espiatorio e due arieti, il cesto dei pani azzimi, convoca tutta la comunità all' ingresso della tenda del convegno.

Mose' fece come il Signore gli aveva ordinato e la comunità fu convocata all' ingresso della tenda del convegno.

Mose' disse alla comunità: "Questo il Signore ha ordinato di fare. "

Mose' fece accostare Aronne e i suoi figli e li lavò con acqua. Poi rivestì Aronne della tunica, lo cinse della cintura, gli pose addosso il manto, gli mise l' efod, lo cinse con la cintura dell' efod, nella quale avvolse l' efod. Gli mise anche il pettorale pose gli urim e i  tummim. Poi gli mise il turbante e sul davanti del turbante pose la lamina d' oro, il sacro diadema, come il Signore aveva ordinato a Mose'.

Poi Mose' pose l' olio dell' unzione, unse la Dimora e tutte le cose che vi si trovavano, e così la consacrò.

Fece sette volte l' aspersione sull' altare, unse l' altare con tutti i suoi accessori, la conca e la sua base, per consacrarli. Versò l' olio dell' unzione sul capo si Aronne e unse Aronne per consacrarlo.

Poi Mose' fece avvicinare i figli di Aronne, li vestì di tuniche, li cinse con le cinture e legò sul loro capo i turbanti, come il Signore aveva ordinato a Mose'.

Fece dunque avvicinare il giovenco del sacrificio espiatorio e Aronne e i suoi figli stesero le mani sulla testa  del giovenco del sacrificio espiatorio.

Mose' lo immolò, ne prese il sangue, bagnò con il dito i corni intorno all' altare e purificò l' altare; poi sparse il resto del sangue alla base dell' altare e lo consacrò per fare su di esso l' espiazione.

Prese tutto il grasso aderente alle viscere, il lobo del fegato, i due reni con il loro grasso e Mose' bruciò tutto sull' altare. Ma il giovenco, la pelle, la sua carne e le feci bruciò nel fuoco fuori dell' accampamento, come il Signore gli aveva ordinato.

Fece quindi avvicinare l' ariete dell' olocausto e Aronne e i suoi figli stesero le mani sulla sua testa. Mose' lo immolò e ne sparse il sangue attorno all' altare.  Fece a pezzi l' ariete e ne bruciò testa, pezzi e grasso. Dopo averne lavato le viscere e le zampe con acqua, bruciò tutto l' ariete sull' altare: olocausto di soave odore, un sacrificio consumato dal fuoco in onore del Signore, come il Signore gli aveva ordinato.

Poi fece accostare il secondo ariete, l' ariete dell' investitura, e Aronne e i suoi figli stesero le mani sulla testa dell' ariete.

Mose' lo immolò, ne prese de sangue e bagnò il lobo dell' orecchio destro di Aronne,  il pollice della mano destra e l' alluce del piede destro. Sparse il resto del sangue attorno all' altare. Prese il grasso, la coda, tutto il grasso aderente alle viscere, il lobo del fegato, i reni con il loro grasso e la coscia destra; dal canestro dei pani azzimi, che era davanti al Signore, prese una focaccia senza lievito, prese una focaccia intrisa nell' olio e una schiacciata e le pose nelle parti grasse e sulla coscia destra.

Mise tutte queste cose sulle mani di Aronne e sulle mani dei suoi  figli, e le agitò con l'agitazione rituale davanti al Signore.

Mose' quindi le prese con le loro mani nell' altare sopra l' olocausto: sacrificio di investitura di soave odore, sacrificio consumato dal fuoco in onore del Signore. Poi Mose' prese il petto dell' ariete e lo agitò come offerta da agitare ritualmente davanti al Signore; questa fu la parte dell' ariete dell' investitura toccata a Mose', come il Signore gli aveva ordinato.

Mose' prese quindi l' olio dell' unzione e il sangue che era sopra l' altare; ne asperse Aronne e le sue vesti,  i figli di lui e le loro vesti; così consacrò Aronne e le sue vesti, e similmente i suoi figli e le loro vesti.

Mose' disse ad Aronne e ai suoi figli: "Fate cuocere la carne all' ingresso della tenda del convegno, e là mangiatela con il pane che è nel canestro dell' investitura, così come è stato ordinato. La mangeranno Aronne e i suoi figli. Quel che avanza della carne e del pane bruciatelo nel fuoco. Per sette giorni non uscirete dall' ingresso della tenda del convegno, finchè cioè non saranno compiuti i giorni della vostra investitura, perchè la vostra investitura durerà sette giorni.

Come si è fatto oggi, così il Signore ha ordinato che si faccia per compiere il rito propiziatorio sopra di voi.

Rimarrete sette giorni all' ingresso della tenda del convegno, giorno e notte, osservando il comandamento del Signore, perchè non moriate, perchè così mi è stato ordinato.

Aronne e i suoi figli fecero quanto era stato ordinato dal Signore per mezzo di Mose'.

 

OBLAZIONE  DI  ARONNE  E  DEL  POPOLO

 

9.   L' ottavo giorno Mose' chiamò Aronne, i suoi figli e gli anziani di Israele e disse ad Aronne: "Prendi un vitello per il sacrificio espiatorio e un ariete senza difetto per l' olocausto, tutti e due offrili al Signore. Agli Israeliti dirai: prendete un capro per il sacrificio espiatorio, un agnello e un vitello, tutti due di un anno, senza difetto, per l' olocausto, un toro e un ariete per il sacrificio di comunione, per immolarli davanti al Signore, una oblazione intrisa nell' olio, perchè oggi il Signore si è manifestato a voi.

Essi dunque condussero davanti alla tenda del convegno quanto Mose' aveva ordinato, tutta la comunità si avvicinò e stette davanti al Signore.

Mose' disse: "Ecco ciò che il Signore vi ha ordinato, fatelo e la gloria del Signore vi apparirà. "

Mose' disse ad Aronne: "Avvicinati all' altare, offri il tuo sacrificio espiatorio e il tuo olocausto, compi il rito espiatorio per te e per il tuo casato, presenta anche l' offerta del popolo e fa l' espiazione per esso, come il Signore ha ordinato. "

Aronne dunque si avvicinò all' altare e immolò il vitello del sacrificio espiatorio che era per sè.

I suoi figli gli porsero il sangue ed egli vi intinse il dito, ne bagnò i corni dell' altare e sparse il resto del sangue alla base dell' altare; ma il grasso, i reni e il lobo dei reni e il lobo del fegato della vittima espiatoria li bruciò sopra l' altare come il Signore aveva ordinato a Mose'.

La carne e la pelle li bruciò nel fuoco, fuori dell' accampamento. Poi immolò l' olocausto; i figli di Aronne gli porsero il sangue ed egli lo sparse attorno all' altare.

Gli porsero anche la vittima dell' olocausto, fatta a pezzi, e la testa, e li bruciò sull' altare. Levò le interiora e le gambe e le bruciò sull' olocausto sopra l' altare.

Poi presentò l' offerta al popolo. Prese il capro destinato al sacrificio espiatorio per il popolo, lo immolò e ne fece un sacrificio espiatorio, come il precedente.

Quindi offrì l' olocausto secondo il rito. Presentò quindi l' oblazione, ne prese una manciata piena e la bruciò sull' altare, oltre l' olocausto della mattina. Immolò il toro e l' ariete in sacrificio di comunione per il popolo. I figli di Aronne gli porgevano il sangue ed egli lo spargeva attorno all' altare.

Gli porgevano le parti grasse del toro e dell' ariete, la coda, il grasso aderente alle viscere, i resti e il lobo del fegato. mettevano i grassi sui petti ed egli li bruciava sull' altare, i petti e la coscia destra, Aronne li agitava davanti al Signore, come offerta da agitare secondo il rito nel modo che Mose' aveva ordinato.

Aronne, alzate le mani verso il popolo, lo benedisse e, dopo aver fatto il sacrificio espiatorio, l' olocausto e i sacrifici di comunione, scese dall' altare.

Mose' e Aronne entrarono nella tenda del convegno; poi uscirono e benedissero il popolo e la gloria del Signore si manifestò a tutto il popolo. Un fuoco uscì dalla presenza del Signore e consumò sull' altare l' olocausto e i grassi; tutto il popolo lo vide, mandò grida d' esultanza e si prostrò con la faccia a terra.

 

MORTE  DI  NADAB  E  ABIU

 

 

10.   Ora, Nadab e Abiu, figli di Aronne, presero ciascuno un braciere, vi misero dentro il fuoco e il profumo e offrirono davanti al Signore un fuoco illegittimo che il Signore non aveva loro ordinato.

Ma un fuoco si distaccò dal Signore e li divorò e morirono così davanti al Signore.

Allora Mose' disse ad Aronne: "Di questo il Signore ha parlato quando ha detto: A chi si avvicina a me mi mostrerò santo e davanti a tutto il popolo sarò onorato."

Mose' chiamò Misael ed Elsafan, figli di Uziel, zio di Aronne, e disse loro: Avvicinatevi, portate via questi vostri congiunti dal santuario, fuori dall' accampamento. Essi si avvicinarono e li portarono via con le loro tuniche, fuori dall' accampamento, come Mose' aveva detto.

Ad Aronne, a Eleazaro e a Itamar suoi figli, Mose' disse: "Non vi scarmigliate i capelli del capo e non vi stracciate le vesti, perchè non moriate e il Signore non si adiri contro tutta la comunità; ma i vostri fratelli, tutta la casa d' Israele, facciano pure lutto a causa della morte fulminea inflitta dal Signore.

Non vi allontanate  dall' ingresso della tenda del convegno; così che non moriate; perchè l' olio dell' unzione del Signore è su di voi. "

Essi fecero come Mose' aveva detto.

 

AVVERTIMENTI  AI  SACERDOTI

 

Il Signore parlò ad Aronne: "Non bevete vino, o bevanda inebriante, ne' tu ne' o tuoi figli, quando dovete entrare nella tenda del convegno, perchè non moriate. Sarà una legge perenne, di generazione in generazione, questo perchè possiate distinguere ciò che è santo da ciò che è profano, e ciò che è immondo da ciò che è mondo e possiate insegnare agli Israeliti tutte le leggi che il Signore ha dato per mezzo di Mose'.

Poi Mose' disse ad Aronne, a Eleazaro e ad Itamar, figli superstiti di Aronne: "Prendete ciò che è rimasto dall' oblazione dei sacrifici consumati dai sacrifici in onore del Signore e mangiate senza lievito, presso l' altare, perchè è cosa sacrosanta.

Dovete mangiarlo in luogo santo, è la parte che spetta a te e ai tuoi figli tra i sacrifici consumati dal fuoco nel nome del Signore, così mi e stato ordinato.

Il petto della vittima offerta, da agitare secondo il rito, e la coscia, da elevare secondo il rito, li mangerete, tu e i tuoi figli e le tue figlie, con te in luogo mondo; perchè vi sono stati dati come parte tua e dei tuoi figli tra i sacrifici di comunione degli Israeliti.

Essi presenteranno, insieme con le parti grasse da bruciare, la coscia della vittima da elevare secondo il rito, e il petto da agitare secondo il rito, perchè siano agitati davanti al Signore, questo spetterà a te e ai tuoi figli con te per diritto perenne, come il Signore ha ordinato."

Mose' si informò accuratamente circa il capro del sacrificio espiatorio e seppe che era stato bruciato; allora si sdegnò contro Eleazaro e contro Itamar figli superstiti di Aronne dicendo: "Perchè non avete mangiato la vittima espiatrice nel luogo santo, trattandosi di cosa sacrosanta ? Il Signore ve l' ha data perchè porti [via] l' iniquità della comunità, perchè su di essa compiate l' espiazione davanti al Signore. Ecco, il sangue della vittima non è stato portato dentro il santuario; voi avreste dovuto mangiarla nel santuario, come io avevo ordinato. "

Aronne allora disse a Mose': "Ecco, oggi essi hanno offerto il loro sacrificio espiatorio e l' olocausto davanti al Signore dopo le cose che mi sono capitate; se oggi avessi mangiato la vittima  del sacrificio espiatorio, sarebbe piaciuto al Signore ? "

Quando Mose' udì questo, rimase soddisfatto.

 

CODICE  DI  PURITA'

Animali commestibili

 

11.   Il Signore disse a Mose' e ad Aronne: "Riferite agli Israeliti: "Questi sono gli animali che potrete mangiare fra tutte le bestie che sono sulla terra.  Potrete mangiare d' ogni quadrupede che ha l' unghia bipartita, divisa da una fessura, e che rumina. Ma fra i ruminanti e gli animali che hanno l' unghia divisa non mangerete i seguenti: il cammello, perchè rumina, ma non ha l' unghia divisa: lo considererete immondo; l' irace, perchè rumina , ma non ha l' unghia divisa,  lo considererete immondo; la lepre, perchè rumina, ma non ha l' unghia divisa, la considererete immonda; il porco, perchè ha l' unghia divisa da una fessura, ma non rumina, lo considererete immondo. Non mangerete la loro carne e non toccherete il loro cadavere, li considererete immondi.

Questi sono gli animali che potrete mangiare fra tutti gli acquatici: potrete mangiare quanti hanno pinne e squame, sia nei mari che nei fiumi. Ma di tutti gli animali che si muovono e vivono nell' acqua, nei mari e nei fiumi, quanti non hanno pinne e squame li terrete in abominio.

Essi saranno per voi in abominio, non mangerete la loro carne e terrete in abominio i loro cadaveri. Tutto ciò che non ha ne' pinne ne' squame nelle acque sarà per voi di abominio.

Tra i volatili terrestri terrete in abominio questi, che non dovrete mangiate: l' aquila, l' ossifraga e l' aquila di mare, il nibbio e ogni specie di falco, ogni specie di corvo, lo struzzo, la civetta e il gabbiano e ogni specie di sparviero, il cigno, l' alcione, l'  ibis, il cigno, il pellicano, la folaga, la cicogna, ogni specie di airone, l' upupa e il pipistrello.

Sarà per voi in abominio anche ogni insetto alato che cammina su quattro piedi. Però, fra tutti gli insetti alati che camminano su quattro piedi, potrete mangiare quelli che hanno due zampe sopra i piedi per mangiare sulla terra.

Perciò potrete mangiare i seguenti: ogni specie di cavalletta, ogni specie di locusta, ogni specie di acridi e ogni specie di grillo.

Ogni altro insetto alato che ha quattro piedi lo terrete in abominio.

 

ANIMALI  CHE  CONTAMINANO

 

Per tutti questi animali diverrete immondi: chiunque toccherà il loro cadavere sarà immondo fino alla sera, e chiunque trasporterà i loro cadaveri si dovrà lavare le vesti e sarà immondo fino alla sera,  e chiunque trasporterà il loro cadavere si dovrà lavare le vesti e sarà immondo fino alla sera.

Riterrete immondo ogni animale che ha l' unghia, ma non divisa da fessura, e non rumina: chiunque li toccherà sarà immondo.

Considererete immondi tutti i quadrupedi che camminano sulla pianta dei piedi; chiunque ne toccherà il cadavere sarà immondo fino alla sera. E chiunque trasporterà il loro cadavere si dovrà lavare le vesti e sarà immondo fino alla sera. Tali cadaveri riterrete immondi.

Fra gli animali che strisciano per terra riterrete immondi: la talpa, il topo e ogni specie di sauri , il toporagno, la lucertola, il geco, il ramarro, il camaleonte. Questi animali, fra quanti strisciano, saranno immondi per voi. Chiunque li toccherà morti sarà immondo fino alla sera. Ogni oggetto sul quale cadrà morto qualcuno di essi sarà immondo: si tratta di utensili di legno, o di veste, o pelle, o sacco, o qualunque altro oggetto di cui si faccia uso; si immergerà nell' acqua e sarà immondo fino alla sera; poi sarà mondo.

Se ne cade qualcuno in un vaso di terra, quanto vi sarà dentro sarà immondo e spezzerete il vaso. Ogni cibo che serve di nutrimento, sul quale  cada quell' acqua, sarà immondo; ogni bevanda di cui si fa uso, e qualunque  sia il vaso che la contiene, sarà immonda.

Ogni oggetto sul quale cadrà qualche parte del loro cadavere sarà immondo. Il forno o il fornello sarà spezzato: sono immondi e li dovete ritenere tali.

Però una fonte, o una cisterna, cioè una raccolta di acqua, sarà monda; ma chi toccherà i loro cadaveri sarà mondo.

Se qualcosa dei loro cadaveri cade su qualche seme che deve essere seminato, questo sarà mondo; ma se è stata versata acqua sul seme e vi cade qualcosa dai loro cadaveri, lo riterrai immondo.

Se muore un animale di cui vi potete cibare, colui che ne toccherà il cadavere sarà immondo fino alla sera. Colui che mangerà di quel cadavere si laverà le vesti e sarà immondo fino alla sera; anche colui che trasporterà il cadavere si laverà le vesti e sarà immondo fino alla sera.

Ogni essere che striscia sulla terra è un abominio: non se ne mangerà.

Di tutti gli animali che strisciano sulla terra non ne mangrete alcuno che cammina sul ventre o cammina con quattro piedi, o con molti piedi, perchè sono un abominio.

Non renderete le vostre persone abominevoli, con qualcuno di questi animali che strisciano: non vi rendete immondi per causa loro, in modo da rimanere, così, contaminati.

Perchè io sono il Signore, il Dio vostro. Santificatevi dunque e siate santi, perchè io sono santo.

Non contaminate le vostre persone con qualcuno di questi animali che strisciano per terra. Perchè io sono il Signore che vi ha fatti uscire dal Paese d' Egitto  per essere il vostro Dio. Siate dunque santi, perchè io sono santo.

Questa è la legge che riguarda i quadrupedi, gli uccelli, ogni essere vivente che si muove nelle acque e ogni essere che striscia per terra, perchè sappiate distinguere ciò che è immondo da ciò che è mondo, l' animale che si può mangiare da quello che non si deve mangiare.

 

PARTO  E  PURITA'

 

12.   Il Signore ingiunse a Mose': "Riferisci agli Israeliti: quando una donna sarà rimasta incinta e darà alla luce un maschio, sarà immonda per sette giorni; sarà immonda come nel tempo delle sue regole.

L' ottavo giorno si circonciderà il bambino. Poi essa resterà ancora trentatre giorni a purificarsi dal suo sangue; non toccherà alcuna cosa santa e non entrerà nel santuario finchè non siano compiuti i giorni della purificazione.

Ma se partorisce una femmina sarà immonda due settimane come al tempo delle sue regole; resterà sessantasei giorni a purificarsi del sangue. Quando i giorni della purificazione, per un figlio o per una figlia, saranno compiuti, porterà al sacerdote all' ingresso della tenda del convegno, un agnello di un anno come olocausto, o un colombo o una tortora in sacrificio di espiazione.

Il sacerdote li offrirà davanti al Signore e farà il rito espiatorio per lei; essa sarà purificata dal flusso del suo sangue.

Questa è la legge relativa alla donna che partorisce un maschio o una femmina.  Se non ha mezzi da offrire un agnello prenderà due tortore o due colombe; una per l' olocausto e l' altra per il sacrificio espiatorio.

Il sacerdote farà il rito espiatorio per lei, ed essa sarà monda.

 

MALATIE  DELLA  PELLE

 

13.   Il Signore aggiunse a Mosè e ad Aronne: "Quando uno ha sulla pelle del corpo un tumore o una pustola o macchia bianca che faccia sospettare una piaga di lebbra, sarà condotto dal sacerdote Aronne o da qualcuno del sacerdoti suoi figli. Il sacerdote esaminerà la piaga sulla pelle del corpo; se il pelo della piaga è diventato bianco e la piaga appare depressa rispetto alla pelle del corpo, è piaga di lebbra; il sacerdote, dopo averlo esaminato, dichiarerà quell' uomo immondo.

Ma se la piaga sulla pelle dell' uomo è bianca e non appare depressa rispetto alla pelle, e il suo pelo non è diventato bianco, il sacerdote isolerà per sette giorni colui che ha la piaga.

Il settimo giorno il sacerdote esaminerà ancora, e se gli parrà che la piaga si sia fermata senza allargarsi sulla pelle, il sacerdote lo isolerà per altri sette giorni.

Il sacerdote il settimo giorno lo isolerà di nuovo; se vedrà che la piaga non è più bianca e non si è allargata sulla pelle, dichiarerà quell' uomo mondo: è una pustola. Quegli si laverà le vesti e sarà mondo.

Ma se la pustola si è allargata sulla pelle dopo che egli si è mostrato al sacerdote per essere dichiarato mondo, si farà esaminare di nuovo dal sacerdote.

Il sacerdote lo esaminerà e se vedrà che la pustola si è allargata sulla pelle, il sacerdote lo dichiarerà immondo: è lebbra.

 

 

Quando uno avrà indosso una piaga di lebbra sarà condotto al sacerdote, ed egli lo esaminerà; se vedrà che sulla pelle c'è un tumore bianco, che questo tumore ha fatto imbiancare il pelo e che nel tumore si trova carne viva, è lebbra inveterata sulla pelle del corpo e il sacerdote lo dichiarerà immondo; non lo terrà isolato, perchè certo, è immondo.

Se la lebbra si propaga sulla pelle in modo di coprire tutta la pelle di colui che ha la piaga, dal capo ai piedi, dovunque il sacerdote guardi, questi lo esaminerà; se vedrà che la lebbra copre tutto il corpo, dichiarerà mondo colui che ha la piaga, essendo tutto bianco, è mondo.

Ma quando apparirà in lui carne viva, sarà chiamato immondo. Il sacerdote, vista la carne viva, lo dichiarerà immondo: la carne viva è immonda: è lebbra.

Ma se la carne viva ridiventa bianca, egli vada dal sacerdote e il sacerdote lo esaminerà; se vedrà che la carne è ridiventata bianca, il sacerdote dichiarerà mondo colui che ha la piaga: è mondo.

 

Quando uno ha avuto sulla pelle della carne un' ulcera che sia guarita, e poi sul luogo dell' ulcera appaia un tumore bianco o una macchia bianca rosseggiante, quel tale si mostrerà al sacerdote, il quale lo esaminerà e se vedrà che la macchia è depressa rispetto alla pelle e che il pelo è diventato bianco, il sacerdote lo dichiarerà immondo: è una piaga di lebbra che è scoppiata nell' ulcera.

Ma se il sacerdote, esaminando, vede che nella macchia non ci sono peli bianchi, che non è depressa rispetto alla pelle e che si è attenuata, il sacerdote lo isolerà per sette giorni.

Se la macchia si allarga sulla pelle il sacerdote lo dichiarerà immondo: è una piaga di lebbra. Ma se la piaga è rimasta nello stesso punto, senza allargarsi, è una cicatrice di ulcera e il sacerdote lo dichiarerà mondo.

 

Quando uno ha sulla pelle del corpo una scottatura prodotta dal fuoco e se su questa appaia una macchia lucida bianca rossastra, o soltanto bianca, il sacerdote lo esaminerà, e se vedrà che il pelo della  macchia è diventato bianco e la macchia appare  depressa rispetto alla pelle, è lebbra scoppiata nella scottatura.

Il sacerdote lo dichiarerà immondo: è una piaga da lebbra. Ma se il sacerdote, esaminandola, vede che non c'è pelo bianco nella macchia, e che essa non è depressa rispetto alla pelle, e si è attenuata, il sacerdote lo isolerà per sette giorni.

Il settimo giorno il sacerdote lo esaminerà, e se la macchia si è diffusa sulla pelle, il sacerdote lo dichiarerà immondo: è una piaga di lebbra.

Ma se la piaga è rimasta ferma nella stessa zona, e non si è diffusa sulla pelle, ma si è attenuata, è un tumore di bruciatura; il sacerdote dichiarerà quel tale mondo, perchè si tratta di une cicatrice sulla bruciatura.

Quando un uomo, o una donna ha una piaga sul capo, o nella zona della barba, il sacerdote esaminerà la piaga, se riscontra che essa è depressa rispetto alla pelle e che il pelo gialliccio e sottile, il sacerdote lo dichiarerà immondo: è tigna, lebbra del capo o della barba.

Me se il sacerdote, esaminando la piaga della tigna, riscontra che non è depressa rispetto alla pelle, e che non vi è pelo scuro, il sacerdote isolerà per sette giorni colui che ha la piaga della tigna.

Se il sacerdote, esaminando al settimo giorno la piaga, vedrà che la tigna non si è allargata e che non v' è pelo gialliccio, e che la tigna non appare depressa rispetto alla pelle, quel tale si raderà, ma non raderà il luogo dov' è la tigna, il sacerdote lo terrà isolato per altri sette giorni.

Al settimo giorno il sacerdote esaminerà la tigna; se riscontra che la tigna non si è allargata sulla pelle e non appare depressa rispetto alla pelle, il sacerdote lo dichiarerà mondo; egli si laverà le vesti e sarà mondo. Ma se, dichiarato mondo, la tigna si è allargata sulla pelle, il sacerdote lo esaminerà; se nota che la tigna si è allargata sulla pelle, non cercherà se vi è il pelo giallo: quel tale è immondo.

Ma se noterà che la tigna si è fermata e che vi è cresciuto il pelo scuro, e la tigna è guarita, quel tale è mondo, e il sacerdote lo dichiarerà tale.

 

Quando un uomo, o una donna, ha sulla pelle del corpo macchie lucide,  bianche, il sacerdote lo esaminerà; se vedrà che le macchie, sulla pelle del loro corpo, sono di un bianco pallido, è una eruzione cutanea: quel tale è mondo.

 

Chi perde i capelli del capo è calvo, ma è mondo.  Se i capelli gli sono caduti dal lato della fronte, è calvo davanti, ma è mondo. Ma se nella calvizie del capo o della fronte appare una piaga bianca tendente al rosso, è lebbra scoppiata sulla calvizie del cranio della fronte; il sacerdote lo esaminerà; se riscontra che il tumore della piaga nella parte calva del cranio tendente al rosso, simile alla lebbra della parte del corpo, quel tale è un lebbroso. è immondo e lo dovrà dichiarare immondo: la piaga è sul suo capo.

Il lebbroso colpito dalla lebbra porterà vesti strappate e il capo scoperto. Si coprirà la barba e andrà gridando: Immondo ! Immondo !

Sarà immondo finchè avrà la piaga; è immondo, se ne starà solo, abiterà fuori dell' accampamento.

 

INFEZIONE  DI  STOFFE

 

Quando apparirà una macchia di lebbra su una veste, di lana o di lino, nel tessuto o nel manufatto di lino o di lana, su una pelliccia o su qualunque altra cosa di cuoio, e la macchia sarà verdastra o rossastra, sulla veste o sulla pelliccia, sul tessuto o sul manufatto, o su qualunque cosa di cuoio, è macchia di lebbra e sarà mostrata al sacerdote.

Il sacerdote esaminerà la macchia e rinchiuderà per sette giorni l' oggetto che ha la macchia.

Al settimo giorno esaminerà la macchia; se la macchia si sarà allargata sulla veste, sul tessuto o sul manufatto, sulla pelliccia o sull' oggetto di cuoio per qualunque uso, è una macchia di lebbra maligna: è cosa immonda. Egli brucerà quella veste, o il tessuto di lana o di lino, o qualunque oggetto fatto di pelle, sul quale è la macchia; perchè è lebbra maligna: saranno bruciati nel fuoco.

Ma se il sacerdote, esaminandola, vedrà che la macchia non si è allargata sulle vesti, o sul tessuto o sul manufatto, o su qualunque oggetto di cuoio, egli ordinerà che si lavi l' oggetto su cui è la macchia e lo rinchiuderà per altri sette giorni.

Il sacerdote esaminerà la macchia dopo che sarà stata lavata; se vedrà che la macchia non ha mutato colore, benchè non si sia allargata: è un oggetto immondo: lo brucerai nel fuoco; vi è corrosione, sia che la parte corrosa si trovi nel dritto o sul rovescio dell' oggetto.

Se il sacerdote, esaminandola, vede che la macchia, dopo essere stata lavata, è diventata pallida, la strapperà dalla veste, o dalla pelle, o dal tessuto, o dal manufatto o sull' oggetto di cuoio: è una eruzione in atto; brucerai nel fuoco l' oggetto su cui è la macchia.

Questa è legge relativa alla macchia di lebbra sulla veste, o di lana,  o di lino, o sul manufatto o su qualunque oggetto di pelle, per dichiararli mondi o immondi.

 

IMPURITA'  DEL  MALATO  DI  DERMATOSI

 

14.   Il Signore ingiunse a Mose': "Queste è la legge da applicare per il lebbroso, per il giorno della sua purificazione. Egli sarà condotto al sacerdote; il sacerdote uscirà dall' accampamento e lo esaminerà. Se riscontrerà che la piaga della lebbra è guarita nel lebbroso, ordinerà che si prendano, per la persona da purificare, due uccelli vivi, mondi, legno di cedro, panno scarlatto e issopo.

Il sacerdote ordinerà di immolare uno degli uccelli in un vaso di terracotta, con acqua viva.

Poi immolerà l' uccello vivo, il legno di cedro, il panno scarlatto e l' issopo e li immergerà, con l' uccello vivo, nel sangue dell' uccello sgozzato sopra l' acqua viva.

Ne aspergerà per sette volte colui che deve essere purificato dalla lebbra; lo dichiarerà mondo e  lascerà libero per i campi l' uccello vivo.

Colui che è purificato, si laverà le vesti, si raderà tutti i peli, si laverà nell' acqua e sarà mondo. Dopo di questo potrà entrare nell'accampamento, ma resterà per sette giorni fuori dalla tenda.

Il settimo giorno si raderà tuti i peli, il capo, la barba, le ciglia, insomma, tutti i peli; si laverà le vesti e si bagnerà il corpo sull' acqua e sarà mondo.

L' ottavo giorno prenderà due agnelli senza difetto, un agnello di un anno senza difetto, tre decimi di efa di fior di farina intrisa nell' olio, come oblazione, e un log di olio; il sacerdote che fa la purificazione presenterà l' uomo che si purifica e le cose suddette davanti al Signore, all' ingresso della tenda del convegno .

Il sacerdote prenderà uno degli agnelli, l' offrirà come sacrificio di riparazione, e lo agiterà come offerta da agitare secondo il rito, davanti al Signore. Poi immolerà l' offerta nel luogo ove si immolano le vittime espiatorie e gli olocausti, cioè in luogo sacro, perchè il sacrificio di riparazione è come quello espiatorio: è cosa sacrosanta.

Il sacerdote prenderà sangue del sacrificio di riparazione e bagnerà il lobo dell' orecchio destro di colui che si purifica, il pollice della mano destra e l' alluce del piede destro. Poi, preso l' olio dal log, lo verserà nella palma della sua mano sinistra: intingerà il dito della destra nell' olio che ha sulla sinistra; con il dito spruzzerà sette volte quell' olio davanti al Signore. Poi il sacerdote offrirà il sacrificio espiatorio e compirà l' espiazione di colui che si purifica della sua immondezza, e quindi immolerà l' olocausto.

Offerto l' olocausto e l' oblazione sull' altare, il sacerdote eseguirà per lui il rito espiatorio e sarà mondo.

Se quel tale è povero e non ha mezzi sufficienti, prenderà un agnello come sacrificio di riparazione da offrire con il rito dell' agitazione, e compirà l' espiazione per lui e un decimo di efa di fior di farina intrisa con l' olio come oblazione, e un log di olio.

Prenderà anche due tortore e due colombe, secondo i suoi mezzi; uno sarà per il sacrificio espiatorio e l' altro per l' olocausto.

L' ottavo giorno porterà, per la sua purificazione, queste cose al sacerdote, all' ingresso della tenda del convegno, davanti al Signore.

Il sacerdote prenderà l' agnello del sacrificio di riparazione e il log d' olio e li agiterà come offerta  da agitare ritualmente davanti al Signore.

Poi immolerà l' agnello del sacrificio di riparazione, prenderà il sangue della vittima di riparazione, bagnerà il lobo dell' orecchio destro di colui che si purifica, il pollice della mano destra e l' alluce del piede destro.

Il sacerdote si verserà di quell' olio sulla palma  della mano sinistra. con il dito della mano destra spruzzerà sette volte quell' olio che tiene sulla mano sinistra, davanti al Signore. Poi spruzzerà con l' olio che tiene nella palma il lobo dell' orecchio destro di colui che si purifica, il pollice della mano destra e il pollice del piede destro, sul luogo dove ha messo il sangue del sacrificio di riparazione.

Il resto dell' olio che ha nella palma della mano il sacerdote lo verserà sul capo di colui che si purifica, per fare espiazione per lui davanti al Signore. poi sacrificherà una delle tortore o una delle colombe che ha potuto procurarsi; delle vittime che ha in mano una l' offrirà come sacrificio espiatorio e l' altra come olocausto, insieme con l' oblazione; il sacerdote farà il rito espiatorio davanti al Signore per lui.

Questa è la legge relativa a colui che è affetto da piaga di lebbra e non ha mezzi per procurarsi ciò che è richiesto per la sua purificazione.

 

INFEZIONI  DI  CASE

 

Il Signore disse ancora a Mose' e ad Aronne: "Quando sarete entrati nel paese di Canaan, che io sto per darvi in possesso, qualora io mandi una infezione di lebbra in una casa del paese di vostra proprietà, il padrone di casa a dichiararlo al sacerdote dicendo: Mi pare che in casa mia ci sia come della lebbra.

Allora il sacerdote ordinerà di sgomberare la casa prima che egli vi entri per esaminare la macchia sospetta, perchè quanto è nella casa non diventi immondo. Dopo questo, il sacerdote entrerà per esaminare la casa. Esaminerà dunque la macchia; se vedrà che l' infezione sui muri della casa consiste in cavità verdastre o rossastre, che appaiono più profonde della superficie della parete, il sacerdote uscirà dalla casa alla porta e farà chiudere la casa per sette giorni.

Il settimo giorno il sacerdote vi ritornerà e se, esaminandola, riscontrerà che la macchia si è allargata sulla parete della casa, il sacerdote ordinerà che si rimuovano le pietre intaccate e si gettino in luogo immondo, fuori di città. Farà raschiare tutto all' interno della casa e butteranno i calcinacci raschiati fuori di città, in luogo immondo.

Poi si prenderanno altre pietre e si metteranno al posto delle prime e si intonacherà la casa con altra calce.

Se l' infezione spunta di nuovo nella casa dopo che le pietre ne sono state rimosse e la casa è stata raschiata e intonacata, il sacerdote entrerà ad esaminare la casa; trovato che la macchia si è allargata, nella casa vi è lebbra maligna: la casa è immonda.

Perciò si demolirà la casa; pietre, legname e calcinacci si porteranno fuori dalla città, in luogo immondo. Inoltre, chiunque sarà entrato in quella casa mentre era chiusa, sarà immondo fino alla sera. Chi avrà dormito in quella casa, o vi avrà mangiato, si laverà le vesti.

Se invece il sacerdote che è entrato nella casa e l' ha esaminata riscontra che la macchia non si è allargata nella casa dopo che la casa è stata intonacata, dichiarerà che essa è monda perchè la macchia è risanata.

Poi, per purificare la casa prenderà due uccelli, legno di cedro, il panno scarlatto, l' issopo, immolerà uno degli uccelli in un vaso di terra contenente acqua viva e ne aspergerà sette volte la casa.

Purificata la casa con il sangue dell' uccello, con l' acqua viva, con l' uccello vivo, con il legno di cedro, con l' issopo e con lo scarlatto, lascerà andare libero l' uccello vivo, fuori città, per i campi; così farà il rito espiatorio per la casa, ed essa sarà monda.

Questa è la legge per ogni sorta di infezione di lebbra o di tigna, la lebbra delle vesti e della casa, i tumori, le pustole e le macchie, per insegnare quando una cosa è immonda e quando è monda. Questa è la legge per la lebbra.

 

IMPURITA'  DAVANTI  ALLE  EMISSIONI

 

15.   Il Signore disse ancora a Mose' e ad Aronne: "Parlate agli Israeliti e riferite loro: Se un uomo soffre di gonorrea nella sua carne, la gonorrea è immonda, questa è la condizione di immondezza per la gonorrea, sia che la carne lasci uscire il liquido, sia che lo trattenga, si tratta di immondezza.

Ogni giaciglio sul quale si coricherà chi è affetto da gonorrea, sarà immondo, ogni oggetto sul quale si siederà, sarà immondo. Chi toccherà il giaciglio di costui dovrà lavarsi le vesti e bagnarsi nell' acqua e sarà immondo fino alla sera. Chi si siederà sopra un oggetto qualunque sul quale si sia seduto colui che soffre di gonorrea, dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell' acqua e sarà immondo sino alla sera.

Chi toccherà il corpo di colui che è affetto di gonorrea si bagnerà le vesti, si laverà nell' acqua e sarà immondo fino alla sera.

Ogni sella sulla quale monterà chi è affetto di gonorrea, sarà immonda. Chiunque toccherà cosa che sia sotto quel tale, sarà immondo fino alla sera. Chi porterà tali oggetti dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell' acqua e sarà immondo fino alla sera.

Chiunque sarà toccato da colui che ha la gonorrea, se questi non si era lavato le mani, dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell' acqua e sarà immondo fino alla sera.

Il vaso di terracotta toccato da colui che soffre di gonorrea sarà spezzato; ogni vaso di legno sarà lavato nell' acqua.

Quando chi è affetto da gonorrea sarà guarito dal male, conterà sette giorni dalla sua guarigione; poi laverà le vesti, bagnerà il suo corpo nell' acqua viva e sarà mondo.

L' ottavo giorno prenderà due tortore o due colombe, verrà davanti al Signore all' ingresso della tenda del convegno e li darà al sacerdote il quale ne offrirà uno come sacrificio espiatorio, l' altro come olocausto; il sacerdote compirà per lui il rito espiatorio davanti al Signore per la sua gonorrea.

 

L' uomo che avrà avuto una emissione seminale si laverà tutto il corpo nell' acqua e sarà immondo fino alla sera. Ogni veste o pelle su cui vi sarà una emissione seminale dovrà essere lavata nell' acqua e l' uomo sarà immondo fino alla sera.

La donna e l' uomo che abbiano avuto un rapporto con una emissione seminale si laveranno nell' acqua e saranno immondi fino alla sera.

Quando la donna abbia avuto flusso di sangue, cioè flusso nel suo corpo, la sua immondezza durerà sette giorni; chiunque la toccherà sarà immondo fino alla sera. Ogni giaciglio sul quale si sarà messa a dormire durante la sua immondezza, sarà immondo; ogni mobile sul quale si sarà seduta sarà immondo.

Chiunque toccherà il suo giaciglio dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell' acqua e sarà immondo fino alla sera. Chiunque toccherà qualsiasi mobile sul quale essa si sarà seduta, dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell' acqua e sarà immondo fino alla sera.

Se l' uomo si trova sul giaciglio o sul mobile sul quale essa vi siede, per tale contatto sarà immondo fino alla sera. Se un uomo ha rapporto intimo con essa, l' immondezza di lei lo contamina: egli sarà immondo per sette giorni e ogni giaciglio sul quale si coricherà sarà immondo.

La donna che ha un flusso di sangue per molti giorni, fuori dal tempo delle regole o che lo abbia più del normale, sarà immonda per tutto il tempo del flusso, secondo le norme dell' immondezza mestruale.

Ogni giaciglio sul quale si coricherà durante tutto il tempo del flusso, sarà per lei come il giaciglio sul quale si corica quando ha le regole; ogni mobile sul quale si siederà sarà immondo come lo è quando essa ha le regole.

Chiunque toccherà quelle cose sarà immondo; dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell' acqua e sarà immondo fino alla sera.

Quando essa sia guarita dal flusso, conterà sette giorni e poi sarà monda. L' ottavo giorno prenderà due tortore o due colombe e le porterà al sacerdote all' ingresso della tenda del convegno. Il sacerdote ne offrirà una come sacrificio espiatorio e l' altra come olocausto, e farà per lei il sacrificio espiatorio davanti al Signore, per il flusso che le rendeva immonda.

 

Avvertite gli Israeliti di ciò che potrebbe rendere immondi, perchè non muoiano per la loro immondezza quando contaminano la mia Dimora quando è in mezzo a loro.

Questa è la legge per colui che ha la gonorrea o una emissione seminale  che lo renda immondo; è la legge per colei che è indisposta a causa delle regole, cioè per l' uomo o per la donna che abbia il flusso e per l' uomo che abbia rapporti intimi con una donna in stato d' immondezza.

 

FRESTA  DELL'  ESPIAZIONE

 

16.   Il Signore parlò a Mose' dopo che i due figli di Aronne erano morti mentre presentavano un' offerta davanti al Signore

Il Signore disse a Mose': "Parla ad Aronne, tuo fratello, e digli di non entrare in qualunque tempo nel santuario, oltre il velo, davanti al coperchio che è sull' arca; altrimenti potrebbe morire, quando io apparirò nella nuvola sul coperchio.

Aronne entrerà nel santuario in questo modo: prenderà un giovenco per il sacrificio espiatorio e un ariete per l' olocausto. Si metterà la tunica sacra di lino, indosserà sul corpo i calzoni di lino, si cingerà della cintura di lino e si metterà in capo il turbante di lino. Sono queste le vesti sacre che indosserà dopo essersi lavato la persona con l' acqua.

Della comunità degli israeliti prenderà due capri per il sacrificio espiatorio e un ariete per l' olocausto.

Aronne offrirà il proprio giovenco in sacrificio espiatorio e compirà l' espiazione per sè e per la sua casa. Poi prenderà i due capi e li farà stare davanti al Signore all' ingresso della renda del convegno e getterà le sorti per vedere quale dei due debba essere del Signore e quale di Azazel.

Farà quindi avvicinare il capo che è toccato in sorte al Signore e l' offrirà in sacrificio espiatorio; invece il capo che è toccato in sorte ad Azazel sarà posto vivo davanti al Signore, perchè si compia il rito espiatorio su di lui e sia mandato poi ad Azazel nel deserto.

Aronne offrirà dunque il proprio giovenco per sè e, fatta l' espiazione per sè e la sua casa, immolerà il giovenco del sacrificio espiatorio per sè. Poi prenderà l' incensiere pieno di brace tolta dall' altare davanti al Signore e due manciate di incenso odoroso polverizzato; porterà ogni cosa oltre il velo.

Metterà l' incenso sul fuoco davanti al Signore, perchè la nube dell' incenso copra il coperchi che è sull' altare e non muoia.

Poi prenderà un po' di sangue del giovenco e ne aspergerà con il dito il coperchio dal lato d' oriente e farà sette volte l' aspersione del sangue davanti al coperchio. Poi immolerà il capro del sacrificio espiatorio, quello per il popolo, e ne metterà il sangue oltre il velo; farà con questo sangue quello che ha fatto con il sangue del giovenco: lo aspergerà sul coperchio e davanti al coperchio.

Così farà l' espiazione sul santuario per l' impurità degli Israeliti, per le loro trasgressioni e per tutti i loro peccati. Lo stesso farà per la tenda del convegno che si trova tra di loro, in mezzo alle loro impurità.

Nella tenda del convegno non dovrà esserci alcuno, da quando egli entrerà nel santuario per farvi il rito espiatorio; finchè egli non sia uscito e non abbia compiuto il rito espiatorio per sè, per la sua casa e per tutta la comunità di Israele.

Uscito dunque verso l' altare che è davanti al Signore, compirà il rito espiatorio per esso, prendendo il sangue del giovenco e il sangue del capro e bagnandone intorno i corni dell' altare.

Farà per sette volte l' aspersione del sangue, con il dito, sopra l' altare, così lo purificherà e lo santificherà dalle impurità degli Israeliti.

Quando avrà finito l' aspersione per santuario, per la tenda del convegno e per l' altare, farà accostare il capro vivo, confesserà sopra di esso tutte le iniquità degli Israeliti, tutte le loro trasgressioni, tutti i loro peccati e li riverserà sulla testa del capro, poi, per mano di un uomo incaricato di ciò, lo manderà via, nel deserto.

Quel capro, portandosi addosso tutte le loro iniquità in una regione solitaria, sarà lasciato andar nel deserto.

Poi Aronne entrerà nella tenda del convegno, si toglierà le vesti di lino che aveva indossato per entrare nel santuario e le esporrà in quel luogo. Laverà la sua persona nell' acqua in luogo santo, indosserà le sue vesti ed uscirà ad offrire il suo olocausto, e l' olocausto del popolo e a compiere l' olocausto per sè e per il popolo. E farà ardere sull' altare le parti grasse del sacrificio espiatorio.

Colui che avrà lasciato andare il capro destinato ad Azazel  si laverà le vesti, laverà il suo corpo nell' acqua; dopo rientrerà nel campo.

Si porterà fuori dal campo il giovenco del sacrificio espiatorio, e il capro del sacrificio, il cui  sangue è stato introdotto nel santuario per compiere il sacrificio espiatorio, se ne bruceranno nel fuoco, la pelle, la carne e gli escrementi. Poi colui che li avrà bruciati dovrà lavarsi le vesti e bagnarsi il corpo nell' acqua, dopo rientrerà nel campo.

 

 

Questa sarà per voi una legge perenne: nel settimo mese, nel decimo giorno del mese, vi umilierete, vi asterrete da qualsiasi lavoro, sia colui che è nativo del paese, sia il forestiero che soggiorna in mezzo a voi.

Poichè in quel giorno si compirà il rito espiatorio per voi, al fine di purificarvi, voi sarete purificati da tutti i vostri peccati davanti al Signore. Sarà per voi un sabato di riposo assoluto, e voi vi umilierete, è una legge perenne.

Il sacerdote che ha ricevuto l' unzione ed è rivestito del sacerdozio al posto di suo padre, compirà il rito espiatorio, si vestirà delle vesti di lino, delle vesti sacre. Farà l' espiazione per il santuario, per la tenda del convegno e per l' altare; farà l' espiazione per i sacerdoti e per tutto il popolo della comunità.

Questa sarà per voi legge perenne: una volta l' anno per gli Israeliti si farà l' espiazione di tutti i loro peccati. "

E si fece come il Signore aveva ordinato a Mose'.

 

CODICE  DI  SANTITA'

sul  sangue

 

17.   Il Signore disse ancora a Mose': "Parla ad Aronne, ai suoi figli e a tutti gli Israeliti e riferisci loro. Questo il Signore ha ordinato: Qualunque Israeliti scanna un bue, o un agnello, o una capra entro il campo, o fuori dal campo, e non lo conduce all' ingresso della tenda del convegno per presentarlo come offerta al Signore, davanti alla Dimora del Signore, sarà considerato colpevole di delitto di sangue; ha sparso il sangue e questo uomo sarà eliminato dal suo popolo.

Perchè gli Israeliti, invece di immolare, come fanno,  le loro vittime nei campi, le portino al Signore presentandole al sacerdote all' ingresso della tenda del convegno e le offriranno al Signore come sacrifici di comunione. Il sacerdote ne spanderà il sangue all' ingresso della tenda del convegno e brucerà il grasso in profumo soave per il Signore.

Essi non offriranno più i loro sacrifici ai satiri, ai quali sogliono prostituirsi. Questa sarà per loro una legge perenne, di generazione in generazione.

Dirai loro ancora: Ogni uomo, Israelita o straniero dimorante in mezzo a loro, che offrirà un olocausto o un sacrificio senza portarlo all' ingresso della tenda del convegno per immolarlo al Signore, quest' uomo sarà eliminato dal suo popolo.

Ogni uomo, Israelita o straniero dimorante in mezzo a loro, che mangi di ogni specie di sangue, contro di lui che ha mangiato il sangue io volgerò la faccia e lo eliminerò dal suo popolo.

Poichè la vita della carne è nel sangue. Perciò vi ho concesso di porlo sull' altare in espiazione per le vostre vite; perchè il sangue espìa in quanto è la vita.

Perciò ho detto agli Israeliti: Nessuno di voi mangerà di sangue; neppure lo straniero che dimora fra voi mangerà di sangue, neppure lo straniero che dimora fra di voi mangerà di sangue.

Se uno qualunque degli Israeliti o degli stranieri che soggiornano fra di loro prende alla caccia un animale o un uccello che si può mangiare, ne deve spargere il sangue e coprirlo di terra; perchè la vita di ogni essere vivente è il suo sangue, in quanto sua vita. Perciò ho ordinato agli Israeliti: Non mangerete sangue di alcun essere vivente, poichè il sangue è la vita di ogni carne; chiunque ne mangerà sarà eliminato.

Qualunque persona, nativa del paese o straniera che mangerà carne di bestia morta naturalmente, o sbranata, dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell' acqua e sarà immonda fino alla sera; allora sarà monda.

Ma se non si lava le vesti e i corpo porterà la pena della sua iniquità.

 

RELAZIONI  SESSUALI

ESORTAZIONE  INTRODUTTIVA

 

18.   Il Signore disse ancora a Mose': "Parla agli Israeliti e riferisci loro: Io sono il Signore vostro Dio. Non farete come si fa nel Paese d' Egitto, dove avete abitato, ne' farete come si fa nel Paese di Canaan, dove io vi conduco, ne' imiterete i loro costumi. Metterete in pratica le mie prescrizioni e osserverete le mie leggi, seguendole.

Io sono il Signore vostro Dio. Osserverete dunque le mie leggi e le mie prescrizioni, mediante le quali chiunque le metterà in pratica vivrà.

Io sono il Signore.

 

CODICE  LEGALE 

SULLE  RELAZIONI  SESSUALI

 

Nessuno si accosterà a una sua consanguinea per avere rapporti con lei. Io sono il Signore.

Non recherai oltraggio a tuo padre avendo rapporti con tua madre: è tua madre: non scoprite le sue nudità. Non scoprirai le nudità della tua matrigna, è la nudità di tuo padre.

Non scoprirai le nudità di tua sorella, figlia di tuo padre  e figlia di tua madre, sia nata in casa o fuori. Non scoprirai le nudità della figlia di tuo figlio o della figlia di tua figlia, perchè è la tua propria nudità.

Non scoprirai le nudità della figlia della tua matrigna generata nella tua casa: è tua sorella. Non scoprirai le nudità della sorella di tuo padre: è carne di tuo padre.

Non scoprirai le nudità della sorella di tuo padre: è carne di tuo padre.

Non scoprirai le nudità della sorella di tua madre, poichè è carne di tua madre. Non scoprirai le nudità del fratello di tuo padre, cioè non ti accosterai alla sua moglie, che è tua zia.

Non scoprirai le nudità di tua nuora: è la moglie di tuo figlio; non scoprirai la sua nudità. Non scoprirai le nudità di tua cognata, è la nudità di tuo fratello.

Non scoprirai le nudità di una donna e di sua figlia, ne' prenderai la figlia di suo figlio, ne' la figlia di sua figlia per scoprirne le nudità; sono parenti carnali, è una infamia.

Non scoprirai le nudità di una donna e di sua figlia, ne' prenderai la figlia di suo figlio, per scoprirne le nudità: sono parenti carnali: è un' infamia.

E quanto alla moglie, non prenderai in moglie la sorella di lei  per farne una rivale, mentre tua moglie è in vita.

Non ti accosterai a donna per scoprire la sua nudità durante l' immondezza mestruale.

Non peccherai con la moglie del tuo prossimo per contaminarti con lei.

Non lascerai passare alcuno dei tuoi figli a Moloch e non profanerai il nome del tuo Dio. Io sono il Signore.

Non avrai con maschio relazioni come si hanno con donna: è abominio.

Non ti abbruttirai con alcuna bestia, per contaminarti con essa. La donna non si abbruttirà con una bestia: è una perversione.

 

ESORTAZIONE  FINALE

 

Non vi contaminerete con nessuna di tali nefandezze, perchè con tutte queste cose si sono contaminate le nazioni che io sto per scacciare davanti a voi. Il Paese ne è stato contaminato; per questo ho punito la sua iniquità e il Paese ha vomitato i suoi abitanti.

Voi dunque osserverete le mie leggi e le mie prescrizioni e non commetterete nessuna di queste pratiche abominevoli: ne' colui che è nato nel paese, ne' il forestiero in mezzo a voi.

Poichè tutte queste pratiche abominevoli le ha commesse la gente che vi era prima di voi, e il paese ne è stato contaminato.

Badate che, contaminandoli, il pese non vomiti anche voi, come ha vomitato la gente che vi abitava prima di voi.

Perchè quanti commetteranno qualcuna di queste pratiche abominevoli saranno eliminati dal loro popolo.

Osserverete dunque i miei ordini e non imiterete  nessuno di quei costumi abominevoli che sono stati praticati prima di voi, né contaminerete con essi. Io sono il Signore, il vostro Dio.

 

PRESCRIZIONI  MORALI  E  CULTUALI

 

19.   Il Signore disse ancora a Mose': "Parla a tutta la comunità degli Israeliti  e ordina loro: Siate santi, perchè io, il Signore Dio vostro sono santo. Ognuno rispetti suo padre e sua madre e osservi i miei sabati. Io sono il Signore vostro Dio.

Non rivolgetevi agli idoli e non fatevi divinità di metallo fuso. Io sono il Signore vostro Dio.

Quando offrite al Signore una vittima sacrificale di comunione, offritela in modo da essergli graditi. La si mangerà il giorno stesso che l' avrete immolata, o il giorno dopo, ciò che avanzerà fino al terzo giorno lo brucerete nel fuoco. Se invece la si mangiasse il terzo giorno, sarebbe cosa abominevole, il sacrificio non sarebbe gradito.

Chiunque ne mangiasse porterebbe la pena della sua iniquità, poichè profanerebbe ciò che è sacro al Signore; quel tale sarebbe eliminato dal suo popolo.

 

Quando mieterete la messe della vostra terra, non mieterete fino ai margini, ne' raccoglierete ciò che resta da spigolare alla messe; quanto alla tua vigna, non raccoglierai i racimoli e non raccoglierai gli acini caduti; li lascerai per il povero e per il forestiero. Io sono il Signore vostro Dio.

Non ruberete nè userete inganno e menzogna ai danni gli uni degli altri.

Non giurerete il falso servendovi del mio nome, perchè profanereste il nome del vostro Dio. Io sono il Signore.

Non opprimerai il tuo prossimo, nè lo spoglierai di ciò che è suo; il salario del bracciante al tuo servizio non resti la notte presso di te fino al mattino dopo.

Non disprezzerai il sordo nè metterai inciampo davanti al cieco, ma temerai il tuo Dio. Io sono il Signore.

Non commetterete ingiustizia in giudizio, non tratterai con parzialità il povero, ne' userai preferenze verso il potente, ma giudicherai il tuo prossimo con giustizia.

Non andrai i giro a spargere calunnie fra il tuo popolo, ne' coopererai alla morte del tuo prossimo.

Non proverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello. Rimprovera apertamente il tuo prossimo, così non ti caricherai di un peccato per lui.

Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il prossimo tuo come te stesso. Io sono il Signore.

Osserverete le mie leggi: non accoppierete bestie di specie differenti, non seminerai il tuo campo di ogni sorta di seme, ne' porterai veste tessuta di due diverse materie.

 

Se un uomo ha rapporti con una donna che sia una schiava sposata a un altro uomo, ma non riscattata o affrancata, saranno tutti due puniti, ma non messi a morte, perchè essa non è libera. L' uomo condurrà al Signore, all' ingresso della tenda del convegno, in sacrificio di riparazione un ariete; con questo ariete il sacerdote farà per lui il rito espiatorio davanti al Signore per il peccato da lui commesso; il peccato gli sarà perdonato.

Quando sarete entrati nel paese e vi avrete piantato ogni sorta di alberi da frutto, ne considererete i frutti come non circoncisi: non se ne dovrà mangiare. Ma nel quarto anno tutti saranno  consacrati al Signore come dono festivo.

Nel quinto anno mangerete il frutto di quegli alberi; così essi continueranno a fruttare per voi. Io sono il Signore vostro Dio.

 

Non mangerete carne con il sangue.

Non praticherete alcuna sorta di divinazione o di magia.

Non vi taglierete in tondo i capelli ai lati del capo, ne' deturperai ai lati la tua barba.

Non vi farete incisioni sul corpo per un defunto, ne' vi farete segni di tatuaggio. Io sono il Signore.

Non profanerai tua figlia prostituendola, perchè il paese non si dia alla prostituzione e non si riempia di infamie.

 

Osserverete i miei sabati e porterete rispetto al mio santuario. Io sono il Signore. Non vi rivolgete ai negromanti e agli indovini; non li consultate per non contaminarvi per mezzo loro. Io sono il Signore, vostro Dio.

Alzati davanti a chi ha i capelli bianchi. Onora la persona del vecchio e temi il tuo Dio. Io sono il Signore.

Quando un forestiero dimorerà nel vostro paese, non gli farete torto. Il forestiero dimorante fra di voi lo tratterete come colui che è nato fra di voi; tu l' amerai come te stesso perchè anche voi siete stati forestieri nel Paese d' Egitto. Io sono il Signore, vostro Dio.

Non commetterete ingiustizie nei giudizi, nelle misure di lunghezza, nei pesi, nelle misure di capacità. Avrete bilance giuste, pesi giusti, efa giusto, kin giusto. Io sono il Signore vostro Dio, che vi ha farri uscire dal Paese d' Egitto. Osserverete dunque tutte le mie leggi e tutte le mie prescrizioni e le metterete in pratica. Io sono il Signore.

 

CULTI  PROIBITI

 

20.   Il Signore disse ancora a Mose': "Dirai agli Israeliti: Chiunque tra gli Israeliti o tra i forestieri che soggiornano in Israele darà qualcuno dei suoi figli a Moloch dovrà essere messo a morte; il popolo del paese lo lapiderà. Anch' io volgerò la faccia contro l' uomo e lo eliminerò dal suo popolo perchè ha dato qualcuno dei suoi figli a Moloch con l' intenzione di contaminare il mio santuario e profanare il mio santo nome.

Se il popolo del paese chiude gli occhi quando qualcuno dà i suoi figli a Moloch e non lo mette a morte, io volgerò la faccia contro quell' uomo e contro la sua famiglia ed eliminerò dal suo popolo lui e quanti si danno all' idolatria come lui, abbassandosi ad adorare Moloch.

Se un un uomo si rivolge ai negromanti e agli indovini per darsi alle superstizioni dietro a loro, io volgerò la faccia contro quella persona ela eliminerò dal mio popolo.

Santificatevi dunque, e siate santi, perchè io sono il Signore vostro Dio.

Osservate le mie leggi e mettetele in pratica. Io sono il Signore che vi vuole fare santi.

CODICE  PENALE

 

Chiunque maltratta suo padre e sua madre dovrà essere messo a morte; ha maltrattato suo padre e sua madre: il suo sangue ricadrà su di lui.

Se uno commette adulterio con la moglie del suo prossimo, l' adultero o l' adultera dovranno essere messi a morte.

Se uno ha rapporti con la matrigna, egli scopre le nudità del padre; tutti due dovranno essere messi a morte: il suo sangue ricadrà su di essi.

Se uno ha rapporti con la nuora, tutti e due dovranno essere messi a morte: il loro sangue ricadrà su di essi.

Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte: il loro sangue ricadrà su di loro.

Se uno prende in moglie la figlia e la madre: è un delitto; si bruceranno con il fuoco lui ed esse, perchè non ci sia fra di voi tale delitto.

L' uomo che si abbrutisce con una bestia dovrà essere messo a morte; dovrete uccidere anche la bestia. Se una donna si accosta a una bestia per lordarsi con essa, ucciderai la donna e la bestia: tutte e due dovranno essere messe a morte: il loro sangue ricadrà su di loro.

Se uno prende  la propria sorella, figlia di suo padre e figlia di sua madre, e vede la nudità di lei su di essa ed essa vede la nudità di lui: è una infamia; tutti  due saranno eliminati alla presenza dei figli del loro popolo; quel tale ha scoperto la nudità della propria sorella, dovrà portare la pena della sua iniquità.

Se uno ha un rapporto con una donna durante le sue regole e ne scopre le nudità, quel tale ha scoperto la sorgente di lei ed essa ha scoperto la sorgente del proprio sangue: perciò tutti e due saranno eliminati dal loro popolo.

Non scoprirai le nudità della sorella di tua madre o della sorella di tuo padre, chi lo fa scopre la sua stessa carne: tutti e due porteranno la pena della loro iniquità.

Se uno ha rapporti con la moglie di suo zio, scopre le nudità di suo zio, tutti e due porteranno la pena del loro peccato; dovranno morire senza figli.

Se uno prende la moglie del fratello, è una impurità; egli ha scoperto la nudità del fratello: non avranno figli.

 

ESORTAZIONE  FINALE

 

Osserverete dunque tutte le mie leggi e tutte le mie prescrizioni e le metterete in pratica, perchè il paese dove io vi conduco ad abitare non vi rigetti. Non seguirete le usanze delle nazioni che io sto per scacciare dinanzi a voi: esse hanno fatto tutte quelle cose, perciò le ho in abominio e vi ho detto: Voi possederete il loro Paese; ve lo darò in proprietà: è un paese dove scorre il latte e il miele. Io, il Signore vostro Dio vi ho separati dagli altri popoli.

Farete dunque distinzione fra animali mondi e immondi, fra uccelli immondi e mondi e non vi renderete abominevoli mangiando animali, uccelli o esseri che strisciano sulla terra e che io vi ho fatto distinguere come immondi.

Sarete santi per me, perchè io il Signore sono santo e vi ho separati dagli altri popoli, perchè siete miei.

Se uomo o donna in mezzo a voi eserciteranno la negromanzia o la divinazione dovranno essere messi a morte: saranno lapidati e il loro sangue ricadrà su di essi.

 

SANTITA'  SACERDOTALE

 

21.   Il Signore disse a Mose': "Parla ai sacerdoti figli di Aronne e riferisci loro: Il sacerdote non dovrà mai rendersi immondo per il contatto con un morto della sua parentela, se non per suo padre stretto, cioè per sua madre, suo padre, suo figlio, sua figlia, suo fratello, sua sorella ancora vergine, che viva con lui e non sia ancora maritata; per questa può esporsi alla immondezza. Un marito, per gli altri suo parenti, non si dovrà contaminare profanando sè stesso.

I sacerdoti non si faranno tonsure sul capo, ne' si raderanno sui lati la barba, ne' si faranno incisioni nella carne, saranno santi per il loro Dio e non profaneranno il nome del loro Dio, perchè offrono al Signore i sacrifici consumati nel fuoco, pane del loro Dio, perciò saranno santi.

Non prenderanno in moglie una prostituta già disonorata ne' una donna ripudiata dal marito, perchè sono santi per il loro Dio.

Tu considererai dunque il sacerdote come santo, perchè offre il pane del tuo Dio: sarà dunque santo perchè io, il Signore che vi santifico, sono santo.

Se la figlia di un sacerdote si disonora  prostituendosi, disonora suo padre, sarà arsa con il fuoco.

Il sacerdote, quello che è il sommo fra i suoi fratelli, sul capo del quale è stato versato l' olio dell' unzione e ha ricevuto l' investitura indossando le vesti sacre, non dovrà scarmigliarsi i capelli ne' stracciarsi le vesti.

Non si avvicinerà ad alcun cadavere, non si renderà immondo neppure per suo padre e per sua madre. Non uscirà dal santuario e non profanerà il santuario del suo Dio, perchè la consacrazione è su di lui mediante l' olio dell' unzione del suo Dio. Io sono il Signore.

Sposerà una vergine; non potrà sposare ne' una vedova ne' una divorziata, ne' una disonorata, ne' una prostituta; ma prenderà in moglie una vergine della sua gente. Così non disonorerà la sua discendenza in mezzo al suo popolo, perchè io sono il Signore che lo santifico.

 

CONDIZIONI  FISICHE  DEL  SACERDOTE

 

Il Signore disse ancora a Mose': "Parla ad Aronne e ai digli: Nelle generazioni future, nessun uomo della tua stirpe che abbia qualche deformità potrà accostarsi ad offrire il pane del suo Dio, perchè nessuno che abbia qualche deformità potrà accostarsi, ne' il cieco, ne' lo zoppo, ne' chi abbia il viso deforme per eccesso o per difetto, ne' chi abbia una frattura al piede, o alla mano, ne' un gobbo, ne' un nano, ne' chi abbia una macchia nell' occhio, o la scabbia, o piaghe purulente, o sia eunuco.

Nessun uomo della stirpe del sacerdote Aronne, con qualche deformità, si accosterà ad offrire sacrifici consumati dal fuoco in onore del Signore. Ha un difetto: non si accosti a offrire il pane del suo Dio.

Potrà mangiare il pane del suo Dio, le cose sacrosante e le cose sante, ma non potrà avvicinarsi al velo ne' accostarsi all' altare, perchè ha una deformità.

Non dovrà profanare i miei luoghi santi perchè io sono il Signore che li santifico.

Così parlò ad Aronne, ai suoi figli e a tutti gli israeliti.

 

LA  PORZIONE  SANTA

 

22.   Il Signore disse ancora a Mose': "Indica ad Aronne e ai suoi figli che rispettino le cose sante a me consacrate dagli Israeliti e non profanino il mio santo nome. Io sono il Signore.

Ordina loro: qualsiasi uomo della vostra discendenza che nelle generazioni future si accosterà in stato di immondezza, alle cose sante consacrate dagli Israeliti al Signore, sarà eliminato davanti a me. Io sono il Signore.

Nessun uomo della stirpe di Aronne affetto da lebbra o da gonorrea potrà mangiare le cose sante, finchè non sia mondo. Così sarà di chi abbia toccato qualsiasi persona immonda per contatto con un cadavere, o abbia avuto una emissione seminale, o di chi abbia toccato qualsiasi rettile da cui abbia contratto immondezza, oppure un uomo che gli abbia comunicato una immondezza di qualsiasi specie.

La persone che abbia avuto tali contatti, sarà immonda fino alla sera e non mangerà le cose sante prima di essersi lavata il corpo nell' acqua; dopo il tramonto del sole sarà monda e allora potrà mangiare le cose sante, perchè esse sono il suo vitto.

Il sacerdote non mangerà carne di bestia morta naturalmente, o sbranata; per non rendersi immondo. Io sono il Signore.

Osserveranno dunque ciò che ho comandato, altrimenti porteranno la pena del loro peccato e moriranno per aver profanato le cose sante. Io sono il Signore che li santifico.

Nessun estraneo mangerà le cose sante, ne' l' ospite di un sacerdote, ne' un salariato potrà mangiare le cose sante.

Ma una persona che il sacerdote avrà comprata con il denaro, ne potrà mangiare. Così anche quelli che gli sono nati in casa: questi potranno mangiare il suo pane.

La figlia di un sacerdote, sposata con un estraneo, non potrà mangiare le cose sante offerte mediante il rito della elevazione.

Se invece la figlia del sacerdote è rimasta vedova, od è stata ripudiata e non ha figli, se torna a stare con suo padre come quando era giovane,    potrà tornare a mangiare il pane del padre, mentre nessun estraneo al sacerdozio potrà mangiarne.

 

Se uno mangia per errore una cosa santa, darà al sacerdote il valore della cosa santa, aggiungendovi un quinto.

I sacerdoti non profaneranno dunque le cose sante degli Israeliti che essi offrono al Signore con la rituale elevazione, e non faranno portare loro la pena del peccato di cui si renderebbero colpevoli mangiando le loro cose sante: perchè io sono il Signore che le santifico.

 

CONDIZIONE  DELLE  VITTIME  SACRIFICALI

 

Il Signore disse a Mose': "Parla ad Aronne, ai suoi figli e a tutti gli Israeliti e ordina loro: Chiunque dalla casa d' Israele e degli stranieri dimoranti in Israele presenta in olocausto al Signore una offerta per qualsiasi voto o dono volontario, per essere gradito dovrà offrire un maschio senza difetto di buoi, di pecore o di capre. Non offrirete nulla con qualche difetto, perchè non sarebbe gradito.

Se uno offre al Signore un sacrificio di comunione, un bovino o un ovino, sia per sciogliere un voto, sia come offerta volontaria, la vittima, perchè sia gradita, dovrà essere perfetta, senza difetti.

Non offrirete al Signore nessuna vittima cieca o storpia o mutilata, o con ulcere, o con la scabbia, o con le piaghe purulente. Non ne farete sull' altare un sacrificio consumato dal fuoco in onore del Signore.

Un vitello o un agnello che abbia membra sproporzionate si potrà offrire come offerta volontaria, ma in voto non sarebbe gradito.

Non offrirete al Signore un animale con i testicoli ammaccati, o schiacciati, o strappati o tagliati. Tali cose non farete nel vostro paese, ne' accetterete dallo straniero alcuna di queste vittime per offrirla come pane in onore del vostro Dio; essendo mutilate, difettose, non sarebbero gradite, per il vostro bene.

 

PRESCRIZIONI  PARTICOLARI

 

Il Signore aggiunse a Mose': "Quando nascerà un vitello, o un agnello, o un capretto, starà sette giorni sotto la madre; dall' ottavo giorno in poi sarà gradito come vittima da consumare con il fuoco per il Signore.

Non scannerete vacca o pecora lo stesso giorno con il suo piccolo.

Quando offrirete al Signore un sacrificio di ringraziamento, offritelo in modo che sia gradito. La vittima sarà mangiata il giorno stesso; non ne lascerete nulla fino al mattino. Io sono il Signore.

Osserverete dunque i miei comandi e li metterete in pratica. Io sono il Signore.

Non profanerete il mio nome, perchè io mi manifesti santo in mezzo agli Israeliti. Io sono il Signore che vi santifica, che vi ha fatto uscire dal Paese d' Egitto per essere vostro Dio. Io sono il Signore.

 

IL  SABATO

 

23.   Il Signore disse ancora a Mose': "Parla agli Israeliti e riferisci loro: Ecco le solennità del Signore che voi proclamerete come sante convocazioni. Queste sono le mie solennità: Durante sei giorni si attenderà al lavoro, ma il settimo giorno è sabato, giorno di assoluto riposo e di santa convocazione. Non farete in esso lavoro alcuno: E' luogo di riposo in onore del Signore, in qualunque luogo in cui abiterete.

 

LA  PASQUA

 

Queste sono le solennità del Signore, le sante convocazioni che proclamerete nei tempi stabiliti.

Il primo mese, al decimo quarto giorno, al tramonto del sole sarà la Pasqua del Signore; il quindici dello stesso mese sarà la festa degli azzimi in onore del Signore; per sette giorni mangerete pane senza lievito. Il primo giorno sarà per voi santa convocazione; non farete in esso alcun lavoro servile; per sette giorni offrirete al Signore sacrifici consumati dal fuoco.

Il settimo giorno vi sarà la santa convocazione; non farete alcun lavoro servile.

 

LE  PRIMIZIE  E  LA  PENTECOSTE

 

Il Signore ingiunse a Mose'. "Parla agli Israeliti e ordina loro: Quando sarete entrati nel Paese che io vi do e ne mieterete la messe, porterete al sacerdote un covone, come primizia del vostro raccolto; il sacerdote agiterà con gesto rituale il covone davanti al Signore, perchè sia gradito per il vostro bene; il sacerdote lo agiterà il giorno dopo il sabato.

Quando farete il rito di agitazione del covone offrirete un agnello senza difetto, in olocausto al Signore.  L' oblazione che lo accompagna sarà di due decimi di efa di fior di farina intrisa nell' olio, come sacrificio consumato dal fuoco; profumo soave in onore del Signore. La libazione sarà di un quarto di kin di vino.

Non mangerete pane, ne' grano abbrustolito, ne' spighe fresche prima di quel giorno, prima di aver portato l' offerta al vostro Dio. E' una legge perenne, di generazione in generazione, in tutti i luoghi dove abiterete.

Dal giorno dopo il sabato, cioè dal giorno in cui avete portato il covone da offrire col sacrificio di agitazione, conterete sette settimane complete.

Conterete cinquanta giorni fino all' indomani del prossimo sabato e offrirete al Signore una nuova oblazione. Porterete nei luoghi dove abiterete due pani per l' offerta  con rito di agitazione, i quali saranno di due decimi di efa di fior di farina, e li farete cuocere lievitati: sono le primizie in onore del Signore.

Oltre quei pani offrirete sette agnelli dell' anno senza difetto; un torello e due arieti, saranno un olocausto per il Signore insieme con le loro oblazioni e le loro libazioni; sarà un sacrificio di soave profumo consumato dal fuoco in onore del Signore.

Offrirete un capro come sacrificio espiatorio e due agnelli dell' anno come sacrificio di comunione.

Il sacerdote agiterà ritualmente gli agnelli insieme con il pane delle primizie come offerta da agitare davanti al Signore; tanto i pani quanto i due agnelli consacrati al Signore saranno riservati al sacerdote.

In quel medesimo giorno dovete indire una festa e avrete la santa convocazione. Non farete alcun lavoro servile: è una legge perenne di generazione in generazione, in tutti i luoghi in cui abiterete.

Quando mieterete la messe della vostra terra, non mieterete fino al margine del campo e non raccoglierai ciò che resta da spigolare del tuo raccolto; lo lascerai per il povero e per il forestiero. Io sono il Signore vostro Dio.

 

ANNO  NUOVO  E  RICORRENZE

 

Il Signore disse a Mose': "Parla agli Israeliti e ordina loro: Nel settimo mese, il primo giorno del mese sarà per voi di riposo assoluto, una proclamazione fatta a suon i tromba, una santa convocazione.

Non farete alcun lavoro servile e offrirete sacrifici consumati dal fuoco in onore del Signore. "

Il Signore disse ancora a Mose': "Il decimo giorno del settimo mese sarà il giorno della espiazione; terrete un santa convocazione. Vi mortificherete e offrirete sacrifici consumati dal fuoco in onore del Signore.

In quel giorno non farete alcun lavoro, poichè è il giorno della espiazione, per espiare per voi davanti al Signore vostro Dio. Ogni persona che non si mortificherà in quel giorno sarà eliminata dal suo popolo.

Ogni persona che in quel giorno farà un qualunque lavoro, io la eliminerò dal suo popolo. Non farete alcun lavoro. E' una legge perenne, di generazione in generazione, in tutti i luoghi dove abiterete. Sarà per voi un sabato di assoluto riposo, e dovrete mortificarvi ; il nono giorno del mese, alla sera della sera dopo, celebrerete il vostro sabato.

 

Il Signore ingiunse a Mose': "Parla agli Israeliti e riferisci loro: Il quindici di questo settimo mese sarà la festa delle capanne, per sette giorni in onore del Signore. Il primo giorno vi sarà una santa convocazione: non farete alcun lavoro servile: Per sette giorni offrirete vittime consumate dal fuoco in onore del Signore. L' ottavo giorno terrete la santa convocazione e offrirete al Signore sacrifici consumati dal fuoco. E' giorno di riunione, non farete alcun lavoro servile. 

Queste sono le solennità del Signore, nelle quali proclamerete sante convocazioni, perchè si offrano al Signore sacrifici consumati dal fuoco, olocausti e oblazioni, vittime e libazioni, ogni cosa nel giorno stabilito, oltre i sabati del Signore, oltre i vostri doni, oltre tutti i vostri voti e tutte le offerte volontarie che presenterete al Signore.

Il quindici del settimo mese, quando avrete raccolto i frutti della terra, celebrerete una festa al Signore, per sette giorni; il primo giorno sarà di assoluto riposo, e così l' ottavo giorno.

Il primo giorno prenderete frutti degli alberi migliori: rami di palma, rami con dense foglie e salici di torrente, e gioirete davanti al Signore vostro Dio per sette giorni.

Celebrerete questa festa  in onore del Signore, per sette giorni ogni anno. E' una legge perenne, di generazione in generazione. La celebrerete il settimo mese. Dimorerete in capanne per sette giorni; tutti i cittadini di Israele dimoreranno in capanne, perchè i vostri discendenti sappiano che io ho fatto dimorare in capanne gli Israeliti quando li ho portati fuori dal Paese d' Egitto. Io sono il Signore vostro Dio. "

E Mose' diede così agli Israeliti le istruzioni relative alle solennità del Signore.

 

CURA  DEL  TEMPIO

 

24.   Il Signore disse ancora a Mose': "Ordina agli Israeliti che ti portino olio puro di olive schiacciate per il candelabro, per tenere le lampade sempre accese.

Aronne lo preparerà nella tenda del convegno, fuori dal velo che sta davanti alla Testimonianza, perchè le lampade ardano sempre, da sera a mattina, davanti al Signore. E' una legge perenne, di generazione in generazione. Egli le disporrà sul candelabro d' oro puro, perchè ardano sempre davanti al Signore.

Prenderai anche fior di farina e ne farai cuocere delle focacce; ogni focaccia sarà di due decimi di efa.  Le disporrai su due pile, sei per pila, sulla tavola d' oro puro, davanti al Signore.

Porrai incenso puro sopra ogni pila e sarà, sul pane, come memoriale, come sacrificio consumato sul fuoco in onore del Signore. Ogni giorno di sabato si disporranno i pani davanti al Signore, sempre; saranno forniti dagli Israeliti: e alleanza.

I pani saranno riservati ad Aronne e ai suoi figli; essi li mangeranno in luogo sacro perchè saranno per loro cosa santissima tra i sacrifici in onore del Signore. E una legge perenne. "

 

CASO   DI  BESTEMMIA

 

 

 

Ora, il figlio di una donna Israelita e di un Egiziano uscì in mezzo agli Israeliti nell' accampamento; fra il figlio della donna e un Israelita scoppiò una lite. Il figlio della Israelita bestemmiò il nome del Signore imprecando, perciò fu condotto da Mose'. La madre di quel tale si chiamava Selimit, figlia di Dibri, della tribù di Dan.

Lo misero sotto sorveglianza finchè non fosse deciso cosa fare per ordine  del Signore.

Il Signore parlò a Mose': "Conduci quel bestemmiatore fuori dall' accampamento; quanti lo hanno udito posino la mano sul suo capo e tutta la comunità lo lapiderà.

Parla agli Israeliti e dì loro: Chiunque maledirà il suo Dio porterà la pena del suo peccato. Chi bestemmia il nome del Signore dovrà essere messo a morte, tutta la comunità lo dovrà lapidare. Straniero o nativo del paese, se ha bestemmiato il nome del Signore dovrà essere messo a morte.

Chi percuote a morte un uomo dovrà essere messo a morte.

Chi percuote a morte un capo di bestiame lo pagherà: vita per vita.

Se uno farà una lesione al suo prossimo, si farà per lui come egli ha fatto all' altro; frattura per frattura, occhio per occhio, dente per dente, gli si farà la stessa lesione che egli ha fatto all' altro.

Chi uccide un capo di bestiame lo pagherà, ma chi uccide un uomo sarà messo a morte. Ci sarà per voi una sola legge per il forestiero  e per il cittadino del paese, poichè io sono il Signore vostro Dio.

Mose' ne riferì agli Israeliti ed essi condussero il bestemmiatore fuori dall' accampamento e lo lapidarono. Così gli Israeliti eseguirono quello che il Signore aveva ordinato a Mose'.

 

ANNO  SABBATICO

 

25.   Il Signore disse ancora a Mose' sul monte Sinai: "Parla agli Israeliti e riferisci loro: Quando entrerete nel Paese che io vi do, la terra dovrà avere il suo sabato consacrato al Signore. Per sei anni seminerai il tuo campo e porterai la tua vigna e ne raccoglierai i frutti, ma il settimo anno sarà come sabato: un riposo assoluto per la terra; un sabato in onore del Signore, non seminerai il tuo campo e non poterai la tua vigna.

Non mieterai quello che nascerà spontaneamente dal seme caduto dalla tua mietitura precedente e non vendemmierai l' uva della vigna che non avrai potata, sarà un anno di completo riposo per la terra.

Ciò che la terra produrrà durante il suo riposo servirà di nutrimento a te, al tuo schiavo, alla tua schiava, al tuo bracciante e al forestiero che è presso di te; anche agli animali e al tuo bestiame servirà di nutrimento quanto essa produrrà.

 

ANNO  GIUBILARE

 

Conterai sette settimane di anni, cioè sette volte sette anni. Queste sette settimane di anni faranno un periodo di quarantanove anni, Al settimo giorno del settimo mese farai squillare la tromba dell' acclamazione.

Nel giorno dell' espiazione farete squillare la tromba per tutto il Paese. Dichiarerete santo il  cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione del Paese per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo. ognuno di voi tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia.

Il cinquantesimo anno sarà per voi un giubileo, non farete ne' semina, ne' mietitura di quanto i campi produrranno da sè, ne' farete la vendemmia delle vigne non potate.

Perchè è il giubileo, esso vi sarà sacro; potrete però mangiare il prodotto che daranno i campi. In quest' anno del giubileo ciascuno tornerà in possesso del suo.

Quando vendete qualche cosa al vostro prossimo, o quando acquistate qualche cosa dal vostro prossimo, nessuno faccia torto al fratello. Regolerai l' acquisto che farai dal tuo prossimo in base al numero degli anni trascorsi dopo l' ultimo giubileo: egli venderà a te in base agli anni di rendita. Quanti più anni resteranno, tanto più aumenterai il prezzo; quanto minore sarà il tempo, tanto più ribasserai il prezzo; perchè egli ti vende la somma dei raccolti.

Nessuno di voi danneggi il fratello. Ma temete il vostro Dio, perchè io cono il Signore vostro Dio.

 

ESORTAZIONE  E  PROMESSA

 

Metterete in pratica le mie leggi e osserverete le mie prescrizioni, le adempirete e abiterete il Paese tranquilli. La terra produrrà frutti, voi ne mangerete a sazietà e vi abiterete tranquilli.

Se dite: Che mangeremo il settimo anno se non semineremo e non raccoglieremo i nostri prodotti ? Io disporrò in vostro favore un raccolto abbondante per il sesto anno, ed esso vi darà frutti per tre anni. L' ottavo anno seminerete e consumerete il vecchio raccolto fino al nono anno mangerete il raccolto vecchio finchè venga il nuovo.

Le terre non si potranno vendere per sempre, perchè la terra è mia e voi siete presso di me come forestieri e inquilini.

 

RISCATTI  DI  PROPRIETA'  E  DI  PERSONE

 

Perciò in tutto il Paese che avrete in possesso concederete il diritto di riscatto per quanto riguarda il suolo.

Se il tuo fratello, divenuto povero, vende una parte della sua proprietà, colui che il diritto di riscatto, cioè il parente più stretto, verrà e riscatterà ciò che il fratello ha venduto.

Se uno non ha chi possa fare il riscatto, ma giunga a procurarsi da sè la somma necessaria al riscatto, conterà le annate passate dopo la vendita, restituirà al compratore il valore degli anni che ancora rimangono e rientrerà così in possesso del suo patrimonio.

 

Se uno vende un casa abitabile in una città recinta di mura, ha diritto al riscatto fino allo scadere dell' anno della vendita: il suo diritto di riscatto durerà un anno intero. Ma se quella casa, posta in una città recinta di mura, non è riscattata prima dello scadere dell' intero anno, rimarrà sempre in proprietà del suo compratore e dei suoi discendenti; il compratore non sarà tenuto a uscire al giubileo.

Però le case dei villaggi non attorniate da mura vanno considerate come parte dei fondi campestri; potranno essere riscattate e al giubileo il compratore potrà uscire.

 

Quanto alle città dei leviti e alle case che essi possederanno, i leviti avranno diritto perenne al riscatto.

Se chi riscatta è un levita, in occasione del giubileo il compratore uscirà dalla casa comprata nella città levitica, perchè le case delle città levitiche sono loro proprietà in mezzo agli Israeliti.

Neppure case situate nei dintorni delle città levitiche si potranno vendere, perchè sono loro proprietà perenne.

 

Se il tuo fratello che è presso di te cade in miseria ed è privo di mezzi, aiutalo come un forestiero e inquilino perchè possa vivere presso di te. Non prendere da lui interessi, ne' utili, ma temi il tuo Dio e fa vivere il tuo fratello presso di te. Non gli presterai il tuo denaro a interesse ne' gli darai il vitto a usura. Io sono il Signore vostro Dio, che vi ha fatto uscire dal Paese d' Egitto, per darvi il Paese di Canaan, per essere vostro Dio.

Se tuo fratello che è presso di te cade in miseria e si vende a te, non farlo lavorare come schiavo, sia presso di te come un bracciante, come un inquilino. Ti servirà fino all' anno del giubileo; allora se ne andrà da te insieme con i suoi figli, tornerà nella sua famiglia e rientrerà nella proprietà dei suoi padri.

Poichè essi sono miei servi, che io  ho fatto uscire dal Paese d' Egitto, non devono essere venduti come si vendono gli schiavi. Non lo tratterai con asprezza, ma temerai il tuo Dio.

Quanto allo schiavo o alla schiava che avrai in proprietà, potrete prenderli dalle nazioni che ci circondano; da queste potrete comprare lo schiavo e la schiava. Potrete anche comprarne tra i figli degli stranieri stabiliti presso di voi, e tra le loro famiglie che sono presso di voi, tra i loro figli nati nel vostro Paese: saranno di vostra proprietà.

Li potrete lasciare in eredità ai vostri figli dopo di voi come loro proprietà; vi potrete servire di loro come di schiavi; ma quanto ai vostri fratelli, gli Israeliti, ognuno nei riguardi dell' altro, non lo tratterai con asprezza.

 

Se un forestiero stabilito presso di te diventa ricco e il tuo fratello si grava di debiti con lui e si vende allo straniero stabilito presso di te o a qualcuno della sua famiglia, dopo che si è venduto ha il diritto di riscatto, lo potrà riscattare uno dei suoi fratelli, o suo zio, o il figlio di suo zio, lo potrà riscattare uno dei parenti dello stesso suo sangue o, se ha i mezzi per farlo, potrà riscattarsi da sè.

Farà  il calcolo con il suo compratore dall' anno che gli si è venduto all' anno del giubileo; il prezzo sa pagare sarà in proporzione del numero degli anni, valutando le sue giornate come quelle di un bracciante.

Se vi sono ancora molti anni per arrivare al giubileo, pagherà il riscatto in ragione di questi anni e in proporzione al prezzo per il quale fu comprato; se rimangono pochi anni per arrivare al giubileo, farà il calcolo con il suo compratore e pagherà il prezzo del suo riscatto in ragione di quegli anni. Resterà presso di lui come un bracciante preso a servizio anno per anno; il padrone non dovrà trattarlo con asprezza sotto i suoi occhi.

Se non è riscattato in alcuno di quei modi, se ne andrà libero l' anno del giubileo, lui con i suoi figli. Perchè gli Israeliti sono miei servi, miei servi che ho fatto uscire dall' Egitto. Io sono il Signore vostro Dio.

 

BENEDIZIONI

 

26.   Non vi farete idoli, ne' erigerete immagini scolpite o stele, ne' permetterete che nel vostro Paese vi sia pietra ornata di figure, per prostrarvi davanti ad esse; poichè io sono il Signore vostro Dio.

Osserverete i miei sabati e porterete rispetto al mio santuario. Io sono il Signore.

Se osserverete le mie leggi, se seguirete i miei comandi e li metterete in pratica, io vi darò le piogge alla loro stagione, la terra darà prodotti e gli alberi della campagna daranno frutti. La trebbiatura durerà per voi fino alla vendemmia e la vendemmia durerà fino alla semina; avrete cibo a sazietà e abiterete tranquilli il vostro Paese.

Io stabilirò la pace nel Paese, nessuno vi incuterà terrore; vi coricherete e farò sparire dal Paese le bestie nocive e la spada non passerà per il vostro Paese.

Voi inseguirete i vostri nemici ed essi cadranno dinanzi a voi, colpiti di spada.

Io mi volgerò a voi e vi renderò fecondi e vi moltiplicherò e confermerò la mia alleanza con voi.

Voi mangerete del vecchio raccolto, serbato a lungo, e dovrete metter via il raccolto vecchio per far posto al nuovo.

Stabilirò la mia dimora in mezzo a voi e io non vi respingerò. Camminerò in mezzo a voi. Sarò vostro Dio e voi sarete il mio popolo. Io sono il Signore vostro Dio che vi ho fatto uscire dal Paese d' Egitto; ho spezzato il vostro giogo e vi ho fatto camminare a testa alta.

 

MALEDIZIONI

 

 

 

Ma se non mi ascolterete e non metterete in pratica tutti i miei comandi, se disprezzerete le mie leggi e rigetterete le mie prescrizioni non mettendo in pratica tutti i miei comandi ed infrangendo la mia alleanza, ecco che cosa farò a voi a mia volta: manderò contro di voi il terrore, la consunzione e la febbre, che vi faranno languire gli occhi e vi consumeranno la vita.

Seminerete invano il vostro seme; se lo mangeranno i vostri nemici.

Volgerò la faccia contro di voi e voi sarete sconfitti dai nemici; quelli che vi odiano vi opprimeranno e vi darete alla fuga senza che qualcuno vi insegua.

Se nemmeno dopo questo mi ascolterete io vi castigherò sette volte di più per i vostri peccati. Spezzerò la vostra forza superba, renderò il vostro cielo come ferro e la vostra terra come rame. Le vostre energie si consumeranno invano, perchè la vostra terra non darà prodotti e gli alberi della campagna non daranno frutti.

Se vi opporrete a me e non mi ascolterete, io vi colpirò sette volte di più, secondo i vostri peccati.

Manderò contro di voi le bestie selvatiche che vi rapiranno i figli, stermineranno il vostro bestiame, vi ridurranno a un piccolo numero e le vostre strade diventeranno deserte.

Se nonostante questi castighi non vorrete correggervi per tornare a me, ma vi opporrete a me, anch' io mi opporrò a voi e vi colpirò sette volte di più per i vostri peccati.

Manderò contro di voi la spada vindice della mia alleanza; voi vi raccoglierete nelle vostre città, ma io manderò contro di voi la peste e sarete dati in mano al nemico.

Quando io avrò spezzato le riserve del pane, dieci donne faranno cuocere il vostro pane in uno stesso forno, ve lo riporteranno a peso, e lo mangerete, ma non vi sazierete.

Se nonostante tutto questo non vorrete darmi ascolto e vi opporrete a me, anch' io mi opporrò a voi sette volte di più per i vostri peccati. Mangerete perfino la carne dei vostri figli, e mangerete la carne delle vostre figlie.

Devasterò le vostre alture di culto, distruggerò i vostri altari per l' incenso, butterò i vostri cadaveri sui cadaveri dei vostri idoli e io vi avrò in abominio.

Ridurrò le vostre città a deserti, devasterò o vostri santuari e non aspirerò più il profumo dei vostri incensi.

Devasterò il vostro stesso Paese e i vostri nemici che vi prenderanno dimora: ne rimarranno stupefatti.

Quanto a voi, vi disperderò fra le nazioni e vi inseguirò con la spada sguainata; il vostro Paese sarà desolato e le vostre città saranno deserte.

Allora la terra godrà dei suoi sabati per tutto il tempo in cui rimarrà desolata e voi sarete nel Paese dei vostri nemici, allora la terra si riposerà e si compenserà dei suoi sabati. Finchè rimarrà desolata avrà il riposo che non le fu concesso da voi coi vostri sabati quando  l' abitavate.

A quelli che fra voi saranno superstiti infonderò nel cuore costernazione nel paese dei vostri nemici: il fruscio di una foglia agitata li metterà in fuga; fuggiranno come si fugge di fronte alla spada e cadranno senza che qualcuno li insegua.

Precipiteranno uno sopra l' altro come di fronte alla spada senza che alcuno li insegua.

Non potrete resistere dinanzi ai vostri nemici. Perirete fra le nazioni. Il Paese dei vostri nemici vi divorerà.

Quelli che tra voi saranno superstiti nel Paese dei vostri nemici si consumeranno a causa delle loro iniquità; anche a causa dell' iniquità dei loro padri periranno.

Dovranno confermare la loro iniquità e l' iniquità dei loro padri per essere stati infedeli nei miei riguardi ed essersi opposti a me; peccati per i quali anche io mi sono opposto a loro e li ho deportati nel Paese dei loro nemici.

Allora il loro cuore non circonciso si umilierà e sconteranno la loro colpa.

 

RICONCILIAZIONE

 

Io mi ricorderò della mia alleanza con Giacobbe, dell' alleanza con Isacco e dell' alleanza con Adamo e mi ricorderò del Paese. Quando dunque il Paese sarà abbandonato da loro e godrà i suoi sabati, mentre rimarrà deserto, senza di loro, essi sconteranno la loro colpa per aver disprezzato le mie prescrizioni ed essersi stancati delle mie leggi.

Nonostante tutto questo, quando saranno nel Paese dei loro nemici, io non li rigetterò e non mi stancherò di essi fino al punto di annientarli del tutto e di rompere la mia alleanza con loro, perchè io sono il Signore loro Dio; ma per loro amore mi ricorderò dell' alleanza con i loro alleati che ho fatto uscire dal Paese d' Egitto davanti alle nazioni, per essere il loro Dio. Io sono il Signore.

Questi sono gli statuti, le prescrizioni e le leggi che il Signore stabilì fra sè e gli Israeliti, sul monte Sinai, per mezzo di Mose'.

 

RISCATTI  DI  PERSONE  E  DI  COSE

 

 27.    Il Signore disse ancora a Mose': "Parla agli Israeliti e riferisci loro: Quando uno deve soddisfare un voto, per la stima che dovrai fare delle persone votate al Signore, la tua stima sarà per un maschio dai venti ai sessant' anni, cinquanta sicli d' argento secondo i sicli del santuario; invece per una donna la tua stima sarà di trenta sicli.

Dai cinque ai venti anni, la tua stima sarà di venti sicli d' argento per un maschio e di dieci d' Argento per una femmina.

Da un mese a cinque anni la tua stima sarà di cinque sicli d' argento per un maschio e di tre sicli d' argento per una femmina.

Dai sessant' anni in su la tua stima sarà di quindici sicli per un maschio e di dieci sicli per una femmina.

Se colui che ha fatto il voto è troppo povero per pagare la somma fissata da te, sarà presentato al sacerdote e il sacerdote ne farà la stima. Il sacerdote farà la stima in proporzione dei mezzi di chi ha fatto il voto.

Se si tratta di animali che possono essere presentati in offerta al Signore, ogni animale ceduto al Signore sarà cosa santa. Non lo si potrà commutare, ne' si potrà sostituire uno buono con uno cattivo, ne' uno cattivo con uno buono; se anche uno vorrà sostituire un animale all' altro, i due animali saranno cosa sacra.

Se invece si tratta di qualunque animale immondo di cui non si può fare offerta al Signore, l' animale sarà presentato davanti al sacerdote, egli ne farà la stima secondo che l' animale sia buono o cattivo e si starà alla stima stabilita dal sacerdote. Se uno lo vuole riscattare aggiungerà un quinto alla stima.

Se uno consacra la sua casa come cosa sacra al Signore, il sacerdote ne farà la stima secondo che essa sia buona o cattiva; si starà alla stima stabilita dal sacerdote. Se colui che ha consacrato la sua casa la vuol riscattare, aggiungerà un quinto al prezzo della stima, e sarà sua.

Se uno consacra al Signore un pezzo di terra di sua proprietà ereditaria, ne farai la stima in ragione della semente: cinquanta sicli d' argento per un omer di seme d' orzo.

Se consacra la sua terra dall' anno del giubileo, il prezzo resterà intero secondo la stima; ma se la consacrerà dopo il giubileo il sacerdote ne valuterà il prezzo in ragione degli anni che rimangono fino al giubileo, e si farà una detrazione di stima.

Se colui che ha consacrato il pezzo di terra lo vuole riscattare, aggiungerà un quinto al prezzo della stima, e resterà suo. Se non riscatta il pezzo di terra e lo vende al un altro, non lo si potrà più riscattare, ma quel pezzo di terra, quando al giubileo il compratore ne uscirà, sarà sacro al Signore, come un campo votato allo sterminio e diventerà proprietà del sacerdote.

Se uno consacra al sacerdote un pezzo di terra comprato, che non fa parte della sua eredità ereditaria, il sacerdote valuterà la misura del prezzo fino all' anno del giubileo; quel tale pagherà il giorno stesso il prezzo fissato, come cosa consacrata al Signore.

Nell' anno del giubileo la terra tornerà a colui da cui fu comprata e del cui patrimonio faceva parte.  Tutte le tue stime si faranno in sicli del santuario e il siclo è di venti ghera.

Tuttavia nessuno potrà consacrare i primogeniti del bestiame, i quali appartengono già al Signore, perchè primogeniti: sia esso di grosso bestiame o di bestiame minuto, appartiene al Signore.

Se si tratta di un animale immondo, lo si riscatterà al prezzo di stima  aggiungendovi un quinto; se non è riscattato sarà venduto al prezzo di stima. Nondimeno, se uno avrà votato al Signore con voto di sterminio,  fra le cose che gli appartengono: persona, animale o pezzo di terra del suo patrimonio, non potrà essere ne' venduto, ne' riscattato; ogni cosa votata allo sterminio è cosa santissima riservata al Signore.

Nessuna persona votata allo sterminio potrà essere riscattata: dovrà essere messa a morte.

 

Ogni decima della terra, cioè delle granaglie del suolo, dei frutti degli alberi, appartiene al Signore, è cosa consacrata al Signore.

Se uno vuol riscattare una parte della sua decima, vi aggiungerà il quinto. Ogni decima del bestiame grosso o minuto, cioè il decimo capo  del bestiame di quanto passa sotto la verga del pastore, sarà consacrata al Signore.

Non si farà cernita fra animale buono o animale cattivo, ne' si faranno sostituzioni, ne' si sostituisce un animale all' altro, tutti e due saranno cosa sacra e non si possono riscattare.

Questi sono i comandi che il Signore diede a Mose', per gli Israeliti, sul monte Sinai.

 

 

FINE  DEL  LIBRO  LEVITICO

 

   

 

 COMMENTO  PITAGORICO

 

 

 

Come per il libro precedente, anche questo commento riguarda persone già orientate  culturalmente sul pensiero libero piuttosto che sull' Enoteismo. Perciò, più importante del commento sarà  il ripasso dei  quattro libri del Pentateuco, che sono, oltre al primo,  i libri biblici della Legge, sui quali si sostiene la cultura religiosa attuale in oltre mezzo mondo, ateismo compreso.

Perchè l' Ateismo non è materialismo, è il rovescio della medaglia del pensiero ontologico impostato su Dio, inteso esso come fantasma immaginario, padrone antropomorfo del mondo.

Materialismo invece è sapienza (0 cultura) secondo le leggi della materia (o della animalità - umanità), senza sconfinamenti.  Una cosa molto diversa.

Pitagoricamente possiamo chiederci: quale tipo di spirito sostiene la   cultura che stiamo copiando ? Possiamo dare soltanto risposte nostre, non possiamo pretendere di possedere "la verità". Come alcun  altro, del resto.

Dal libro "Levitico" possiamo ricavarne  un coacervo contraddittorio di valori impostati contemporaneamente sia sul bene che sul male; starà alla nostra natura morale e culturale giudicarli onestamente.  Alcuni valori  fanno già parte dei nostri tabù ancestrali, riguardanti per lo più il sesso.  Questi sarà molto difficile sia accettarli che respingerli completamente, senza lotta interiore.

Gli altri sono valori che noi in realtà interpretiamo meglio come morale politica, piuttosto che come morale religiosa. Intendo:  la presunta obbedienza dell' Uomo che riceve  ordini direttamente da Dio e li trasmette al popolo, consente alla politica la pura libertà d' azione e lascia al popolo la pura obbedienza. Questo è chiamato "pensiero forte"  ed è comune a tutte le ideologie dispotiche conosciute  e la Bibbia può definirsene, non solo  il capostipite, ma la interpretazione migliore, sia per durata nel tempo che  per  facilità di acquisizione  nella intelligenza del popolo.

Tuttavia il pitagorismo orfista non  riconosce la sacralità di nessuna delle ideologie forti, perchè da lui Dio è interpretato secondo un parametro di ragionamento diverso.  Per lui Dio è "pensiero debole",  appartiene a tutti seguendo  le nostre scoperte sapienziali. Non può essere adoperato per dominare, ne' per vincere solo noi.

E ciò perchè Dio non invecchia. Intendo, nel rapporto Dio -  Uomo,  solamente quest' ultimo ne rappresenta una variabile. L' Uomo scopre ciò che in Dio c' è da sempre, sia come materia che come spirito o anche ciò che per Dio può non esserci  più (nella Storia, nell' Archeologia ad esempio).  Ma Dio - da noi umani - è conosciuto come  prodotto dell' universo, non come persona.

Per cui, molto c' è nella Bibbia di Presunzione.

E' vero, la Bibbia , composta da vari scribi e sacerdoti, è stata scritta, comunque,  secondo la mentalità degli antichi, più o meno tremila anni fa, comunque dopo la invenzione della scrittura.

Ma sacralizzarla sarebbe come sacralizzare la storia. Non si capisce perchè una strage biblica non possa essere giudicata secondo il giudizio morale che si può dare a un strage storica. Tacito. Polibio, Tucidide e compagnia bella avevano il pregio di essere imparziali rispetto alla interpretazione dei fatti.

Le Bibbia invece è esclusivamente autostimata, come lo sono tutti i "pensieri forti". E' tuttavia  molto sincera e bisogna riconoscerle un piano eticamente  superiore a quello, non solo dei pensieri totalitari laici, ma anche dei pensieri liberi. E ciò perchè i pensieri liberi noi li abbiamo soltanto come desiderio insoddisfatto. Purtroppo.

Per la realizzazione del pensiero storico "debole" noi dobbiamo non soltanto cominciare a camminare verso una meta, ma anche imparare a costruire  la nostra carta topografica. "Debole" significa per noi ...  "che non debba metter paura" ... Libertà di Religione e Associazionismo delle Nazioni.  Questo lo immaginiamo come momento di partenza. Ancora da preparare fra molti.

 

   

 

  NUMERI

 

 

 

LE  UNDICI  TRIBU'

 

Il Signore parlò a Mose' nel deserto del Sinai, nella tenda del convegno il primo giorno del secondo mese, il secondo anno dell'  uscita dal Paese d' Egitto, e disse: "Fate il censimento di tutta la comunità degli Israeliti, secondo le loro famiglie, secondo il casato dei loro padri, contando i nomi di tutti i maschi, testa per testa, dall' età di venti anni in su, quanti in Israele possono andare in guerra; tu e Aronne ne farete il censimento, schiera per schiera.

A voi si assocerà un uomo per ciascuna tribù, un uomo che sia capo del casato dei suoi padri. questi sono i nomi degli uomini che vi assisteranno: di Ruben: Eliur figlio di Sedeur; di Simeone: Selumiel figlio di Surisaddai;  di Giuda: Nacason figlio di Amminadab ... (Omissis).

 

Questi furono i prescelti della comunità: erano i capi delle loro tribù paterne, i capi delle migliaia di Israele.

Mose' e Aronne presero questi uomini, che erano stati designati per nome e convocarono tutta la comunità il primo giorno del secondo mese; furono registrati secondo le famiglie, secondo i casati paterni, contando il numero delle persone, dai venti anni in su, uno per uno.

Come il Signore gli aveva ordinato, Mose' fece il censimento nel deserto del Sinai: Figli di Ruben, primogenito di Israele, loro discendenti secondo le loro famiglie, secondo i loro casati paterni, contando i nomi di tutti i maschi, dai vent' anni in su, quanti potevano andare in guerra: i registrati della tribù di Ruben risultarono quarantaseimilacinquecento.

Figli di Simeone, loro discendenti ... c.s.  ... I registrati della tribù di Simeone risultarono cinquantanovemilatrecento.

Figli di Gad, loro discendenti ... c.s. ... I registrati della tribù di Gad risultarono quarantacinquemilaseicentocinquanta.

Figli di Giuda, loro discendenti ... c.s. ... I registrati della tribù di Giuda risultarono settantaquattromila seicento.

Figli di Issacar, loro discendenti ... c.s. ... I registrati della tribù di Issacar risultarono cinquantaquattromila quattrocento.

Figli di Zabulon, loro discendenti ... c.s. ... I registrati della tribù di Zabulon risultarono cinquantasettemilaquattrocento.

Figli di Giuseppe: Figli di Efraim, loro discendenti ... c.s. ... I registrati della tribù di Efraim risultarono quarantamilacinquecento.

Figli di Manasse, loro discendenti ... c.s. ... I registrati della tribù di Manasse risultarono trentaduemiladuecento.

Figli di Beniamino, loro discendenti ... c.s. ... I registrati della tribù di Beniamino risultarono trentacinquemilaquattrocento.

Figli di Dan, loro discendenti ... c.s. ... I registrati della tribù di Dan risultarono sessantaduemilasettecento.

Figli di Aser, loro discendenti ... c.s. ... I registrati della tribù di Aser risultarono quarantunomilacinquecento.

Figli di Neftali, loro discendenti ... c.s. ... I registrati della tribù di Neftali risultarono cinquantatremilequattrocento.

 

 

 Di quelli, Mose' e Aronne fecero il censimento; con i dodici uomini capi d' Israele. ce n' era uno per ciascuno dei loro casati paterni.

Tutti gli Israeliti dei quali fu fatto il censimento secondo i loro casati paterni, dall' età di  vent' anni in su,  cioè tutti gli uomini che in Israele potevano andare in guerra, quanti furono registrati risultarono seicentotremilacinquecentocinquanta.

Ma quanti erano leviti, secondo la loro tribù paterna, non furono registrati insieme con gli altri.

 

Il Signore disse a Mose': "Dalla tribù di Levi non farai il censimento e non unirai la somma a quella degli Israeliti, ma incarica tu stesso ai Leviti il servizio della Dimora della Testimonianza, di tutti i suoi accessori e di quanto le appartiene.

Essi porteranno la Dimora e tutti i suoi accessori, vi presteranno servizio e staranno accampati intorno alla Dimora.

Quando la Dimora dovrà partire i leviti la smonteranno; quando la Dimora dovrà accamparsi in qualche luogo i leviti la erigeranno: ogni estraneo che la erigerà sarà messo a morte.

Gli Israeliti monteranno le tende, ognuno nel suo campo, ognuno vicino alla sua insegna, secondo le loro schiere.

Ma i leviti pianteranno le tende intorno alla Dimora della Testimonianza; così la mia ira non si accenderà contro la comunità degli Israeliti. I leviti avranno cura della Dimora.

Gli Israeliti si conformarono in tutto agli ordini che il Signore aveva dato a Mose', e così fecero.

 

L'  ACCAMPAMENTO

 

2.   Il Signore disse ancora a Mose' e ad Aronne: "Gli Israeliti si accamperanno ognuno vicino alla sua insegna, con i simboli dei casati paterni; si accamperanno di fronte a tutti intorno alla tenda del convegno.

A Est, verso oriente, si accamperà l' insegna del campo di Giuda, con le sue schiere. Il capo dei figli di Giuda è Nacason figlio di Amminadab e la sua formazione è di sessantaquattromilaseicenti registrati.

Accanto a lui si accamperà la tribù di Issacar, il capo dei figli di Issacar è Netaneel  figlio di Suar, e la sua formazione è di cinquantaquattromila quattrocento registrati.

 Poi la tribù di Zabulon; il capo della tribù di Zabulon è Eliab, figlio di Chelon, e la sua formazione è di cinquantasettemilaquattrocento registrati.

Il totale dei registrati del campo di Giuda è di centottantasettemilaquattrocento uomini, secondo le loro schiere: si metteranno in marcia per primi.

A Mezzogiorno starà l' insegna del campo di Ruben con le sue schiere. Il capo dei figli di Ruben è Elisur, figlio di Sedeur e  la sua formazione è di quarantaseimila cinquecento registrati.

Accanto a lui si accamperà la tribù di Simeone; il capo dei figli di Simeone è Selumiel, figlio di Surisaddai e la sua formazione è di ciquantanovemilatrecenro registrati.

Poi la tribù di Gad, il capo dei figli di Gad è Eliasaf figlio di Deuel e la sua formazione è di quarantacinquemilaseicentocoinquanta registrati.

Il totale del campo di Ruben è di centoquarantamilaquattrocentocinquanta uomini. registrati secondo le loro schiere. Si metteranno in marcia in seconda linea.

Poi si metterà in marcia la tenda del convegno con il campo dei leviti in mezzo agli altri campi. Seguiranno nella marcia l' ordine nel quale erano accampati, ciascuno al suo poeto, con la sua insegna.

A Occidente sarà l' insegna del campo di Efraim con le sue schiere. Il capo dei figli di Efraim è Alisama, figlio di Ammiud, e la sua formazione è di  quarantamilacinquecento registrati. Accanto a lui si accamperà la tribù di Manasse. Il capo dei figli di Manasse è Gamlel figlio di Pedasur, e la sua formazione è di trentadiemiladuecento registrati.

Poi la tribù di Beniamino; il capo dei figli di Beniamino è Abidan, figlio di Ghideoni e la sua formazione è di trentacinquemila quattrocenti registrati.

Il totale dei registrati del campo di Efraim è di centottomilacento uomini secondo le loro schiere. Si metteranno in marcia in terza linea.

A Settentrione starà l' insegna del campo di Dan con le sua schiere. Il capo dei figli di Dan è Achiezer, figlio di Ammisaddai e la sua formazione è di sessantaduemila settecento registrati.

Accanto a lui si accamperà la tribù di Aser, il capo dei figli di Aser è Paghiel, figlio di Ocran e la sua formazione è di quarantunomilacinquecento registrati.

Poi la tribù di Neftali: il capo della tribù di Neftali è Achira, figlio di Enan, e la sua formazione è di cinquantatremila quattrocento registrati. Il  Il totale dei registrati del campo di Dan è dunque ra, figlio di Eman e la  Il totale dei registrati del campo di Dan è dunque centocinquantasettemilaseicento.

Si metteranno in marcia per ultimi, secondo le loro insegne.

Questi sono gli Israeliti registrati secondo i loro casati paterni.

Tutti gli uomini dei quali si fece il censimento e che formarono i campi secondo le loro formazioni furono seicentotremilacinquecentocinquanta.

Ma i leviti, secondo l' ordine che il Signore aveva dato a Mose', non furono registrati nel censimento insieme con gli Israeliti.

Gli Israeliti agirono secondo gli ordini che il Signore aveva dato a  Mose'; così si accampavano secondo le loro insegne e così si mettevano in marcia, ciascuno secondo la sua famiglia e secondo il casato dei suoi padri.

 

I  LEVITI  E  LA  DIMORA

 

3.   Questi sono i discendenti di Aronne e di Mose' quando il Signore parlò a Mose' sul monte Sinai.

Questi sono i nomi dei figli di Aronne: Nadab il primogenito, Abiu, Eleazaro e Itamar. Tali nomi dei figli di Aronne, che ricevettero l' unzione come sacerdoti e furono consacrati per esercitare il sacerdozio. Nadab e Abiu morirono davanti al Signore quando offrirono fuoco profano davanti al Signore nel deserto del Sinai. Essi non avevano figli ed Eleazaro e Itamar esercitarono il sacerdozio in presenza di Aronne, loro padre.

Il Signore disse a Mose': "Fa avvicinare la tribù dei leviti e presentala al sacerdote Aronne perchè sia al suo servizio. Essi custodiranno quanto è affidato a lui e a tutta la comunità davanti alla tenda del convegno e presteranno servizio alla Dimora.

Avranno in custodia tuti gli arredi della tenda del convegno e di quanto è affidato agli Israeliti e presteranno servizio alla Dimora.

Assegnerai i leviti ad Aronne e ai suoi figli; essi gli sono dati tutti fra gli Israeliti. Tu stabilirai Aronne e i suoi figli perchè gli sono dati tutti fra gli Israeliti.

Tu stabilirai Aronne e i suoi figli perchè custodiscano le funzioni del loro sacerdozio; l' estraneo che vi si accosterà sarà messo a morte.

 

Il Signore disse a Mose': "Ecco, io ho scelto i leviti tra gli Israeliti al posto di ogni primogenito che nasce per primo dal seno materno tra gli Israeliti; i leviti saranno miei perchè ogni primogenito è mio.

Quando io colpii tutti i primogeniti nel Paese d' Egitto, io mi riservai in Israele tutti i primogeniti degli uomini e degli animali. Essi saranno miei. Io sono il Signore.

Il Signore disse a Mose' nel deserto del Sinai: "Fa il censimento dei figli di Levi, secondo i casati dei loro padri e le loro famiglie; farai il censimento di tutti i maschi dall' età di un mese in su. "

Mose' ne fece il censimento secondo l' ordine del Signore, secondo come gli era stato comandato di fare.

 

Questi sono i figli di Levi secondo i loro nomi: Gherson, Keat e Merari.

Questi i nomi dei figli di Gherson secondo le loro famiglie: Libni e Simel. I figli di Keat secondo le loro famiglie: Amram, Isaer, Ebron e Uzziel.

I figli di Merari secondo le famiglie: Macli e Musi. Queste sono le famiglie dei leviti secondo i loro casati paterni.

Da Gherson discendono la famiglia dei Libniti e la famiglia dei Simeiti, che formano le famiglie dei Ghersoniti.

Coloro che furono registrati contando tutti i maschi dall' età di un mese in su erano settemilacinquecento.

Le famiglie dei Ghersoniti avevano il campo dietro la Dimora, a Occidente. Il capo del casato dei Ghersoniti  era Eliasaf figlio di Lael.

Per quello che riguarda la tenda del convegno i figli di Gherson avevano la custodia della Dimora e della tenda, della sua coperta, della cortina all' ingresso della tenda del convegno, dei tendaggi del recinto e della cortina alla porta del recinto intorno alla Dimora all' altare, e delle corde per tutto il suo impianto.

 

Da Keat discendono la famiglia degli Amramiti, la famiglia degli Iscariti, la famiglia degli Ebroniti e la famiglia degli Uzzieliti, che formano le famiglie dei Keatiti.

Contando tutti i maschi dall' età di un mese in su erano ottomilaseicento che avevano la custodia del santuario.

Le famiglie del figli di Keat avevano il campo al lato Meridionale della Dimora. Il capo del casato paterno per gli Israeliti era Elisafan, figlio di Uzziel. Alla loro custodia erano affidati l' arca, la tavola, il candelabro, gli altari e gli arredi del santuario con cui si esercita il ministero; il velo e quanto si riferisce al suo impianto.

Il capo supremo era Eleazaro, figlio del sacerdote Aronne; egli aveva la sorveglianza di quelli che attendevano al santuario.

 

Da Merari discendono la famiglia dei Macliti e la famiglia dei Musiti, che formano le famiglie dei Merari.

Coloro che furono registrati, contando tutti i maschi dall' età di un mese in su erano settemiladuecento.

Il capo del casato paterno per le famiglie dei Merari era Suriel, figlio di Abicail. Essi avevano il campo sul lato Settentrionale della Dimora.

Alla custodia dei figli dei Merari furono affidate  le tavole della Dimora, le sue stanghe, le sue colonne e le loro basi, tutti i suoi arredi e quanto si riferisce al suo impianto, le colonne del recinto tutto intorno, le loro basi, i loro picchetti e le loro corde.

Sul davanti della Dimora, a Oriente, di fronte alla tenda del convegno, verso Levante, avevano il campo Mose', Aronne e i suoi figli; essi avevano la custodia del santuario in vece degli Israeliti. L' estraneo che vi si avvicinava sarebbe stato messo a morte.

Tutti l leviti, di cui Mose' e Aronne fecero il censimento secondo le loro famiglie, per ordine del Signore, tutti i maschi dall' età di un mese in su erano ventiduemila.

 

Il Signore disse a Mose': "Fa' il censimento di tutti i primogeniti maschi tra gli Israeliti dall' età di un mese in su e fa il censimento dei loro nomi. Prenderai i leviti per me - io sono il Signore - invece di tutti i primogeniti degli Israeliti, e il bestiame dei leviti invece dei primi parti del bestiame degli Israeliti. "

Mose' fece il censimento di tutti i primogeniti fra gli Israeliti, secondo l' ordine che il Signore gli aveva dato.

Tutti i primogeniti maschi che furono registrati, contando i nomi dall' età di un mese in su furono ventiduemiladuecentosettanttré.

 

Il Signore parlò a Mose': "Prendi i leviti invece di tutti i primogeniti degli Israeliti e il bestiame dei leviti invece del loro bestiame; i leviti saranno miei: Io sono il Signore.

Per il riscatto dei duecentosettantatré primogeniti degli Israeliti che oltrepassano il numero dei leviti, prenderai cinque sicli a testa, li prenderai secondo il siclo del santuario, che è di venti ghera. Darai il denaro ad Aronne e ai suoi figli per il riscatto di quelli che oltrepassano il numero dei leviti. "

Mose' prese il denaro per il riscatto di quelli che oltrepassavano il numero dei primogeniti riscattati dai leviti; prese il denaro dei primogeniti degli Israeliti: milletrecento sessantacinque sicli, secondo il siclo del santuario.

Mose' diede il denaro del riscatto ad Aronne e ai suoi figli, secondo l' ordine del Signore, come il Signore aveva ordinato a Mose'.

 

CENSIMENTO  DEI  LEVITI

 

4.   Il Signore disse ancora a Mose' e ad Aronne: "Fate il censimento dei figli di Keat tra i figli di Levi, secondo le loro famiglie e secondo i casati paterni, dall' età dei trent' anni fino all' età dei cinquant' anni, di quanti fanno parte di una schiera e prestano la loro opera nella tenda del convegno. Questo è il servizio che i figli di Keat devono fare nella tenda del convegno e che riguarda le cose santissime.

Quando il campo si dovrà muovere Aronne e i suoi figli verranno a smontare il velo della cortina e copriranno con esso l' arca della testimonianza; poi porranno sull' arca una coperta di peli di tasso, vi stenderanno sopra un drappo tutto di porpora viola e metteranno a posto le stanghe. Stenderanno un drappo di porpora viola sulla tavola dell' offerta e vi metteranno sopra i piatti, le coppe, le anfore, le tazze per le libazioni; vi sarà sopra anche il pane perenne; su queste cose stenderanno anche un drappo scarlatto, e sopra questo una coperta di pelli di tasso, e metteranno le stanghe sulla tavola.

Prenderanno un drappo di porpora viola con cui copriranno il candelabro della luce, le sue lampade, i suoi smoccolatoi, i suoi portacenere e tutti i vasi dell' olio destinati al suo servizio. Metteranno il candelabro con tutti i suoi accessori in una coperta di pelli di tasso e lo metteranno sopra la portantina.

Stenderanno sull' altare d' oro un drappo di porpora viola e sopra questo una coperta di pelli di tasso e metteranno le stanghe all' altare.

Prenderanno tuti gli arredi che si usano per il servizio del santuario, li metteranno in un drappo di porpora viola, li avvolgeranno in una coperta di pelli di tasso e li metteranno sopra la portantina. Toglieranno le ceneri dall' altare e stenderanno sull' altare un drappo scarlatto; vi metteranno sopra tuti gli arredi che si usano per il suo servizio, i bracieri, le forchette, le pale, i vasi per l' aspersione, tutti gli accessori dell' altare e vi stenderanno sopra una coperta di pelli di tasso, poi porranno le stanghe all' altare.

Quando Aronne e i suoi figli avranno finito di coprire il santuario, al momento di muovere il campo i figli di Keat verranno per trasportare quelle cose, là non toccheranno le cose sante, perchè non muoiano. Questo è l' incarico dei figli di Keat nella tenda del Convegno.

Eleazaro, figlio del sacerdote Aronne, avrà la sorveglianza dell' olio per il candelabro, del profumo aromatico dell'  offerta perenne e dell' olio dell' unzione e la sorveglianza di tutta la Dimora e di quanto contiene, del santuario e dei suoi arredi. "

 

Il Signore parlò a Mose' e ad Aronne: "Badate che la tribù delle famiglie dei Keatiti non venga eliminata dai leviti; ma fate questo per loro, perchè vivano e non muoiano quando si accostano al luogo santissimo: Aronne e i suoi figli vengano ed assicurino a ognuno di essi il proprio servizio e il proprio incarico. Non entrino essi a guardare neanche per un istante le cose sacre, perchè morirebbero. "

 

Il Signore disse a Mose': "Fa il censimento anche dei figli di Gherson, secondo i loro casati paterni e secondo le loro famiglie. Farai il censimento dall' età di trent' anni fino all' età di cinquant' anni di quanti fanno parte di una schiera e prestano servizio nella tenda del convegno.

Questo è il servizio delle famiglie dei Ghersoniti, quel che dovranno fare e quel che dovranno portare.

Essi porteranno i teli della Dimora e la tenda del convegno, la sua copertura, la copertura di pelli di tasso che vi è sopra e la cortina all' ingresso della tenda del convegno; i tendaggi del recinto con la cortina all' ingresso del recinto; i tendaggi che stanno attorno alla Dimora e all' altare, le loro corde e tutti gli attrezzi necessari al loro impianto; faranno tutto il servizio che si riferisce a queste cose .

Tutto il servizio dei figli di Gherson sarà sotto gli ordini di Aronne e dei suoi figli, per quanto dovranno portare e per quanto dovranno fare. Voi affiderete alla loro custodia quanto dovranno portare. Tale è il servizio delle famiglie dei figli dei Ghersoniti nella tenda del convegno, la loro sorveglianza sarà assegnata a Itamar, figlio del sacerdote Aronne.

Farai il censimento dei figli dei Merari, secondo le loro famiglie e secondo i loro casati paterni; farai il censimento dall' età dei trent' anni fino all' età dei cinquant' anni di quanti fanno parte di una schiera e prestano servizio nella tenda del convegno. Ciò è quanto è affidato alla loro custodia e quello che dovranno portar come loro servizio nella tenda del convegno: le assi della Dimora, le sue stanghe, le sue colonne, le sue basi, le colonne che sono intorno al recinto, le loro basi, i loro picchetti, le loro corde, tutti i loro arredi e tutto il loro impianto.

Elencherete per nome gli oggetti affidati alla loro custodia e che essi dovranno portare. Tale è il servizio delle famiglie dei figli di Merari, tutto il loro servizio nella tenda del convegno, sotto gli ordini di Itamar, figlio del sacerdote Aronne. "

Mose', Aronne e i capi della comunità fecero dunque il censimento dei figli dei Keatiti  secondo le loro famiglie e secondo i loro casati paterni, di quanti, dall' età dei trent' anni fino all' età dei cinquant' anni potevano far parte di una schiera e prestar servizio nella tenda del convegno. Quelli di cui si fece il censimento secondo le loro famiglie furono deemilasettecentocinquanta.

Questi appartengono alle famiglie dei Keatiti dei quali si fece il censimento: Quanti prestavano servizio nella tenda del convegno; Mose' e Aronne ne fecero il censimento secondo l' ordine che il Signore aveva dato per mezzo di Mose'.

 

I figli di Gherson di cui si fece il censimento secondo le loro famiglie e secondo i passati paterni, dall' età di trent' anni fino all' età di cinquant' anni, quanti potevano far parte di una schiera e prestar servizio nella sala del convegno, quelli di cui si fece censimento secondo le loro famiglie e i loro casati paterni furono duemilaseicentotrenta.

Questi appartengono alle famiglie dei figli di Gherson di cui si fece il censimento: quanti prestavano servizio nella tenda del convegno Mose' ed Aronne ne fecero il censimento secondo l' ordine del Signore.

 

Quelli delle famiglie dei figli di Merari di cui si fece il censimento secondo le loro famiglie e i loro casati paterni, dall' età di trent' anni fino all' età di cinquant' anni, quanti potevano far parete di una schiera e potevano prestar servizio nella sala del convegno, quelli di cui si fece il censimento secondo le loro famiglie furono tremiladuecento.

Queste appartengono alle famiglie dei Merari di cui si fece il censimento; Mose' e Aronne ne fecero il censimento secondo l' ordine che il  Signore  aveva dato per mezzo di Mose'.

Tutti i leviti dei quali Mose' e Aronne e i capi d' Israele fecero il censimento secondo le loro famiglie e secondo i loro casati paterni, dall' età di trent' anni fino all' età di cinquant' anni, quanti potevano far parte di una schiera e prestar servizio e portare pesi nella tenda del convegno, tutti quelli di cui si fece il censimento furono ottomilacinquecentottanta.

Ne fu fatto il censimento secondo l' ordine che il Signore aveva dato per mezzo di Mose', assegnando a ciascuno il servizio che doveva fare e che cosa doveva portare.

Così ne fu fatto il censimento secondo quanto il Signore aveva ordinato a Mose'.

 

LEGGI  RELATIVE  ALL'  ACCAMPAMENTO

 

5.   Il Signore disse a Mose': "Ordina agli Israeliti che allontanino dall' accampamento ogni lebbroso, chiunque soffre di gonorrea o è immondo per un contatto con un cadavere; allontanerete sia i maschi sia le femmine, li allontanerete dall' accampamento perchè non contaminino il loro accampamento in mezzo al quale io abito.

Gli Israeliti fecero così e li allontanarono dall' accampamento. Come il Signore aveva ordinato a Mose', così fecero gli Israeliti.

 

Il Signore aggiunse a Mose': "Quando un uomo o una donna farà un torto a qualcuno peccando contro il Signore, questa persona si renderà colpevole. Dovrà confessare il reato commesso e restituirà: il reo rifonderà per intero il danno commesso aggiungendovi un quinto e lo darà a colui verso i quale è responsabile. Ma se colui non ha stretto parente a cui possa rifondere il danno commesso, questo spetterà al Signore, cioè al sacerdote. Oltre all' ariete dell' espiazione, mediante il quale si farà l' espiazione per il colpevole.

Ogni  tributo per tutte le cose consacrate che gli Israeliti offriranno è del sacerdote, spetterà a lui, le cose che uno consacrerà saranno sue e ciò che uno darà al sacerdote apparterrà a lui.

 

Il Signore aggiunse a Mose': "Parla agli Israeliti e riferisci loro: se una donna si sarà traviata e avrà commesso una infedeltà verso il marito, e un uomo avrà avuto rapporti con lei, ma la cosa è rimasta nascosta agli occhi del marito, se essa si è contaminata in segreto e non vi siano testimoni contro di lei perchè non è stata colta sul fatto, qualora lo spirito di gelosia si sia impadronito del marito e questi diventi geloso della moglie che si è contaminata, quell' uomo porterà la moglie al sacerdote  e porterà una offerta per lei: un decimo di efa di farina di orzo, non vi spanderà sopra olio, ne' vi metterà sopra incenso, perchè è una oblazione di gelosia, una offerta commemorativa per ricordare una iniquità.

Il sacerdote farà avvicinare la donna e la farà stare davanti al Signore. Poi il sacerdote prenderà acqua santa in una vasca di terra, prenderà anche polvere che è sul pavimento della Dimora  e la metterà nell' acqua. Il sacerdote farà quindi stare la donna davanti al Signore, le scoprirà il capo e porrà nelle mani di lei l' oblazione commemorativa, che è l' oblazione di gelosia, mentre il sacerdote avrà in mano l' acqua amara che porta maledizione, non ti faccia danno ! Ma se ti sei traviata  ricevendo un altro invece di tuo marito e ti sei contaminata e un uomo che non è tuo marito ha avuto rapporti disonesti con te.

Allora il sacerdote farà giurare la donna con una imprecazione, poi dirà alla donna: Il Signore faccia di te un oggetto di maledizione e di imprecazione in mezzo al tuo popolo facendoti avvizzire i fianchi e gonfiare  il ventre. Quest' acqua che porta maledizione ti entri nelle viscere per farti gonfiare il ventre e avvizzire i fianchi  !

E la donna dirà: Amen ! Amen !

Il sacerdote scriverà questa imprecazione su un rotolo e le cancellerà con l' acqua amara. Farà bere alla donna l' acqua amara che porta maledizione e l' acqua che porta maledizione entrerà su di lei per produrle amarezza; il sacerdote prenderà dalle mani della donna l' oblazione di gelosia, l' agiterà l' oblazione  davanti al Signore e l' offrirà sull' altare; il sacerdote prenderà una manciata di quella oblazione come memoriale di lei e la brucerà sull' altare; poi farà bere l' acqua alla donna.

Quando le avrà fatto bere l' acqua, se essa si è contaminata e ha commesso una infedeltà contro il marito, l' acqua che porta maledizione entrerà in lei per produrre amarezza; il ventre le si gonfierà e i suoi fianchi avvizziranno e quella donna diventerà oggetto di maledizione in mezzo al suo popolo.

Ma se la donna non si è contaminata ed è pura sarà riconosciuta innocente e avrà figli.

Questa è la legge per la gelosia nel caso la moglie di uno si sia traviata ricevendo un altro invece del marito e si contamini, e per il caso in cui lo spirito di gelosia si impadronisca del marito e questi diventi geloso della moglie; egli farà comparire sua moglie davanti al Signore e il sacerdote le applicherà questa legge integralmente.

Il marito sarà immune da colpa, ma la donna porterà la pena della sua iniquità.

 

NAZIREATO  E  BENEDIZIONE  SACERDOTALE

 

6.   Il Signore disse ancora a Mose': "Parla agli Israeliti e riferisci loro: Quando un uomo o una donna farà un voto speciale, voto di nazireato, per consacrarsi al Signore, si asterrà dal vino e dalle bevande inebrianti, non berrà aceto fatto di vino ne' aceto fatto di bevande inebrianti, non berrà liquori fatti dall' uva e non mangerà uva, ne' fresca ne' secca.  Per tutto il tempo del suo nazireato non mangerà alcun prodotto della vigna, dai chicchi acerbi alle vinacce.

Per tutto il tempo del suo voto di nazireato il rasoio non passerà sul suo capo, finchè non siano compiuti i giorni per i quali si è consacrato al Signore; sarà santo, si lascerà crescere la capigliatura. Per tutto il tempo in cui sarà consacrato al Signore non si avvicinerà a un cadavere, si trattasse anche di suo padre, di sua madre, di suo fratello o di sua sorella, non si contaminerà nel caso della loro morte perchè porta sul capo il segno della sua consacrazione a Dio.

Per tutto il tempo del suo nazireato egli è consacrato al Signore.

Se uno gli muore accanto improvvisamente e il suo capo consacrato rimane così contaminato, si raderà il capo nel giorno della sua purificazione; se lo raderà il settimo giorno; l' ottavo giorno porterà due tortore e due colombe al sacerdote, all' ingresso della tenda del convegno. Il sacerdote ne offrirà uno in sacrificio espiatorio, e un altro in olocausto, e farà per lui il rito espiatorio del peccato in cui è incorso  a causa di quel morto; in quel giorno stesso il nazireato consacrerà così il suo capo.

Consacrerà di nuovo al Signore i giorni del suo nazireato ed offrirà un agnello dell' anno come sacrificio di riparazione; i giorni precedenti non saranno contati perchè il suo nazireato è stato contaminato.

Questa è la legge del nazireato: quando i giorni del suo nazireato saranno compiuti, lo si farà venire allo ingresso della tenda del convegno; egli presenterà l' offerta al Signore: un agnello dell' anno senza difetto per l' olocausto, una pecora dell' anno senza difetto per il sacrificio espiatorio, un ariete senza difetto come sacrificio di comunione; un canestro di pani azzimi fatti con fior di farina, di focacce intrise di olio, di schiacciate senza lievito unte di olio insieme con l' orazione e le libazioni relative.

Il sacerdote presenterà quelle cose davanti al Signore e offrirà il suo sacrificio espiatorio e il suo olocausto; offrirà l' ariete come sacrificio di comunione al Signore con il canestro dei pani azzimi; il sacerdote offrirà anche  l' oblazione e la libazione.

Il nazireo raderà, all' ingresso della porta del congresso, il suo capo consacrato, prenderà i capelli del suo capo consacrato e li metterà sul fuoco che è sotto il sacrificio di comunione.

Il sacerdote prenderà la spalla dell' ariete quando sarà cotta, una focaccia non lievitata dal canestro, e una schiacciata senza lievito e le porrà sulle mani del nazireo dopo che questi si sarà raso il capo consacrato.

Il sacerdote lo agiterà come offerta da farsi secondo il rito dell' agitazione, da farsi davanti al Signore; è cosa santa che appartiene al sacerdote, insieme con il petto dell' offerta da agitare ritualmente e con la spalla dell' offerta da elevare ritualmente.  Dopo il nazireo potrà bere il vino.

Questa è la legge per chi ha fatto voto di nazireato, tale è la sua offerta al Signore per il nazireato, oltre a quello che i suoi mezzi gli permetteranno di fare. Egli si comporterà secondo il voto che avrà fatto in base alla legge del suo nazireato. "

 

Il Signore ingiunse a Mose': "Parla ad Aronne e ai suoi figli e riferisci loro: Voi benedirete così gli Israeliti, direte loro:

Ti benedica il Signore

e ti protegga.

Il Signore faccia brillare

il suo volto su di te

e ti sia propizio.

Il Signore rivolga su di te il suo volto

e ti conceda pace.

Così porranno il mio nome

fra gli Israeliti

e io li benedirò.

 

CONSACRAZIONE  DEL  SANTUARIO

E  OFFERTE

 

 

7.   Quando Mose' ebbe finito di erigere la Dimora e l' ebbe unta e consacrata con tutti i suoi arredi e li ebbe unti e consacrati, i capi di Israele, capi dei loro casati paterni, che erano capitribù e avevano presieduto al censimento, presentarono una offerta e la portarono davanti al Signore: sei carri e dodici buoi, cioè un carro per due capi e un bue per ogni carro e li offrirono davanti alla Dimora.

Il Signore disse a Mose': prendili da loro per impiegarli al servizio della tenda del convegno e assegnarli ai leviti, a ciascuno secondo il suo servizio."

Mose' prese dunque i carri e i buoi e li diede ai leviti.

Diede due carri e quattro buoi ai figli di Gherson, secondo il loro servizio; diede quattro carri e otto buoi ai figli di Merari, secondo il loro servizio, sotto la sorveglianza di Itamar figlio del sacerdote Aronne, ma ai figli di Keat non ne diede perchè avevano il servizio degli oggetti sacri e dovevano portarli sulle spalle.

I capi presentarono l' offerta per la dedicazione dell' altare il giorno in cui esso fu unto, i capi presentarono l' offerta uno per giorno per la dedicazione dell' altare.

Colui che presentò l' offerta il primo giorno fu Nacason, figlio di Amminadab della tribù di Giuda. La sua offerta fu un piatto d' argento del peso di centotrenta sicli, un vassoio d' argento di settanta sicli secondo il siclo del santuario, tutti e due pieni di fior di farina intrisa di olio per l' oblazione; una coppa d' oro piena di profumo, di dieci sicli, un giovenco, un ariete un agnello dell' anno per l' olocausto, un capro per il sacrificio espiatorio e per  il sacrificio di comunione due buoi, cinque arieti, cinque capri, cinque agnelli dell' anno.

Tale fu l' offerta di Nacason figlio di Amminadab.

Il secondo giorno Netaneel figlio di Suar, capo di Issacar presentò l' offerta. Offrì un piatto d' argento del peso di centotrenta sicli, un vassoio d' argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, tutti e due pieni di fior di farina intrisa di olio per l' oblazione, una coppa d' oro di dieci sicli piena di profumo, un giovenco, un ariete, un agnello dell' anno per l' olocausto; un capro per il sacrificio espiatorio e per il sacrificio di comunione due buoi, cinque arieti, cinque capri, cinque agnelli dell' anno. Tale fu l' offerta di Nataeel figlio di Suar.

Il terzo giorno fu Eliab, figlio di Chelon, capo dei figli di Zabulon.La sua offerta fu un piatto d' argento del peso di centotrenta sicli, un vassoio d' argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, tutti due pieni di fior di farina intrisa di olio per l' oblazione, una coppa d'oro di dieci sicli piena di profumo, un giovenco, un ariete, un agnello dell' anno per l' olocausto, un capro per il sacrificio espiatorio e per il sacrificio di comunione due buoi, cinque arieti, cinque capri, cinque agnelli dell' anno. Tale fu l' offerta di Eliab figlio di Chelon.

Il quarto giorno fu Elisur, figlio di Sedeur capo dei figli di Ruben. La sua offerta fu un piatto d' argento del peso di centotrenta sicli, un vassoio d' argento di settanta sigli, secondo il siclo del santuario, tutti e due pieni di fior di farina intrisa in olio per l' oblazione, una coppa d' oro di dieci sicli piena di profumo, un giovenco, un ariete un agnello dell' anno per l' olocausto, un capro per il sacrificio espiatorio e per il sacrificio di comunione due buoi, cinque capri, cinque agnelli dell' anno.

Tale fu l' offerta di Elisur figlio di Sedeur.

Il quinto giorno fu Selumiel, figlio di Serisaddai capo dei figli di Simeone. La sua offerta fu un piatto d' argento del peso di centotrenta sicli, un vassoio d' argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, tutti e due pieni di fior di farina intrisa di olio per l' oblazione, una coppa d' oro di dieci sicli piena di profumo , un giovenco, un ariete, un agnello dell' anno per l' olocausto, un capro per il sacrificio espiatorio e per il sacrificio di comunione due buoi, cinque arieti, cinque capri, cinque agnelli  dell' anno. Questa fu l' offerta di Selumiel figlio di Surisaddai.

Il sesto giorno fu Eliasaf, figlio di Deuel, capo dei figli di Gad.

La sua offerta fu un piatto d' argento del peso di centotrenta sicli, un vassoio d' argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, tutti e due pieni di fior di farina intrisa di olio per l' oblazione, una coppa d' oro di dieci sicli piena di profumo, un giovenco, un ariete, un giovenco dell' anno per l' olocausto, un capro per il sacrificio espiatorio e per il sacrificio di comunione due buoi, cinque arieti, cinque capri, cinque agnelli dell' anno. Tale fu l' offerta di Eliasaf figlio di Deuel.

Il settimo giorno fu Elisama figlio di Ammiud capo dei figli di Efraim.

La sua offerta fu di un piatto d' argento del peso di centotrenta sicli, un vassoio d' argento del peso di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, tutti e due pieni di fior di farina intrisa in olio per l' oblazione, una coppa d' oro di dieci sicli piena di profumo, un giovenco, un ariete, un agnello dell' anno per l' olocausto, un capro per il sacrificio espiatorio e per il sacrificio di comunione due buoi, cinque arieti, cinque capri, cinque agnelli dell' anno. Tale fu l' offerta di Elisama, figlio di Ammiud.

L' ottavo giorno fu Gamliel figlio di Pedasur capo dei figli di Manasse.

La sua offerta fu  un piatto d' argento del peso di centotrenta sicli, un vassoio d' argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, tutti e due pieni di fior di farina intrisa in olio per l' oblazione, una coppa d' oro di dieci sicli piena di profumo, un giovenco, un ariete, un agnello dell' anno per l' olocausto, un capro per il sacrificio espiatorio e per i sacrifici di comunione due buoi, cinque arieti, cinque capri, cinque agnelli dell' anno . Tale fu l' offerta di Gamliel, figlio di Pedasur.

Il nono giorno fu Abisan, figlio di Ghideoni, capo dei figli di Beniamino.

La sua offerta fu di un piatto d' argento del peso di centotrenta sicli, di un vassoio d' argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, tutti e due pieni di fior di farina intrisa in olio per l' oblazione, una coppa d' olio  di dieci sicli piena di profumo, un giovenco, un ariete, un agnello dell' anno per l' olocausto, un capro per il sacrificio espiatorio e per il sacrificio di comunione, due buoi, cinque arieti, cinque capri, cinque agnelli dell' anno. Tale fu l' offerta di Abisan, figlio di Ghideoni.

Il decimo giorno fu Achiezer, figlio di Ammisaddai capo dei figli di Dan.

La sua offerta fu di un piatto d' argento del peso di centotrenta sicli, un vassoio d' argento di settanta sicli, secondo il siclo dl santuario, tutti e due pieni di fior di farina intrisa in olio, per l' oblazione, una coppa d' oro di dieci sicli piena di profumo, un giovenco, un ariete, un agnello dell' anno per l' olocausto, un capro per il sacrificio espiatorio e per il sacrificio di comunione due buoi, cinque arieti, cinque capri, cinque agnelli dell' anno. Tale fu l' offerta di Achiezer, figlio di Ammisaddai.

L' undicesimo giorno fu Paghiel, figlio di Ocran, capo dei figli di Aser.

La sua offerta fu di un piatto d' argento del peso di centotrenta sicli, un vassoio d' argento di settanta sicli, secondo il siclo dl santuario, tutti e due pieni di fior di farina intrisa in olio, per l' oblazione, una coppa d' oro di dieci sicli piena di profumo, un giovenco, un ariete, un agnello dell' anno per l' olocausto, un capro per il sacrificio espiatorio e per il sacrificio di comunione due buoi, cinque arieti, cinque capri, cinque agnelli dell' anno. Tale fu l' offerta di Paghiel, figlio di Ocran.

Il decimosecondo giorno fu Achira, figlio di Enan, capo del figli di Neftali.

La sua offerta fu di un piatto d' argento del peso di centotrenta sicli, un vassoio d' argento di settanta sicli, secondo il siclo dl santuario, tutti e due pieni di fior di farina intrisa in olio, per l' oblazione, una coppa d' oro di dieci sicli piena di profumo, un giovenco, un ariete, un agnello dell' anno per l' olocausto, un capro per il sacrificio espiatorio e per il sacrificio di comunione due buoi, cinque arieti, cinque capri, cinque agnelli dell' anno. Tale fu l' offerta di Achira, figlio di Enan.

 

Questi furono i doni per la dedicazione dell' altare da parte dei capi d' Israele nel giorno in cui esso fu unto: dodici piatti d' argento, dodici vassoi d' argento, dodici coppe d' oro. Ogni piatto d' argento pesava centotrenta sicli e ogni vassoio d' argento settanta; il totale dell' argento dei vasi fu di duemilaquattrocento sicli, secondo il siclo del santuario, dodici coppe d' oro piene di profumo le quali, a dieci sicli per coppa, secondo il siclo del santuario, diedero per l' oro delle coppe un totale di centoventi sicli.

Totale del bestiame per l' olocausto: dodici giovenchi, dodici arieti, dodici agnelli dell' anno, con le oblazioni consuete, e dodici capri per il sacrificio espiatorio.

Totale del bestiame per il sacrificio di comunione, ventiquattro giovenchi, sessanta arieti, sessanta capri, sessanta arieti dell' anno.

Questi furono i doni per la dedicazione dell' altare, dopo che questo fu unto.

Quando Mose' entrava nella tenda del convegno per parlare con il Signore, udiva la voce che gli parlava dall' alto del coperchio che è sull' arca della Testimonianza fra i due cherubini; il Signore gli parlava.

 

IL  CANDELABRO

 

8.   Il Signore disse ancora a Mose': "Parla ad Aronne e riferisci: Quando collocherai le lampade, le sette lampade dovranno proiettare le luce davanti al candelabro. "

Aronne fece così: collocò le lampade in modo che facessero luce davanti al candelabro, come il Signore aveva ordinato a Mose'. Il candelabro aveva questa fattura: era d' oro lavorato a martello, dal suo fusto alle sue corolle era un solo lavoro a martello.

Mose' aveva fatto il candelabro secondo la figura che il Signore gli aveva mostrato.

 

PURIFICAZIONE  E  PRESENTAZIONE  DEI  LEVITI

 

Il Signore disse a Mose': "Prendi i leviti, fra gli Israeliti, e purificali.

 

r purificarli farai così: li aspergerai con l' acqua dell' espiazione, farai passare il rasoio su tutto il loro corpo, laveranno le loro vesti e si purificheranno. Poi prenderanno un giovenco con  l' oblazione consueta di fior di farina in olio e tu prenderai un altro giovenco per il sacrificio espiatorio. Farai passare i leviti davanti alla tenda del convegno e convocherai tutta la comunità degli Israeliti.

Farai avvicinare i leviti davanti al Signore e gli Israeliti porranno le mani sui leviti. Aronne presenterà i leviti come offerta da farsi con il rito di agitazione davanti al Signore da parte degli Israeliti, ed essi faranno il servizio del Signore.

Poi i leviti porranno le mani sulla testa dei giovenchi e tu ne offrirai uno in sacrificio espiatorio e l' altro in olocausto al Signore, per fare il rito espiatorio per i leviti. Farai stare i leviti davanti ad Aronne e davanti ai suoi figli e li presenterai come offerta da farsi con il rito di agitazione in onore del Signore. Così separerai i leviti dagli Israeliti, e i leviti saranno miei.

Dopo i leviti verranno a fare il servizio nella tenda del convegno, tu li purificherai e li presenterai come un' offerta fatta con la rituale agitazione, poichè mi sono tutti dediti tra gli Israeliti, io li ho presi con me invece di quanti nascono per primi dalla madre, invece dei primogeniti fra tutti gli Israeliti.

Poichè tutti i primogeniti degli Israeliti, tanto degli uomini, quanto del bestiame, sono miei, io me li sono consacrati il giorno in cui  percossi tutti i primogeniti del Paese d' Egitto. Ho preso i leviti invece di tutti i primogeniti degli Israeliti. Ho dato in dono ad Aronne e ai suoi figli i leviti tra gli Israeliti, perchè facciano il servizio degli Israeliti nella tenda del convegno e perchè compiano il rito espiatorio per gli Israeliti, perchè nessun flagello colpisca gli Israeliti qualora gli Israeliti si accostino al santuario. "

Così fecero Mose' e Aronne e tutta la comunità degli Israeliti per i leviti, gli Israeliti fecero per i leviti quanto il Signore aveva ordinato a Mose' a loro riguardo.

I leviti si purificarono e lavarono le loro vesti; Aronne li presentò come una offerta da agitare secondo il rito davanti al Signore, e fece l' espiazione, e fece l' espiazione per essi, per purificarli.

Dopo i leviti vennero a fare l' offerta nella tenda del convegno alla presenza di Aronne e del suoi figli. Come il Signore aveva ordinato a Mose' per i leviti. così si fece per loro.

 

Il Signore parlò a Mose': "questo riguarda i leviti: da venticinque anni in su il levita entrerà a far parte della squadra per il servizio nella tenda del convegno. Dall' età di cinquanta si ritirerà dalla squadra per il servizio della tenda del convegno. Dall' età di cinquant' anni si ritirerà dalla squadra del servizio e non servirà più. Aiuterà i suoi fratelli nella tenda del convegno sorvegliando ciò che è affidato alla loro custodia, ma non farà più servizio.

Farai così per i leviti, per quel che riguarda i loro uffici. "

 

CELEBRAZIONE  DELLA  PASQUA

E  PARTENZA

 

9.   Il Signore parlò ancora a Mose' nel deserto del Sinai, il primo mese del secondo anno da quando uscirono dal Paese d' Egitto, dicendo: "Gli Israeliti celebreranno la Pasqua nel tempo stabilito.

La celebrerete nel tempo stabilito, il quattordici di questo mese tra le due sere; la celebrerete secondo le mie leggi e secondo tutte le prescrizioni e le usanze. "

Mose' parlò agli Israeliti perchè celebrassero la Pasqua . Essi celebrarono la Pasqua il quattordici del primo mese, al tramonto, nel deserto del Sinai; gli Israeliti agirono secondo tutti gli ordini che il Signore aveva dato a Mose'.

 

Ora, c' erano alcuni uomini che, essendo immondi per aver toccato un morto, non potevano celebrare la Pasqua in quel giorno. Si presentarono in quello stesso giorno davanti a Mose' e davanti ad Aronne.

Quegli uomini dissero a Mose': "Noi siamo immondi per aver toccato un cadavere, perchè dovremmo essere impediti di presentare l' offerta al Signore, al tempo stabilito, in mezzo agli Israeliti ? "

Mose' rispose loro: "Aspettate e vedrò quello che il Signore ordinerà a vostro riguardo.

Il Signore disse a Mose': "Parla agli Israeliti e ordina loro: Se uno di voi o uno dei vostri discendenti sarà immondo per il contatto con un cadavere, o sarà lontano, in viaggio, potrà ugualmente celebrare la Pasqua in onore del Signore. La celebreranno il quattordici del secondo mese, al tramonto; mangeranno la vittima pasquale con pane azzimo e con erbe amare; non ne serberanno alcun resto fino al mattino e non ne spezzeranno alcun osso secondo tutte le leggi della Pasqua.

Ma chi è mondo e non in viaggio, se si astiene dal celebrare la Pasqua sarà eliminato dal suo popolo perchè non ha presentato l'offerta al suo popolo nel tempo stabilito: quell' uomo porterà la pena del suo peccato.

Se uno straniero che soggiorna in mezzo a voi  celebra la Pasqua del Signore si conformerà alle leggi e alle prescrizioni della Pasqua.

Avrete un' unica legge per lo straniero0 e per il nativo del Paese. "

 

 LA  NUBE

 

Nel giorno in cui la Dimora fu eretta la nube coprì la Dimora ossia  la tenda della Testimonianza; alla sera essa aveva l' aspetto di un fuoco che durava fino alla mattina. Così avveniva sempre: la nube copriva la Dimora e di notte aveva l' aspetto del  fuoco.

Tutte le volte che la nube si alzava sopra la tenda, gli Israeliti si mettevano in cammino; dove la nuvola si fermava, in quel luogo gli Israeliti si accampavano.

Gli Israeliti si mettevano in cammino per ordine del Signore e per ordine del Signore si accampavano, rimanevano accampati finchè la nube restava sulla Dimora.

Quando la nube rimaneva per molti giorni sulla Dimora, gli Israeliti osservavano la prescrizione del Signore e non partivano. Se la nube rimaneva per pochi giorni sulla Dimora, per ordine del Signore rimanevano  accampati e per ordine del Signore levavano il campo.

Se la nube si fermava dalla sera al mattino e si alzava la mattina, subito riprendevano il cammino; o se dopo un giorno e una notte la nube si alzava, allora riprendevano il cammino.

Se la nube rimaneva ferma sulla Dimora due giorni, o un mese o un anno, gli Israeliti rimanevano accampati e non partivano, ma quando si alzava, levavano il campo.

Per ordine del Signore si accampavano e per ordine del Signore levavano il campo; osservavano le prescrizioni del Signore secondo l' ordine dato dal Signore per mezzo di Mose'.

 

LE  TROMBE

 

10.   Il Signore disse ancora a Mose': "Fatti due trombe d' argento, le farai lavorare a martello e ti serviranno per convocare la comunità e per levare l' accampamento. Al suono di esse tutte la comunità di radunerà presso di te all' ingresso della tenda del convegno.

Al suono di una tromba sola, i principi,  i capi, le migliaia d' Israele converranno presso di te. Quando suonerete uno squillo di acclamazione gli accampamenti che sono a levante si metteranno in cammino.

Quando suonerete una seconda volta lo squillo di acclamazione, gli accampamenti che si trovano a mezzogiorno si metteranno in cammino, si suoneranno squilli di acclamazione quando dovranno mettersi in cammino.

Quando dovrà essere convocata la comunità suonerete, ma non uno squillo di acclamazione.

I sacerdoti figli di Aronne suoneranno le trombe, sarà una legge perenne per voi e per i vostri discendenti.

Quando nel vostro Paese andrete in guerra contro il nemico che vi attaccherà, suonerete le trombe con squilli di acclamazione e sarete ricordati dal Signore vostro Dio e sarete liberati dai vostri nemici.

 

 

Così anche nei vostri giorni di gioia, nelle vostre solennità e al principio dei vostri mesi, suonerete le trombe quando offrirete olocausti e sacrifici di comunione, esse vi risponderanno davanti al vostro Dio. Io sono il Signore vostro Dio. "

 

DAL  SINAI  A  MOAB: 

PARTENZA

 

Il secondo anno, il secondo mese, il venti del mese, la nube si alzò sopra la Dimora della Testimonianza.

Gli Israeliti partirono dal deserto dei Sinai secondo il loro ordine di marcia. La nube si fermò nel deserto di Paran. Così si misero in cammino la prima volta, secondo l' ordine che il Signore aveva dato, per mezzo di Mose'.

Per prima si mosse l' insegna dell' accampamento dei figli di Giuda, diviso secondo le loro schiere. Nacason, figlio di Amminadab comandava la schiera di Giuda.

Netaneel, figlio di Suar, comandava la schiera della tribù dei figli di Issacar. Eliaf, figlio di Chelon, comandava la schiera dei figli di Zabulon. La Dimora fu smontata e i figli di Gherson e i figli di Merari si misero in cammino portando la Dimora.

Poi si mosse l' insegna dell' accampamento di Ruben, diviso secondo le sue schiere. Elisur, figlio di Sedeur comandava la schiera di Ruben.

Selumiel, figlio di Surisaddai comandava la schiera della tribù dei figli di Simeone.

Eliasaf, figlio di Deuel comandava la schiera della tribù dei figli di Gad. Poi si mossero i keatiti portando gli oggetti sacri; gli altri dovevano erigere la Dimora prima che questi arrivassero.

Poi si mosse l' insegna dell' accampamento dei figli di Efraim. Gamliel, figlio di Pedasur comandava la schiera dei figli di Manasse.

Abidjan, figlio di Ghideoni comandava la schiera dei figli di Beniamino. Poi si mosse l' insegna dell' accampamento dei figli di Dan, diviso secondo le sue schiere, formando la retroguardia di tutti gli accampamenti. Achiezer, figlio di Ammisaddai comandava la schiera dei figli di Dan.

Paghiel, figlio di Ocran comandava la schiera della tribù dei figli di Aser e Achira, figlio di Enan comandava la schiera della tribù dei figli di Neftali.

Questo era l' ordine con cui gli Israeliti si misero in cammino secondo le loro schiere. Così levarono l' accampamento.

 

Mose' disse a Obab, figlio di Reuel, Medianita, suocero di Mose': "Noi stiamo per partire verso il luogo del quale il Signore ha detto: Io ve lo darò in possesso. Vieni con noi e ti faremo del bene, perchè il Signore ha promesso di fare il bene a Israele. "

Gli rispose: "Io non verrò, ma tornerò nel mio paese, dai miei parenti. "

Mose' disse: "Non ci lasciare, perchè tu conosci i luoghi dove ci accamperemo nel deserto e sarai per noi come gli occhi. Se vieni con noi, qualunque bene il Signore farà a noi, noi lo faremo a te. "

Così partirono dal monte del Signore e fecero tre giornate di cammino, l'arca dell' alleanza del Signore li precedeva durante le tre giornate di cammino, per cercare loro un luogo di sosta. La nube del Signore era sopra di loro da quando erano partiti.

Quando l' arca partiva, Mose' diceva:  Sorgi Signore ! E siano dispersi i tuoi nemici, e fuggano da te coloro che ti odiano. "

Quando si posava, diceva: "Torna Signore alle miriadi di migliaia di Israele. "

 

DAL  SINAI  A  PARAN

MORMORAZIONI

 

11.   Ora il popolo cominciò a lamentarsi malamente agli occhi del Signore. Li udì il Signore e il suo sdegno si accese e il fuoco del Signore divampò in mezzo a loro e  divorò l' estremità dell' accampamento.

Il popolo gridò a Mose'; Mose' pregò il Signore e il fuoco si spense.

Quel luogo fu chiamato Tabera, perchè il fuoco del Signore era divampato in mezzo a loro.

 

LE   QUAGLIE

 

La gente raccogliticcia  ch era fra il popolo, fu presa da bramosia, ma di cibo; anche gli Israeliti ripresero a lamentarsi e a dire: "Chi ci potrà dare carne da mangiare ? Ci ricordiamo dei pesci che mangiavamo in Egitto gratuitamente, dei cocomeri, dei meloni, dei porri, delle cipolle e dell' aglio. Ora la nostra vita inaridisce; non c'è più nulla, i nostri occhi non vedono altro che questa manna.

La manna era simile al seme del coriandolo e aveva l' aspetto della resina odorosa. Il popolo andava attorno a raccoglierla; poi la riduceva in farina con la macina o la pestava nel mortaio; la faceva cuocere nelle pentole e ne faceva focacce; aveva il sapore di pasta all' olio.

Quando alla notte cadeva la rugiada sul campo, cadeva anche la manna.

Mose' udì il popolo che si lamentava in tutte le famiglie, ognuno all' ingresso della propria tenda; lo sdegno del Signore divampò e la cosa dispiacque anche a Mose'.

Mose' disse al Signore: "Perchè hai trattato male il tuo servo ? Perchè non ho trovato grazia ai tuoi occhi, tanto che mi hai gravato col peso di tutto questo popolo ? L' ho forse concepito io tutto questo popolo ? O l' ho forse  messo al mondo io perchè tu mi dica: Portalo in grembo, come la balia porta il bambino lattante, fino il Paese che tu hai promesso, con giuramento, ai tuoi padri ? Da dove prenderai la carne da dare a tutto questo popolo ? Perchè si lamenta dietro di me dicendo : Dacci da mangiare carne !  Io non posso da solo portare il peso di tutto questo popolo; è un peso troppo grave per me. Se mi devi trattare così, fammi morire piuttosto, fammi morire se ho trovato grazia ai tuoi occhi; che io non veda più la mia sventura ! "

Il Signore disse a Mose': "Radunami settanta uomini fra gli anziani d' Israele, conosciuti da te fra gli anziani del popolo e come loro scribi; conducili alla tenda del convegno; che si presentino con te. Io scenderò e parlerò in quel luogo con te; prenderò lo spirito che è su di te, per metterlo su di loro, perchè portino con te il carico del popolo, e tu non lo porti più da solo.

Dirai al popolo: Santificatevi per domani e mangerete carne, perchè avete pianto agli orecchi del Signore dicendo: Chi ci fa mangiare carne ? Stavamo così bene in Egitto ! Ebbene, il Signore vi darà carne e voi ne mangerete. Ne mangerete non per un giorno, non per due giorni, non per cinque giorni, non per dieci giorni, non per venti giorni, ma per un mese intero, finchè vi esca dalle narici e vi venga a noia, perchè avete respinto il Signore che è in mezzo a voi e avete pianto davanti a lui dicendo; Perchè siamo usciti dall' Egitto ? "

Mose' disse: "Questo popolo, in mezzo al quale mi trovo, conta seicentomila adulti, e tu dici: Vi darò loro la carne e ne mangeranno  per un mese intero ! Si possono uccidere per loro greggi e armenti in modo che ne abbiano abbastanza ? O si radunerà per loro tutto il pesce del mare in modo che ne abbiano abbastanza ? "

Il Signore rispose a Mose': "Il braccio del Signore è forse raccorciato ? Ora vedrai se la parola che ti ho detta si realizzerà o no. "

Mose' dunque uscì e riferì al popolo le parole del Signore. Radunò settanta uomini fra gli anziani del popolo e li pose intorno alla tenda del convegno.

Allora il Signore scese nella nube e gli parlò: prese lo spirito che era su di lui e lo infuse sui settanta anziani: quando lo spirito si fu posato su di essi, essi profetizzarono, ma non lo fecero più in seguito.

Intanto due uomini, uno chiamato Eldad, e l' altro Medad erano rimasti nell' accampamento e lo spirito si posò su di essi; erano fra gli iscritti, ma non erano usciti per andare alla tenda; si misero a profetizzare nell' accampamento.

Un giovane corse a riferire la cosa a Mose' e disse: "Eldad e Medad profetizzano nell' accampamento. "

Allora Giosuè, figlio di Nun, che dalla sua giovinezza era al servizio di Mose', disse: "Mose', signor mio, impediscili ! "

Ma Mose' gli rispose: "Tu sei geloso per me ? Fossero tutti  profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore dare loro il suo spirito ! "

Mose' si ritirò nell' accampamento insieme con gli anziani d' Israele.

 

Intanto si era alzato un vento, per ordine del Signore, e portò quaglie dalla parte del mare, e le fece cadere presso l' accampamento, sulla distesa di circa una giornata di cammino da un lato, e una giornata di cammino dall' altro, intorno all' accampamento e a una altezza di circa due cubiti sulla superficie del suolo.
Il popolo si alzò, e tutto quel giorno, e tutta la notte, e tutto il giorno dopo raccolse quaglie. Chi ne raccolse meno ne ebbe dieci homer, le distesero intorno all' accampamento.

Avevano ancora la carne fra i denti e non l' avevano ancora masticata quando lo sdegno del Signore si accese contro il popolo e il Signore percosse il popolo con una gravissima piaga.

Quel luogo fu chiamato Kibrot - Taava, perchè qui fu sepolta la gente che si era lasciata dominare dall' ingordigia.

Da Kibrot - Taava il popolo partì per Caserot e a Caserot fece sosta.

 

MOSE'  E  LA  SUA  FAMIGLIA

 

12.   Maria e Aronne parlarono contro Mose' a causa della donna etiope che aveva sposata, infatti aveva sposato una etiope.

Dissero: "il Signore ha soltanto parlato per mezzo di Mose' ? Non ha parlato anche per mezzo nostro ? "

Il Signore udì. Ora Mose' era un uomo molto mansueto, più di chiunque altro sulla terra.

Il Signore disse subito a Mose', ad Aronne e a Maria: "Uscite tutti e tre e andate alla tenda del convegno. "

Uscirono tutti e tre. Il Signore allora scese in una colonna di nube, si fermò alla tenda e chiamò Aronne e Maria.

I due si fecero avanti. Il Signore disse: "Ascoltate le mie parole ! Se ci sarà un contro profeta, io in visione a lui mi rivelerò, in sogno parlerò con lui.

Non così per il mio servo Mose': egli è l' uomo di fiducia in tutta la mia casa. Bocca a bocca parlo con lui in visione, e non con enigmi, ed egli guarda l' immagine del Signore.

Perchè non avete temuto di parlare contro il mio servo Mose' ? "

L' ira del Signore si accese contro di loro ed Egli se ne andò; la nuvola si ritirò di sopra alla tenda, ed ecco Maria era lebbrosa, bianca come la neve.

Aronne guardò Maria, ed ecco era lebbrosa.

Aronne disse a Mose': "Signor mio, non addossarci la pena del peccato che abbiamo stoltamente commesso, essa non sia come il bambino nato morto, la cui carne è già mezzo consumata quando esce dal seno della madre. "

Mose' gridò al Signore: "Guariscila Dio ! Il Signore rispose a Mose': "Se suo padre le avesse sputato in viso, non ne porterebbe essa vergogna per sette giorni ? Stia dunque isolata, fuori dall' accampamento per sette giorni; poi vi sarà di nuovo ammessa. "

Maria dunque rimase isolata, fuori dall' accampamento, per sette giorni; il popolo non riprese il cammino finchè Maria non fu riammessa nell' accampamento. Poi il popolo partì da Caserot e si fermò nel deserto di Paran.

 

ESPLORAZIONE  DI  CANAAN

 

13.   Il Signore disse a Mose': "Manda uomini a esplorare il paese di Canaan che sto per dare agli Israeliti.  Mandate un uomo per ogni tribù dei loro padri, siano tutti dei loro capi.

Mose' li mandò nel deserto di Paran, secondo il comando del Signore; quegli uomini erano tutti capi degli Israeliti.

Questi erano i loro nomi: per la tribù di Ruben, Sammua figlio di Zaccur; per la tribù di Simeone, Safat figlio di Cori; per la tribù di Giuda, Caleb figlio di Iefunne; per la tribù di Issacar, Igheal figlio di Giuseppe; per la tribù di Efraim, Osea figlio di Nun; per la tribù di Beniamino, Palti figlio di Rafu; per la tribù di Zabulon, Gaddiel figlio di Sodi; per la tribù di Giuseppe, cioè per la tribù di Manasse, Gaddi figlio di Susi; per la tribù di Dan, Ammiel figlio di Ghemalli; per la tribù di Aser Setur figlio di Michele; per la tribù di Neftali, Nacbi figlio di Vofsi; per la tribù di Gad, Gheuel figlio di Machi.

Questi sono i nomi degli uomini che Mose' mandò a esplorare il paese. Mose' dunque li mandò a esplorare il paese di Canaan e disse loro: "Salite attraverso il Negheb, poi salirete alla regione montana e osserverete che paese sia, che popolo l' abiti, se sia forte o debole, se poco o molto numeroso, come sia la regione che esso abita, se buona o cattiva, e come sia la città dove abita, se siano accampamenti o luoghi fortificati, come sia il terreno, se fertile o sterile, se vi siano alberi o no. Siate coraggiosi e portate frutti del paese. "

Era il tempo in cui cominciava a maturare l' uva.

 

Quelli dunque salirono ed esplorarono il paese dal deserto di Zin, fino a Recob, in direzione di Camat.  Salirono attraverso il Negheb e andarono fino a Ebron, dove erano Achiman, Sesai e Talmai, figli di Anak. Ora, Ebron era stata edificata sette anni prima di Tanis, in Egitto.

Giunsero fino alla valle di Escol, dove tagliarono un tralcio con un grappolo d' uva, che portarono in due con una stanga, e presero anche melagrane e fichi. Quel luogo fu chiamato valle di Escol a causa del grappolo d' uva che gli Israeliti vi tagliarono.

Alla fine dei quaranta giorni tornarono dalla esplorazione del paese e andarono a trovare Mose' e Aronne e tutta la comunità degli Israeliti nel deserto di Paran, a Kades. Riferirono ogni cosa a loro e a tutta la comunità e mostrarono loro i frutti del paese.

Raccontarono: "Noi siamo arrivati nel paese dove tu ci avevi mandati ed è davvero un paese dove scorre latte e miele, ecco i suoi frutti.

Ma il popolo che abita il paese è potente, le città sono fortificate e immense, e vi abbiamo anche visto i figli di Anak.

Gli amaleciti abitano la regione del Negheb, gli Hittiti, i Gebusei, e gli Amorrei le montagne; i Cananei abitano presso il mare e lungo la riva del Giordano. "

Saleb calmò il popolo che mormorava contro Mose' e disse: "Andiamo presto e conquistiamo il paese, perchè certo potremo riuscirci. "

Ma gli uomini che erano andati con lui dissero: "Noi non saremo capaci di andare contro questo popolo, perchè è più forte di noi. "

Screditarono presso gli Israeliti il paese che avevano esplorato, dicendo: "Il paese che abbiamo attraversato per esplorarlo è un paese che divora i suoi abitanti, tutta la gente che vi abbiamo notata è gente di alta statura; vi abbiamo visto i giganti, figli di Anak, della razza dei giganti, di fronte ai quali ci sembrava di essere come locuste, e così dovevamo sembrare a loro. "

 

INSUBORDINAZIONE  DEL  POPOLO

 

14.   Allora tutta la comunità alzò la voce e diede in alte grida, il popolo pianse tutta quella notte. Tutti gli Israeliti mormoravano contro Mose' e contro Aronne e tutta la comunità disse loro: "Oh, fossimo morti nel Paese d' Egitto, o fossimo morti in questo deserto ! E perchè il Signore ci conduce in quel paese per cadere di spada ? Le nostre mogli e i nostri bambini saranno preda. Non sarebbe meglio per noi tornare in Egitto ? "

Si dissero l' un l' altro: "Diamoci un capo e torniamo in Egitto. "

Allora Mose' e Aronne si prostrarono a terra dinanzi a tutta la comunità riunita degli Israeliti.

Giosue' figlio di Nun, e Caleb figlio di Iefunne, che erano fra coloro che avevano esplorato il paese, si stracciarono le vesti e parlarono così a tutta la comunità degli Israeliti: "Il paese che abbiamo attraversato per esplorarlo è un paese molto buono. Se il Signore ci è favorevole ci introdurrà in quel paese e ce lo darà. E' un paese dove scorre latte e miele. Soltanto, non vi ribellate al Signore e non abbiate paura del popolo del paese; e pane per noi e la loro difesa li ha abbandonati, mentre il Signore è con noi; non ne abbiamo paura. "

Allora tutta la comunità parlò di lapidarli; ma la Gloria del Signore apparve sulla tenda del convegno a tutti gli Israeliti.

Il Signore disse a Mose': "Fino a quando mi disprezzerà questo popolo ? E fino a quando non avranno fede in me dopo tutti i miracoli che ho fatti in mezzo a loro ? Io lo colpirò con la peste e lo distruggerò, ma farò di te una nazione più grande e più potente di esso. "

Mose' disse al Signore: "Ma gli Egiziani hanno saputo che tu hai fatto uscire questo popolo con la tua potenza e lo hanno detto agli abitanti di questo paese. Essi hanno udito che tu, o Signore, sei in mezzo a questo popolo e ti mostri loro faccia a faccia, che la tua nube si ferma sopra di loro e che tu cammini davanti a loro di giorno in una colonna di nube e di notte in una colonna di fuoco. Ora, se tu fai perire questo popolo come un solo uomo, le nazioni che hanno udito la tua fama diranno: Siccome il Signore non è stato in grado di far entrare questo popolo nel paese che aveva giurato di dargli, li ha ammazzati nel deserto. Ora si mostri la potenza del mio Signore, perchè tu hai detto: Il Signore è lento all' ira e grande in bontà, perdona la colpa e la ribellione, ma non lascia senza punizione; castiga la colpa del padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione. Perdona l' iniquità di questo popolo secondo la grandezza della tua bontà, così come hai perdonato a questo popolo dall' Egitto fin qui. "

Il Signore disse: "Ho perdonato come mi hai chiesto, ma per la mia vita, com' è vero che tutta la terra sarà piena della gloria del Signore, tutti gli uomini che hanno visto la mia gloria e i prodigi compiuti in Egitto e nel deserto, e tuttavia mi hanno messo alla prova già dieci volte e non hanno obbedito alla mia voce, certo non vedranno il paese che ho giurato di dare ai loro padri.

Nessuno di quelli che mi hanno disprezzato lo vedrà, ma il mio servo Caleb che è stato animato da un altro spirito e mi ha seguito fedelmente, io lo introdurrò nel paese dove è andato, la sua stirpe lo possiederà.

Gli Amaleciti e i Cananei abitano nella valle; domani tornate indietro, incamminatevi verso il deserto per la via del Mar Rosso. "

Il Signore disse ancora a Mose' e ad Aronne: "Fino a quando sopporterò io questa comunità malvagia che mormora contro di me ? Io ho udito le lamentele degli Israeliti contro di me. Riferisci loro: Per la mia vita, dice il Signore, io vi farò quello che ho sentito dire da voi. I vostri cadaveri cadranno in questo deserto. Nessuno di voi, di quanti siete stati registrati dai vent' anni in su e avete mormorato contro di me, potrà entrare nel paese nel quale ho giurato di farvi abitare, se no Caleb, figlio di Iefunne e Giosue' figlio di Nun.

I vostri bambini, dei quali avete detto che sarebbero diventati una preda di guerra, quelli ve li farò entrare, essi conosceranno il paese che voi avete disprezzato.

Ma i vostri cadaveri cadranno in questo deserto. I vostri figli saranno nomadi nel deserto per quarant' anni e porteranno il peso delle vostre infedeltà, finchè tutti i cadaveri siano tutti quanti nel deserto.

Secondo il numero dei giorni che avete impiegato per esplorare il paese, quaranta giorni, sconterete le vostre iniquità per quarant' anni, un anno per ogni giorno, e conoscerete la mia ostilità. Io, il Signore, ho parlato. Così agirò con tutta questa comunità malvagia che si è riunita contro di me: in questo deserto saranno annientati e qui moriranno. "

Gli uomini che Mose' aveva mandato ad esplorare il paese e che, tornati, avevano fatto mormorare tutta la comunità contro di lui, diffondendo il discredito nel paese, quegli uomini che avevano propagato cattive voce su quel paese, morirono colpiti da un flagello, davanti al Signore.

Ma di quelli che erano andati ad esplorare il paese restarono vivi Giosue' figlio di Nun e Caleb figlio di Iefunne.

Mose' riferì quelle parole a tutti gli Israeliti; il popolo ne fu molto turbato.

 

La mattina si alzarono presto per salire verso la cima del monte, dicendo: "Eccoci qua, noi saliremo al luogo del quale il Signore ha detto che noi abbiamo peccato. "

Ma Mose' disse: "Perchè trasgredite l' ordine del Signore ? La cosa non vi riuscirà. Poichè il Signore non è in mezzo a voi. Non salite perchè non siate sconfitti dai vostri nemici ! Perchè di fronte a voi stanno gli Amaleciti e i Cananei, e poi cadrete di spada, perchè avete abbandonato il Signore; il Signore non starà con voi. "

Si ostinarono a salire verso la cima del monte, ma l' arca dell' alleanza del Signore non si mossero dall' accampamento.

Allora gli Amaleciti e i Cananei che abitavano su quel monte scesero, li batterono e ne fecero strage fino a Corma.

 

 

LEGGI  CULTUALI  E  RITUALI

 

15.     Il Signore disse a Mose': "Parla agli Israeliti e riferisci loro: Quando sarete entrati nel Paese che dovrete abitare e che io vi do, e offrirete al Signore un sacrificio consumato dal fuoco, olocausto o sacrificio per consumare un voto, o per una offerta volontaria, o nelle vostre solennità, per fare un profumo soave per il Signore con il vostro bestiame grosso o minuto, colui che presenterà l' offerta al Signore offrirà in oblazione un decimo di efa di fior di farina intrisa in un quarto di hin di olio.

Farai una libazione di un quarto di hin di vino oltre l' olocausto o sacrificio per ogni agnello. Se è per un ariete offrirai in oblazione due decimi di efa di fior di farina intrisa con un terzo di kin di olio e farai una libazione in un terzo di kin di vino come offerta di odore soave in onore del Signore.

Se offri un giovenco in olocausto o in sacrificio per soddisfare un voto o in sacrificio di comunione al Signore, oltre al giovenco si offriranno in oblazione tre decimi di fior di farina intrisa in mezzo kin di olio e farai una libazione di mezzo kin di vino; è un sacrificio consumato nel fuoco, soave profumo per il Signore.

Così si farà per ogni bue, per ogni ariete, per ogni agnello o capretto. Qualunque sia il numero degli animali che immolerete farete così per ciascuna vittima.

Quanti sono i nativi del paese faranno così quando offriranno un sacrificio consumato dal fuoco, soave profumo per il Signore. Farà come fate voi.

Vi sarà una sola legge per tutta la comunità, per voi e per lo straniero che soggiorna in mezzo a voi, sarà una legge perenne, di generazione in generazione, come siete voi, così sarà lo straniero davanti al Signore. Ci sarà una stessa legge e uno stesso rito per voi e per lo straniero che soggiorna presso di voi. "

 

Il Signore disse ancora a Mose': "Parla agli Israeliti e riferisci loro: quando sarete arrivati nel Paese dove io vi conduco, e mangerete il pane di quel Paese, ne preleverete una offerta da presentare al Signore. Delle primizie della vostra madia metterete da parte una focaccia come offerta da elevare secondo il rito, la preleverete come si preleva dall' aia l' offerta che si fa secondo il rito di elevazione. Delle primizie della vostra madia darete al Signore una parte come offerta che si fa elevandola, di generazione in generazione.

Se avrete mancato per inavvertenza e non avrete osservato tutti questi comandi che il Signore ha dato a Mose', quando il Signore vi ha comandato per mezzo di Mose', dal giorno in cui il Signore vi ha dato comandi e in seguito, nelle vostre successive generazioni, se il peccato è stato commesso per inavvertenza da parte della vostra comunità, senza che la comunità se ne sia accorta, tutta la comunità offrirà un giovenco come olocausto di soave profumo per il Signore, con la sua oblazione e la sua libazione secondo il rito, e un capro come sacrificio espiatorio.

Il sacerdote farà il rito espiatorio per tutta la comunità degli Israeliti e sarà loro perdonato; infatti si tratta di un peccato commesso per inavvertenza ed essi hanno portato l' offerta, il sacrificio fatto in onore del Signore mediante il fuoco e il loro sacrificio espiatorio davanti al Signore a causa della loro inavvertenza.

Sarà perdonato a tutta la comunità degli Israeliti e allo straniero che soggiorna in mezzo a loro, perchè tutto il popolo ha peccato per inavvertenza.

Se è una persona sola che ha peccato per inavvertenza, offra una capra di un anno come sacrificio espiatorio. Il sacerdote farà il rito davanti al Signore per la persona che ha mancato commettendo un peccato per inavvertenza; quando avrà fatto l' espiazione per essa le sarà perdonato. Si tratti di un nativo del Paese tra gli Israeliti, o di uno straniero che soggiorna in mezzo a voi, avrete un' unica legge per colui che pecca per inavvertenza.

Ma la persona che agisca con deliberazione, sia essa nativa del Paese o straniera, insulta il Signore e sarà eliminata dal suo popolo. Perchè ha disprezzato la parola del Signore e ha violato il suo comando; quella persona dovrà essere eliminata; porterà il peso della sua colpa. "

 

VIOLAZIONE  DEL  SABATO

 

Mentre gli Israeliti erano nel deserto trovarono un uomo che raccoglieva legna il giorno di sabato. Quelli che l' avevano trovato a raccogliere legna lo condussero a Mose', ad Aronne e a tutta la comunità. Lo misero sotto sorveglianza perchè non era ancora stato stabilito che cosa gli si dovesse fare.

Il Signore disse a Mose': "Quell' uomo deve essere messo a morte; tutta la comunità lo lapiderà fuori dell' accampamento. "

Tutta la comunità lo condusse fuori dell' accampamento e lo lapidò; quegli morì secondo il comando che il Signore aveva dato a Mose'.

 

LE  FRANGE  NEI  MANTELLI

 

Il Signore aggiunse a Mose': "Parla agli Israeliti e ordina loro che si facciano, di generazione in generazione, fiocchi agli angoli delle loro vesti e che mettano al fiocco di ogni angolo un cordone di porpora viola.

Avrete tali fiocchi e quando li guarderete vi ricorderanno tutti i comandi del Signore per metterli in pratica; non andrete vagando dietro al vostro cuore o ai vostri occhi, secondo i quali vi prostituite. 

Così vi ricorderete di tuti i miei comandi, li metterete in pratica e sarete santi per il vostro Dio.

Io sono il Signore vostro Dio, che vi ho fatti uscire dal Paese d' Egitto per essere il vostro Dio. Io sono il Signore vostro Dio.

 

LA  RIVOLTA  DI  CORE, DATAN  E  ABIRAM

 

16.   Ora Core, figlio di Izear, figlio di Keat, figlio di Levi e Datan e Abiram, figlio di Eliab, figlio di Pallu, figlio di Ruben, presero altra gente e insorsero contro Mose' con duecentocinquanta uomini tra gli Israeliti, capi della comunità, membri del consiglio, uomini stimati radunatisi contro Mose' e contro Aronne. Dissero loro: "Basta, tutta la comunità, tutti sono santi e il Signore è in mezzo a loro; perchè dunque vi innalzate sopra l' assemblea del Signore ? "

Quando Mose' ebbe udito questo si prostrò con la faccia a terra; poi disse a Core e a tutta la gente che era con lui: "Domani mattina il Signore farà conoscere chi è suo e chi è santo e lo sarà avvicinare: Farà avvicinare a sè colui che lui avrà scelto. Fate questo, prendete gli incensieri, tu e tutta la gente che è con te; domani vi metterete il fuoco e porrete profumo aromatico davanti al Signore; colui che il Signore avrà scelto sarà santo. Basta figli di Levi ! "

Mose' disse poi a Core: "Ora ascoltate, figli di Levi ! E' forse poco per voi che il Dio d' Israele vi abbia segregati dalla comunità d' Israele e vi abbia fatti avvicinare a sè per prestare servizio nella Dimora del Signore e per tenervi davanti alla comunità esercitando per essa il vostro Ministero ? Egli vi ha fatti avvicinare a sè, te e tutti i tuoi fratelli con te, e ora pretendete anche il Sacerdozio ?

Per questo te e tutta la gente che è con te siete convenuti contro il Signore ! E chi è Aronne perchè vi mettiate a mormorare contro di lui ? "

Mose' mandò a chiamare Datan e Abiram figli di Eliab, ma essi dissero: "Noi non verremo ! E' forse poco per te l' averci fati partire da un Paese dove scorre latte e miele per farci morire nel deserto, perchè tu voglia fare il nostro capo e dominare su di noi ? non ci hai davvero condotto in un Paese dove scorre latte e miele, ne' ci hai dato il possesso di campi e di vigne ! Credi tu di poter privare degli occhi questa gente ? Noi non verremo ! "

Allora Mose' si adirò molto e disse al Signore: "Non gradire la loro oblazione, io non ho preso da costoro neppure un asino e non ho fatto torto ad alcuno di loro. "

Mose' disse a Core: "Tu e tutta la tua gente trovatevi domani davanti al Signore: tu e loro con Aronne, ciascuno di voi prenda un incensiere, vi metta il profumo aromatico e porti ciascuno il suo incensiere davanti al Signore, duecentocinquanta incensieri. Anche tu e Aronne, ciascuno prenda un incensiere. "

Essi dunque presero ciascuno un incensiere, vi misero il fuoco, vi posero profumo aromatico e si fermarono all' ingresso della tenda del convegno. Lo stesso fecero Mose' e Aronne.

Core convocò tutta la comunità presso Mose' e Aronne, all' ingresso della tenda del convegno; la Gloria del Signore apparve a tutta la comunità. Il Signore disse a Mose' e ad Aronne: "Allontanatevi da questa comunità e io li consumerò in un istante. "

Ma essi, prostratisi faccia a terra, dissero: "Dio, Dio degli spiriti di ogni essere vivente ! Un uomo solo ha peccato e ti vorresti adirare contro tutta la comunità ? "

Il Signore disse a Mose: "Parla alla comunità e ordinale: Ritiratevi dalle vicinanze della comunità, da Core, Datan e Abiram. "

Mose' si alzò e andò da Datan e Abiram; gli anziani di Israele lo seguirono.

Egli disse alla comunità: "Allontanatevi dalle tende di questi uomini empi e non toccate nulla di ciò che è loro, perchè non periate a causa di tutti i loro peccati. "

Così quelli si ritirarono dal luogo ove stavano Core, Datan e Abiram.

Datan e Abiram uscirono e si fermarono all' ingresso delle loro tende con le mogli, i figli e i bambini.

Mose' disse: "Da questo saprete che il Signore mi ha mandato a fare tutte queste opere e che io non ho agito di mia iniziativa. Se questa gente muore come muoiono tutti gli uomini, se la loro sorte è la sorte comune a tutti gli uomini, il Signore non mi ha mandato; ma se la terra fa una cosa straordinaria, se la terra spalanca la bocca e li ingoia con quanto appartiene a loro, e se essi scendono vivi agli inferi, allora saprete che questi uomini hanno disprezzato il Signore. "

Come ebbe finito di pronunciare queste parole, il suolo si sprofondò sotto i loro piedi, la terra spalancò la bocca e li inghiottì: essi e le loro famiglie, con tutta la gente che apparteneva a Core e tutta la loro roba.

Scesero vivi agli inferi e quanto loro apparteneva; la terra li ricoprì ed essi scomparvero dall' assemblea.

Tutto Israele che era intorno ad essi fuggì alle loro grida, perchè dicevano: "La terra non inghiottisca anche noi ! "

Un fuoco uscì dalla presenza del Signore e divorò i duecentocinquanta uomini che offrivano l' incenso.

 

 

 

17.   Il Signore disse a Mose': "Dì a Eleazaro, figlio del sacerdote Aronne, di tirar fuori gli incensieri dall' incendio e di disperdere qua e là il fuoco, perchè quelli sono sacri, degli incensieri di quegli uomini che hanno peccato al prezzo della loro vita, si facciano tante lamine battute per rivestirne l' altare, perchè sono state presentate davanti al Signore e quindi sono sacre; saranno un monito per gli Israeliti. "

Il sacerdote Eleazaro prese gli incensieri di rame presentati dagli uomini che erano stati arsi, furono ridotti in lamine per rivestire l' altare, perchè servano da memoriale agli Israeliti: nessun estraneo che non sia della discendenza di Aronne si accosti a bruciare incenso davanti al Signore e abbia la sorte di Core e di quelli che erano con lui.

Eleazaro fece come il Signore gli aveva ordinato per mezzo di Mose'.

 

INTERCESSIONE  DI  MOSE'  E  ARONNE

 

Il giorno dopo tutta la comunità degli Israeliti mormorò contro Mose' e Aronne dicendo: "Voi avete fatto morire il popolo del Signore. "

Come la comunità si radunava contro Mose' e Aronne, gli Israeliti si mossero verso la tenda del convegno; ed ecco la nube la ricoprì e apparve la Gloria del Signore.

Mose' e Aronne vennero davanti alla tenda del convegno. Il Signore disse a Mose': "Allontanatevi da questa comunità ed io li consumerò in un istante. "

Ma essi si prostrarono con la faccia a terra. Mose' disse ad Aronne: "Prendi l' incensiere, mettici il fuoco preso dall' altare, ponici  sopra l' incenso;  portalo presto in mezzo alla comunità e fa il rito espiatorio per essi; poichè l' ira del Signore è divampata, il flagello è già cominciato. "

Aronne prese l' incensiere come Mose' aveva detto, corse in mezzo all' assemblea; ecco il flagello era già cominciato in mezzo al popolo; mise l' incenso nel braciere e fece il rito espiatorio per il popolo. Si fermò tra i morti e i vivi e il flagello fu arrestato.

Quelli che morirono di quel flagello furono quattordicimilasettecento, oltre a quelli che morirono per il fatto di Core.

Aronne tornò da Mose' all' ingresso della tenda del convegno: il flagello era stato fermato.

Il Signore disse a Mose': "Parla agli Israeliti e fatti dare da loro dei bastoni, uno per il loro casato paterno: cioè dodici bastoni da parte di tutti i loro capi secondo i loro casati paterni; scriverò il nome di ognuno sul suo bastone, scriverai il nome di Aronne sul bastone di Levi, poichè ci sarà un bastone per ogni capo dei loro casati paterni.

Riporrai quei bastoni nella tenda del convegno, davanti alla Testimonianza, dove io sono solito darvi convegno.

L' uomo che io avrò scelto sarà quello il cui bastone fiorirà, e così farò cessare davanti a me le mormorazioni che gli Israeliti hanno contro di voi."

Mose' parlò agli Israeliti e tutti i loro capi gli diedero un bastone ciascuno secondo i loro casati paterni; cioè dodici bastoni; il bastone di Aronne era in mezzo ai loro bastoni. Mose' ripose quei bastoni davanti al Signore nella tenda della Testimonianza.

 

Il giorno dopo Mose' entrò nella tenda della Testimonianza ed ecco il bastone di Aronne per il casato di Levi era fiorito: aveva prodotto germogli, aveva fatto sbocciare fiori e maturato mandorle.

Allora Mose' tolse tutti i bastoni dalla presenza dl Signore e li portò a tutti gli Israeliti; essi li videro e presero ciascuno il suo bastone.

Il Signore disse a Mose': "Riporta il bastone di Aronne davanti alla Testimonianza perchè sia conservato come un monito per i ribelli e si ponga fine alle mormorazioni contro di me, ed essi non ne muoiano. "

Mose' fece come il Signore aveva comandato.

 

ARONNITI  E  LEVITI

 

Gli Israeliti dissero a Mose': "Ecco, moriamo, siamo perduti, siamo tutti perduti ! Chiunque si accosta alla Dimora del Signore muore, dovremo morire tutti ? "

 

18.   Il Signore disse ad Aronne: "Tu, i tuoi figli e la casa di tuo padre con te porterete il peso delle iniquità commesse nell' esercizio del vostro sacerdozio.  che i tuoi fratello, la tribù di Levi, la tribù di tuo padre  farai accostare a te perchè ti siano accanto e ti servano davanti alla tenda della Testimonianza.

Essi staranno al tuo servizio e al servizio di tutta la tenda; soltanto non si accosteranno agli arredi del santuario, ne' all' altare, perchè non moriate gli uni e gli altri. Essi saranno accanto a te e saranno addetti alla custodia della tenda del convegno per tutto il servizio della tenda e nessun estraneo si accosterà a voi.

Voi sarete addetti alla custodia del santuario e dell' altare, perchè non vi sia più ira contro gli Israeliti.

Quanto a me, ecco io ho preso i vostri fratelli, i leviti, tra gli Israeliti dati al Signore, essi sono rimessi in dono a voi per prestare servizio nella tenda del convegno.

Tu e i tuoi figli con te eserciteranno il vostro sacerdozio per quanto riguarda l' altare e ciò che vi è oltre il velo. Compirete il vostro ministero; io vi do l' esercizio del sacerdozio come un dono; l' estraneo che si accosterà sarà messo a morte. "

 

Il Signore disse ancora ad Aronne: "Ecco, io vi do il diritto a tutte le cose consacrate dagli Israeliti, cioè a quelle che mi sono offerte per elevazione, io le do a te e ai tuoi figli come diritto della tua unzione, come legge perenne. Questo ti apparterrà fra le cose santissime, fra le loro offerte consumate dal fuoco: ogni oblazione, ogni sacrificio espiatorio e ogni sacrificio di riparazione che mi presenteranno, sono tutte cose santissime che apparterranno a te e ai tuoi figli.

Le mangerai in luogo santissimo, le mangerà ogni maschio; le tratterai come cose sante.

Questo ancora ti apparterrà: i doni che gli Israeliti ti presenteranno con l' elevazione e tutte le loro offerte con il rito di agitazione, io le do a te, ai tuoi figli e alle tue figlie, con te per legge perenne. Chiunque sarà mondo in casa tua ne potrà mangiare.

Io ti do anche tutte le primizie che al Signore offriranno: il meglio dell' olio, il meglio del mosto e  del grano. Le primizie di quanto produrrà la loro terra che essi presenteranno al Signore, saranno tue. Chiunque sarà mondo in casa tua ne potrà mangiare.

Quanto sarà consacrato per voto di sterminio in Israele sarà tuo.

Ogni essere che nasce per primo da ogni essere vivente, offerto al Signore, così degli uomini, come degli animali, sarà tuo; però farai riscattare il primogenito dell' uomo, e farai riscattare il primo nato di un animale immondo.

Quanto al riscatto, li farai riscattare dall' età di un mese, secondo la stima di cinque sicli d' argento secondo il siclo del santuario, che è di venti ghera.

Ma non farai riscattare il primo nato della vacca, ne' il primo nato della pecora, ne' il primo nato della capra: sono cosa sacra; verserai il loro sangue sull' altare e brucerai le loro parti grasse come sacrificio consumato dal fuoco, soave profumo per il Signore.

La loro carne sarà tua; sarà tua come il petto dell' offerta che si fa con l' agitazione rituale e come la coscia destra.

Io do a te e ai tuoi figli e alle tue figlie con te, per legge perenne, tutte le offerte di cose sante che gli Israeliti presenteranno al Signore con il rito dell' elevazione. E' un' alleanza inviolabile, perenne, davanti al Signore, per te, e per la tua discendenza con te. "

 

Il Signore disse ad Aronne: "Tu non avrai alcun possesso nel loro Paese e non ci sarà parte per te in mezzo a loro; io sono la tua parte e il tuo possesso in mezzo agli Israeliti.

Ai figli di Levi io do in possesso tutte le decime in Israele, per il servizio che fanno, il servizio della tenda del convegno.

Gli Israeliti non si accosteranno più alla tenda del convegno per non caricarsi di un peccato che li farebbe morire. Ma il servizio presso la tenda del convegno lo faranno soltanto i leviti; essi porteranno il peso della loro responsabilità; sarà una legge perenne, di generazione in generazione; non possiederanno nulla fra gli Israeliti, poiché  io do in possesso ai leviti le decime che gli Israeliti presenteranno al Signore come offerta fatta con il rito di elevazione; per questo io dico di loro: non possiederanno nulla tra gli Israeliti. "

 

Il Signore disse a Mose': "Parlerai inoltre ai leviti e dirai loro: Quando riceverete dagli Israeliti le decime che io vi do pe conto loro in vostro possesso, ne preleverete una offerta secondo la rituale elevazione da fare al Signore. Una decima della decima; l' offerta che viene prelevata vi sarà calcolata come il grano che viene dall' aia e come il mosto che viene dal torchio. Così anche voi preleverete una offerta per il Signore.

Da tutte le cose che vi saranno concesse preleverete tutte le offerte per il Signore; di tutto ciò che vi sarà di meglio preleverete quel tanto che è da consacrare. Dirai loro: Quando ne avrete prelevato il meglio, quel che rimane  sarà calcolato ai leviti come il provento dell' aia e come il provento del torchio. Lo potrete mangiare in qualunque luogo, voi e le vostre famiglie, perchè è il vostro salario in cambio del vostro servizio nella tenda del convegno.

Così non sarete rei di alcun peccato, perchè ne avrete messa da parte la parte migliore; non profanerete le cose sante degli Israeliti; così non morirete. "

 

LA  GIOVENCA ROSSA

E  L'  ACQUA  LUSTRALE

 

19.   Il Signore disse ancora a Mose' e ad Aronne: "Questa è una disposizione della Legge che il Signore ha prescritta: Ordina agli Israeliti che ti portino una giovenca rossa senza macchia, senza difetto e che non abbia mai portato il giogo. La darete al sacerdote Eleazaro che la condurrà fuori dal campo e la farà immolare in sua presenza.

Il sacerdote Eleazaro prenderà con il dito  il sangue della giovenca e ne farà sette volte l' aspersione davanti alla tenda del convegno, poi si brucerà la giovenca sotto i suoi occhi, se ne brucerà la pelle, la carne e il sangue con gli escrementi.

Il sacerdote prenderà legno di cedro, issòpo dal colore scarlatto e getterà tutto nel fuoco che consuma la giovenca. Poi il sacerdote laverà le sue vesti e farà un bagno al suo corpo nell' acqua, quindi rientrerà nel campo e il sacerdote rimarrà in stato di immondezza fino alla sera.

Colui che avrà bruciato la giovenca si laverà le vesti nell' acqua, farà un bagno al suo corpo nell' acqua e sarà immondo sino alla sera.

Un uomo mondo raccoglierà le ceneri della giovenca e le depositerà fuori dal campo in luogo mondo, dove saranno conservate per la comunità degli Israeliti per l' acqua di purificazione: è un rito espiatorio.

Colui che avrà raccolto le ceneri della giovenca si laverà le vesti e sarà immondo fino alla sera. Questa sarà una legge perenne per gli Israeliti e per lo straniero che soggiornerà presso di loro.

 

Chi avrà toccato un cadavere umano sarà immondo per sette giorni. Quando uno si sarà purificato con quell' acqua il terzo e il settimo giorno, sarà mondo, ma se non si purificherà il terzo e il settimo giorno, non sarà mondo.

Chiunque avrà toccato un cadavere, cioè il corpo di una persona umana morta, e non si sarà purificato, avrà profanato la Dimora del Signore, e sarà sterminato da Israele .

Siccome l' acqua di purificazione non è stata spruzzata su lui, egli è in stato di immondezza, ha ancora addosso l' immondezza.

 

Questa è la legge per quando un uomo muore in una tenda: chiunque entrerà nella tenda, e chiunque starà nella tenda sarà immondo per sette giorni. Ogni vaso scoperto sul quale non sia un coperchio o una legatura, sarà immondo.

Chiunque nei campi avrà toccato un uomo ucciso di spada, o ucciso di morte naturale, o un osso d' uom0, o un sepolcro, sarà immondo per sette giorni.

Per colui che sarà divenuto immondo si prenderà la cenere della vittima bruciata  per l' espiazione e vi si verserà sopra l' acqua viva, in un vaso; poi un uomo mondo prenderà issòtopo, lo intingerà nell' acqua e ne spruzzerà la tenda, tutti gli arredi e tutte le persone che vi stanno e colui che ha toccato l' osso, o l' ucciso, o chi è morto di morte naturale, o il sepolcro.

L' uomo mondo spruzzerà l' immondo il terzo e il settimo giorno, e lo purificherà il settimo giorno, poi colui che è stato immondo si laverà le vesti, si sciacquerà con l' acqua e diventerà mondo alla sera.

Ma colui che, divenuto immondo, non si purificherà, sarà eliminato dalla comunità perchè ha contaminato il sangue del Signore e l' acqua della purificazione non è stata spruzzata su di lui: è immondo.

Sarà per loro una legge perenne.

Colui che avrà spruzzato l' acqua di purificazione si laverà le vesti; chi avrà toccato l' acqua di purificazione sarà immondo fino alla sera.

Quanto l' immondo avrà toccato sarà immondo; chi lo avrà toccato sarà immondo fino alla sera.

 

DA  KADES  A  MOAB

L'  ACQUA  DELLA  ROCCIA

 

20.   Ora, tutta la comunità degli Israeliti arrivò al deserto di Zen. Era il primo mese e il popolo si fermò a Kades. Qui morì e fu sepolta Maria.

Mancava l' acqua per la comunità, ci fu un assembramento contro Mose' e contro Aronne. Il popolo ebbe una lite contro Mose' dicendo: "Magari fossimo morti quando morirono i nostri fratelli davanti al Signore ! Perchè avete condotto la comunità del Signore in questo deserto per far morire noi e il nostro bestiame ? E perchè ci avete fatti uscire dall' Egitto per condurci in questo luogo inospitale ? Non è  un luogo dove si possa seminare, non ci sono fichi, non vigne, non melograni, e non c'è acqua da bere. "

Allora Mose' e Aronne si allontanarono dalla comunità per recarsi all' ingresso della tenda del convegno, si prostrarono con la faccia a terra e apparve loro la Gloria del Signore.

Il Signore disse a Mose': "Prendi il bastone, tu e tuo fratello Aronne, convoca la comunità, alla loro presenza parlate a quella roccia ed essa farà uscire l' acqua. Tu farai sgorgare  per loro l' acqua dalla roccia e darai da bere alla comunità e al suo bestiame. "

Mose' prese il bastone che era davanti al Signore, come il Signore gli aveva ordinato.

Mose' e Aronne convocarono la comunità davanti alla roccia e Mose' disse a loro: "Ascoltate o ribelli: vi faremo noi forse uscire acqua da questa roccia ? "

Mose' alzò la mano, percosse la roccia con il bastone due volte, ne uscì l' acqua in abbondanza; ne bevvero tutta la comunità e tutto il bestiame.

Ma il Signore disse a Mose' e ad Aronne: "Perchè non avete avuto fiducia in me per dar gloria al mio santo nome agli occhi degli Israeliti, voi non introdurrete questa comunità nel Paese che io le do. Queste sono le acque di Meriba, dove gli Israeliti contesero con il Signore e dove egli si dimostrò santo in mezzo a loro.

 

EDOM  RIFIUTA  IL  PASSAGGIO

 

Mose' mandò da Kades messaggi al re di Edom, per dirgli: "Dice Israele tuo fratello: Tu sai tutte le tribolazioni che ci sono avvenute: come i nostri padri scesero in Egitto e noi in Egitto dimorammo per lungo tempo, e gli Egiziani maltrattarono noi e i nostri padri. Noi gridammo al Signore ed egli udì la nostra voce e mandò un angelo e ci fece uscire dall' Egitto: eccoci ora in Kades, che è città ai tuoi estremi confini.

Permettici di passare per il tuo paese, non passeremo ne' per campi, ne' per vigne e non berremo l' acqua dei pozzi; seguiremo la via Regia senza deviare ne' a destra ne' a sinistra, finchè avremo oltrepassato i tuoi confini. "

Ma Edom gli rispose: "Tu non passerai sul mio territorio, altrimenti uscirò contro di te con la spada. "

Gli Israeliti gli dissero: "Passeremo per la strada maestra; se noi e il nostro bestiame berremo la tua acqua, te la pagheremo. Lasciaci soltanto transitare a piedi. "

Ma quegli rispose: "Non passerai ! "

Edom mosse contro Israele con molta gente e con mano potente.

Così Edom rifiutò a Israele il transito per i suoi confini e Israele si allontanò da lui.

 

MORTE  DI  ARONNE

 

Tutta la comunità degli Israeliti levò l' accampamento da Kades e arrivò al monte Cor.

Il Signore disse a Mose' e ad Aronne al monte Cor, al confine del Paese di Edom: "Aronne sta per essere riunito ai suoi antenati e non entrerà nel Paese che ho dato agli Israeliti, perchè siete stati ribelli al mio comandamento alle acque della Meriba.

Prendi Aronne e suo figlio Eleazaro e falli salire sul monte Cor. Spoglia Aronne delle sue vesti e falle indossare a suo figlio Eleazaro; in quel luogo Aronne sarà riunito ai suoi antenati e morirà. "

Mose' fece come il Signore aveva ordinato ed essi salirono sul monte Cor, in vista di tutta la comunità.

Mose' spogliò Aronne delle sue vesti e le fece indossare a Eleazaro suo figlio; Aronne morì in quel luogo, sulla cima del monte .

Quando tutta la comunità d' Israele vide che Aronne era morto, tutta la casa di Israele lo pianse per trenta giorni.

 

PRIMA  VITTORIA  SUI  CANANEI

 

21.    Il re cananeo Arad che abitava il Negheb, appena seppe che Israele veniva per la via di Atarim, attaccò battaglia contro Israele e fece alcuni prigionieri.

Allora Israele fece un voto al Signore e disse: "Se tu mi metti nelle mani questo popolo, le loro città saranno da me votate allo sterminio.

Il Signore ascoltò la voce di Israele e gli mise nelle mani i Cananei; Il Signore votò allo sterminio i Cananei e le loro città, e quel luogo fu chiamato Corma.

 

IL  SERPENTE  DI  BRONZO

 

Poi gli Israeliti partirono dal monte Cor dirigendosi verso il Mare Rosso per aggirare il Paese di Edom. Ma il popolo non sopportò il viaggio.

Il popolo disse, contro Dio e contro Mose': "Perchè ci avete fatti uscire dall' Egitto per farci morire in questo deserto ? Perchè qui non c'è ne' pane ne' acqua e siamo nauseati di questo cibo così leggero. "

Allora il Signore mandò fra il popolo serpenti velenosi i quali mordevano la gente e un gran numero di Israeliti morì.

Il popolo venne a Mose' a dire: "Abbiamo peccato perchè abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; prega il Signore perchè allontani da noi questi serpenti. "

Mose' pregò per il popolo.

Il Signore disse a Mose': "fatti un serpente e mettilo sopra un' asta; chiunque, dopo essere stato morso, lo guarderà, resterà in vita. "

Mose' fece un serpente di rame e lo mise sopra l' asta. quando un serpente aveva morso qualcuno, se questi guardava il serpente di rame, restava in vita.

 

 

TAPPE  VERSO  PISGA

 

Poi gli Israeliti partirono e si accamparono a Obot; partiti da Obot si accamparono a Lie - Abarim nel deserto che sta di fronte a Moab sul lato dove sorge il sole.

Di là partirono e si accamparono nella valle di Zered.

Quindi si mossero e si accamparono sull' altra riva dell' Arnon, che scorre nel deserto e proviene dai confini degli Amorrei; l' Arnon infatti è il confine di Moab, fra Moab e gli Amorrei.

Per questo si dice nel libro delle guerre del Signore:

Vaeb in Sufa e i torrenti,

L' Arnon e il pendio dei torrenti.

che declina verso la sede di Ar

e si appoggia alla frontiera si Moab.

Di la andarono a Beer:

questo è il pozzo ci cui il Signore disse a Mose': "

Raduna il popolo e io gli darò l' acqua. "

Allora Israele cantò questo canto:

Sgorga o pozzo: cantatelo !

Pozzo che i principi hanno scavato

che i nobili del popolo hanno perforato

con lo scettro, con i loro bastoni.

Dal deserto andarono a Mattana,

da Mattana a Nacaliel,

da Nacaliel a Bamot

e da Bamot alla valle

che si trova presso le steppe di Moab,

presso la cima del Pisga,

che è di fronte al deserto.

 

VITTORIA  SUGLI  AMORREI  E  SU  BASAN

 

Israele mandò ambasciatori a Sicon, re degli Amorrei, per dirgli: "Lasciami passare per il tuo Paese; noi non devieremo per i campi, ne' per le vigne, non berremo l' acqua dei pozzi, seguiremo la via Regia finchè avremo oltrepassato i tuoi confini. "

Ma Sicon non permise ad Israele di passare per i suoi confini; anzi,  radunò tutta la sua gente e uscì contro Israele nel deserto; giunse a Iaaz e diede battaglia a Israele.

Israele lo sconfisse passandolo a fil di spada e conquistò il suo Paese, dall' Arnon fino allo Iabbok, estendendosi fino alla regione degli Ammoniti, perchè la frontiera degli Ammoniti era forte.

 

Israele prese tutte le città e abitò in tutte le città degli Amorrei, cioè in Chesbon e in tutte le città del suo territorio; Chesbon infatti era la città di Sicon, re degli Amorrei, il quale aveva mosso guerra al precedente re di Moab e gli aveva tolto tutto il suo Paese, fino all' Arnon.

 

Per questo dicono i poeti:

Entrate in Chesbon !

Ben costruita e fondata

è la città di Sicon !

Perchè un fuoco uscì da Chesbon,

una fiamma dalla città di Sicon,

divorò Ar - Moab,

inghiottì le alture dell' Arnon.

Guai a te Moab; sei perduto popolo di Camos !

Egli ha reso fuggiaschi i suoi figli

e le sue figlie ha dato in schiavitù

al re degli Amorrei, Sicon.

Ma noi li abbiamo trafitti !

E' rovinata Chesbon fino a Dibon.

Abbiamo devastato fino a Nofach

che è presso Madaba.

 

Israele si stabilì dunque nel Paese degli Amorrei.

Mose' mandò a esplorare Iazer e gli Israeliti presero le città del suo territorio e ne cacciarono gli Amorrei che vi si trovavano.

Quindi cambiarono direzione e salirono lungo la strada verso Basan.

Og, re di Basan, uscì contro di loro con tutta la sua gente per dar loro battaglia a Edrei.

Ma il Signore disse a Mose': "Non lo temere, perchè io te lo do in potere, lui, tutta la sua gente, e il suo Paese, trattalo come hai trattato Sicon, re degli Amorrei, che abitava a Chesbon. "

Gli Israeliti batterono lui, con i suoi figli e con tutto il suo popolo, così che non gli rimase più superstite alcuno, e si impadronirono del suo Paese.

 

DA  MOAB  VERSO  IL  GIORDANO

MOAB  E  ISRAELE

 

22.   Poi gli Israeliti partirono e si accamparono sulle steppe di Moab, oltre il Giordano, verso Gerico.

Balak, figlio di Zippor, vide quanto Israele aveva fatto agli Amorrei e Moab ebbe grande paura di questo popolo, che era così numeroso. Moab fu preso da spavento di fronte agli Israeliti.

Quindi Moab disse agli anziani di Madian: "Ora, questa moltitudine divorerà quanto è intorno a noi, come il bue divora l' erba dei campi.

 

BALAK  INVITA  BALAAM

 

Balak, figlio di Zippor, era in quel tempo re di Moab. Egli mandò messaggeri a Balaam, figlio di Beor, a Petor, che sta sul fiume, nel Paese dei figli di Amau, per chiamarlo e dirgli: "Ecco, un popolo è uscito dall'  Egitto, ricopre la terra e si è stabilito di fronte a me, vieni e maledicimi questo popolo, perchè è troppo potente per me; forse così riusciremo a sconfiggerlo e io potrò scacciarlo dal Paese. So infatti che chi tu benedici è benedetto, e che chi tu maledici è maledetto. "

Gli anziani di Moab e gli anziani di Madian partirono portando in mano il salario dell' indovino; arrivati da Balaam gli riferirono le parole di Balak.

Balaam disse loro: "Alloggiate qui stanotte e vi darò la risposta secondo quanto mi dirà il Signore. "

I capi di Moab si fermarono da Balaam.

 

Ora Dio venne a Balaam e gli disse: "Chi sono questi uomini che stanno da te ? "

Balaam rispose a Dio: "Balak, figlio di Zippor, re di Moab mi ha mandato a dire: Ecco il popolo che è uscito dall' Egitto, ricopre la terra, vieni a maledirmelo; forse così riuscirò a batterlo e potrò scacciarlo. "

Dio disse a Balaam: "Tu non andrai con loro, non maledirai quel popolo perchè esso è benedetto. "

Balaam si alzò la mattina e disse ai capi di Balak: "Andatevene al vostro Paese perchè Dio si è rifiutato di lasciarmi venire con voi. "

I capi di Moad si alzarono, tornarono da Balak e dissero: "Balaam si è rifiutato di venire con noi. "

Allora Balak mandò di nuovo i capi, e più influenti di quelli di prima. Vennero da Balaam e gli dissero: "Così dice Balak, figlio di Zippor. Nulla ti trattenga dal venire da me, perchè io ti colmerò di onori e farò quel che mi dirai. Vieni dunque e maledicimi questo popolo. "

Ma Balaam rispose e disse ai ministri di Balak: "Quand' anche Balak mi desse la sua casa piena d' argento e oro, non potrei trasgredire l' ordine del Signore mio Dio, per farvi cosa piccola o grande. Tuttavia trattenetevi qui anche voi stanotte, perchè io sappia ciò che il Signore mi dirà ancora."

Dio venne la notte a Balaam e gli disse: "Se quegli uomini sono venuti a chiamarti, alzati e va con loro, ma farai ciò che io ti dirò. "

Balaam quindi si alzò la mattina, sellò l' asina e se ne andò con i capi di Moab.

 

L' ASINA  DI  BALAAM

 

Ma l' ira del Signore si accese perchè egli era andato. L' angelo del Signore si pose sulla strada per ostacolarlo. Egli cavalcava l' asina e aveva con sè due servitori.

L' asina, vedendo l' angelo del Signore che stava sulla strada con la spada sguainata in mano, deviò dalla strada e cominciò ad andare per i campi. Balaam percosse l' asina per rimetterla sulla strada.

Allora l' angelo del Signore si fermò in un sentiero infossato tra le vigne, che aveva un muro di qua e un muro di là. L' asina vide l' angelo del Signore, si serrò al muro e strinse il piede di Balaam contro il muro e Balaam la percosse di nuovo.

L' angelo del Signore passò di nuovo più avanti e si fermò in un luogo stretto, tanto stretto che non c' era modo di ritirarsi, ne' a destra ne' a sinistra.

L' asina vide l' angelo del Signore e si accovacciò sotto Balaam; Balaam si accese d' ira e percosse l' asina con il bastone.

Allora il Signore aprì la bocca dell' asina, che disse a Balaam: "Che ti ho fatto perchè tu mi percuota per la terza volta ?"

Balaam rispose all' asina: "Perchè ti sei beffata di me ! Se avessi una spada in mano ti ammazzerei subito. "

L' asina disse a Balaam: "Non sono io la tua asina sulla quale hai sempre cavalcato fino ad oggi ? Sono forse abituata ad agire così ? "

Ed egli rispose: "No. "

Allora il Signore aprì gli occhi a Balaam ed egli vide l' angelo  del Signore che stava sulla strada con la spada sguainata. Balaam si inginocchiò  si prostrò con la faccia a terra.

L' angelo del Signore gli disse: "Perchè hai percosso la tua asina già tre volte ? Ecco, io sono riuscito a ostacolarti il cammino, perchè il cammino davanti a te va in precipizio. Tre volte l' asina mi ha visto ed è uscita di strada davanti a me; certo io avrei già ucciso te e lasciato in vita lei. "

 

 

Allora Balaam disse all' angelo del Signore: "Io ho peccato perchè non sapevo che tu ti fosti messo contro di me sul cammino; ora, se questo ti dispiace, io tornerò indietro. "

L' angelo del Signore disse a Balaam; "Va pure con quegli uomini, ma dirai soltanto quello che io ti dirò. "

Balaam andò con i capi di Balak.

 

GLI  ORACOLI  DI  BALAAM

 

Quando Balak udì che Balaam arrivava gli andò in contro a Ir - Moab che è sul confine dell' Arnon, alla estremità del confine.

Balak disse a Balaam: "Non ti avevo forse mandato a chiamare con insistenza ? Perchè non sei venuto da me ? Non sono forse in grado di farti onore ? "

Balaam rispose a Balak: "Ecco, io sono venuto da te, ma ora posso forse dire qualsiasi cosa ? La parola che Dio mi metterà in bocca, quello dirò. "

Balaam andò con Balak e giunsero a Kiriat-Kuzot. Balak immolò bestiame grosso e minuto e mandò parte delle carni a Balaam, e si capì che erano con lui.

La mattina Balak prese Balaam e lo fece salire a Bamot-Baal, da dove si vedeva una estremità dell' accampamento del popolo.

 

23.   Balaam disse a Balak: "Costruiscimi qui sette altari e preparami qui sette giovenchi e sette arieti. "

Balak fece come Balaam aveva detto: Balaam e Balak offrirono un giovenco e un ariete su ciascun altare.

Balaam disse a Balak: "Fermati presso il tuo olocausto e io andrò; forse il Signore mi verrà incontro. Quel che mi mostrerà io te lo riferirò. "

Salì su un' altura brulla. Dio andò incontro a Balaam, e Balaam gli disse: "Ho preparato i sette altari ed ho offerto un giovenco e un ariete su ciascun altare. "

Allora il Signore mise le parole in bocca a Balaam e gli disse: "Torna da Balak e parla così. "

Balaam tornò da Balak, che stava presso il suo olocausto: egli e tuti i capi di Moab.  Allora Balaam pronunziò il suo poema e disse: "

 

Dall' Aram mi ha fatto venire Balak

il re di Moab, delle montagne di Oriente:

Vieni, maledici per me Giacobbe;

vieni, inveisci contro Israele  !

Come imprecherò se Dio non impreca ?

Come inveirò se il Signore non inveisce ?

 Anzi, dalla cima delle rupi io lo vedo

e dalle alture io lo contemplo:

ecco un popolo che dimora solo

e che fra le nazioni non si annovera.

Chi può contare la polvere di Giacobbe ?

Chi può numerare l' accampamento di Israele ?

Possa io morire della morte del giusti

e sia la mia fine come la loro. "

 

Allora Balak disse a Balaam: "Che mi hai fatto ? Io ti ho fatto venire per maledire i miei nemici e tu invece li hai benedetti. "

Rispose: "Ora devo forse aver cura di dire quel che il Signore mi mette in bocca ?

Balak gli disse: "Vieni con me in un altro luogo, da dove tu possa vederlo; qui ne vedi solo una estremità, non lo vedi tutto intero. Di là me lo devi maledire.

Lo condusse al campo di Zofim, sulla cima del Pisga; costruì sette altari e offrì un giovenco e un ariete su ogni altare.

Allora Balaam disse a Balak: "Fermati presso il tuo olocausto e io andrò incontro al Signore. "

Il Signore andò incontro a Balaam, gli mise le parole sulla bocca e gli disse: "Torna da Balak e parla così."

Balaam tornò da Balak che stava presso il suo olocausto insieme con i capi di Moab. Balak gli disse: "Che cosa ha detto il Signore ? "

Allora Balaam presentò il suo poema e disse: "

 

Sorgi Balak e ascolta:

porgimi orecchio, figlio di Zippor !

Dio non è un uomo da potersi smentire,

non è un figlio dell' uomo da potersi pentire.

Forse egli dice e poi non fa ?

Promette una cosa e poi non adempie ?

Ecco, di benedire ho ricevuto il comando

e la benedizione io non potrò revocare.

Non si scorge iniquità in Giacobbe,

non si vede affanno in Israele.

Il Signore suo Dio è con lui,

in lui risuona l' acclamazione per il  re.

Dio, che lo ha fatto uscire dall' Egitto,

è per lui come le corna del bufalo.

Perchè non c'è sortilegio contro Giacobbe

e non c'è magia contro Israele:

a suo tempo vien detto a Giacobbe

e a Israele che cosa opera Dio.

Ecco un popolo che si leva come leonessa

e si erge come un leone, non si accovaccia

 finchè non abbia divorato la preda

e bevuto il sangue degli uccisi. "

 

Allora Balak disse a Balaam: "Se proprio non lo maledici, almeno non benedirlo ! "

Rispose Balaam e disse a Balak: "Non ti ho già detto che quanto il Signore dirà io dovrò eseguirlo ? "

Balak disse a Balaam: "Vieni, ti condurrò in un altro luogo: forse piacerà a Dio che tu me li maledica di là. "

Balak condusse Balaam in cima al Peor, che è di fronte al deserto.

Balaam disse a Balak: "Costruiscimi qui sette altari e preparami sette giovenchi e sette arieti. "

Balak fece come Balaam aveva detto e offrì un giovenco e un ariete su ogni altare.

 

24.   Balaam vide che al Signore piaceva di benedire Israele e non volle rivolgersi, come altre volte, alla magìa, e voltò la faccia verso il deserto.

Balaam alzò gli occhi e vide Israele accampato, tribù per tribù. Allora lo spirito di Dio fu sopra di lui. Egli pronunziò il suo poema, e disse:

 

Oracolo di Balaam, figlio di Beor

e oracolo dell' uomo e dell' occhio penetrante,

oracolo di chi ode la parola di Dio

e conosce la scienza dell' Altissimo,

di chi vede la visione dell' Onnipotente,

e cade, ed è tolto il velo dai suoi occhi.

Come sono belle le sue tende,

Giacobbe, le sue dimore, Israele !

Sono come torrenti che si diramano,

come giardini lungo un fiume,

come aloe che il Signore ha piantato,

come cedri lungo le acque.

Finirà l' acqua dalle sue secchie

e il suo seme come acqua copiosa .

Il suo re sarà più grande di Agag

e il suo regno sarà celebrato.

Dio, che lo ha fatto uscire dall' Egitto,

è per lui come le corna del bufalo.

Egli divora le genti che lo avversano,

addenta le loro ossa

e spezza le saette scagliate contro di lui.

Si è rannicchiato, si è accovacciato

come un leone e come una leonessa,

chi oserà farlo alzare ?

Chi ti benedice sia benedetto

e chi ti maledice sia maledetto ! "

 

Allora l' ira di Balak si accese contro Balaam.  Balak battè le mani e disse a Balaam: "Ti ho chiamato per maledire i miei nemici, e tu invece per tre volte li hai benedetti ! Ora vattene al tuo paese ! Avevo detto che ti avrei colmato di onori, ma ecco il Signore ti ha impedito di averli. "

Balaam disse a Balak: "Non avevo forse detto ai messaggeri che mi avevi mandato: Quando anche Balak mi desse la sua casa piena d' argento e d' oro, non potrei trasgredire l' ordine del Signore per far cosa buona o cattiva di mia iniziativa. Ciò che il Signore dirà, quello soltanto dirò ? Ora sto per tornare al mio popolo: ebbene, vieni, ti predirò ciò che il mio popolo farà al tuo popolo negli ultimi giorni.

Egli pronunziò il suo poema, e disse:

 

Oracolo di Balaam, figlio di Beor,

oracolo dell' uomo dall' occhio penetrante;

oracolo di chi ode le parole di Dio

e conosce la scienza dell' Altissimo,

di chi vede la visione dell' Onnipotente,

e cade, ed è tolto il velo dai suoi occhi.

Io lo vedo, ma non ora,

io lo contemplo, ma non da vicino.

Una stella spunta da Giacobbe

e uno scettro sorge su Israele,

spezza le tempie di Moab

e il cranio dei figli di Set;

Edom diverrà una conquista

e diverrà una conquista Seir, suo nemico

mentre Israele compirà prodezze.

Uno di Giacobbe dominerà i suoi nemici

e farà perire gli scampati da Ar. "

 

Poi vide Amalek, pronunziò il suo poema e disse:

 

Amalek è la prima delle nazioni,

ma il suo avvenire sarà eterna rovina. "

 

Poi vide i keniti, pronunziò il suo poema e disse:

 

Sicura è la tua dimora o Caino,

e il tuo nido è aggrappato alla roccia.

Eppure sarà dato alla distruzione,

finchè Assur ti deporterà in prigionia. "

 

Pronunziò ancora il suo poema e disse: "

 

Ahimè ! Chi potrà sopravvivere

dopo che il Signore  avrà compiuto tal cosa ?

Verranno navi dalla parte di Cipro

e opprimeranno Assur

e opprimeranno Eber,

ma anche' egli cadrà in perdizione. "

 

Poi Balaam si alzò e tornò al suo paese, mentre Balak se ne andò per la sua strada.

 

BAAL  -  PEOR

 

25.    Israele si trasferì a Sittim e il popolo cominciò a trescare con le figlie di Moab. Esse invitarono il popolo ai sacrifici offerti ai loro dèi.  Il popolo mangiò  e si prostrò davanti ai loro dèi. Israele aderì al culto di Baal-Peor e l'ira del Signore si accese contro Israele.

Il Signore disse a Mose': "Prendi tutti i capi del popolo e fa appendere al palo i colpevoli, davanti al Signore, al sole, perchè l' ira ardente del Signore si allontani da Israele.

Mose' disse ai giudici di Israele: "Ognuno di voi uccida dei suoi uomini coloro che hanno aderito a Baal-Peor,

Ed ecco uno degli Israeliti venne e condusse ai suoi fratelli una donna medianita, sotto gli occhi di Mose' e di tutta la comunità degli Israeliti, mentre essi stavano piangendo all' ingresso della tenda del convegno.

Vedendo ciò Finees, figlio di Eleazaro, figlio del sacerdote Aronne, si alzò in mezzo alla comunità, prese in mano una lancia, seguì quell' uomo di Israele sulla tenda e li trafisse tutti e due, l' uomo di Israele, e la donna nel basso ventre.

E il flagello cessò fra gli Israeliti. Di quel flagello morirono ventiquattromila persone.

Il Signore disse a Mose': "Finees, figlio di Eleazaro, figlio del sacerdote Aronne, ha allontanato la mia ira dagli Israeliti, perchè egli è stato animato dal mio zelo fra di loro, e io, nella mia gelosia, non ho sterminato gli Israeliti.

Perciò digli che io stabilisco con lui un' alleanza di pace, che sarà per lui e per la sua stirpe dopo di lui un' alleanza di un sacerdozio perenne, perchè egli ha avuto zelo per il suo Dio e ha fatto il rito espiatorio per gli Israeliti. "

L' uomo di Israele che è stato ucciso con la donna medianita si chiamava Zimri, figlio di Salu, capo di un casato paterno dei Simeoniti.

La donna che è stata uccisa, la madiana, si chiamava Cozbi, figlia di Sur, capo della gente di un casato di Madian.

Il Signore disse a Mose': "Trattate i Madianiti da nemici e uccideteli, poichè essi vi hanno trattato da nemici con le astuzie mediante le quali vi hanno sedotti nella faccenda di Peor e nella faccenda di Cozbi, figlia di un principe di Madian, loro sorella, che è stata uccisa il giorno del flagello causato per la faccenda di Peor. "

 

NUOVO  CENSIMENTO

 

25.    Il Signore disse a Mose' e a Eleazaro figlio del sacerdote Aronne: "Fate il censimento di tutta la comunità degli Israeliti, dall' età di venti anni in su, secondo i loro casati paterni, di quanti in Israele possono andare in guerra."

Mose' e il sacerdote Eleazaro dissero loro nelle steppe di Moab, presso il Giordano, di fronte a Gerico: "Si faccia il censimento dall'età di venti anni in su, come il Signore aveva ordinato a Mose' e agli Israeliti quando uscirono dal Paese di Egitto. "

Ruben, primogenito di Israele. Figli di Ruben: Enoch, da cui discende la famiglia degli Enochiti, Pallu, da cui discende la famiglia dei Palluiti; Chezron da cui discende la famiglia dei Chezroniti; Carmi, da cui discende la famiglia dei Carmiti.

Quelli che furono registrati furono quarantatremilasettecentotrenta.

Figli di Pallu: Eliab. Figli di Elib: Nemuel, Datan e Abiram.

Questi sono quei di Datan e Abiram, membri del consiglio che si ribellarono contro Mose' e contro Aronne con la gente di Core, quando questa si era ribellata contro il Signore. La terra spalancò la bocca e li inghiottì insieme con Core, quando quella gente morì e il fuoco divorò duecentocinquanta uomini, che servirono d' esempio. Ma i figli di Core non perirono.

Figli di Simeone secondo le loro famiglie ... omissis ...tali furono le famiglie del Simeoniti: ne furono registrati ventiduemiladuecento.

Figli di Gad secondo le loro famiglie ... omissis ...Tali sono le famiglie dei figli di Gad: ne furono registrati  quarantamilacinquecento.

Figli di Giuda: ... Ecco i figli di Giuda secondo le loro famiglie ... omissis ...Tali sono le famiglie di Giuda: ne furono registrati settantaseimilacinquecento.

Figli di Issacar secondo le loro famiglie ... omissis ...Tali sono le famiglie di Issacar: ne furono registrarti sessantaquattromilatrecento.

Figli di Zabulon secondo le loro famiglie ... omissis ... Tali sono le famiglie degli Zabulonidi: ne furono registrati sessantamilacinquecento.

Figli di Giuseppe secondo la loro famiglie: Manasse ed Efraim  ...omissis ... Tali sono le famiglie di Manasse: gli uomini registrati furono cinquantaduemilasettecento.

Questi dono i figli di Efraim secondo le loro famiglie ... omissis ... Tali sono le famiglie di Efraim: ne furono registrati trentaduemilacinquecento. Questi sono i figli di Giuseppe secondo le loro famiglie.

Figli di Beniamino secondo le loro famiglie ... omissis ... Tali sono i figli di Beniamino secondo le loro famiglie: gi uomini registrati furono quarantacinquemilaseicento.

Questi sono i figli di Dan secondo le loro famiglie: da Suam discende la famiglia dei Suamiti ... omissis ... Totale per le famiglie dei Suamiti: ne furono registrati sessantaquattromilaquattrocento.

Figli di Aser secondo le loro famiglie ... omissis ... Tali furono le famiglie dei figli di Aser: ne furono registrati cinquantatremilaquattrocento.

Figli di Neftali secondo le loro famiglie ... omissis ... Tali sono le famiglie di Neftali: Gli uomini registrati furono quarantacinquemilaquattrocento.

 

Questi furono gli Israeliti che furono registrati: seicentomilasettecentotrenta.

 

Il Signore disse a Mose': "Il Paese sarà diviso fra di essi per essere loro proprietà, secondo il numero delle persone.

A quelli che sono in maggior numero darai in possesso una porzione maggiore; a quelli che sono in minor numero darai una porzione minore; si darà a ciascuno la sua porzione secondo il censimento.

Ma la ripartizione del Paese sarà gettata a sorte: essi riceveranno la rispettiva proprietà secondo i nomi delle tribù paterne. La ripartizione delle proprietà sarà gettata a sorte per tutte le tribù grandi o piccole.

 

Questi sono i leviti dei quali si fece il censimento secondo le loro famiglie ... omissis ... Gli uomini registrati furono ventitremila: tutti maschi, dall' età di un mese in su.

 Non furono compresi nel censimento degli Israeliti  perchè non fu data loro alcuna proprietà fra gli Israeliti.

 

Questi sono i registrati da Mose' e dal sacerdote Eleazaro, i quali fecero il censimento degli Israeliti nelle steppe di Moab presso il Giordano di Gerico.

Fra questi non vi era alcuno di quegli Israeliti dei quali Mose' e il sacerdote Aronne avevano fatto il censimento nel deserto del Sinai, perchè il Signore aveva detto loro: "Dovranno morire nel deserto ! "

E non ne rimase neppure uno, eccetto Caleb figlio di Iefunne e Giosue' figlio di Nun.

 

EREDITA'  DELLE  DONNE

 

27.  Le figlie di Zelofcad, figlio di Chefer, figlio di Galaad, figlio di Machie, figlio di Manasse, figlio di Giuseppe, che si chiamavano Macla, Noa, Cogla, Milca e Tirza, si accostarono e si presentarono davanti a Mose', davanti al sacerdote Eleazaro, davanti ai capi e a tutta la comunità all' ingresso della tenda del convegno, e dissero: "Nostro padre è morto nel deserto. Egli non era nella compagnia di coloro che si adunarono contro il Signore, non era della gente di Core, ma è morto a causa del suo peccato, senza figli maschi. Perchè dovrebbe il nome del Padre nostro scomparire dalla sua famiglia, per il fatto di non avere avuto figli maschi ? Dacci un possedimento insieme ai fratelli di nostro padre. "

Mose' portò la loro causa davanti al Signore.

Il Signore disse a Mose': "Le figlie di Zelofcad dicono bene: dai loro un possedimento tra i fratelli dei loro padri e farai passare ad esse l' eredità del loro padre. Parlerai inoltre agli Israeliti e dirai: Quando qualcuno sarà morto senza lasciare un figlio maschio, farete passare la sua eredità alla figlia. Se non ha neppure una figlia darete la sua eredità ai suoi fratelli.

Se non ha fratelli darete la sua eredità ai fratelli del padre. Se non ci sono parenti del padre darete la sua eredità al parente più stretto nella sua famiglia, e quegli la possiederà.

Questa sarà, per i figli di Israele, una norma di diritto, come il Signore ha ordinato a Mose'. "

 

ANNUNCIO  DALLA  MORTE  DI  MOSE'

E  SUCCESSIONE  DI  GIOSUE'

 

Il Signore disse a Mose': "Sali su questo monte degli Abarim e contempla il Paese che io do agli Israeliti.  Quando l' avrai visto anche tu sarai riunito ai tuoi antenati, come fu riunito Aronne, tuo fratello, perchè trasgrediste all' ordine che vi avevo dato nel deserto di Zin, quando la comunità si ribellò e voi non dimostraste la mia santità agli occhi loro, a proposito di quelle acque. "

Sono le acque di Meriba e Kades, nel deserto di Zin.

Mose' disse al Signore: "Il Signore, il Dio della vita in ogni essere vivente, metta a capo di questa comunità un uomo che li preceda, nell' uscire e nel tornare, li faccia uscire e li faccia tornare, perchè il gregge del Signore non sia un gregge senza pastore. "

Il Signore disse a Mose': "Prenditi Giosue', figlio di Nun, uomo in cui è lo spirito, porrai la mano su di lui, lo farai comparire davanti al sacerdote Eleazaro e davanti a tutta la comunità; gli darai i tuoi ordini in loro presenza e lo farai partecipe della tua autorità, perchè tutta la comunità degli Israeliti gli obbedisca.

Egli si presenterà davanti al sacerdote Eleazaro che consulterà per lui il giudizio degli urim davanti al Signore. Egli, e tutti gli Israeliti con lui, e tutta la comunità usciranno all' ordine di Eleazaro, e rientreranno all' ordine suo. "

Mose' fece come il Signore gli aveva ordinato, prese Giosue' e lo fece comparire davanti al sacerdote Eleazaro e davanti a tutta la comunità. Pose su lui le mani e gli dette i suoi ordini, come il Signore aveva comandato per mezzo di Mose'.

 

SACRIFICI  E  FESTE

 

28.    Il Signore disse a Mose': "Dà quest' ordine agli Israeliti e dì loro: Avrete cura di presentarmi, al tempo stabilito, l' offerta, l' alimento dei miei sacrifici da consumare con il fuoco, soave profumo per me.

Dirai loro: Questo è il sacrificio consumato dal fuoco che offrirete al Signore: due al giorno, agnelli dell' anno senza difetti, due al giorno, come olocausto perenne.

Uno degli agnelli lo offrirai la mattina e l' altro agnello lo offrirai al tramonto come oblazione, un decimo di efa di fior di farina intrisa in un quarto di kin di olio di olive schiacciate. Tale è l' olocausto perenne offerto presso il monte Sinai: sacrificio consumato nel fuoco, soave profumo per il Signore.

La libazione sarà di un quarto di kin per il primo agnello; farai nel santuario la libazione, bevanda inebriante per il Signore.

L' altro agnello l' offrirai al tramonto, con una oblazione e una libazione simile a quella della mattina: è un sacrificio fatto con il fuoco, soave profumo per il Signore.

Nel giorno di sabato offrirete due agnelli dell' anno, senza difetti: come oblazione due decimi di fior di farina intrisa in olio, con la sua libazione.

E' l' olocausto del sabato, per ogni sabato, oltre l' olocausto perenne e la sua libazione.

 

Al principio dei vostri mesi offrirete come olocausto al Signore due giovenche, un ariete, sette agnelli dell' anno senza difetti e tre decimi di fior di farina intrisa in olio; come oblazione per ciascun giovenco due decimi di fior di farina intrisa in olio come oblazione per l' ariete, e un decimo di fior di farina intrisa in olio per ogni agnello.

E' un olocausto di soave profumo, un sacrificio consumato nel fuoco per il Signore.

Le libazioni saranno di mezzo kin di vino per giovenco, di un terzo di kin per l' ariete e di un quarto di kin per l' agnello.

 

Tale è l' olocausto del mese, per tutti i mesi dell' anno:

Si offrirà al Signore un capro in sacrificio espiatorio oltre l' olocausto perenne e la sua libazione.

 

Il primo mese, il quattordici del mese sarà la Pasqua del Signore. Il quindici del mese sarà giorno di festa.

Per sette giorni si mangerà pane azzimo. Il primo giorno si terrà una sacra adunanza; non farete alcun lavoro servile, offrirete in sacrificio con il fuoco un olocausto al Signore: due giovenchi, un ariete e sette agnelli dell' anno senza difetti, come oblazione fior di farina intrisa in olio, ne offrirete tre decimi per giovenco e due per l' ariete; ne offrirai un decimo per ciascuno dei sette agnelli e offrirai un capro come sacrificio espiatorio par fare il rito espiatorio per voi.

Offrirete questi sacrifici oltre l' olocausto della mattina, che è un olocausto perenne. Li offrirete ogni giorno, per sette giorni; è un alimento sacrificale consumato dal fuoco, soave profumo per il Signore. Lo si offrirà come l' olocausto perenne con la sua libazione.

Il settimo giorno terrete una sacra adunanza, non farete alcun lavoro servile.

 

Il giorno delle primizie, quando presenterete al Signore una oblazione nuova, alla vostra festa delle settimane terrete una sacra adunanza; non farete alcun lavoro servile.

Offrirete in olocausto di soave profumo al Signore due giovenchi, un ariete e sette agnelli dell' anno; in oblazione fior di  farina intrisa in olio: tre decimi per ogni giovenco, due decimi per l' ariete e un decimo per ciascuno dei sette agnelli; offrirete un capro per il rito espiatorio per voi.

 

Offrirete questi sacrifici  oltre l' olocausto perpetuo e la sua oblazione. Sceglierete animali senza difetti e vi aggiungerete la loro libazione.

 

29.   Il settimo mese, il primo giorno del mese terrete una sacra adunanza; non farete alcun lavoro servile; sarà per voi il giorno dell' acclamazione con le trombe.

Offrirete in olocausto il soave odore al Signore: un giovenco, un ariete, sette agnelli dell' anno senza difetto; in oblazione fior di farina intrisa in olio: tre decimi per il giovenco, due decimi per l' ariete e un decimo per ciascuno dei sette agnelli. E un capro per il rito espiatorio per voi ; oltre l' olocausto del mese con la sua oblazione e l' olocausto perenne con la sua oblazione e le loro libazioni, secondo il loro rito.

Sarà un sacrificio consumato dal fuoco, soave profumo per il Signore.

 

Il decimo giorno di questo settimo mese terrete una sacra adunanza e vi mortificherete; non farete alcun lavoro e offrirete in olocausto di soave profumo al Signore un giovenco, un ariete, sette agnelli dell' anno senza difetti; come oblazione fior di farina intrisa in olio: tre decimi per il giovenco, due decimi per l' ariete e un decimo per ciascuno dei sette agnelli. E un capro in sacrificio espiatorio oltre il sacrificio espiatorio del rito  dell' espiazione e oltre l' olocausto perenne con la sua oblazione e le loro libazioni.

 

Il quindici del settimo mese terrete una sacra adunanza; non farete alcun lavoro servile e celebrerete una festa per il Signore per sette giorni.

Offrirete in olocausto come sacrificio consumato dal fuoco, soave profumo per il Signore, tredici giovenchi, due arieti, quattordici agnelli dell' anno senza difetti; come oblazione fior di farina intrisa in olio: tre decimi per ciascuno dei tredici giovenchi, due decimi per ciascuno dei due arieti, un decimo per ciascuno dei quattordici agnelli, e un capro in sacrificio espiatorio oltre l' olocausto perenne con la sua oblazione e la sua libazione.

 

Il secondo giorno offrirete dodici giovenchi, due arieti, quattordici agnelli dell' anno senza difetti con le loro oblazioni e le libazioni per i giovenchi, gli arieti e gli agnelli secondo il numero e il rito e un capro in sacrificio espiatorio, oltre all' olocausto perenne, la sua oblazione e le loro libazioni.

 

Il terzo giorno offrirete undici giovenchi, due arieti e quattordici agnelli dell' anno senza difetti, con le loro oblazioni e le loro libazioni per i giovenchi, gli arieti e gli agnelli secondo il loro numero e in rito un capro in sacrificio espiatorio, oltre all' olocausto perenne, la sua oblazione e la sua libazione.

 

Io quarto giorno offrirete dieci giovenchi, due arieti, quattordici agnelli dell' anno senza difetti, con le loro offerte e le loro libazioni per i giovenchi, e gli agnelli secondo il loro numero e il rito, e un capro in sacrificio espiatorio oltre l' olocausto perenne, la sua oblazione e la sua libazione.

 

Il quinto giorno offrirete nove giovenchi, due arieti, quattordici agnelli dell' anno senza difetti, con le loro offerte e le loro libazioni per i giovenchi, e gli agnelli secondo il loro numero e il rito, e un capro in sacrificio espiatorio oltre l' olocausto perenne, la sua oblazione e la sua libazione.

 

Il sesto giorno offrirete otto giovenchi, due arieti, quattordici agnelli dell' anno senza difetti, con le loro offerte e le loro libazioni per i giovenchi, e gli agnelli secondo il loro numero e il rito, e un capro in sacrificio espiatorio oltre l' olocausto perenne, la sua oblazione e la sua libazione.

 

Il settimo giorno offrirete sette giovenchi, due arieti, quattordici agnelli dell' anno senza difetti, con le loro offerte e le loro libazioni per i giovenchi, e gli agnelli secondo il loro numero e il rito, e un capro in sacrificio espiatorio oltre l' olocausto perenne, la sua oblazione e la sua libazione.

 

L' ottavo giorno terrete una solenne adunanza, non farete alcun lavoro servile, offrirete in olocausto come sacrificio consumato dal fuoco, soave profumo per il Signore, un giovenco, un ariete, sette agnelli dell' anno senza difetti, con le loro oblazioni, le loro libazioni per il giovenco, l' ariete e gli agnelli secondo il loro numero e il rito, e un capro in sacrificio espiatorio oltre l' olocausto perenne, la sua oblazione e la sua libazione.

 

Questi sono i sacrifici che offrirete al Signore nelle vostre solennità, oltre i vostri voti e le vostre offerte volontarie, si tratti dei vostri olocausti, delle vostre oblazioni o delle vostre libazioni o dei sacrifici di comunione."

 

I   VOTI

 

30.   Mose' riferì agli Israeliti quanto il Signore gli aveva ordinato.  Mose' disse ai capi delle tribu' degli Israeliti: "Questo il Signore ha ordinato: Quando uno avrà fatto un voto al Signore, o si sarà obbligato con giuramento ad una astensione, non violi la sua parola, ma dia esecuzione a quanto ha promesso con la bocca.

Quando una donna avrà fatto un voto ai Signore e si sarà obbligata ad una astensione mentre è ancora in casa del padre, durante la sua giovinezza, se il padre, avuta conoscenza del voto di lei e dell' astensione alla quale si è obbligata, non dice nulla, tutti i voti di lei saranno validi e saranno valide tutte le  astensioni  alle quali si sarà obbligata.

Ma se il padre, quando ne viene a conoscenza, ne fa opposizione, tutti i voti di lei e tutte le astensioni alle quali si sarà obbligata, non saranno validi. Il Signore la perdonerà perchè il padre le ha fatto opposizione.

Se si marita, quando è legata  da voti o da obblighi di astensione assunti alla leggera con le labbra, se il marito ne ha conoscenza e quando ne viene a conoscenza non dice nulla, i voti di lei saranno validi e saranno validi gli obblighi di astensione da lei assunti.

Ma se il marito, quando ne viene a conoscenza, ne fa opposizione, egli annullerà il voto che essa ha fatto e l' obbligo di astensione che essa si è assunta alla leggera. Il Signore la perdonerà.

Ma il voto di una vedova o di una donna ripudiata, qualunque l' obbligo che si è assunta, rimarrà valido.

Se una donna nella casa del marito farà voti e si obbligherà con giuramento ad una astensione e il marito ne avrà conoscenza, se il marito non dice nulla e non le fa opposizione, tutti i voti di lei saranno validi e saranno validi gli obblighi di astensione da lei assunti.

Ma se il marito, quando ne viene a conoscenza, li annulla, quanto le sarà uscito dalle labbra, voto od obbligo di astensione non sarà valido. Il marito lo ha annullato, il Signore la perdonerà.

Il marito può ratificare e il marito può annullare qualunque voto e qualunque giuramento per il quale essa si sia obbligata a mortificarsi.

Ma se il marito, da un giorno all' altro, non dice nulla in proposito, egli ratifica tutti i voti di lei e tutti i voti di astensione da lei assunti; li ratifica perchè non ha detto nulla a questo proposito quando ne ha avuto conoscenza.

Ma se li annulla qualche tempo dopo averne avuto conoscenza porterà il peso della colpa della moglie. "

Queste sono le leggi che il Signore prescrisse a Mose' riguardo al marito e alla moglie, al padre e alla figlia, quando questa è ancora fanciulla, in casa del padre.

 

GUERRA  MADIANITA

 

31.   Il Signore disse a Mose': "Compi la vendetta degli Israeliti contro i Madianiti, quindi sarai riunito ai tuoi antenati. "

Mose' disse al popolo: "Mobilitate fra di voi uomini per la guerra, e marcino contro Madian per eseguire la vendetta del Signore su Madian.

Manderete in guerra mille uomini per tribù, di tutte le tribù di Israele."

Così furono forniti, dalle migliaia di Israele, mille uomini per tribù, cioè dodicimila uomini armati per la guerra.

Mose'  mandò in guerra quei mille uomini per tribù e con essi Finees, figlio del sacerdote Eliazaro, il quale portava gli oggetti sacri e aveva in mano le trombe dell' acclamazione.

Marciarono dunque contro Madian come il Signore aveva indicato a Mose', e uccisero tutti i maschi. Tra i caduti uccisero anche i re di Madian Evi, Rekem, Sur, Ur e Reba, cioè cinque re di Madian; uccisero anche Balaam figlio di Beor.

Gli Israeliti fecero prigioniere le donne di Madian e i loro fanciulli, e depredarono tutto il loro bestiame, tutti i loro greggi e ogni loro bene; appiccarono il fuoco a tutte le città che quelli abitavano e a tutti i loro attendamenti, e presero tutto il bottino e tutta la preda, gente e bestiame.

Poi condussero i prigionieri, la preda e il bottino a Mose', al sacerdote Eleazaro e alla comunità degli Israeliti accampati nelle steppe di Moab, presso il,Giordano, di fronte a Gerico.

Mose', il sacerdote Eliazaro e tutti i capi della comunità uscirono loro incontro fuori dell' accampamento.

Mose' si adirò contro i comandanti dell' esercito, capi delle migliaia e capi delle centinaia, che tornavano dalla spedizione di guerra.

Mose' disse loro: "Avete lasciato in vita tutte le femmine ? Proprio loro, per suggerimento di Balaam, hanno insegnato agli Israeliti l' infedeltà verso il Signore, nella faccenda di Peor, per cui venne il flagello nella comunità del Signore.

Ora uccidete ogni maschio tra i fanciulli e uccidete ogni donna che si è unita con un uomo; ma tutte le famiglie che non si sono unite con uomini conservatele in vita per voi.

Poi voi accampatevi per sette giorni fuori dal campo; chiunque ha ucciso e chiunque ha toccato un cadavere si purifichi il terzo e il settimo giorno: questo per voi e per i vostri prigionieri .

Purificherete anche ogni veste, ogni oggetto di pelle, ogni lavoro di pelo di capra e ogni oggetto di legno. "

 

Il sacerdote Eliazaro disse ai soldati che erano andati in guerra: "Questo è l' ordine della legge che il Signore ha prescritto a Mose'. L' oro, l' argento, il rame, il ferro lo stagno e il piombo, quanto può sopportare il fuoco, lo farete passare per il fuoco e sarà reso puro; ma sarà purificato anche con l' acqua della purificazione; quanto non può sopportare il fuoco lo farete passare per l' acqua. Vi laverete le vesti e il settimo giorno sarete puri; poi potrete entrare nell' accampamento. "

Il Signore disse a Mose': "Tu, con il sacerdote Eliazaro e con i capi della comunità fa il censimento di tutta la preda che è stata fatta: della gente e del bestiame: dividi la preda fra i combattenti che sono andati in guerra, e tutta la comunità.

Dalla parte spettante ai soldati che sono andati in guerra preleverai un tributo per il Signore, cioè l' uno per cinquecento delle persone e del grosso bestiame, degli asini e del bestiame minuto. Lo prenderai sulla metà di loro spettanza e lo darai al sacerdote Eliazaro come offerta da fare con il rito di elevazione in onore del Signore.

Della metà che spetta agli Israeliti prenderai l' uno per cinquanta delle persone e del grosso bestiame, degli asini e del bestiame minuto; lo darai ai leviti, che hanno la custodia della Dimora del Signore. "

Mose' e il sacerdote Eliazaro fecero come il Signore aveva ordinato a Mose'. Il bottino, cioè tutto ciò che rimaneva della preda fatta da coloro che erano stati in guerra consisteva in seicentosettantacinquemila capi di bestiame minuto, sessantaduemila capi di grosso bestiame, sessantaunomila asini e trentaduemila persone, ossia donne che non si erano unite con uomini.

La metà, cioè la parte di quelli che erano andati in guerra fu di trecento trentasettemila capi di bestiame minuto, dei quali seicentosettantacinque per il tributo al Signore; trentaseimila capi di grosso bestiame, dei quali settantadue per l' offerta al Signore, trentamilacinquecento asini  dei quali sessantuno per l' offerta al Signore e sedicimila persone, delle quali trentadue per l' offerta al Signore.

Mose' diede al sacerdote Eleazaro il contributo dell' offerta prelevata per il Signore, come il Signore gli aveva ordinato. La metà che spettava agli Israeliti dopo che Mose' ebbe  fatto la spartizione con gli uomini andati in guerra, la metà spettante alla comunità fu di trecentotrentasettemilacinquecento capi di bestiame minuto, trentaseimila capi di grosso bestiame, trentamilacinquecento asini e sedicimila persone.

Da questa metà che spettava agli Israeliti Mose' prese l' uno per cinquanta degli uomini e degli animali e li diede ai leviti che hanno la custodia della Dimora del Signore, come il Signore aveva ordinato a Mose'.

I comandanti delle migliaia dell' esercito, capi di migliaia e capi di centinaia, si avvicinarono a Mose' e gli dissero: "I tuoi servi hanno fatto il computo dei soldati che erano sotto i nostri ordini e non ne manca neppure uno. Per questo portiamo in offerta al Signore ognuno quello che ha trovato in oggetti d' oro: bracciali, braccialetti, anelli, pendenti, collane, per il rito espiatorio per le nostre persone davanti al Signore. "

Mose' e il sacerdote Eleazaro presero dalle loro mani quell' oro, tutti gli oggetti lavorati. Tutto l' oro dell' offerta che essi consegnarono al Signore, con il rito dell' elevazione, da parte dei capi di migliaia e di capi di centinaia, pesava settemilasettecentocinquanta sicli. Gli uomini dell' esercito si tennero il bottino che ognuno si era fatto per conto suo.

Mose' e il sacerdote Eleazaro presero l' oro dei capi di migliaia e centinaia e lo portarono nella tenda del convegno come memoriale per gli Israeliti davanti al Signore.

 

RUBEN  E  GAD  IN  TRNSGIORDANIA

 

33.  I figli di Ruben e i figli di Gad avevano bestiame in numero molto grande; quando videro che il paese di Iazer e il paese di Galaad erano luoghi di bestiame, i figli di Gad e i figli di Ruben vennero a parlare a Mose', al sacerdote Eleazaro e ai principi della comunità e dissero: "Atarot, Dibon, Iazer, Nimra, Chesbon, Eleale, Seban, Nebo e Beon, terre che il Signore ha sconfitto alla presenza delle comunità di Israele, sono terre da bestiame, e i tuoi servi hanno appunto il bestiame. "

Aggiunsero: "Se abbiamo trovato grazia ai tuoi occhi, sia concesso ai tuoi servi il possesso di questo Paese, non ci far passare il Giordano. "

Ma Mose' rispose ai figli di Gad e ai figli di Ruben: "Andrebbero quindi i vostri fratelli in guerra e voi ve ne stareste qui ? Perchè volete scoraggiare gli Israeliti dal passare nel Paese che il Signore ha dato loro ? Così fecero i vostri padri quando li mandai da Kades - Barnea per esplorare il Paese. Salirono fino alla valle di Escol e dopo aver esplorato il Paese scoraggiarono gli Israeliti dall' entrare nel Paese che il Signore aveva dato loro. Così l' ira del Signore si accese in quel giorno ed egli giurò: Gli uomini che sono usciti dall' Egitto, dall' età di vent' anni in su, non vedranno mai il Paese che ho promesso con giuramento ad Abramo, ad Isacco e Giacobbe,  perchè  non mi hanno seguito fedelmente, se non Caleb figlio di Iefunne, il Kennizzita, e Giosuè figlio di Nun, che hanno seguito il Signore fedelmente.

L' ira del Signore si accese dunque contro Israele, lo fece errare nel deserto per quarant' anni, finchè fosse finita tutta la generazione che aveva agito male agli occhi del Signore.

Ed ecco, voi sorgete al posto dei vostri padri, razza di uomini peccatori, per aumentare ancora l' ira del Signore contro Israele. Perchè, se voi non volete più seguirlo, il Signore continuerà a lasciarlo nel deserto e voi farete perire tutto questo popolo. "

Ma quelli si avvicinarono a lui e gli dissero: "Costruiremo qui ovili per il nostro bestiame e città per i nostri fanciulli, ma quanto a noi, ci terremo pronti in armi, per marciare davanti agli Israeliti finchè li avremo condotti al luogo destinato loro; intanto i nostri fanciulli dimoreranno nelle fortezze per timore degli abitanti del Paese. Non torneremo alle nostre case finchè ogni Israelita non abbia preso possesso della sua eredità; non possederemo nulla al di là del Giordano e più oltre, perchè la nostra eredità ci è toccata da questa parte del Giordano, a Oriente. "

Allora Mosè disse loro: "Se fate questo, se vi armate per andare a combattere davanti al Signore, se tutti quelli che si armeranno passeranno il Giordano davanti al Signore finchè egli abbia scacciato i suoi nemici dalla sua presenza, se non tornerete fin quando il Paese vi sarà sottomesso davanti al Signore, voi sarete innocenti di fronte al Signore e di fronte a Israele e questo Paese sarà vostra proprietà alla presenza del Signore.

Ma se non fate così voi peccherete contro il Signore, sappiate che il vostro peccato vi raggiungerà.  Costruitevi pure città per i vostri fanciulli, e ovili per i vostri greggi, ma fate quello che la vostra bocca ha promesso. "

I figli di Gad e i figli di Ruben dissero a Mose': "I tuoi servi faranno quello che il mio signore comanda: i nostri fanciulli, le nostre mogli, i nostri greggi e tutto il nostro bestiame rimarranno qui nella città di Galaad; ma i tuoi servi, tutti armati per la guerra, andranno a combattere davanti al Signore, come dice il mio signore.

Allora Mose' diede per loro ordini al sacerdote Eleazaro, a Giosue' figlio di Nun e ai capifamiglia delle tribù degli Israeliti. Mose' disse loro: "Se i figli  di Gad e i figli di Ruben passeranno con voi il Giordano tutti armati per combattere davanti al Signore, e se il Paese sarà sottomesso davanti a voi, darete loro in proprietà il Paese di Galaad.

 Ma se non passano armati con voi  avranno la loro proprietà in mezzo a voi nel Paese di Canaan. "

I figli di Gad e i figli di Ruben risposero: "Faremo come il Signore ha ordinato ai tuoi servi: passeremo in armi davanti al Signore nel Paese di Canaan, ma il possesso della nostra eredità resti per noi al di qua del Giordano.  "

Mose' dunque diede ai figli di Gad e ai figli di Ruben e alla metà dei figli di Manasse, figlio di Giuseppe, il regno di Sicon, re degli Amorrei, e il regno di Og, re di Basan: il Paese con le sue città comprese entro i confini, le città del Paese che ci stendeva intorno.

 

 

I figli di Gad ricostruirono Dibon, Atarot, Aroer, Aterot-Sofan, Iazer, Iogbea, Bet-Nimra e Bet- Aran, fortezze, e fecero ovili per i greggi.

I figli di Ruben ricostruirono Chesbon, Eleale, Kiriataim, Nebo e Baal-Meon, i cui nomi furono mutati, e Sibma, e diedero nuovi nomi alle città che avevano ricostruite.

I figli di Machir, figlio di Manasse, andarono nel paese di Galaad, lo presero e ne cacciarono gli Amorrei che vi abitavano.

Mose' allora diede Galaad a Machir, figlio di Manasse, che vi si stabilì.

Anche Iair, figlio di Manasse andò e prese i loro villaggi e li chiamò "villaggi di Iair".

Nobach andò e prese Kenat con le dipendenze, e la chiamò Nobach.

 

RICOSTRUZIONE  DEL  VIAGGIO

DALL'  EGITTO  A  MOAB

 

33.   Queste sono le tappe degli Israeliti che uscirono dal Paese d' Egitto, ordinato secondo le loro schiere, sotto la guida di Mose' e Aronne.

Mose' scrisse i loro punti di partenza, tappa per tappa , per ordine del Signore; queste sono le loro tappe nell' ordine dei punti di partenza:

Partirono da Ramses il primo mese, il quindici del primo mese.

Il giorno dopo la Pasqua gli Israeliti uscirono a mano alzata , alla vista di tutti gli Egiziani, mentre gli Egiziani seppellivano quelli che il Signore aveva colpito fra di loro, cioè tuti i primogeniti quando il Signore aveva fato giustizia anche dei loro dèi.

 

Gli Israeliti partirono dunque da Ramses e si accamparono a Succot.

Partirono da Succot e si accamparono a Etam, che è sull' estremità del deserto.

Partirono da Etam e ripiegarono verso Pi-Achirot, che è di fronte a Baal-Zefon e si accamparono davanti a Migdol.

Partirono da Pi-Achirot, attraversarono il mare in direzione del deserto, fecero tre giornate di marcia nel deserto di Etam e si accamparono a Mara.

Partirono da Mara e giunsero a Elim. A Elim c' erano dodici sorgenti di acqua e settanta palme, qui si accamparono.

Partirono da Elim e si accamparono presso il Mar Rosso.

 

Partirono dal Mar Rosso e si accamparono presso il deserto di Zin.

Partirono dal deserto di Zin e si accamparono a Dofka.

Partirono da Dofka e si accamparono ad Alus.

Partirono da Alus e si accamparono a Refidim dove non c' era acqua da bere per il popolo. Partirono da Refidim e si accamparono nel deserto del Sinai.

Partirono dal deserto del Sinai e si accamparono a Kibrot-Taava.

Partirono da Kibrot-Taava e si accamparono a Caserot.

Partirono da Caserot e si accamparono a Ritma .

Partirono da Ritma e si accamparono a Rimmon Perez.

Partirono da Rimmon Perez e si accamparono a Libna.

Partirono da Libna e si accamparono a Rissa.

Partirono da Rissa e si accamparono a Keelata.

Partirono da Keelata e si accamparono al monte Sefer.

Partirono dal monte Sefer e si accamparono a Carada.

Partirono da Carada e si accamparono a Makelot.

Partirono da Makelot e si accamparono a Tacat.

Partirono da Tacat e si accamparono a Terach.

Partirono da Terach e si accamparono a Mitka.

Partirono da Mitka e si accamparono a Casmona .

Partirono da Casmona e si accamparono a Moserot.

Partirono da Moserot e si accamparono a Bene-Iakaan.

Partirono a Bene Iakaan e si accamparono a Or-Ghidgar.

Partirono da Or-Ghidgar e si accamparono a Iotbata.

Partirono da Iotbata e si accamparono ad Abrona.

Partirono da Abrona e si accamparono a Ezion-Gheber.

Partirono da Ezion-Gheber  e si accamparono nel deserto di Zin, cioè a Kades. Poi partirono da Kades e si accamparono al monte Or, all' estremità del paese di Edom. Il sacerdote Aronne salì sul monte Or su ordine del Signore e in quel luogo morì il quarantesimo anno dopo l' uscita dagli Israeliti dal Paese d' Egitto.

Il quinto mese,  il primo giorno del mese Aronne era in età di centoventitre anni quando morì sul monte Or.

Il cananeo re di Arab, che abitava nel Negheb, nel paese di Canaan, venne a sapere che gli Israeliti arrivavano.

Partirono dal monte Or e si accamparono a Zalmona.

Partirono da Zalmona e si accamparono a Punon.

Partirono da Punon e si accamparono a Obot.

Partirono da Obot e si accamparono a Iie-Abarin sui confini di Moab.

Partirono da Iie-Abarim e si accamparono a Dibon-Gad.

Partirono da Dibon-Gad e si accamparono ad Almon-Diblataim.

Partirono da Almon-Diblataim e si accamparono al monti Abarim, di fronte a Nebo.

Patirono dai monti Abarim e si accamparono nelle steppe di Moab, presso il Giordano di Gerico.

Si accamparono presso il Giordano, da Bet Iesimot fino ad Abel Sittim, nelle steppe di Moab.

 

PREPARATIVI  PER  LA STARTIZIONE  DELLA  TERRA

 

Il Signore disse a Mose' nelle steppe di Moab, presso il Giordano di Gerico: "Parla agli Israeliti e riferisci loro: Quando avrete passato il Giordano e sarete entrati nel Paese di Canaan, caccerete dinanzi a voi tutti gli abitanti del Paese, distruggerete tutte le loro immagini, distruggerete tutte le loro statue di metallo fuso, e distruggerete tutte le loro alture .

Prenderete possesso del Paese e in esso vi stabilirete perchè io vi ho dato il Paese in proprietà.

Dividerete il Paese a sorte, secondo le vostre famiglie. A quelle che sono più numerose darete una porzione maggiore, e a quelle che sono meno numerose darete una porzione minore. Ognuno avrà quello che gli sarà toccato in sorte; farete la divisione secondo le tribù dei vostri padri.

Ma se non cacciate dinanzi a voi gli abitanti del Paese, quelli di loro che vi avrete lasciati saranno per voi come spine negli occhi e pungoli nei fianchi e vi faranno tribolare nel Paese che abiterete.

Allora io tratterò voi come mi ero proposto di trattare loro. "

 

LE  FRONTIERE  DI  ISRAELE

 

34.   Il Signore disse a Mose': "Dà questo ordine agli Israeliti e riferisci loro: Quando entrerete nel Paese di Canaan, questa sarà la terra che vi toccherà in eredità: Il Paese di Canaan.

Il vostro confine meridionale comincerà al deserto di Zin, vicino a Edom, così la vostra frontiera meridionale partirà dall' estremità del Mar Morto, a Oriente, questa frontiera volgerà al Sud, dalla salita di Akrabbim, passerà per Zin e si estenderà a Mezzogiorno di Kades-Barnea, poi continuerà verso Cazar-Addar e passerà per Azmon.

Da Azmon la frontiera girerà fino al Paese d' Egitto e finirà al mare.

La vostra frontiera a Occidente sarà il mare Mediterraneo: quella sarà la vostra frontiera Occidentale.

 

 

 

Questa sarà la vostra frontiera Settentrionale: Partendo dal Mare Mediterraneo traccerete una linea fino al monte Or, dal monte Or la traccerete in direzione di Camat e l' estremità della frontiera sarà a Zedad; la frontiera continuerà fino a Zifron e finirà a Cazar-Enan. Questa sarà la vostra frontiera settentrionale.

Traccerete la vostra frontiera Orientale da Cazar-Enan a Sefam, la frontiera scenderà lungo il Giordano e finirà al Mar Morto. Questo sarà il vostro Paese, con le sue frontiere tutt' intorno.

 

Mose' comunicò quest' ordine agli Israeliti e disse loro: "Questo è il Paese che vi distribuirete a sorte e che il Signore ha ordinato di dare a nove tribù e mezza, poichè le tribù dei figli di Ruben, secondo i loro casati paterni, e la tribù dei figli di Gad, secondo i loro casati paterni, e la metà della tribù di Manasse, hanno ricevuto la loro porzione.

Queste due tribù e mezza hanno ricevuto la loro porzione oltre il Giordano di Gerico, dal lato Orientale. "

 

I  SOVRINTENDENTI  ALLA  SPARTIZIONE

 

Il Signore disse a Mose': "Questi sono i nomi degli uomini che spartiranno il Paese fra di voi: Il sacerdote Eleazaro e Giosue' figlio di Nun. Prenderete anche un Capo si ogni tribù per fare la spartizione del Paese. Ecco i nomi di questi uomini:

Per la tribù di Giuda, Caleb figlio di Iefunne. Per la tribù dei figli di Simeone, Samuele figlio di Ammiud. Per la tribù di Beniamino, Elidad, figlio di Chilson. Per la tribù dei figli di Dan, il Capo Bukki figlio di Iogli . Per i figli di Giuseppe: per la tribù dei figli di Manasse, il Capo Anniel figlio di Efod. Per la tribù dei figli di Efraim, il Capo Kemuel, figlio di Siptan.  Per la tribù dei figli di Zabulon, il Capo Elisafan figlio di Parnach.  Per la tribù dei figli di Issacar il capo Paltiel figlio di Azzan. Per la tribù dei figli di Aser, il Capo Achiud, figlio di Selomi. Per la tribù dei figli di Neftali, il Capo Pedael figlio di Ammiud.

Questi sono coloro ai quali il Signore ordinò di spartire il possesso del Paese di Canaan fra gli Israeliti.

 

CITTA'  DEI  LEVITI  E  CITTA'  RIFUGIO

 

35.   Il Signore disse a Mose' nelle steppe di Moab presso il  Giordano di Gerico: "Ordina agli Israeliti che delle eredità che possiederanno riservino ai leviti città da abitare; darete anche ai leviti il contado che è intorno alla città. Essi avranno la città per abitarvi e il contado servirà per il loro bestiame, per i loro beni e per tutti gli animali.

Il contado della città che darete ai leviti si estenderà per lo spazio di mille cubiti fuori dalle mura della città tutt' intorno.

Misurerete dunque fuori dalla città duemila cubiti dal lato Orientale, duemila cubiti dal lato Meridionale, duemila cubiti dal lato Occidentale e duemila cubiti dal lato Settentrionale; la città sarà in mezzo. Tale sarà il contado di ciascuna delle loro città.

Fra le città che darete ai leviti, sei saranno città di asilo, che voi designerete perchè visi rifugi l' omicida; a queste aggiungerete altre quarantadue città, Tutte le città che darete ai leviti saranno dunque quarantotto, con il relativo contado. Di queste città che darete ai leviti, prendendole dalla proprietà degli Israeliti, ne prenderete di più da quelli che ne hanno di più e meno da quelli che ne hanno di meno; ognuno ai leviti darà delle sue città in proporzione all' eredità che gli sarà toccata. "

 

Il Signore disse a Mose': "Parla agli Israeliti e riferisci loro: Quando avrete passato il Giordano e sarete entrati nel Paese di Canaan, designerete per voi città che saranno per voi città di asilo dove potrà rifugiarsi l' omicida che avrà ucciso qualcuno involontariamente.

Queste città vi serviranno di asilo contro il vendicatore del sangue, perchè l' omicida non sia messo a morte prima di comparire in giudizio dinanzi alla comunità.

Delle città che darete, sei saranno dunque per voi città di asilo. Darete tre città di qua del Giordano e darete altre tre città nel Paese di Canaan. Saranno città di rifugio. Queste sei città serviranno di rifugio agli Israeliti, allo straniero e all'ospite  che soggiornerà in mezzo a voi, perchè vi si rifugi qualcuno che abbia ucciso involontariamente.

Ma se uno colpisce un altro con uno strumento di ferro ed egli muore, quel, tale è omicida: l' omicida dovrà essere messo a morte.

O se lo colpisce con una pietra che aveva in mano, atta a causare la morte, e il colpito muore, quel tale è omicida: l' omicida dovrà essere messo a morte.

O se lo colpisce con uno strumento di legno che aveva in mano, atto a causare la morte, e il colpito muore, quel tale è omicida: l' omicida dovrà essere messo a morte.

Sarà il vendicatore del sangue quegli che metterà a morte l' omicida, quando lo incontrerà, lo ucciderà.

Se uno dà a un altro una spinta per odio o gli getta addosso qualcosa per premeditazione, e quegli muore, o lo colpisce per inimicizia con la mano,  e quegli muore, chi ha colpito dovrà essere messo a morte, quegli è omicida e il vendicatore del sangue ucciderà l' omicida quando lo incontrerà.

Ma se gli da una spinta per caso, e non per inimicizia, o gli getta addosso qualcosa senza premeditazione, o se, senza volerlo, gli fa cadere addosso una pietra che possa causarne la morte, e quegli ne muore, senza che l' altro gli fosse nemico o gli volesse fare del male, allora ecco le regole secondo le quali la comunità giudicherà fra colui che ha colpito e il vendicatore del sangue.

La comunità libererà l' omicida dalle mani del vendicatore del sangue e lo farà tornare alla città di asilo, da ove era fuggito . Lì dovrà abitare fino alla morte del sommo sacerdote che fu unto con l' olio santo.

Ma se l' omicida esce dai confini della città di asilo dove si era rifugiato, e se il vendicatore del sangue trova l' omicida fuori dai confini della sua città di asilo e lo uccide, il vendicatore del sangue non sarà reo del sangue versato.

Perchè l' omicida deve stare nella sua città di asilo fino alla morte del sommo sacerdote; dopo la morte del sommo sacerdote l' omicida potrà tornare nella terra di sua proprietà.

Queste vi servano come norme di diritto di generazione in generazione, in tutti i luoghi dove abiterete.

Se uno uccide un altro, l' omicida sarà messo a morte in seguito a deposizione di testimoni,  ma un unico testimone non basterà per condannare a morte una persona.

Non accetterete prezzo di riscatto per la vita di un omicida reo di morte, perchè dovrà essere messo a morte.

Non accetterete prezzo di riscatto che permetta all' omicida di fuggire dalla città di rifugio e permetta all' omicida di tornare ad abitare al suo paese  fino alla morte del sacerdote.

Non contaminerete il Paese dove sarete, perchè il sangue contamina il Paese; non si potrà fare per il Paese alcuna espiazione del sangue che non sarà stato sparso, se non mediante il sangue di chi l' avrà sparso.

Non contaminerete dunque il Paese che andate ad abitar e in mezzo al quale io dimorerò, perchè io sono il Signore, che dimoro in mezzo agli Israeliti. "

 

EREDITA'  DELLE  DONNE

 

36.   I capifamiglia dei figli di Galaad, figlio di Machir, figlio di Manasse, tra le famiglie dei figli di Giuseppe, si fecero avanti a parlare in presenza di Mose' e dei principi capifamiglia degli Israeliti, e dissero: "Dio ha ordinato al mio Signore di dare il Paese in eredità agli Israeliti in base alla sorte. Il mio signore ha anche ricevuto l' ordine da Dio di dare l' eredità di Zelofcad nostro fratello , alle figlie di lui.

Se queste si maritano a qualche tribù delle altre famiglie degli Israeliti, la loro eredità sarà detratta dalla eredità di nostri padri e aggiunta alla eredità della tribù nella quale esse saranno entrate; così sarà detratta dall' eredità che ci è toccata in sorte.

Quando verrà il giubileo per gli Israeliti, la loro eredità sarà aggiunta a quella della tribù nella quale saranno entrate e l' eredità loro sarà detratta dalla tribù dei nostri padri. "

 

Allora Mose' comunicò agli Israeliti quest' ordine ricevuto dal Signore: "La Tribù di Giuseppe dice bene. Questo il Signore ha ordinato riguardo alla figlie di Zelofcad: si mariteranno a chi vorranno, purchè si maritino in una famiglia di una tribù dei loro padri.

Nessuna eredità degli Israeliti potrà passare da una tribù all' altra, ma ciascuno degli Israeliti si terrà vincolato all' eredità della tribù dei suoi padri. Ogni fanciulla  che possiede una eredità in una tribù degli Israeliti si mariterà ad uno che appartenga alla tribù di suo padre, perchè ognuno degli Israeliti rimanga nel possesso dell' eredità dei suoi padri, e nessuna eredità passi da una tribù all' altra; ognuna delle tribù degli Israeliti si terrà vincolata alla propria eredità. "

 

Le figlie di Zelofcad fecero secondo l' ordine che il Signore aveva dato a Mose'. Macla, Cogla, Tirza, Milca e Noa, le figlie di Zelofcad, sposarono i figli dei loro zii paterni: si maritarono nelle famiglie dei figli di Manasse, figlio di Giuseppe, e la loro eredità rimase nella famiglia delle tribù del padre loro.

Questi sono i comandi e le leggi che il Signore diede agli Israeliti per mezzo di Mose', nelle steppe di Moab, presso il Giordano di Gerico.

 

FINE  DEL  LIBRO  DEI  NUMERI

 

   

 

 COMMENTO  PITAGORICO

 

 

 

   

 

Ribadiamo il concetto espresso nei precedenti commenti a questo file: l' avventura degli ebrei d' Egitto, e della loro guida Mose', riguarda una operazione politica di successo,  sviluppatasi in più di quarant' anni ed  espressa secondo parametri etici politicamente giustificabili, ma  esclusivamente autocratici e completamente amorali, dei quali ne rappresenta il capostipite storico.

In coerenza  alla cultura pitagorica non troviamo giustificazioni  etiche  sufficienti a giustificare  un  intervento diretto di Dio nell' uomo, simili a ciò che la Bibbia presenta, se non per volontà umana imposta. Il rapporto con gli Ebrei che non si recarono in Egitto, quelli della Genesi per chiarire, non è raccontato bene.

Rispetto alle successive autocrazie storiche troviamo in comune l' assoluta insensibilità per lo spirito umano inteso come un qualcosa di "altro da sè" dalla ideologia generale;  nonchè  il disprezzo per la natura.  Lo dimostrano, teoricamente,  la interpretazione di Dio, inteso come fantasma disponibile e utile solo alla nostra parte del mondo; e praticamente le uccisioni "facili" giustificate dalle  mormorazioni e dagli stessi  ordinamenti al popolo; si veda, per esempio, in 15.,  "i fiocchi", dove la soggezione della natura umana al fantasma è  assoluta.  

La superstizione vi è comunque dominante. Si veda in 5, ma non vogliamo fare citazioni perchè il lettore, per giustificare questo commento, dovrà prima leggere da sè il testo sacro.  Mi riferisco al Vecchio Testamento tradotto all' inizio dall' Ebraico in greco (la Bibbia dei Settanta) perchè da questo stiamo copiando.

In breve, per il pitagorismo orfista, inteso come libera religione, il Vecchio Testamento non può essere considerato per sè un testo sacro proprio causa il suo Spirito impositivo che contrasta, nel mondo moderno, ad esempio, con la Costituzione democratica di Israele, con tutti i Culti Cristiani, ed anche, se lo si vuole, con lo Spirito di Allah - perchè nel Corano i racconti biblici citati, sono in genere ripuliti di tutti i fatti  contraddittori che vi compaiono. Anche se i Talebani si vantano di seguire tutto il Vecchio Testamento alla Lettera.

Lo Spirito del Nuovo Testamento può essere una scelta logica per i pitagorici, perchè  anche essi, sostanzialmente lo accettano.

Penso però che, per conseguenza logica pitagorica, non si possa accettare che  il Vecchio Testamento sia imposto insieme col Nuovo, e che i due  siano considerati  testi consequenziali.  Per noi, uno giustifica il "pensiero forte" cattolico, l' altro il "pensiero debole".

Il problema non è da sottovalutare, perchè lo Spirito del Vecchio Testamento ha già dominato per troppi secoli nei Tribunali Eclesiastici: Giordano Bruno, Galileo, Le Crociate, Lepanto, i Maia, i Catari, tanto per fare citazioni semplici, sono prodotti dello Spirito del  Vecchio Testamento, il quale sembra che esista proprio per mascherare e confondere, negli atti pubblici, il Nuovo.

Il Pitagorismo orfista confida sia nelle Leggi  fisiche (che intende Leggi di Dio) che nelle Leggi dell' Anima, che sarebbe un peccato eliminare dal mondo.
Purtroppo  il futuro non sembra chiaro. L'Enciclica che cita  i Relativisti in 122 - 123, condannandoli come persone, senza una parola di critica verso il Relativismo, dimostra che il Pensiero Forte Cattolico è oggi fortissimo e che si è proposto di convertire il mondo.

Per i Pitagorici la conversione forzata a qualsiasi religione (anche della propria) è uno spreco di energie e potrà condurre soltanto alla perdita di tempo storico.

Il Pitagorismo, oggi, è una novità di cultura che potrà interessare a chi piace, ma che nel suo significato religioso può dimostrare soltanto che Dio esiste da sempre, ed è di tutti. Non può altro che proporre la libertà di religione. Per tutti e di tutti. Perchè altrimenti si parlerebbe di Dio invano.

 

   

 

 

 

 

 

  DEUTERONOMIO

 

    

 

ISRAELE  NELLE  STEPPE  DI  MOAB    

 

Queste sono le parole che Mose' rivolse a tutto Israele nelle acque del Giordano, nella valle dell' Araba, di fronte a Suf, tra Paran, Tofel, Laban,  Caserot  e Di-Zaab. Vi sono undici giornate dall' Oreb, per la via del monte Seir, fino a Kades - Barnea.

Nel quarantunesimo anno, l' undicesimo mese, il primo giorno del mese, Mose' parlò agli Israeliti secondo quanto il Signore gli aveva ordinato di dir loro.

Dopo aver sconfitto Sicon, re degli Amorrei che abitava a Chesbon, e Or re di Basan che abitava ad Astarot e in Edei oltre il Giordano, nel Paese di Moab, Mose' cominciò a spiegare questa legge.

 

PRIMO  DISCORSO  DI  MOSE' DALL'  OREB  A  MOAB

ULTIME  ISTRUZIONI  SULL'  OREB

 

:"Il Signore nostro Dio ci ha parlato sull' Oreb e ci ha detto: Avete dimorato abbastanza su questa montagna, voltatevi, levate l' accampamento e andate verso le montagne degli Amorrei e in tutte le regioni vicine: la valle dell' Araba, le montagne, la Sefela, il Negheb, la costa del mare nel Paese dei Cananei e nel Libano fino al grande fiume, il fiume Eufrate.

Ecco, io vi ho posto il Paese dinanzi, entrate, prendete in possesso il Paese che il Signore ha giurato di dare ai vostri padri, Abramo, Isacco e Giacobbe e alla loro stirpe dopo di essi.

In quel tempo io vi ho parlato e vi ho detto: Io non posso da solo sostenere il peso di questo popolo. Il Signore vostro Dio vi ha moltiplicati, ed ecco, oggi siete numerosi come le stelle del cielo.

Il Signore Dio dei vostri padri vi aumenti anche mille volte di più e vi benedica come vi ha promesso di fare. Ma come posso io da solo portare il vostro peso, il vostro carico e le vostre liti ? Sceglietevi nelle vostre tribù uomini saggi, intelligenti e stimati e io li costituirò vostri capi.

Voi mi rispondeste: Va bene ciò che ci proponi di fare.

Allora, presi i capi delle vostre tribù, uomini saggi e stimati e li stabilii sopra di voi come capi di migliaia, capi di centinaia, capi di cinquantine, capi di decine e come scribi nelle vostre tribù.

In quel tempo diedi quest' ordine ai vostri giudici: Ascoltate le cause dei vostri fratelli e amministrate con giustizia le questioni che uno può avere con il fratello o con lo straniero che sta presso di lui. Nei vostri giudizi non avrete riguardi personali, darete ascolto al piccolo come al grande, non temerete alcun uomo, perchè il giudizio appartiene a Dio; le cause troppo difficili per voi le presenterete a me  e io le ascolterò.

In quel tempo io vi ordinai tutte le cose che dovevate fare.

 

A  KEDES  -  BARNEA

 

Partimmo dall' Oreb e attraversammo tutto il deserto grande e spaventoso che avete visto, dirigendosi verso le montagne degli Amorrei, come il Signore nostro Dio ci aveva ordinato di fare e giungemmo a Kades - Barnea.

Allora vi dissi: Siete arrivati presso la montagna degli Amorrei che il Signore nostro Dio sta per darci. Ecco, il Signore tuo Dio ti ha posto il Paese dinanzi, entra, prendine possesso come il Signore Dio dei tuoi padri ti ha detto: non temere e non ti scoraggiare !

Voi vi accostaste a me tutti e diceste: Mandate uomini innanzi a voi che esplorino il Paese e ci riferiscano sul cammino per il quale dovremo salire e sulle città nelle quali dovremo entrare. La proposta mi piacque e scelsi dodici uomini tra di voi, uno per tribù.

Quelli si incamminarono, salirono verso i monti, giunsero  alla valle di Escol ed esplorarono il Paese. Presero con le mani i frutti del Paese, ce li portarono e ci fecero questa relazione: E' buono il Paese che il Signore nostro Dio sta per darci. Ma voi non vorreste entrarvi e vi ribellaste all' ordine del Signore vostro Dio, mormoraste nelle vostre tende e diceste: Il Signore ci odia, per questo ci ha fatti uscire dal Paese d' Egitto, per darci in mano agli Amorrei e per distruggerci. Dove possiamo andare noi ?

I nostri fratelli ci hanno scoraggiati dicendo: Quella gente è più grande e più alta di noi; le città sono grandi e fortificate fino al cielo, abbiamo visto là persino dei figli degli Anakiti.

Allora dissi a voi: Non spaventatevi e non abbiate paura di loro. Il Signore stesso vostro Dio che vi precede combatterà per voi, come ha fatto tante volte sotto i vostri occhi in Egitto, e come ha fatto nel deserto, dove hai visto come il Signore tuo Dio ti ha portato, come un uomo porta il proprio figlio, per tuto il cammino che avete fatto, finchè siete arrivati qui.

Nonostante questo non aveste fiducia nel Signore vostro Dio che andava innanzi a voi nel cammino per cercare un luogo dove porre l' accampamento; di notte nel fuoco per mostrarvi la via dove andare, e di giorno nella nube.

Il Signore udì le vostre parole, si adirò e giurò: Nessuno degli uomini di questa malvagia generazione vedrà il buon Paese che ho giurato di dare ai vostri padri, se non Caleb, figlio di Iefunne. Egli lo vedrà e a lui e ai suoi figli darà la terra che ha calcato, perchè ha pienamente seguito il Signore.

Anche contro di me si adirò il Signore, per causa vostra, e disse: Neanche tu vi entrerai, ma vi entrerà Giosue' figlio di Nun, che sta al tuo servizio, incoraggialo perchè egli metterà Israele in possesso di questo Paese.

E i vostri bambini, dei quali avete detto: diventeranno oggetto di preda! E i vostri figli che oggi non conoscono ne' il bene ne' il male, essi vi entreranno, a loro lo darò ed essi lo possiederanno.

Ma voi volgetevi indietro e incamminatevi verso il deserto in direzione del Mare Rosso.

Allora voi mi rispondeste: Abbiamo peccato contro il Signore. Entreremo e combatteremo in tutto come il Signore nostro Dio ci ha ordinato.

Ognuno di noi cinse le armi e presumeste di salire verso la montagna. Il Signore mi disse: Ordina loro, non salite e non combattete perchè io non sono in mezzo a voi: voi sarete sconfitti davanti ai vostri nemici.

Io ve lo dissi, ma voi non mi ascoltaste, anzi vi ribellaste all' ordine del Signore, foste presuntuosi e osaste salire verso  i monti .

Allora gli Amorrei, che abitavano quella montagna, uscirono contro di voi, vi inseguirono come fanno le api e vi batterono in Seir, fino a Corma.

Voi tornaste e piangeste davanti al Signore, ma il Signore non diede ascolto alla vostra voce e non vi porse l' orecchio. Così rimaneste in Kades molti giorni, quanto fu il tempo in cui vi avete dimorato.

 

DA  KADES - BARNEA  AD  AMMON

 

2.   Allora cambiammo direzione e partimmo per il deserto verso il Mar Rosso, come il Signore mi aveva detto, e girammo intorno al monte Seir per lungo tempo.

Il Signore mi disse: Avete girato abbastanza attorno a questa montagna: volgetevi verso Settentrione. Dà quest' ordine al popolo: Voi state per passare il confine dei figli di Esaù, vostri fratelli, che dimorano in Seir. Essi avranno paura di voi, state bene in guardia: non muovete loro guerra perchè è il loro Paese, io non vi darò neppure quanto ne può calcare la pianta di un piede; infatti ho dato il monte Seir in proprietà a Esaù. Comprerete da loro con denaro le vettovaglie che mangerete e comprerete da loro con denaro anche l' acqua per bere. Perchè il Signore tuo Dio ti ha benedetto in ogni lavoro delle tue mani, e ti ha seguito con tuo vantaggio in questo grande deserto. Il Signore tuo Dio è stato con te in questi quarant' anni e non ti è mancato nulla.

Allora passammo oltre i nostri fratelli, i figli di Esaù, che abitano in Seir, lungo la via dell'Araba, per Elat ed Ezion-Gheber.

Poi ci voltammo e avanzammo verso il deserto di Moab.

Il Signore mi disse: Non attaccare Moab e non gli muovere guerra, perchè io non ti darò nulla da possedere nel suo Paese; infatti ho dato Ar ai figli di Lot, come loro proprietà.

Prima vi abitavano gli Emim, popolo grande, numeroso, alto di statura, come gli Anakiti. Erano anch' essi considerati Befaim come gli Anakiti, ma i Moabiti li chiamavano Emim.

Anche Seim era prima abitata dagli Hurriti, ma i figli di Esaù li scacciarono, li distrussero e si stabilirono al posto loro, come ha fatto Israele nel Paese che possiede e che il Signore gli ha dato.

 

Ora alzatevi e passate il torrente Zered !

E attraversarono il torrente Zered. La durata del nostro cammino, da Kades - Barnea al passaggio del torrente Zered fu di trentotto anni, finchè tutta quella generazione di uomini atti alla guerra scomparve dall' accampamento, come il Signore aveva loro giurato.

Anche la mano del Signore era stata contro di loro, per sterminarli dall' accampamento, finchè fossero annientati.

Quando tutti quegli uomini atti alla guerra furono passati nel numero dei morti, il Signore gli disse: Oggi tu stai per passare i confini di Moab, di Ar, e ti avvicinerai agli Ammoniti. Non li attaccare e non muover loro guerra, perchè io non ti darò nessun permesso nel Paese degli Ammoniti, infatti l' ho dato in proprietà ai figli di Lot.

Anche questo Paese era reputato Paese di Refaim: prima vi abitavano i Refaim e gli Ammoniti li chiamavano Zanzummin: popolo grande, numeroso, alto di statura come gli Anakiti, ma il Signore li aveva distrutti davanti agli Ammoniti che li avevano cacciati e si erano stabiliti al loro posto.

Così il Signore aveva fatto per i figli di Esaù che abitavano in Seir quando distrusse gli Hurriti davanti a loro; essi li scacciarono e si stabilirono al loro posto.

 

Su, levate l' accampamento e passate la valle dell' Arnon, ecco, io metto in tuo potere Sicon, l' Amorreo re di Chesbon e il suo Paese, comincia a prenderne possesso e muovigli guerra.

Oggi comincerò a incutere paura e terrore di te ai popoli che sono sotto tutto il cielo, così che all' udire la tua fama, tremeranno e saranno presi da spavento dinanzi a te.

 

CONQUISTA  DELL  REGNO  DI  SICON

 

Allora mandai messaggeri dal deserto di Kedemot a Sicon, re di Chesbon, con parole di pace, e gli feci dire: laciami passare nel tuo Paese, io camminerò per la strada maestra senza volgermi ne' e destra ne' a sinistra, tu mi venderai per denaro contante le vettovaglie che mangerò e mi darai per denaro contante l' acqua che berrò. Permettimi solo il transito, come mi hanno permesso i figli di Esaù che abitano in Seir, e i Moabiti che abitano in Ar, finchè io abbia passato il Giordano per entrare nel Paese che il Signor nostro Dio sta per darci.

Ma Sicon, re di Chesbon, non ci volle lasciar passare nel suo Paese perchè il Signore tuo Dio gli aveva reso inflessibile lo spirito e ostinato il cuore, per mettercelo nelle mani, come appunto è oggi.

Il Signore mi disse: Vedi, ho cominciato a mettere in tuo potere Sicon e il suo Paese. Dà inizio alla conquista e impadronisciti del suo Paese.

Allora Sicon uscì contro di noi con tutta la sua gente per darci battaglia a Iaaz.

Il Signore nostro Dio ce lo mise nelle mani e noi abbiamo sconfitto lui, i suoi figli e tutta la sua gente.

In quel tempo prendemmo tutte le sue città e votammo allo sterminio ogni città, uomini, donne, bambini: non vi lasciammo alcun superstite.

Soltanto asportammo per noi come preda il bestiame e le spoglie delle città che avevamo prese.

Da Aroer, che è sull' orlo della valle dell' Arnon, e dalla città che è sul torrente stesso, sino a Galaad, non ci fu città che non fosse inacessibile per noi: il Signore nostro Dio le mise tutte in nostro potere.

Ma non ti avvicinasti al Paese degli Ammoniti, a tutta la riva del torrente Iabbok, a tutte le città delle montagne, a tutti i luoghi che il Signore nostro Dio ci aveva proibito di toccare.

 

CONQUISTA  DEL  REGNO  DI  OG

 

3.   Poi ci voltammo e salimmo sulla via di Basan.

Og, re di Basan, con tutta la sua gente, ci venne incontro per darci battaglia a Edrei.

Il Signore mi disse: non lo tenere perchè io darò in tuo potere lui, tutta la sua gente e il suo Paese; tu farai a lui quel che hai fatto a Sicon, re degli Amorrei, che abitava a Chesbon.

 

Così il Signore nostro Dio mise in nostro potere Og, re di Basan, con tutta la sua gente; noi lo abbiamo sconfitto senza lasciargli alcun superstite.

Gli prendemmo, in quel tempo, tutte le sue città, non ci fu città che noi non prendessimo loro: sessanta città, tutta la regione di Argob, il regno di Og in Basan. Tutte queste città erano fortificate, con alte mura, porte e sbarre, senza contare le città aperte, che erano molto numerose.

Noi le votammo allo sterminio, come avevamo fatto di Sicon, re di Chesbon: votammo allo sterminio ogni città, uomini donne e bambini.

Ma il bestiame, e le spoglie delle città asportammo per noi come preda.

In quel tempo abbiamo preso, ai due re degli Amorrei, il Paese che è oltre il Giordano, dal torrente Arnon al monte Ermon - quelli di Sidone chiamano Sidon l' Ermon, gli Amorrei lo chiamano Senir, tutte le città della pianura, tutto Basan, tutto Galaad fino a Salca e a Edrei, città del regno di Og in Basan.

Perchè Og re di Basan era rimasto l' unico superstite dei Refaim. Ecco, il suo letto, un letto di ferro, non è forse a Rabba degli Ammoniti ? E' lungo nove cubiti, secondo il cubito di un uomo.

 

INSEDIAMENTO  IN  TRANSGIORDANIA

 

In quel tempo abbiamo preso in possesso questo Paese: ai Rubeniti e ai Gaditi diedi il territorio di Aroer, sul torrente Arnon, sino a metà della montagna di Galaad, con le sue città.

Alla metà della tribù di Manasse diedi il resto di Galaad e tutto il regno di Og, in Basan; tutto il territorio di Argob, con tutto Basan, che si chiamava il Paese dei Refaim.

Iair, figlio di Manasse, prese tutta la regione di Argob fino al confine dei Ghesuriti e dei Maacatiti e lo chiamò con il suo nome: i villeggi di Basan, che anche oggi si chiamano i villaggi di Iair.

Diedi Galaad a Machir. Ai Rubeniti e ai Machiti diedi da Galaad fino al torrente Arnon, fino alla metà del torrente che serve da confine, e fino al torrente Iabbok,   frontiera degli Ammoniti e l' Araba il cui confine è costituito dal Giordano, da Genesaret fino al mare dell' Araba, cioè il Mar Morto, sotto le radici del Pisga, verso l' Oriente.

Ora, in quel tempo, io vi diedi quest' ordine: Il Signore vostro Dio vi ha dato questo Paese in proprietà. Voi tutti, uomini vigorosi, passerete armati alla testa degli Israeliti vostri fratelli. Soltanto le vostre mogli, i vostri fanciulli, il vostro bestiame (so che di bestiame ne avete molto) rimarranno nelle città che vi ho dato finchè il Signore abbia dato una dimora tranquilla ai vostri fratelli come ha fatto per voi, e prendano anch' essi il possesso del Paese che il Signore vostro Dio sta per dare a loro oltre il Giordano. Poi ciascuno tornerà nel possesso che io vi ho dato.

In quel tempo diedi anche a Giosue' quest' ordine: I tuoi occhi hanno visto quanto il Signore vostro Dio ha fatto a questi due re; lo stesso farà il Signore a tutti i regni nei quali tu stai per entrare.

Non li temete perchè lo stesso Signore vostro Dio combatte per voi.

 

PREGHIERA  DI  MOSE'

 

In quel medesimo tempo io supplicai il Signore: Signore Dio, tu hai cominciato a mostrare al tuo servo la tua grandezza e la tua mano potente; quale altro Dio, infatti, in cielo, o sulla terra, può fare opere e prodigi come i tuoi ? Permetti che io passi al di là e veda il bel Paese che è oltre il Giordano, e questi bei monti, e il Libano.

Ma il Signore si adirò contro di me per causa vostra e non mi esaudì.

Il Signore mi disse: Basta, non parlarmi più di questa cosa. Sali sulla cima del Pisga, volgi lo sguardo a Occidente, a Settentrione, a Mezzogiorno e a Oriente e contempla il Paese con gli occhi, perchè tu non passerai questo Giordano.

Trasmetti i tuoi ordini a Giosue', rendilo intrepido e incoraggialo, perchè lui lo passerà alla testa di questo popolo e metterà Israele in possesso del Paese che vedrai.

Così ci fermammo nella valle di fronte a Bet- Pecor.

 

 

 

PROLOGO  ALLA  PROMULGAZIONE 

DELLA  LEGGE

 

4.   Ora dunque, Israele, ascolta le norme e le leggi che io vi insegno, perchè le mettiate in pratica, perchè le viviate ed entriate in possesso del Paese che il Signore sta per darvi.

Non aggiungete nulla a ciò che io vi comando e non ne toglierete nulla; ma osserverete i comandi del Signore Dio vostro che io vi prescrivo.

I vostri occhi videro ciò che il Signore ha fatto a Baal Peor: come il Signore tuo Dio abbia distrutto in mezzo a te quanti avevano seguito Baal Peor; ma voi che vi mantenete fedeli al Signore vostro Dio siete oggi tutti in vita.

Vedete, io vi ho mostrato leggi e norme come il Signore vostro Dio mi ha ordinato, perchè le mettiate in pratica nel Paese in cui state per entrare per prenderne possesso. Le osserverete dunque e le metterete in pratica perchè quella sarà la vostra saggezza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli, i quali, udendo parlare  di tutte queste leggi diranno: questa grande Nazione ha la sua Divinità così vicina a sè, come il Signore nostro Dio è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo ?

E qual grande Nazione ha leggi e norme giuste com' è questa legislazione  che io oggi vi espongo ?

Ma guardati e guardati bene dal dimenticare le cose che i tuoi occhi hanno visto: non ti sfuggano dal cuore per tutto il tempo della tua vita. Le insegnerai anche ai tuoi figli e ai figli dei tuoi figli.

Ricordati del giorno in cui sei comparso davanti al Signore tuo Dio nell' Oreb, quando il Signore mi disse: Radunami il popolo ed io farò loro udire le mi parole perchè imparino a temermi finchè vivranno sulla terra, e le insegnino ai loro figli.

Voi vi avvicinaste e vi fermaste ai piedi del monte, il monte ardeva nelle fiamme che si innalzavano in mezzo al cielo; vi erano tenebre, nuvole e oscurità. Il Signore vi parlò dal fuoco, voi udiste il suono delle parole, ma non vedevate alcuna figura; vi era soltanto una voce.

Egli vi annunciò la sua alleanza, che vi comandò di osservare, cioè i dieci comandamenti, e li scrisse su due tavole di pietra.

A me in quel tempo il Signore ordinò di insegnarvi leggi e norme, perchè voi le metteste in pratica nel Paese in cui state per entrare per prenderne possesso.

 

COMMENTO  ALLA  PRIMA  PARTE  DEL  DECALOGO

 

Perchè adunque non vedeste alcuna figura quando il Signore vi parlò sull' Oreb, dal fuoco, state bene in guardia per la vostra vita, perchè non vi corrompiate e non vi facciate l' immagine scolpita di qualche idolo, la figura di maschio o di femmina, la figura di qualche animale, la figura di un uccello che vola nei cieli, la figura di una bestia che striscia sul suolo, la figura di un pesce che vive nelle acque sotto la terra; perchè, alzando gli occhi al cielo e vedendo il sole, la luna e le stelle, tutto l' esercito del cielo, tu non sia trascinato a prostrarti davanti a quelle cose e servirle, cose che il Signore tuo Dio ha abbandonato in sorte a tutti i popoli che sono sotto tutti i cieli.

Voi invece, il Signore vi ha presi, vi ha fatti uscire dal crogiuolo di ferro, dall' Egitto, perchè foste un popolo che gli appartenesse, come oggi difatti siete.

 

Il Signore si arrabbiò molto contro di me per causa vostra, e giurò che io non avrei passato il Giordano e non sarei entrato nella fertile terra che il Signore Dio tuo ti da in eredità. Perchè io devo morire in questo Paese, senza passare il Giordano, ma voi lo dovete passare e possedere quella fertile terra.

Guardatevi dal dimenticare l' alleanza che il Signore vostro Dio ha stabilito con voi, e dal farvi alcuna immagine scolpita di qualunque cosa riguardo alla quale il Signore tuo Dio ti ha dato un comando.

Perchè il Signore tuo Dio è fuoco divoratore, un Dio geloso.

 

Quando avrete generato figli e nipoti, e sarete invecchiati nel paese, se vi corromperete, se vi farete immagini scolpite di qualunque cosa, se farete ciò che male agli occhi del Signore  vostro Dio per irritarlo, io chiamo oggi in testimonio contro di voi il cielo e la terra; voi certo perirete scomparendo dal Paese di cui state per prendere possesso oltre il Giordano. Voi non vi rimarrete lunghi giorni, ma sarete tutti sterminati.

Il Signore vi disperderà fra i popoli e non resterete più di un piccolo numero fra le nazioni dove il Signore vi condurrà.

Là servirete a dèi fatti da mano d' uomo, dèi di legno e di pietra, i quali non vedono, non mangiano e non odorano.

Ma di là cercherai il Signore tuo Dio, e lo troverai se lo cercherai con tutto il cuore e con tutta l' anima.

Con angoscia, quando tutte queste cose ti saranno avvenute, negli ultimi giorni, tornerai al Signore tuo Dio e ascolterai la sua voce, perchè il Signore Dio tuo è un Dio misericordioso, non ti abbandonerà e non ti distruggerà, non dimenticherà l' alleanza che ha giurato ai tuoi padri.

 

L'  ELEZIONE  DIVINA

CHE  PRIVILEGIA  ISRAELE

 

Interroga pure i tempi antichi che furono prima di te: Dal giorno in cui Dio creò l' uomo sulla terra e da una estremità dei cieli all'altra vi fu mai cosa grande come questa e vi fu mai cosa simile a questa ?

Che cioè un popolo abbia udito la voce di Dio parlare dal fuoco, come l' hai udita tu e rimanesse vivo ?

O abbia mai tentato un Dio di andare a scegliersi una nazione in mezzo a un' altra, con prove, segni, prodigi e battaglie, con mano potente e braccio teso, e grandi terrori, come fece per voi il Signore vostro Dio in Egitto, sotto i vostri occhi ?

Tu sei diventato spettatore di queste cose, perchè tu sappia che il Signore è Dio e non ve n' è altri fuori di lui.

 

Dal cielo ha fatto sentire la sua voce, per educarti, sulla terra ti ha mostrato il suo grande fuoco e  tu hai udito le sue parole in mezzo al fuoco. Perchè ha amato i tuoi padri, ha scelto la loro posterità e ti ha fatto uscire dall' Egitto con la sua stessa presenza e con grande potenza, per scacciare davanti a te nazioni più grandi e più potenti di te, per farti entrare nel loro Paese e dartene possesso, come appunto è oggi.

Sappi dunque oggi, e conserva bene nel tuo cuore che il Signore è Dio lassù nel cielo e quaggiù sulla terra, e non ve n'è altro.

Osserva dunque le sue leggi e i suoi comandi che oggi ti do, perchè sii felice, tu e i tuoi figli dopo di te e perchè tu resti a lungo nel Paese che il Signore tuo Dio ti dà per sempre. "

 

LE  CITTA'  RIFUGIO

 

In quel tempo Mose' scelse tre città oltre il Giordano, verso Oriente, perchè servissero di asilo all' omicida che aveva ucciso il suo prossimo involontariamente, senza averlo odiato prima, perchè potesse aver salva la vita fuggendo in una di quelle città.

Esse furono, Beser nel deserto, sull' altopiano per i Rubeniti; Ramot in Galaad per i Gaditi, e Goan, in Basan per i Manassiti.

 

SECONDO   DISCORSO  DI  MOSE'

INTRODUZIONE AL DISCORSO

 

Questa è la legge che Mose' espose agli Israeliti. Queste sono le istruzioni, le leggi e le norme che Mose' diede agli Israeliti quando furono usciti dall' Egitto, oltre il Giordano, nella valle di fronte a Bet - Peor nel Paese di Sicon, re degli Amorrei, che abitava in Chesbon e che Mose' e gli Israeliti sconfissero quando furono usciti dall' Egitto.

Essi avevano preso possesso del Paese di lui e del Paese di Og, re di Basan - due re Amorrei che stavano oltre il Giordano, verso Oriente -, da Aroer che è sull' orlo della valle dell' Arnon, sino al monte Sirion, cioè l' Ermon, con tutta l' Araba oltre il Giordano, verso Oriente, verso il mare dell' Araba, sotto le pendici del Pisga.

 

IL  DECALOGO

 

5.   Mose' convocò tutto Israele e disse loro: "Ascolta Israele, le leggi e le norme che oggi io proclamo dinanzi a voi: imparatele e custoditele e mettetele in pratica.

Il Signore nostro Dio ha stabilito con noi un' alleanza sull' Oreb.

Il Signore non ha stabilito questa alleanza con i nostri padri, ma con noi che siamo qui oggi, tutti in vita.

Il Signore vi ha parlato faccia a faccia sul monte, dal fuoco, mentre io stavo tra il Signore e voi, per riferirvi la parola del Signore,perchè voi avevate paura di quel fuoco e non eravate saliti sul monte.

Egli disse: Io sono il Signore tuo Dio che ti ho fatto uscire dal Paese d' Egitto, dalla condizione servile.

Non avere altri dèi di fronte a me. Non ti farai idolo ne' immagine alcuna di ciò che è lassù in cielo, ne' di ciò che è quaggiù sulla terra, ne' di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a quelle cose e non le servirai. Perchè io, il Signore tuo Dio, sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e quarta generazione per quanti mi odiano, ma usa misericordia fino a mille generazioni verso coloro che mi amano e osservano i miei comandamenti.

Non pronunciare invano il nome del Signore tuo Dio perchè il Signore non ritiene innocente chi pronuncia il suo nome invano.

Osserva il giorno di sabato per santificarlo, come il Signore Dio tuo ti ha comandato.

Sei giorni faticherai e farai ogni lavoro, ma il settimo giorno è il sabato per il Signore tuo Dio: non fare lavoro alcuno ne' tu ne' tuo figlio, ne' la tua figlia, ne' il tuo schiavo, ne' la tua schiava, ne' il tuo bue, ne' il tuo asino, ne' alcuna delle tue bestie, ne' il forestiero che sta entro le tue porte, perchè il tuo schiavo e la tua schiava si riposino come te.

Ricordati che sei stato schiavo nel Paese d' Egitto e che il Signore tuo Dio ti ha fatto uscire di là con mano potente e braccio teso. Perciò il Signore tuo Dio ti ordina di osservare il giorno di sabato.

 

Onora tuo padre e tua madre come il Signore Dio ti ha comandato, perchè la tua vita sia lunga e tu sii felice nel Paese che il Signore tuo Dio ti dà.

Non uccidere.

Non commettere adulterio.

Non rubare.

Non pronunziare testimonianza falsa contro il tuo prossimo.

Non desiderare la moglie del tuo prossimo.

Non desiderare la casa del tuo prossimo, ne' il suo campo, ne' il suo schiavo, ne' la sua schiava, ne' il suo bue, ne' il suo asino, ne' alcuna delle cose che sono dl tuo prossimo.

 

Queste parole pronunciò il Signore davanti alla vostra assemblea, dal fuoco, dalla nube e dall' oscurità, con voce poderosa, e non aggiunse altro. Le scrisse su due tavole di pietra e me le diede.

 

LA  MEDIAZIONE  DI  MOSE'

 

All' udire la voce in mezzo alle tenebre, mentre il monte era tutto in fiamme, i vostri capi tribù e i vostri anziani si avvicinarono tutti a me e dissero: Ecco, il Signore nostro Dio ci ha mostrato la sua gloria e la sua grandezza, e noi abbiamo udito la sua voce dal fuoco; oggi abbiamo visto che Dio può parlare con l' uomo e l' uomo restare vivo.

Ma ora, perchè dovremmo morire ? Questo grande fuoco infatti ci consumerà; se continuiamo ancora ad udire il nostro Dio moriremo.

Poichè, chi tra tutti i mortali ha udito come noi la voce del Dio vivente parlare dal fuoco ed è rimasto vivo ?

Avvicinati tu e ascolta quanto il Signore nostro Dio dirà; ci riferirai quanto il Signore nostro ti ha detto e noi lo ascolteremo e lo faremo.

Il Signore udì le vostre parole mentre mi parlavate e mi disse: Ho udito le parole che questo popolo ti ha rivolto; quanto hanno detto va bene. Oh se avessero sempre un tal cuore da temermi e da osservare tutti i miei comandi, per essere felici, loro e i loro figli per sempre !

Và e dì loro: Tornate alle vostre tende; ma tu resta qui con me e il ti detterò tutti i comandi, tutte le leggi e le norme che dovrai insegnare loro, perchè le mettano in pratica nel Paese che io sto per dare in vostro possesso.

Badate dunque di fare come il Signore vostro Dio ha comandato: non ve ne discostate ne' a destra ne' a sinistra; camminate in tutto e per tutto sulla via che il Signore vostro Dio vi ha prescritto, perchè viviate e siate felici e rimaniate a lungo nel Paese di cui avrete il possesso.

 

FEDELTA'  ALL'  ALLEANZA

NELLA  TERRA  PROMESSA

 

6.   Questi sono i comandi, le leggi, le norma che il Signore vostro Dio ha ordinato di insegnarvi, perchè lo mettiate in pratica nel Paese in cui state per entrare per prenderne possesso, perchè tu tema il tuo Dio osservando per ogni giorno della tua vita, tu, il tuo figlio, e il figlio di tuo figlio, tutti i comandi  e le leggi che io ti do, e così sia lunga la tua vita.

Ascolta o Israele, e bada di metterli in pratica perchè tu sia felice, e cresciate molto di numero nel Paese dove scorre il latte e il miele, come il Signore Dio dei tuoi padri, ti ha detto.

Ascolta Israele, il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l' anima e con tutte le forze.

Questi precetti che oggi ti do ti siano fissi nel cuore, li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per la via, quando ti coricherai e quando ti alzerai.

Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio fra gli occhi e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.

 

Quando il Signore tuo Dio ti avrà fatto entrare nel Paese che ai tuoi padri Abramo, Isacco e Giacobbe aveva giurato di darti, quando ti avrà condotto alle città grandi e belle che tu non hai edificato, alle case piene di ogni bene che tu non hai riempito, alle cisterne scavate, ma non da te, alle vigne e agli oliveti che tu non hai piantato, quando avrai mangiato e ti sarai saziato, guardati dal dimenticare il Signore che ti ha fatto uscire dal Paese d' Egitto, dalla condizione servile.

Temerai il Signore Dio tuo e lo servirai e giurerai per il suo nome.

 

Non seguirete altri dèi divinità dei popoli che vi staranno attorno, perchè il Signore tuo Dio, che sta in mezzo a te, è un Dio geloso; l' ira del Signore tuo Dio si accenderebbe contro di te e ti distruggerebbe dalla terra.

Non tenterete il Signore vostro Dio come lo tentaste a Massa. Osserverete diligentemente i comandi del Signore vostro Dio, le istruzioni e le leggi che vi ha dato.

Farai ciò che è giusto e buono agli occhi del Signore, perchè tu sia felice ed entri in possesso della fertile terra che il Signore giurò ai tuoi padri di darti dopo che avrà scacciato tutti i nemici davanti a te, come il Signore ha promesso.

 

AGGADAH  PASQUALE

 

Quando in avvenire tuo figlio ti domanderà: Che significano queste istruzioni, queste leggi e queste norme che il Signore nostro Dio vi ha dato ? Tu risponderai a tuo figlio: Eravamo schiavi del Faraone in Egitto e il Signore ci fece uscire dall' Egitto con mano potente.

Il Signore operò sotto i nostri occhi segni e prodigi grandi e terribili contro l' Egitto, contro il Faraone e contro tutta la sua casa. Ci fece uscire di là per condurci al Paese che aveva giurato ai nostri padri di darci.

Allora il Signore ci ordinò di mettere in pratica tutte queste leggi, temendo il Signore nostro Dio così da essere sempre felici ed essere conservati in vita, come appunto siamo oggi.

La giustizia consisterà per noi nel mettere in pratica tutti questi comandi, davanti al Signore Dio nostro, come ci ha ordinato.

 

ISRAELE,  POPOLO  DI  CONSACRATI

 

7.    Quando il Signore tuo Dio ti avrà introdotto nel Paese che vai a prendere in possesso e ne avrai scacciato davanti a te molte nazioni: gli Hittiti, i Gergesei, gli Amorrei, i Perizziti, gli Evei, i Cananei e i Gebusei, sette Nazioni più grandi e più potenti di te, quando il Signore tuo Dio le avrà messe in tuo potere e tu le avrai sconfitte, le voterai allo sterminio; non farai con esse alleanza ne' farai loro grazia.

Non ti imparenterai con loro, non darai le tue figlie al loro figli, perchè allontanerebbero i tuoi figli dal seguire me per farli seguire a dèi stranieri, e l' ira del Signore si accenderebbe contro di te e ben presto vi distruggerebbe.

 

Ma voi vi comporterete con loro così: demolirete i loro altari, spezzerete le loro stele, taglierete i loro pali sacri, brucerete nel fuoco i loro idoli. Tu infatti sei un popolo consacrato al Signore tuo Dio; il Signore tuo Dio ti ha scelto per essere il suo popolo, privilegiato fra tutti i popoli che sono sulla terra.

Il Signore si è legato a voi e vi ha scelti, non perchè siete più numerosi di tutti gli altri popoli  - siete infatti il più piccolo di tutti i popoli - ma perchè il Signore vi ama e ha voluto mantenere il giuramento fatto ai nostri padri; il Signore vi ha fatti uscire con mano potente e vi ha riscattati liberandovi dalla condizione servile, dalla mano del Faraone, re d' Egitto.

Riconoscete dunque che il Signore vostro Dio è Dio, il Dio fedele che mantiene la sua alleanza e benevolenza per mille generazioni con coloro che l' amano e osservano i suoi comandamenti, ma ripaga nella loro persona coloro che lo odiano facendoli perire; non concede una dilazione a chi lo odia, ma nella sua stessa persona lo ripaga.

Osserverai dunque i comandi, le leggi e le norme che oggi vi do, mettendoli in pratica.

Per aver dato voi ascolto a queste norme e per averle osservate e messe in pratica, il Signore tuo Dio conserverà con te l' alleanza e la benevolenza che ha giurato ai tuoi padri.

Egli ti amerà, ti benedirà, ti moltiplicherà, benedirà il frutto del tuo seno e il frutto del tuo suolo: il tuo frumento, il tuo mosto e il tuo olio, i parti delle tue vacche e i nati del tuo gregge, nel Paese che ha giurato ai tuoi padri di darti.

 

 

Tu sarai benedetto più di tutti i popoli e non ci sarà in mezzo a te ne' maschio ne' femmina sterile, e neppure fra il tuo bestiame.

Il Signore allontanerà da te ogni infermità e non  manderà a te alcuna di quelle funeste malattie d' Egitto che bene conoscesti, ma le manderà a quanti ti odiano.

Sterminerà dunque tutti i popoli che il Signore Dio sta per consegnare a te; il tuo occhio non li compianga; non servire i loro dèi, perchè ciò è una trappola per te.

 

LA  FORZA  DIVINA  CHE  DA'  IL  SUCCESSO

 

Forse penserai: queste nazioni sono più numerose di me. Come potrò scacciarle ? Non temere ! Ricordati di quello che il Signore tuo Dio fece al Faraone e a tutti gli Egiziani. Ricordati delle grandi prove che hai visto con gli occhi, dei segni, dei prodigi, della mano potente e del braccio teso con cui il Signore ti ha fatto uscire; così farà il Signore tuo Dio a tutti i popoli dei quali hai timore.

Anche i calabroni manderà contro di loro il Signore tuo Dio finchè non siano periti quelli che saranno rimasti illesi, o nascosti al tuo passaggio.

Non tremare davanti ad essi perchè il Signore tuo Dio è in mezzo a te, Dio grande e terribile.

Il Signore tuo Dio scaccerà poco a poco queste nazioni davanti a te; tu non potrai distruggerle in fretta, altrimenti le bestie selvatiche si moltiplicherebbero a tuo danno. Ma il Signore tuo Dio le metterà in tuo potere e le getterà in grande spavento finchè siano distrutte.

Ti metterà nelle mani i loro re e tu farai perire i loro nomi sotto il cielo; nessuno potrà resisterti finchè tu le abbia distrutte.

Darai alle fiamme le sculture del loro dèi, non bramerai e non prenderai per te il loro argento e oro che è su di quelle, altrimenti tu resteresti come preso in trappola, perchè sono un abominio per il Signore tuo Dio; non introdurrai quest' abominio in casa tua, perchè sarai come esso votato allo sterminio; lo detesterai e lo avrai in abominio, perchè è votato allo sterminio.

 

RICORDATI,  ISRAELE

 

8.   Baderete di mettere in pratica tutti i comandi che oggi vi do, perchè viviate, diventiate numerosi ed entriate in possesso del Paese che il Signore ha giurato di dare ai vostri padri.

Ricordati di tutto il cammino che il Signore tuo Dio ti ha fatto percorrere in questi quarant' anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore e se tu avresti osservato o no i suoi comandi.

Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che neppure i tuoi padri avevano mai conosciuto, per farti capire che l' uomo non vive soltanto di pane, ma che l' uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore.

Il tuo vestito non ti si è logorato addosso e il tuo piede non si è gonfiato durante questi quarant' anni.

Ricordati dunque in cuor tuo che, come un uomo corregge il figlio, così il Signore Dio corregge te.

 

Osserva i comandi del Signore tuo Dio camminando sulle sue vie e temendolo, perchè il Signore tuo Dio sta per farti entrare in un Paese fertile: Paese di torrenti, di fonti e di acque sotterranee che scaturiscono nella pianura e sulla montagna, Paese di frumento, di orzo, di viti, di fichi e di melograni; Paese di ulivi, di olio e di miele; Paese dove non mangerai con scarsità il pane; Paese dove non ti mancherà nulla; Paese dove le pietre sono ferro e da cui monti scaverai il rame.

Mangerai dunque a sazietà e  benedirai il Signore tuo Dio a causa del Paese fertile che ti avrà dato.

 

Guardati bene dal dimenticare il Signore tuo Dio così da non osservare i suoi comandi, le sue norme e le sue leggi che oggi ti do.

Quando avrai mangiato e ti sarai saziato, quando avrai costruito belle case e vi avrai abitato, quando avrai visto il tuo bestiame, grosso e minuto moltiplicarsi, accrescersi il tuo argento e il tuo oro e abbondare in ogni cosa, il tuo cuore non si inorgoglisca in modo da dimenticare il Signore tuo Dio, che ti ha fatto uscire dal Paese d' Egitto, dalla condizione servile, che ti ha condotto per questo deserto grande e spaventoso, luogo di serpenti velenosi e di scorpioni, terra assetata, senz' acqua; che ha fatto sgorgare per te l' acqua dalla roccia durissima; che nel deserto ti ha nutrito di manna sconosciuta ai tuoi padri, per umiliarti e per provarti, per farti felice nel tuo avvenire .

Guardati dunque dal pensare: la mia forza e la potenza della mia mano mi hanno acquistato questa ricchezza.

Ricordati invece del Signore tuo Dio perchè egli ti da la forza per acquistare ricchezze, al fine di mantenere, come fa oggi, l' alleanza che ha giurato ai tuoi padri.

 

Ma se tu dimenticherai il Signore tuo Dio e seguirai altri dèi e li servirai e ti prostrerai davanti a loro, io attesto contro di voi che certo perirete !

Perirete come le nazioni che il Signore fa perire davanti a voi, perchè non avrete dato ascolto alla voce del Signore vostro Dio.

 

E'  IL  SIGNORE  CHE  VINCE

NON  GLI  ISRAELITI

 

9.   Ascolta Israele, oggi tu attraverserai il Giordano per andare ad impadronirti di nazioni più grandi e più potenti di te, di città grandi e fortificate fino al cielo, di un popolo grande e alto di statura, dei figli degli Anakiti che tu conosci e dei quali hai sentito dire: chi mai resisterà ai figli di Anak ?

Sappi dunque oggi che il Signore tuo Dio passerà davanti a te come fuoco divoratore, li distruggerà e li abbatterà davanti a te; tu li scaccerai dinanzi a te; tu gli scaccerai e li farai perire in fretta, come il Signore ti ha detto.

Quando il Signore tuo Dio li avrà scacciati  a te, non pensare: A causa della mia giustizia il Signor mi ha fatto entrare in possesso di questo Paese, mentre per la malvagità di queste nazioni il Signore le scaccia dinanzi a te.

No, tu non entri in possesso del loro Paese a causa della tua giustizia, ne' a causa della rettitudine del tuo cuore; ma il Signore tuo Dio scaccia queste nazioni dinanzi a te per la loro malvagità e per mantenere la parola che il Signore ha giurato ai tuoi padri, ad Abramo, ad Isacco, a Giacobbe.

Sappi dunque che non a causa della tua giustizia il Signore tuo Dio ti da il possesso di questo fertile Paese, anzi, tu sei un popolo di dura cervice.

 

RICORDO  DELL'  APOSTASIA  ALL'  OREB